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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Inizia ufficialmente oggi l’era di Andrea Conti a Varese. Nel pomeriggio il nuovo general manager biancorosso si insedierà negli uffici di piazza Monte Grappa: dopo la presentazione di venerdì al CdA della Pallacanestro Varese, l’erede di Claudio Coldebella riceverà la prime consegne dal suo predecessore relativamente ai dossier mercato e alle situazioni di rinnovo delle sponsorizzazioni in scadenza (a partire dal main sponsor Openjobmetis: sicura la conferma, imminente la trattativa relativa all’importo) oltre alla ricerca del partner che accompagnerà i biancorossi in FIBA Europe Cup.
    Tanto lavoro soprattutto sui fronti extratecnici, dato che il futuro dirigente di Kazan aveva già lavorato tanto di concerto con Attilio Caja e Toto Bulgheroni: la Varese che verrà è fatta per 7 decimi, e nel corso della settimana arriverà la sospirata fumata bianca per Antonio Iannuzzi, per il quale è già pronta una bozza d’intesa da formalizzare dopo la definitiva separazione tra l’atleta avellinese e l’Auxilium Torino.
    Di fatto i tasselli mancanti sono due: l’ala piccola titolare che prenderà il posto di Stan Okoye, e il cambio degli esterni da inserire alle spalle di Aleksa Avramovic (stasera di nuovo in campo con la Serbia contro la Germania, l’auspicio è che Djordjevic lo getti nella mischia dopo i 40’ di panchina di venerdì contro la Georgia).
    E il più che probabile ritorno in Nazionale del mancino del 1994 nella finestra per le nazionali di settembre, che presuppone due partite tra il 14 e il 18 con 20 giorni di preparazione, è un fattore condizionante nella scelta degli ultimi due tasselli. L’assenza di Avramovic nella prima fase di preparazione dedicata ai tornei presuppone l’impossibilità di puntare su un altro elemento nel giro delle varie Nazionali: il sistema Caja va metabolizzato in precampionato, dunque l’ipotesi vagliata di puntare su Thomas Scrubb (l’ala in uscita da Avellino che nel 2017/18 aveva totalizzato 10,5 punti col 53% da 3) si scontra con la sicura convocazione con il Canada per l’atleta del 1992.
    D’altra parte la mancanza di Avramovic per le prime 8 amichevoli significa che il giocatore che Varese sceglierà come cambio degli esterni avrà inizialmente spazio da titolare per dover poi rientrare nei ranghi col ritorno del mancino serbo.
    Dunque servirà un elemento con le motivazioni giuste per accettare un ruolo in uscita dalla panchina; se anche in questo comparto prevarrà il concetto dell’usato sicuro già utilizzato per Moore ed Archie, facile pensare ad uno straniero “pescato” tra coloro che hanno esperienza in A2 desiderosi di mettersi alla prova al piano superiore. Ma il cambio degli esterni sarà comunque l’ultimo tassello del mercato, scelto in funzione delle caratteristiche tecniche – e dei costi – dell’ala piccola titolare.
    Varese sta provando a focalizzare l’attenzione su obiettivi mirati ma per ora fuori portata economica; in ogni caso, con sette giocatori... e tre quarti già in organico, il nuovo g.m. predica calma per arrivare al miglior “incastro” possibile sul piano tecnico ed economico.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Andrea Conti sarà il nuovo general manager della Pallacanestro Varese. L’accordo ufficiale verrà formalizzato stasera, venerdì 29 giugno, in un nuovo incontro con Toto Bulgheroni per siglare il contratto per due stagioni con opzione sulla terza che legherà il 44enne dirigente al club del quale era già stato giocatore (39 presenze in serie A tra il 1992 e il 1998).
    L’insediamento del nuovo dirigente sul ponte di comando di piazza Monte Grappa avverrà lunedì 2 luglio, alla scadenza naturale del contratto che lo legava a Cremona fino al 30 giugno: l’accordo per la prossima stagione non era infatti ancora stato formalizzato, e dunque Conti ha avuto la possibilità di firmare per Varese senza vincoli contrattuali di sorta. Un dettaglio importante per Bulgheroni, che non voleva forzare la mano ad un dirigente vincolato per un altro club, ed ha apprezzato la correttezza con la quale il futuro g.m. biancorosso ha approcciato con la società di piazza Monte Grappa.
