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Pensa che ero convinto fosse stato offerto a cani e porci ...

Passera? Si, ma mi pare difficile piazzare un giocatore infortunato...

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Passera? Si, ma mi pare difficile piazzare un giocatore infortunato...

Per noi non e' mai stato un problema prendere giocatori infortunati...... :D

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Noi dalle esperienze impariamo sempre poco...

tre esterni dii qualità, e non logori fisicamente, più Mian...tre lunghi di qualità, e non logori, più Antonelli...un 3/2 ed un 3/4 (Cotani) e la squadra è fatta.

Non servono bastano 14 giocatori per salvarsi.

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Ciò non muta il problema di fondo: il giocatore rotto - a meno di tutelarsi con assicurazioni ad hoc, ma poi serve versare i premi con cadenza regolare, n'est-ce pas? - va pagato ugualmente, e comunque ne devi prendere un altro al posto suo che costa altri soldini. Se poi vogliamo dirla tutta, il problema in ottica Passera è stato l'infortunio subito anche da Reynolds, perchè senza Mc Grath oggi, qui ed ora, giocherebbe lui...

Reynolds con il rientro di Slay sarebbe fuori a prescindere.

E dopo aver perso Passera essere riusciti a trovare un americano più scarso di lui è davvero stato un capolavoro.

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Passera? Si, ma mi pare difficile piazzare un giocatore infortunato...

Agli altri , forse .

A noi ....

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Però, fin da ottobre, la Stella Rossa era la squadra di Filip Videnov...

Era lui il go to guy.

Lui si è preso tutte le responsabilità.

:D ...sicuro?

Boh, io ricordo di aver visto 2 partite della Stella Rossa in Uleb tramite EuroSport2 (forse contro Gran Canaria e Dinamo Mosca...? O la Benetton? Non ricordo...), e sinceramente il go-to-guy mi pareva essere stato Mike Taylor...tra l'altro lasciando intravedere chiaramente lampi di classe cristallina... :P

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Concordo con Giobbo.

Ed aggiungo: dopo aver liberato Dragicevic, finito a Roma, la Stella Rossa Belgrado libera pure il capitano Radivojievic, che pare abbia appena firmato con il Besiktas.

Voci sempre più pressanti danno Bjielica a Treviso già a breve, senza manco aspettare la fine della stagione.

Insomma, pare che siano afflitti da una situazione economicamente pesantissima.

Ricordo che fanno parte di qs.squadra alcuni dei giovani migliori talenti europei dell'annata 1988 (oltre a Bjelica promesso alla Benetton citiamo Marko Keselj, 3/4, ed Elmedin Kikanovic, 4/5...), nonchè uno degli stranieri che mi ha più colpito in Uleb qs.anno (Mike Taylor, 1/2).

Mike Taylor lascia la Crvena Zvezda

La Crvena Zvezda e Mike Taylor hanno raggiunto un accordo per la rescissione del contratto. Il giocatore americano si è infortunato nell'ultima partita di Eurocup e dovrà rimanere fermo ai box per un mese.

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Riporto un intervista di Petrucci in cui parla del futuro del basket...

Petrucci al Corriere dello Sport: 'Senza riforme il basket muore'

- Corriere dello Sport-Stadio -

Poco meno di un mese fa, raccogliendo lo sfogo di alcuni presidenti (Vellucci a Pesaro, Mascellari a Ferrara, Castiglioni a Varese, lo stesso Toti a Roma), il nostro Andrea Barocci aveva evidenziato, con un'ap-profondita inchiesta, lo stato precomatoso della pallacanestro italiana. Sulla denuncia del Corriere dello Sport, interviene il presidente del Coni, Giovanni Petrucci, che, appena tornato dai Mondiali di pattinaggio a Torino («Ho visto due ragazzi straordinari, Faiella e Scali, che ci hanno regalato uno splendido e storico bronzo. Ho gioito per loro, per Federica che voleva ritirarsi per motivi fisici e alla quale auguro di ristabilirsi al più presto»), si rituffa nei problemi quotidiani, sempre più pressanti per lo sport italiano.

«A fine maggio porteremo in Consiglio Nazionale il progetto "Sport per tutti", ma dovremo soprattutto decidere sulla candidatura italiana per i Giochi del 2020». Roma o Venezia? «E' prematuro dirlo, l'iter si è appena iniziato. Posso dire invece che, parlando con alcuni membri del Ciò, ho avuto la conferma di quel che pensavo già in partenza: l'Italia non è inferiore ad alcuna delle altre candidature già annunciate». Ma il 2020 è lontano, mentre pressanti e sempre più gravi sono i mali della pallacanestro italiana. Petrucci ne è consapevole e ne parla nell'intervista a fianco, annunciando anche i primi rimedi: nuove regole sul professionismo sportivo, a 30 anni ormai dalla promulgazione della legge 91, che tengano conto di sgravi fiscali e di una riconsideràzione della natura del rapporto di lavoro.

