Jump to content

Recommended Posts

Posted

Oh, poi qualche giornalista serissimo e bravissimo c'è....

(in questo forum più di uno :blink:;) )

4 settembre 2009

Si sta preparando l'affare del secolo

La pandemia immaginaria

Perché l'influenza suina è paragonabile al più comune dei malanni stagionali

Il cinquantunenne napoletano ricoverato da un po’ di giorni in gravi condizioni e già dato per morto è morto davvero. Colpito da influenza suina, il soggetto in questione era un oligofrenico affetto da miocardiopatia dilatatoria grave e da una grave forma di diabete mellito. Quadro clinico aggravato da insufficienza renale e sepsi da stafilococco. Subito etichettato come primo morto per influenza suina, i medici si sono premurati di sottolineare come l’influenza c’entri pressappoco come il cavolo a merenda: “Qualunque altra infezione avrebbe portato alla stessa conclusione”.

Dunque la notizia sta nel fatto che l’influenza suina (influenza pandemica) non ha combinato niente che una qualsiasi altra infezione comunque sopraggiunta non avrebbe saputo combinare. Influenza pandemica A(N1H1), si diceva. Così definita per distinguerla dalle ordinarie influenze stagionali che raggiungono le nostre aree di norma nel periodo centrale dell’autunno-inverno. Distinzione essenziale: le influenze pandemiche non stagionali non si comportano di solito come quelle stagionali, non si manifestano, non hanno picchi e recrudescenze tipicamente collegati al mutare del tempo e delle stagioni come quelle – non a caso – dette stagionali. Ma per quanto definita come pandemica, l’influenza suina viene invece quotidianamente trattata pari pari come una comune influenza stagionale, e infatti se ne prevede, con l’arrivo del cambio di stagione e del brutto tempo, una formidabile recrudescenza autunno-invernale.

E così già si è provveduto a fondere, alquanto impropriamente, i tratti delle due distinte tipologie di influenza.

L’Oms ha smesso pressoché da subito di registrare i casi accertati virologicamente e ha preso a conteggiare i casi comunque diagnosticati, lanciando anche ultimamente cifre di precisione tanto millimetrica quanto miracolosa, del tipo: 210.917 casi nel mondo con un tasso di mortalità di 0,98% che, sol che si abbia un po’ di dimestichezza coi sistemi di rilevazione e registrazione, suonano come una sonora presa per i fondelli.

Ma anche in Italia non si è scherzato. Con un fax trasmesso il 24 luglio 2009 dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute agli assessorati alla Sanità delle Regioni e, per conoscenza, agli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera e all’Istituto Superiore di Sanità si è stabilito che: “Considerato l’incremento dei casi di influenza A(N1H1)v (….) non si ritiene più indispensabile la conferma virologica di tutti i casi sospetti”. Seguono disposizioni il cui senso è: ogni affezione respiratoria che dia luogo a una febbre di almeno 38° è considerata influenza suina. Ma anche coi nuovi criteri di manica larga, i casi di influenza suina non sono ancora arrivati a duemila, a letto ci saranno attualmente in tutta Italia sì e no cento persone con questo quadro clinico, ovvero senza un baffo di niente che non sappia procurare la più pigra e indolente delle influenze, l’influenza A(N1H1) non ha ancora fatto il suo primo (vero) morto dal momento della sua comparsa agli inizi di maggio: e questo mentre una comune influenza stagionale nei suoi primi tre mesi mette a letto centinaia di migliaia di persone (quando non milioni) e fa qualcosa come 4-5mila morti – l’uno per cento del totale delle morti annue in Italia.

Qui sta il punto. Dal momento che i sintomi per diagnosticare clinicamente l’influenza suina sono gli stessi che servono a diagnosticare la comune influenza stagionale, e che temporalmente le due influenze saranno perfettamente sovrapponibili, come si potrà distinguere la prima dalla seconda, quando la seconda entrerà in scena? Chi si piglierà la febbre accompagnata da senso di stanchezza e raffreddore o mal di gola in quale categoria verrà inserito, dal momento che la diagnosi virologica dell’influenza suina è stata soppressa alla velocità della luce e quella clinica dell’influenza stagionale presenterà esattamente gli stessi sintomi? E se le classi verranno chiuse quando si presenteranno tre casi, quale scuola si salverà, dal momento che non c’è influenza stagionale che non procuri tre casi in una qualche classe?

