tatanka Posted May 4, 2010 Posted May 4, 2010 ecchissenefrega di mercoledì. Fachiro, che mi dici per lunedì mattina a Sacconago; pioverà? E se si, solo in centro o anche in periferia?
ROOSTERS99 Posted May 4, 2010 Author Posted May 4, 2010 ecchissenefrega di mercoledì.Fachiro, che mi dici per lunedì mattina a Sacconago; pioverà? E se si, solo in centro o anche in periferia? Sacconago è Sacconago. Punto.
ROOSTERS99 Posted June 16, 2010 Author Posted June 16, 2010 Sudafrica: almeno 500 pinguini uccisi dal freddo 15 Giugno 2010 19:17 ESTERI JOHANNESBURG - Le temperature particolarmente rigide che si sono abbattute nell'est della regione di Citta' del Capo, in Sudafrica, hanno provocato la morte di almeno 500 pinguini. Secondo l'ente dei parchi nazionali, i pinguini sono gia' diminuiti in modo consistente e nella zona restano solo 700 coppie in grado di riprodursi. (RCD) ________________________________________ Poi potremmo commentare la torride temperature di questa primavera 2010 sulle prealpi lombarde........
ROOSTERS99 Posted June 23, 2010 Author Posted June 23, 2010 La primavera (pessima) 2010 è finita. Speriamo arrivi un po' di calduccio con l' estate... Intanto.... Si è fermato ??
Silver Surfer Posted July 4, 2010 Posted July 4, 2010 Però, Roo., Cryosat emette le prime sentenze: calotta polare sempre meno estesa e sempre più sottile...
ROOSTERS99 Posted July 7, 2010 Author Posted July 7, 2010 (edited) Però, Roo., Cryosat emette le prime sentenze:calotta polare sempre meno estesa e sempre più sottile... Sì, certo, innegabile, tuttavia..... Che tragedia per i media! Guido Guidi il 7 - luglio - 2010 Sì lo so, i nostri numerosi, istruiti, illuminati detrattori non aspettano altro. Ma io insisto. Sono convinto che l’unico modello di informazione possibile sia quello che dice tutto. E così, se appena qualche giorno fa abbiamo dato conto delle fatiche estive dei ghiacci artici, oggi ci tocca dar conto dei sollazzi invernali dei ghiacci antartici. Perché nessuno lo dice. Il mondo è sull’orlo del baratro e sotto c’è un calderone bollente. Fa tanto caldo che il ghiaccio marino antartico quando mancano ancora due mesi al culmine stagionale, ha già raggiunto un’estensione che si colloca tra quelle più ampie mai misurate (da quando la si misura). ...................... Per chi non lo sapesse e pensasse di organizzare una gita in barca al Polo Nord per quest’estate, rammentiamo che le temperature dell’area in questione sono appena entrate in territorio positivo, mantenendosi però sotto la media stagionale, giusto in tempo per far capire che NON è il caldo a governare il ghiaccio. Viviamo un’epoca interessante. Articolo completo Edited July 7, 2010 by ROOSTERS99
corny Posted July 16, 2010 Posted July 16, 2010 I metereologi: è caldo record "Giugno più rovente di sempre"Pubblicati i dati del national Climatic Center: sono i valori più alti dal 1880 quando è iniziata la raccolta. Stessi risultati per le analisi sul primo trimestre e semestre dell'anno di LUIGI BIGNAMI Ormai non ci sono più dubbi: stiamo vivendo mesi che rimarranno negli annali della climatologia. Il mese di giugno appena trascorso è risultato il più caldo da quando si rilevano dati delle temperature a terra e in mare. Ma non solo, il 2010 ha segnato anche il record per il trimestre appena trascorso (aprile-giugno) e risulta essere anche il più caldo di sempre per quel che riguarda il primo semestre. Insomma se all'inizio dell'anno a qualcuno, in Italia, sembrava che le cose stessero andando in modo diverso, ora si ha la conferma che la situazione, con poche eccezioni, è quella di un anno davvero caldo, Penisola compresa. I dati sono appena stati pubblicato dal National Climatic Data Center del NOAA che li raccoglie dal 1880 senza interruzione. I dati colti sia sulla terraferma che in mare dicono che la temperatura media del mese di giugno del 2010 è stata di 16,2°C, ossia 0,68° sopra la media del ventesimo secolo, che risulta essere di 15,5°C. Ma colpisce notevolmente il fatto che la