ROOSTERS99 Posted October 13, 2010 Posted October 13, 2010 (edited) fantastico il passaggio in cui accusava Il Giornale di poter non guardare i bilanci perchè tanto ha un editore ricco che copre i buchi ...Chi è l'editore dell' Unità ? Qualcuno si ricorda come ha fatto il soldi ?? e , soprattutto , l' Unità ha il bilancio in attivo ??? : Come è diventata, lei, direttore dell' Unità ?? Chi è l' Autore di questo mirabile testo, e a chi è riferito ??? «Fa il sindaco ma anche la notte il dj, ama il jazz ma anche il tango, è stato ministro e segretario di partito ma anche doppiatore di cartoni animati, è amato in Vaticano e amico di Israele, tifoso di calcio ma anche di pallacanestro, organizzatore di viaggi ad Auschwitz e in Africa per le scuole ma anche promotore del primo festival del cinema nazional-popolare (per il pubblico, cioè, non per le major)». E per chi saranno queste "Perle" dello stsso Autore ?? «Come Obama» «..... ha gli occhi che luccicano, le lacrime che tutti si aspettano, di liberazione e di rivincita, di allegria vera, di sollievo». «E poi centinaia di persone che da mesi, forse da anni non avevi visto più nei congressi e nelle sezioni, ai comizi e ai convegni». «La sinistra è tornata, eccola» «C’è una bolgia inaudita, le donne gli lanciano dei fiori», Edited October 13, 2010 by ROOSTERS99
tatanka Posted October 13, 2010 Posted October 13, 2010 Ora, l'essere eletto e' diventato un fine invece che un mezzo e di conseguenza tutto lo scontro non si basa sul cosa fare DOPO essere stati eletti, ma sull'essere eletti in se'. Questo ha trasformato la vita politica di questo paese in una perenne campagna elettorale, mentre tutta la nazione e' alle prese con gravi problemi oramai strutturatisi nel nostro sistema.E questo perche' chiunque riesca a farsi eleggere, una volta eletto, e' a posto: LUI. Ma noi? Questo è il mio pensiero al 100%. Senza volerne fare un discorso anti-Lega, questo è perfettamente rappresentato a Varese e Provincia. Una volta eletti non si governa con un programma chiaro e lineare. Si governa per essere rieletti. Col risultato che anche scelte corrette e logiche vengono poi abbandonate al primo segno di protesta della popolazione. Cui, per definizione, non va bene nulla. Il risultato è un un generalizzato immobilismo, tranne quando si va a colpire una minoranza (politica o sociale), cosa che non mette a repentaglio la tua rielezione e magari rinvigorisce lo zoccolo duro.
ROOSTERS99 Posted October 13, 2010 Posted October 13, 2010 Ma guarda caro, io non mi definirei anti PD. Perche' insomma...quando hai di fronte un masochista, l'ultima cosa da fare e' dargli addosso. I veri anti PD stanno al vertice del PD.Di certo ho perso tutta la speranza che da una parte e dall'altra si possa tornare a concepire la politica come strumento per governare il paese e non come strumento per creare posti di lavoro ad alto stipendio per se' stessi e per le proprie cricche (ognuno ha le sue come sai). Ora, l'essere eletto e' diventato un fine invece che un mezzo e di conseguenza tutto lo scontro non si basa sul cosa fare DOPO essere stati eletti, ma sull'essere eletti in se'. Questo ha trasformato la vita politica di questo paese in una perenne campagna elettorale, mentre tutta la nazione e' alle prese con gravi problemi oramai strutturatisi nel nostro sistema. E questo perche' chiunque riesca a farsi eleggere, una volta eletto, e' a posto: LUI. Ma noi? Questo è il mio pensiero al 100%.Senza volerne fare un discorso anti-Lega, questo è perfettamente rappresentato a Varese e Provincia. Una volta eletti non si governa con un programma chiaro e lineare. Si governa per essere rieletti. Col risultato che anche scelte corrette e logiche vengono poi abbandonate al primo segno di protesta della popolazione. Cui, per definizione, non va bene nulla. Il risultato è un un generalizzato immobilismo, tranne quando si va a colpire una minoranza (politica o sociale), cosa che non mette a repentaglio la tua rielezione e magari rinvigorisce lo zoccolo duro. Cosa aggiungere....nulla, purtroppo.
