davide Posted November 2, 2009 Posted November 2, 2009 Il senso del peccato (che parola patetica) dovrebbe recuperarlo lui e smetterla di ammorbarci con la sua moralità dell'ultim'ora.
Long Leg Posted November 2, 2009 Posted November 2, 2009 Marrazzo (Eidon) ROMA — «Mi è stato riservato un trattamento che non ha precedenti. Sono stato "scarnificato" dai media, si è lasciato che giornali, riviste e tv si cibassero di me e di questa storia. In altre epoche e per altri personaggi non sarebbe mai accaduto. Quello che mi è successo, del resto, ha fatto comodo a tanti...». Lunghissimo silenzio, poi un altro discorso interrotto dalle lacrime, poi ancora silenzio, poi parole, poi lacrime: Piero Marrazzo, chiuso nella sua casa sulla via Tiberina, va avanti così. Certo, è seguito con attenzione dal medico che, da qualche giorno, lo ha preso in cura. E soprattutto gli è vicina una donna, la moglie, Roberta Serdoz: «Senza di lei, sarei già morto». E poi c'è la bimba di otto anni che corre intorno al tavolo della sala: ecco, lei forse è la medicina migliore. Ma per quanto possa essere importante l'amore delle persone care, non è difficile immaginare che per l'ex presidente del Lazio questi siano giorni orribili. Lui, una vita passata in tv e poi un'altra a capo di una Regione, adesso è protetto dalle mura domestiche ma prigioniero dello stesso perimetro: «Non voglio uscire, non voglio che la gente mi riconosca». Nella settimana appena terminata ha ricevuto qualche visita, Piero Marrazzo: ha abbracciato le poche persone che per quasi cinque anni hanno lavorato a strettissimo contatto con lui. Li ha accolti in casa indossando vestiti sportivi, niente giacca, niente cravatta. A loro, seduto sul divano, col capo chino, ha affidato le sue parole, il suo sconforto. E la sua consapevolezza principale: «Ho commesso un errore enorme. Anche perché ho sempre saputo che uno scheletro così nell'armadio proprio non è compatibile con una carica pubblica. Avrei dovuto essere senza macchia né peccato, con la popolarità che avevo». I suoi assistenti raccontano che l'ultimo sondaggio, del 4 e 5 ottobre, era un trionfo: conosciuto dal 93 per cento dei cittadini del Lazio, apprezzamento al 64 per cento, successo elettorale previsto a prescindere dallo sfidante scelto dal centrodestra. Un trionfo. Uno dei suoi collaboratori più fidati oggi dice che «per mesi, Piero mi ha detto di voler lasciare la politica. Voleva andarsene, diceva di odiare questa barbarie che chiamiamo politica ma che si costruisce sull'annientamento dell'avversario. Lui lo diceva e io gli rispondevo così: "Ma guarda i sondaggi, sei al top della popolarità, vinci le elezioni"». Invece, non è così che è andata. Adesso Marrazzo, negli ultimi colloqui con i suoi collaboratori, dice di averne parlato anche con un personaggio importante del partito, della sua voglia di «lasciare la politica». E a conferma cita il caso di questo libricino, che probabilmente sarà edito dalla Regione e che è «una sintesi ragionata» dei quasi cinque anni di lavoro regionale: «Ho scelto io il titolo e volevo che fosse quello, gli altri che mi sono stati suggeriti li ho rifiutati. E tutti mi dicevano: ma così sembra che hai finito di fare il governatore, non va bene, va cambiato». Invece, alla fine, s'intitola come voleva Marrazzo: «Missione compiuta». Voleva lasciare la politica prima che lo scandalo deflagrasse, Piero Marrazzo: almeno così, oggi, racconta a chi gli ha fatto visita. «Avevo già deciso di comunicare la mia decisione con una lettera da diffondere il martedì successivo alle primarie». Avrebbe fatto parlare tutta l'Italia, quella scelta. Invece, martedì scorso, l'Italia parlava d'altro. E adesso, in questi giorni, lui ripensa anche ai segnali che gli erano arrivati: «In un colloquio politico, nel giugno scorso, fui avvisato, mi venne detto che