    Il consigliere delegato all’area tecnica ha affrontato con grande efficacia la potenziale crisi legata all’improvviso addio di Claudio Coldebella, trovando nel giro di qualche giorno un sostituto all’altezza della situazione che si porterà in dote un solido bagaglio di esperienza da gm di serie A.
    La conferma, indiretta ma inequivocabile, dell’arrivo di Conti a Varese arriva attraverso un comunicato stampa emesso nella serata di ieri, giovedì 28 giugno, dalla Vanoli: «Andrea Conti ha manifestato la volontà di interrompere il rapporto di pluriennale collaborazione con la nostra società, accettando la proposta ricevuta dalla Pallacanestro Varese. Amareggiati per modalità e tempi con cui si è giunti a questa conclusione, Vanoli Basket Cremona augura ad Andrea le migliori soddisfazioni nel proseguimento della sua carriera».
    Dopo la formalità della firma del contratto Conti prenderà dunque servizio dalla prossima settimana, ricevendo il testimone da Coldebella, che resterà al suo fianco fino al definitivo passaggio di consegne. L’ormai ex d.g. biancorosso rimarrà comunque in piazza Monte Grappa per qualche settimana, nell’ambito dell’accordo raggiunto con Bulgheroni per un’uscita di scena morbida e signorile. Le parti hanno convenuto che Coldebella verserà la penale da 30mila euro prevista dal suo contratto anche se l’escape era scaduta il 30 maggio, e continuerà ad operare fino a quando il suo successore sarà completamente padrone della situazione. Il dirigente di Castelfranco Veneto è operativo nella trattativa con Antonio Iannuzzi oltre che sugli altri aspetti non legati all’area tecnica dei quali si stava occupando. Pertanto Varese non ha mai smesso di essere pienamente operativa, sia sul mercato che nella programmazione della stagione 2018/19. Ora toccherà a Conti raccogliere l’eredità di Coldebella, che lascia comunque un roster già completo per 8 decimi nel momento in cui Iannuzzi chiuderà l’accordo definitivo con il club di piazza Monte Grappa (il lungo classe ‘91 ha detto sì all’Openjobmetis, ora si tratta per trovare un’intesa con Torino con il quale il giocatore ha un altro anno di contratto più opzione per il 2019-20, ndr). Per il 44enne dirigente sarà una sfida importante alla prima occasione “fuori casa” (a Cremona infatti aveva chiuso la carriera da giocatore e lascerà la famiglia).
    Ma la conoscenza dell’ambiente di Varese, e le competenze già dimostrate nell’ottimizzare budget non di prima fascia, depongono a favore di Conti: sicuramente la miglior scelta possibile per minimizzare il potenziale trauma legato alla perdita pesante di Claudio Coldebella.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese spera nella doppia fumata bianca per Andrea Conti e Antonio Iannuzzi. Giornata decisiva per gli obiettivi più caldi per scrivania e roster dell'Openjobmetis: se il pivot avellinese ha preso la direzione di piazza Monte Grappa e ora bisognerà stringere gli aspetti contrattuali dopo la rescissione con Torino, pratica ancora in mano all'uscente d.g. Claudio Coldebella, l'attuale dirigente di Cremona darà risposta in giornata alla proposta formale sottopostagli dal club biancorosso.
    24 ore di riflessione per Conti, che dovrà decidere se accettare il contratto biennale da general manager proposto da Varese, o restare nella città dove si è stabilito dopo aver chiuso l'attività agonistica nel 2013. L'accordo in essere con la Va-noli non è un ostacolo insormontabile, trattandosi di un accordo informale senza un vincolo contrattuale vero e proprio; toccherà al 44enne dirigente rhodense stabilire se considera Varese come un upgrade di una carriera professionale che inizierebbe fuori dalla sua città, oppure il richiamo della famiglia avrà la meglio.
