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l'esperimento è stato già fatto con i topi, per cui con soggetti dotati di cervelli paragonabili a quelli dei reclusi con telecamere. il risultato è stato che gli episodi di "insofferenza" aumentavano esponenzialmente e l'equilibrio psichico degli animaletti ne ha risentito pesantemente.in sostanza, alla fine si accoppavano che era un piacere. il sovraffollamento non è una condizione in cui si possa vivere decentemente, molto prima di arrivare alla denutrizione. il sovraffollamento lo abbiamo già raggiunto.

Ma i topi venivano aggiunti dall'esterno o aumentavano perchè trombavano fra loro?

E nel secondo caso, si riproducevano tutti o erano i topi gialli nella parte est della gabbia e quelli grigini di cento-est che ogni tanto si inginocchivano verso un sassolino nero quadrato che si riproducevano di più e poi partivano verso la parte ovest dove i topi bianchi mangiavano e si strafogavano e poi hanno cominciato a vedere che i gialli e i grigini mangiavano dalle loro mangiatoie ed è venuto fuori un casino?

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Ma i topi venivano aggiunti dall'esterno o aumentavano perchè trombavano fra loro?

E nel secondo caso, si riproducevano tutti o erano i topi gialli nella parte est della gabbia e quelli grigini di cento-est che ogni tanto si inginocchivano verso un sassolino nero quadrato che si riproducevano di più e poi partivano verso la parte ovest dove i topi bianchi mangiavano e si strafogavano e poi hanno cominciato a vedere che i gialli e i grigini mangiavano dalle loro mangiatoie ed è venuto fuori un casino?

i topi erano di qualità unifome e venivano aggiunti dall'esterno.

è proprio una questione di densità abitativa. è più che sufficiente per far saltare fuori i casini, senza aggravi di usi, costumi, lingue e colori diversi.

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i topi erano di qualità unifome e venivano aggiunti dall'esterno.

è proprio una questione di densità abitativa. è più che sufficiente per far saltare fuori i casini, senza aggravi di usi, costumi, lingue e colori diversi.

Allora esperimento interessante ma che potrebbe non c'entrare una sega con il nostro mondo.

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Il mondo è in stragrandissimissima parte disabitato.

In media, al mondo, della sovrapopolazione non fotterà un belino.

Localmente, pensiamo a Manila, il mondo ovviamente sarà nelle canne.

Ma...non appena la natura avrà eliminato i parassiti, ammesso che non lo facciano da soli, tutto riprenderà il suo ciclo.

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Il mondo è in stragrandissimissima parte disabitato.

In media, al mondo, della sovrapopolazione non fotterà un belino.

Localmente, pensiamo a Manila, il mondo ovviamente sarà nelle canne.

Ma...non appena la natura avrà eliminato i parassiti, ammesso che non lo facciano da soli, tutto riprenderà il suo ciclo.

Sarà...

no2cina.jpg

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In generale, rendo noto che il mondo è cosa diversa da "Gli esseri umani".

Il mondo non ha nesusn problema. Siamo e saremo noi ad averne.

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In generale, rendo noto che il mondo è cosa diversa da "Gli esseri umani".

Il mondo non ha nesusn problema. Siamo e saremo noi ad averne.

Messa cosi sono daccordo.

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sono bisonte ergo non sono topo.

mi hai convinto.

soffrirai l'affollamento più in fretta del topo.

oppure finirai sparato dallo yankee di turno.

augh! ho detto.

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qualcuno vuole una granita?

è un complotto degli allarmisti, sia chiaro.

L'allarme clima è cosa troppo seria per uno slogan. E forse non è detto che sia completamente causato dall 'inquinamento che l'uomo crea. Infatti da qualche anno ci sono tesi legate al rallentamento della Corrente del Golfo come causa degli improvvisi cambiamenti climatici. Da cosa sia causato il rallentamento, ancora non si sa.

Fermo restando che dalle nostre parti civilizzate si respiri aria di merda e quotidianamente ci avveleniamo con sostanze che potremmo facilmente sostituire, prima di annunciare complotti, catastrofi, disastri, sarebbe il caso di documentarsi un pochettino.