temperatura media sulla terraferma sia stata di ben 1,07°C sopra le medesime medie. Particolarmente calde sono state le aree del Perù, del centro e dell'est degli Stati Uniti e dell'Asia. Solo la Scandinavia, il sud della Cina e il nordovest degli Usa hanno visto temperature leggermente inferiori alle medie. Se in questo mondo accaldato c'è un elemento di sollievo è il fatto che le temperature delle acque oceaniche pur essendo di 0,54°C sopra le medie, non hanno raggiunto il record assoluto. Un dato di speranza perché le temperature non aumentino ulteriormente, in quanto è negli oceani che si trattiene la maggior parte del calore terrestre che poi si riversa sulla terraferma in autunno e in inverno. La spiegazione del fatto che soprattutto l'Oceano Pacifico non sia una fornace è legata alla fine dell'evento di El Nino e all'inizio de La Nina, che solitamente porta ad un raffreddamento di quelle acqua. "L'Oceano Pacifico equatoriale potrebbe rimanere più freddo del normale per tutta l'estate e anche oltre e questo perché il livello del mare è già di 10 cm sotto il normale, una situazione che crea un deficit di calore trattenuto nella parte superficiale dell'oceano", ha spiegato Bill Patzer, oceanografo e climatologo del JPL della Nasa. In ogni caso i dati fin qui raccolti dicono che il 2010 sta segnando il record per le temperature non solo per il mese di giugno, ma anche per il trimestre appena trascorso (con 0,70°C sopra la media) e per l'intero semestre gennaio-giugno (con 0,68°C sopra la media). Tutto ciò ha portato una notevole riduzione anche dei ghiacci artici che ora sono del 10,6% sotto la media valutata per il periodo 1979-2000. Buone notizie invece, giungono dall'Antartide, dove invece, i ghiacci invernali sono dell'8,3% sopra la media per lo stesso periodo. Dal Noaa fanno sapere che il 2010, come era stato previsto fin dall'inizio dell'anno, potrebbe risultare il più caldo dal 1880 ad oggi, superando anche i famigerati 1998 e 2003. (16 luglio 2010) © Riproduzione riservata Per rompere le palle a Rooster .
Ponchiaz Posted July 16, 2010 Posted July 16, 2010 Chiariamo un fatto: a me personalmente vanno bene tutte le analisi che siano basati sui dati. Non ho una particolare acredine verso chi parla di global warming. PERO' rifiuto categoricamente l'equazione che vuole il warming dipendere dall'uomo. Sicuramente l'uomo avra' una sua parte e penso che tutto cio' che punta ad un risparmio energetico sia una cosa di buonsenso, ma pensare che cambiare la temperatura del pianeta sia nelle nostre facolta' e' semplicemente inacettabile.
alberto Posted July 16, 2010 Posted July 16, 2010 quoto ponchiaz e me ne fotto delle medie più alte della storia dell'universo: a casa mia faceva freddo fino a un mese fa! (eccheccazzo!)
ROOSTERS99 Posted July 16, 2010 Author Posted July 16, 2010 (edited) Chiariamo un fatto: a me personalmente vanno bene tutte le analisi che siano basati sui dati. Non ho una particolare acredine verso chi parla di global warming.PERO' rifiuto categoricamente l'equazione che vuole il warming dipendere dall'uomo. Sicuramente l'uomo avra' una sua parte e penso che tutto cio' che punta ad un risparmio energetico sia una cosa di buonsenso, ma pensare che cambiare la temperatura del pianeta sia nelle nostre facolta' e' semplicemente inacettabile. Inaccettabile ancor più pochè diventato, da una parte fonte diretta di totale spreco di risorse a favore degli interessi privati di alcuni, dall' altra possibilità di "vendita" di sensazionali notizie catastrofistiche sullo stile dei giornali scandalitici. Fastidio ! Si analizzino i dati con rigore scientifico, tutti i dati, e la si pianti con la cagata del Global Warming antropico e con le previsioni meteo/climatiche di 'sta cippa tanto di moda negli ultimi anni. (così..... per rispondre a Corny ..... ) Edited July 16, 2010 by ROOSTERS99
Dragonheart Posted July 16, 2010 Posted July 16, 2010 Mi sento, improvvisamente, più comprensivo nei confronti dell'indolenza di certi popoli mediterranei.