    Di certo Conti sembra lusingato ed attratto dalle attenzioni della società di piazza Monte Grappa, e il colloquio con Toto Bulgheroni ha avuto l'effetto di affascinare l'attuale d.g. della Vanoli. Che conoscendo bene Varese e il suo ambiente ne apprezza ovviamente la tradizione, ma anche le potenzialità future legate agli sviluppi societari in divenire. Al momento sembrano esserci buone possibilità che Conti accetti la proposta dell'Openjobmetis e possa insediarsi in fretta - già la prossima settimana? - dietro là scrivania biancorossa, laddove comunque Claudio Coldebella sta rispettando il patto con Toto Bulgheroni nel garantire continuità - non solo sul fronte Iannuzzi ma anche nelle esplorazioni iniziali sull'ala piccola titolare - per quanto riguarda i dossier aperti sul suo tavolo.
    Insomma se non ci saranno colpi di scena Varese avrà trovato in tempi rapidi la miglior soluzione possibile per "cadere in piedi" dopo l'addio anticipato del suo direttore generale. Anche se non bisogna sottovalutare la possibilità di un no in extremis dopo il colloquio che Conti ha avuto ieri con la dirigenza della Vanoli (dove un possibile sostituto in caso di divorzio sarebbe Gianmaria Vacirca, ex dirigente con Meo Sacchetti a Capo d'Orlando e visto anche a Varese nel 2013/14).
    Al momento il club di piazza Monte Grappa non ha un "piano B", in caso di fumata nera con Conti dovrà ripartire un nuovo giro di orizzonti tra profili liberi o liberabili. Qualora il dirigente di Cremona accettasse la proposta di Varese il mandato iniziale dovrebbe essere comunque relativo all'area tecnica, visto che il club sta valutando un'aggiunta a tempo pieno nell'area marketing dopo le partenze per nuove esperienze lavorative nel corso dell'ultima stagione di Luna Tovaglieri ed Elisa Fabris.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Claudio Coldebella ha festeggiato il cinquantesimo compleanno con un nuovo contratto triennale all'Unics Kazan. Il direttore generale della Pallacanestro Varese ha comunicato ieri mattina al club di piazza Monte Grappa la decisione di lasciare l'incarico con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto, perché ha accettato la proposta del club russo che disputerà l'edizione 2018/19 dell'Eurocup. Un grande - e meritato - upgrade per il dirigente di Castelfranco Veneto, non soltanto in termini economici personali (si parla di un salario quasi triplo rispetto a quello percepito a Varese) ma soprattutto di prospettive future, considerando gli oltre 12 milioni di euro del budget 2017/18 del club militante in VTB League.
    Ma anche un grande problema per la società di piazza Monte Grappa, che si trova a fine giugno senza più la figura chiave della sua struttura operativa. Sul tavolo di Coldebella non c'erano soltanto i dossier relativi al mercato, con l'operazione Roland Moore chiusa nello scorso weekend, ma anche le questioni relative a sponsorizzazioni vecchie e nuove nell'ambito dell'ampio mandato che il club biancorosso gli aveva affidato nel 2016. L'escape dal contratto 2+1 stipulato due anni fa era scaduta al 30 maggio e la continuità del rapporto sembrava a prova di bomba; evidentemente l'offerta di Kazan era davvero irrinunciabile, ma altrettanto evidente è la difficoltà nella quale si viene a trovare la società in un momento delicato della gestione sportiva e non.
    Lecito domandarsi se il via libera di Varese alla richiesta di Coldebella di lasciare le Prealpi sia effettivamente la scelta migliore per la società, considerata la difficoltà di sostituire un elemento che aveva competenze a 360 gradi e non solo per quanto riguarda l'area tecnica. A spiegare le ragioni che hanno portato il club a concedere l'uscita dal contratto a Coldebella è direttamente Toto Bulgheroni, colui che più di ogni altro era a stretto contatto con l'ormai ex d.g.: «Raramente in 50 anni di attività ho lavorato con una persona competente e corretta come Claudio Coldebella; nella mia vita ho fatto tante cose, ma tenere una persona prigioniera di un contratto non fa parte del mio stile - spiega - Sicuramente ci darà una mano nella gestione della transizione fino all'arrivo del suo sostituto, la sua clausola rescissoria era scaduta ma questo non rappresenta un problema perché tra persone perbene si trova sempre un accordo».
