ROOSTERS99 Posted November 25, 2009 Author Posted November 25, 2009 Paura a Palazzo: nel pc di Brenda trovati migliaia di file e di video 25/11/2009 | . di Gianluigi Nuzzi - Migliaia di foto e video amatoriali. Migliaia di file. Materiale hard, choc per le centinaia di clienti che affollavano le notti di Brenda. Ora il computer portatile del transessuale fa paura alla Roma invisibile che anima il lavoro dei trans e dei pusher. Quando i tecnici della procura hanno iniziato la scansione, lunedì notte, sono rimasti impressionati. L’acqua non ha compromesso la memoria. E dal pc sono spuntati oltre 90 giga byte di materiale conservato dal trans negli ultimi mesi. Un volume impressionante considerando che un computer di un uomo d’affari, un professionista, in genere arriva a 4,5, al massimo 6,7 giga di memoria. Cosa contiene dunque il pc dei segreti di Brenda? Su questo Ros dei carabinieri e magistrati fanno muro. E rinviano ufficialmente, con dichiarazioni pubbliche, a oggi: «Allo stato – precisa il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo a Libero – non è stato aperto alcun file. Qualsiasi notizia che verrà pubblicata in merito prima del pomeriggio di mercoledì sarà frutto delle deduzioni e della fantasia di voi giornalisti». Ma le anticipazioni, le valutazioni che si possono compiere seppur ipotetiche sono assai realistiche. Ci si basa su dati informatici, somme e sottrazioni. Che portano, tutti, alla stessa sconfortante conclusione: solo una memoria zeppa di video può raggiungere le dimensioni choc di quella di Brenda. Foto, video, film. La semplice matematica viene in aiuto. Il calcolo, seppure un po’ noioso, è illuminante. Vediamolo nel dettaglio. Come detto, la memoria occupata è da 90 giga che equivalgono a 90 mila mega. Tolti 4 mila mega di sistema operativo e altri 6 tra memorie diversamente impiegate, sul pc rimangono 80 mila mega. Considerando che i video sono i più “pesanti” e che un minuto di video occupa fino a quattro mega, significa che potrebbero esserci duemila filmini da 10 minuti l’uno. Fossero anche la metà (perché non abbiamo considerato lo spazio occupato da fotografie), i video sarebbero numerosissimi. Certo, magari Brenda ha scaricato decine di film pornografici da vedere in solitudine o insieme ai clienti per i momenti platonici (500 mega per due ore di film hard), ma rimarrebbero comunque spazi di memoria rilevanti. Avesse pure una galleria di tutto rispetto con 50 film hard da due ore l’uno, resterebbero 55 mila mega da giustificare. Ma su tutto c’è un dato ancor più sconvolgente. Quando lunedì notte i tecnici hanno smesso di copiare le memorie, per poter poi lavorare e scandagliare i file senza manomettere il computer, le macchine non avevano ancora recuperato tutti i file jpeg e video rapidamente cancellati da Brenda. Il disco fisso è delicatissimo e ogni registrazione seppur resettata rimane. Così la doppia attività tecnica consiste sia nel recupero di quanto cancellato sia nella copia di quanto già presente. Ma dal passato, dall’attività resettata stanno emergendo centinaia, centinaia di file, di matrice diversa che andranno tutti esaminati, visionati, collegati tra loro e messi a confronto in questa storia criminale. Per trovare punti in comune con i due cadaveri. Oggi, le deduzioni sono affrettate. La prudenza della procura è comprensibile. Ma qui ci troviamo di fronte a un poderoso, capiente, inquietante archivio di foto e video. Le prossime ore racconteranno volti, storie e disgrazie di chi compare in queste immagini lasciando agli inquirenti la responsabilità enorme di inviduare la verità su due morti misteriosi, forse su due omicidi, quello di Brenda e quello del pusher Gian Guerino Cafasso, ma al tempo stesso di non distruggere la vita di clienti magari ripresi