Presidente, l'inchiesta di Andrea Barocci sulle nostre colonne ha confermato nei giorni scorsi il profondo malessere della pallacanestro italiana: tanti presidenti di società pensano di abbandonare.

«Sono d'accordo: se non si modifica la Legge 91, il basket muore». Un'affermazione forte.

«Nell'insediarmi alla presidenza del Coni, indicai tre obiettivi programmatici: lo sport nella scuola e l'abbiamo centrato con l'accordo stipulato con il ministro Gelmini; lo sport per tutti e porteremo il progetto all'approvazione del prossimo Consiglio Nazionale; infine nuove norme per il professionismo, per le quali dobbiamo impegnarci».

La Legge 91 ha quasi trent'anni.

«Quando fu varata, riguardava solo il calcio. L'ingresso del basket nel professionismo, nel 1994, ha poi portato sofferenza alla pallacanestro: stessi mah del calcio, ma in una dimensione economica ben diversa». Qual è il "male" principale?

«Il concetto di lavoro subordinato - invece che autonomo o del tutto atipico - nel rapporto tra club e giocatori professionisti. So che l'Associazione Calciatori difende a spada tratta questo principio, ma l'avvocato Campana non si offenderà se ritengo diffcile equiparare il calciatore professionista a un impiegato o a un operaio. L'Aic non intende modificare questo articolo, ma la mia considerazione è degna di attenzione».

Tutta da buttare la 91?

«So bene che ha portato innegabili vantaggi agli sportivi professionisti, sotto il profilo assicurativo e previdenziale, ad esempio, ma anche che gli adempimenti gravano sulle società in modo a volte insostenibile per quei club che non appartengono all'elite del calcio. E poi va aggiunto l'ulteriore onere fiscale e l'assenza di agevolazioni, riconosciute invece nel resto del mondo».

Cos'ha determinato l'attuale inadeguatezza della Legge 91?

«La sentenza Bosman, che ha creato una soluzione insostenibile, soprattutto nel basket. La pallacanestro ha aperto un settore professionistico nel 1994, un anno dopo la Bosman l'è caduta addosso, vanificandone gli effetti positivi, e l'ha penalizzata in modo assai forte non avendo né la rilevanza economica (diritti tv, merchandising, bacino di utenza dei club, capenza degli impianti), né la dimensione organizzativa dei club di calcio».

Dove dovrebbe essere indirizzata l'eventuale maggiore disponibilità economica?

«Vogliamo che si incentivino iniziative per i vivai con una gestione più equilibrata che le nuove norme dovrebbero consentire».

Un'idea o un progetto già elaborato?

«Abbiamo le nostre idee, che nelle prossime settimane presenteremo al sottosegretario Crimi, che è il nostro referente in materia sportiva». Occorre una nuova legge.

«La presenta il Parlamento, ma dovrà vedere impegnati governo, Coni, Federazione e Leghe. Ed è urgente: la campagna del Corriere dello Sport-Stadio ha sottolineato le attuali incongruenze e quanto stiano soffrendo le società. Ripeto, il basket sta morendo, anche perchè allo stato non si vede futuro».

Riguarderà ovviamente anche il calcio.

«Dovrò parlare con il presidente Abete per lanciare un discorso completamente nuovo per gli sport professionistici».

Il male del basket è però tale da non consentire tempi lunghi.

«Al mondo del basket dico che questa situazione non deve essere una scusa per non affrontare i problemi».

La pallacanestro ha le sue colpe.

«Sono undici anni che sento dire: gli italiani costano troppo, sono troppe le squadre, bisogna riformare i campionati. Bene, Meneghin ora ha tutti i poteri, faccia il decisionista e deliberi, sentita la Lega, altrimenti tra tren- t'anni continueremo a piangerci addosso con gli stessi argomenti».

Andrebbero evitate situazioni tipo Napoli.

«L'eutanasia della Nuova Sebastiani si sta concludendo. Che serva d'insegnamento per il futuro. Nuove regole? Meneghin ha l'esperienza giusta per poter decidere di conseguenza».

La popolarità del basket, e delle altre discipline, è soffocata dallo strapotere del calcio.

