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"Avrei qualcosa da obiettare.."

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Leggere "tra le righe" un testo che ha 3000 anni pare troppo difficile, a quanto vedo.....

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Ti perdono, perchè "non sai quello che fai" e perchè adesso, anch ese malamente, ti conosco !! :clap[1]:

Comunque non è affatto vero che le altre fonti, a parte G. Flavio parlano solo di cristiani...

Troppo buono. Sappi che invece io sarò inflessibile, su queste cose :thumbsup:

Eccome se è vero. Le fonti del I secolo solo di quello parlano, e sono 4, Giuseppe Flavio compreso.

Leggere "tra le righe" un testo che ha 3000 anni pare troppo difficile, a quanto vedo.....

Interpretare, dici?

Ok, con quale criterio lo interpretiamo? E lo interpretiamo tutto o solo dove lo reputiamo, per diversi motivi, non accettabile?

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Vorrei ribadire che non voglio negare il fatto che sia esistito tale di nome Gesù, che abbia detto tante cose molto belle, abbia fatto proseliti e magari abbia attirato inimicizie tali da farlo ammazzare sulla croce (peraltro ai tempi NON si usava la croce, almeno quella che ci è stata tramandata dall'iconografica cristina, ma vabbeh..).

Sono tutti avvenimenti storicamente plausibili, anche senza addentrarci nel campo della Fede.

Quello che ribadisco è che di questi avvenimenti non abbiamo alcuna prova storica oggettivamente accettabile.

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:thumbsup::clap[1]::yes:

Mannaggia la pupazzola , Spiff dove sei ?????

Ma veramente..... pensa te che devo essere io a perorare la causa della Fede .... (non "quella" Fede, eh Virgus.... :o:lol: )

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:o:lol::lol:

Mannaggia la pupazzola , Spiff dove sei ?????

Lo aspetto :thumbsup::clap[1]::yes:

Vorrei ribadire che non voglio negare il fatto che sia esistito tale di nome Gesù, che abbia detto tante cose molto belle, abbia fatto proseliti e magari abbia attirato inimicizie tali da farlo ammazzare sulla croce (peraltro ai tempi NON si usava la croce, almeno quella che ci è stata tramandata dall'iconografica cristina, ma vabbeh..).

Sono tutti avvenimenti storicamente plausibili, anche senza addentrarci nel campo della Fede.

Quello che ribadisco è che di questi avvenimenti non abbiamo alcuna prova storica oggettivamente accettabile.

Ma nemmeno io lo nego. Come te dico solo che non ci sono prove storiche dell'esistenza di questo personaggio: semplicemente, mi faccio delle domande.

Poi, nella Palestina di quegli anni, di predicatori di nome Yeoshua probabilmente ne trovavi a mucchi.

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Lo aspetto :thumbsup::clap[1]::yes:

Ma nemmeno io lo nego. Come te dico solo che non ci sono prove storiche dell'esistenza di questo personaggio: semplicemente, mi faccio delle domande.

Poi, nella Palestina di quegli anni, di predicatori di nome Yeoshua probabilmente ne trovavi a mucchi.

Ma solo uno ha cambiato la storia dell' umanità, e siamo ancora qui, oggi, noi, a parlarne..... :o

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Ma solo uno ha cambiato la storia dell' umanità, e siamo ancora qui, oggi, noi, a parlarne..... :thumbsup:

Personalmente penso che quello di cui parli tu sia un personaggio fittizio, il "riassunto" di più predicatori realmente esistiti.

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"Avrei qualcosa da obiettare.."

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scheletrodistegosaurus.jpg

Vorrei ribadire che non voglio negare il fatto che sia esistito tale di nome Gesù, che abbia detto tante cose molto belle, abbia fatto proseliti e magari abbia attirato inimicizie tali da farlo ammazzare sulla croce (peraltro ai tempi NON si usava la croce, almeno quella che ci è stata tramandata dall'iconografica cristina, ma vabbeh..).

Sono tutti avvenimenti storicamente plausibili, anche senza addentrarci nel campo della Fede.