Si sta preparando l’affare del secolo (siamo già a una prima stima di dieci miliardi di euro, che verranno ripartiti tra i quattro colossi mondiali del settore vaccini), un paio di miliardi di dosi di vaccini sono già preannunciate per contrastare un virus la cui travolgente avanzata continua a latitare ma che viene data per scontata, e perfino in una variante (ceppo virale) più virulenta e aggressiva. Il bello di questo virus A(N1H1) sta proprio in ciò: che su di esso si può scommettere a occhi chiusi. L’arrivo dell’autunno porterà l’ordinaria influenza con le sue altrettanto ordinarie centinaia di migliaia di ammalati e qualche migliaio di morti e allora sarà un bel problema di attribuzione: influenza stagionale o influenza suina? Se pure quella suina se ne attribuirà una quota anche minoritaria, sarà comunque un successo.

© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

di Roberto Volpi

  • Replies 9.4k
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

  • ROOSTERS99

    1909

  • Ponchiaz

    1042

  • Virgus

    1022

  • tatanka

    870

Top Posters In This Topic

Posted

Ed anche....

4 novembre 2009

Signora mia, non esistono più i raffreddori di una volta

Se il piccolo starnutisce la mamma sobbalza, gli tocca la fronte, gli prova la febbre, telefona al pediatra. Trentasette e uno è il sintomo di una suina strisciante, da qualche parte su Internet c’è scritto di non sottovalutare le febbriciattole. Il bambino con trentasette e mezzo viene portato al pronto soccorso, perché ha “una brutta tosse”. Non esiste la tosse normale, la tosse da asilo, da raffreddamento, da autunno: solo brutte tossi che significano almeno influenza A. Guarda com’è pallido, domani meglio tenerlo a casa. Ma sta benissimo, ha appena rotto un vaso giocando a pallone in salotto. No, stamattina aveva il naso chiuso e un’espressione diversa dal solito, non mi fido, non mi ha nemmeno preso a calci come fa di solito per salutarmi, si vede che non è molto in forze.

La psicosi è partita, la suina è dappertutto: raffreddori suini, mal di pancia suini, compagni di classe suini, anche suore suine, se mentre vigilano sui bambini in cortile vengono sorprese col fazzoletto in mano. Gli insegnanti a scuola ci scherzano sopra: “E’ inutile che facciamo progetti per l’anno prossimo, tanto è chiaro che la maggior parte di noi in primavera non ce l’avrà fatta”. Sterminati dalla suina (come dalla mucca pazza, dall’aviaria e dalla sars): date una preoccupazione in più a un genitore, fornitegli un virus nuovo su cui non dormire la notte e ci si butterà a capofitto, con sempre nuovo entusiasmo, svaligerà farmacie e sbatterà la testa contro il muro non trovando nei negozi l’amuchina (quella spray che disinfetta senz’acqua è esaurita ovunque).

Non è possibile prendersi un qualunque virus stagionale, anche a essere famiglie non esageratamente attanagliate dall’ansia, senza pensare all’influenza A, senza sentirsi in colpa per non aver vaccinato, senza passare una notte insonne ad ascoltare il respiro del malatino. Il pediatra dei miei figli, uomo anziano, assennato e burbero, mi ha accolto così la settimana scorsa: “Beh, non mi chiede dell’influenza A?” “No, scusi, mi ero dimenticata” “Ah, strano, voi madri ansiose non pensate ad altro. Tenga, si legga questo e non si azzardi a vaccinare i bambini. Sa di chi è tutta la colpa di sta follia? Dei giornalisti”. Se mai mi chiederà un giorno che lavoro faccio, devo ricordarmi di inventarmene uno non ansiogeno, tipo la restauratrice.