«E' lo sport nazionale, ma il basket, per una tipologia del tifo differente, non ha mai sofferto tanto il confronto. Oggi però è cambiato il panorama. In tv il basket è carente, ha bisogno di interventi urgenti e mirati».

Per un rilancio ormai indifferibile.

«Il rilancio è legato ai risultati della Nazionale. Stimo molto il nuovo et e mi aspetto che ci riporti ai livelli di un tempo. I giocatori ci sono. Come nel calcio, tolte due o tre squadre, le altre sono al nostro livello. Dobbiamo tifare tutti per la nostra Nazionale e dovrebbero essere i presidenti per primi a cantare "I love Italian basketball team": chissà, se lo dico in inglese verrò capito meglio...».

Rinnova il suo inno all'azzurro.

«Nessun risultato di club può valere un successo della Nazionale, anche per il basket che non ha nemmeno più grandi squadre».

Club stremati da debiti e oneri. Ad esempio, l'imposizione fiscale che per gli stranieri in molte Nazioni è inferiore. Sevirebbe una normativa comune in Europa.

«In Spagna dall'inizio dell'anno non ci sono più agevolazioni fiscali, ed è un passo avanti. Del resto da sempre mi batto perchè venga recepita l'atipicità del rapporto di lavoro sportivo nella normativa comunitaria». II basket resta vitale a livello di base.

«Gli iscritti al minibasket sono 150.000. il 50% in più di quando lasciai la pallacanestro. Il trend dei tesseramenti è in continua ascesa: sono dati entusiasmanti, che giustificano un impegno forte per salvare questo sport».

Mario Arceri

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Interessante.

Forse qlc. si muoverà davvero?

Forza.

Intanto, in una eventuale ottica 2+4 (se si dovesse rimanere in A1, cosa x nulla sicura...), farei attenzione a certi passaportati Usa/Europa non di primissimo piano/noti ai più...come ad esempio Pierre Pierce e Thomas Terrell... :rolleyes:

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Che miscuglio...siete passati dalla futura basket city :angry: al comperare alcuni di Voi la pallacanestro Varese :D al futuro generale del basket.. :rolleyes::D siete peggio dei politici!! :P:P

Guest Stewe
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Interessante.

Forse qlc. si muoverà davvero?

Forza.

Intanto, in una eventuale ottica 2+4 (se si dovesse rimanere in A1, cosa x nulla sicura...), farei attenzione a certi passaportati Usa/Europa non di primissimo piano/noti ai più...come ad esempio Pierre Pierce e Thomas Terrell... :rolleyes:

Sei sicuro che abbiano due passaporti?

Ad ogni modo...

Viva il mercato libero.

Bruciate i passaporti

Edited by Stewe
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per un futuro florido andrebbe toccata anche la questione "impianto" da gioco, magari di proprietà. O no?

intanto a merdù si muovono:

Nuovo palasport di Cantu': firmata la convenzione Comune-Turra

Redazione Sportando

E' il primo passo per la costruzione del nuovo palazzetto atteso ormai da anni

Con la firma della convenzione parte ufficialmente l'iter che porterà concretamente alla realizzazione del nuovo palazzetto dello sport. Come avevamo raccontato, nei giorni scorsi, la giunta aveva dato il via libera alla stipula dell'atto che definisce punto per punto tutti gli obblighi pei le parti in causa. La firma della convenzione tra Umberto Cappelletti, indimenticato giocatore e la società Turra, società costruttrice, è avvenuto a Montichiari. Per la società, di Cazzago San Martino, si tratta di un investimento da 35 milioni di Euro ed una gestione di 25 anni. Lo stesso assessore allo Sport sottolinea l'importanza di questo atto: «Questo è senza dubbio un atto formale di estrema importanza perché la condivisione di questa convenzione era il primo, fondamentale, passo da compiere. Ora sono stati definiti in maniera precisa e trasparente responsabilità e impegni». La firma della convenzione arriva con mesi di ritardo rispetto al previsto, e una volta aperto il cantiere richiederà un anno di lavori. Adesso tocca alla Turra, che entro 45 giorni dovrà presentare prima il progetto definitivo e poi quello esecutivo. L'assessore Cappelletti lascia intravedere, addirittura, la possibilità che la società bresciana abbrevi i tempi di presentazione del progetto. Dopo il progetto esecutivo, infatti, passerà un anno per realizzare l'opera che si spera essere inagurata nella stagione 2011-2012.

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per un futuro florido andrebbe toccata anche la questione "impianto" da gioco, magari di proprietà. O no?

Capisco che è bello sognare a occhi aperti.... pero senza esagerare....

