Roberto Posted November 13, 2009 Posted November 13, 2009 Conosci la Persico Stampi spa? E' la maggior concorrente della Boccalone Stampi spa, quella del mio amico...
ROOSTERS99 Posted November 13, 2009 Posted November 13, 2009 E' la maggior concorrente della Boccalone Stampi spa, quella del mio amico... Ora sì che è tutto chiaro......
corny Posted November 13, 2009 Posted November 13, 2009 E' la maggior concorrente della Boccalone Stampi spa, quella del mio amico... No quella è la Balena Stampi spa...... Pierino Persico è una delle persone più in gamba che io abbia conosciuto ....
Roberto Posted November 13, 2009 Posted November 13, 2009 No quella è la Balena Stampi spa......Pierino Persico è una delle persone più in gamba che io abbia conosciuto .... Infatti, la Persico e' a Nembro, quello del mio amico a Membro...
Ponchiaz Posted November 16, 2009 Posted November 16, 2009 nascosto nel trapanese, HA TENTATO LA FUGA. NEL COVO c'erano DIVERSE PISTOLE Mafia, preso il boss Domenico Raccuglia Maroni: «È il numero due di Cosa Nostra» Latitante da 15 anni, è considerato uno dei successori di Riina. Grasso: «Successo investigativo importantissimo» MILANO - È finita la lunga latitanza di Domenico Raccuglia, spietato boss mafioso di Altofonte (Palermo), a tutti gli effetti il numero due di Cosa Nostra dopo l'altro super latitante, Matteo Messina Denaro. Il boss, arrestato dalla polizia a Calatafimi nel Trapanese, figurava nell'elenco dei latitanti più pericolosi. Era ricercato da 15 anni. HA TENTATO LA FUGA - Quarantacinque anni, detto "il veterinario", è stato trovato dagli agenti della sezione catturandi della mobile di Palermo, al termine di un'operazione che il questore Alessandro Marangoni ha definito «chirurgica». Si nascondeva in un appartamento in periferia di Calatafimi. Al momento dell'irruzione era solo: ha tentato di fuggire dal terrazzo, ma è stato bloccato dai poliziotti che avevano circondato l'edificio. Nell'appartamento, che aveva scelto come covo solo da pochi giorni, sono stati sequestrati due pistole, documenti, pizzini, denaro e materiale che gli inquirenti definiscono «molto importante». Prima di tentare la fuga, Raccuglia ha gettato dalla finestra un sacco pieno di documenti, subito recuperato. Intorno alle 22 il capomafia è arrivato nella questura di Palermo accompagnato da una decina di auto della polizia. Gli agenti che hanno partecipato al blitz sono stati accolti dagli applausi dei ragazzi del comitato antiracket Addiopizzo. Dalle finestre della squadra mobile, gli uomini della catturandi, col volto coperto dal passamontagna, hanno fatto il segno della vittoria. DELFINO DI BRUSCA - Già "delfino" del boss di San Giuseppe Jato - oggi pentito - Giovanni Brusca, "il veterinario" è stato condannato a tre ergastoli (uno per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo), a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e ad altre pene per associazione mafiosa. Durante la sua latitanza, nonostante il continuo controllo nei confronti della moglie, Raccuglia è riuscito a diventare padre per la seconda volta. Da tempo era considerato uno degli aspiranti al vertice della mafia palermitana come successore di Totò Riina, essendo il capo incontrastato delle cosche a Partinico, grosso centro fra il capoluogo e Trapani. MARONI: ERA IL NUMERO DUE - «L'arresto di Raccuglia è uno dei colpi più duri inferti alle organizzazioni mafiose negli ultimi anni perché era di fatto il numero due di Cosa Nostra» ha commentato il ministro dell'interno Roberto Maroni, che ha telefonato al capo della Polizia Antonio Manganelli per congratularsi dell'operazione. A Maroni sono arrivate invece le congratulazioni del presidenti del Senato Schifani e della Camera Fini. «L'arresto del boss Raccuglia - si legge in una nota di Palazzo Madama - rappresenta un evento importantissimo e un'ulteriore vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata». Fini parla di «un successo dello Stato e della democrazia che testimonia l'importanza di proseguire con determinazione nella lotta alla mafia e a ogni forma di criminalità organizzata». GRASSO: SUCCESSO IMPORTANTE - Per il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso si tratta di un «successo investigativo importantissimo». «Ho fatto le mie congratulazioni al ministro Maroni, al questore di Palermo e ai ragazzi della sezione catturandi della mobile - ha detto -. Quando ho sentito il questore era insieme ad alcuni degli agenti della sezione catturandi, ragazzi che conosco bene e con cui ho lavorato quando ero procuratore a Palermo. Ho potuto complimentarmi anche con loro». «Raccuglia - spiega Grasso - è considerato il numero due, per peso criminale, nella lista dei ricercati di Cosa Nostra dopo Matteo Messina Denaro. In questi anni ha esteso il suo dominio da Altofonte fino al confine con la provincia di Trapani, come conferma il fatto che si nascondeva proprio nel Trapanese». INGROIA: UN CAPO ASSOLUTO - Anche il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia parla di un arresto di straordinaria importanza. «Abbiamo preso uno dei capi assoluti di Cosa Nostra ancora in circolazione in un momento di ascesa all'interno delle gerarchie mafiose - spiega -. È stata un'indagine molto difficile perché Raccuglia si è dimostrato attento e accorto nella gestione della sua latitanza e lo dimostra il fatto che l’arresto è avvenuto fuori dalla sua zona, in un'area più tranquilla». Secondo Ingroia, all'interno di Cosa Nostra «si crea adesso un ulteriore vuoto dove i latitanti di spicco sono sempre meno. Adesso assumono maggiore importanza Nicchi a Palermo e Messina Denaro a Trapani. Raccuglia era l'uomo cuscinetto che controllava i territori fra Palermo città e la provincia di Trapani». 15 novembre 2009 --------------------------------------- a. Certo che per essere un governo di mafiosi mi pare che ne stia assicurando alla giustizia un bel po' b. Complimenti a tutti, dalla polizia in su fino al ministro. c. DOVE SI FIRMA cit.
Virgus Posted November 16, 2009 Posted November 16, 2009 ---------------------------------------a. Certo che per essere un governo di mafiosi mi pare che ne stia assicurando alla giustizia un bel po' b. Complimenti a tutti, dalla polizia in su fino al ministro. c. DOVE SI FIRMA cit. Guerra tra cosche , ti sentirai rispondere ...
tricky Posted November 16, 2009 Posted November 16, 2009 Guerra tra cosche , ti sentirai rispondere ... Non l'avevo neppure pensato, però devo ammettere che è una gran bella battuta. Se non hai il copyright la posso riutilizzare?
Virgus Posted November 16, 2009 Posted November 16, 2009 Non l'avevo neppure pensato, però devo ammettere che è una gran bella battuta. Se non hai il copyright la posso riutilizzare?
alberto Posted November 16, 2009 Posted November 16, 2009 Guerra tra cosche , ti sentirai rispondere ... è un po' che lo penso...
Ponchiaz Posted November 16, 2009 Posted November 16, 2009 Se vabbè ragazzi, allora lasciamo stare dai...
Maurizio Posted November 16, 2009 Posted November 16, 2009 Se vabbè ragazzi, allora lasciamo stare dai... Tu, casomai, guardati dalla mafia cinese, anche loro hanno le cosche.
Ponchiaz Posted November 16, 2009 Posted November 16, 2009 C'e' il ministlo Maloni che li becca tutti.
Ale Div. Posted November 19, 2009 Posted November 19, 2009 Mi trovo ogni tanto a dibattere di questi temi in incontri internazionali e, quando sono l'unico italiano al tavolo, provo una certa soddisfazione nel ricordare che questi cinque pilastri del management non li hanno inventati gli amerciani e nememno gli inglesi, che con la Compagnia delle Indie si sentono i precursori delle multinazionali di oggi. Le regole per la gestione delle grandi organizzazioni internazionali le abbiamo inventate noi, proprio noi, con l'impresa internazionale di maggior successo nella storia del mondo: l'Impero Romano... .. Noi italiani, che di quei formidabili romani siamo i discendenti, queste qualità le abbiamo da qualche parte nei nostri cromosomi. E' il momento di recuperarle e utilizzarle per uscire dalla crisi e ricominicare a primeggiare nel mondo. Se l'abbiamo fatto una volta, possiamo rifarlo! Paolo Scaroni Amministratore delegato di ENI :lol: A noi!!! :lol:
Ale Div. Posted November 19, 2009 Posted November 19, 2009 Ps: ronchi, ma vaffanculo, portaborse che non sei altro ...........................................