inconsapevolmente. Con quell’adagio che ripetono gli investigatori: i nomi dei politici indicati come clienti dai transessuali incontrati in questa inchiesta, è particolarmente numeroso: «Se ogni professione ha un suo vizio- è la battuta più frequente-, quello della politica è di certo andare a trans. La percentuale di politici clienti dei transessuali è assai più rilevante di quella di altre attività lavorative». C’è poi una prospettiva da affrontare. Chi e perché ha lasciato quel computer sotto l’acqua corrente? Ecco, forse questa è la domanda che anticipa tutte le altre. Gli elementi raccolti dagli inquirenti fanno ritenere che la morte di Brenda nasconda un omicidio volontario. L’assassino ha lasciato il computer dei segreti, sul lavabo della cucina. Ma non sotto l’acqua corrente come si era scritto finora. Questo almeno dai verbali dei vigili del fuoco intervenuti che ricordano di aver notato il pc sul lavandino, il rubinetto dell’acqua aperto ma non sopra il video del portatile. Ricordi che se confermati farebbero cadere l’idea che qualcuno per evitare che le fiamme potessero compromettere la memoria avesse messo il pc sotto l’acqua corrente. La mossa era troppo grossolana per scartare che si potesse trattare magari di un sapiente depistaggio, un modo per orientare le indagini verso la vicenda Marrazzo, videotape e ricatti. gianluigi.nuzzi@libero-news.eu
Ponchiaz Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 La notizia: nel computer ci sono tanti giga di file. Quante parole inutili per dire questo.
Leasir Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 peraltro calcoli spannometrici e basati su postulati non tanto saldi... 1 minuto di video = 4 mega ? boh, forse, dipende dalla qualità. con la mia fotocamera ad esempio un video di 1 minuto in HQ pesa circa 100 mega... peraltro (2) se gli 80 Gb di materiale foto/video si riferissero effettivamente a prestazioni sessuali con trans, non vorrei mai essere nel povero perito che dovrà controllarli tutti :D
corny Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 ... 90 giga che equivalgono a 90 mila mega ... Grazie Nuzzi non ci sarei mai arrivato .... . Un volume impressionante considerando che un computer di un uomo d’affari, un professionista, in genere arriva a 4,5, al massimo 6,7 giga di memoria..... Qui il garante della privacy dovrebbe intervenire ..... altro che il caso Telecom, qui c'è gente che controlla i PC dei nostri manager..... Ma come si fà a scrivere certe stronzate.
Leasir Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 Examples of gigabyte-sized storage One hour of SDTV video at 2.2 Mbit/s is approximately 1 GB. Seven minutes of HDTV video at 19.39 Mbit/s is approximately 1 GB. 114 minutes of uncompressed CD-quality audio at 1.4 Mbit/s is approximately 1 GB.
ROOSTERS99 Posted November 25, 2009 Author Posted November 25, 2009 peraltro calcoli spannometrici e basati su postulati non tanto saldi... 1 minuto di video = 4 mega ? boh, forse, dipende dalla qualità. con la mia fotocamera ad esempio un video di 1 minuto in HQ pesa circa 100 mega... peraltro (2) se gli 80 Gb di materiale foto/video si riferissero effettivamente a prestazioni sessuali con trans, non vorrei mai essere nel povero perito che dovrà controllarli tutti :D ... 90 giga che equivalgono a 90 mila mega ... Grazie Nuzzi non ci sarei mai arrivato .... . Un volume impressionante considerando che un computer di un uomo d’affari, un professionista, in genere arriva a 4,5, al massimo 6,7 giga di memoria..... Qui il garante della privacy dovrebbe intervenire ..... altro che il caso Telecom, qui c'è gente che controlla i PC dei nostri manager..... Ma come si fà a scrivere certe stronzate. Tutto giusto, tutto divertente......ma sapete quanti stanno stringendo le chiappe in questo momento ??