Sono ormai anni che giochiamo in posizioni di classifica mediocri, non ci sono soldi, non si sa neanche se l'anno prossimo qualcuno avrà i soldi e la voglia di iscrivere la squadra al campionato, non abbiamo una squadra decente dal 1999.... e si parla di nuovo impianto di gioco?

Forse mi sbaglio ma i problemi sono ben altri.......... e ho dei presentimenti sinistri......

Forza Varese.........

Posted (edited)

interessante l'articolo sulla Prealpina su ciò che sembra si stia muovendo in società!!!

speriamo la squadra si salvi...

Edited by joe
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interessante l'articolo sulla Prealpina su ciò che si sto muovendo in società!!!

speriamo la squadra si salvi...

La pancia...... in societa' ci sono solo solo dei gran movimenti di pancia.... ^_^;)

Edited by Roberto
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interessante l'articolo sulla Prealpina su ciò che sembra si stia muovendo in società!!!

speriamo la squadra si salvi...

Vero, chiaccherata Vescovi-GS, con esternazione dei concetti alla base del Futuro:

- scorporo Pall.VA/CastiGroup;

- proprietà condivisa delle quote del club, frazionando il peso economico su un N° elevato di soci come RE e BI, con entrata di nuove forze economiche anche tramite l'aiuto del sindaco Fontana (mah, mi ricorda qlc. ...). Però il Cecco rassicura:

Il piano approntato grazie al lavoro di professionisti del settore è molto serio e ben articolato...se tutto andrà per il verso giusto potrà assicurare la sopravvivenza del club e garantire un futuro più sereno dando la possibilità di approntare una programmazione a medio o lungo termine grazie a una stabilità economica che ora non è certa.

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Guest Stewe
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Vero, chiaccherata Vescovi-GS, con esternazione dei concetti alla base del Futuro:

- scorporo Pall.VA/CastiGroup;

- proprietà condivisa delle quote del club, frazionando il peso economico su un N° elevato di soci come RE e BI, con entrata di nuove forze economiche anche tramite l'aiuto del sindaco Fontana (mah, mi ricorda qlc. ...). Però il Cecco rassicura:

Il piano approntato grazie al lavoro di professionisti del settore è molto serio e ben articolato...se tutto andrà per il verso giusto potrà assicurare la sopravvivenza del club e garantire un futuro più sereno dando la possibilità di approntare una programmazione a medio o lungo termine grazie a una stabilità economica che ora non è certa.

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Nei due anni più difficili della storia della Pallacanestro Varese, dopo le scorie nucleari lasciate da Gianni Chiapparo, Cecco Vescovi ha fatto un ottimo lavoro.

Concreto, solido, affidabile, onesto.

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Nei due anni più difficili della storia della Pallacanestro Varese, dopo le scorie nucleari lasciate da Gianni Chiapparo, Cecco Vescovi ha fatto un ottimo lavoro.

Concreto, solido, affidabile, onesto.

Sono convinto anch'io di questo ma la base di qualsiasi programmazione saranno i quattrini che avremo a disposizione.

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Partendo dal fatto che salvo eccome il lavoro fatto dal Cecco, fino a quando non vedrò nulla di concreto non mi interesso di nulla. Troppe ne ho sentite in questi anni per credere ancora a qualcosa

Guest Stewe
Posted (edited)
Sono convinto anch'io di questo ma la base di qualsiasi programmazione saranno i quattrini che avremo a disposizione.

Io non condivido solo un passaggio "priorità alla salvezza"

Se la volontà di costruire un futuro per la Pallacanestro Varese deve passare ESCLUSIVAMENTE dalla permanenza in Serie A mi sembra già una partenza fragile.

E un controsenso.

Se Varese retrocederà sarà ESCLUSIVAMENTE per la sua fragilità societaria (manifestata dai due punti di penalizzazione).

A maggior ragione, non dovrebbe essere aiutata una società così in difficoltà?

Mi sembra un terrificante stratagemma per "prendere tempo".

Si fosse già operato per consolidare il futuro, oggi si potrebbe già pensare al mercato, si potrebbero guardare giocatori a Portsmouth e iniziare a lavorare in un altro modo...

E allenatore/giocatori sarebbero corroborati nel giocare in una società che lavora per costruire un futuro.

Così tutto dovrebbe partire dalla salvezza.

E partire da un risultato sportivo è il modo migliore per complicarsi la vita.

Ma da quando in qua la costruzione di una società PARTE da un risultato sportivo?

Quelli si dovrebbero ottenere lavorando bene

Altrimenti, cazzo serve avere una società?

Edited by Stewe

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