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"ANDIAMO A CASA"


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Sono in piedi e guardo il vuoto.

Sotto di me il palazzetto è un magma che erutta, erutta rabbia, furia cieca ed ignorante.

Mancano quaranta secondi e mi volto a cercare Junior, alla mia sinistra. Come sempre. E’ seduto, unico, ed ha uno sguardo che non ammette repliche. E’ uno sguardo di enorme delusione e tristezza. Leggo il suo labiale, la sua voce cancellata dal frastuono: “Papà, andiamo a casa”.

Junior è un grande sportivo, non grazie a me anzi probabilmente nonostante me. Quello che sta accadendo gli è totalmente alieno. Per lui conta la bellezza del movimento atletico, il gioco in quanto tale. A lui piacciono Hackett, Bobby Brown, Datome, Aradori ed in generale anche un sacco altri giocatori che ci hanno fatto dei gran mazzi durante l’anno.

Le sue parole silenziate dalla ignoranza degli adulti sono come la sveglia quando sono in America e devo correre in aeroporto. Il mio cervello in automatico fa la valigia: chiudo tutto quest’anno lì dentro, in uno spazio della mente, e compio un unico gesto: una specie di check out. Saluto Pietro e ci diciamo: “E’ stata una grande stagione”. Sono già nel parcheggio, la valigia è chiusa con la combinazione, Junior ha la febbre. Mentre gli rifilavo due etti di tachipirina, prima del match, mi diceva “Io sono come Dunston, io non mollo”. Arriviamo a casa e lo metto a letto. Due coccole, non si tocca l’argomento. Come dopo la coppa Italia. Non subito, la valigia è chiusa.

Ora sono qui, come fossi tornato dal volo. E’ ora di provare ad aprire per un attimo la valigia. E’ pienissima. La valigia dei souvenir cestistici e non cestistici più colma che io rammenti. Forse più piena di quella del 1999.

Passano davanti a me, stropicciati dall’uso, questi mesi di grande divertimento e di grandi soddisfazioni sportive. Le scaramucce sul forum per la mia decisione di abbonarmi anche al Varese, la fase depressiva di Ponchiaz, il distacco dal forum ed il ritorno sotto mentite spoglie. Che vi posso dire, non ce la facevo. Non ce la facevo proprio ad evitare di fare la punta al cervello ogni mattina per inventarmi una nuova battuta, un nuovo soprannome per qualcuno, per rifilare una stoccata qua e là. Quest’anno è stato per me un anno anche di notevole autocritica. In questo mi aiuta la figura di impressionante spessore ed eleganza di Lucaweb. Un signore, al cui cospetto Ponchiaz e Zeus fanno una magra figura. L’unica volta in cui possono pensare di averla, una figura magra.

L’anno delle preoccupazioni e delle malattie. Di qualche forumista che ci ha fatto venire i capelli bianchi per poi essere lì al suo posto, a rompere come sempre. Magnifico (nel suo genere, più che bello...un tipo) ed invictus. L’anno degli operati e degli operandi. A tenere la comunità nella giusta apprensione, quell’apprensione che si riserva ai parenti o agli amici d’infanzia tanto per capirci.

E sullo sfondo loro. I ragazzi di Cecco Vescovi e di coach Vitucci. Belli da impazzire per tutta la stagione. Semplici e naive come un bel panino al salame, ma capaci di spiegare basket da playground nei teatri di tutta Italia. Ci è mancata la vittoria. Hai detto niente, beh in effetti. Ci è mancata anche un po’ la fortuna, di quella in valigia ce n’è ben poca. Per la precisione ce ne sono solo sessantadue centesimi di secondo. Uno spazio di tempo in cui come per incanto il mio salotto si è riempito come il palasport, con tutti voi vivi e tridimensionali di fianco a me, chi in pigiama chi in tuta, ad ascoltarmi mentre dicevo “Cazzo, l’ha messo” e a guardarmi come dire “QCQ”.