ROOSTERS99 Posted October 13, 2010 Posted October 13, 2010 13 ottobre 2010 Quattro penne nere Ieri, a Piazza Esedra, per ricordare assieme al picchetto d’onore degli alpini che la morte è compagna di viaggio degli armati. E che combattono un nemico barbaro che usa tutti gli inganni dell’Asia Accanto alla basilica di Santa Maria degli Angeli, un gruppo di soldati aspetta in silenzio i carri con le salme dei quattro alpini morti in Afghanistan. Sono una ventina e appartengono al Settimo reggimento di Belluno, lo stesso delle vittime: hanno facce stanche, divise verdi e pantaloni larghi che finiscono dentro gli anfibi. Un capitano con la barba ben curata li divide in squadre di sei, valuta la lora altezza, controlla i nodi delle cravatte e sistema le mostrine. Parla tranquillo senza sorrisi: uno domanda che cosa deve fare se ha bisogno di soffiarsi il naso, lui risponde che non può fare nulla, che non può soffiarselo. Qualche minuto più tardi, un maggiore li richiama battendo un pugno sul palmo della mano. Dice: chi non se la sente deve parlare adesso, “una volta in chiesa non potete svenire”. Nessuno lascia la fila, nessuno piange ma molti hanno gli occhi lucidi. Quando arrivano i carri con le quattro salme, i giovani alpini cambiano espressione. Accade in un momento: raddrizzano la schiena come i soldati slavi di Crnjanski, stendono le braccia, tengono lo sguardo fisso in avanti. Sollevano le bare dei commilitoni, la banda suona “Signore delle cime” e le penne sui loro cappelli tremano leggermente di fronte al picchetto d’onore. Ieri, nella basilica romana, centinaia di persone hanno partecipato ai funerali di Gianmarco Manca, 32 anni, Marco Pedone, 23, Francesco Vannozzi 26, e di Sebastiano Ville, 27, i soldati uccisi sabato dai guerriglieri talebani. Un altro alpino, Luca Cornacchia, 31 anni, è rimasto ferito in modo grave, ma non è in pericolo di vita. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è arrivato a piazza Esedra poco dopo le 10.30 ed è stato accolto da un applauso timido. I primi a salutarlo sono stati il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa – che oggi sarà in Senato per una informativa. In chiesa c’erano tre file di autorità: con il capo della Farnesina, Franco Frattini, anche Roberto Maroni, Altero Matteoli, Stefania Prestigiacomo, Renato Brunetta, Umberto Bossi, i leader dell’opposizione e i rappresentanti di molte città italiane. “I nostri militari sono coinvolti nel grande compito di dare allo sviluppo e alla pace un senso pienamente umano – ha detto monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare per l’Italia, durante l’omelia – Di fronte a questa responsabilità, nessuno può restare neutrale o affidarsi a giochi di sensibilità variabili, che indeboliscono a mio parere la tenuta di un impegno così delicato per la sicurezza dei popoli”. I corpi dei quattro militari sono arrivati in Italia lunedì. La loro morte ha aperto un nuovo dibattito sulla missione dei soldati italiani in Afghanistan: lo zio di una vittima ha criticato La Russa all’aeroporto di Ciampino, dicendo al ministro di “godersi lo spettacolo”. La Russa ha risposto che “i parenti in queste occasioni hanno diritto a qualsiasi reazione emotiva”. Lo stesso giorno, Frattini ha annunciato il ritiro “nel 2011”. Manca, Pedone, Vannozzi e Ville sono stati uccisi nella valle del Gulistan, a duecento chilometri da Farah, dove gli alpini del Settimo reggimento cercano di stabilire un avamposto. Secondo le ricostruzioni, il loro Lince è saltato su un ordigno nascosto nel terreno dai talebani. I ribelli hanno rivendicato l’attacco poche ore più tardi attraverso un portavoce. La morte, per gli armati, è una compagna di viaggio. E’ così dai tempi di Ettore, l’eroe troiano dell’Iliade che accettò lo scontro con Achille pur sapendo di avere poche possibilità di tornare vivo al proprio accampamento. In Afghanistan non si combatte un rivale nobile, ma un nemico barbaro che usa tutti gli inganni dell’Asia. Chi parte conosce i pericoli della missione e sa che esistono cose peggiori della morte: sconfitta, disonore e viltà. Questa consapevolezza permette agli alpini della Settima brigata di portare senza lacrime le salme dei compagni morti. E, in fondo, fa dire a un agente della Digos in servizio a piazza Esedra: “A me, me vie’ da piangere”. © - FOGLIO QUOTIDIANO di Luigi De Biase ____________________________ Onore ai nostri caduti.
tatanka Posted October 13, 2010 Posted October 13, 2010 Negli iuessei si dice che le scelte impopolari i presidenti le prendano nel secondo mandato (quando l'hanno). Chissa perchè.
Leasir Posted October 13, 2010 Author Posted October 13, 2010 bravo che l'hai ricordato a leasir.io aggiungo che c'è addirittura la possibilità del voto disgiunto tra lista e candidato presidente della regione, facoltà che l'ultima volta ho esercitato. ohibò. :-) buono a sapersi. vorrà dire che allora alle prossime regional prenderò in considerazione di andare a votare. il problema sarà trovar qualcuno a cui dare il voto...