Ale Div. Posted July 18, 2010 Posted July 18, 2010 Mi sento, improvvisamente, più comprensivo nei confronti dell'indolenza di certi popoli mediterranei. Sono uscito un attimo in cortile. Sentivo l'eco dei miei passi. O è scoppiata una guerra nucleare e nessuno mi ha avvertito, o sono tutti in casa o al mare o in montagna. Non si sente un rumore che sia uno.
ROOSTERS99 Posted July 19, 2010 Author Posted July 19, 2010 Campagna pubblicitaria in India. Da non credere..............
ROOSTERS99 Posted July 27, 2010 Author Posted July 27, 2010 Penisola Antartica, un bel problema Scritto da Claudio Gravina il 17 - luglio - 2010 Lo sappiamo bene: la penisola antartica sta subendo delle modificazioni piuttosto importanti, il ghiaccio continentale si fonde, e le calotte glaciali oceaniche si disgregano. Le motivazioni reali non le ha ancora individuate nessuno, anche perchè tutto intorno la situazione è ben diversa. Insomma, la penisola antartica per il momento è un unicum, sicuramente da studiare per meglio comprendere le dinamiche locali. Ovviamente c’è chi lega l’attuale situazione di quei ghiacciai al tanto acclamato global warming antropico. In questi giorni, però, è uscito un nuovo studio1 (peer review), estremamente interessante e innovativo. L’abstract ci dice che negli ultimi 800 mila anni, sebbene la concentrazione di CO2 non abbia mai superato le 300 parti per milione, quindi ben al di sotto dei valori attuali, le temperature fossero di 3 – 4 °C più alte di quelle registrate nel periodo pre-industriale. I carotaggi glaciali hanno consentito di verificare questa condizione, addirittura, in ciascuno dei precedenti quattro periodi interglaciali. Quindi, ci suggerisce lo studio, non si tratta di un caso, quanto piuttosto di un qualche meccanismo legato alla circolazione sicuramente locale e perchè no emisferica, che coinvolge direttamente la penisola antartica. E infatti i ricercatori hanno fatto un uso estensivo dei modelli matematici per indagare le relazioni possibili tra la Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC) e le temperature nella penisola anartica. Gli studi attuali ci dicono che un rallentamento della AMOC induce un aumento delle temperature superficiali oceaniche nell’emisfero sud (infatti questa corrente ristabilisce l’equilibrio termico, portando l’eccesso di calore verso nord). Sappiamo inoltre che nelle fasi di deglaciazione avviene un rallentamento della AMOC, che provoca quello che gli scienziati chiamano un WPT (ovvero un periodo Warmer than Present Transient). In altre parole la transizione nel periodo interglaciale è sempre stata più calda, nella penisola antartica, rispetto ai parametri registrati oggi. Questi periodi WPT avevano una durata piuttosto rilevamente, ma in alcuni casi furono brevi, ovvero circa 3000 anni. I carotaggi parlano chiaro. E i modelli, alla fine cosa ci hanno detto? Sebbene la modellizzazione della AMOC e delle condizioni generali del continente antartico sia stata soddisfacente, non altrettanto, ci dicono gli scienziati, possiamo dire per quanto riguarda la penisola antartica. Non si è riuscito a cogliere bene la complessa rete di feedback, e quindi per simulare un riscaldamento, così come emerso dai carotaggi, i modelli sembrano suggerire un completo ritiro dei ghiacci nella penisola. Lo studio è stato condotto dai ricercatori P. B. Holden, N. R. Edwards, E.W. Wolff, N. J. Lang, J. S. Singarayer, P. J. Valdes, and T. F. Stocker. Rispettivamente appartengono ai seguenti centri di ricerca: Earth and Environmental Sciences, Open University, Milton Keynes (Inghilterra); British Antarctic Survey, Cambridge (Inghilterra); School of Geographical Sciences, University of Bristol, Bristol (Inghilterra); Climate and Environmental Physics, University of Bern, Bern (Svizzera). E’ stato pubblicato il 16 luglio 2010 e potete trovarlo qui.