    Di sicuro, dunque, non si tratterà di una separazione traumatica: Coldebella rientrerà oggi a Varese da una breve vacanza in Grecia e garantirà la continuità del lavoro per i prossimi 10-15 giorni - a partire dalla fase finale della trattativa con Antonio Iannuzzi, che nelle prossime 24 ore dovrebbe sciogliere la riserva tra Varese e Brindisi - oltre al passaggio di consegne nelle mani del sostituto ancora da individuare.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    È Roland Moore il direttore d’orchesta scelto dalla Openjobmetis per dettare i tempi del gioco della stagione 2018/19. Il 30enne playmaker statunitense dirigerà l’attacco varesino in coppia con Aleksa Avramovic nello spot di guardia. La certezza della permanenza dell’esterno serbo - scaduta alle 24 di ieri, lunedì 25 giugno, l’escape a favore dell’atleta - ha permesso al club di piazza Monte Grappa di affondare il colpo sul giocatore ex Caserta e Pistoia, mettendo nelle sue mani esperte le chiavi della manovra. Una scelta che soddisfa pienamente Attilio Caja, conquistato dalla patente di affidabilità acquisita anno dopo anno dall’atleta che a Varese giocherà la sua quinta stagione italiana: «Nel comparto dell’usato sicuro è un giocatore rodato ed affidabile che sa far giocare la squadra ma anche prendere i suoi tiri - comenta il tecnico pavese - Si tratta di un elemento che ha fatto registrare una crescita costante nel suo percorso in Italia; il fatto che Esposito lo abbia voluto con sé per 4 stagioni consecutive e che a Pistoia fosse anche capitano dimostra il suo valore anche sul piano umano; con Avramovic formerà una coppia ben assortita, e la sua esperienza insieme a quella di Archie sarà un valore aggiunto per una squadra che col doppio impegno avrà bisogno di elementi capaci di leggere le partite».
    Moore è un playmaker d’ordine che avrà principalmente compiti di tessitura del gioco: nel 2017/18 è stato il secondo miglior passatore della serie A (5.8 assist dietro a Luca Vitali), anche se il dato migliore della sua carriera tricolore sono i 6,2 del 2015/16 quando raggiunse i playoff con Pistoia. Ma rispetto al suo primo anno a Caserta, quando si trattava di un giocatore con indiscusse doti da attivatore ma con tiro da fuori rivedibile, Moore si è progressivamente costruito qualità balistiche rispettabili (36,8% da 3 nell’ultima stagione in Toscana rispetto al 20% e al 22% delle prime due annate in serie A). Dunque un giocatore adatto a dare i tempi dell’attacco a fianco di un incursore come Avramovic, ma soprattutto un elemento dal rendimento costante e garantito che nelle idee dello staff tecnico rappresenta un upgrade rispetto ai suoi predecessori Cameron Wells e Tyler Larson. La scelta dell’Openjobmetis è stata proprio quella di puntare su un giocatore in grado di dare maggior continuità del playmaker-guardia texano, bocciato per quel mix di imperscrutabilità nel rendimento sul campo e “subalternità” sul piano caratteriale che ha reso necessario puntare su un regista dopo l’infortunio di Waller. Con la conferma di “Avra” e Tambone e l’arrivo di Moore il parco esterni del 2018/19 è virtualmente al completo per quanto riguarda i costruttori di gioco; il tassello mancante nel ruolo di cambio di guardia ed ala piccola sarà italiano o straniero in funzione dell’esito finale della telenovela Iannuzzi.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Aleksa Avramovic sarà il quinto giocatore dell’Openjobmetis versione 2018/19. L’esterno del 1994, beniamino del PalA2A per il suo adrenalinico stile di gioco, sarà il terminale principe della Varese che verrà dopo essersi guadagnato sul campo lo status di prima punta con i 19,3 punti fatturati tra la rimonta playoff e la serie contro Brescia (inserito dalla Lega Basket nel secondo quintetto ideale della post season insieme all’altro confermato Tyler Cain). Tecnicamente la scadenza dell’escape in favore dell’esterno mancino è fissata per oggi, ma è ormai acclarata la volontà del giocatore serbo - in caccia di una maglia per le prossime partite della Nazionale contro Georgia e Germania - di rispettare l’ultimo dei tre anni di contratto stipulati nel 2016 con la società di piazza Monte Grappa.