mi avrebbero attaccato ad ottobre». Chi riferisce le sue parole, precisa però che «Piero in questo periodo alterna momenti di lucidità, di consapevolezza, ad altri nei quali è confuso, depresso, schiacciato». Anche perché Marrazzo sa bene che «al di là delle mie colpe private, il trattamento che mi è stato riservato dai media non ha precedenti. Si è lasciato che mi gettassero nel tritacarne, non ho avuto la minima protezione». Sa anche un'altra cosa, Piero Marrazzo: «Quello che è successo, questo scandalo, rimarrà nella storia della Repubblica». Ma tra tanti pensieri deprimenti, ce n'è uno che, invece, sembra un nuovo inizio. E non ha niente a che vedere con i giornali, con la politica, con i ricatti. Chiuso nella sua casa, quasi sempre in compagnia di qualcuno, l'ex governatore del Lazio in questi giorni orribili sembra aver ritrovato una certezza: «Se non avessi avuto mia moglie non avrei resistito. Lei, adesso, mi sta salvando la vita». Magari da oggi, caro Piero, comincerai anche a rispettarla!
Ponchiaz Posted November 2, 2009 Posted November 2, 2009 Il senso del peccato (che parola patetica) dovrebbe recuperarlo lui e smetterla di ammorbarci con la sua moralità dell'ultim'ora. Potrei dire che non hai capito un atomo di quello che Ferrara ha scritto e comunque non renderei l'idea. Ferrara sta facendo una violenta campagna contro i falsi moralismi di Repubblica and company e nel caso specifico ha ampiamente difeso Marrazzo per quanto concerne la sua passioncella per i travestiti, proprio contro i mammasantissima della sua parte politica cosi' pronti a puntare il dito. In questo senso concordo pienamente. Cio' che di Marrazzo detesto e' questo suo prendersela con tutti quanti, questo suo piangere per essere stato scoperto, questo suo trattare come una cretina la donna senza la quale "sarebbe gia' morto". Questo suo pretendere che essere il governatore del Lazio in fondo non faccia di lui una figura dalla quale aspettarsi che non si renda corruttibile per soldi. Da chi ha avuto il coraggio di mentire per anni mi sarei aspettato un po' piu' di forza morale in questo frangente. Ferrarone questo dice ed anzi nelle sue parole certo non c'e' il moralismo che trasuda dalle colonne del turpe D'Avanzo.
Dragonheart Posted November 2, 2009 Posted November 2, 2009 «al di là delle mie colpe private, il trattamento che mi è stato riservato dai media non ha precedenti. Si è lasciato che mi gettassero nel tritacarne, non ho avuto la minima protezione» Certo che per dire queste cose ci vuole una faccia di cu.... ehm, bronzo, che solo un politico può avere. P.s.: fare quello che faceva, e pure "senza la minima protezione"!
ROOSTERS99 Posted November 2, 2009 Posted November 2, 2009 Potrei dire che non hai capito un atomo di quello che Ferrara ha scritto e comunque non renderei l'idea.Ferrara sta facendo una violenta campagna contro i falsi moralismi di Repubblica and company e nel caso specifico ha ampiamente difeso Marrazzo per quanto concerne la sua passioncella per i travestiti, proprio contro i mammasantissima della sua parte politica cosi' pronti a puntare il dito. In questo senso concordo pienamente. Cio' che di Marrazzo detesto e' questo suo prendersela con tutti quanti, questo suo piangere per essere stato scoperto, questo suo trattare come una cretina la donna senza la quale "sarebbe gia' morto". Questo suo pretendere che essere il governatore del Lazio in fondo non faccia di lui una figura dalla quale aspettarsi che non si renda corruttibile per soldi. Da chi ha avuto il coraggio di mentire per anni mi sarei aspettato un po' piu' di forza morale in questo frangente. Ferrarone questo dice ed anzi nelle sue parole certo non c'e' il moralismo che trasuda dalle colonne del turpe D'Avanzo. Ottimo ! Diciamo che il buon Davide resta un po' "accecato" in certi frangenti......
