Silver Surfer Posted November 24, 2009 Posted November 24, 2009 A proposito anche oggi pausa pranzo a puttane Orca...ingordo e rapido!
Roberto Posted November 24, 2009 Posted November 24, 2009 A proposito anche oggi pausa pranzo a puttane Amo chi racconta il suo vissuto quotidiano senza peli sulla lingua...!
corny Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 Brunetta attacca Tremonti «Io sono un economista, lui no» Il ministro della Pubblica amministrazione: «Io sono più rigorista di lui, ma nel rigore si può fare lo sviluppo» Renato Brunetta (La Presse) MILANO - La partita su tagli e rigore tra Tremonti e Brunetta è tuttaltro che chiusa. Prova ne è l'ultimo affondo del ministro della Pubblica amministrazione sul collega titolare del Tesoro. «Io sono più rigorista di Tremonti, ma nel rigore si può fare lo sviluppo: io queste cose le conosco bene perché io sono un economista, Tremonti non è un economista» è l'accusa di Brunetta, che torna così a polemizzare col ministro dell'Economia. «Sarà bene discutere già nel Consiglio dei ministri di venerdì» del «cambio di passo» verso lo sviluppo «richiesto anche dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia» ha aggiunto Brunetta. «Nessun attacco, nessuna polemica» ha però precisato in un secondo momento il minsitro della Pubblica amministrazione attraverso una nota. «Io sono professore ordinario di politica economica e finanziaria, il ministro Giulio Tremonti è invece professore ordinario di scienza delle finanze e di diritto finanziario. Il primo è quindi un economista, mentre il secondo è un giurista». «GLI STRANAMORE SONO ALTRI» - Illustrando una nuova iniziativa per ridurre il peso della burocrazia, il ministro della Pa è tornato comunque sui temi che lo dividono da Tremonti: «Ci sono molte riforme che non costano, ma fanno risparmiare. Questo è un ministero - ha aggiunto - che non chiede soldi alla Finanziaria: sono altri gli Stranamore». Il riferimento, esplicito, è al richiamo di Tremonti che martedì, parlando di tagli, aveva definito un comportamento «da irresponsabili prestare attenzione ai tanti dottor Stranamore», sottolineando che non esistono «ricette magiche» e che «c'è un tempo per gestire la crisi e un tempo per fare altro». «ORA BISOGNA GESTIRE LA RIPRESA» - Il ministro ha condiviso pienamente «il cambio di passo richiesto dal presidente di Confindustria Marcegaglia: è nelle cose - ha detto - perché abbiamo gestito bene la crisi, ma ora bisogna gestire altrettanto bene la ripresa e credo che il governo sia assolutamente in grado nella sua collegialità di farlo, certamente anche nella Finanziaria». Secondo il ministro, questo non vuol dire «spendere di più, ma qualificare la spesa». Alla domanda se avesse già avuto modo di parlare con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulle tensioni tra lui e Tremonti, Brunetta ha risposto: «Ha cose più importanti da fare». Mentre alla critica del collega Franco Frattini, secondo il quale sarebbe meglio discutere di questi problemi nelle sedi di partito, Brunetta risponde: «Infatti se ne discuterà, oggi stesso, ma del Comitato economico del Pdl non facciamo parte né io, né Frattini». Infine, sempre sui temi dello sviluppo, Brunetta ha osservato, rispondendo a una domanda, che «le banche stanno lavorando, rimettendo a posto i conti. Sarebbe meglio - ha concluso - che insieme curassero anche di più i loro clienti». 25 novembre 2009 Un governo fatto di persone umili.......
alberto Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 Un governo fatto di persone umili....... la parte che hai evidenziato altro non è che la sua qualifica professionale. che cosa dovrebbe dire? di essere il bibitaro dello stadio per fare professione di umiltà?
