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I nomi dei capi curva li conoscono tutti . Ed in curva non si fa nulla se non si ha l'ok dei capi .

Taglia la testa ed il serpente muore

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Eppur ci sono anche proposte di vario genere...

Diritto di voto nell’assemblea generale della società con possibilità per ogni aderente di essere eletto nel comitato di gestione o in quello di sorveglianza del club. Diritto di veto, o almeno obbligo di parere consultivo, sulle decisioni che coinvolgono direttamente gli interessi della tifoseria (prezzo dei biglietti compreso, ma anche, ad esempio, lavori di ristrutturazione dello stadio). Coinvolgimento nella gestione di attività operative: predisposizione di pacchetti viaggio per le trasferte, rapporti con autorità locali e forze dell’ordine, sviluppo del merchandising e del proprio canale televisivo.

Sono alcune delle prerogative dell’Hsv Supporters club, l’associazione dei tifosi dell’Amburgo, non un normale centro di coordinamento, ma un vero e proprio organo del club. Certo, in Germania le società di calcio non sono S.P.A., ma semplici associazioni sportive. Però qualcosa di simile si può fare anche in Italia, lavorando sull’idea rilanciata dalla Lega Pro di inserire i tifosi nei consigli di amministrazione dei club. Anche senza arrivare all’azionariato popolare.

In Inghilterra, dove la struttura societaria delle società di calcio è come in Italia quella di società per azioni, numerosi club hanno già un esponente della tifoseria nell’organo di gestione. Addirittura vi sono posti riservati ai supporter nel board della Football Association, la locale Federcalcio, e nella Football Regulatory Authority, l’organo di controllo sul rispetto delle regole (composto, oltre che da rappresentanti del calcio professionistico e dilettantistico, anche da membri indipendenti). E recentemente è stato direttamente il Parlamento britannico a raccomandare una presenza numericamente più adeguata di tali rappresentanze.

Si può perciò pensare anche in Italia di aprire a contributi esterni gli organi di governo dei club, oggi totalmente appannaggio degli azionisti di controllo. Come imporlo a società private? Potrebbe essere la Federcalcio a indicare un modello di statuto per tutte le società affiliate che preveda la presenza nei consigli di gestione e/o di controllo di rappresentanti della tifoseria organizzata e magari, come Fiorentina ha già sperimentato, anche di rappresentanti del tessuto sociale ed economico del proprio territorio.

Fra l’altro, e qui ci si lega anche allo scottante dibattito di questi giorni su razzismo e chiusura degli stadi, le società che adottassero questo modello potrebbero a buon diritto evitare, o vedere di molto mitigate, le sanzioni legate alla responsabilità oggettiva.

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E vai, tutti insieme appassionatamente

Discriminazione territoriale, ultrà Juventus solidali con Inter e Milan

Anche il tifo bianconero si unisce alle proteste contro la regola sulla discriminazione territoriale: "Se le cose non cambiano a Firenze canteremo anche noi quei cori". I tifosi del Genoa: "Vogliono distruggere il nostro mondo"

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E vai, tutti insieme appassionatamente

Discriminazione territoriale, ultrà Juventus solidali con Inter e Milan

Anche il tifo bianconero si unisce alle proteste contro la regola sulla discriminazione territoriale: "Se le cose non cambiano a Firenze canteremo anche noi quei cori". I tifosi del Genoa: "Vogliono distruggere il nostro mondo"

Però, se ho capito bene, persino Platini ha specificato che le richieste dell' UEFA erano tese a contrastare il razzismo, non il dare ai canturini di falegnami...

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E vai, tutti insieme appassionatamente

Discriminazione territoriale, ultrà Juventus solidali con Inter e Milan

Anche il tifo bianconero si unisce alle proteste contro la regola sulla discriminazione territoriale: "Se le cose non cambiano a Firenze canteremo anche noi quei cori". I tifosi del Genoa: "Vogliono distruggere il nostro mondo"

E per dimostrare che sono a favore della libertà in ogni loro libera espressione accetteranno tra loro dieci tifosi della Fiorentina con tanto di sciarpa al collo. ... Il festival dell'ipocrisia

Questa regola va limata non per fare un favore agli ultrà, ma eventualmente per tutelare le società

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9 ottobre 2013 - ore 21:30

Popolo buu Che pena il polpottismo tecnocratico che chiude gli stadi per “discriminazione territoriale”