ROOSTERS99 Posted October 13, 2010 Posted October 13, 2010 (edited) buono a sapersi.vorrà dire che allora alle prossime regional prenderò in considerazione di andare a votare. il problema sarà trovar qualcuno a cui dare il voto... Ecco....però informati bene prima di polemizzare..... Edited October 13, 2010 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted October 13, 2010 Posted October 13, 2010 Tornando al Trota : Il Trota non fa sconti alla Lega Renzo Bossi, figlio del Senatùr, interviene a sorpresa sulla scuola di Adro, le quote latte e l'Afghanistan Renzo Bossi non fa sconti alla Lega di papà Umberto. Il consigliere regionale della Lombardia ha le idee chiare su quote latte, voto e simboli padani nelle scuole. E proprio sull'istituto di Adro dedicato a Gianfranco Miglio e tappezzato di soli delle Alpi, a sorpresa, ha dichiarato: "La giunta orgogliosa del nuovo polo scolastico, l’ha voluto far sapere ai più giovani e alla città. Poi si è esagerato. Nelle scuole i simboli politici non devono entrare". In un’intervista a Libero, oggi in edicola, Bossi jr, ribattezzatto affettuosamente il "Trota" dal Senatùr, ribadisce come la sua sia stata un’elezione guadagnata sul campo: "Sono un ragazzo di 22 anni che ha preso 13mila preferenze a Brescia, non mi hanno messo dall’alto". Poi, per il prossimo futuro, dice di pensare alla candidatura a sindaco: "E' la figura che mi affascina di più". Ma non a Milano precisa: "No qui c'è la Moratti". Guardano più in alto, Bossi dà i voti ai ministri del governo Berlusconi: Giulio Tremonti è il migliore, "è con lui che la Lega ha trovato l'accordo per il federalismo fiscale". Galan è il peggiore. Il consigliere lombardo prende posizione anche sull'Afghanistan: "Dobbiamo chiarire gli obiettivi. Però se la democrazia si esporta solo con i fucili non va bene". Infine, un’osservazione sulle quote latte: se le verifiche dimostreranno che le multe sono corrette, gli allevatori dovranno pagare: "Mica difendiamo la illegalità". _______________ Apperò.........
ROOSTERS99 Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Allora.........basta con 'sta cazzo di legge elottorale !! Avete rotto !!!!
spiff Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Allora.........basta con 'sta cazzo di legge elottorale !!Avete rotto !!!! Questo si che si chiama argomentare. Volevo, già che ci sono, far notare l'improvvisazione e il pressapochismo di un governo che si accorge DOPO di non avere i fondi per una riforma già ampiamente discussa e presentata. Mah...
ROOSTERS99 Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Questo si che si chiama argomentare. Volevo, già che ci sono, far notare l'improvvisazione e il pressapochismo di un governo che si accorge DOPO di non avere i fondi per una riforma già ampiamente discussa e presentata. Mah... Dai..... sulla leege elettorale c'è poco da argomentare : chissenefotte !! Occupiamoci di altro ! Il "pressapochismo", dal punto di vista dei fondi, dei danè, è purtroppo , di questi tempi, assai più diffuso.... poichè ghe nè minga !! Comunque Tremonti ha detto che a dicembre i soldi saranno a disposizione per la riforma universitaria ; voglio credergli .
Ponchiaz Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 La cosa interessante, vagamente alla "Cara ti amo" e' il caso Gelmini. 1) Gelmini taglia i fondi per la scuola (forse): maledetta Gelmini. 2) Il CDM blocca la riforma perche' la Gelmini ha chiesto TROPPI fondi per i ricercatori: maledetta Gelmini. E' un gioco nel quale non puo' vincere, comunque vada "Maledetta Gelmini". P.S. La riforma e' in stand by perche' Mary Star vorrebbe regolarizzare 9,000 ricercatori: lo stesso non mi pare di sentire i ricercatori darle supporto.