ROOSTERS99 Posted August 16, 2010 Author Posted August 16, 2010 (edited) Il clima impazzito potrebbe obbligarci a lasciare la terra tra 200 anni di Luca Vaglio 15 agosto 2010 alle ore 15:30. Nei prossimi 200 anni, per garantirci un futuro, scampando all'estinzione, potremmo dover lasciare la Terra, emigrando nello spazio e colonizzando altri pianeti. E, ancora, il pericolo di disastri climatici, già concreto di qui a 100 anni, sarebbe destinato ad aggravarsi nei secoli successivi. Questo scenario, che ricorda da vicino la trama di un libro o di un film di fantascienza, è stato prospettato nei giorni scorsi dall'astrofisico britannico Stephen Hawking, autore di un bestseller come "Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo" e considerato unanimemente un'autorità in tema di cosmologia. Se riusciremo a scongiurare catastrofi ambientali nel corso dei prossimi due secoli, spiega Hawking, affetto da atrofia muscolare progressiva e oggi 68enne, dovremo comunque salvare l'umanità lasciando una Terra dove non ci sarà più spazio per tutti e dove le risorse saranno sempre più scarse per via dell'aumento della popolazione. «La razza umana non deve mettere tutte le sue uova in un unico paniere nè su un solo pianeta», ha precisato lo scienziato. Catastrofi ambientali Anche volendo evitare facili correlazioni e valutazioni che richiedono prove scientifiche assai rigorose, le parole di Hawking fanno riflettere alla luce di quanto sta succedendo nel mondo. Gli esperti dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), l'agenzia dell'Onu che si occupa dei cambiamenti climatici, hanno dichiarato che gli eventi catastrofici degli ultimi giorni sono coerenti con le conclusioni raggiunte dai loro studi, sebbene i fatti di una singola annata non siano da soli sufficienti a dimostrare la bontà delle previsioni. «Si tratta di eventi destinati a ripetersi e a intensificarsi in un clima alterato dai gas serra. Non possiamo giurare che nulla di questo sarebbe successo duecento anni fa, ma il sospetto c'è», spiega Jean-Pascal van Ypersele, vicepresidente dell'Ipcc. E una certa cautela nelle dichiarazioni degli scienziati probabilmente fa seguito anche al Climategate del novembre 2009, che pure nei mesi scorsi è stato smontato da una serie di indagini indipendenti. Del resto, gli studi sul riscaldamento globale mettono in guardia su pericoli, come temperature più elevate, siccità e precipitazioni meno frequenti ma molto più violente, che oggi balzano all'attenzione delle cronache in molte parti del globo, dalla Russia attraversata dai roghi e coperta da una cappa di fumo, fino al Pakistan, alla Cina e all'India in ginocchio per le inondazioni. Con danni ingentissimi e diverse migliaia di vittime. Tutto questo mentre i governi manifestano buone intenzioni ma sono ancora lontani dal condividere impegni precisi su questi temi. La conferenza di Copenaghen dello scorso anno si è conclusa con l'invito a ridurre le emissioni di gas serra, allo scopo di limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C, ma senza impegni giuridici vincolanti. Allo stesso modo la riunione Onu sul clima svoltasi a Bonn la scorsa settimana si è chiusa senza esiti significativi. E nell'elenco dei grandi dissesti ambientali non si possono dimenticare altri eventi, non certo causati dal global warming, ma legati all'azione dell'uomo e alla sua scelta di puntare sugli idrocarburi come fonte energetica. Di recente, sono avvenuti l'incidente nel Golfo del Messico alla piattaforma petrolifera di British Petroleum Deepwater Horizon (circa 4,9 milioni di barili di greggio finiti in mare dall'aprile scorso) e a luglio l'esplosione di due oleodotti nel Mar Giallo in Cina (1.500 tonnellate di petrolio in acqua). Da decenni, invece, una marea nera si estende lungo il Delta del Niger, devastando l'ecosistema di quel paese (Secondo Anene Ejikeme, ricercatore presso la Trinity University di San Antonio, dal 1958 circa 13 milioni di barili si sono riversati nel Delta del Niger a causa di rotture negli impianti, carenze nella manutenzione