Maurizio Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 Tutto giusto, tutto divertente......ma sapete quanti stanno stringendo le chiappe in questo momento ?? Dovevano stringerle prima, le chiappe.
alberto Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 Dovevano stringerle prima, le chiappe. detto questo, possiamo definitivamente occuparci d'altro. grande caramba!
Dragonheart Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 La notizia: nel computer ci sono tanti giga di file. Tanti giga e neanche un po' di...
Silver Surfer Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 Ma...sei OT! Postare subitissimo fotona della Lola in thread opportuno ("Passera")...
Long Leg Posted November 27, 2009 Posted November 27, 2009 peraltro calcoli spannometrici e basati su postulati non tanto saldi... 1 minuto di video = 4 mega ? boh, forse, dipende dalla qualità. con la mia fotocamera ad esempio un video di 1 minuto in HQ pesa circa 100 mega... peraltro (2) se gli 80 Gb di materiale foto/video si riferissero effettivamente a prestazioni sessuali con trans, non vorrei mai essere nel povero perito che dovrà controllarli tutti :D vi immaginate quante risate si farà il perito?
Ponchiaz Posted December 4, 2009 Posted December 4, 2009 «Lì mio figlio aveva paura» I genitori vedono i video choc È stata la denuncia del padre di un bambino che ha frequentato per tre anni l’asilo nido «Cip Ciop» di Pistoia a dare il via alle indagini sui maltrattamenti Due maestre in manette Genitori «con» e genitori «contro» PISTOIA — Una bimba di appena un anno presa per i capelli, tirata indietro con tanta forza da sollevare il seggiolone in cui è seduta, e ingozzata di cibo, il faccino coperto da un bavaglino perchè non sputi la pappa. Le lacrime di un maschietto di 10 mesi sollevato da terra per un braccino e picchiato sulla testa perchè non mangiava, un altro con il viso dentro il suo stesso vomito. Immagini di una crudeltà impressionante quelle che hanno visto, giovedì pomeriggio, alcuni genitori dei bambini picchiati nell’asilo «Cip e Ciop» di Pistoia, violenze inaudite che hanno portato in carcere la titolare dell’asilo privato Anna Laura Scuderi, 41 anni e una sua collaboratrice, Elena Pesce, 28 anni. Violenza inaudita e gratuita, registrata dalle videocamere nascoste della polizia che hanno certificato come i maltrattamenti fossero «una costante, «un comportamento abituale delle due donne» dicono in questura. «Le ho viste prendere mio figlio, che ha 10 mesi a schiaffi sulla testa perchè non voleva mangiare. Immagini schifose. L’hanno alzato di peso per picchiarlo. Aver visto mio figlio preso a schiaffi in quel modo mi ha fatto schifo. Quelle due stanno bene in carcere». Si sfoga così il padre del bimbo. LA SECONDA COPPIA - «Abbiamo detto alla polizia: o fate giustizia voi o ce la facciamo da soli perchè quelle due non devono più poter camminare con le loro gambe». Visibilmente sconvolta, esce dalla procura di Pistoia anche la seconda coppia che ha visionato i filmati delle videocamere nascoste. «Le immagini sono nitidissime - ha detto la donna - Abbiamo visto Laura Scuderi prendere per i capelli mia figlia che ha 14 mesi con una tale violenza che ha sollevato il seggiolone. Poi, tenendole la testa reclinata indietro, l’ha ingozzata di cibo e le ha premuto il bavagliolino sul viso per non farla sputare. Quella non è una donna, è una bestia. E alle mamme che pensano che la polizia abbia sbagliato ad arrestare la Scuderi e la Pesce, dico di guardare quelle immagini: era un lager, non un asilo». L'INTERROGATORIO DI GARANZIA - Venerdì mattina nel carcere di Sollicciano si terrà l’interrogatorio per la convalida dell’arresto