Mi ha passato un articolo di un suo collega che scrive che siamo tutti mentecatti e che l’influenza A è meno pericolosa di un raffreddore (ma anche lui non se la passa benissimo con l’italiano, con la sintesi e con le manie complottiste di case farmaceutiche cattive). Poi qualcuno l’ha già avuta davvero, questa dannata suina, e la febbre è arrivata a 40, il bambino delirava un po’, diceva che doveva mettere tutto in ordine, ma è passata dopo due giorni di tachipirina, la mattina si è svegliato con una gran fame, è cresciuto un centimetro perfino, ha picchiato sua sorella, ha avuto in premio duecento giornalini per la convalescenza e televisione in camera. La suina ha questo nome orrendo, i virus di moda hanno sempre nomi orrendi e spaventosi, e siamo tutti pronti a credere a qualunque cosa: genitori serissimi pensano che ai figli si gonfierà la faccia e grugniranno per la crisi respiratoria (tutti i bambini grugniscono mentre dormono), che la febbre li renderà rosa come maialini.

Se si prova a dire che è un’influenza solo un po’ più pesante, fanno una faccia scettica: eccola, la new age che cura i figli con i decotti. Non è follia ignorante, è aspirazione alla camera iperbarica che metta in salvo da tutti i microbi (anche Michael Jackson però aveva sogni simili). La regola di lavarsi spesso le mani aiuta, molti le bruciano con l’alcol venti volte al giorno, ma non posso lanciarmi addosso a mia figlia che torna dall’asilo e vuole dare un bacio a suo fratello (ultimamente mi lancio urlando, poi lei fa solo finta di lavarsi, torna, lo abbraccia e lo bacia direttamente in bocca mentre le cola il naso). Edmondo Berselli, nel suo ultimo libro, scrive che una volta era un imbranato schifiltoso, adesso grazie al labrador è uno sporcaccione felice al grido di: “Sono tutti anticorpi”. Ma il dramma, signora mia, è che non esistono più i raffreddori di una volta.

© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

di Annalena Benini

Posted

Ah...questo per Davide !! :blink:

3 novembre 2009 - ore 19:43

Tutta colpa del Concordato

Chi non vuole l’esposizione dei crocifissi nelle scuole pubbliche deve prendersela con le norme regolamentari art. 118 Regio Decreto n. 965 del 1924 e allegato C del Regio Decreto n. 1297 del 1928, che dispongono che ogni aula abbia il crocifisso.

Nei Patti Lateranensi e successivamente nelle modifiche apportate al Concordato con l’Accordo ratificato e reso esecutivo nel 1985, nulla viene stabilito relativamente all’esposizione del crocifisso nelle scuole o, più in generale negli uffici pubblici, nelle aule del tribunale e negli altri luoghi nei quali il crocefisso trova ad essere esposto. Ma, successivamente, nel 1988, è il Consiglio di Stato a stabilire che le norme prevedono l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche non possono essere considerate implicitamente abrogate dalla nuova regolamentazione concordataria sull’insegnamento della religione cattolica

Ha argomentato il Consiglio di Stato: premesso che "il crocifisso, o più esattamente la croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della Cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da specifica confessione religiosa, le norme citate, di natura regolamentare, sono preesistenti ai Patti Lateranensi e non si sono mai poste in contrasto con questi ultimi. Occorre, poi, anche considerare che la Costituzione Repubblicana, pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose, non prescrive alcun divieto alla esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che, come il crocifisso, per i principi che evoca e dei quali si è già detto, fa parte del patrimonio storico”.

Posted
Edmondo Berselli, nel suo ultimo libro, scrive che una volta era un imbranato schifiltoso, adesso grazie al labrador è uno sporcaccione felice al grido di: “Sono tutti anticorpi”. Ma il dramma, signora mia, è che non esistono più i raffreddori di una volta.

IDOLO!!!!!

