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Sarà forse un segno ?? Non dovrai forse dedicarti più alle domeniche di Basket&friends ?? :lol::D:hyper:

Domenica 21 sono a casa . :lol:

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Neve a Roma, Si accettano scommesse

Guido Guidi 9 - febbraio - 2010

Non resisto, apro google, digito “neve su Roma” e mi escono fuori 189.000 risultati. La comunità dei meteonanisti è in fibrillazione, l’inverno continua a riservare una sorpresa dietro l’altra. L’aria fredda da nord continua a scendere, ora troppo a est, ora troppo a ovest, ora non abbastanza fredda etc etc.

Che succederà la notte tra giovedì e venerdì? Vediamo, una rapida carrellata delle condizioni necessarie (ma non sufficienti) perchè si materializzi il sogno di quelli che sono capaci di passar la notte a guardare un lampione per vedere se cade giù qualcosa di minimamente solido e l’incubo di tutti gli altri, la neve in una città pigra e caotica come la capitale.

1.Flusso in quota settentrionale ciclonico (più o meno ci dovremmo essere, anche se la circolazione appare essere un po’ troppo chiusa);

2.Temperatura alla media troposfera almeno -36°C (siamo al limite);

3.Temperatura a 850 hPa almeno a -8°C (anche qui siamo al limite);

4.Minimo barico al suolo sul medio-basso Tirreno (per ora sembra un po’ troppo occidentale, si rischia la sciroccata;

5.Condizioni ideali che magicamente si materializzino nelle primissime ore del giorno (dopo la città si scalda da sè talmente tanto da superare abbondantemente le condizioni limite).

Succederà? Per ora sembra messa meglio Cagliari paradossalmente, ma ormai anche la benchè minima variazione negli output dei modelli è in grado di stravolgere la previsione. Che non farò, perchè su CM di previsioni a breve termine non ne facciamo, nè facciamo nowcasting, perchè non è questa la sede giusta. Almeno per me.

Però apro i commenti di questo post alle vostre considerazioni. Purchè non mi chiediate il fatidico sì o no, prometto di seguire con voi la situazione. Allora, chi accetta la scommessa?

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Bella eh? E’ del 1971, appena prima del global warming.

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A proposito... e la catastrofe di neve di Washington ?? ;)

Alla fine è arrivata davvero, la neve a Roma......

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Stanziati 104 milioni di euro per la candidatura di Roma alle olimpiadi invernali 2012. A impregilo l'appalto per il villaggio olimpico.

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Stanziati 104 milioni di euro per la candidatura di Roma alle olimpiadi invernali 2012. A impregilo l'appalto per il villaggio olimpico.
:rolleyes::lol:
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Stanziati 104 milioni di euro per la candidatura di Roma alle olimpiadi invernali 2012. A impregilo l'appalto per il villaggio olimpico.

Al Colosseo si terranno le gare di Hockey, al Circo Massimo quelle di pattinaggio, monte Mario le gare di sci alpino, sui colli romani le gare di fondo.

Figata! dove si firma?

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Mille anni di clima

Claudio Gravina, il 16 - febbraio - 2010

Diversi anni orsono, credo parecchi anni orsono in realtà, ebbi la fortuna di poter leggere un prezioso libro di cronache parrocchiali. Tra necrologi, battesimi e cronaca pastorale, si leggevano, a latere, numerose annotazioni circa avvenimenti esterni. Le più interessanti, dal mio punto di vista, erano le annotazioni circa il clima locale. Ancora oggi ne ricordo una in particolare, risale alla metà del XVI secolo e racconta di come durante un inverno molto rigido, numerosi paesani rimanessero feriti, anche gravemente, per via degli attacchi di lupi, probabilmente cani randagi, resi ferocissimi dalla penuria di cibo.

Quella piccola nota a latere, allora sì curiosa, ma poco significativa per me, ha assunto un valore completamente diverso, col passare degli anni. Quegli inverni così rigidi cadevano proprio nel pieno della Piccola Era Glaciale (o LIA, Little Ice Age). Vi era una corrispondenza tra la cronaca locale e gli accadimenti climatici a livello mondiale. Probabilmente la cronaca di cui vi ho parlato, venne trascritta in pieno minimo di Maunder, ed è certo affascinante trovare riscontri di questo tipo: non canali ghiacciati a centinaia di chilometri dall’Italia, ma villaggi nostrani nella mortale stretta del freddo.

Da quella lontana lettura, di acqua sotto i ponti ne è passata, e la curiosità è aumentata. Fino ad arrivare ad oggi. Un’idea, che poi è un vero e proprio desiderio giovanile che si materializza: raccogliere e catalogare ogni tipo di cronaca climatica, a partire dal Medioevo ad oggi. Di ricostruzioni ne abbiamo molte, basate su carotaggi, anelli di accrescimento degli alberi, metodi statistici più o meno validi e altro ancora. La ricostruzione di cui vi sto parlando però è prettamente qualitativa. Almeno fino a quando questa idea non è stata condivisa con altre persone, tutte legate a Climatemonitor, dando al progetto una importante connotazione quantitativa. Nasce così “Mille anni di clima”, iniziativa unica in Italia ma probabilmente anche nel mondo: il nostro obiettivo è documentare il clima degli ultimi mille anni con le seguenti modalità:

• ove possibile con serie storiche conosciute ed inedite;

• in mancanza di dati numerici, il clima sarà documentato tramite una pletora di fonti.