Non ce l'ho con te.

Ce l'ho con quella vulgata ambientalista che di nome fa Ignoranza e tanti danni ha causato negli ultimi 20 anni all'Ambiente e all'uomo.

Ce l'ho con chi ha trasformato la cura dell'ambiente in business, con ricerche inutili, e conseguenti soluzioni, finanziate con tantissimi soldini.

Per non scadere nella propaganda elettorale, riporto un Ansa, peraltro piuttosto recente:

CLIMA: CORRENTE GOLFO FIRMA I CAMBIAMENTI GLOBALI / ANSA

(ANSA) - ROMA, 12 MAR - L'impronta della Corrente del Golfo e' visibile fino a 11 chilometri di altitudine e coinvolge tutta la troposfera, la fascia dell'atmosfera a contatto con la superficie della Terra, dove innesca fenomeni atmosferici che alterano non solo il clima europeo, ma anche quello globale. La scoperta, annunciata su Nature, si deve a uno studio coordinato dall'universita' giapponese di Hokkaido al quale la rivista britannica dedica anche la copertina. Aver fatto luce sull'impatto profondo che la Corrente del Golfo ha sull'atmosfera, secondo gli autori potra' contribuire non solo a comprendere meglio i processi coinvolti nel cambiamento climatico in atto ma anche a mettere a punto piu' sofisticati e precisi modelli di previsione sui cambiamenti futuri.

Grazie a informazioni satellitari, a dati meteorologici e a modelli di circolazione atmosferica, la ricerca mette per la prima volta a fuoco l'impatto su larga scala di questa potente corrente oceanica che nasce nel Golfo del Messico, dove grandi masse di acqua vengono riscaldate dall'azione dei raggi solari, e funziona come un nastro trasportatore grazie al quale l'acqua calda fluisce attraverso l'Atlantico, raggiungendo e mitigando anche il nord Europa. Se i fenomeni atmosferici azionati da questa corrente a livello locale, come formazioni di cicloni e nuvole, erano gia' noti, per la prima volta lo studio dimostra che i venti generati dalla Corrente del Golfo fanno salire l'aria calda in zone molto piu' alte dell'atmosfera rispetto a quanto pensato finora, interessando tutta la troposfera. Questo fenomeno da un lato da' vita a nubi e a una conseguente stringa di piogge in corrispondenza della corrente, dall'altro porta l'aria calda nella parte piu' alta della troposfera, fino a 11 chilometri di altezza, generando le cosiddette onde planetarie, movimenti su larga scala dell'atmosfera che possono indurre cambiamenti molto rapidi nella circolazione atmosferica del pianeta alterando il clima dell'Europa ma anche quello mondiale.

La struttura ascendente delle correnti d'aria che si forma a partire dalla superficie marina, spiega lo studio, ricalca la forma serpentinata della Corrente del Golfo. I venti ascendenti, prosegue, soffiano con piu' forza nei primi chilometri della troposfera ma, anche se piu' deboli sono chiaramente visibili a sei chilometri di altitudine e ancora distinguibili a 11. Il risultato, che chiarisce il meccanismo con il quale la corrente del Golfo puo' influenzare il clima localmente e globalmente, conferma anche che questa corrente e' fra i principali motori che guidano la circolazione oceanica globale. Alla luce della scoperta e tenendo conto delle previsioni ''secondo cui via via che il surriscaldamento globale aumentera' questo nastro trasportatore rallentera', le interazioni fra Corrente del Golfo e atmosfera saranno cruciali per la messa a punto di modelli di previsione sui futuri cambiamenti climatici'' ha osservato uno degli autori dello studio, Shang Ping Xie dell'universita' delle Hawaii. (ANSA). Y75-GU

12/03/2008 20:53

Il problema è che bisogna ancora dimostrare il collegamento tra riscaldamento e rallentamento.

Molti ritengono che il rallentamento sia del tutto naturale, così come è successo svariate volte nella storia del Mondo. E alcuni di questi molti, ritengono che sia più probabile che si vada verso una glaciazione che non verso un Deserto planetario. Ma sono solo ipotesi.