davide Posted November 2, 2009 Posted November 2, 2009 Potrei dire che non hai capito un atomo di quello che Ferrara ha scritto e comunque non renderei l'idea.Ferrara sta facendo una violenta campagna contro i falsi moralismi di Repubblica and company e nel caso specifico ha ampiamente difeso Marrazzo per quanto concerne la sua passioncella per i travestiti, proprio contro i mammasantissima della sua parte politica cosi' pronti a puntare il dito. In questo senso concordo pienamente. Cio' che di Marrazzo detesto e' questo suo prendersela con tutti quanti, questo suo piangere per essere stato scoperto, questo suo trattare come una cretina la donna senza la quale "sarebbe gia' morto". Questo suo pretendere che essere il governatore del Lazio in fondo non faccia di lui una figura dalla quale aspettarsi che non si renda corruttibile per soldi. Da chi ha avuto il coraggio di mentire per anni mi sarei aspettato un po' piu' di forza morale in questo frangente. Ferrarone questo dice ed anzi nelle sue parole certo non c'e' il moralismo che trasuda dalle colonne del turpe D'Avanzo. Colpa di chi esprime un concetto quando questo non viene capito. Nella fattispecie, colpa mia che a causa dell'ora tarda ho postato senza quotare. ... per i combattenti della pillola, del profilattico, della pillola del giorno dopo, della Ru486, dell'aborto per le adolescenti, della inseminazione assistita anche eterologa, del matrimonio tra maschietti e femminucce e altri mille zapaterismi. Ma siete impazziti? Ma non vi conviene recuperare il senso del peccato, riabilitare il senso comune, e poi darvi, a scelta, al matrimonio o alla pazza gioia? Forse così è più chiaro.
corny Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 Oro alle stelle, azioni in rialzo, banchieri che si spartiscono maxi bonus Ma l'economia rimane in forte affanno. E si attendono ancora le "regole" Wall Street, pericolo "bolla" E i banchieri tornano a festeggiare di MAURIZIO RICCI A Natale, il re degli gnomi di Wall Street - Goldman Sachs - metterà sotto l'albero dei suoi 30 mila dipendenti una busta che contiene, in media, poco meno di 800 mila dollari a testa. Il premio per un anno di superlavoro: i mercati, infatti - tutti i mercati: borse, petrolio, oro, materie prime, valute - stanno andando a mille. Eppure, l'economia reale è in affanno: la disoccupazione cresce, le famiglie tirano la cinghia, le imprese tagliano, tutti in attesa di una ripresa che stenta a materializzarsi nitidamente. Qualcosa non torna. Dopo il grande tsunami di un anno fa, che ha quasi riportato il mondo ai tempi della Grande Depressione, doveva essere un'era di pentimento e cilicio, di ravvedimento e virtù, di regole stringenti e appetiti misurati. Castigate e imbrigliate, banche e finanziarie dovevano tornare all'umile compito di alimentare l'ordinato sviluppo dell'economia. Beh, riaprite gli occhi: di tutto questo non c'è traccia. Le regole non sono arrivate, i soldi - un fiume di soldi, sotto forma di prestiti, garanzie, tassi stracciati - sì. E la finanza da corsa ha ripreso il largo: i suoi uomini sono tornati a spartirsi un ricco bottino - sotto forma di bonus - e a puntare i soldi in cassa, negati a famiglie e imprese, su scommesse sempre più rischiose nei mercati. Il risultato è che, probabilmente, siamo seduti di nuovo su un'unica gigantesca bolla, che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. La madre di tutte le bolle: nel senso che, invece delle singole bolle (della casa, dei subprime, dei derivati, del credito, del petrolio) del passato appena trascorso, questa è un'unica bolla che le riassume tutte: la bolla del dollaro. Il fatto che sia una bolla al contrario (il dollaro scende) non deve trarre in inganno: è proprio la discesa del dollaro che gonfia, tutte insieme, le altre bolle. Prendete il bilancio di una grande banca internazionale, come