ROOSTERS99 Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Il mistificatore di Filippo Facci Detto simpaticamente, Rinaldo Arpisella dovrebbero licenziarlo. Adesso ci si è messo pure Panorama a raccontare una sgradevole storiella che non riguarda improbabili pressioni di giornali su potentati economici, ma, più tradizionalmente, pressioni di potentati economici su giornali. Nell’agosto 2009, infatti, il portavoce di Emma Marcegaglia - o addetto stampa, o addetto ai rapporti istituzionali, o tutti i modi in cui l’hanno chiamato in questi giorni - ebbe qualche scambio telefonico con un cronista di Panorama che stava indagando su dei presunti illeciti nella raccolta dei rifiuti in Puglia; siccome alcune indagini della procura di Bari riguardavano anche la Cogeam di gruppo Marcegaglia, pare, Arpisella chiese insistentemente al cronista - Giacomo Amadori - che il nome della signora fosse escluso dall’articolo, altrimenti lei non avrebbe più concesso un’intervista già concordata e, peggio, sarebbero partiti attacchi di Confindustria contro il governo. Panorama possiede e pubblica le registrazioni delle telefonate. E sono telefonate molto brutte, altro che scherzo. Arpisella il nome della sua Emma non voleva proprio che uscisse: «Tu sai», diceva ad Amadori, «quali sono gli attuali rapporti di Confindustria col Governo...». E la prevista intervista alla Marcegalia, roba da copertina? «La faccio saltare», concludeva l’uomo di Confindustria, altezzoso, sicché «lo dico subito al direttore». E insisterà ancora: «Guarda che si incazzano anche in alto, i tuoi.. Se incominciamo a rompere i coglioni noi al Governo, tu capisci...». Insomma dai, «dobbiamo fare la copertina e tu mi vieni in culo con quel pezzo?». Lord Arpisella perderà la sua partita: Il 28 agosto 2009 l’articolo sui rifiuti usciva ugualmente (la Marcegaglia era menzionata diverse volte, più che altro era nominata la «Marcegaglia spa») e però non accadde nulla, anzi, il 4 settembre uscì pure la famosa intervista alla Marcegaglia con tanto di foto romantica della presidentessa e tramonto sullo sfondo: il che depone a favore dell’ipotesi che lei non sapesse neppure delle «minacce» di Arpisella. Va detto che nell’inchiesta di Panorama compariva la versione di vari uomini del gruppo Marcegaglia e che il tono era anche inappuntabilmente garantista: «Va sottolineato che nessun dirigente di questo gruppo risulta coinvolto nell’inchiesta di Digeronimo», si leggeva, mentre la replica concessa a Roberto Garavaglia e Antonio Albanese, manager del Gruppo Marcegaglia, era ampissimo. Le telefonate di Arpisella avevano sortito effetto? No, se mirate a cancellare il nome di Emma Marcegaglia. Ma il condizionamento psicologico non è cosa misurabile. Ne scaturisce in definitiva un Rinaldo Arpisella che passa dal ruolo di vittima di vessazioni giornalistiche a quello più fisiologico di censore di giornalisti, «minacce» annesse. In sostanza un altro bel danno all'immagine di Confindustria: e se è vero che da quelle parti sono sensibili al rapporto costi/benefici, il bilancio di Rinaldo Arpisella è da ecatombe ambientale. Da capo: Arpisella ha spacciato come minaccia reale uno scherzo riconoscibile (e verificabile) e ha cercato pervicacemente un ruolo nell’iper-valutare la boutade del vicedirettore del Giornale Nicola Porro, con ciò diffondendo il panico in tutta Confindustria e non sapendo impedire, peraltro, che la sua amata presidentessa aggravasse la situazione con una perniciosa deposizione alla magistratura. Il tutto per che cosa? Per evitare un dossier che non esisteva e che ora, miracolo, esiste, perché è sparpagliato su tutta la stampa italiana che è tornata giocoforza a concentrarsi su vita & opere di Emma Marcegaglia. Questo da parte di uno che lavora al fianco di lei da 15 anni come responsabile della sua immagine - complimenti - e che frattanto ha pure mantenuto, a proposito di lievi conflitti d’interesse, la direzione della comunicazione del Gruppo Marcegaglia. Se i rapporti di Confindustria col Governo siano compromessi o no, poi, non è chiaro. Di certo, a dispetto del contrasto storico che dovrebbe opporre industriali e post-comunisti, in Puglia vanno a meraviglia i rapporti di Emma Marcegaglia col governatore Nichi Vendola, coadiuvati da una stima reciproca quasi esibita e che è sfociata in varie cordialità istituzionali e in comuni progetti comuni nel settore - tu guarda - dei rifiuti. Sulla stampa locale impazzano da tempo le critiche per le autorizzazioni - ritenute da alcuni illegittime - di discariche e termovalorizzatori, tutte a favore di Emma. E così, a giugno, a Vicenza, la presidente di Confindustria ricambiava: «Vendola è senza dubbio il miglior governatore del Mezzogiorno, la Puglia è una regione ben gestita, io ho delle aziende e conosco bene quella situazione». Per forza: il Gruppo Marcegaglia gestisce tre dei quattro termovalorizzatori realizzati in Puglia sotto diverse insegne, già oggetto delle attenzioni della magistratura. E ora, grazie ad Arpisella, della pubblica stampa. 15/10/2010