L'Ecoligia è un argomento che l'Homo Scientificus conosce poco, è ancora all'abbecedario...

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CLIMA: CORRENTE GOLFO; ESPERTO, NORD EUROPA RISCHIA FREDDO

(ANSA) - ROMA, 12 MAR - La Corrente del Golfo ''influenza piu' di quanto pensiamo l'atmosfera e le variazioni influenzano i cambiamenti climatici''. Cosi' Antonello Pasini, ricercatore del Cnr, commenta la scoperta pubblicata su Nature secondo la quale la Corrente del Golfo lascia un'impronta visibile fino a 11 chilometri di altitudine e coinvolge tutta la troposfera, la fascia dell'atmosfera a contatto con la superficie della Terra, dove innesca fenomeni atmosferici che alterano non solo il clima europeo, ma anche quello globale. ''Sapevamo dell'influenza - ha detto Pasini - ma non cosi' forte. Fino a quell'altezza non era mai stata osservata''. Cio' significa un impatto sul tempo meteorologico dell'Europa a breve scadenza. ''Tutto quello che c'e' a est - ha spiegato Pasini - e' influenzato da correnti occidentali che vanno verso est, sostanzialmente l'Europa settentrionale''. ''Con il riscaldamento globale - ha aggiunto l'esperto del Cnr - c'e' un pericolo, cioe' che la Corrente del Golfo diminuisca la sua intensita' perche' questa circolazione oceanica e' influenzata dalla temperatura dell'acqua e dalla salinita'''. ''Ora - ha continuato - siamo in presenza della fusione dei ghiacci polari quindi l'acqua dolce defluisce nell'Atlantico settentrionale nei pressi della Corrente del Golfo. Quindi il fatto che le acque perdano salinita' comporta, secondo alcuni modelli, la possibilita' che la circolazione atlantica possa rallentare e come effetto secondario anche la Corrente del Golfo''. Il risultato, ha riferito ancora Pasini, e' che ''se diminuisce l'intensita' della Corrente del Golfo diminuisce l'intensita' del riscaldamento sovrastante e, mentre tutti vanno verso il riscaldamento, l'Europa del Nord rischia un raffreddamento''.

''Ovviamente - ha precisato Pasini - si tratta di fenomeni complessi che avvengono dopo una certa soglia di temperatura e di salinita'''. (ANSA). GU

12/03/2008 20:54

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In generale, rendo noto che il mondo è cosa diversa da "Gli esseri umani".

Il mondo non ha nesusn problema. Siamo e saremo noi ad averne.

Sì e no...mi sa che nelle foreste pluviali e nelle barriere coralline non sarebbero così d'accordo.

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CLIMA: CORRENTE GOLFO; ESPERTO, NORD EUROPA RISCHIA FREDDO

(ANSA) - ROMA, 12 MAR - La Corrente del Golfo ''influenza piu' di quanto pensiamo l'atmosfera e le variazioni influenzano i cambiamenti climatici''. Cosi' Antonello Pasini, ricercatore del Cnr, commenta la scoperta pubblicata su Nature secondo la quale la Corrente del Golfo lascia un'impronta visibile fino a 11 chilometri di altitudine e coinvolge tutta la troposfera, la fascia dell'atmosfera a contatto con la superficie della Terra, dove innesca fenomeni atmosferici che alterano non solo il clima europeo, ma anche quello globale. ''Sapevamo dell'influenza - ha detto Pasini - ma non cosi' forte. Fino a quell'altezza non era mai stata osservata''. Cio' significa un impatto sul tempo meteorologico dell'Europa a breve scadenza. ''Tutto quello che c'e' a est - ha spiegato Pasini - e' influenzato da correnti occidentali che vanno verso est, sostanzialmente l'Europa settentrionale''. ''Con il riscaldamento globale - ha aggiunto l'esperto del Cnr - c'e' un pericolo, cioe' che la Corrente del Golfo diminuisca la sua intensita' perche' questa circolazione oceanica e' influenzata dalla temperatura dell'acqua e dalla salinita'''. ''Ora - ha continuato - siamo in presenza della fusione dei ghiacci polari quindi l'acqua dolce defluisce nell'Atlantico settentrionale nei pressi della Corrente del Golfo. Quindi il fatto che le acque perdano salinita' comporta, secondo alcuni modelli, la possibilita' che la circolazione atlantica possa rallentare e come effetto secondario anche la Corrente del Golfo''. Il risultato, ha riferito ancora Pasini, e' che ''se diminuisce l'intensita' della Corrente del Golfo diminuisce l'intensita' del riscaldamento sovrastante e, mentre tutti vanno verso il riscaldamento, l'Europa del Nord rischia un raffreddamento''.