Barclays. Nel secondo trimestre, il settore prestiti alle famiglie ha visto i profitti ridursi del 61 per cento, quello commerciale del 42 per cento. Il ramo affari, Barclays Capital, li ha raddoppiati. Ancora una volta, l'esempio Goldman Sachs vale per tutti: quasi 14 miliardi di dollari di ricavi nel secondo trimestre. Due terzi di questi ricavi vengono dal settore "trading", cioè le transazioni/speculazioni, spesso condotte in proprio. Metà dal solo settore reddito fisso, materie prime, valute, cioè, in concreto, per la grande banca di Wall Street, petrolio e derivati. E' la controprova della frenetica attività dei mercati, dopo il grande gelo dell'autunno 2008. La borsa di Wall Street che, un anno fa, guardava agghiacciata l'abisso di quota 7.000, oscilla, oggi, intorno a 10.000 e molti ritengono possibile che l'indice Dow Jones tocchi presto 11.000. Il petrolio che, a febbraio, era appena sopra i 30 dollari al barile, oggi è vicino agli 80 dollari: ha guadagnato il 25 per cento solo negli ultimi 3 mesi. L'oro, a 1.055 dollari l'oncia, balla intorno ad un record storico. Rame, granturco, gomma hanno messo a segno rialzi cospicui. L'indice Reuters-Jefferies dei metalli è tornato ai livelli di settembre 2008 ed è salito del 50 per cento, rispetto ad inizio anno. Lo stesso indice, per il totale delle materie prime, che era a 211 a febbraio, è arrivato a 260 questa estate. Molto poco, nell'economia reale, nel rapporto fondamentale fra domanda e offerta, sembra giustificare questa corsa dei mercati. L'economia cinese ha ripreso a camminare e anche in Occidente ci sono segnali di risveglio, ma l'impulso è troppo modesto per giustificare queste tensioni sul mercato delle materie prime. L'Agenzia internazionale dell'energia ha appena rivisto al rialzo le sue previsioni sulla domanda di greggio, ma l'incremento - appena di qualche centinaio di migliaia di barili al giorno - può essere tranquillamente assorbito dall'offerta dei paesi produttori. Anche le borse appaiono largamente sopravalutate. Andrew Smithers, un analista di borsa, ha calcolato che il rapporto fra prezzo dell'azione e utile dell'azienda che l'ha emessa è schizzato a livelli inimmaginabili. Nell'indice S&P 500 di Wall Street questo rapporto è a quota 142. Ovvero l'azione viene trattata ad un prezzo pari a 142 volte gli utili. Non solo è un record, ma quello precedente (47) è un terzo dell'attuale. Anche aggiustando il calcolo per l'attuale situazione di recessione, Smithers conclude che le azioni sono sopravalutate di circa il 40 per cento, rispetto alla media storica. C'è un elemento inedito in questa corsa dei mercati: stanno salendo tutti insieme. O, se preferite, tutte le bolle si stanno gonfiando contemporaneamente. Gli esperti la chiamano "correlazione". Osserva Olivier Jakob, analista a Petromatrix, che i suoi colleghi che si occupano di borse sostengono che i loro mercati sono condizionati dal petrolio, mentre i colleghi che si occupano di petrolio dichiarano che a muovere il petrolio sono le borse. In effetti, se mettete, come fa Jakob, su un grafico le oscillazioni dei futures sul petrolio e dei futures sul Dow Jones, vedete che i due valori si muovono all'unisono, con scostamenti appena percettibili. Questa correlazione, sottolinea Jakob, "non ha senso, ma se non comprate e vendete seguendola, state solo fornendo liquidità a chi la segue". In altre parole, l'effetto-gregge, per cui tutti gli operatori si muovono nella stessa direzione, è ancora un motore vitale dei mercati. La novità è che agisce contemporaneamente sui diversi mercati e questo può essere molto pericoloso. "Il problema - secondo Jakob - è che l'economia reale funziona su principi diversi dai giochini degli operatori al computer e questa correlazione non consentirebbe ad una ripresa economica di materializzarsi". Per esempio, un indice Dow Jones a 11.000, calcola