Quello che ribadisco è che di questi avvenimenti non abbiamo alcuna prova storica oggettivamente accettabile.

Ma x quanti altri personaggi storici conosciuti ci possiamo basare solo di quanto scritto sui libri arrivati ai giorni nostri? Non per questo dubitiamo della loro esistenza a prescindere. Però, se si parla di Gesù, si fa tranquillamente un'eccezione...

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Come mai sei in foto assieme a Emaz e alla Carfagna?

:lol::lol::lol:

Certo che mettere in mano una maglietta del genere alla Carfagna in mezzo a due roiti del genere..mancava solo Rosy Bindi..

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Trovo strano che per il suo rientro come modella la Carfagna abbia scelto proprio il catalogo Pozzi&Ginori.

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10 novembre 2009

Così Minzolini ha portato su Raiuno gli argomenti del garantismo e della difesa della democrazia

L'abolizione dell'immunità parlamentare è stata "un vulnus" alla Costituzione, e "c'è da auspicare che sia sanato". E' l'opinione del direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che ha dedicato all'argomento un editoriale nell'edizione delle 20. Per Minzolini la riforma costituzionale del '93 fu "un atto di sottomissione" della politica alla magistratura, confermata dall'elezione di numerosi magistrati in Parlamento, con la conseguenza che "il Parlamento non è riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia". Lo spunto per l'editoriale sono state le dichiarazioni del pm Antonino Ingroia, che Minzolini definisce "un programma politico che Ingroia ha giustificato con la difesa della Costituzione. Solo che la Costituzione che Ingroia vuole salvaguardare - afferma Minzolini - almeno su un punto sostanziale non è quella originale. Nella Carta infatti, insieme all'autonomia della magistratura, i padri costituenti, cioè i vari De Gasperi e Togliatti, inserirono l'istituto dell'immunità parlamentare: non lo fecero perchè erano dei malandrini, ma perchè ritenevano quella norma necessaria per evitare che il potere giudiziario arrivasse a condizionare il potere politico".

A giudizio del direttore del Tg1, "l'immunità parlamentare era uno dei fattori di garanzia per assicurare nella nostra Costituzione un equilibrio dei poteri. Non fu certo un'idea stravagante: strumenti diversi ma con lo stesse finalità sono previsti in Germania, Inghilterra e Spagna e di un'immunità beneficiano anche i parlamentari di Strasburgo: D'Alema e Di Pietro ne hanno usufruito recentemente". Dal '93 invece, prosegue l'editoriale di Minzolini, "l'immunità è stata cancellata dalla nostra Carta costituzionale. Motivo? In quegli anni la classe politica e i partiti per via di Tangentopoli avevano perso la fiducia della gente e l'abolizione dell'immunità fu un modo per dimostrare che i costumi sarebbero cambiati. Quell'operazione mediatica si trasformo però nei fatti in un atto di sottomissione alla magistratura. Da allora i gruppi parlamentari sono affollati di magistrati e ci sono addirittura partiti fondati da magistrati". Inoltre "governi di destra e di sinistra sono caduti sull'onda delle inchiesta della magistratura, e il Parlamento non è riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia. Ma a parte le conseguenze, l'abolizione dell'immunità parlamentare ha provocato un vulnus nella Costituzione, si è rotto l'equilibrio tra i poteri e non se ne è creato un altro. Ora c'è da auspicare che quel vulnus, al di là delle dispute nominali su immunità, lodi e riforme del sistema giudiziario, sia sanato".

© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

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Voi che ne pensate ?

