Jump to content

Recommended Posts

Posted (edited)

dopo il commercialista faggizzu o giu'di li, adesso un'altra cordata.......non servirà mica per impiccarsi? che la politica si interessi della società e non del palazzetto......mah....meglio essere ingenui....

Edited by El Pampa
  • Replies 356
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Posted

Da quello che so Cecco sta lavorando seriamente e con obiettivi ben chiari nella mente. pare che il sindaco e la famiglia Castiglioni siano d'accordo con lui. Poi è chiaro che tra il dire e il fare.......

Posted
dopo il commercialista faggizzu o giu'di li, adesso un'altra cordata.......non servirà mica per impiccarsi? che la politica si interessi della società e non del palazzetto......mah....meglio essere ingenui....

Condivido quanto scritto da Stewe, meno da te...

il basket non produce ricavi, trattasi di scatola ancor più vuota di quelle calcistiche.

Il futuro è proprio in un simil azionariato diffuso, finalizzato nel tempo non solo all'attività sportiva...

Posted
Nei due anni più difficili della storia della Pallacanestro Varese, dopo le scorie nucleari lasciate da Gianni Chiapparo, Cecco Vescovi ha fatto un ottimo lavoro.

Concreto, solido, affidabile, onesto.

Io non condivido solo un passaggio "priorità alla salvezza"

Se la volontà di costruire un futuro per la Pallacanestro Varese deve passare ESCLUSIVAMENTE dalla permanenza in Serie A mi sembra già una partenza fragile.

E un controsenso.

Se Varese retrocederà sarà ESCLUSIVAMENTE per la sua fragilità societaria (manifestata dai due punti di penalizzazione).

A maggior ragione, non dovrebbe essere aiutata una società così in difficoltà?

Mi sembra un terrificante stratagemma per "prendere tempo".

Si fosse già operato per consolidare il futuro, oggi si potrebbe già pensare al mercato, si potrebbero guardare giocatori a Portsmouth e iniziare a lavorare in un altro modo...

E allenatore/giocatori sarebbero corroborati nel giocare in una società che lavora per costruire un futuro.

Così tutto dovrebbe partire dalla salvezza.

E partire da un risultato sportivo è il modo migliore per complicarsi la vita.

Ma da quando in qua la costruzione di una società PARTE da un risultato sportivo?

Quelli si dovrebbero ottenere lavorando bene

Altrimenti, cazzo serve avere una società?

:P:yes::D:lol:

Posted

Posso suggerire al vostro beneamato sindaco di stare fuori dalla faccenda. Ho paura che porti un attimo di sfiga, oltre alla cronica incapacita' leghista di combinare qualcosa di decente per la citta'.

Guest Stewe
Posted

Sindaco

Avv. Attilio Fontana

Data di Nascita: 28/03/1952 - luogo: Varese

Data Elezione: 28/05/2006 (nomina: 30/05/2006)

Partito: Lega Nord

Categoria Professione: Avvocati e Procuratori Legali

Titolo di Studio: Laurea

Chiamala, se vuoi, inizio della campagna elettorale...

Posted

Se non ricordo male l'idea del pool di sponsor piuttosto che di imprenditori sia dei tempi di Edo Bulgheroni...l'idea è ovviamente buona ma non si riesce mai ad attuarla questo è il dato preoccupante...

Posted
Se non ricordo male l'idea del pool di sponsor piuttosto che di imprenditori sia dei tempi di Edo Bulgheroni...l'idea è ovviamente buona ma non si riesce mai ad attuarla questo è il dato preoccupante...

Perchè un imprenditore tende al controllo della società non al 100% delle azioni, non essendoci utili da distribuire...

Guest matrix
Posted

Mah

Se si aprissero gli occhi (come alla mattina quando devo evitare le buche sugli ex-percorsi del Mondiale, per non cadere o rompere la Vespa)

Oppure se non fossimo costretti a chiuderli per evitare quelle oscenità costruite sempre per i mondiali

Che cacchio ha fatto per la città?

Posted
Mah

Se si aprissero gli occhi (come alla mattina quando devo evitare le buche sugli ex-percorsi del Mondiale, per non cadere o rompere la Vespa)

Oppure se non fossimo costretti a chiuderli per evitare quelle oscenità costruite sempre per i mondiali

Che cacchio ha fatto per la città?

Guarda che il mio non era mica un sostegno a Fontana.

Mi limitavo a sottolineare che a Varese il centrodestra può vincere le elezioni anche senza fare campagna elettorale.