delle due donne. Ma oggi è la giornata del calvario dei genitori che in procura assistono alla proiezione dei video dove si vedono le violenze subite dai bambini. Piccoli che progressivamente avevano cambiato abitudini e carattere: da giocosi e solari a tristi e aggressivi. Qualcuno non mangia più, altri si picchiano da soli sulla testa, altri ancora hanno sempre soltanto paura. Nel corso della giornata, emergono tanti particolari: dalle ex dipendenti che hanno abbandonato la struttura perchè la titolare, Anna Laura Scuderi «era nevrotica e urlava sempre» e usava metodi «non condivisibili» fino al fatto che Elena Pesce non era una maestra ma soltanto un'assistente. I genitori escono in lacrime dalla procura. Le immagini delle botte, delle violenze, sono «schifose». E a quelle mamme che sono perplesse e non credono alle violenze, una madre dice: «guardate bene cosa hanno fatto a mia figlia e a tanti altri bambini. La polizia ha fatto quello che doveva, ha arrestato due bestie». IL RACCONTO DEL PADRE CHE HA SPORTO DENUNCIA - Un padre, rappresentante delle forze dell’ordine, e una madre che lavora nell’ambito della sanità, sono stati i primi a farsi delle domande di fronte al figlio che, dopo l’ingresso al nido, si era come trasformato. Il piccolo, che oggi ha 4 anni, fino alla scorsa estate era un alunno di quella scuola. Era arrivato a soli sei mesi, è rimasto lì fino a settembre, quando ha fatto il salto nella scuola dei più grandi, la materna. «Qualcuno — racconta oggi il padre — mi ha anche detto che ero pazzo a mandare mio figlio lì, con tutto quello che si diceva in giro. Ma io non volevo credere a quelle che mi sembravano solo voci infondate». Dopo il primo anno però qualcosa è cambiato. «Il bambino non era più lo stesso», racconta la madre. «Che qualcosa non andasse per il verso giusto ce ne siamo accorti dopo. A sei mesi il bambino è troppo piccolo per parlare ma a un anno e mezzo riesce a farsi capire meglio». Il suo disagio si esprime con la rabbia e la paura: «Non ne voleva sapere di andare in quella scuola e quando si trovava di fronte soprattutto alcune insegnanti era ancora più nervoso del solito, come impaurito». La maestra Laura, dice ora il padre, aveva un atteggiamento sempre un po’ aggressivo verso i piccoli «ma pensavo si trattasse solo di un fatto caratteriale, non ho mai pensato ci potesse essere qualcosa di più». Il piccolo diventa sempre più irascibile. «Quando tornava a casa era aggressivo — continua la madre — sembrava avere pochissimi stimoli e io avevo la netta impressione che da quando andava a scuola avesse fatto più passi indietro che avanti». Per qualche tempo la madre si è posta il problema che quell’atteggiamento dipendesse dal fatto che il piccolo non frequentasse assiduamente la scuola. «Utilizzavo il nido più che altro come un baby parking. Lo portavo a giorni alterni e non sempre rimaneva a pranzo. Avevo anche chiesto alle insegnanti se ci fossero problemi ma loro hanno sempre negato». www.corriere.it ------------------------------- Ma io dico, perche' sprecare soldi e tempo in un lungo processo: perche' pensare al carcere. Io dico: spacchiamo gambe e braccia a queste due maestre e mandiamole a casa. E' meglio.
ROOSTERS99 Posted December 4, 2009 Author Posted December 4, 2009 Ho pensato la stessa cosa : i filmati e 1000 altri riscontri sono prove incontrvertibili. Un bel pezzo dilego in mano a ciascun genitore e tanti saluti alle "maestre". NON CI POSSO CREDERE !!! UN ASILO NIDO !!!!
Roberto Posted December 4, 2009 Posted December 4, 2009 Io dico: spacchiamo gambe e braccia a queste due maestre e mandiamole a casa.... .....senza passare dall'ospedale.......