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Si chiama discriminazione territoriale. Ed è l’ultima frontiera della fuffa. Coloro che governano il calcio, l’Uefa in Europa, la Figc in Italia, l’hanno inserita nella definizione più larga di discriminazione per motivi di razza, religione, sesso, origine etnica. E di comune accordo hanno deciso di sanzionare severamente chi infrange i rispettivi articoli del Codice di disciplina (Uefa) e del Codice di giustizia sportiva (Figc): chiusura parziale o totale dello stadio, sconfitta a tavolino, penalizzazione in classifica. Tutti abbiamo poco apprezzato i buu con cui venivano accompagnate le evoluzioni di avversari di colore per non parlare di banane agitate o lanciate, ma l’indignazione non è mai andata al di là del fastidio che si può provare di fronte a una frase idiota o a un gesto stupido. Non di meno reprimere episodi o manifestazioni di discriminazione fra razze ha buone ragioni di per sé, anche in un paese non razzista come l’Italia. Ma perché fare anche della discriminazione territoriale una malefatta? E che vuol dire, poi? Che si può insultare un avversario in quanto tale ma non in quanto abitante di un luogo, di una città, di una parte di nazione? Se tu dici al tifoso avversario, mettiamo, juventino di merda, lo offendi ma non sei punibile, non lo sono coloro che si sono uniti al coro, quindi la società del cuore, la squadra per cui tifi non sono passibili di sanzione sportiva. Ma se invece dici juventino torinese di merda, sì. Eppure non è detto che sia tua intenzione “discriminare territori”, magari provi pure simpatia per le migliaia di tifosi del glorioso Torino e per il sindaco della città. In tutto ciò dunque c’è qualcosa che non torna, qualcosa di perverso che nulla ha a che fare con il calcio. E’ come se fosse un tentativo di rieducazione forzosa, a botta di partite a porte chiuse, del popolo bue. Polpottismo tecnocratico, in camicia bianca: i bene educati che governano hanno deciso di educare tutti noi che della cultura sportiva ce ne freghiamo e della cultura alta occupiamo appena i sottoscala. E’ a guardar bene un’aggressione della ragione nei confronti della passione di cui non sopporta che si manifesti in modo incivile, rozzo, intollerante. Come se potesse davvero esistere una passione civile, cortese, senza invettive né contumelie.

Il tifo calcistico è strano animale, animale ancora più strano quello ultras. Si parla della curva come di una zona franca, opaca, incontrollabile, esposta a infiltrazioni di ogni sorta, di clan pericolosi e personaggi borderline che puntano a controllarle per ricattare le società di club, ottenere vantaggi e privilegi più o meno leciti. E’ tutto vero. Ma è anche altro, sennò gli stadi sarebbero deserti anche nelle partite importanti. Il tifo è una religione, monoteistica. Ci vuole fede in un solo dio per fare ore di fila, comprare di persona un biglietto, passare i tornelli, uno alla volta, superare i tanti sbarramenti delle forze dell’ordine, farsi fermare, palpeggiare, perquisire, sfilare tra i manganelli, l’adrenalina che sale perché la paura c’è anche dall’altra parte e non sai mai cosa può accadere. Migliaia di giovani – e di meno giovani – accettano l’umiliazione anche perché la partita vista dalla curva è un’altra cosa, è una mano collettiva che si proietta sul campo, dà il calore dell’appartenenza, afferma un’identità, in cui tutto abita: lo sfottò, il dileggio, l’insulto volgare, la sguaiatezza, la ferocia. E l’odio. Che il più delle volte rimane entro i confini del simbolo. Pensare di voler rieducare questo mondo è difficile, forse impossibile: ma soprattutto è sciocco. Significa chiudere l’ultimo sfiatatoio di un paese che borbotta, plasmare la massa cattiva, i bad boys, in gelatina indistinta. Questi tre-quattrocento che magari saranno imbecilli ma sono pur sempre il sale del tifo, teniamoceli stretti. Sono decenni che si insultano ma a parte manifestazioni di violenza sempre più rare nessun bersaglio territoriale si è mai sentito discriminato e meno che mai offeso. Non i napoletani, “colera e vergogna dell’Italia intera”, non il “genoano che puzza di pesce”, non “le doriane puttane puttane e i loro figli conigli conigli”, non il “terronume” vario, non il “contadino bergamasco che zappa la terra”. E poi non è detto che gli insulti debbano essere per forza beceri: nell’immortale risposta di anonimi napoletani ai veronesi “Giulietta è ’na zoccola” come nel “Vi ruberemo il gregge” cantato ai cagliaritani, si possono anche cogliere tracce di raffinatezza. Noi non canteremo mai “Rule, Britannia!”, non avremo mai un’identità superiore che tutto trascende e trasfigura, anche i peggiori istinti, anche la feccia. L’Italia non è solo l’ultimo stato unitario di occidente, cosa che pure vorrà dire qualcosa. E’ anche il “paese” dove con la massima ferocia e per almeno dieci secoli ci si è scannati tra vicini. Anzi tra vicinissimi. Di questo voler raddrizzare gambe storte da troppo tempo possiamo fare a meno.

di Lanfranco Pace

Edited by ROOSTERS99
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COMUNICATO CURVA NORD VARESE

IL NOSTRO MINUTO DI SILENZIO PER NON DIMENTICARE

Nella partita di domenica 13 ottobre la Curva nord osserverà un minuto di silenzio in memoria delle vittime di una guerra che ormai da qualche anno affligge il nostro paese.