''Ovviamente - ha precisato Pasini - si tratta di fenomeni complessi che avvengono dopo una certa soglia di temperatura e di salinita'''. (ANSA). GU

12/03/2008 20:54

Tesi molto, molto interessante.

Un fatto inconfutabile è che il pianeta Terra ha conosciuto molti e formidabili cambiamenti climatici.

A mio avviso continuerà a farlo a dispetto di noi uomini del XXI secolo che crediamo di controllare, influenzare e conoscere tutto........

Altro fatto inconfutabile è che se l' Europa la piantasse di bruciare petrolio a rotta di collo e cominciasse

una seria politica per sostituirlo, ne trarrebbe profitto il mondo intero, razza umana europea e non, inclusa.

Sprechiamo invece un sacco di energie e paroloni in terrorismo climatico-ambientale.....

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Mi pare si faccia terrorismo climatico per dimostrare che dobbiamo smetterla di inquinare.

E la cosa non serve.

Dobbiamo smetterla di inquinare per mille altri motivi oltre che il possibile cambiamento climatico.

E dobbiamo preoccuparci dei cambiamenti climatici indipendentemente dal fatto che siano dovuti alle nostre scorreggine o all'esplosione di una galassia lontanissima.

Dobbiamo porci il problema dell'acqua perchè ne abbiamo meno di ieri. E di quella che abbiamo parecchia è inquinata.

Dobbiamo porci il problema dell'inquinamento dell'aria perchè altrimenti non respiriamo, non perchè altrimenti si allaga Chioggia.

Possiamo discutere mille anni se il futuro, possibile allagamento di Venezia sia colpa nostra o dell'evoluzione del cosmo, ma non c'è alcun dubbio sul fatto che l'inquinamento dell'aria di Milano con l'evoluzione cosmica non c'entri una sega.

Posted (edited)

Sì e no...mi sa che nelle foreste pluviali e nelle barriere coralline non sarebbero così d'accordo.

La mia tesi è molto semplice.

L'uomo nella storia di questo pianeta occupa uno spazio temporale pari al peto di un elettrone.

Il pianeta ha un casino di tempo, noi molto meno.

Ha ragione Tatanka, quando a Shenzhen non si riesce a stare in giro più di un'ora senza avere la tosse è inutile preoccuparsi del fatto che i ghiacciai dello Strafavastan si sono ritirati di due millimetri.

Smettiamo di inquinare perchè se no schiattiamo noi. In caso contrario il mondo ci digerirà ed evacuerà con nonchalance.

Edited by Ponchiaz
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Mi pare si faccia terrorismo climatico per dimostrare che dobbiamo smetterla di inquinare.

E la cosa non serve.

Dobbiamo smetterla di inquinare per mille altri motivi oltre che il possibile cambiamento climatico.

E dobbiamo preoccuparci dei cambiamenti climatici indipendentemente dal fatto che siano dovuti alle nostre scorreggine o all'esplosione di una galassia lontanissima.

Dobbiamo porci il problema dell'acqua perchè ne abbiamo meno di ieri. E di quella che abbiamo parecchia è inquinata.

Dobbiamo porci il problema dell'inquinamento dell'aria perchè altrimenti non respiriamo, non perchè altrimenti si allaga Chioggia.

Possiamo discutere mille anni se il futuro, possibile allagamento di Venezia sia colpa nostra o dell'evoluzione del cosmo, ma non c'è alcun dubbio sul fatto che l'inquinamento dell'aria di Milano con l'evoluzione cosmica non c'entri una sega.