Che brutto vizio quello di dover fare sempre sapere qual è il proprio orientamento politico, anche quando si discute di morra cinese o di lattoneria.

Posted
Guarda che il mio non era mica un sostegno a Fontana.

Mi limitavo a sottolineare che a Varese il centrodestra può vincere le elezioni anche senza fare campagna elettorale.

Che brutto vizio quello di dover fare sempre sapere qual è il proprio orientamento politico, anche quando si discute di morra cinese o di lattoneria.

Perr altro, mi pareva piuttosto chiaro il tuo intendimento......

Guest matrix
Posted
Guarda che il mio non era mica un sostegno a Fontana.

Mi limitavo a sottolineare che a Varese il centrodestra può vincere le elezioni anche senza fare campagna elettorale.

Che brutto vizio quello di dover fare sempre sapere qual è il proprio orientamento politico, anche quando si discute di morra cinese o di lattoneria.

Perchè ti arrabbi?

Non ti criticavo! Semmai criticavo Capello Ondulato

Eppoi

Orientamento politico

In realtà sono disorientato :yes:

Posted

Tratto da La Provincia.

Aldo Ossola sempre grande, come giocatore e come persona.

"Lo spirito della grande Ignis?

Questo basket lo ha sepolto"

9 aprile 2010SportCommenta

di Francesco Caielli

VARESE«Son passati quarant'anni che sono quasi mezzo secolo. A ripensarci viene dentro una gran rabbia per il tempo che corre troppo veloce, ma allo stesso tempo mi sento venir su certi brividi che raccontano di esperienze indimenticabili, di emozioni troppo forti». Dice bene Aldo Ossola, lui che quel 9 aprile 1970 c'era eccome, lui che ha sollevato tutte e cinque le Coppe dei Campioni vinte da Varese, lui al quale bisognerebbe consegnare le chiavi della città dopo che a Morse e Raga è stata data la cittadinanza onoraria. Sembra ieri, e a giudicare la voce tremante e gli occhi che sognano ripensando a quel che fu, c'è da credergli. «Ricordo tutto per filo e per segno, a volte pare che il tempo si sia fermato. Poi qualche settimana fa c'è stata la visita di Manuel, e rivederlo ha riannodato tutti i fili con il passato. Ripensarci mi commuove e io posso soltanto ringraziare il Signore: le soddisfazioni che ho avuto io, sono qualcosa di impagabile».

Ci regali qualche immagine di quella sera a Sarajevo.

Partita vinta, esco dalla doccia e incrocio lo sguardo di Dino Meneghin. Lo fisso e gli dico: «E ci danno pure dei soldi per fare tutto questo». Ecco il senso di quella coppa e di quelle che sono seguite: giocare a basket era la nostra vita, non il nostro lavoro.

Un altro flash.

Dopo la vittoria abbiamo festeggiato combinandone di tutti i colori, ma questo era abbastanza normale. Quel che era meno normale è il fatto che facevamo i matti anche prima della partita. Ricordo che noi e i giocatori dell'Armata Rossa alloggiavamo nello stesso albergo, pranzavamo e cenavamo insieme nello stesso immenso salone. La sera prima della partita a cena i russi non alzavano gli occhi dal piatto e dal loro tavolo non volava una mosca, tutti seri e concentrati. Dalla nostra parte, un macello: pezzi di pane e tovaglioli che volavano, urla, scherzi. Nikolic ci guardò e disse: «Voi domani non potete vincere, perché siete squadra di scherzo. Non di serietà». Andò esattamente al contrario, ma forse lo sapeva anche lui.

Cosa c'era allora, che oggi non c'è più?

Ce l'avete mezza giornata, che vi elenco tutto? Scherzi a parte, credo che oggi si sia persa la cosa più importante, ovvero la simbiosi totale tra squadra e città: allora eravamo davvero una cosa unica. Noi giocatori scendevamo in campo e i tifosi stavano sugli spalti o soffrivano a casa, ma era più o meno la stessa cosa.

Nella vittoria come nella sconfitta.

A questo proposito ricordo la sera in cui tornammo da Anversa, dove perdemmo una finale che avremmo dovuto vincere: ed era sempre così, perché noi abbiamo vinto quando tutti dicevano che avremmo perso e abbiamo perso quanto tutti erano sicuri che avremmo vinto.

Allora?

Il pullman arrivò in piazza Monte Grappa, dove c'era della gente ad aspettarci. Noi ci vergognavamo di scendere perché li avevamo traditi, io e Flaborea piangevamo: eppure quella gente era lì ad applaudirci, e a pensarci mi vengono giù i lacrimoni anche adesso.