E’ una guerra silenziosa: non ci sono trincee, bombardamenti e scontri a fuoco, nonostante questo, ha causato comunque migliaia di vittime in tutto il territorio nazionale....

La crisi c’è e non passa.. lo Stato non c’è ed è assente. La gente muore. Muore per disperazione.

Tantissimi imprenditori si sono tolti la vita perché strangolati dai debiti e da Equitalia (usura legalizzata), moltissimi operai hanno perso il lavoro e compiono gesti disperati per tirare avanti (anche i piu’ estremi) ,molti dei nostri pensionati sono costretti a rubare nei supermercati per sfamarsi perché percepiscono una pensione non sufficiente a garantire loro un tenore di vita adeguato.

Per loro nessun lutto nazionale, non fanno pena, non fanno notizia. Sono semplicemente ITALIANI e prevale l’indifferenza.Siamo indignati e vogliamo prendere una posizione chiara e decisa nei confronti del lutto nazionale deciso e voluto dalle nostre istituzioni settimana scorsa inerente ad un fatto di cui tutti siamo a conoscenza.

Vista l’indifferenza del Governo e del Presidente della Repubblica di fronte alle vittime della crisi ,nostri connazionali, noi oggi osserveremo un minuto di silenzio per non dimenticare i martiri di questa guerra silenziosa e pericolosa.Evidentemente per i nostri politicanti al governo, sono piu’ importanti coloro che tentano di entrare nel nostro paese illegalmente. Vorremmo ricordare alle istituzioni che l’immigrazione clandestina è l'ingresso di cittadini stranieri in violazione delle leggi di immigrazione del paese di destinazione. E’ un fenomeno da reprimere, non da premiare con un lutto nazionale."

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In italia dobbiamo necessariamente buttare tutto in rissa e montare sempre una guerra tra poveri : comunicato giusto , corretto ed AMPIAMENTE condivisibile.

Fino alle ultime 2 stupide , evitabili ed imbecilli righe.

Che danno un significato diverso anche alla prima parte, sminuendola.

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In italia dobbiamo necessariamente buttare tutto in rissa e montare sempre una guerra tra poveri : comunicato giusto , corretto ed AMPIAMENTE condivisibile.

Fino alle ultime 2 stupide , evitabili ed imbecilli righe.

Che danno un significato diverso anche alla prima parte, sminuendola.

Hai ragione

Ma guarda che loro ragionano al contrario di te. Le ultime due righe sono quelle che contano. La parte sopra è solo una premessa per arrivare al dunque

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Hai ragione

Ma guarda che loro ragionano al contrario di te. Le ultime due righe sono quelle che contano. La parte sopra è solo una premessa per arrivare al dunque

Lo so, la mia era una critica a loro e non ai vs commenti.

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In italia dobbiamo necessariamente buttare tutto in rissa e montare sempre una guerra tra poveri : comunicato giusto , corretto ed AMPIAMENTE condivisibile.

Fino alle ultime 2 stupide , evitabili ed imbecilli righe.

Che danno un significato diverso anche alla prima parte, sminuendola. annientandola.

Fixed (mi permetterai, Vi...)

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In italia dobbiamo necessariamente buttare tutto in rissa e montare sempre una guerra tra poveri : comunicato giusto , corretto ed AMPIAMENTE condivisibile.

Fino alle ultime 2 stupide , evitabili ed imbecilli righe.

Che danno un significato diverso anche alla prima parte, sminuendola.

Virgus ricordi cosa ti dissi, su cosa pensa una fetta della popolazione riguardo l'immigrazione? questo è un esempio

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Virgus ricordi cosa ti dissi, su cosa pensa una fetta della popolazione riguardo l'immigrazione? questo è un esempio

Quelle donne e quei BAMBINI morti annegati in vista di Lampedusa non erano semplici immigrati economici, erano profughi in fuga da Paesi in guerra.

E se già è comprensibile che si scappi dalla povertà, scappare dalla guerra per salvare la propria famiglia è cosa che faremmo tutti, credo.

Tutti a parte quelli che, se scoppiasse la guerra da noi, correbbero ad imbracciare i fucili. a bombardare scuole e ospedali, a violentare le donne.

Allora, dico io, prendiamoci i profughi, soprattutto donne e bambini, e mandiamo i decerebrati delle curve a combattere in Nord Africa e Medio Oriente: secondo me, ci si guadagna.

P.s. quel barcone era pieno di BAMBINI, ma questa gente li ha dei figli, dei nipoti... scusate ma mi vergogno ad essere concittadino di quelli lì...

Edited by Dragonheart

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