ROOSTERS99 Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 Un milione di Brunetta e Tremonti e nessun TPS/Visco !! Aggiungo che mi pare molto opportuno, in questi tempi, che ci sia una dialettica forte sui temi del rilancioo della economia, fuori e dentro il governo.
tricky Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 Un milione di Brunetta e Tremonti e nessun TPS/Visco !! Il problema è che gli stessi Brunetta e Tremonti non sarebbero d'accordo con te. Visto che se potessero si eliminerebbero a vicenda, figurarsi sopportarne addirittura un milione
Ponchiaz Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 Magari Brunetta spendesse altrettante energie per spiegarci cosa ci vorrebbe fare, con le risorse che chiede. Magari qualche giornalista decidesse di chiederglielo. Magari
Ginfre Posted November 25, 2009 Posted November 25, 2009 http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genov...ornalista.shtml Le minacce delle Br? Se le era inviate il giornalista 25 novembre 2009 È stato lo stesso destinatario delle minacce, un giornalista collaboratore della sede genovese de il Giornale´, a scrivere il falso volantino delle Brigate Rosse recapitato in redazione. Lo hanno accertato gli agenti della Digos di Genova che hanno denunciato l’uomo per simulazione di reato e procurato allarme. A confermare la notizia lo stesso capo della redazione genovese, Massimiliano Lussana. La lettera minatoria, scritta a mano e con una stella a cinque punte, era stata rinvenuta la settimana scorsa sotto la porta d’ingresso della redazione genovese del quotidiano. Conteneva minacce nei confronti della redazione, del capo della sede Massimiliano Lussana e del giornalista collaboratore Francesco Guzzardi, «colpevoli» di aver compiuto inchieste giornalistiche sulla Valbisagno. Immediatamente è stata presentata una denuncia in questura e sono state avviate le indagini che questa mattina hanno portato alla clamorosa soluzione. Cosa è successo? Che Francesco Guzzardi avrebbe confessato agli agenti di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce gravi da parte di malavitosi e di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane. Guzzardi è stato denunciato dalla Digos di Genova per simulazione di reato e procurato allarme. Acquisiti gli atti, finirà anche sotto procedimento da parte dell’Ordine professionale. Il capo della redazione genovese del Giornale, Lussana, nel dichiarare il proprio stupore per quanto emerso dall’indagine, ha voluto ringraziare «lettori ed istituzioni per la solidarietà e la vicinanza espresse in questi giorni al Giornale». COMPLIMENTONI
Long Leg Posted November 26, 2009 Posted November 26, 2009 torno al discorso pausa pranzo: io ho espressamente chiesto di non farla da quando è nato LL junior, per rendere ancora più breve in termini di uscita dall'ufficio il mio part-time all'80%. E' un FIGATA!!! Lavoro dalle 8.45 alle 15.15, panino davanti al pc e via!
tricky Posted November 26, 2009 Posted November 26, 2009 torno al discorso pausa pranzo: io ho espressamente chiesto di non farla da quando è nato LL junior, per rendere ancora più breve in termini di uscita dall'ufficio il mio part-time all'80%.E' un FIGATA!!! Lavoro dalle 8.45 alle 15.15, panino davanti al pc e via! Ma è una tua scelta, peraltro dettata dalla maternità e quindi per un motivo dolce e piacevole. Nessuno, però, te l'ha imposta. È questo che dovrebbe essere chiaro. Rotondi avrà anche parlato a titolo personale etc etc.... Ma allora poteva starsene zitto. A meno che, geloso degli altri ministri, non ha voluto prendersi anche lui qualche prima pagina
ROOSTERS99 Posted November 27, 2009 Posted November 27, 2009 torno al discorso pausa pranzo: io ho espressamente chiesto di non farla da quando è nato LL junior, per rendere ancora più breve in termini di uscita dall'ufficio il mio part-time all'80%.E' un FIGATA!!! Lavoro dalle 8.45 alle 15.15, panino davanti al pc e via! Và che è Theus Junior, non LL......