In questa valigia ci sono un mucchio di brutti ceffi ed un sacco di belle facce nuove. Le amazzoni hanno ripopolato i ranghi con grande, grandissima qualità. Accanto alle sempre più imbizzarrite Long Leg e Marisa, smettetela di piangere (anche adesso), è arrivata come una carica di progesterone 2.0 il gruppo con clod, La Jen, Monica (La) che ha ridato una giusta dimensione muliebre al bar dello sport. Il mix tra giovani dentro e giovani fuori è sempre un punto di forza, chi non vorrebbe arrivare ad essere “un povero vecchio” come il Piva. Cuore, cervello, muscoli, è pure moro con gli occhi azzurri…ma di che cazzo stiamo parlando. Chi non vorrebbe essere o tornare ad essere un bel giovine come Joe, uno che lo vedi e ti ritorna la fiducia nell’Italia. Non parlo di Silver e della Silver, lì si è fatta un po’ di storia in questi playoff. Abbiamo rimesso in piedi un bel po’ di Wild West, in carne (molta) ed ossa (doloranti). Abbiamo introdotto la variante delle nuove generazioni, sperando di forgiarle con gli esempi (positivi) che ognuno di noi può portare. Però, ve lo dico: bravi e grazie. Perché quando date un cinque a Junior, lui è felice e capisce che essere tifosi è prima di tutto amicizia e che si ride e si piange insieme, ma alla fine è solo un gioco.

Dovrei parlare di ieri, serve? Abbiamo perso quando Dunston si è messo i jeans, ma abbiamo lottato come dei pazzi fino a che abbiamo potuto. Gli arbitri non ci hanno aiutato, ma il divario è stato incolmabile. Certo che Siena era battibile, ma tornerà ad esserlo. Ora cerchiamo di ricostruire dalle cose buone fatte, soprattutto dal punto di vista organizzativo e gestionale. Quando hai gente con la testa sulle spalle e competente “Amazing happens” e quest’anno lo si è visto. Siamo andati ad un polpaccio dallo scudetto, lo sappiamo noi e lo sanno anche tutti gli altri. Per questo non serve essere tristi, “it is what it is”. Abbiamo vinto tutto quello che potevamo vincere, compresa gara diciassette contro Venezia.

Mentre mi appresto a rimettere a posto la valigia vuota, a riposarmi un po’ le ossa prima di riprenderla in vista di un nuovo magnifico viaggio insieme con voi, mi accorgo che è rimasto un fogliettino spiegazzato sul fondo. Sono pigro e vorrei lasciarlo lì, ma poi decido di aprirlo e nel farlo leggo cosa dice. Non posso fare a meno di lasciarmi andare finalmente ad un largo sorriso.

A caratteri cubitali c’è infatti scritto “Ma Siena Merda è stato detto?”

Grazie amici, un abbraccio a tutti voi

Paolo.

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Mi hai fatto venire i brividi..grandissimo !!!!!!!!!

Vi leggo da anni ed ora anche mia figlia si é innamorata di questo grande sport che regala comunque sempre emozioni infinite.

Le 2 partite che ho visto nei playoff ero vicino agli ospiti e ( come ai miei vecchi tempi..) non sono riuscito a non insultare i quattro sfigati di Siena e Merdinski rai..

Il mio amico con cui fecimo invasione di campo nella magica sera del 99 cercava di tranquillizzarmi ricordandomi che ormai ho qualche capello bianco in piu' e dovrei essere un padre esemplare..ma al Lino Oldrini non riesco a non diventare un ultras.

Poi pero' non siamo riusciti a trovare i biglietti in gara 7 dopo ore di coda inutile ( ne parlo con amarezza in altra discussione.. ) e la sofferenza in tv é stata davvero troppa.

Auguro a te e tutti i forumisti di avere dopo tanti anni la passione che ho riacquistato io dopo aver anche vissuto la triste serata della serie A2 con l' allora patetico usa Wilkins a cui battemmo per dileggio :cheer: le mani all' uscita finale in borghese davanti ai parterre ..dopo un 3/13 ai liberi ..e lui che ci ringrazio'.. :ph34r:

Varese sempre nel cuore per tornare grandi e riprovarci l' anno prossimo :queen::wub:

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Sono in piedi e guardo il vuoto.