    La nuova Varese che la troika Coldebella, Bulgheroni e Caja sta costruendo a poco a poco offre ad Avramovic la possibilità di consacrarsi ad alto livello dopo il brillante finale della passata stagione. Un’annata da protagonista in una squadra che gli offrirà minuti e responsabilità da primattore, che il mancino del 1994 si è guadagnato sul campo passando in 12 mesi da sesto esterno a titolare fisso nello spot di guardia, per proiettarsi verso palcoscenici più elevati da free agent al 30 giugno 2019. E gli permetterà di affacciarsi anche sul palcoscenico internazionale con un club, richiamo importante per un atleta che sotto le Prealpi ha attirato l’attenzione di Sasha Djordjevic in ottica della sua Nazionale. Dalla partenza di Avra a fine contratto Varese non guadagnerà nulla, al contrario dei 50mila euro di buyout prefissati nel caso in cui entro le 24 di oggi Avramovic dovesse esercitare la clausola rescissoria a suo favore.
    Ma aver scovato, migliorato e infine lanciato un giovane emergente con un progetto triennale di crescita permetterà al club biancorosso di guadagnare credibilità sul mercato ed essere attrattiva per un altro prospetto da sviluppare, magari già durante l’estate 2018 nel ruolo di cambio degli esterni dalla panchina se la telenovela Iannuzzi avrà esito positivo (al momento però non ci sono aggiornamenti positivi in materia).
    La permanenza a Varese dell’esterno del 1994 darà ai tifosi biancorossi un punto di riferimento importante, assecondando i desideri dei moltissimi che avevano posto Avra e Cain in cima alla lista dei giocatori da trattenere per la stagione 2018/19. Con più di mezza squadra già fatta, con tre titolari come Avramovic, Archie e Cain e tre sicurezze in panchina come Tambone, Natali e Ferrero, ora il club di piazza Monte Grappa può concentrarsi senza fretta sulle altre operazioni.
    All’appello mancano play ed ala piccola titolari, cambio degli esterni e cambio dei lunghi: sugli ultimi due servirà definire prima di tutto gli incastri dei passaporti, la permanenza di Aleksa potrebbe invece dare un’accelerazione sulla scelta del nuovo regista. Quantomeno circoscrivendo alla tipologia del direttore d’orchesta l’area di ricerca di Claudio Coldebella, visto che ad Avramovic apparterrà quello del primo violino.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis inizia a studiare piani di battaglia alternativi alla soluzione Antonio lannuzzi. L'impasse perdurante sulla situazione contrattuale del centro irpino spinge Varese a valutare altre strade per completare il pacchetto italiani con un rinforzo di qualità dalla panchina. Il problema principale riguarda i tempi dell'operazione e la relativa incertezza legata ad una situazione a forte rischio stallo.Torino non ha alcuna fretta di risolvere il contratto valido per il 2018/19 (con opzione per l'annata successiva) con il lungo del 1991, aspettando che sia il giocatore a fare la prima mossa; nessun club interessato al centro ex Omegna - compresa ovviamente Varese - è però in grado di pareggiare l'attuale importo del legame con l'Auxilium.