spiff Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Blocco del Ddl Gelmini Verrebbe da dire: chi di spada ferisce di spada perisce. Dopo il blocco delle assunzioni negli enti di ricerca ed il blocco del turnover, misure che negli ultimi dieci anni hanno distrutto le prospettive di carriere per migliaia di giovani ricercatori, ora assistiamo al blocco del Ddl Gelmini. Il motivo è molto semplice: senza risorse non si va da nessuna parte. In questo senso il giudizio sul Ddl Gelmini non può essere isolato dagli altri provvedimenti varati da questo governo a partire dal taglio del 20% al fondo di finanziamento ordinario delle università (legge 133/2008, approvata in 5 minuti senza alcuna discussione pubblica) che sta mettendo, letteralmente, sul lastrico le università italiane. E’ chiaro che una riforma senza risorse non è possibile ed infatti il Ddl Gelmini è stato bloccato proprio per non avere la copertura finanziaria nell’unico punto in cui incrementa la spesa, ovvero la richiesta di 9000 posti di professore associato richiesti per dare uno sbocco possibile ai 25000 ricercatori attuali. Questo è avvenuto in quanto nella riforma è prevista una nuova procedura di accesso al posto di professore associato tramite la cosiddetta (con un malizioso uso delle parole) tenure-track (TT) ed in quanto il ruolo di ricercatore universitario viene messo in esaurimento. Questa situazione provoca dunque uno stallo: come fanno gli attuali ricercatori a fare dei concorsi per professore associato se a questa posizione si dovrebbe accedere solo con la TT ? Per risolvere questo puzzle il legislatore non ha saputo fare niente di meglio che promettere i 9000 posti in aggiunta a quelli ordinari che si sbloccano con il pensionamento dei docenti già in ruolo. A me sembra che questa sia una soluzione estemporanea e malfatta che comunque non soddisfa le richieste degli attuali ricercatori. Una riforma sensata deve prendere le sue mosse dalla situazione esistente e non ignorarla a priori, perché altrimenti genera più problemi di quanti ne risolve. Infine vorrei notare che i 9000 posti di associato, contenuti in un emendamento della commissione cultura a settembre (quando la situazione era già chiara in questo senso dal 1980), sono stati considerati proprio per venire incontro alle richieste dei ricercatori universitari ed in particolare alla loro rete 29 aprile, che ha dichiarato l’indisponibilità a fare lezione, attendendosi scrupolosamente a quanto previsto dalla legge attuale: i ricercatori non sono tenuti a fare lezione. In breve, lo stallo in cui il Ddl si trova adesso è frutto della miopia che ha guidato il legislatore e della determinazione dei ricercatori a non accettare una riforma che di fatto li mette in un ruolo marginale e gli azzera le prospettive di carriere. Uno degli aspetti del Ddl Gelmini che viene spesso citato in maniera elogiativa è l’ introduzione della valutazione (tramite per il momento un agenzia apposita, l’Anvur, tra l’altro già prevista dal Ministro Mussi e che per il momento è una scatola vuota) . A mio avviso non ha senso perseguire una valutazione senza risorse, come è insensato tagliare in modo indiscriminato tutti. Dunque si passerà dagli slogan ai fatti quando si introdurrà un meccanismo di premio/punizione (per i singoli o al massimo per i dipartimenti e non per gli atenei, strutture troppo inerziali per cambiare in un lasso di tempo ragionevole) in base ai risultati ottenuti, ma per il momento non ci sono stati segnali incoraggianti in questo senso. Non si può solo promettere e tagliare. Inoltre una seria volontà di riforma si dovrebbe misurare considerando i problemi che risolve senza crearne degli altri. Fare una riforma senza risorse finanziarie è impossibile, ma di sicuro ci sono tante cose che si potrebbero fare a costo zero e sulle quali non si è intervenuti minimamente. Esempi: far svolgere i concorsi nello stesso periodo dell’anno, aumentare la trasparenza nei concorsi, incentivare la mobilità e disincentivare le assunzioni di personale “locale”, rendere comprensibile il bando di un concorso anche ad una persona normale, introdurre delle correlazioni tra retribuzione e merito, incentivare il meccanismo delle overhead (le overhead sono quelle percentuali di fondi che vengono attribuite ai dipartimenti o all’università per le spese generali, quando un ricercatore universitario ha una ricerca finanziata da fonti esterne all’università: le overhead sono detratte dai fondi per la ricerca a disposizione del ricercatore. In Italia le overhead sono praticamente zero, mentre in Europa si aggirano su 20 per cento e possono raggiungere il 50 per cento in molte importanti istituzioni americane). Non penso che sia facile fare una riforma sensata dell’università italiana, ma il Ddl Gelmini è da rottamare in primo luogo perché non presta alcuna attenzione alla parte più giovane del sistema universitario che ne rappresenta il futuro. Mi auguro che il periodo di mobilitazione dei ricercatori, dei docenti e degli studenti che è appena iniziato riesca a generare una discussione pubblica sulla sostanza di come debba essere fatta una riforma dell’università ricordandosi sempre che il meno peggio è nemico del bene. (Francesco Sylos Labini)