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10 novembre 2009

Così Minzolini ha portato su Raiuno gli argomenti del garantismo e della difesa della democrazia

L'abolizione dell'immunità parlamentare è stata "un vulnus" alla Costituzione, e "c'è da auspicare che sia sanato". E' l'opinione del direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che ha dedicato all'argomento un editoriale nell'edizione delle 20. Per Minzolini la riforma costituzionale del '93 fu "un atto di sottomissione" della politica alla magistratura, confermata dall'elezione di numerosi magistrati in Parlamento, con la conseguenza che "il Parlamento non è riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia". Lo spunto per l'editoriale sono state le dichiarazioni del pm Antonino Ingroia, che Minzolini definisce "un programma politico che Ingroia ha giustificato con la difesa della Costituzione. Solo che la Costituzione che Ingroia vuole salvaguardare - afferma Minzolini - almeno su un punto sostanziale non è quella originale. Nella Carta infatti, insieme all'autonomia della magistratura, i padri costituenti, cioè i vari De Gasperi e Togliatti, inserirono l'istituto dell'immunità parlamentare: non lo fecero perchè erano dei malandrini, ma perchè ritenevano quella norma necessaria per evitare che il potere giudiziario arrivasse a condizionare il potere politico".

A giudizio del direttore del Tg1, "l'immunità parlamentare era uno dei fattori di garanzia per assicurare nella nostra Costituzione un equilibrio dei poteri. Non fu certo un'idea stravagante: strumenti diversi ma con lo stesse finalità sono previsti in Germania, Inghilterra e Spagna e di un'immunità beneficiano anche i parlamentari di Strasburgo: D'Alema e Di Pietro ne hanno usufruito recentemente". Dal '93 invece, prosegue l'editoriale di Minzolini, "l'immunità è stata cancellata dalla nostra Carta costituzionale. Motivo? In quegli anni la classe politica e i partiti per via di Tangentopoli avevano perso la fiducia della gente e l'abolizione dell'immunità fu un modo per dimostrare che i costumi sarebbero cambiati. Quell'operazione mediatica si trasformo però nei fatti in un atto di sottomissione alla magistratura. Da allora i gruppi parlamentari sono affollati di magistrati e ci sono addirittura partiti fondati da magistrati". Inoltre "governi di destra e di sinistra sono caduti sull'onda delle inchiesta della magistratura, e il Parlamento non è riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia. Ma a parte le conseguenze, l'abolizione dell'immunità parlamentare ha provocato un vulnus nella Costituzione, si è rotto l'equilibrio tra i poteri e non se ne è creato un altro. Ora c'è da auspicare che quel vulnus, al di là delle dispute nominali su immunità, lodi e riforme del sistema giudiziario, sia sanato".

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Voi che ne pensate ?

Che i nostri padri costituenti dovevano costruire l'Italia e temevano di non essere "coperti". Poi con il tempo l'immunità è stato utilizzata dai politici come un comodo strumento per fare tutto quello che a loro pareva "divertente" fare. Il tema è scottante, ma non sono convinto che inserire nuovamente l'immunità parlamentare sia una cosa giusta.

Dalla mattina alla sera svolgo un lavoro dove la querela è dietro l'angolo. Ne ho prese e, per fortuna, ne sono uscito indenne (tranne una volta). Per come la vedo io l'immunità giornalistica è prioritaria :lol:

Scherzi a parte il delinquere (so che c'è modo e modo) è comunque qualcosa che non va mai tutelato. Con l'immunità si rischia di creare un caos assurdo.

E poi il rischio delle querele, per quanto mi riguarda, è un modo per prestare il triplo dell'attenzione che potrei porre altrimenti. Le "coperture" servono a persone sagge (i nostri padri costituenti mi sembravano più indicati a sentirsi tali, rispetto ai politici di oggi). Quanti ne vedete voi in parlamento in questo momento di gente così?

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Te le cerchi .....

Evitiamo di parlare di quel cencio sporco, è meglio... :P

Ma x quanti altri personaggi storici conosciuti ci possiamo basare solo di quanto scritto sui libri arrivati ai giorni nostri? Non per questo dubitiamo della loro esistenza a prescindere. Però, se si parla di Gesù, si fa tranquillamente un'eccezione...

Per esempio?