e nelle misure di sicurezza e comportamenti dolosi). Sovrappopolazione L'esame di ricerche provenienti da fonti autorevoli, inoltre, induce a considerare con rispetto le affermazioni di Hawking in merito alla crescita demografica. Un rapporto Onu del 2009 stima che per il 2050 la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi di persone con un incremento significativo soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Dopo il 2050, tuttavia, la maggior parte dei demografi ipotizzano che le politiche di controllo delle nascite riusciranno a contenere la natalità, determinando addirittura un calo delle presenze sulla Terra nelle decadi successive. Tuttavia, questa non è che un'ipotesi, poiché, sempre secondo una ricerca Onu, qualora la natalità media dovesse restare sui ritmi attuali nei prossimi 300 anni la popolazione terrestre sarà pari a 134 miliardi. Si tratta di una cifra limite, probabilmente irrealistica, che però fa capire il potenziale di rischio legato a tassi di natalità eccessivi e incontrollati. Un altro esempio: qualora il tasso di natalità diminuisse di poco rispetto al 2,73 attuale, fino a quota 2,34, nel giro di 300 anni saremmo ben 36,4 miliardi. E secondo il rapporto 2009 dell'Unfpa (United nations population fund), il Fondo delle Nazioni Unite che si occupa del diritto alla salute, delle pari opportunità e della riduzione della povertà, contenere le nascite è importante anche per l'equilibrio ambientale: meno nascite significano minori emissioni di anidride carbonica e dunque rischi più ridotti di riscaldamento climatico. Viaggi interstellari: problemi da superare Tornando a Stephen Hawking e alla sua suggestiva ipotesi di colonizzare altri pianeti, va detto che ci sono numerosi ostacoli tecnologici da superare. Già nel 2006 lo scienziato britannico aveva dichiarato che in futuro per garantire la sopravvivenza del genere umano sarebbe stato necessario spostarsi su pianeti abitabili che gravitano attorno ad altre stelle. Tuttavia, con i mezzi odierni un viaggio simile risulterebbe oltremodo lungo e di fatto impraticabile. I razzi convenzionali alimentati chimicamente, come quelli che hanno portato l'uomo sulla luna nella missione Apollo, ci metterebbero decine di migliaia di anni per arrivare su Proxima Centauri, il corpo celeste più vicino al Sole. Secondo Hawking le soluzioni, ancora tutte da sviluppare in pratica, sono contenute nella popolarissima fiction di fantascienza Star Trek, in un episodio della quale, tra l'altro, è apparso, recitando la parte di se stesso. «La fantascienza ha suggerito l'idea della propulsione a distorsione spazio-temporale, che può trasportare immediatamente a destinazione. Sfortunatamente, questo violerebbe la legge scientifica in base alla quale nulla può viaggiare più veloce della luce», spiega l'astrofisico. Tuttavia, «attraverso l'annichilimento materia/antimateria», ossia mettendo a contatto particelle e antiparticelle, «sarebbe possibile toccare velocità poco inferiori a quella della luce e raggiungere la stella più vicina a noi in circa sei anni». ilsole24ore.com _____________________ ..... .... Edited August 16, 2010 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted October 27, 2010 Author Posted October 27, 2010 CAMBIAMENTO CLIMATICO Il vento soffia sempre meno Tutta colpa della vegetazione Studio francese su 10mila stazioni meteorologiche: osservato un calo del 10%, soprattutto in Europa. Secondo gli esperti, sono le piante a frenare le correnti. E ora si teme per l'eolico di LUIGI BIGNAMI I VENTI del pianeta stanno rallentando. E il fenomeno riguarda soprattutto l'emisfero settentrionale. Sono questi i risultati di una ricerca pubblicata su Nature Geoscience e realizzata da Robert Vautard della Université de Versailles Saint-Quentin-en-Yvelines, in Francia. La velocità delle masse d'aria, calcolata a livello del suolo, è diminuita del 10% nell'arco degli ultimi 30 anni. Studi precedenti avevano già scoperto che negli Stati Uniti, Australia, Cina e in alcune zone d'Europa la forza dei movimenti delle masse