Jakob, in base a questa correlazione corrisponde al petrolio a 100 dollari al barile e, allora, addio ripresa. "E' una bomba a tempo - conclude - come era una bomba a tempo quella dei subprime". In realtà, è possibile che la bomba di Jakob non arrivi ad esplodere, perché ne esplode un'altra - più grossa - prima. Cos'è, infatti, che sta gonfiando i mercati tutti insieme? Anzitutto, l'enorme massa di liquidità pompata, praticamente a costo zero, dalle banche centrali verso banche e finanziarie. Ma non ci sono solo tanti soldi a tasso zero. Per rianimare i mercati, le banche centrali comprano anche titoli di ogni genere. La Fed ha appena annunciato un programma di 1.800 miliardi di dollari, per comprare titoli di Stato e altri titoli semi-pubblici. Questi acquisti riducono la volatilità dei prezzi di questi titoli. In breve: banche e finanziarie possono finanziare, gratis, gli acquisti di titoli a rischio praticamente nullo. L'altro elemento è la costante discesa del dollaro. Di suo, la discesa del dollaro, la valuta in cui sono quotati oro, petrolio e materie prime in genere, spinge naturalmente in alto, per contrappeso, le quotazioni. Ma, osserva Nouriel Roubini, oggi questa discesa del dollaro si incrocia in una miscela micidiale con la politica del denaro facile della Fed. Le banche che si indebitano (a breve) a tasso zero in dollari per poi reinvestirli sui mercati internazionali si trovano, grazie alla contemporanea svalutazione della moneta americana, a godere di tassi negativi anche del 10- 20 per cento, visto che poi dovranno restituire dollari che valgono meno. E questo le spinge ad indebitarsi sempre di più, per investimenti sempre più arrischiati. Il problema, osserva Roubini, è che prima o poi, la Fed dovrà stringere i cordoni della liquidità. Allo stesso tempo, la discesa del dollaro non può continuare all'infinito. Basta che il costo di finanziarsi in dollari torni a zero, invece che vantaggioso del 10-20 per cento, perché banche e finanziarie debbano precipitosamente liquidare i loro rischiosi investimenti. E proprio perché le bolle si sono gonfiate tutte insieme, si sgonfieranno tutte contemporaneamente. Sarà, dice Roubini, "il più grosso coordinato crac mai visto". Più si gonfia la bolla, più violento sarà lo scoppio. Scenario da brividi
alberto Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 il botto ci sarà e sarà fortissimo. non ho idea di che cosa ci aspetti veramente, ma non si potrà evitare. si salvi chi può.
ROOSTERS99 Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 Lainate - Autolaghi Autostrada bloccata per manifestazione Per chi viaggia verso Milano uscire a Lainate, per chi viaggia verso Varese uscire a Origgio. Info al numero al numero 840 04 2121 Attorno alle 9.45 di questa mattina l'autostrada A-8 è rimasta chiusa per una manifestazione. Il tratto interessato compreso tra Milano Fiera e la Barriera di Milano Nord in direzione di Varese ed il tratto tra Lainate ed Arese in direzione Milano. A chi dall'A4 è diretto verso Varese e Como si consiglia di uscire a Cormano e di percorrere la viabilità ordinaria verso Meda. A chi invece da nord è diretto verso Milano si consiglia di prendere la Superstrada per Malpensa in direzione Marcallo Mesero e di prendere l'A4 in direzione Milano. Autostrade per l’Italia invita quanti sono in viaggio a mantenersi aggiornati sulle condizioni di viabilità e sui percorsi alternativi, rimanendo sintonizzati su Isoradio, oppure chiamando il Centro Infoviabilità, al numero 840 04 2121. Verso le 10.50 Società autostrade annuncia la riapertura del tratto stradale occupato. La protesta ha liberato via via la sede stradale e i manifestyanto hanno fatto sapere di continuare la mobilitazione nell'area dell'ex Alfa di Arese. (seguono aggiornamenti) 3/11/2009 redazione@varesenews.it Ma ancora ??? MA BASTA, BASTAAAAAAAAAAAAAAAAA !!!!