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10 novembre 2009

Così Minzolini ha portato su Raiuno gli argomenti del garantismo e della difesa della democrazia

L'abolizione dell'immunità parlamentare è stata "un vulnus" alla Costituzione, e "c'è da auspicare che sia sanato". E' l'opinione del direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che ha dedicato all'argomento un editoriale nell'edizione delle 20. Per Minzolini la riforma costituzionale del '93 fu "un atto di sottomissione" della politica alla magistratura, confermata dall'elezione di numerosi magistrati in Parlamento, con la conseguenza che "il Parlamento non è riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia". Lo spunto per l'editoriale sono state le dichiarazioni del pm Antonino Ingroia, che Minzolini definisce "un programma politico che Ingroia ha giustificato con la difesa della Costituzione. Solo che la Costituzione che Ingroia vuole salvaguardare - afferma Minzolini - almeno su un punto sostanziale non è quella originale. Nella Carta infatti, insieme all'autonomia della magistratura, i padri costituenti, cioè i vari De Gasperi e Togliatti, inserirono l'istituto dell'immunità parlamentare: non lo fecero perchè erano dei malandrini, ma perchè ritenevano quella norma necessaria per evitare che il potere giudiziario arrivasse a condizionare il potere politico".

A giudizio del direttore del Tg1, "l'immunità parlamentare era uno dei fattori di garanzia per assicurare nella nostra Costituzione un equilibrio dei poteri. Non fu certo un'idea stravagante: strumenti diversi ma con lo stesse finalità sono previsti in Germania, Inghilterra e Spagna e di un'immunità beneficiano anche i parlamentari di Strasburgo: D'Alema e Di Pietro ne hanno usufruito recentemente". Dal '93 invece, prosegue l'editoriale di Minzolini, "l'immunità è stata cancellata dalla nostra Carta costituzionale. Motivo? In quegli anni la classe politica e i partiti per via di Tangentopoli avevano perso la fiducia della gente e l'abolizione dell'immunità fu un modo per dimostrare che i costumi sarebbero cambiati. Quell'operazione mediatica si trasformo però nei fatti in un atto di sottomissione alla magistratura. Da allora i gruppi parlamentari sono affollati di magistrati e ci sono addirittura partiti fondati da magistrati". Inoltre "governi di destra e di sinistra sono caduti sull'onda delle inchiesta della magistratura, e il Parlamento non è riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia. Ma a parte le conseguenze, l'abolizione dell'immunità parlamentare ha provocato un vulnus nella Costituzione, si è rotto l'equilibrio tra i poteri e non se ne è creato un altro. Ora c'è da auspicare che quel vulnus, al di là delle dispute nominali su immunità, lodi e riforme del sistema giudiziario, sia sanato".

© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

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Voi che ne pensate ?

Ma la classe politica perchè non si interroga sul perchè si arrivati all'abolizione dell'immunità parlamentare?

Nelle ultime elezioni sono stati candidati e poi eletti non pochi personaggi con procedimenti giudiziari a carico, probabilmente sono tutte delle brave persone (eufemismo) però la loro elezione in regime di immunità parlamentare potrebbe sembrare la solita presa per il culo .....

Se la politica cominciasse a dare segnali di pulizia, di voglia di trasparenza, di esempi di correttezza allora potremmo riparlare di immunità.

Ma i tempi non mi sembrano per niente maturi .......

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Per esempio?

Prima della venuta di Cristo sono pochi i personaggi storici di cui ci sia una prova certa della loro esistenza.

I famosi sette re di Roma tanto per fare un esempio.

Una prova, seppur indiretta, della veridicità dei vangeli è la reale esistenza di Ponzio Pilato che fu prefetto della provincia romana della Giudea tra il 26 e il 36; la sua carica è attestata da un frammento di iscrizione latina, nota come iscrizione di Pilato e datata durante il regno dell'imperatore Tiberio, rinvenuta a Cesarea Marittima.

Prima di questo ritrovamento in epoca recente, 1960 se non erro, solo nei vangeli abbiamo traccia della figura di Pinzio Pilato......

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Prima della venuta di Cristo sono pochi i personaggi storici di cui ci sia una prova certa della loro esistenza.

I famosi sette re di Roma tanto per fare un esempio.