d'aria era calata in prossimità della superficie, ma non avevano individuato le cause del fenomeno, anche se tra le ragioni principali venivano indicati i cambiamenti climatici. I dati raccolti da Vautard dimostrerebbero che il 60% del fenomeno sia da imputare all'aumento della vegetazione dell'emisfero settentrionale. Spiega Vautard: "Siamo rimasti sorpresi nell'osservare un andamento molto chiaro su tutto l'emisfero nord dove il 73% delle stazioni dimostra un rallentamento compreso tra il 5 e il 15%. Tale rallentamento è più elevato dove maggiore è la vegetazione". L'effetto più marcato è senza dubbio in Europa e Asia. La ricerca dimostra anche che il fenomeno ha avuto inizio nel 1960. Oggi però lo scenario è più chiaro. "L'origine principale del calo dei venti è da ricercare nell'aumento di una rigogliosa vegetazione. Una maggiore quantità di piante rende più "rugoso" il terreno e ciò assorbe una parte dell'energia del vento, rallentandolo". La rugosità del suolo è ampiamente utilizzata dai meteorologi nelle loro previsioni, ma fino ad oggi nessuno ipotizzava che avesse una tale rilevanza. Analizzando i dati di Vautard alcuni ricercatori ipotizzano che il rallentamento del vento potrebbe avere ricadute sulle potenzialità eoliche del nostro emisfero. "In realtà sappiamo poco circa la distribuzione e le variazioni dei venti alla quota di rotazione delle pale, tuttavia i dati non sono sufficienti per affermare una ricaduta negativa sull'eolico. Per avere un impatto sulla produzione media annua di energia dall'eolico non deve cambiare solo la velocità media del vento, ma anche altre componenti", spiega il professor Corrado Ratto, esperto di eolico e fisico all'Università degli Studi di Genova. La ricerca di Vautard non è esente da critiche. Alcuni ricercatori ritengono per esempio che l'arco temporale preso in considerazione (30 anni) sia troppo breve; inoltre se fosse proprio la vegetazione ad essere una delle cause maggiori di tale rallentamento, in Asia l'aumento della vegetazione avrebbe dovuto contrarre la velocità dei venti almeno del 30 per cento. Risponde Vautard: "I nostri dati provengono da circa 10.000 stazioni meteorologiche di tutto il mondo e li consideriamo affidabili dal 1979 ad oggi". (20 ottobre 2010) repubblica.it ...siamo alla comicità pura !!!
Ponchiaz Posted October 27, 2010 Posted October 27, 2010 Ad occhio mi pare una gran puttanata, tuttavia chiedo: dove si e' verificata una desertificazione ci sono stati aumenti di velocita'?
Maurizio Posted October 27, 2010 Posted October 27, 2010 Ad occhio mi pare una gran puttanata, tuttavia chiedo: dove si e' verificata una desertificazione ci sono stati aumenti di velocita'? La superficie piatta del deserto di Black Rock e stata teatro di due record mondiali del Land Speed Record. Nel 1983, Richard Noble guidò la macchina-jet Thrust 2 la quale raggiunse la velocità di 1.019 km orari. Noble fu anche a capo del gruppo di lavoro che superò il record del Thrust 2[5] Nel 1997, l'"automobile"-jet ThrustSSC, diventò la prima e unica macchina supersonica al mondo raggiungendo i 1.233 km orari di velocità.[6][7] Ponch , c'è stato un aumento di più di 200 km/ora.......
tatanka Posted October 27, 2010 Posted October 27, 2010 Ad occhio mi pare una gran puttanata, tuttavia chiedo: dove si e' verificata una desertificazione ci sono stati aumenti di velocita'? In grande scala non lo so. Io ho tagliato la siepe e mi pare ci sia qualche spiffero in più.
alberto Posted October 27, 2010 Posted October 27, 2010 nell'orrido di gallarate, negli ultimi anni ho avuto la sensazione che il vento sia aumentato in frequenza e intensità. qualcuno nell'alto varesotto ha potato qualche albero di troppo? alto varesotto perché la direzione prevalente è da nord verso sud. certo che ne scrivono di cazzate...
Ponchiaz Posted October 27, 2010 Posted October 27, 2010 Lo studio ha avuto origine dal fatto che, dopo aver tagliato i capelli, l'autore aveva sentito un forte flusso d'aria attraversargli le orecchie.
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