Virgus Posted December 4, 2009 Posted December 4, 2009 Non capisco perchè siano state arrestate . Avrebbero dovuto essere lasciate in mano ai genitori dei bimbi per essere interrogate ....
Silver Surfer Posted December 4, 2009 Posted December 4, 2009 Scenario plausibile: liberate causa violazione della Privacy x telecamere non permesse...? Vi ricordate i ladri della distribuzione-bagagli negli aeroporti...? Firmato: uno che è stato derubato in aeroporto con apertura del bagaglio, nonchè defraudato per aver subito rottura del bagaglio senza essere stato risarcito...
Leasir Posted December 4, 2009 Posted December 4, 2009 Scenario plausibile: liberate causa violazione della Privacy x telecamere non permesse...? credo che più di un genitore speri che succeda questo, in modo da poterle avere "sotto mano" il più presto possibile.
Ponchiaz Posted December 4, 2009 Posted December 4, 2009 Certo pero' che dalle scale cadono sempre solo gli sfigati, mai queste.
Dragonheart Posted December 4, 2009 Posted December 4, 2009 .....senza passare dall'ospedale....... Io invece le farei ricoverare a Roma, al Pertini, mettendole in cura con il metodo Cucchi.
davide Posted December 9, 2009 Posted December 9, 2009 «Lì mio figlio aveva paura»I genitori vedono i video choc È stata la denuncia del padre di un bambino che ha frequentato per tre anni l'asilo nido «Cip Ciop» di Pistoia a dare il via alle indagini sui maltrattamenti Due maestre in manette Genitori «con» e genitori «contro» PISTOIA — Una bimba di appena un anno presa per i capelli, tirata indietro con tanta forza da sollevare il seggiolone in cui è seduta, e ingozzata di cibo, il faccino coperto da un bavaglino perchè non sputi la pappa. Le lacrime di un maschietto di 10 mesi sollevato da terra per un braccino e picchiato sulla testa perchè non mangiava, un altro con il viso dentro il suo stesso vomito. Immagini di una crudeltà impressionante quelle che hanno visto, giovedì pomeriggio, alcuni genitori dei bambini picchiati nell'asilo «Cip e Ciop» di Pistoia, violenze inaudite che hanno portato in carcere la titolare dell'asilo privato Anna Laura Scuderi, 41 anni e una sua collaboratrice, Elena Pesce, 28 anni. Violenza inaudita e gratuita, registrata dalle videocamere nascoste della polizia che hanno certificato come i maltrattamenti fossero «una costante, «un comportamento abituale delle due donne» dicono in questura. «Le ho viste prendere mio figlio, che ha 10 mesi a schiaffi sulla testa perchè non voleva mangiare. Immagini schifose. L'hanno alzato di peso per picchiarlo. Aver visto mio figlio preso a schiaffi in quel modo mi ha fatto schifo. Quelle due stanno bene in carcere». Si sfoga così il padre del bimbo. LA SECONDA COPPIA - «Abbiamo detto alla polizia: o fate giustizia voi o ce la facciamo da soli perchè quelle due non devono più poter camminare con le loro gambe». Visibilmente sconvolta, esce dalla procura di Pistoia anche la seconda coppia che ha visionato i filmati delle videocamere nascoste. «Le immagini sono nitidissime - ha detto la donna - Abbiamo visto Laura Scuderi prendere per i capelli mia figlia che ha 14 mesi con una tale violenza che ha sollevato il seggiolone. Poi, tenendole la testa reclinata indietro, l'ha ingozzata di cibo e le ha premuto il bavagliolino sul viso per non farla sputare. Quella non è una donna, è una bestia. E alle mamme che pensano che la polizia abbia sbagliato ad arrestare la Scuderi e la Pesce, dico di guardare quelle immagini: era un lager, non un asilo». L'INTERROGATORIO DI GARANZIA - Venerdì mattina nel carcere di Sollicciano si terrà l'interrogatorio per la convalida dell'arresto delle