:blink:;)-_-:P:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Posted
Si sta preparando l’affare del secolo (siamo già a una prima stima di dieci miliardi di euro, che verranno ripartiti tra i quattro colossi mondiali del settore vaccini), un paio di miliardi di dosi di vaccini sono già preannunciate per contrastare un virus la cui travolgente avanzata continua a latitare ma che viene data per scontata, e perfino in una variante (ceppo virale) più virulenta e aggressiva. Il bello di questo virus A(N1H1) sta proprio in ciò: che su di esso si può scommettere a occhi chiusi. L’arrivo dell’autunno porterà l’ordinaria influenza con le sue altrettanto ordinarie centinaia di migliaia di ammalati e qualche migliaio di morti e allora sarà un bel problema di attribuzione: influenza stagionale o influenza suina? Se pure quella suina se ne attribuirà una quota anche minoritaria, sarà comunque un successo.

© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

di Roberto Volpi

L'impeccabile Roberto Volpi si è dimenticato di menzionare il fatto che Enrica Giorgetti, la moglie dell'attuale ministro della Sanità Maurizio Sacconi (PDL), è presidente di Farmindustria, l'associazione che promuove gli interessi delle industrie farmaceutiche.

Un conflitto di interessi che fa quasi impallidire quelli di Silvione..

Posted
Davide credi veramente che eliminare il crocefisso nei locali pubblici per imposizione sia sinonimo di stato laico?

Buon dio ( :rolleyes: ) corny, ovvio che no! Baratterei volentieri i crocifissi con le mille altre regalie e privilegi anacronistici che l'Italia concede al vaticano. Ma dato che ciò è utopia, beh che si inizi da qualche parte.

A parte che il resto d'Europa a me personalmente FA CAGARE, ti dico che e' questione di tempo prima che qualcuno cominci a dire che "Gli islamici si che sono convinti, che hanno delle radici, loro si che..."

Cosa ne pensi tu del resto dell'Europa, è irrilevante: continuiamo comunque a farne parte.

Mi fa specie poi che cerchi continuamente di incastrare questo specifico argomento con 'sta menata degli islamici che ripeti come un mantra. Come se poi fosse veramente questo, nel caso, a proteggerci da una loro "avanzata" (qualunque cosa voi vogliate intendere), e non la cultura laica e democratica del resto d'Europa che a te FA TANTO CAGARE.

Cioe' per il motivo piu' sbagliato.

Opinione che sei liberissimo di avere, vale ciò che vale.

Posted
Ah...questo per Davide !! B)

3 novembre 2009 - ore 19:43

Tutta colpa del Concordato

Chi non vuole l'esposizione dei crocifissi nelle scuole pubbliche deve prendersela con le norme regolamentari art. 118 Regio Decreto n. 965 del 1924 e allegato C del Regio Decreto n. 1297 del 1928, che dispongono che ogni aula abbia il crocifisso.

Nei Patti Lateranensi e successivamente nelle modifiche apportate al Concordato con l'Accordo ratificato e reso esecutivo nel 1985, nulla viene stabilito relativamente all'esposizione del crocifisso nelle scuole o, più in generale negli uffici pubblici, nelle aule del tribunale e negli altri luoghi nei quali il crocefisso trova ad essere esposto. Ma, successivamente, nel 1988, è il Consiglio di Stato a stabilire che le norme prevedono l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche non possono essere considerate implicitamente abrogate dalla nuova regolamentazione concordataria sull'insegnamento della religione cattolica

Ha argomentato il Consiglio di Stato: premesso che "il crocifisso, o più esattamente la croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della Cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da specifica confessione religiosa, le norme citate, di natura regolamentare, sono preesistenti ai Patti Lateranensi e non si sono mai poste in contrasto con questi ultimi. Occorre, poi, anche considerare che la Costituzione Repubblicana, pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose, non prescrive alcun divieto alla esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che, come il crocifisso, per i principi che evoca e dei quali si è già detto, fa parte del patrimonio storico".

Ottimo! Crocifissi ed effigi del vostro Savoia preferito in quantità, allora! :rolleyes:

Posted (edited)

Caro Davide,

ritenere che l'Europa sia un posto magnifico le cui tradizioni laiche e democratiche siano necessariamente delle cose a cui ispirarsi e' una perversione che ti lascio in toto.

Io tendo ad innervosirmi, parecchio, quando un bizzarro ente decide di interferire con la vita minima della mia nazione entrando nelle scuole di casa mia con il ditino alzato.