Questo lavoro sarà domiciliato presso il sito "Milleannidiclima" (sarete tutti invitati all’inaugurazione!), ed avrà un meccanismo di funzionamento molto particolare (ed è questo tra le altre cose a renderlo unico): sarà strutturato sotto forma di Wiki. Per chi non conoscesse ancora la filosofia Wiki, richiamo brevemente il concetto: il sito è aperto alla collaborazione di tutti quanti. Chiunque potrà partecipare con il proprio contributo, piccolo o grande che sia: dalla pagina di cronaca locale, alla corposa citazione letteraria. Ma anche la serie storica climatica registrata fin dall’infanzia. Milleannidiclima sarà un sito unico, un lavoro unico nel suo genere.

Chiaramente per motivi logistici e di fattibilità, indagheremo in prevalenza il clima italiano degli ultimi mille anni. Saranno comunque incluse tutte le segnalazioni, da qualsiasi luogo d’Europa provengano.

Per rimanere in tema, vi lascio con due citazioni:

In quest’anno sopraggiunse a Pistoia un altro disastro, rispetto alla fierezza di un horrida vernata, la quale con brine, nevi ghiacci e freddissime tramontane tolse la via gran parte de frutti della terrae tutti i legnami grandemente paritorno [...]

Questo passo è relativo all’inverno del 1111, ed è tratto da “Historia di Pistoia”, di Salvi.

Si gela il Po da Cremona fino al mare; neve immensa copre le strade, ogni fiume e ruscello gelato, e sino il viso indurito; le querce e i novi si squarciano, indi si seccano cogli ulivi e le viti; carestia, e nell’anno seguente nel territorio padovano gli uomini pascono le erbe.

Inverno 1133, tratto da “Della vera influenza degli astri”, di Toaldo.

Ho citato due inverni, ma si tratta di una pura coincidenza. Il clima, lo descriveremo tutto.

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MILLEANNIDICLIMA

Edited by ROOSTERS99
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NE UCCIDE DI PIU' LA PIGRIZIA CHE LO SMOG

di Fabio Spina

In Italia le vittime per il virus della nuova influenza H1N1 possono arrivare a 95mila su circa sei milioni di contagiati, questo lo scenario peggiore; se invece il virus si mantenesse blando la mortalità sarebbe di circa 15mila morti al termine dell’epidemia (vedi pagina con alcune delle notizie diffuse sull’influenza H1N1).

Queste le previsioni pochi mesi fa, quando sui quotidiani si discusse per settimane l’opportuno di una chiusura preventiva delle scuole. Altro allarme di questi giorni è relativo al famigerato smog urbano: ''Visto che ne' il governo nazionale, ne' le amministrazioni locali si muovono per un dramma che ogni anno costa la vita ad almeno 7400 cittadini, noi Verdi apriremo una vertenza in ogni città presentando esposti e chiedendo alle procure di aprire inchieste per omicidio colposo”.

Questa è l’informazione ricorrente sui mass-media che angoscia le mamme costrette a vedere i propri figli crescere in città “avvelenate” dalle loro stesse auto utilizzate per raggiungere il lavoro e/o la scuola, dai riscaldamenti impiegati per rendere gli ambienti più salubri. La singola vita umana ha un valore grandissimo per cui è giusto tentare sempre di fare il massimo per salvarla, però, non avendo a disposizione risorse infinite per poter affrontare tutti i problemi contemporaneamente, sarebbe opportuno ottimizzare l’azione partendo da un’analisi oggettiva della realtà, al fine d’identificare l’entità dei vari rischi e l’affidabilità delle previsioni.

L’oggettività dei numeri può aiutarci a descrivere la realtà in modo da evitare che la nostra idea soggettiva prenda il sopravvento. Per curiosità proveremo a paragonare le stime del numero di decessi in Italia dovuti a varie cause: queste spesso sono descritte singolarmente sicché è difficile trattarle come pezzi di un unico puzzle e raramente qualcuno s’incarica di ricostruirlo. Peraltro bisognerebbe tenere conto che esistono morti per cui le cause del decesso sono ben accertate e vengono riportate sul certificato di morte, ad esempio per gli incidenti stradali, la droga, gli omicidi, gli assideramenti, mentre per alcune cause il numero di morti è stimato statisticamente,:ad esempio lo smog, il caldo, il fumo passivo. Ha dunque un valore scientifico diverso dire che un tot di persone muoiono ogni anno per malattie cardiache rispetto all’affermazione per cui ogni anno muoiono tot persone per fumo passivo.

Naturalmente non si ha la pretesa di uno studio scientifico con l’ufficialità di un ente statistico, ma solo di raccogliere e presentare un po’ d’informazione che ci viene offerta dai mass-media, sulla quale spesso si forma l’opinione pubblica rispecchiando l’enfasi e lo spazio concesso dai mezzi di comunicazione alle varie cause.

Non essendo cambiata sensibilmente la popolazione italiana, confronteremo numeri relativi anche ad anni diversi, cercando di utilizzare per quanto possibile la più recente stima disponibile (vedi pagina che riporta link della notizia ed anno relativo).