due donne. Ma oggi è la giornata del calvario dei genitori che in procura assistono alla proiezione dei video dove si vedono le violenze subite dai bambini. Piccoli che progressivamente avevano cambiato abitudini e carattere: da giocosi e solari a tristi e aggressivi. Qualcuno non mangia più, altri si picchiano da soli sulla testa, altri ancora hanno sempre soltanto paura. Nel corso della giornata, emergono tanti particolari: dalle ex dipendenti che hanno abbandonato la struttura perchè la titolare, Anna Laura Scuderi «era nevrotica e urlava sempre» e usava metodi «non condivisibili» fino al fatto che Elena Pesce non era una maestra ma soltanto un'assistente. I genitori escono in lacrime dalla procura. Le immagini delle botte, delle violenze, sono «schifose». E a quelle mamme che sono perplesse e non credono alle violenze, una madre dice: «guardate bene cosa hanno fatto a mia figlia e a tanti altri bambini. La polizia ha fatto quello che doveva, ha arrestato due bestie». IL RACCONTO DEL PADRE CHE HA SPORTO DENUNCIA - Un padre, rappresentante delle forze dell'ordine, e una madre che lavora nell'ambito della sanità, sono stati i primi a farsi delle domande di fronte al figlio che, dopo l'ingresso al nido, si era come trasformato. Il piccolo, che oggi ha 4 anni, fino alla scorsa estate era un alunno di quella scuola. Era arrivato a soli sei mesi, è rimasto lì fino a settembre, quando ha fatto il salto nella scuola dei più grandi, la materna. «Qualcuno — racconta oggi il padre — mi ha anche detto che ero pazzo a mandare mio figlio lì, con tutto quello che si diceva in giro. Ma io non volevo credere a quelle che mi sembravano solo voci infondate». Dopo il primo anno però qualcosa è cambiato. «Il bambino non era più lo stesso», racconta la madre. «Che qualcosa non andasse per il verso giusto ce ne siamo accorti dopo. A sei mesi il bambino è troppo piccolo per parlare ma a un anno e mezzo riesce a farsi capire meglio». Il suo disagio si esprime con la rabbia e la paura: «Non ne voleva sapere di andare in quella scuola e quando si trovava di fronte soprattutto alcune insegnanti era ancora più nervoso del solito, come impaurito». La maestra Laura, dice ora il padre, aveva un atteggiamento sempre un po' aggressivo verso i piccoli «ma pensavo si trattasse solo di un fatto caratteriale, non ho mai pensato ci potesse essere qualcosa di più». Il piccolo diventa sempre più irascibile. «Quando tornava a casa era aggressivo — continua la madre — sembrava avere pochissimi stimoli e io avevo la netta impressione che da quando andava a scuola avesse fatto più passi indietro che avanti». Per qualche tempo la madre si è posta il problema che quell'atteggiamento dipendesse dal fatto che il piccolo non frequentasse assiduamente la scuola. «Utilizzavo il nido più che altro come un baby parking. Lo portavo a giorni alterni e non sempre rimaneva a pranzo. Avevo anche chiesto alle insegnanti se ci fossero problemi ma loro hanno sempre negato». www.corriere.it ------------------------------- Ma io dico, perche' sprecare soldi e tempo in un lungo processo: perche' pensare al carcere. Io dico: spacchiamo gambe e braccia a queste due maestre e mandiamole a casa. E' meglio. Per una volta sono d'accordo con te. Ho voglia di massacrarle di botte io, che con quei piccoli non c'entro niente.
Silver Surfer Posted December 13, 2009 Posted December 13, 2009 Berlusca colpito al volto da un manifestante a Milano...?
Silver Surfer Posted December 13, 2009 Posted December 13, 2009 http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4...ulesView=Libero
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