Difficile spiegare queste emozioni alla gente di oggi, vero?

Purtroppo è vero, e io credo che i giocatori che vinceranno la prossima Eurolega, tra quarant'anni non saranno in grado di fare interviste come quella che sto facendo io e che potrebbe fare uno qualunque dei miei compagni di allora.

Perché?

Perché oggi la pallacanestro è un lavoro, e quando si gioca per i contratti e per i soldi c'è meno spazio per provare emozioni. E se le emozioni non si provano, poi non si riescono nemmeno a trasmettere.

Varese tornerà a giocare una finale di Coppa dei Campioni?

Difficile, ma abbiamo il dovere di rispondere di sì e di crederci. Però bisogna tornare indietro, ritrovare la mentalità di un tempo, riavvicinare le città alla squadra e ai giocatori: oggi un tifoso non riesce ad affezionarsi a un giocatore, perché dopo sei mesi è andato a giocare da un'altra parte.

E allora, come si fa?

Facciamo tutti un passo indietro, facciamo giocare più italiani nelle nostre squadre, riallacciamo i fili con il nostro passato più bello e ripartiamo da quello che siamo stati. Dino Meneghin in Federazione sta provando a fare esattamente questo, perché lui quarant'anni fa a Sarajevo c'era ed era sotto la doccia a festeggiare con me. Lui lo sa come si fa.

Posted (edited)

Partita vinta, esco dalla doccia e incrocio lo sguardo di Dino Meneghin. Lo fisso e gli dico: «E ci danno pure dei soldi per fare tutto questo». Ecco il senso di quella coppa e di quelle che sono seguite: giocare a basket era la nostra vita, non il nostro lavoro.

:toast[1]::D

Chi conosce personalmente Aldo Ossola (ed io ne ho la fortuna) sà che lui è veramente quel grande giocatore e uomo che traspare da questa intervista.

Bravo Cajo !! :D:D

Edited by ROOSTERS99
Posted
Se dico che a leggere l'intervista mi sono venuti i brividi, mi credete, vero?

No, tu sei un giornalista, non hai emozioni...... :toast[1]::D

Posted
Tratto da La Provincia.

Aldo Ossola sempre grande, come giocatore e come persona.

"Lo spirito della grande Ignis?

Questo basket lo ha sepolto"

9 aprile 2010SportCommenta

di Francesco Caielli

VARESE«Son passati quarant'anni che sono quasi mezzo secolo. A ripensarci viene dentro una gran rabbia per il tempo che corre troppo veloce, ma allo stesso tempo mi sento venir su certi brividi che raccontano di esperienze indimenticabili, di emozioni troppo forti». Dice bene Aldo Ossola, lui che quel 9 aprile 1970 c'era eccome, lui che ha sollevato tutte e cinque le Coppe dei Campioni vinte da Varese, lui al quale bisognerebbe consegnare le chiavi della città dopo che a Morse e Raga è stata data la cittadinanza onoraria. Sembra ieri, e a giudicare la voce tremante e gli occhi che sognano ripensando a quel che fu, c'è da credergli. «Ricordo tutto per filo e per segno, a volte pare che il tempo si sia fermato. Poi qualche settimana fa c'è stata la visita di Manuel, e rivederlo ha riannodato tutti i fili con il passato. Ripensarci mi commuove e io posso soltanto ringraziare il Signore: le soddisfazioni che ho avuto io, sono qualcosa di impagabile».

Ci regali qualche immagine di quella sera a Sarajevo.

Partita vinta, esco dalla doccia e incrocio lo sguardo di Dino Meneghin. Lo fisso e gli dico: «E ci danno pure dei soldi per fare tutto questo». Ecco il senso di quella coppa e di quelle che sono seguite: giocare a basket era la nostra vita, non il nostro lavoro.

Un altro flash.

Dopo la vittoria abbiamo festeggiato combinandone di tutti i colori, ma questo era abbastanza normale. Quel che era meno normale è il fatto che facevamo i matti anche prima della partita. Ricordo che noi e i giocatori dell'Armata Rossa alloggiavamo nello stesso albergo, pranzavamo e cenavamo insieme nello stesso immenso salone. La sera prima della partita a cena i russi non alzavano gli occhi dal piatto e dal loro tavolo non volava una mosca, tutti seri e concentrati. Dalla nostra parte, un macello: pezzi di pane e tovaglioli che volavano, urla, scherzi. Nikolic ci guardò e disse: «Voi domani non potete vincere, perché siete squadra di scherzo. Non di serietà». Andò esattamente al contrario, ma forse lo sapeva anche lui.