Il numero totale di decessi in Italia nel 2006 è stato di 557.892 (per dare un’idea dell’ordine di grandezza sono quasi tutti i cittadini della città di Genova popolata da 611.171 persone il 1.1.2009). A questi vanno aggiunti i 131.118 aborti registrati nel 2006 (poco più dei cittadini di Ferrara, secondo il censimento Istat del 2001). Dunque, proseguendo, abbiamo:

80.000 morti per il fumo (sono poco di più di tutti i cittadini della città di Grosseto popolata da 79.695 persone il 1.1.2009);

52.000 morti causati da obesità (sono duemila meno dei cittadini di Cuneo popolata da 54.624 nel 1999);

30.000 morti causati dall’alcool (poco meno di tutti i cittadini di Oristano popolata da 33.007 persone nel 1999);

28.000 per inattività fisica o pigrizia (più o meno i cittadini di Enna popolata da 28.424 persone nel 1999);

tra i 50.000 decessi (secondo Assinform, editore di riviste specializzate nel settore del rischio nel campo della sanità) ed i 14.000 (secondo l'Associazione degli anestesisti) per malasanità

• circa 10.000 decessi imputabili agli effetti del radon secondo studi dell’Unione Europea; altri studi forniscono oltre 3.000 morti per il Radon;

8.500 morti per l’influenza stagionale;

7.400 morti causa smog;

7-8.000 morti per incidenti domestici;

5.669 morti causa incidenti stradali nel 2006;

Tra 4081 nel 1987 a 2823 nel 2008 per suicidio;

4.000 morti causa Aids;

3.000 morti causa amianto (06/12/2007);

1.170 nel 2007 le morti legate al lavoro nel nostro Paese, di cui 609 per infortuni stradali, ovvero lungo il tragitto casa-lavoro o in strada durante l'esercizio dell'attività lavorativa. 1.280 morti sul lavoro nel 2006;

648 pedoni deceduti per investimento nel 2008;

621 per omicidio nel 2006 (nel 1995 erano 1042);

502 morti per droga in Italia nel 2008;

Circa 400 per annegamento;

352 ciclisti morti (girare in bicicletta comporta un rischio di morte più che raddoppiato rispetto all’utilizzo di un ciclomotore);

228 per l’influenza H1N1 (gennaio 2010).

A seconda delle proprie esperienze esaminare i numeri può creare delle sorprese (partendo dal presupposto che le stime sono realizzate in modo onesto). Si scopre così che la malasanità, l’alcool, la pigrizia, causano decessi pari a 4 volte l’inquinamento atmosferico; il fumo 10 volte, l’aborto 20 volte.

Il numero di morti per inquinamento, quindi, è vicino a quello causato dall’influenza e dagli incidenti domestici per i quali non si vive nella stessa angoscia e non si fanno domeniche di sensibilizzazione e denunce (oltretutto questi ultimi non sono morti stimati statisticamente ma “certificati”), i suicidi sono almeno 5 volte degli omicidi. Esistono quindi molti campi su cui si può, e si deve, investire per difendere la vita umana, specie se il rispetto della vita umana è visto come un dovere sempre (sicché ad esempio operare per ridurre il numero di suicidi ed omicidi richiede lo stesso impegno).

Tornando all’inquinamento atmosferico, fondamentale è dunque cercare di migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città, ma con la consapevolezza che si sta lavorando da tempo per migliorare progressivamente rispetto al passato. Decenni fa si è affrontata la problematica relativa all’SO2, poi il piombo, il benzene ed ora le soglie del Pm10 stanno progressivamente scendendo.

Dalla costatazione che dei 95.000 decessi previsti per l’H1N1, effettivamente finora questi sono stati 228, si dovrebbe comprendere che è opportuno tener conto prudentemente delle previsioni ma non utilizzarle come certezze per creare angoscia: la paura ha il solo effetto di far effettuare frettolose scelte emotive. Come diceva il filosofo Norberto Bobbio, “la realtà con il tempo ha sempre il sopravvento sulle idee”.

La scienza abitua a dover sempre verificare con onestà le proprie idee con la realtà e ad avere uno “spirito critico”, per questo è importante che nelle scuole si apprenda una mentalità scientifica, che prima si “impari ad imparare” e dopo ci si specializzi. L’impegno principale attuale sembra sia dare una Terra migliore ai nostri giovani, forse raccoglieremo maggiori frutti, anche in campo ambientale, impegnandoci principalmente per dare “giovani migliori” di noi a questa Terra.

Articolo originale con tutti i link raccolte dati

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Beh, piuttosto interessante, soprattutto in questi giorni in cui (sarà il clima elettorale ??) si parla di bloccare il traffico automobilistico di tutto il nord Italia....

Edited by ROOSTERS99
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Eccoci..............

Sette le Regioni del Nord coinvolte, con l’aggiunta di Napoli

Smog: sì al blocco del traffico da 80 comuni della pianura padana

La richiesta al Governo: ritoccare i pedaggi delle autostrade e delle tangenziali per dare risorse ai comuni

MILANO - Via libera all’unanimità da circa 80 Comuni di sette Regioni del Nord Italia con l’aggiunta della città di Napoli (Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino) al blocco del traffico per domenica 28 febbraio, con orari variabili da comune a comune, ma indicativamente nella fascia dalle 9 alle 17.