Come tu stesso dici, il crocifisso e' un esempio minimo e se vogliamo irrilevante quindi che senso ha farlo assurgere a strumento di coercizione e propugnatore di fantomatici "danni morali" ai bambini della signora finnica?

L'avanzata dell'islam ovviamente e' inarrestabile, se la cosa ti trova sereno mi fido del fatto che avendolo tu visto da vicino in Aghanistan evidentemente non ritenga ci sia di che preoccuparti, ma ancora piu' inarrestabile e' questo negazionismo fanatico che tutto tende a livellare per portare questa meravigliosa Europa, cosi' laica e democratica, a fare tabula rasa delle tradizione culturali degli stati membri.

Io posso anche capire che degli stati stupendamente democratici e laici come, per esempio, gli scandinavi trovino la cosa persino piacevole dal momento che per tradizione loro hanno un paio di corna e tanta birra gelata, ma chi invece la storia dell'umanita' l'ha anche un po' fatta qualchecosina potrebbe anche eccepire.

Io mi rifiuto di dovermi vergognare per quelle che sono le nostre radici e, pur non essendo neanche un buon cristiano o cattolico, non posso non trovare incongruo ed un po' anche arrogante questo atteggiamento secondo il quale tutto Europa dovrebbe tendere alla Svezia. Ed arrivo pure a dire che sosterrei le stesse cose se in un paese della romagna in classe da sempre ci fosse la falce ed il martello.

Cio' che e' iconografia e tradizione non penso possa essere strumento di danno morale agli occhi di chi vede le cose per quello che sono. E soprattutto non puo' essere un ente centrale e non elettivo a normare un aspetto tanto microspcopico della cultura di una nazione.

Tra parentesi, a riprova di come poi certe "battaglie di liberta'" del lella spesso nascano da episodi del tutto marginali, invito a leggere l'intervista alla famiglia che ha scatenato il tutto: ecco, se i figli in futuro passeranno del tempo, molto, accanto ad una siviera credo che potranno trarne solo che giovamento (questa e' per Roo) viste le cose che dicono.

Quanto alle tue ragioni sull'essere anticlericale ti faccio riflettere sulla opportunita' di intraprendere scelte cosi' radicali partendo da un punto di vista "contro" e non da un punto di vista "pro".

Se parti da un punto di vista "contro" lasci che altri scelgano la tua agenda invece che scrivertela da solo. Cosi' almeno la penso io.

Se non la pensassi cosi' correrei il rischio di diventare antimilitarista per il solo fatto di aver conosciuto te. :rolleyes:

Edited by Ponchiaz
Posted (edited)
L'impeccabile Roberto Volpi si è dimenticato di menzionare il fatto che Enrica Giorgetti, la moglie dell'attuale ministro della Sanità Maurizio Sacconi (PDL), è presidente di Farmindustria, l'associazione che promuove gli interessi delle industrie farmaceutiche.

Un conflitto di interessi che fa quasi impallidire quelli di Silvione..

Aaaaaah....quindi è il governo Berlusconi, anzi, prorpio il Cav. in persona che ha scatenato l' infezione in Messico, ha fatto un casino mediatico, e ora se ne va per le strade d' Italia e del mondo i ntero a starnutire in faccia a tutti.......aiutato dal ministro Sacconi.....

Ma dai Claudio, diamo per buona la tua informazione sulla Signora Sacconi, ma non scherziamo, suvvia. Che c'entra con l' argomento trattato ??

Edited by ROOSTERS99
Posted
.............................

L'avanzata dell'islam ovviamente e' inarrestabile, se la cosa ti trova sereno mi fido del fatto che avendolo tu visto da vicino in Aghanistan evidentemente non ritenga ci sia di che preoccuparti, ma ancora piu' inarrestabile e' questo negazionismo fanatico che tutto tende a livellare per portare questa meravigliosa Europa, cosi' laica e democratica, a fare tabula rasa delle tradizione culturali degli stati membri.

Io posso anche capire che degli stati stupendamente democratici e laici come, per esempio, gli scandinavi trovino la cosa persino piacevole dal momento che per tradizione loro hanno un paio di corna e tanta birra gelata, ma chi invece la storia dell'umanita' l'ha anche un po' fatta qualchecosina potrebbe anche eccepire.