Cosa c'era allora, che oggi non c'è più?

Ce l'avete mezza giornata, che vi elenco tutto? Scherzi a parte, credo che oggi si sia persa la cosa più importante, ovvero la simbiosi totale tra squadra e città: allora eravamo davvero una cosa unica. Noi giocatori scendevamo in campo e i tifosi stavano sugli spalti o soffrivano a casa, ma era più o meno la stessa cosa.

Nella vittoria come nella sconfitta.

A questo proposito ricordo la sera in cui tornammo da Anversa, dove perdemmo una finale che avremmo dovuto vincere: ed era sempre così, perché noi abbiamo vinto quando tutti dicevano che avremmo perso e abbiamo perso quanto tutti erano sicuri che avremmo vinto.

Allora?

Il pullman arrivò in piazza Monte Grappa, dove c'era della gente ad aspettarci. Noi ci vergognavamo di scendere perché li avevamo traditi, io e Flaborea piangevamo: eppure quella gente era lì ad applaudirci, e a pensarci mi vengono giù i lacrimoni anche adesso.

Difficile spiegare queste emozioni alla gente di oggi, vero?

Purtroppo è vero, e io credo che i giocatori che vinceranno la prossima Eurolega, tra quarant'anni non saranno in grado di fare interviste come quella che sto facendo io e che potrebbe fare uno qualunque dei miei compagni di allora.

Perché?

Perché oggi la pallacanestro è un lavoro, e quando si gioca per i contratti e per i soldi c'è meno spazio per provare emozioni. E se le emozioni non si provano, poi non si riescono nemmeno a trasmettere.

Varese tornerà a giocare una finale di Coppa dei Campioni?

Difficile, ma abbiamo il dovere di rispondere di sì e di crederci. Però bisogna tornare indietro, ritrovare la mentalità di un tempo, riavvicinare le città alla squadra e ai giocatori: oggi un tifoso non riesce ad affezionarsi a un giocatore, perché dopo sei mesi è andato a giocare da un'altra parte.

E allora, come si fa?

Facciamo tutti un passo indietro, facciamo giocare più italiani nelle nostre squadre, riallacciamo i fili con il nostro passato più bello e ripartiamo da quello che siamo stati. Dino Meneghin in Federazione sta provando a fare esattamente questo, perché lui quarant'anni fa a Sarajevo c'era ed era sotto la doccia a festeggiare con me. Lui lo sa come si fa.

Inarrivabile Aldo. Vero simbolo vivente di quella Varese e delle dieci finali consecutive. Lui più di tutti incarna il meglio che la pallacanestro cittadina può rappresentare.

Il fatto che, appese le scarpette al chiodo (anche se, invero, quel chiodo è ancora vuoto...), non sia più stato protagonista della storia cestistica né come dirigente, né come allenatore, né come presidente, né come emissario in federazione, ritengo sia un vero delitto.

Se a Morse e Raga han dato la cittadinanza onoraria (strameritata), a Von Karajan possono dedicare sin d'ora una strada del centro.

Posted
...

E allora, come si fa?

Facciamo tutti un passo indietro, facciamo giocare più italiani nelle nostre squadre, riallacciamo i fili con il nostro passato più bello e ripartiamo da quello che siamo stati. Dino Meneghin in Federazione sta provando a fare esattamente questo, perché lui quarant'anni fa a Sarajevo c'era ed era sotto la doccia a festeggiare con me. Lui lo sa come si fa.

Mah.

Non sono sicuro che SuperDino possa avere le idee chiare in qs.attuale bailamme nel Basket italiano.

E probabilmente neppure Chi gestisce il Basket in Europa...

Posted
dopo avere letto questo, chissà perchè mi viene in mente il medio di DJC dopo la catastrofe con Cantù...chissà il perchè.

:toast[1]::D :D :o

Sicuro? DeJuan Collins e dito medio dopo la disfatta contro Cantù...? :D

Posted
Tratto da La Provincia.

Aldo Ossola sempre grande, come giocatore e come persona.

Dino Meneghin in Federazione sta provando a fare esattamente questo, perché lui quarant'anni fa a Sarajevo c'era ed era sotto la doccia a festeggiare con me. Lui lo sa come si fa.

Dopo la egstione di naporieti "voluta" da meneghin fatico a dargli credito...con tutto il rispetto del giudizio di Ossola!!

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...