OK,

Tat ministro dell' ambiente e dell' energia !! :yes:

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OK,

Tat ministro dell' ambiente e dell' energia !! :yes:

Ecco, comincia a mettere i pannelli solari su azienda e casetta e a recuperare l'acqua piovana.

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Ecco, comincia a mettere i pannelli solari su azienda e casetta e a recuperare l'acqua piovana.

Tranquillo che prima poi ci si arriva.....

..... se la pianti di votare da pirla e mi fai metter via 2 soldi..... :yes:

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Dobbiamo smetterla di inquinare per mille altri motivi oltre che il possibile cambiamento climatico.

Concordo! :angel:

Non dobbiamo preoccuparci di quello che succederà, ma di quello che succede. Ora!

Per intenderci: il numero di infarti e malattie cardiovascolari (ictus etcetc) quotidiani è direttamente proporzionale all'aumento di polveri sottili. E questo lo si sa da molto, molto tempo!!! Non è una cazzo di previsione ...

C'è poco da scherzare. Le nostre città sono paragonabili al braccio della morte. Conviene preoccuparsi di questo, non del prossimo allagamento della Pianura Padana!

Articoli suggeriti:

http://www.eurosalus.com/inquinamento-part...farto-2007.html

http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=15775

http://italiasalute.leonardo.it/News.asp?ID=7484

Infarti, inquinamento urbano e polveri sottili (PM10)

http://www.universonline.it/_sessoesalute/.../06_06_05_a.php

Le polveri sottili prodotte dall'inquinamento urbano costituiscono un serio pericolo per il cuore dei cittadini. I risultati di una ricerca dell'associazione dei cardiologi ospedalieri, evidenzia come lo smog, soprattutto quello legato alle particelle fini e ultrafini emesse dagli scarichi delle auto (Pm10 e Pm2,5), aumentano il rischio d'infarto. Un rischio che cresce ulteriormente nelle giornate in cui il traffico aumenta.

L'indagine è stata condotta dall'Unità di cardiologia dell'ospedale maggiore di Bologna e coordinata da Giuseppe Di Pasquale, direttore della Cardiologia dell'Ospedale Maggiore, Azienda Usl di Bologna e Presidente dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO). I dati relativi allo studio sono stati presentati durante il trentasettesimo congresso dell'Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) tenutosi a Firenze dal 31 maggio al 3 giugno 2006. La ricerca ha evidenziato che senza smog ci sarebbero circa 900 morti in meno ogni anno, inoltre è emerso che nelle giornate più inquinate il rischio di infarto subisce un ulteriore incremento del cinque per cento.

La correlazione tra aumento delle concentrazioni di polveri fini e ultrafini ed aumento corrispondente di eventi cardiovascolari è ben conosciuta da decenni. Lo studio italiano non è il primo che evidenzia il pericolo dell'inquinamento urbano sulla salute dei cittadini, eppure a distanza di anni sembra non si sia fatto ancora nulla. Nei grandi centri abitati il cuore è a rischio non solo per via dell'inquinamento ma anche per il rumore, i dati erano emersi in due studi tedeschi del 2004 presentati durante la ventiseiesima edizione dell'European Society of Cardiology (Esc) tenutasi a Monaco.

Come mai in Italia si fa ancora poco contro l'inquinamento urbano ? Nella seconda parte della puntata di Report andata in onda il 4 Giugno2006, un programma di attualità di Rai 3, un'inchiesta di Michele Buono e Piero Riccardi ha cercato di far luce sul problema del PM10 e delle polveri fini. Nel 1996, l'Unione Europea attraverso una serie di direttive ha richiesto agli Stati membri di attuare una serie di strategie al fine di fronteggiare l'inquinamento. Tutti i paesi avrebbero dovuto attenersi a determinate soglie di allarme e rispettare determinate date: 31 dicembre 2003 per la presentazione dei piani e 1 gennaio 2005 per rientrare entro la soglia di allarme delle polveri sottili.