corny Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 Posizione nuetra sulla questione. Non mi scandalizza ne la presenza a scuola del crocefisso ne la sua eliminazione. Se lo consideriamo un simbolo cristiano andava tolto da tempo ......
alberto Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 più che altro sarebbe ora di eliminare sacerdoti e liturgie di tutti i monoteismi...
ROOSTERS99 Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 più che altro sarebbe ora di eliminare sacerdoti e liturgie di tutti i monoteismi... Sì, così restiamo in balia dei druidi che lanciano nani.... La sentenza della corte europea è pura follia, da cacasotto.... Meno male che esiste ancora la scuola cattolica...... e speriamo che duri !!
davide Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 follia pura Il fatto che tu lo consideri follia è segno tangibile della totale assenza di laicità nella nostra cultura. E chissà come mai è proprio l'Italia a presentare ricorso.
davide Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 più che altro sarebbe ora di eliminare sacerdoti e liturgie di tutti i monoteismi... Amen.
Virgus Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 E chissà come mai è proprio l'Italia a presentare ricorso. Perchè è stata una finlandese , cittadina italiana , ad andare fino alla corte europea . Comunque su una cosa converrete con me : questa vicenda del crocefisso un MIRACOLO lo ha già prodotto , bersani ha detto una cosa intelligente e condivisibile !
ROOSTERS99 Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 Il fatto che tu lo consideri follia è segno tangibile della totale assenza di laicità nella nostra cultura.E chissà come mai è proprio l'Italia a presentare ricorso. Ah... quindi la sentenza sarebbe frutto della laicità dll' Europa.... ma per favore.....
Virgus Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 Il fatto che tu lo consideri follia è segno tangibile della totale assenza di laicità nella nostra cultura. Se non è follia pura questo passaggio della sentenza : La «libertà di non credere in nussuna religione», continua la motivazione della sentenza, «merita una protezione particolare se è lo Stato che esprime una fede e se la persona è posta in una situazione a cui non può sottrarsi». Lo Stato, dunque, «deve astenersi dall’imporre delle fedi nei luoghi in cui le persone sono da esso dipendenti», ed è tenuto, in particolare, «alla neutralità confessionale nel quadro dell’educazione pubblica, in cui è richiesta la presenza ai corsi, indipendentemente dalla religione, e che deve cercare di inculcare un pensiero critico agli alunni». Ancora, la Corte «non vede come l’esposizione, nelle classi delle scuole pubbliche, di un simbolo che è ragionevole associare al cattolicesimo (religione maggioritaria in Italia)possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una "società democratica", così come la concepisce la Convenzione (europea dei diritti del’uomo, ndr), pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».
ROOSTERS99 Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 Mi fa vomitare questa Europa fanatica nel negare le nostre radici culturali e codarda nel coltivare un finto rispetto delle usanze altrui. Fastidio.