Long Leg Posted November 27, 2009 Posted November 27, 2009 Ma è una tua scelta, peraltro dettata dalla maternità e quindi per un motivo dolce e piacevole. Nessuno, però, te l'ha imposta. È questo che dovrebbe essere chiaro. Rotondi avrà anche parlato a titolo personale etc etc.... Ma allora poteva starsene zitto. A meno che, geloso degli altri ministri, non ha voluto prendersi anche lui qualche prima pagina da quanto ho capito, Rotondi intendeva proprio quello che ho fatto io. Siccome la pausa pranzo in Italia è un obbligo, proponeva di lasciar decidere la singolo lavoratore. Secondo me ha ragione, se intendeva questo.
Long Leg Posted November 27, 2009 Posted November 27, 2009 Và che è Theus Junior, non LL...... ma va'!!!!!!!!!!!!
corny Posted November 27, 2009 Posted November 27, 2009 Và che è Theus Junior, non LL...... La madre è sempre certa, il padre ....
ROOSTERS99 Posted November 27, 2009 Posted November 27, 2009 La madre è sempre certa, il padre .... No, guarda...in questo caso dubbi non ce ne sono proprio...basta guardare in faccia padre e figlio !!
ROOSTERS99 Posted November 28, 2009 Posted November 28, 2009 (edited) 27 novembre 2009 Napolitano: "I giudici si attengano al loro ruolo" Prove di eversione giudiziaria contro Berlusconi Il Cav. parla di “persecuzione da guerra civile”. Documento ufficiale del Pdl Le rivelazioni dei pentiti decrittate da Cicchitto: ridicolaggini ma gravissime, usate dai magistrati per abbattere il governo scelto dai cittadini Fabrizio Cicchitto esterna nel solco dell’esasperazione di Silvio Berlusconi. “C’è una persecuzione giudiziaria, siamo sull’orlo della guerra civile”, ha detto ieri il premier all’ufficio di presidenza del Pdl, prima di far approvare all’unanimità un documento contro “l’azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura”. Parole che Cicchitto traduce così: “Pentiti a orologeria, versione italiana dei kamikaze, istruiti e utilizzati inventando circostanze molti anni dopo e secondo un piano studiato a tavolino”. Così il capogruppo del Pdl alla Camera giudica le presunte rivelazioni dei pentiti Spatuzza e Romeo su Berlusconi e la mafia. Il primo è testimone chiave nel processo a Dell’Utri e il secondo è stato sentito dai magistrati fiorentini. “Spatuzza ha taciuto finora e parla dopo tanti anni ricordandosi persino del presidente del Senato Schifani”, dice Cicchitto al Foglio. Spatuzza ha riferito che il boss Graviano avrebbe incontrato Schifani. “Una cosa fatta a orologeria, è il pentitismo che ricicla cose già sconfessate, inventate ex novo, ma funzionali a un’operazione politica precisa”, prosegue. “Sono pentiti che hanno davanti a sé il quadro di quello che devono dire, non rischiano intervenendo su un insieme di indagini in itinere, ma su una situazione stabilizzata. Le parole su Berlusconi sono ridicole. Ma il solo fatto che ne stiamo parlando, che il mattinale delle procure chiamato il Fatto le ipotizza da tempo, che l’Espresso ne scrive, è la prova che questa porcheria è stata prima teorizzata in chiave giornalistica e ora arriva sul terreno dei pentiti. Oggi si parla di cose successe nel ’92 e nel ’94. Sono interventi ex post di natura politica”. C’è un altro capitolo grave. “Giovanni