spiff Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Il fotovoltaico più economico dell’energia atomica, ma l’Italia non vuole cambiare strada Secondo il rapporto della Duke University in North Carolina i costi dei sistemi solari sono scesi a un punto che è ormai inferiore a quelli previsti per la costruzione di nuove centrali nucleariSolare pulito ma più costoso del nucleare? Forse ieri, ma ora non più. Al di là dei possibili problemi legati al loro smaltimento, gli impianti fotovoltaici sono generalmente visti come un modo più pulito e sostenibile di produrre energia rispetto all’energia atomica, ma molto più dispendioso. Secondo lo studio americano “Solar and Nuclear Costs — The Historic Crossover”, non è più così. Un recente rapporto della Duke University, in North Carolina, rivela infatti che l’energia solare è diventata ormai più conveniente di quella nucleare non solo a livello ambientale (smaltire o riciclare i moduli è generalmente ritenuto meno problematico che gestire scorie che rimangono radioattive per migliaia di anni), ma anche economico. “Il solare fotovoltaico ha raggiunto le alternative a più basso costo all’energia nucleare”, ha affermato il professor John O. Blackburn, docente di economia presso la Duke University e autore dello studio. Nel rapporto di Blackburn viene dimostrato come i costi dei sistemi fotovoltaici siano scesi a un punto che è ormai inferiore a quello dei costi previsti per la costruzione di nuove centrali nucleari, e che potrebbe succedere lo stesso nei confronti delle fonti fossili di energia già entro il 2013. Questo “passaggio storico” sarebbe dovuto al fatto che negli Usa il costo del solare è, in questo momento, di 16 centesimi di dollaro al kWh. Secondo Mark Cooper, analista specializzato nell’individuare i costi dell’energia nucleare presso l’Institute for Energy and Environment della Vermont Law School, questi 16 centesimi potrebbero scendere a 6, se si implementassero maggiormente “efficienza energetica, co-generazione e utilizzo di fonti rinnovabili”. Cooper ha poi affermato che mentre i costi del solare sono costantemente diminuiti negli ultimi otto anni, quelli stimati per costruire negli Stati Uniti una centrale nucleare sono passati dai 3 miliardi di dollari nel 2002 agli attuali 10 miliardi per reattore. Nel rapporto “All Risk, No Reward for Taxpayers and Ratepayers”, Cooper ha riportato inoltre che questo aumento dei costi è “nulla in confronto ai rischi finanziari e ai sussidi che affiancheranno la nuova ondata di centrali nucleari in costruzione”. Sussidi che “producono una distorsione del mercato”, afferma Doug Koplow, economista dell’Earth Track di Cambridge, in Massachusetts, un’associazione che si oppone ai sussidi nel settore dell’energia, i quali rischiano di “chiudere il mercato a fonti di energia più competitive”. Rendendo ancora più complicata l’identificazione di quelli che sono i costi reali delle tecnologie energetiche in competizione fra loro. A Koplow ha fatto eco Peter Athrton, analista del colosso finanziario Citigroup e autore di uno studio che ha dimostrato come l’industria nucleare non potrebbe sopravvivere, senza trasferire i costi e i rischi economici sui contribuenti. Fatto confermato dalle condizioni poste dalle compagnie che dovrebbero costruire i nuovi reattori nel Regno Unito. Nuovi reattori che, nei luoghi in cui sono già in fase di costruzione, stanno subendo enormi ritardi e importanti lievitazioni dei prezzi. Ne è un ottimo esempio quello di Olkiluoto in Finlandia, che ha già accumulato un ritardo di oltre tre anni rispetto alla sua prevista data di ultimazione, e del quale i costi finali sono più che raddoppiati. La spesa prevista del reattore finlandese era infatti di 2,5 miliardi di euro nel 2002, quando fu approvato; nel 2005, alla firma del contratto, era salita a 3,3 miliardi; nel 2009, con i lavori già in grande ritardo, la spesa preventivata era giunta a 5,3 miliardi; oggi, dopo un altro anno di ritardo accumulato, la stessa avrebbe già abbondantemente superato i 6 miliardi di euro. Da questi studi traspare il fatto che in un sistema nel quale si tende a aumentare l’offerta di energia piuttosto che diminuirne la domanda (e gli sprechi), se si calcola solo la quantità di energia prodotta le rinnovabili sono ancora perdenti nei confronti del nucleare, che ne produce una enorme quantità. Ma se si calcolano nel bilancio i costi economici e ambientali, incrementando il generale livello di efficienza energetica, è evidente che bisogna cambiare prospettiva, e che non serve produrre più energia, ma bisogna consumarne di meno. Nonostante tutti questi segnali che giungono dall’estero, però, in Italia sembrerebbe imminente un “rinascimento atomico”, accompagnato dalla promozione di metodi di produzione di energia tanto costosi quanto rischiosi per la collettività. Già nel 1985 la prestigiosa rivista americana Forbes, specializzata da quasi un secolo in economia e finanza, definì la costruzione degli impianti nucleari americani di prima generazione “il più grande disastro gestionale della storia del business”. Le classi dirigenti italiane, invece, non hanno ancora capito nel 2010 che di disastri gestionali, in Italia, ne abbiamo e ne abbiamo avuti a sufficienza. di Andrea Bertaglio