Io mi rifiuto di dovermi vergognare per quelle che sono le nostre radici e, pur non essendo neanche un buon cristiano o cattolico, non posso non trovare incongruo ed un po' anche arrogante questo atteggiamento secondo il quale tutto Europa dovrebbe tendere alla Svezia. Ed arrivo pure a dire che sosterrei le stesse cose se in un paese della romagna in classe da sempre ci fosse la falce ed il martello.

Cio' che e' iconografia e tradizione non penso possa essere strumento di danno morale agli occhi di chi vede le cose per quello che sono. E soprattutto non puo' essere un ente centrale e non elettivo a normare un aspetto tanto microspcopico della cultura di una nazione.

Tra parentesi, a riprova di come poi certe "battaglie di liberta'" del lella spesso nascano da episodi del tutto marginali, invito a leggere l'intervista alla famiglia che ha scatenato il tutto: ecco, se i figli in futuro passeranno del tempo, molto, accanto ad una siviera credo che potranno trarne solo che giovamento (questa e' per Roo) viste le cose che dicono................

Quoto tutto !

Posted

ROMA — I conti in tasca al­l’ex governatore: è diventato questo uno dei capitoli centrali dell’inchiesta che ha travolto Piero Marrazzo. Nel mirino del­la procura sono finiti non solo i redditi del giornalista, ma so­prattutto i fondi destinati alle spese di rappresentanza. L’ipo­tesi è che Marrazzo possa aver usato il denaro della Regione per pagare trans e cocaina.

Riscontri, per ora, non ce ne sono. Ma per chiarire ogni dub­bio i carabinieri hanno acquisi­to l’elenco delle spese di rappre­sentanza: l’obiettivo è accerta­re se, in qualche caso, il denaro per gli incontri clandestini sia stato mascherato sotto voci del tipo «cene ufficiali» o «finanzia­menti ad associazioni cultura­li ». Un trans avrebbe riferito che nell’ambiente era noto che l’ex governatore pagava con i soldi della Regione, ma si trat­ta di un’informazione ancora da verificare.

Rimbalza così in procura la domanda che in questi giorni circola dovunque a Roma: co­me ha potuto Marrazzo pagare migliaia di euro a Natalie e for­se ad altri viados? Il suo stipen­dio da presidente era di 10.566,89 euro al mese: una somma elevata, ma non abba­stanza da potersi permettere tanta generosità con i trans. Nel bilancio della Regione (ca­pitolo R13502) i fondi destinati alle spese di rappresentanza co­stituiscono invece un bel gruz­zolo: 400 mila euro per que­st’anno, che in realtà sono 742.679 perché nel 2008 erano rimasti 342.679 euro.

Non sfugge neanche a Mar­razzo che il tema del denaro speso per via Gradoli è bollen­te. Ed è forse per questo che nell’ultimo interrogatorio (il deposito del verbale, ieri, ha de­terminato il rinvio dell’udienza del Riesame a lunedì prossi­mo) ha cambiato versione sul­la cifra data a Natalie: «La som­ma che avevo al momento di entrare nell’appartamento era di soli tremila euro. Mille euro, e non tremila come detto in precedenza, li ho poggiati su un tavolinetto; gli altri duemila erano rimasti nel portafogli». E i cinquemila del primo interro­gatorio? «Mi sono confuso — ha spiegato l’ex governatore al procuratore aggiunto Giancar­lo Capaldo e al pm Rodolfo Sa­belli — perché il giorno prece­dente avevo effettuato un pre­lievo di cinquemila euro dal mio conto corrente. Mi era ri­masta la somma di tremila eu­ro dopo aver effettuato alcuni pagamenti per esigenze familia­ri per un importo di circa due­mila euro » .

Chiedo a Roberto: se Mister Trans spendeva i nostri soldi per farsi riempire le cavità anatomiche, dobbiamo continuare comunque a fraci i ca@@i nostri? :angry:

Posted (edited)

Gustoso articolo che credo ALE DIV. possa apprezzare particolarmente ! :angry:

giovedì 05 novembre 2009,

Dalle moto ai panini, quante cantonate sugli anni ’80

di Luigi Mascheroni

Mai fidarsi di uno che portava i Ray-Ban a goccia. Non è credibile. Noi paninari, peraltro, abbiamo sempre preferito i Wayfarer.