Ponchiaz Posted November 20, 2009 Posted November 20, 2009 L'INIZIATIVA Il figlio prende il posto del padre. In banca La Banca di Credito Cooperativo di Roma: ai dipendenti in prepensionamento può subentrare un parente Il logo della banca ROMA - In banca al posto del padre. O dello zio. O di un nonno. Insomma, basta che sia un parente fino al terzo grado. Si può sostituirlo al posto di lavoro, senza che nessuno se la prenda. Anzi, sono tutti contenti. Azienda. Sindacati. L'INTESA - Succederà nelle filiali della Banca di Credito Cooperativo di Roma grazie ad un'intesa firmata mercoledì sera tra la banca, Federlus (federazioni delle Bcc del Lazio, dell'Umbria e della Sardegna) e le sigle sindacali del credito Fabi, Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca, Sincra-Ugl. In vigore da gennaio 2010 e fino al 31 dicembre 2012, l'accordo coinvolge 76 lavoratori e prevede che in alternativa agli incentivi economici, gli impiegati in fase di prepensionamento potranno scegliere di far entrare in banca al proprio posto un figlio o un parente fino al terzo grado. PRIMA LA SELEZIONE - L'assunzione, certo, non è automatica. Spiega Mauro Pastore, vicedirettore generale della Bcc di Roma: «Con questo accordo (facoltativo) il dipendente rinuncia agli incentivi previsti e fare richiesta alla banca di assunzione del proprio figlio o parente: la banca ne valuta quindi la possibilità di inserimento». Il che significa per il figlio o parente dover affrontare una selezione come tutti gli altri candidati non "figli di". Ma, aggiunge Pastore, «a parità di curriculum, capacità, intelligenza il figlio del dipendente è probabile che venga preferito» . Non si tratta di nepotismo, ci tiene a sottolinearlo Pastore. «La nostra è una banca che punta tutto sull'attenzione e sulla relazione con la clientela: è chiaro che chi ha un familiare che da anni lavora con noi, ha una maggiore conoscenza e dimestichezza con il nostro modo di lavorare, per noi quello è un canale preferenziale». I PRECEDENTI - La Bcc di Roma non è nuova ad iniziative di questo genere. Da cooperativa qual è, i figli dei suoi soci hanno diritto a lavorare per la banca, se vogliono. «Tanto che - continua Pastore - oltre il 90 per cento degli impiegati della banca è figlio di soci: è nella nostra finalità mutualistica e favorendo l'assunzione anche dei parenti dei dipendenti vogliamo favorire la crescita dei componenti della cooperativa». Infatti, spiega che nella maggior parte dei casi, «quando i dipendenti escono dalla banca ne diventano poi soci». LE ALTRE MISURE- La banca romana ha adottato anche altri incentivi per i dipendenti che andranno in prepensionamento. Durante tutto il periodo dell'esodo i lavoratori avranno diritto al pagamento della cassa mutua, interamente a carico della banca, al versamento dei contributi nel fondo pensioni privato, sempre a carico dell'azienda, e ad altri benefit che si andranno ad aggiungere all'assegno. Verrà inoltre data la priorità alla stabilizzazione di diversi precari con contratto in scadenza. «PRENDERE ESEMPIO» - «I grandi gruppi bancari», ha commentato il segretario generale aggiunto della Fabi, Lando Sileoni, «dovrebbero prendere d'esempio l'accordo raggiunto alla Banca di Credito Cooperativo di Roma che garantisce un ricambio generazionale fra i dipendenti che volontariamente scelgono di essere collocati in pensione in cambio dell'assunzione di un figlio o di un parente fino al terzo grado». Soddisfatto anche Alessandro Violini, vice-coordinatore nazionale Fabi in Bcc, secondo il quale «è molto positivo che in questo periodo di grave crisi economica e di tagli occupazionali, determinati dalle grandi fusioni bancarie, un istituto di credito come la Bcc di Roma decida di investire nelle nuove assunzioni, che porteranno in banca forza lavoro giovane e sosterranno certamente il programma aziendale di crescita. Questo significa che, nonostante il momento difficile, la Banca di Credito Cooperativo continua a perseguire la sua missione sociale, missione che da sempre, per tradizione e storia, ne impronta l'azione». Difende l'accordo anche Paolo Marchiori segretario regionale Fiba-Cisl. «Non c'è nulla di scandaloso e non è un fatto nuovo nelle Bcc, ci saranno i bandi e in ogni caso andranno superati i colloqui. Noi come sindacato speriamo di far assumere giovani e la differenza nasce dal fatto che questa volta c'è un piano industriale». Claudia Voltattorni 19 novembre 2009 ------------ www.corriere.it Se a qualcun altro oltre a me e' rimasto un vago sapore di merda in bocca dopo questo articolo, si prega di battere un colpo.