COORDINAMENTO - È quanto emerso dalla riunione di venerdì mattina a Palazzo Marino (Milano) fra i sindaci della Pianura padana che hanno deciso di dar vita a un coordinamento di tutti i sindaci del nord, composto dal presidente dell’Anci nazionale, dai coordinatori dell’Anci delle sette Regioni coinvolte e dai due assessori all’Ambiente di Torino e Milano. Il comitato si propone di portare avanti iniziative condivise contro l’inquinamento e al tempo stesso sottoporre proposte a Governo, Regioni e Province per stabilire strutturali e reperire risorse. Fra queste, si legge nel documento di costituzione del comitato di coordinamento, la richiesta al governo di permettere ai Comuni di investire risorse escludendo dal Patto di stabilità gli investimenti per la lotta ai cambiamenti climatici e per riduzione delle emissioni inquinanti.

LA PROPOSTA - Tra le proposte c'è anche quella di ritoccare i pedaggi delle autostrade e delle tangenziali, partendo da quelle più trafficate che convergono nei centri urbani più grandi per reperire risorse a favore dei comuni da investire nella lotta all'inquinamento. A annunciare questa iniziativa, che sarà presentata al Governo, è stato il sindaco di Torino Chiamparino: «Chiederemo un incontro urgente al governo - ha detto Chiamparino - e avanzeremo anche un suggerimento su come trovare le risorse: una piccola sovrattassa sul pedaggio delle autostrade e delle tangenziali da distribuire ai Comuni e vincolata agli investimenti per l'ambiente». Le modalità con cui applicare questo prelievo, sono ancora da definire, anche se lo stesso Chiamparino si è detto d'accordo sia a modalità progressive, con tariffe più alte per i veicoli più inquinanti, sia a forme di esonero per i veicoli ecologici. «Credo che questo sia un principio di sana tassazione», ha osservato Chiamparino. La proposta nasce dalla richiesta che i Comuni rivolgono al governo di «mettere a punto un piano complessivo - ha spiegato Chiamparino - che tenga insieme mobilità ed energia e che incentivi i comportamenti ecologicamente sostenibili».

Redazione online corriere.it

19 febbraio 2010

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Bah !!!!!! :angry:;)-_-

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Sicuramente. Ti prenoto un ombrellone vicino al mio ai Bagni "Stella marina" di Ovada.
chiedi un buon prezzo, mi raccomando!

Poi, se fai il bravo, ti invito alla mia casa al mare a Courmayeur :lol:

Niente più bagni ad Ovada, pare...... :lol::lol:

Livello dei mari

:thumbsup::lol:

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Baltico, oltre 50 navi bloccate dal ghiaccio. Solo 4 già liberate

Emergenza da giovedì per il calo delle temperature. Imprigionati anche traghetti con migliaia di passeggeri

Ci vorranno giorni perche' tutte riprendano la navigazione

Più di 50 navi, tra cui traghetti con migliaia di passeggeri, sono bloccate dai ghiacci nel Mar Baltico. Lo hanno annunciato le autorità marittime svedesi. Una situazione complicata e di reae emergenza creata dall'improvviso abbassarsi delle temperature in una «coda» dell'inverno che sta colpendo diverse regioni d'Europa. L'allarme è scattato nella giornata di giovedì e per intervenire in soccorso delle navi e dei traghetti bloccati si sono mossi i rompighiaccio. Alcune imbarcazioni sono ferme nelle acque tra Stoccolma e le isole Aaland Islands, mentre altre nella baia di Botnia, più a nord.

LIBERI 4 TRAGHETTI - La situazione è leggermente migliorata nella notte quando quattro delle cinquanta navi sono state liberate dalle autorità svedesi. Ma le operazioni di soccorso procedono a rilento e ci vorranno probabilmente dei giorni per liberarle tutte. Le autorità marittime svedesi sono intervenute con rompighiaccio in soccorso di quattro dei sei traghetti a grande capacità rimasti intrappolati. Due di questi sono della Viking Line e assicurano i collegamenti regolari tra Svezia e Finlandia: secondo l’agenzia di stampa svedese Tt si tratterebbe della «Isabella» e la «Amorella», con a bordo un totale di 2.630 passeggeri.

Redazione online

04 marzo 2010(ultima modifica: 05 marzo 2010)

:o

  • 3 weeks later...
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La Carne è La Prima Causa del Riscaldamento Globale?

Scritto da Claudio Costa il 22 - marzo - 2010

L’altra sera su RAI TRE al programma di Serena Dandini “Parla con me” c’era ospite Jonatham Safran Foer un giovane romanziere americano autore di “Ogni cosa è illuminata” una storia autobiografica, da cui hanno tratto un film capolavoro. Safran Foer ultimamente si è improvvisato esperto di zootecnia e ha scritto il saggio “Se nulla importa” sulla filiera della carne dal suo punto di vista, che è quello di un vegetariano. Purtroppo la Dandini ha preso il libro come una verità scientifica e questa è la carrellata di scemenze snocciolate, in trasmissione, una via l’altra come le ciliegie:

“…la produzione di carne è la prima causa di riscaldamento globale…

…..gli allevamenti non hanno le finestre…

…negli allevamenti ci sono miliardi di animali sofferenti che subiscono torture che noi rimuoviamo come se non esistessero..