    E se lannuzzi non farà un passo indietro, non c'è modo di sapere se e quando la matassa si sbroglierà; per questo la società di piazza Monte Grappa, non potendo correre il rischio di restare "incartata" su un unica ipotesi né di aspettare a tempo indeterminato con la possibilità che si inseriscano altri club in extremis, sta iniziando a valutare altre strade. Ma soprattutto altri incastri relativi ai passaporti: il centro del 1991 è infatti l'unico lungo di valore che Attilio Caja considera arruolabile nel reparto in temi, e se non dovesse essere disponibile allora l'Openjobmetis cambierà strategia, puntando su un rinforzo italiano sul perimetro e completando il reparto lunghi Archie, Ferrero e Cain con uno straniero da mettere alle spalle del centro statunitense.
    Anche perchè, se il mercato dei lunghi italiani non offre alternative, quello degli esterni è leggermente più ricco; però i tempi non sono eterni, perché gli italiani da serie A sono i primi ad accasarsi, e le spese folli dell'A2 con tre promozioni hanno già tolto di scena altri potenziali "papabili". Tra i candidati plausibili spicca David Cournooh, la 28enne guardia-playmaker in scadenza di contratto a Cantù (6.9 punti e 2.3 assist in 21.2 minuti) che difficilmente resterà in Brianza e non sembra vicinissimo a Reggio Emilia, al momento l'unico club di serie A che lo ha sondato. Un elemento rodato con 6 stagioni alle spalle nel massimo campionato (172 presenze e 5.5 punti di media tra Siena, Brindisi e Pistoia oltre al suo ultimo club) che però non può essere l'unico obiettivo al vaglio: Attilio Caja non ha paura di pescare nel "mare magnum" degli emergenti di A2, anche se probabilmente ormai è tardi per l'ipotesi Matteo Martini (la guardia ex Legnano sembra vicinissima a Pistoia).
    Ma l'ipotesi di scommettere su un altro elemento proveniente dalla categoria inferiore che possa ripetere la parabola di crescita di Matteo Tambone non spaventa l'area tecnica biancorossa. Che dalla prossima settimana, una volta acquisito il sempre più probabile sì di Aleksa Avramovic, si concentrerà anche sulla scelta degli ultimi due italiani locali da allenamento per i ruoli di undicesimo e dodicesimo giocatore.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese attende la scelta di Aleksa Avramovic prima di entrare nel vivo della questione playmaker. A soli quattro giorni dal termine ultimo entro il quale la guardia serba potrà esercitare l’ escape a pagamento per uscire dal suo terzo e ultimo anno di contratto, l’ Openjobmetis sonda a tutto campo il mercato dei playmaker con esperienza italiana per farsi trovare pronta ad ogni evenienza.
    La posizione di “Avra” sarà una prima e fondamentale discriminante per la scelta della tipologia di regista al quale Attilio Caja affiderà le chiavi della stagione 2018/19. La conferma - molto probabile ma ancora non certa al 100 per cento - dell’esterno mancino indirizzerebbe l’area tecnica varesina verso un uomo d’ordine, se invece il serbo - che nelle ultime 9 gare di stagione dopo l’infortunio di Cameron Wells ha viaggiato a 19.3 punti di media a partita, un ritmo da capocannoniere della serie A - dovesse lasciare a sorpresa le Prealpi servirebbe a quel punto un elemento in grado di garantire anche un fatturato offensivo importante.
    L’unico vincolo richiesto da “Artiglio” riguarda un livello elevato di affidabilità che solo una precedente esperienza italiana può garantire: l’esperienza con Wells non è stata positiva, alla luce dei troppi sbalzi di rendimento e dell’imperscrutabilità di un giocatore che era arrivato con la fama del leader e invece ha evidenziato personalità da comprimario.
    Dunque il playmaker titolare della Varese che verrà dovrà dare garanzie tecniche e umane già evidenziate in Italia; il raggio di azione è comunque ampio contando ovviamente anche i giocatori con trascorsi nel “Belpaese” che nel 2017/18 hanno militato all’estero come nel caso di Dominque Archie.
    Un giocatore che piaceva tantissimo al coach pavese era Josh Mayo, 31enne regista con trascorsi italiani a Montegranaro, Roma e Scafati che nelle ultime due stagioni ha giocato in Bundesliga a Bonn.