tricky Posted November 20, 2009 Posted November 20, 2009 L'INIZIATIVAIl figlio prende il posto del padre. In banca La Banca di Credito Cooperativo di Roma: ai dipendenti in prepensionamento può subentrare un parente Il logo della banca ROMA - In banca al posto del padre. O dello zio. O di un nonno. Insomma, basta che sia un parente fino al terzo grado. Si può sostituirlo al posto di lavoro, senza che nessuno se la prenda. Anzi, sono tutti contenti. Azienda. Sindacati. L'INTESA - Succederà nelle filiali della Banca di Credito Cooperativo di Roma grazie ad un'intesa firmata mercoledì sera tra la banca, Federlus (federazioni delle Bcc del Lazio, dell'Umbria e della Sardegna) e le sigle sindacali del credito Fabi, Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca, Sincra-Ugl. In vigore da gennaio 2010 e fino al 31 dicembre 2012, l'accordo coinvolge 76 lavoratori e prevede che in alternativa agli incentivi economici, gli impiegati in fase di prepensionamento potranno scegliere di far entrare in banca al proprio posto un figlio o un parente fino al terzo grado. PRIMA LA SELEZIONE - L'assunzione, certo, non è automatica. Spiega Mauro Pastore, vicedirettore generale della Bcc di Roma: «Con questo accordo (facoltativo) il dipendente rinuncia agli incentivi previsti e fare richiesta alla banca di assunzione del proprio figlio o parente: la banca ne valuta quindi la possibilità di inserimento». Il che significa per il figlio o parente dover affrontare una selezione come tutti gli altri candidati non "figli di". Ma, aggiunge Pastore, «a parità di curriculum, capacità, intelligenza il figlio del dipendente è probabile che venga preferito» . Non si tratta di nepotismo, ci tiene a sottolinearlo Pastore. «La nostra è una banca che punta tutto sull'attenzione e sulla relazione con la clientela: è chiaro che chi ha un familiare che da anni lavora con noi, ha una maggiore conoscenza e dimestichezza con il nostro modo di lavorare, per noi quello è un canale preferenziale». I PRECEDENTI - La Bcc di Roma non è nuova ad iniziative di questo genere. Da cooperativa qual è, i figli dei suoi soci hanno diritto a lavorare per la banca, se vogliono. «Tanto che - continua Pastore - oltre il 90 per cento degli impiegati della banca è figlio di soci: è nella nostra finalità mutualistica e favorendo l'assunzione anche dei parenti dei dipendenti vogliamo favorire la crescita dei componenti della cooperativa». Infatti, spiega che nella maggior parte dei casi, «quando i dipendenti escono dalla banca ne diventano poi soci». LE ALTRE MISURE- La banca romana ha adottato anche altri incentivi per i dipendenti che andranno in prepensionamento. Durante tutto il periodo dell'esodo i lavoratori avranno diritto al pagamento della cassa mutua, interamente a carico della banca, al versamento dei contributi nel fondo pensioni privato, sempre a carico dell'azienda, e ad altri benefit che si andranno ad aggiungere all'assegno. Verrà inoltre data la priorità alla stabilizzazione di diversi precari con contratto in scadenza. «PRENDERE ESEMPIO» - «I grandi gruppi bancari», ha commentato il segretario generale aggiunto della Fabi, Lando Sileoni, «dovrebbero prendere d'esempio l'accordo raggiunto alla Banca di Credito Cooperativo di Roma che garantisce un ricambio generazionale fra i dipendenti che volontariamente scelgono di essere collocati in pensione in cambio dell'assunzione di un figlio o di un parente fino al terzo grado». Soddisfatto anche Alessandro Violini, vice-coordinatore nazionale Fabi in Bcc, secondo il quale «è molto positivo che in questo periodo di grave crisi economica e di tagli occupazionali, determinati dalle grandi fusioni bancarie, un istituto di credito come la Bcc di Roma decida di investire nelle nuove assunzioni, che porteranno in banca forza lavoro giovane e sosterranno certamente il programma aziendale di crescita. Questo significa che, nonostante il momento difficile, la Banca di Credito Cooperativo continua a perseguire la sua missione sociale, missione che da sempre, per tradizione e storia, ne impronta l'azione». Difende l'accordo anche Paolo Marchiori segretario regionale Fiba-Cisl. «Non c'è nulla di scandaloso e non è un fatto nuovo nelle Bcc, ci saranno i bandi e in ogni caso andranno superati i colloqui. Noi come sindacato speriamo di far assumere giovani e la differenza nasce dal fatto che questa volta c'è un piano industriale». Claudia Voltattorni 19 novembre 2009 ------------ www.corriere.it Se a qualcun altro oltre a me e' rimasto un vago sapore di merda in bocca dopo questo articolo, si prega di battere un colpo. Toc toc
Virgus Posted November 20, 2009 Posted November 20, 2009 Più o meno ciò che è sempre successo , soprattutto sotto certe latitudini , solo che ora è codificato . Complimenti ai sindacati .