Sotto di me il palazzetto è un magma che erutta, erutta rabbia, furia cieca ed ignorante.

Mancano quaranta secondi e mi volto a cercare Junior, alla mia sinistra. Come sempre. E’ seduto, unico, ed ha uno sguardo che non ammette repliche. E’ uno sguardo di enorme delusione e tristezza. Leggo il suo labiale, la sua voce cancellata dal frastuono: “Papà, andiamo a casa”.

Junior è un grande sportivo, non grazie a me anzi probabilmente nonostante me. Quello che sta accadendo gli è totalmente alieno. Per lui conta la bellezza del movimento atletico, il gioco in quanto tale. A lui piacciono Hackett, Bobby Brown, Datome, Aradori ed in generale anche un sacco altri giocatori che ci hanno fatto dei gran mazzi durante l’anno.

Le sue parole silenziate dalla ignoranza degli adulti sono come la sveglia quando sono in America e devo correre in aeroporto. Il mio cervello in automatico fa la valigia: chiudo tutto quest’anno lì dentro, in uno spazio della mente, e compio un unico gesto: una specie di check out. Saluto Pietro e ci diciamo: “E’ stata una grande stagione”. Sono già nel parcheggio, la valigia è chiusa con la combinazione, Junior ha la febbre. Mentre gli rifilavo due etti di tachipirina, prima del match, mi diceva “Io sono come Dunston, io non mollo”. Arriviamo a casa e lo metto a letto. Due coccole, non si tocca l’argomento. Come dopo la coppa Italia. Non subito, la valigia è chiusa.

Ora sono qui, come fossi tornato dal volo. E’ ora di provare ad aprire per un attimo la valigia. E’ pienissima. La valigia dei souvenir cestistici e non cestistici più colma che io rammenti. Forse più piena di quella del 1999.

Passano davanti a me, stropicciati dall’uso, questi mesi di grande divertimento e di grandi soddisfazioni sportive. Le scaramucce sul forum per la mia decisione di abbonarmi anche al Varese, la fase depressiva di Ponchiaz, il distacco dal forum ed il ritorno sotto mentite spoglie. Che vi posso dire, non ce la facevo. Non ce la facevo proprio ad evitare di fare la punta al cervello ogni mattina per inventarmi una nuova battuta, un nuovo soprannome per qualcuno, per rifilare una stoccata qua e là. Quest’anno è stato per me un anno anche di notevole autocritica. In questo mi aiuta la figura di impressionante spessore ed eleganza di Lucaweb. Un signore, al cui cospetto Ponchiaz e Zeus fanno una magra figura. L’unica volta in cui possono pensare di averla, una figura magra.

L’anno delle preoccupazioni e delle malattie. Di qualche forumista che ci ha fatto venire i capelli bianchi per poi essere lì al suo posto, a rompere come sempre. Magnifico (nel suo genere, più che bello...un tipo) ed invictus. L’anno degli operati e degli operandi. A tenere la comunità nella giusta apprensione, quell’apprensione che si riserva ai parenti o agli amici d’infanzia tanto per capirci.

E sullo sfondo loro. I ragazzi di Cecco Vescovi e di coach Vitucci. Belli da impazzire per tutta la stagione. Semplici e naive come un bel panino al salame, ma capaci di spiegare basket da playground nei teatri di tutta Italia. Ci è mancata la vittoria. Hai detto niente, beh in effetti. Ci è mancata anche un po’ la fortuna, di quella in valigia ce n’è ben poca. Per la precisione ce ne sono solo sessantadue centesimi di secondo. Uno spazio di tempo in cui come per incanto il mio salotto si è riempito come il palasport, con tutti voi vivi e tridimensionali di fianco a me, chi in pigiama chi in tuta, ad ascoltarmi mentre dicevo “Cazzo, l’ha messo” e a guardarmi come dire “QCQ”.