…gli animali sono imbottiti di antibiotici che poi passano all’uomo..

…gli animali sono portatori di un numero impressionante di virus che passano all’uomo…

….un hamburger costa mezzo dollaro ma fa un danno di 200 dollari…

….in USA è stato calcolato che saltare la carne anche solo un giorno alla settimana equivale a ridurre le emissioni di 5 milioni di auto….”

Questa invece è la presentazione dello stesso libro fatta da ecoblog1

“Quando la letteratura incontra l’etica …Ciò che ne emerge è un quadro atroce, certamente già noto, ma circondato da uno spesso alone d’indifferenza e dalla volontà di “non pensarci”. Per questo è necessario parlarne. La sofferenza ingiusta degli animali, più redditizi se malati, è certamente il tema principe ma non l’unico: schiere di antibiotici assunti inconsapevolmente, riscaldamento globale, fame nel mondo… Tutte questioni strettamente connesse al consumo di carne nel mondo. Sollevando le quali, Safran Foer si aspettava una reazione fortissima da parte delle aziende zootecniche che, invece, sono rimaste mute avvallando l’ipotesi che o le medesime non abbiano argomenti a proprio favore oppure che non vogliano aprire un dibattito troppo sfavorevole all’industria della carne.”

A Safran Foer mancano proprio i fondamentali della zootecnia:

•mai un animale che soffre è più redditizio, è vero il contrario;

•mai un animale malato è più redditizio, è vero il contrario;

•negli Stati Uniti sono ammessi gli antibiotici come promotori di crescita, mentre nell’UE invece sono vietati, ma in ogni caso non ci sono mai residui di antibiotici nelle carni USA che causerebbe un’assunzione umana inconsapevole; è vietato, è un reato penale, e in USA fanno i prelievi su ogni partita e sul 10% dei capi.

•Nell’UE le finestre negli allevamenti sono obbligatorie e devono avere una superficie pari al 10% della superficie di allevamento, forse il romanziere allude a un certo tipo di allevamenti di ovaiole in gabbia, dove la luce viene dalle lampade per sfruttare il fotoperiodismo che fa produrre più uova; Ovviamente il ricambio d’aria deve essere comunque assicurato; gli allevamenti con le gabbie sono in disarmo, tanto che nel 2012 saranno vietate, inoltre il mercato già sta premiando la produzione di uova a terra, che ad esempio sono utilizzate dalla ditta “Giovanni Rana.”

•negli allevamenti gli animali sono alle strette, ma non soffrono, altrimenti non renderebbero, anzi, stanno al coperto e non subiscono le intemperie, sole, caldo, pioggia, neve e freddo; questo comporta a parità di produzione, qualunque essa sia, un minor consumo di mangime e di energia e una minore mortalità, rispetto agli allevamenti intensivi allo stato brado; (anche del 70% nelle nidiate di suinetti e pulcini) inoltre nei fabbricati zootecnici è possibile una migliore gestione dei liquami e delle polline che all’aperto rischiano con il dilavamento e il ruscellamento di finire nei corsi d’acqua; anche in questo caso ci sono esempi in cui il mercato sta premiando l’animale alla stato brado, vedi il pollo al campo della Amadori e la carne bovina di maremmana o chianina o la carne francese, ungherese, irlandese e del Sudamerica2.

Il consumatore già adesso può scegliere il prodotto proveniente dal tipo d’allevamento che più gli aggrada.

Da sempre gli animali trasmettono le malattie che si chiamano zoonosi, molto prima della zootecnia industriale, vorrei ricordare la peste, e la spagnola del 1918 (probabilmente un’influenza aviaria) . E’ proprio la zootecnia intensiva, che ha il massimo dei controlli sanitari che può usufruire di antiparassitari e antibiotici per il controllo delle trasmissioni patogene. Se invece si parla di produzione zootecnica biologica, gli animali più malati (rogna e verminosi) che ho visto in vita mia erano proprio quelli di un allevamento biologico: quelli sì che soffrivano. Inoltre il biologico a parità di produzione richiede più terra e più energia.

Dire che la produzione di carne è la prima causa di riscaldamento globale zoogenico è una scemenza, che non ha riscontro in nessuna pubblicazione scientifica. Le emissioni di metano zoogenico non alterano la concentrazione del metano atmosferico perchè sono un ciclo tra emesso e captato come già ampiamente discusso su climatemonitor qui. Il metano dopo 4-12 anni è ossidato a CO2 dall’azione fotochimica e da quella ossidante dello ione idrossile OH-. Il metano zoogenico emesso oggi va a sostituire quello emesso 4-12 anni fa, senza alterarne quindi la concentrazione atmosferica totale quindi senza determinare un aumento delle temperature.

E’ ipotizzabile che un aumento del numero di ruminanti determini anche una crescita del metano atmosferico ma questo non è avvenuto negli ultimi 20 anni e la FAO nel 2008 mette in dubbio che ci sia una correlazione.