Long Leg Posted November 20, 2009 Posted November 20, 2009 Trovata morta la trans Brenda E' il secondo morto del caso Marrazzo Aveva detto di essere stata minacciata. Forse voleva scappare: trovate in casa delle valigie pronte ROMA - Si infittisce il mistero sul caso Marrazzo. E' stata trovata morta carbonizzata la trans brasiliana Brenda, coinvolta nella vicenda di sesso, droga e ricatti che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione. Brenda era in queste condizioni nel suo appartamento, un seminterrato trasformato in appartamento, in via Due Ponti, a Roma. Il corpo - secondo fonti dalla polizia scientifica - non presenta segni di violenza. Secondo le prime testimonianze, accanto al cadavere era stata trovata una bottiglia di whisky. Ma le sue colleghe avrebbero riferito che ieri sera Brenda era sobria anche se molto giù di morale: avrebbe detto loro che non ce la faceva più ad andare avanti. Un particolare significativo: nel suo appartamento sono stata trovate delle valigie pronte. Forse si preparava a lasciare Roma e l'Italia. I vicini - la trans viveva in un deposito adibito ad appartamento - hanno riferito di aver sentito del trambusto nella notte provenire da quell'appartamento, ma solo poco dopo le 4, quando si è sviluppato l'incendio, sono stati chiamati i pompieri. La transessuale brasiliana coinvolta nel caso per i rapporti che avrebbe intrattenuto con Marrazzo, era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell'ambito dell'inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell'ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L'audizione del viado svolta di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli doveva chiarire tra l'altro, la questione dell'esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali. Pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. Era stata fermata dai carabinieri in via Biroli, sulla via Cassia. I militari in quell'occasione dovettero difendersi perché la trans dava in escandescenza. In quell'occasione gli era stato anche rubato il telefono cellulare. Brenda è il secondo morto della vicenda Marrazzo. Il primo è Gianmarino Cafasso, protettore di transessuali, stroncato da un'overdose di cocaina nel settembre scorso in circostanze non ancora del tutto chiarite: l'allarme, infatti, fu dato solo la mattina dopo dalla trans che era con lui.
ROOSTERS99 Posted November 20, 2009 Posted November 20, 2009 VERTICE dell'unione europea Van Rompuy nominato presidente Ue, la Ashton è il nuovo ministro degli Esteri La decisione dei leader europei. Nel giro di poche ore tramontano le candidature di D'Alema e Miliband BRUXELLES - Avrà i volti di Herman Van Rompuy e Catherine Ashton la nuova Europa disegnata dal Trattato di Lisbona. Il premier belga sarà il presidente permanente dell'Ue, mentre la commissaria Ue al commercio estero è stata nominata Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione e vicepresidente della Commissione europea (in pratica è il nuovo ministro degli Esteri dell'Unione, vale a dire il cosiddetto «Mr Pesc»). MOSSA A SORPRESA - Superando le previsioni pessimistiche della vigilia, la presidenza svedese di turno della Ue ha imposto il proprio ticket, emerso come vincente, dopo una breve consultazione tra i leader. L'esito positivo del vertice è apparso quasi scontato dopo la decisione a sorpresa degli otto governi socialisti della Ue di candidare lady Aston, 53 anni, commissaria al commercio estero nella Commissione di Josè Manuel Barroso e titolata baronessa, che ha fatto tramontare la candidatura dell'ex premier italiano Massimo D'Alema e quella ministro degli Esteri britannico David Miliband. La scelta di Van Rompuy e Ashton è però solo un’indicazione politica, benchè definitiva, e dovrà essere ratificata dal 1 dicembre quando entrerà in vigore il Trattato di Lisbona, che introduce queste nuove figure. Probabilmente si procederà con una «procedura scritta, cioè una serie di lettere dei capi di Stato e di governo dell’Ue nelle quali formalmente si designeranno queste due persone». LA BARONESSA E IL «FACILITATORE» - Commissario europeo al Commercio estero uscente, sposata e con due figli, la Ashton, 53 anni, laurea in economia, non è mai stata ministro e non si è mai occupata di rapporti tra Paesi