In questa valigia ci sono un mucchio di brutti ceffi ed un sacco di belle facce nuove. Le amazzoni hanno ripopolato i ranghi con grande, grandissima qualità. Accanto alle sempre più imbizzarrite Long Leg e Marisa, smettetela di piangere (anche adesso), è arrivata come una carica di progesterone 2.0 il gruppo con clod, La Jen, Monica (La) che ha ridato una giusta dimensione muliebre al bar dello sport. Il mix tra giovani dentro e giovani fuori è sempre un punto di forza, chi non vorrebbe arrivare ad essere “un povero vecchio” come il Piva. Cuore, cervello, muscoli, è pure moro con gli occhi azzurri…ma di che cazzo stiamo parlando. Chi non vorrebbe essere o tornare ad essere un bel giovine come Joe, uno che lo vedi e ti ritorna la fiducia nell’Italia. Non parlo di Silver e della Silver, lì si è fatta un po’ di storia in questi playoff. Abbiamo rimesso in piedi un bel po’ di Wild West, in carne (molta) ed ossa (doloranti). Abbiamo introdotto la variante delle nuove generazioni, sperando di forgiarle con gli esempi (positivi) che ognuno di noi può portare. Però, ve lo dico: bravi e grazie. Perché quando date un cinque a Junior, lui è felice e capisce che essere tifosi è prima di tutto amicizia e che si ride e si piange insieme, ma alla fine è solo un gioco.

Dovrei parlare di ieri, serve? Abbiamo perso quando Dunston si è messo i jeans, ma abbiamo lottato come dei pazzi fino a che abbiamo potuto. Gli arbitri non ci hanno aiutato, ma il divario è stato incolmabile. Certo che Siena era battibile, ma tornerà ad esserlo. Ora cerchiamo di ricostruire dalle cose buone fatte, soprattutto dal punto di vista organizzativo e gestionale. Quando hai gente con la testa sulle spalle e competente “Amazing happens” e quest’anno lo si è visto. Siamo andati ad un polpaccio dallo scudetto, lo sappiamo noi e lo sanno anche tutti gli altri. Per questo non serve essere tristi, “it is what it is”. Abbiamo vinto tutto quello che potevamo vincere, compresa gara diciassette contro Venezia.

Mentre mi appresto a rimettere a posto la valigia vuota, a riposarmi un po’ le ossa prima di riprenderla in vista di un nuovo magnifico viaggio insieme con voi, mi accorgo che è rimasto un fogliettino spiegazzato sul fondo. Sono pigro e vorrei lasciarlo lì, ma poi decido di aprirlo e nel farlo leggo cosa dice. Non posso fare a meno di lasciarmi andare finalmente ad un largo sorriso.

A caratteri cubitali c’è infatti scritto “Ma Siena Merda è stato detto?”

Grazie amici, un abbraccio a tutti voi

Paolo.

Paolo dai,non buttarti così giù!c'è sempre gara 8....

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Sono in piedi e guardo il vuoto.

Sotto di me il palazzetto è un magma che erutta, erutta rabbia, furia cieca ed ignorante.

Mancano quaranta secondi e mi volto a cercare Junior, alla mia sinistra. Come sempre. E’ seduto, unico, ed ha uno sguardo che non ammette repliche. E’ uno sguardo di enorme delusione e tristezza. Leggo il suo labiale, la sua voce cancellata dal frastuono: “Papà, andiamo a casa”.

Junior è un grande sportivo, non grazie a me anzi probabilmente nonostante me. Quello che sta accadendo gli è totalmente alieno. Per lui conta la bellezza del movimento atletico, il gioco in quanto tale. A lui piacciono Hackett, Bobby Brown, Datome, Aradori ed in generale anche un sacco altri giocatori che ci hanno fatto dei gran mazzi durante l’anno.