L’IPCC specifica chiaramente che le emissioni di carbonio degli animali danno un bilancio pari a zero tra assorbimento dei vegetali e emissioni degli animali. Purtoppo in un articolo del World Watch Institute magazine (rivista citata più volte nella bibliografia di Safran Foer assieme ai libri di Rifkin e di Pollan) conteggiano come emissioni aggiuntive oltre al metano zoogenico, anche la CO2 emessa degli animali, e questo è un errore gravissimo, che li ha portati a stimare la zootecnia come prima causa del riscaldamento globale.

Invece per le emissioni della filiera, che derivano dall’energia necessaria a produrre le proteine animali, bisogna fare i confronti in equipollenza tra l’energia necessaria a produrre un’alternativa a tutti i prodotti zootecnici alimentari ma anche concimi e i pellami come già spiegato. Stranamente parlano sempre delle emissioni per produrre carne come se per produrre latte e formaggi non ce ne fossero.

A questo proposito cito il Jeremy Rifkin dal suo libro “Ecocidio”

“145 MILIONI DI TONNELLATE DI SOIA E CEREALI furono somministrate al bestiame negli USA nel 1974, ma solo 21 MILIONI DI TONNELLATE furono il ritorno sotto forma di carne e uova. Erano state cosi’ sottratte all’alimentazione umana 124 milioni di tonnellate di vegetali. L’economista France M. Lappe’ calcolo’ che il loro valore monetario sarebbe stato pari a 20 milioni di dollari. Se fossero state distribuite alla popolazione mondiale, avrebbero garantito UNA CIOTOLA di cibo PER OGNI ABITANTE per UN ANNO INTERO (Rifkin,pg186).“

Rifkin è proprio quello che fa i conti della serva, senza equipollenza, senza considerare trippe, cotiche, frattaglie, cibo per cani e gatti etc, senza considerare i sottoprodotti usati nei mangimi, i pellami e gli effluenti zootecnici. Le 145 ton di soia e cereali cui parla non hanno dato solo carne e uova, ma anche tutto il resto. La carne è solo il 30-35% dell’animale vivo, di cui però non si butta nulla. Inoltre le tonnellate di proteina animale non sono in alcun modo paragonabili a quelle di soya e cereali. E’ un paragone a peso che fa ridere! E’ come se dicessi a Rifkin: “Quanto pesa l’oro del sacchetto che le ha dato Romano Prodi per la sua preziosa consulenza?” “1kg” “Bene allora in cambio le do 1 kg di soia e cereali” “Va che è un affare!”

Eliminare la zootecnia in alcun modo risolve la fame del mondo perchè:

•Non cambierebbe il prezzo e la disponibilità di cereali nel mondo la cui produzione è in eccesso, tanto che si usa la terra per fare i biocarburanti i pellets e i cippati, e il prezzo dei cereali è molto vicino già ora al costo di produzione, e più in basso non può andare. Da una recente indagine si prevede che il 30% del mais prodotto in USA verrà utilizzato per la produzione di bioetanolo3.

(mi sembra tanto ma non sono in grado di verificare)

•I poveri del mondo resterebbero comunque poveri senza potere di acquisto, eliminare la zootecnia non li fa diventare ricchi per magia.

L’articolo del World Watch Institute magazine dove si sostiene che la zootecnia sia la prima causa del riscaldamento climatico è stato aspramente criticato qui dove accenno ai modi corretti per fare i confronti, ma anche in altre occasioni (qui).

Jeremy Rifkin è il genio responsabile della leggenda web che lo spinacio può sostituire la carne abbassando il fabbisogno di terre agricole di 26 volte…ma certo! Lo spinacio ha il 3,7% di proteine sulla ss contro la carne che ne ha 65-85%, per sostituire una bistecca in equipollenza proteica serve una paiolata di 3 kg di spinaci, si vede che il Rifkin ne ha mangiati troppi e gli sono andati alla testa.

E’ da poco uscita un Ansa a proposito del problema della gestione dei liquami in USA. Cito:

“Un problema inquinante.. affligge l’America: il letame prodotto in eccesso dagli allevamenti industriali di grandi dimensioni sta diventando un grave problema per l’ambiente. A lanciare l’allarme, da come riferito di recente sul Washington post, sono stati gli ambientalisti. Dall’enorme quantità di letame che si accumula sia nei caseifici sia negli allevamenti di bovini, maiali e di pollame scaturisce gas metano che sta diventando la principale fonte di inquinamento dell’aria negli Stati Uniti…..Ora il sovraffollamento del bestiame – che peraltro produce una quantita’ di rifiuti tre volte tanto quella dell’uomo – crea una sovrapproduzione non riutilizzabile come fertilizzante…Alcuni di essi hanno trovato soluzioni economiche ed ecofriendly: disidratare il letame e uccidere i batteri in modo da trasformarlo in concime ecologico da vendere in tavolette oppure usare il gas metano per ottenere elettricita’ da usare nello stesso allevamento“.

Mi sfugge la provenienza dell’enorme quantità di letame accumulato nei caseifici: detta così sembra una barzelletta. Nei caseifici i residui della lavorazione del latte, sono siero e latticello, che sono ottimi sottoprodotti utilizzati da sempre nell’alimentazione dei suini. Forse c’è un errore di traduzione e in origine probabilmente intendevano come caseifici tutta la filiera della produzione di latte, o le stalle di bovine da latte con annesso caseificio. Che i liquami degli allevamenti industriali non si possano più utilizzare come fertilizzanti, è un’altra scemenza che ha origine da Al Gore e Pollan come già descritto qui.