ROOSTERS99 Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 (edited) Il fotovoltaico più economico dell’energia atomica, ma l’Italia non vuole cambiare strada .................................. di Andrea Bertaglio UAHUAHHUHAHHAHAHHHAH !!! Magari, e dico magari, potrebbe anche essere, e dico anche, più ECONOMICO, ma se speriamo di far \"funzionare\" un paese come il nostro, nel 2010, con il fotovoltaico siam fottuti prima di cominciare !! Per un analisi dei \"costi\", comunuqe, ti invito a leggere anche un parere del tutto opposto.... Pannelli solari ultimo post della pagina. Edited October 15, 2010 by ROOSTERS99
spiff Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 UAHUAHHUHAHHAHAHHHAH !!! Magari, e dico magari, potrebbe anche essere, e dico anche, più ECONOMICO, ma se speriamo di far \"funzionare\" un paese come il nostro, nel 2010, con il fotovoltaico siam fottuti prima di cominciare !! Ma infatti l'articolo dice: "Da questi studi traspare il fatto che in un sistema nel quale si tende a aumentare l’offerta di energia piuttosto che diminuirne la domanda (e gli sprechi), se si calcola solo la quantità di energia prodotta le rinnovabili sono ancora perdenti nei confronti del nucleare, che ne produce una enorme quantità. Ma se si calcolano nel bilancio i costi economici e ambientali, incrementando il generale livello di efficienza energetica, è evidente che bisogna cambiare prospettiva, e che non serve produrre più energia, ma bisogna consumarne di meno. "
ROOSTERS99 Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Ma infatti l'articolo dice:"Da questi studi traspare il fatto che in un sistema nel quale si tende a aumentare l’offerta di energia piuttosto che diminuirne la domanda (e gli sprechi), se si calcola solo la quantità di energia prodotta le rinnovabili sono ancora perdenti nei confronti del nucleare, che ne produce una enorme quantità. Ma se si calcolano nel bilancio i costi economici e ambientali, incrementando il generale livello di efficienza energetica, è evidente che bisogna cambiare prospettiva, e che non serve produrre più energia, ma bisogna consumarne di meno. " ......sì, certo, andare tutti in bici e non guardare la tv !! Comunque ti segnalo altre "news" di parere assai diverso nel 3d dedicato.
spiff Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 E qui la risposta del Presidente di Assosolare (ing, Gianni Chianetta) all'articolo di Battaglia da te citato: (mi scuso per la lunghezza ma è interessante imho) Egregio Dottor Battaglia, Le scrivo a seguito del suo articolo “Il grande flop del fotovoltaico”, pubblicato di recente su Il Giornale. Le rispondo perchè le sue righe sono l’ennesimo attacco ingiustificato, di sapore “pro-nucleare”, ad una delle fonti di energia più promettenti al mondo ed ancor più in Italia, e potrebbero ingannare chi non ha una buona base scientifica sull’argomento, facendo semplicemente “disinformazione”. Desidero inoltre precisare che con le sue parole denigra un settore che, a tutt’oggi, gode del favore di gran parte della popolazione mondiale. Secondo un recente rapporto dal titolo“Gli italiani e il solare”, condotto da IPR Marketing su un campione di 1000 italiani, il fotovoltaico è riconosciuto dal 54% degli intervistati come la fonte meno costosa, la più sicura dal 91% e la più compatibile con l’ambiente dal 94%. Non commento i numeri da Lei citati perchè non trovano riscontro nella letteratura scientifica. Mi limito qui a renderle noto che vi è una differenza sostanziale tra potenza installata ed energia generata da un sistema e, anche se eolico e fotovoltaico richiedono potenza di bilanciamento, contribuiscono già per diversi TWh, in Germania come in Italia e in tanti altri paesi, a ridurre la dipendenza dal petrolio e dal gas estero e ad abbattere le emissioni inquinanti. Senza parlare della ricaduta sull’indotto nazionale degli investimenti nel settore dei rinnovabili. Quanto ai costi, le ricordo che dal 1991 il cittadino paga in bolletta una quota di circa il 5% teoricamente destinata alle rinnovabili, ma che in verità è stata destinata alle “false rinnovabili” tramite il noto CIP6. Solo dal 2006, ossia dall’avvio del conto energia, solo una piccola percentuale di questa quota va al fotovoltaico, che neanche nel 2013 con il nuovo conto energia riuscirà ad utilizzare la metà della stessa. La bolletta degli italiani, tra l’altro, è già gravata da molti anni dai costi per lo smaltimento delle centrali nucleari. La informo, inoltre, che: o Il fotovoltaico è tra le fonti di produzione di energia a più basso impatto ambientale, in quanto un pannello fotovoltaico in circa un anno di esercizio restituisce tutta l’energia che è stata consumata per produrlo e per la restante parte della sua vita utile, oltre i 30 anni, sarà in grado di produrre energia elettrica ad impatto-zero. Inoltre il suo costo va decurtato del valore del risparmio di CO2 in atmosfera che è inestimabile, aggravato dal “pesante” conto economico che attende l’Italia per gli inadempimenti del Protocollo di Kyoto. o L’energia solare viene prodotta durante le ore diurne, ossia quando è più cara e ce n’è più