Una prova, seppur indiretta, della veridicità dei vangeli è la reale esistenza di Ponzio Pilato che fu prefetto della provincia romana della Giudea tra il 26 e il 36; la sua carica è attestata da un frammento di iscrizione latina, nota come iscrizione di Pilato e datata durante il regno dell'imperatore Tiberio, rinvenuta a Cesarea Marittima.

Prima di questo ritrovamento in epoca recente, 1960 se non erro, solo nei vangeli abbiamo traccia della figura di Pinzio Pilato......

Perfetto, sono d'accordo anch'io che alcuni dei sette re di Roma possono non essere personaggi storici.

Pensa che Schliemann riuscì a trovare i resti di Ilio (così la gente non si scatena coi doppi sensi :P ) proprio grazie al poema omerico.

Quindi ritorno al paragone con Achille, Ettore e Zeus di qualche post fa, che tanto aveva irritato Roo. La logica che segui è quella che indicavo io.

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Ma la classe politica perchè non si interroga sul perchè si arrivati all'abolizione dell'immunità parlamentare?

Nelle ultime elezioni sono stati candidati e poi eletti non pochi personaggi con procedimenti giudiziari a carico, probabilmente sono tutte delle brave persone (eufemismo) però la loro elezione in regime di immunità parlamentare potrebbe sembrare la solita presa per il culo .....

Loro si sono candidati ma "qualcuno" li avrà pure votati...

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Loro si sono candidati ma "qualcuno" li avrà pure votati...

Con le liste bloccate, grazie a una legge che si chiama PORCELLUM, era difficile votarne altri... Oddio, si poteva provare a scrivere un nome sulla scheda, ma mi sa che non ne tenevano conto :P

Cosa penso di Minzolini e dintorni? Che per il "piano di rinascita democratica" c'è ancora spazio...

Scherzo. Forse...

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torniamo a parlare di Marrazzo, va'!!! :lol:

La lezione sui trans della Ventura

Quando la tv non fa il suo mestiere

«Ognuno è libero di fare quel­lo che vuole». Così Francesco Totti a «Quelli che il calcio», parlando della vicenda Marrazzo. Simona Ventu­ra gli dà ripetutamente ragione, poi fuo­ri programma spiega: «Sono tantissimi quelli che vanno coi trans, e lo sappia­mo tutti. Non è giusto che un personag­gio pubblico non possa farsi gli affari suoi come tutti gli altri». Se questa è la pedagogia televisiva italia­na, buonanotte.

A Super Totti si potrebbe obiettare che uno NON è li­bero di fare quello che vuo­le, se è costretto a nascon­derlo agli elettori, se si ridu­ce a frequentare spacciatori, se si rende ricattabile. A Su­per Simo potremmo invece ricordare che sono moltissimi — forse addirittura più numerosi — gli italiani che NON vanno coi trans, e forse han­no fatto alcune cose buone per questo povero Paese, dove la Tv pubblica di­venta veicolo di queste trovate.

Nessuno vuole usare la televisione per fare della morale (per carità!), ma cerchiamo almeno di non renderla im­morale, perché molti ragazzi la guarda­no, e rischiano di alzarsi dal divano con le idee confuse. Le grandi democrazie — vi sembrerà strano — sono tali an­che perché esiste un consenso su alcu­ne cose. Per esempio, sul fatto che il ti­tolare di una carica pubblica non deb­ba circondarsi di prostitute, frequenta­re malavitosi e pagare trans. E, se lo bec­cano, non possa trovare difensori in un programma sportivo (sportivo!) del po­meriggio.

È ipocrisia? Allora viva l’ipocrisia. Sono considera­zioni banali? Vero, ma è in­credibile come non le faccia più nessuno. Il metaboli­smo civile italiano, ormai, brucia il veleno e lo trasfor­ma in una risata. Poi non la­mentiamoci, però, se non abbiamo un bel colorito na­zionale.

Siamo convinti che Piero Marrazzo, passata la buriana, ci darebbe ragione. Sarebbe bello lo facessero anche Super Totti e Super Simo. Ma lo riteniamo im­probabile. Le celebrità italiane non si scusano; accusano, semmai, e c’è sem­pre qualche frastornato che gli dà ragio­ne.

Beppe Severgnini

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