Mai fidarsi di uno più grande di te che vuole insegnarti cosa furono gli anni Ottanta. Nel migliore dei casi cercherà di dimostrarti che furono gli anni di plastica, del disimpegno, del riflusso e bla bla bla, come se i suoi di anni - magari i Settanta, quelli del piombo, dell’impegno, della spranga - fossero da preferire; nel peggiore tenterà una patetica rivalutazione fuori tempo massimo: la generazione della moderazione, della stabilità, della concretezza e bla bla bla.

Wild Boys.

Comunque, mai fidarsi di uno come Gianfranco Fini che quando avevo vent’anni mi convinse a volantinare per il Fronte della Gioventù e oggi, non so perché, ma ho come una leggerissima sensazione che mi abbia - come dire? - tradito. Ora Gianfranco Fini ha scritto una lunga lettera ai ragazzi dell’89, titolo Il futuro della libertà, sottotitolo Consigli non richiesti ai nati del 1989, editore Rizzoli, e spiegando a loro quale sarà il futuro, vuole spiegare a me - che a vent’anni facevo il cubo di Rubik sotto i 35 secondi e andavo in discoteca con due Moncler, uno con le maniche e uno senza - cosa sono stati gli anni Ottanta...

Mai fidarsi di uno che portava i Ray-Ban a goccia da sanbabilino. Può creare un fastidioso effetto di presbiopia, la difficoltà cioè a mettere a fuoco le cose, o gli anni, più vicini. Come gli Ottanta. E allora, può capitare di scrivere, come fa Fini - uno che sta agli anni Ottanta come le Lumberjack alle Timberland - che i giovani della Generazione X ebbero in The Wall dei Pink Floyd la colonna sonora del decennio e «in Italia vennero chiamati paninari, perché avevano l’abitudine di riunirsi in branchi, con il vespone e il piumino della Moncler, davanti ai McDonald’s».

Spiace contraddire un presidente della Camera, ma i paninari non avevano affatto l’abitudine di riunirsi animalescamente in branchi, ma semmai in compagnie; non lo facevano certo con la Vespa, che notoriamente è un’icona dell’Italia del boom e dei Sessanta, ma semmai con la Zündapp, non a caso la «moto galla», prestigioso prodotto della casa motociclistica tedesca che - solo per caso - forniva le moto alla Wehrmacht; e comunque non si ritrovavano davanti ai McDonald’s (ma quando mai! Negli anni Ottanta in Italia ce n’era uno in piazza Walther, a Bolzano, e dal 1986 in piazza di Spagna a Roma) ma semmai fuori dai Burghy, marchio italiano che soltanto nel 1996 fu acquistato dalla multinazionale americana. E comunque, per la cronaca, i paninari fecero la loro prima apparizione pubblica fuori dalla Pasticceria Paganini a Busto Arsizio e, un po’ più tardi, attorno al bar «Al Panino» di Piazza Liberty a Milano.

Wham!

E a parte il fatto che la stessa «Generazione X» è una classificazione posticcia e post-ideologica che per molti versi si adatta meglio ai ragazzi degli anni Novanta (il romanzo di Douglas Coupland è del 1991 e la trasmissione di Ambra Angiolini è del 1995), si tratta solo di un’etichetta. E a noi, notoriamente, piacevano i marchi. Detto questo, degli anni Ottanta si può dire di tutto. Tranne che la colonna sonora del decennio furono i Pink Floyd. Troppo raffinati, troppo impegnati, troppo colti. Gli Ottanta furono quello che furono, nel bene e nel male, perché ascoltavamo gli Alphaville.

I want to be forever young.