    Ma per convincere l’atleta del 1987 a esercitare l’ escape dal contratto con la formazione tedesca entro domenica scorsa serviva una cifra totalmente fuori portata (richiesta attorno ai 200mila dollari), e infatti Mayo resterà per il terzo anno consecutivo nella compagine che il prossimo anno disputerà la Champions League FIBA.
    Esclusa anche la pista Ryan Arcidiacono, che in Italia non ha mai giocato, ma conosce bene Attilio Caja per l’esperienza comune in Nazionale Sperimentale nel 2014: il 24enne regista americano (con evidenti ascendenze tricolori ma al momento senza doppio passaporto) ha costi importanti, ma soprattutto pone il vincolo di inserire una NBA escape a fine luglio con l’intento di disputare la Summer League e cercare un altro posto tra i professionisti.
    Ma l’area di ricerca resta ampia, soprattutto fino a quando non si scioglierà il nodo Avramovic: una volta definita la posizione della guardia serba, si capirà se il playmaker della Varese 2018/19 avrà attitudine da direttore d’orchestra o da primo violino.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese è pronta a giocare il jolly del ritorno in Europa. La società di piazza Monte Grappa ha optato per l’iscrizione alla FIBA Europe Cup, la quarta competizione internazionale nella quale sarà l’unica rappresentante italiana nel 2018/19.
    Per la quarta volta nelle ultime 6 stagioni il team biancorosso si dividerà tra campionato e coppa (nel 2013/14 Varese disputò l’Eurocup, nel 2015/16 la FIBA Europe Cup che allora era la terza coppa e nel 2016/17 la Champions League): è il consigliere Toto Bulgheroni a confermare la volontà del club di onorare il diritto acquisito sul campo con il sesto posto finale della stagione 2017/18. «Ci siamo orientati verso il sì all’Europa: l’iscrizione si farà anche senza la certezza dell’abbinamento che ci accompagni in questa avventura, restando comunque fiduciosi nella possibilità di trovare un partner interessato a legare il proprio marchio alla competizione internazionale» spiega il dirigente che ha il mandato sull’area tecnica e che insieme al coach Attilio Caja aveva subito visto con favore l’opportunità di riaffacciarsi in Europa (in 19 anni da proprietario iscrisse 12 volte Varese all’allora Coppa Korac più 2 partecipazioni alla Coppa dei Campioni).
    «Le ragioni per cui abbiamo optato per esercitare il diritto acquisito sul campo sono tre: il primo è relativo al prestigio della società legata alla tradizione, la casa di Varese è l’Europa – aggiunge Bulgheroni - Questo vale anche per il nostro pubblico, che riteniamo favorevole a questa iniziativa. Terza ragione è l’appeal che le coppe hanno nei confronti dei giocatori: crediamo che un impegno internazionale possa rappresentare una importante occasione di crescita tecnica. Dunque non soltanto per i giocatori attualmente già sicuri di far parte dell’organico come Archie, Cain e i tre italiani confermati, ma anche per altri che potranno restare o arrivare, la vetrina della FIBA Europe Cup ci potrà rendere più attrattivi».
    Evidente il riferimento a giocatori attualmente compresi nei “piani di battaglia” del club di piazza Monte Grappa come Aleksa Avramovic e Antonio Iannuzzi. Il giocatore serbo, entrato grazie ai progressi nelle file dell’Openjobmetis nel giro della sua Nazionale (decisivo all’esordio a febbraio contro l’Austria e ora di nuovo inserito nella lista dei 24 di Sasha Djordjevic), avrà una chance in più di verificarsi a livello internazionale nel suo eventuale (ma probabilissimo) terzo anno in maglia biancorossa.
    Il lungo irpino, che nel 2017/18 ha assaggiato il clima delle coppe a Torino in Eurocup ed era stato convocato da Meo Sacchetti per l’attività dell’Italbasket a novembre, ha perso il posto in azzurro nelle ultime due tornate di convocazioni ma sicuramente una finestra sull’Europa potrebbe aumentare l’attrattività della proposta di Varese.
    Giuseppe Sciascia

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