nella sua carriera. Laburista, ha occupato diversi incarichi ministeriali in vari governi britannici, ma sempre di livello intermedio. Fino a che il premier Gordon Brown non l'ha nominata «Leader della Casa dei Lord», la carica più simile a un ministero che la Ashton abbia mai ricoperto. Si tratta di una sorta di ministro per i rapporti col parlamento, che coordina i lavori della Camera alta. In questa veste, ha avuto un ruolo di primo piano nell'assicurare il passaggio parlamentare del Trattato di Lisbona. Il grado di baronessa lo ebbe con l'ex premier Tony Blair che la nominò senatrice a vita nel 1999, e da allora è conosciuta come «Ashton di Upholland», la sua città natia del Lancashire. Nel 2008 ha sostituito Peter Mandelson nel ruolo di Commissario Ue al Commercio. «Sono onorata e privilegiata» per l'incarico assegnatomi ha detto lady Ashton dopo la nomina. L'Europa ha seguito un basso profilo anche nel caso di Van Rpmpuy, nominato presidente permanente. Premier (uscente) del Belgio, 62 anni, cristiano democratico, fiammingo, è un apprezzato negoziatore che è riuscito a far fare la pace a francofoni e fiamminghi belgi. Laureato in economia e in filosofia, è un conservatore cattolico ma pronto a grandi aperture e da presidente del Cvp si rifiutò di far cadere il governo sulla depenalizzazione dell'aborto. Intellettuale e scrittore, autore di sei libri, ha come passione scrivere haiku, una forma di poesia breve giapponese. Un hobby che gli è valso l'appellativo di «premier poeta». «Anche se mi è difficile lasciare la guida del mio Paese, accetto la decisione e ringrazio dell'onore. Assumerò l'incarico con entusiasmo» ha dichiarato Van Rompuy. «È STATO UN ONORE ESSERE CANDIDATO» - «Faccio i migliori auguri alle persone che sono state nominate - ha commentato D'Alema- . È stato un onore essere stato candidato per un incarico così prestigioso in un momento così importante per l'Europa». Il premier Silvio Berlusconi non ha commentato la «sconfitta» del candidato italiano, che sicuramente è stata al centro dei numerosi incontri pre-vertice tra il presidente del Consiglio italiano e i premier francese, tedesco, inglese. L'ipotesi che circola a Bruxelles è quella di un impegno, da parte degli altri leader, a concedere all'Italia altri ruoli chiave nella «governance» comunitaria: quello più probabile è l'Eurogruppo a Giulio Tremonti, quando fra un anno scadrà l'attuale presidente Jean-Claude Juncker. 19 novembre 2009(ultima modifica: 20 novembre 2009) ____________________________ Bom , e tanti saluti a baffino !
Long Leg Posted November 20, 2009 Posted November 20, 2009 VERTICE dell'unione europeaVan Rompuy nominato presidente Ue, la Ashton è il nuovo ministro degli Esteri La decisione dei leader europei. Nel giro di poche ore tramontano le candidature di D'Alema e Miliband BRUXELLES - Avrà i volti di Herman Van Rompuy e Catherine Ashton la nuova Europa disegnata dal Trattato di Lisbona. Il premier belga sarà il presidente permanente dell'Ue, mentre la commissaria Ue al commercio estero è stata nominata Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione e vicepresidente della Commissione europea (in pratica è il nuovo ministro degli Esteri dell'Unione, vale a dire il cosiddetto «Mr Pesc»). MOSSA A SORPRESA - Superando le previsioni pessimistiche della vigilia, la presidenza svedese di turno della Ue ha imposto il proprio ticket, emerso come vincente, dopo una breve consultazione tra i leader. L'esito positivo del vertice è apparso quasi scontato dopo la decisione a sorpresa degli otto governi socialisti della Ue di candidare lady Aston, 53 anni, commissaria al commercio estero nella Commissione di Josè Manuel Barroso e titolata baronessa, che ha fatto tramontare la candidatura dell'ex premier italiano Massimo D'Alema e quella ministro degli Esteri britannico David Miliband. La scelta di Van Rompuy e Ashton è però solo un’indicazione politica, benchè definitiva, e dovrà essere ratificata dal 1 dicembre quando entrerà in vigore il Trattato di Lisbona, che introduce queste nuove figure. Probabilmente si procederà con una «procedura scritta, cioè una serie di lettere dei capi di Stato e di governo dell’Ue nelle quali formalmente si designeranno queste due persone». LA BARONESSA E IL «FACILITATORE» - Commissario europeo al Commercio estero uscente, sposata e con due figli, la Ashton, 53 anni, laurea in economia, non è mai stata ministro e non si è mai occupata di rapporti tra Paesi nella sua carriera. Laburista, ha occupato diversi incarichi ministeriali in vari governi britannici, ma sempre di livello intermedio. Fino a che il premier Gordon Brown non l'ha nominata «Leader della Casa dei Lord», la carica più simile a un ministero che la Ashton abbia mai ricoperto. Si tratta di una sorta di ministro per i rapporti col parlamento, che coordina i lavori della Camera alta. In questa veste, ha avuto un ruolo di primo piano nell'assicurare il passaggio parlamentare del Trattato di Lisbona. Il grado di baronessa lo ebbe con l'ex premier Tony Blair che la nominò senatrice a vita nel 1999, e da allora è conosciuta come «Ashton di Upholland», la sua città natia del Lancashire. Nel 2008 ha sostituito Peter Mandelson nel ruolo di Commissario Ue al Commercio. «Sono onorata e privilegiata» per l'incarico assegnatomi ha detto lady Ashton dopo la nomina. L'Europa ha seguito un basso profilo anche nel caso di Van Rpmpuy, nominato presidente permanente. Premier (uscente) del Belgio, 62 anni, cristiano democratico, fiammingo, è un apprezzato negoziatore che è riuscito a far fare la pace a francofoni e fiamminghi belgi. Laureato in economia e in filosofia, è un conservatore cattolico ma pronto a grandi aperture e da presidente del Cvp si rifiutò di far cadere il governo sulla depenalizzazione dell'aborto. Intellettuale e scrittore, autore di sei libri, ha come passione scrivere haiku, una forma di poesia breve giapponese. Un hobby che gli è valso l'appellativo di «premier poeta». «Anche se mi è difficile lasciare la guida del mio Paese, accetto la decisione e ringrazio dell'onore. Assumerò l'incarico con entusiasmo» ha dichiarato Van Rompuy. «È STATO UN ONORE ESSERE CANDIDATO» - «Faccio i migliori auguri alle persone che sono state nominate - ha commentato D'Alema- . È stato un onore essere stato candidato per un incarico così prestigioso in un momento così importante per l'Europa». Il premier Silvio Berlusconi non ha commentato la «sconfitta» del candidato italiano, che sicuramente è stata al centro dei numerosi incontri pre-vertice tra il presidente del Consiglio italiano e i premier francese, tedesco, inglese. L'ipotesi che circola a Bruxelles è quella di un impegno, da parte degli altri leader, a concedere all'Italia altri ruoli chiave nella «governance» comunitaria: quello più probabile è l'Eurogruppo a Giulio Tremonti, quando fra un anno scadrà l'attuale presidente Jean-Claude Juncker. 19 novembre 2009(ultima modifica: 20 novembre 2009) ____________________________ Bom , e tanti saluti a baffino ! ma chissenefrega, parliamo di Brendona!
ROOSTERS99 Posted November 20, 2009 Posted November 20, 2009 ma chissenefrega, parliamo di Brendona! Silver ha lanciato lo steso argomento in "Grazie Tat."; là mi son trasferito sull' argomento
ROOSTERS99 Posted November 20, 2009 Posted November 20, 2009 19 novembre 2009 Miracolo in Abruzzo Passare due giorni a L'Aquila e scoprire che il New York Times fa bene a parlare di record A dire la verità, Repubblica non ha trascurato la notizia, e l’ha riportata: il New York Times ha definito “da record” la ricostruzione abruzzese. Sono tornato alla tendopoli dove ho trascorso il mese di agosto, a Villa Sant’Angelo. E’, adesso, un grande spiazzo vuoto, dove i bulldozer recuperano la ghiaia perché il terreno dovrà tornare a essere un terreno agricolo. Ad averlo conosciuto, indovini il luogo dove sorgeva la mensa, e le file delle tende, e i bagni: sembra una piccola Pompei dell’emergenza, silenziosa. Al centro dello spiazzo resta un piccolo monumento in pietra, lasciato da un gruppo di alpini. In un angolo resistono i prefabbricati in legno dell’edicola, della farmacia, del punto Internet, in attesa di raggiungere, sulla collina accanto al vecchio paese, il nuovo villaggio. Qui sotto è rimasto, ultimo caparbio guardiano del nulla, solo Arturo, il cane che finì su Youtube per come accompagnava ululando ogni alzabandiera. Dalle case nuove ogni giorno qualcuno scende a portargli da mangiare. Sono salito alle case nuove, e ho trovato i vecchi amici. Forse è il fatto che le case