Le sue parole silenziate dalla ignoranza degli adulti sono come la sveglia quando sono in America e devo correre in aeroporto. Il mio cervello in automatico fa la valigia: chiudo tutto quest’anno lì dentro, in uno spazio della mente, e compio un unico gesto: una specie di check out. Saluto Pietro e ci diciamo: “E’ stata una grande stagione”. Sono già nel parcheggio, la valigia è chiusa con la combinazione, Junior ha la febbre. Mentre gli rifilavo due etti di tachipirina, prima del match, mi diceva “Io sono come Dunston, io non mollo”. Arriviamo a casa e lo metto a letto. Due coccole, non si tocca l’argomento. Come dopo la coppa Italia. Non subito, la valigia è chiusa.

Ora sono qui, come fossi tornato dal volo. E’ ora di provare ad aprire per un attimo la valigia. E’ pienissima. La valigia dei souvenir cestistici e non cestistici più colma che io rammenti. Forse più piena di quella del 1999.

Passano davanti a me, stropicciati dall’uso, questi mesi di grande divertimento e di grandi soddisfazioni sportive. Le scaramucce sul forum per la mia decisione di abbonarmi anche al Varese, la fase depressiva di Ponchiaz, il distacco dal forum ed il ritorno sotto mentite spoglie. Che vi posso dire, non ce la facevo. Non ce la facevo proprio ad evitare di fare la punta al cervello ogni mattina per inventarmi una nuova battuta, un nuovo soprannome per qualcuno, per rifilare una stoccata qua e là. Quest’anno è stato per me un anno anche di notevole autocritica. In questo mi aiuta la figura di impressionante spessore ed eleganza di Lucaweb. Un signore, al cui cospetto Ponchiaz e Zeus fanno una magra figura. L’unica volta in cui possono pensare di averla, una figura magra.

L’anno delle preoccupazioni e delle malattie. Di qualche forumista che ci ha fatto venire i capelli bianchi per poi essere lì al suo posto, a rompere come sempre. Magnifico (nel suo genere, più che bello...un tipo) ed invictus. L’anno degli operati e degli operandi. A tenere la comunità nella giusta apprensione, quell’apprensione che si riserva ai parenti o agli amici d’infanzia tanto per capirci.

E sullo sfondo loro. I ragazzi di Cecco Vescovi e di coach Vitucci. Belli da impazzire per tutta la stagione. Semplici e naive come un bel panino al salame, ma capaci di spiegare basket da playground nei teatri di tutta Italia. Ci è mancata la vittoria. Hai detto niente, beh in effetti. Ci è mancata anche un po’ la fortuna, di quella in valigia ce n’è ben poca. Per la precisione ce ne sono solo sessantadue centesimi di secondo. Uno spazio di tempo in cui come per incanto il mio salotto si è riempito come il palasport, con tutti voi vivi e tridimensionali di fianco a me, chi in pigiama chi in tuta, ad ascoltarmi mentre dicevo “Cazzo, l’ha messo” e a guardarmi come dire “QCQ”.

In questa valigia ci sono un mucchio di brutti ceffi ed un sacco di belle facce nuove. Le amazzoni hanno ripopolato i ranghi con grande, grandissima qualità. Accanto alle sempre più imbizzarrite Long Leg e Marisa, smettetela di piangere (anche adesso), è arrivata come una carica di progesterone 2.0 il gruppo con clod, La Jen, Monica (La) che ha ridato una giusta dimensione muliebre al bar dello sport. Il mix tra giovani dentro e giovani fuori è sempre un punto di forza, chi non vorrebbe arrivare ad essere “un povero vecchio” come il Piva. Cuore, cervello, muscoli, è pure moro con gli occhi azzurri…ma di che cazzo stiamo parlando. Chi non vorrebbe essere o tornare ad essere un bel giovine come Joe, uno che lo vedi e ti ritorna la fiducia nell’Italia. Non parlo di Silver e della Silver, lì si è fatta un po’ di storia in questi playoff. Abbiamo rimesso in piedi un bel po’ di Wild West, in carne (molta) ed ossa (doloranti). Abbiamo introdotto la variante delle nuove generazioni, sperando di forgiarle con gli esempi (positivi) che ognuno di noi può portare. Però, ve lo dico: bravi e grazie. Perché quando date un cinque a Junior, lui è felice e capisce che essere tifosi è prima di tutto amicizia e che si ride e si piange insieme, ma alla fine è solo un gioco.