Pacifici senza essere pacifisti, pieni di idee senza essere ideologici, ricchi senza essere volgari, movimentati senza essere rivoluzionari, addirittura romantici - anzi new romantic - senza essere mielosi, i ragazzi degli anni Ottanta non furono «apatici» e «cinici» (stereotipi che sembrano pescati da Wikipedia), ma inguaribilmente ottimisti e «progressisti», gli ultimi a credere ancora che andando avanti il mondo sarebbe diventato sempre migliore e i primi a capire che le rivoluzioni cambiamo il mondo solo in peggio. E per farla finita una volta per tutte con le Timberland e il Moncler, il paninarismo fu piuttosto l’ultimo afflato comunitario giovanile prima della disgregazione individualistica degli anni Novanta e della solitudine di massa del Duemila.

Rock me Amadeus.

Edited by ROOSTERS99
Posted
Aaaaaah....quindi è il governo Berlusconi, anzi, prorpio il Cav. in persona che ha scatenato l' infezione in Messico, ha fatto un casino mediatico, e ora se ne va per le strade d' Italia e del mondo i ntero a starnutire in faccia a tutti.......aiutato dal ministro Sacconi.....

Ma dai Claudio, diamo per buona la tua informazione sulla Signora Sacconi, ma non scherziamo, suvvia. Che c'entra con l' argomento trattato ??

chi si intasca i soldi delle decine di milioni di vaccini commissionati per questa "influenza mediatica" di cui si parla nell'articolo da te citato?

ed in ogni caso, ti pare normale che il ministro della Sanità, il quale dovrebbe trattare in maniera FEROCE con le aziende farmaceutiche che forniscono medicinali/vaccini agli ospedali pubblici (tradotto: fare gli interessi dello Stato ottenendo le migliori condizioni possibili dalle case farmaceutiche), abbia come interlocutore (tradotto: la persona preposta a fare gli interessi delle case farmaceutiche) la persona con cui condivide il talamo nuziale?

Se la moglie del mio medico fosse proprietaria dell'agenzia di Onoranze Funebri del paese, io un po' mi cagherei sotto :angry:

Posted
chi si intasca i soldi delle decine di milioni di vaccini commissionati per questa "influenza mediatica" di cui si parla nell'articolo da te citato?

E chi se no?

Posted
ah, che sia chiaro: la musica anni '80 è una merda ad eccezione del rock e dell'hard rock

Non scherziamo. Ti mando Faggi a casa, son c@22! tuoi

Posted
Non scherziamo. Ti mando Faggi a casa, son c@22! tuoi

lo spazzo via con l'HiFi che spara un assolo di Angus a tutto volume.

Posted
ah, che sia chiaro: la musica anni '80 è una merda ad eccezione del rock e dell'hard rock

Illuminaci, o Vate ..........

Posted
ti pare normale che il ministro della Sanità, il quale dovrebbe trattare in maniera FEROCE con le aziende farmaceutiche che forniscono medicinali/vaccini agli ospedali pubblici

Hai una visione davvero ottimistica del "mercato" dei medicinali, che è concorrenziale quasi come quello delle telefonia fissa italiana negli anni '70.

Anche per quella leggerissima rigidità legata all'istituto medioevale dei brevetti.

Posted
Chiedo a Roberto: se Mister Trans spendeva i nostri soldi per farsi riempire le cavità anatomiche, dobbiamo continuare comunque a fraci i ca@@i nostri? :P

Logico punirlo se pagava i vizi personali con i soldi della regione, di tutto il resto non mi importa nulla.

Poi ricorda che quei soldi ritornavano comunque nelle nostre tasche.

Il trans pagava con i Marrazzo $ l'imbottitura al chirurgo, il chirurgo utilizzava quei soldi per pagare un'automobile ,con la quale faceva un incidente :P ed aveva bisogno di pagare un avvocato per difendere le sue ragioni, avvocato che....... :lol::lol::P:lol: ....si andava a comprare una lavatrice Whirpool ideata e fabbricata in Cina.....

Posted
Hai una visione davvero ottimistica del "mercato" dei medicinali, che è concorrenziale quasi come quello delle telefonia fissa italiana negli anni '70.

Anche per quella leggerissima rigidità legata all'istituto medioevale dei brevetti.

sono l'ultimo dei romantici, convinto ancora che chi ci rappresenta debba impegnarsi per il bene comune

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...