sorgono su una collina dal profilo dolce, forse è l’odore del legno, forse era la giornata di sole, o il piacere di reincontrare persone con cui hai condiviso qualcosa, ma tutto mi è sembrato avere un aspetto bello. I racconti minuti delle esistenze riaccomodate tra quelle case donate dalla provincia di Trento me l’hanno confermato. Una signora, che aveva pianto, ad agosto, quando era tornata dalla gita in Germania, e le avevo chiesto cosa avesse voluto dire starsene qualche giorno lontano da questo piccolo mondo compulsivo di tende e di ricordi, mi ha parlato, adesso, di “dolce normalità”. Un’altra mi ha raccontato delle figlie che hanno infine una loro stanza, e il computer. Uno mi ha raccontato che adesso dorme scostando le coperte perché la casa è molto calda. Un altro mi ha detto che, per lui da solo, è perfino troppo grande la casetta. Uno solo era triste, un anziano la cui moglie è mancata da pochi giorni, una dei tanti anziani che se ne vanno come se ne è andato il loro mondo, si lasciano andare alla prima malattia. A una finestra spalancata al sole si è affacciata una signora che conoscevo, e avessi avuto una macchina fotografica l’avrei fotografata, sorridente nella cornice della finestra, perché ero abituato a vederla in mezzo alle tende. Un gruppetto di anziani chiacchierava al sole, scherzando sul piccolo trattore di un coetaneo che scendeva incongruo i vialetti di asfalto. Sulla cima del colle le ultime case stanno per essere finite, mancano solo i lampioni e i nomi delle vie. Tra le tante grane del giovane sindaco, è forse l’unico divertimento: dare i nomi a una trentina di nuove strade. Mi sono accordato per fare da testimonial a quelle che saranno dedicate ad Almerigo Grilz, il cui passato politico impedisce venga considerato dalle statistiche politicamente corrette il primo giornalista italiano ucciso in un conflitto, in Africa, e ad Antonio Russo, giornalista abruzzese, ucciso in Georgia per il suo impegno in Cecenia. Insomma: Villa Sant’Angelo è un presepe sereno. Sono ormai poche centinaia, se non decine, le persone rimaste nelle tendopoli, e giorno dopo giorno vengono trasferite nella caserma adattata ad alloggio vicino al comando dei vigili del fuoco a L’Aquila. Altre 5,000 persone sono sparse tra alberghi nella provincia e la caserma della guardia di finanza di Coppito, quasi 6.000 in provincia di Teramo, poco più di 1.500 in provincia di Pescara, e altre ottomila persone alloggiano in case private. Sono numeri che diminuiscono di giorno in giorno, fino a quando raggiungeranno la soglia di coloro che hanno case lesionate, o intatte, ma all’interno delle zone rosse. Se è perfino fisiologico che i piccoli cantieri singoli delle riparazioni vadano più a rilento e se il problema dei centri storici sarà un’agenda pluriennale, il bilancio, alle soglie dell’inverno, è da primato. Per uno come me, che ha vissuto il terremoto del Friuli, è inevitabile riandare a quel primo inverno dell’esodo nelle zone costiere, ai prefabbricati consegnati solo alla primavera successiva. Ma nessun terremoto è uguale, e la bellezza degli insediamenti provvisori lascia intuire che tanto provvisori non saranno, così come la rinascita dei centri storici richiederà tempi più lunghi che in Friuli, dove non c’era nessuna città come L’Aquila. Ci sono altri segnali confortanti: l’Università non ha perso iscritti, il lavoro, grazie all’edilizia, c’è, il commercio non molla, e il tessuto sociale non è franato, si è semplicemente modellato su una nuova realtà. Non mancano le difficoltà minute: la questione delle discariche delle macerie, le speculazioni sugli alloggi per studenti e le difficoltà presentate dal centro storico del capoluogo. Ma quel che si è fatto assomiglia a un piccolo modello di intervento. Di cui forse si potrebbe andare fieri, anche senza leggere il NYT. Vero che le cattive notizie fanno notizia e quelle buone no, ma non sarà che l’Abruzzo rischia di essere consolatorio e di non servire alla causa? Non ci piace il giornalismo edificante alla settimana Incom, ma la libertà di stampa così minacciata non prevede, oltre al diritto, anche un po’ di dovere di cronaca? © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO di Toni Capuozzo
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