davide Posted November 3, 2009 Posted November 3, 2009 (edited) Se non è follia pura questo passaggio della sentenza :La «libertà di non credere in nussuna religione», continua la motivazione della sentenza, «merita una protezione particolare se è lo Stato che esprime una fede e se la persona è posta in una situazione a cui non può sottrarsi». Lo Stato, dunque, «deve astenersi dall'imporre delle fedi nei luoghi in cui le persone sono da esso dipendenti», ed è tenuto, in particolare, «alla neutralità confessionale nel quadro dell'educazione pubblica, in cui è richiesta la presenza ai corsi, indipendentemente dalla religione, e che deve cercare di inculcare un pensiero critico agli alunni». Ancora, la Corte «non vede come l'esposizione, nelle classi delle scuole pubbliche, di un simbolo che è ragionevole associare al cattolicesimo (religione maggioritaria in Italia)possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una "società democratica", così come la concepisce la Convenzione (europea dei diritti del'uomo, ndr), pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana». Primo: parliamoci francamente, almeno tra di noi che politici non siamo. Il crocifisso E' un simbolo religioso e basta, non ha altri significati. Virgus, il tuo commento alla sentenza dimostra invece una volta di più quanto ho detto prima: assenza di cultura laica. Ma mica solo tua eh? Di praticamente tutte le forze politiche, come evidenziato anche dalla minchiata sparata da Bersani (ma non avevo dubbi che si sarebbe genuflesso pure lui). Uno stato laico è uno stato che si disinteressa del sentimento religioso o a-religioso dei suoi cittadini, perchè non è affar suo, se non per il dovere di garantire la libertà di confessione (in quanto espressione della più ampia libertà di pensiero). Il fatto che la maggioranza degli italiani sia, o si dichiari, cattolica, non fa alcuna differenza. C'è una minoranza che non lo è, a vario titolo, ed il loro sentire non ha meno valore per il solo fatto di essere numericamente di meno, proprio in quanto l'appartenenza ad un credo dovrebbe (in Italia il condizionale è d'obbligo) afferire esclusivamente alla sfera privata. Questa è democrazia. Io temo invece che spesso molti confondano la democrazia con la dittatura della maggioranza, che è cosa ben diversa. Assolutamente ridicolo poi che l'Italia abbia fatto ricorso sulla base del regio decreto 965, perchè quello stesso decreto (mai modificato) impone l'esposizione del crocifisso accanto all'immagine del re!! Allora applichiamolo tutto, 'sto cavolo di regio decreto, e mettiamo le foto di re Vittorio Emanuele III dovunque! Seriamente, io spero (e credo) che la tua fosse solo una provocazione, perchè ciò che hai bollato come "follia" è quanto di più sensato la Corte potesse dire. Altrimenti smettiamola con questa ipocrisia, mettiamo per iscritto ciò che è la realtà dei fatti: che l'Italia non è un paese laico, ma quasi confessionale, in quanto i suoi governi adottano i princìpi e le linee politiche dettate dal vaticano e dalla religione di cui esso si fa portatore. Mi fa vomitare questa Europa fanatica nel negare le nostre radici culturali e codarda nel coltivare un finto rispetto delle usanze altrui.Fastidio. Roo, non te la prendere, ma hai già dimostrato in passato di non conoscere il significato della parola "laicità". Edited November 3, 2009 by davide
Ponchiaz Posted November 4, 2009 Posted November 4, 2009 Un problema a dir poco fondamentale, sono certo che con questa fondamentale operazione l'Italia finalmente fara' il salto in avanti che da tempo si richiedeva. Solidarieta' ai bambini mezzi finlandesi per la turpe violenza talebana alla quale sono stati costretti a sottostarre. Mancano una decina d'anni alla transizione verso l'islamismo coatto: ragazzi, ha ragione Davide, spariamoceli alla grande.