Nel servizio di Report sono state messe a confronto diverse città e come al solito l'Italia ha fatto poco o niente, inoltre anche nei centri dove ci si è dati da fare i risultati non si vedono per colpa delle aree limitrofe. Un esempio è la città di Parma dove pur avendo attuato una serie di azioni volte a limitare l'inquinamento i risultati non sono soddisfacenti. Pietro Vignali, assessore ambente e mobilità comune di Parma, durante l'intervista dice: "Noi abbiamo misurato facendo proprio un esame analitico di quant'è il contributo dell'autostrada sull'inquinamento urbano, abbiamo visto che è come un'altra città. Cioè il fatto che Parma è attraversata per 14 km dall'autostrada del Sole è come se noi avessimo un'altra città confinante con la nostra e quindi che produce lo stesso livello di polveri di una città intera, con tutto quello che si muove in una città. Allora anche qua è chiaro che non si può pensare che i sindaci vengano messi con le spalle contro il muro e soprattutto che abbiano loro la responsabilità di risolvere un problema che non compete solo a loro, perché anche la chiusura delle città, quando poi queste città sono attraversate da delle autostrade in cui passano migliaia e migliaia di macchine e di camion che scaricano tonnellate di polvere."

Un altro aspetto preoccupante emerso durante la trasmissione di Rai 3 riguarda il futuro, se in città come Londra si progettano dei grattacieli che prendono in considerazione l'inquinamento e si fa in modo che queste strutture non provochino un aumento delle polveri sottili, in città come Milano non viene posta altrettanta attenzione. (e cazzo, qui non si tratta di mettere in ballo interessi geopolitic troppo grandi, basta solo la voglia di prestare attenzione, cazzo!!! :lol: )

Le strutture che verranno costruite nelle due città ospiteranno circa lo stesso numero di persone (15 mila), ma mentre nel grattacielo di Londra i posti auto saranno solo 45, adibiti per gli invalidi e casi di emergenza, a Milano sono previsti ben 8 mila parcheggi. Nel Regno Unito si è pensato bene di far si che la struttura forse ben servita dai servizi pubblici, nel nostro paese invece la nuova costruzione porterà a un aumento di circa 1000 macchine al giorno nel centro urbano con relativo incremento dell'inquinamento.

Tornando agli effetti dell'inquinamento sul corpo umano, c'è da evidenziare che le polveri sottili non creano dei problemi solo ai polmoni come si potrebbe pensare, queste una volta inalate raggiungono diverse aree come si vede nella foto a destra.

Di Pasquale spiega che le polveri sottili presenti nell'inquinamento atmosferico sono composte da particelle minuscole e inalabili che, arrivate ai polmoni, possono passare nel circolo sanguigno e avere un effetto diretto sul sistema cardiovascolare, andando ad esempio ad alterare la stabilità delle placche aterosclerotiche e provocando l'aumento dell'incidenza di infarto nelle ore immediatamente successive ai picchi di smog.

Esistono anche effetti indiretti dell'inquinamento atmosferico, che richiedono diverse ore o giorni per verificarsi e dipendono dall'infiammazione e dallo stress ossidativo polmonare: una volta respirate le polveri sottili irritano i polmoni, che reagiscono con una risposta infiammatoria che può diventare generalizzata e indurre conseguenze come l'attivazione dei fattori della coagulazione, l'aumento della viscosità del sangue, lo squilibrio della funzione vascolare, l'incremento della vasocostrizione e l'aumento della formazione di placche aterosclerotiche. Tutto ciò provoca una maggiore probabilità della formazione di trombi e quindi un maggior rischio di infarto.

Se non si attuano immediatamente delle misure preventive, l'inquinamento inciderà sempre più sulle finanze della salute in quanto aumenteranno i costi derivanti da malattie causate dalle polveri sottili. Secondo le direttive europee, nel 2005 non si sarebbe dovuto superare il limite di 50 microgrammi per metro cubo come media annuale dei valori di PM10, tale valore dovrebbe scendere a 20 microgrammi per metro cubo entro il 2010. Purtroppo, in città come Bologna, Genova, Milano e Torino, i valori registrati sono a volte ben oltre i 50 microgrammi per metro cubo.

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