I liquami sono sempre e comunque concimi ecologici e rinnovabili, basta che si rispetti la maturazione che è anche una sanificazione. I batteri fermentanti durante la maturazione aerobica si mangiano gli eventuali batteri patogeni presenti nel liquame. Non c’è nessuna necessità di essiccare il liquame per farlo diventare ecologico, anzi, l’essiccamento, se non è fatto solo con il sole, non è per nulla ecologico perchè richiede grandi quantità di energia. La produzione di metano invece è una fermentazione anaerobica: in pratica si trasforma il carbonio della sostanza organica in metano, ma tutti i nitrati e i fosfati restano nel digestato che poi è comunque da utilizzare come fertilizzante che presenta vantaggi e svantaggi. Gli svantaggi sono la carenza di sostanza organica e il rischio di dilavamento. Con il digestato viene meno l’apporto continuativo di sostanza organica che in Europa dovrebbe essere obbligatorio per incassare il premio PAC, inoltre il digestato è facilmente solubile quindi dilavabile, perchè in pratica è quasi un concime minerale liquido, solo che la quota ammoniacale è molto più alta del liquame quindi allo spandimento il digestato emette più ammoniaca e più protossido d’azoto. Se usato in prearatura autunnale per una semina primaverile presenta un rischio maggiore di inquinamento di falda da parte dei nitrati, rispetto al liquame stesso. I vantaggi sono la mancanza di odori sgradevoli, e una migliore disponibilità alla pianta dei nutrienti in quanto presenti in forma mineralizzata e, ovviamente, per gli allevatori europei, i contributi per l’energia rinnovabile senza i quali nessuno produrrebbe biogas.

Jonatham Safran Foer nel suo libro demonizza i reflui zootecnici come causa di disastro ambientale, ma in UE sono quasi 20 anni che gli allevatori sono obbligati a dimostrare di utilizzare i reflui come concime, con il piano di spandimento agronomico (PUA) altrimenti non sarebbero autorizzati ad allevare. In USA la normativa sugli spandimenti è ancora lacunosa, spero che non facciano l’errore fatto in UE cioè: obbligare gli allevatori a spandere i liquami come fertilizzanti, senza però obbligare gli agricoltori ad utilizzarli come concimi rinnovabili. Questo malgrado l’azoto, il fosforo e il potassio, presenti nei liquami provenga dalla terra, cioè dai cereali e dai foraggi prodotti dagli agricoltori, e alla terra dovrebbero tornare. Errore che in UE ha determinato speculazioni vergognose da parte degli agricoltori.

Alla fine della trasmissione della Dandini, il Vergassola ha fatto una battuta allo scrittore vegetariano Safran Foer chiedendogli: “mio figlio mi cerca sempre i soldi per comprare l’erba: sarà un vegetariano?” Lui gli ha risposto “vegetariano al 100%” . Siccome Jeremy Rifkin era un hyppy negli anni 70, giustifico le stupidaggini dette da lui e da Safran Foer sulla zootecnia solo all’abuso di cannabinolo, quindi per sdrammatizzare concluderei con il motto

“PIU’ PROTEINE E MENO CANNE!”

____________________________________________________

:D:D:D per il motto finale !!

;):lol::D per la Tv pubblica che da voce a certe teste vuote !!!

Avanti così............ :angry:;)

Edited by ROOSTERS99
  • 2 weeks later...
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5 aprile 2010 / Fosco Spinedi, Lorenza Gianoni

La Pasqua più fredda dal 1936

La Domenica di Pasqua di quest’anno avrebbe potuto essere una qualsiasi giornata di pieno inverno, non fosse stato per la lunghezza del giorno che all’inizio di aprile è astronomicamente di quasi 14 ore. La giornata è infatti stata caratterizzata da cielo coperto, precipitazioni pressocché continue e temperature alquanto rigide. Al sud delle Alpi sono caduti da 35 a 60 litri di acqua per metro quadro, con i valori più alti nel Mendrisiotto, la temperatura media della giornata in pianura è stata tra 3 e 6 gradi e la massima non è salita oltre i 5-7 gradi.

Prendendo come riferimento Locarno-Monti, la Domenica di Pasqua 2010 risulta di gran lunga la più fredda degli ultimi 80 anni. Sono infatti stati rilevati soltanto 3.3 °C di media e 4.7 °C di massima, davanti al 1975 (30 marzo) con rispettivamente 5.0 e 7.6 gradi. All’estremo opposto si trova la Pasqua del 1999, pure caduta il 4 aprile, con ben 17.2 °C di media e 23.7 °C di massima! Una dimostrazione della grande variabilità interannuale del clima sudalpino... o un'ulteriore conferma del cambiamento climatico?

Sopra circa 1000 metri di altitudine le precipitazioni sono cadute in forma solida che in montagna si sono tradotte in uno strato di circa 40-50 cm di neve fresca.