Falcone e i carabinieri che rischiarono la vita per arrestare Riina e a suo tempo sono stati sotto schiaffo della magistratura di sinistra. Ricordo l’arringa di Ilda Boccassini contro Gherardo Colombo e altri magistrati sul modo con cui Falcone fu trattato per cui si lamentava anche delle rogatorie mai arrivate al suo ministero. Poi ci fu l’operazione di Magistratura democratica contro Falcone, che soltanto dopo sarebbe diventato per tutti ‘Giovanni’, ma prima la sinistra delle procure gli fece la guerra. Ci fu pure la devastante operazione che portò alla morte del maresciallo dei carabinieri Lombardo. Adesso l’attacco si rinnova contro i carabinieri che arrestarono Riina”. Cicchitto si riferisce a Lombardo, morto suicida il 4 marzo 1995 nel cortile della caserma Bonsignore di Palermo, lasciando scritto: “Mi sono ucciso per non dare la soddisfazione a chi di competenza di farmi ammazzare e farmi passare per venduto”. Nemmeno dieci giorni prima, alla trasmissione di Michele Santoro “Temporeale”, Leoluca Orlando aveva accusato di mafiosità il maresciallo dei carabinieri. “Disse che era legato alla mafia perché aveva un rapporto con il pentito Badalamenti che avrebbe sconfessato il pentito Buscetta su Andreotti”, riprende Cicchitto. “Altro che Mani pulite, sono pieni di scheletri. Altro che antimafia, è un verminaio con magistrati in servizio politico permanente e che fanno comizi in televisione, il pm Ingroia da Santoro e il pm Spataro dalla Annunziata. Magistrati che dovrebbero essere terzi, ma uno ha distrutto il Sismi e un altro vuole inchiodare il premier e invoca la resistenza al potere politico. L’unità marxista di teoria e prassi è straordinaria. Magistratura democratica teorizza l’uso del diritto come strumento rivoluzionario. Lo ha scritto e dal ’92-’94 lo traduce in provvedimenti. La novità è che la magistratura è il vero agente rivoluzionario”. Conclusione: “E’ ridicolo che si possa arrivare a un’incriminazione del premier, ma questo ci dà il senso dell’anomalia storica italiana, con il più forte partito comunista dell’occidente che, quando è crollato il Muro, si è messo la veste giustizialista. Per questo coloro che anche a destra parlano di politica bipartisan dimenticano la storia italiana, e parlano del nulla”. © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO ______________________________________________________ Diciamocela tutta..... Ormai definitivamente naufragate le speranze di affondare il Governo con vallette, mignotte ed affini, e non essendoci probabilmente nulla nel PC della povera Brenda, si torna al più classico dei metodi della lotta politica italiana degli ultimi 15 anni: la Giustizia ....... che a scriverla maiuscola e pensando come viene utilizzata c'è da avere la nausea... Ed ecco così un intero governo ( e parlamento) concentrati in questa assurda lotta invece di impegnarsi a fondo nel pilotare l' uscita da questa terribile crisi, sulla via di una ripresa possibile. Che schifo !!! W il lodo Alfano ! Edited November 28, 2009 by ROOSTERS99
Ponchiaz Posted November 28, 2009 Posted November 28, 2009 Per avere un'idea di quanto sia seria la situazione basti pensare che persino Napolitano si è sentito in dovere di chiarire.