bisogno, andando a coprire i picchi di consumo. Questo è proprio uno degli obiettivi primari del fotovoltaico e nel contempo uno dei suoi punti di forza, rendendo l’energia solare integrativa alle altre fonti convenzionali le cui centrali non hanno facilità a gestire tali picchi diurni, proprio per la loro caratteristica di essere legate ad un ciclo produttivo “costante”. o Il sole è una fonte inesauribile e disponibile per tutti. E proprio l’Italia è un paese ad alto irraggiamento solare, non a caso conosciuto in tutto il mondo come “il Paese del sole”. La stessa International Energy Agency ha affermato che se coprissimo di pannelli solari solo le superfici sfruttabili dei tetti dell’Italia avremmo soddisfatto il 45% del fabbisogno energetico nazionale. o Il fotovoltaico genera sviluppo economico locale ed occupazione sul territorio. Questo è stato dimostrato anche in Italia dove l’occupazione è salita in meno di 5 anni da circa mille a circa 20.000 unità, come confermato dallo stesso Ministero dello Sviluppo Economico. o La tecnologia FV può sfruttare superfici che altrimenti rimarrebbero inutilizzate (es. tetti, pensiline) o terreni non adatti all’agricoltura e, ancorchè un impianto fotovoltaico dovesse occupare terreni agricoli è rimovibile ed assolutamente innoquo agli stessi. Senza parlare poi delle vere serre fotovoltaiche che rappresentano addirittura un aiuto all’agricoltura. o L’energia elettrica viene generata direttamente nel punto di consumo evitando perdite dovute al trasporto ed ai cambi di tensione, oltre a ridurre i carichi sulla rete elettrica. E’ inoltre accessibile a tutti e non risente dei giochi di potere geopolitici per il controllo del territorio, tipici invece delle fonti di energia tradizionale. E’ importante anche sapere che su 2,53KWh prodotte in una centrale convenzionale solo 1KWh arriva all’utilizzatore finale, con forti sprechi e sovracosti per tutti i cittadini. o Con il proprio impianto FV, il cittadino diventa protagonista in quanto autoproduttore, e pertanto consuma energia in maniera più consapevole. o Il trend del passato dimostra che il costo della tecnologia FV si riduce di un 20% ad ogni raddoppio del volume di mercato e che con i trend attuali la grid parity, ossia il costo dell’energia da fonte solare uguale a quello da fonte tradizionale, è prevista prima del 2020 anche in Italia. A quel punto il settore non avrà più bisogno di incentivi ed il fotovoltaico diventerà una commodity ed avrà una diffusione capillare. o Secondo l’International Energy Agency, oggi il fotovoltaico copre lo 0,1% dei consumi di elettricità a livello mondiale, ma con i trend attuali di riduzione dei costi e di crescita di mercato, la stessa IEA stima che questa percetuale raggiungerà il 5% nel 2030 e l’11% nel 2050. Una precisa volontà politica di promozione del fotovoltaico ed un maggiore coordinamento tra i governi accelerebbe questo risultato. Caro Dottor Battaglia, noi del fotovoltaico non abbiamo mai considerato il solare come alternativa al nucleare o alle altre fonti energetiche, come lei invece fa. La diversificazione della produzione di energia elettrica è la strategia migliore per vincere la sfida di uno sviluppo sostenibile ed accessibile a tutti, senza le disparità da sempre generate dalle fonti convenzionali. In questo contesto il risparmio energetico e le rinnovabili non possono che avere un ruolo chiave. Siamo inoltre consapevoli che con la crescita tecnologica ed economica aumenterà la domanda di energia, e che le diverse fonti debbano tutte, chi più chi meno, contribuire a tale fabbisogno. Mi lasci concludere dicendo che anche quando lei non vede il Sole, lui c’è e sta illuminando e scaldando altre parti del Mondo. Il Sole è una centrale inesauribile che nessuno potrà mai spegnere. L’energia solare che colpisce la superficie della terra in una sola ora è pari all’energia consumata da tutte le attività umane in un intero anno. Insomma una quantità infinita di energia tutta da raccogliere. Cordiali saluti,
ROOSTERS99 Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Spiff..................... "Assosolare" cosa volevi che dicesse ????? Comunque. King of the OT C'è UN 3D DEDICATO ALL' ARGOMENTO !!!
spiff Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Scusate potete spostare tutto nell'apposita sezione di cui dimenticavo l'esistenza? @ Roo: hai postato troppo in fretta, non hai letto l'articolo, questo dimostra che "tifi" e basta!
ROOSTERS99 Posted October 15, 2010 Posted October 15, 2010 Scusate potete spostare tutto nell'apposita sezione di cui dimenticavo l'esistenza? @ Roo: hai postato troppo in fretta, non hai letto l'articolo, questo dimostra che "tifi" e basta! @ Spiff : nego assolutamente entrambe le affermazioni !!
tricky Posted October 18, 2010 Posted October 18, 2010 Quest'estate sono indeciso se andare in vacanza a Montecarlo o ad Antigua.... Ps Quanto sono lontani anni luce i politici (tutti) da noi...
ROOSTERS99 Posted October 18, 2010 Posted October 18, 2010 Io invece sono stato finalmente illuminato su cosa sia il giornalismo di inchiesta !!! Altro che becero dossieraggio !!!
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