Meteo Svizzera

La Domenica di Pasqua del 2010 è così stata nettamente la più fredda e la più innevata da molti decenni. Chiaramente la statistica non tiene conto della stagione, il 4 aprile di quest’anno è comunque risultato uno dei 5-6 giorni di aprile più freddi dal 1936 (inizio delle misurazioni a Locarno-Monti).

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5 aprile 2010 / Fosco Spinedi, Lorenza Gianoni

La Pasqua più fredda dal 1936

La Domenica di Pasqua di quest’anno avrebbe potuto essere una qualsiasi giornata di pieno inverno, non fosse stato per la lunghezza del giorno che all’inizio di aprile è astronomicamente di quasi 14 ore. La giornata è infatti stata caratterizzata da cielo coperto, precipitazioni pressocché continue e temperature alquanto rigide. Al sud delle Alpi sono caduti da 35 a 60 litri di acqua per metro quadro, con i valori più alti nel Mendrisiotto, la temperatura media della giornata in pianura è stata tra 3 e 6 gradi e la massima non è salita oltre i 5-7 gradi.

Prendendo come riferimento Locarno-Monti, la Domenica di Pasqua 2010 risulta di gran lunga la più fredda degli ultimi 80 anni. Sono infatti stati rilevati soltanto 3.3 °C di media e 4.7 °C di massima, davanti al 1975 (30 marzo) con rispettivamente 5.0 e 7.6 gradi. All’estremo opposto si trova la Pasqua del 1999, pure caduta il 4 aprile, con ben 17.2 °C di media e 23.7 °C di massima! Una dimostrazione della grande variabilità interannuale del clima sudalpino... o un'ulteriore conferma del cambiamento climatico?

Sopra circa 1000 metri di altitudine le precipitazioni sono cadute in forma solida che in montagna si sono tradotte in uno strato di circa 40-50 cm di neve fresca.

Meteo Svizzera

La Domenica di Pasqua del 2010 è così stata nettamente la più fredda e la più innevata da molti decenni. Chiaramente la statistica non tiene conto della stagione, il 4 aprile di quest’anno è comunque risultato uno dei 5-6 giorni di aprile più freddi dal 1936 (inizio delle misurazioni a Locarno-Monti).

Vero, però questa strana situazione può essere letta anche come conseguenza dell'aumento di CO2 in atmosfera. Mi spiego, queste anomalie climatiche sono sempre più frequenti, si passa sempre più spesso da climi rigidi a climi torridi. Pasqua quest'anno con clima invernale ma tra una settimana sono previste temperature oltre la media del periodo. Trombe d'aria sempre più frequenti, grandinate devastanti, freddo pungente, estati a volte torride, primavere praticamente inesistenti, io non so se sia in atto un riscaldamento del pianeta, sicuramente un cambiamento del clima è lì da vedere.

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Certo, magari oltre a fare del nazI-ambientalismo si potrebbe anche spendere del tempo per mitigarne le conseguenze. O no?

  • 3 weeks later...
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Mai così tanto ghiaccio in otto anni

Scritto da Guido Guidi il 24 - aprile - 2010

Con buona pace di quelli del “Dipartimento il tempo non è il clima”, che sono sicuro attribuiranno il touch down dell’estensione dei ghiacci artici con la media del periodo di osservazione ad un semplice fattore meteorologico, registriamo dal sito del Jaxa che l’estensione di questa parte del mese di aprile è comodamente al di sopra di quanto è stato misurato nello stesso periodo dell’anno dal 2002.

Fonte WUWT

L’ NSIDC va come sempre un po’ più a rilento, ma anche dalla loro media è visibile il trend di guadagno del ghiaccio rispetto alla norma. Considerato che loro fanno una media mobile su cinque giorni, se il “fattore meteorologico” persisterà, anche lì vedremo segnare un punto.

Fonte NSIDC

Questa informazione di per sé è poca cosa, ma dato che la salute dei ghiacci artici è più controllata di quella di un capo di stato e considerato il fatto che se invece che in aprile fossimo in settembre e stessimo guardando l’estensione più bassa raggiunta negli ultimi otto anni ci scapperebbero le edizioni straordinarie dei telegiornali, direi che valga la pena darle un po’ di risalto.

Se le cose continueranno ad andare così, registreremo il terzo anno consecutivo di recupero rispetto all’annus horribilis del 2007. A questo punto propongo che i profeti di sventura producano numerose altre proiezioni di scomparsa totale dei ghiacci dall’Artico, sembra che questa terapia porti giovamento al malato.

Fonte con diagrammi dati

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che dire di questa settimana di pioggia in partenza... se va bene 2 ore di sole al giorno. a maggio.

che palle.

il sottoscritto si deve pure leggere i forum meteo dove ci sono festeggiamenti a oltranza per ogni giorno di "maltempo" anche fuori stagione...

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Affarone! Vendesi ville sul golfo del Messico,viata mare...comodo benzinaio!

Aharara

Come dice un mio amico di New Orleans: "Questa mattina il mare sembra un olio"

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che dire di questa settimana di pioggia in partenza... se va bene 2 ore di sole al giorno. a maggio.

che palle.

il sottoscritto si deve pure leggere i forum meteo dove ci sono festeggiamenti a oltranza per ogni giorno di "maltempo" anche fuori stagione...

Fachiro, che mi dici per mercoledì mattina a Sacconago, pioverà?

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