Ponchiaz Posted December 1, 2009 Posted December 1, 2009 "Figlio mio, lascia questo paese" Il direttore generale della Luiss Pier Luigi Celli ha scritto una lettera al figlio. Repubblica.it l'ha riportata e noi la riprendiamo: crediamo sia un interessante spunto di riflessione Il direttore generale della Luiss Pier Luigi Celli ha scritto una lettera al figlio. Repubblica.it l'ha riportata e noi la riprendiamo: crediamo sia un interessante spunto di riflessione. L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli. Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio. Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai. Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza. Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio. Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi. Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni. Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché. Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze. Preparati comunque a soffrire. Con affetto, tuo padre Pier Luigi Celli 30/11/2009 www.varesenews.it -------------------------------------------------- Grande lettera di Celli, un intellettuale tutto di un pezzo che ha sempre rigorosamente evitato di mescolarsi col potere dei salotti romani ed ha sviluppato una carriera sorprendente grazie solo ai suoi meriti di manager geniale ed anticonformista. Non a caso nel suo carnet ci sono solo aziende notoriamente dinamiche e meritocratiche come ad esempio la RAI, l'ENI e l'ENEL. Chi meglio di lui puo' raccomandare l'estero al figlio, lui un vero manager globale che grazie alla sua professionalita' ha girato tutto il LAZIO! Celli, Celli, la senti questa voce? xxxxxx xxxx
Long Leg Posted December 1, 2009 Posted December 1, 2009 cv di Celli a parte, non riesco a dargli troppo torto. L'Italia che descrive è forse anche peggio, e un pensiero preoccupato per i nostri figli lo dovremmo avere tutti... Se ripenso all'Italia, o meglio, alla Varese in cui è cresciuto mio nonno, quella che lui mi ha raccontato, non ritrovo quasi nulla. Educazione, rispetto, fortissime regole morali oggi sembrano completamente sparite. Se uno ti bocciava l'auto, era normale che ti lasciasse un biglietto affinchè tu lo potessi contattare per la sistemazione del danno. Oggi cosa siamo diventati? ormai l'italiano medio vive per inculare (metaforicamente e non) gli altri...
ROOSTERS99 Posted December 1, 2009 Posted December 1, 2009 (edited) cv di Celli a parte, non riesco a dargli troppo torto. L'Italia che descrive è forse anche peggio, e un pensiero preoccupato per i nostri figli lo dovremmo avere tutti...Se ripenso all'Italia, o meglio, alla Varese in cui è cresciuto mio nonno, quella che lui mi ha raccontato, non ritrovo quasi nulla. Educazione, rispetto, fortissime regole morali oggi sembrano completamente sparite. Se uno ti bocciava l'auto, era normale che ti lasciasse un biglietto affinchè tu lo potessi contattare per la sistemazione del danno. Oggi cosa siamo diventati? ormai l'italiano medio vive per inculare (metaforicamente e non) gli altri... Scusa LL, ma questo quando ?? 20-30-40 anni fà ?? E che dire del resto d' Europa/mondo ? Edited December 1, 2009 by ROOSTERS99
Ponchiaz Posted December 1, 2009 Posted December 1, 2009 (edited) Si va bene tutto, ma il messaggio e' tutto sbagliato. Io direi a mio figlio: "Vai dove preferisci, dove ti portano la professione o le tue passioni. Ovunque vada, comportati al meglio. Se rimani in Italia, tira fuori la paglia dal culo e datti da fare a farne un paese migliore come, nel mio piccolo, ho provato a fare io". Il punto e' che non so se Celli ci ha provato o ci ha provato abbastanza, ovviamente poi buttando tutto in politica contribuisce a spingere il paese ancora piu' nell'oblio. P.S. Celli dovrebbe prima di tutto praticare cio' che predica, ma uno come lui (stratesserato) all'estero se lo fanno in tre giorni. Celli e' l'emblema di quello che critica, dovrebbe dire al figlio "Scappa, per non diventare come me". Edited December 1, 2009 by Ponchiaz
Long Leg Posted December 1, 2009 Posted December 1, 2009 Scusa LL, ma questo quando ??20-30-40 anni fà ?? E che dire del resto d' Europa/mondo ? fai anche 50/60 anni fa! mio nonno era del '12.....
tricky Posted December 1, 2009 Posted December 1, 2009 fai anche 50/60 anni fa! mio nonno era del '12..... Io fresco di patente l'ho fatto. Ho toccato dentro uno e gli ho lasciato il mio numero. Era 20 anni fa. Poi non mi è più successo di bocciare nessuno. Però lo rifarei, perché così mi è stato insegnato da mio padre (purtroppo non ho mai conosciuto i miei nonni). In compenso mi hanno bocciato più volte, ma nessuno mi ha mai rilasciato recapiti
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