ROOSTERS99 Posted November 4, 2009 Posted November 4, 2009 (edited) Primo: parliamoci francamente, almeno tra di noi che politici non siamo. Il crocifisso E' un simbolo religioso e basta, non ha altri significati. Virgus, il tuo commento alla sentenza dimostra invece una volta di più quanto ho detto prima: assenza di cultura laica. Ma mica solo tua eh? Di praticamente tutte le forze politiche, come evidenziato anche dalla minchiata sparata da Bersani (ma non avevo dubbi che si sarebbe genuflesso pure lui). Uno stato laico è uno stato che si disinteressa del sentimento religioso o a-religioso dei suoi cittadini, perchè non è affar suo, se non per il dovere di garantire la libertà di confessione (in quanto espressione della più ampia libertà di pensiero). Il fatto che la maggioranza degli italiani sia, o si dichiari, cattolica, non fa alcuna differenza. C'è una minoranza che non lo è, a vario titolo, ed il loro sentire non ha meno valore per il solo fatto di essere numericamente di meno, proprio in quanto l'appartenenza ad un credo dovrebbe (in Italia il condizionale è d'obbligo) afferire esclusivamente alla sfera privata. Questa è democrazia. Io temo invece che spesso molti confondano la democrazia con la dittatura della maggioranza, che è cosa ben diversa. Assolutamente ridicolo poi che l'Italia abbia fatto ricorso sulla base del regio decreto 965, perchè quello stesso decreto (mai modificato) impone l'esposizione del crocifisso accanto all'immagine del re!! Allora applichiamolo tutto, 'sto cavolo di regio decreto, e mettiamo le foto di re Vittorio Emanuele III dovunque! Seriamente, io spero (e credo) che la tua fosse solo una provocazione, perchè ciò che hai bollato come "follia" è quanto di più sensato la Corte potesse dire. Altrimenti smettiamola con questa ipocrisia, mettiamo per iscritto ciò che è la realtà dei fatti: che l'Italia non è un paese laico, ma quasi confessionale, in quanto i suoi governi adottano i princìpi e le linee politiche dettate dal vaticano e dalla religione di cui esso si fa portatore. Roo, non te la prendere, ma hai già dimostrato in passato di non conoscere il significato della parola "laicità". Tre cose : - Tranquillo, non me la prendo - A te ricordo che laicità NON è uguale ateismo.... - Fai finta di non saperlo o ti è sfuggito che in Italia no c'è più il Re da 63 anni ?? Edited November 4, 2009 by ROOSTERS99
davide Posted November 4, 2009 Posted November 4, 2009 Un problema a dir poco fondamentale, sono certo che con questa fondamentale operazione l'Italia finalmente fara' il salto in avanti che da tempo si richiedeva.Solidarieta' ai bambini mezzi finlandesi per la turpe violenza talebana alla quale sono stati costretti a sottostarre. Mancano una decina d'anni alla transizione verso l'islamismo coatto: ragazzi, ha ragione Davide, spariamoceli alla grande. Ma certo, è così che va il mondo: o si vive in uno stato confessionale cristiano, o in uno musulmano. Il resto dell'Europa è lì a testimoniarlo. Tre cose :- Tranquillo, non me la prendo - A te ricordo che laicità NON è uguale ateismo.... - Fai finta di non saperlo o ti è sfuggito che in Italia no c'è più il Re da 63 anni ?? - Sei tu che stai confondendo laicità ed ateismo; - Io lo so benissimo, ma il regio decreto è ancora lì, immodificato. Quindi o si applica la norma nella sua interezza, o non la si applica.
corny Posted November 4, 2009 Posted November 4, 2009 Certo che se uno si dice turbato e poco libero per la presenza di un crocefisso in un luogo pubblico ha qualche cosa di più grave di cui preoccuparsi..... Le imposizioni non mi sono mai piaciute, specie se partorite da una minoranza risibile. Nelle scuole dei miei figli di islamici ce ne sono ormai un discreto numero e mai nessuno di loro ha sollevato il problema del crocefisso, anzi nella classe di junior lo scorso natale i due marocchini cantavano bellamente i canti natalizi ed erano attori (parola grossa ) nella recita natalizia..... Condivido al 100% quanto ha detto Bersani ieri: "Un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto".
Virgus Posted November 4, 2009 Posted November 4, 2009 E chissà come mai è proprio l'Italia a presentare ricorso. la tua frase qui sopra , Davide , mi fa pensare che tu abbia una opinione , rispettabile per l'amor di Di.... ehmm di uaar , preconfezionata e che tu abbia risposto senza nemmeno leggere l'articolo ... Sul concetto di laicità credo potremmo discutere più a lungo di quanto tu stesso possa immaginare , ad averne il tempo ! Ma di una cosa sono certo : laicità e anticlericalismo non solo NON sono sinonimi , ma non vanno nemmeno di pari passo .
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