Dovrei parlare di ieri, serve? Abbiamo perso quando Dunston si è messo i jeans, ma abbiamo lottato come dei pazzi fino a che abbiamo potuto. Gli arbitri non ci hanno aiutato, ma il divario è stato incolmabile. Certo che Siena era battibile, ma tornerà ad esserlo. Ora cerchiamo di ricostruire dalle cose buone fatte, soprattutto dal punto di vista organizzativo e gestionale. Quando hai gente con la testa sulle spalle e competente “Amazing happens” e quest’anno lo si è visto. Siamo andati ad un polpaccio dallo scudetto, lo sappiamo noi e lo sanno anche tutti gli altri. Per questo non serve essere tristi, “it is what it is”. Abbiamo vinto tutto quello che potevamo vincere, compresa gara diciassette contro Venezia.

Mentre mi appresto a rimettere a posto la valigia vuota, a riposarmi un po’ le ossa prima di riprenderla in vista di un nuovo magnifico viaggio insieme con voi, mi accorgo che è rimasto un fogliettino spiegazzato sul fondo. Sono pigro e vorrei lasciarlo lì, ma poi decido di aprirlo e nel farlo leggo cosa dice. Non posso fare a meno di lasciarmi andare finalmente ad un largo sorriso.

A caratteri cubitali c’è infatti scritto “Ma Siena Merda è stato detto?”

Grazie amici, un abbraccio a tutti voi

Paolo.

Come altre volte....senza parole...qualche lacrima, tanta stima e affetto ....

Sappi che quest' anno io e te abbiamo creato almeno due nuovi tifosi appassionati della Pallacanestro Varese, e non è poco.

Brothers.

Edited by ROOSTERS99
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Ho avuto il piacere di conoscerti di persona, anche se velocemente, e ti ripeto quello che ti ho detto in quell'occasione : tu dovevi fare lo scrittore.

Ma, oltre alla forma perfetta, la cosa grandiosa è che si capisce da ogni tua parola che bella persona che sei.

E dì a Junior che prima o poi lo vedrà, il numero 11. E' una promessa, perché - come Dunston - noi non molliamo.

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Mi prudono i polpastrelli, avrei voglia di quotare il Winston Wolf di Pulp Fiction ma anche se forse farebbe sorridere qualcuno finirei per rovinare questo post bellissimo.

NON VI CONOSCO, ma in qualche modo mi siete entrati nel cuore.

Questo é davvero un forum speciale frequentato da gente speciale, spero un giorno di conoscervi tutti, non mi sono mai divertito tanto prima durante e dopo le partite dei nostri ragazzi come in questi ultimi giorni in cui ho iniziato a scrivere e leggere VFB. UN GRAZIE DI CUORE ANCHE A TUTTI VOI RAGAZZI E RAGAZZE!!!! :D

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Come altre volte....senza parole...qualche lacrima, tanta stima e affetto ....

Sappi che quest' anno io e te abbiamo creato almeno due nuovi tifosi appassionati della Pallacanestro Varese, e non è poco.

Brothers.

Fai pure tre.

Grazie di tutto.

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Madooonnaa.. Dopo aver rischiato di annegare tra le lacrime, mo mi sta venendo il diabete.... :D

Hai ragione si sta esagerando

" eh, non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda. (Winston Wolf a Vincent Vega e Jules Winnfield)"

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Credevo che le lacrime per questo scudetto svanito per un polpaccio fossero finite. Lo volevo perché è solo uno sport e la vita continua, mi sono detto per tutto il giorno. Poi leggo queste righe e mi ritrovo ancora con gli occhi carichi di lacrime e il groppo che fa su e giù per la gola.

Non sono a Masnago tutte le domeniche. Non posso per tempo, lontananza e soldi. Ma questi playoff sono una delle pagine di vita più belle che ho vissuto. Grazie alla squadra, grazie a chi mi sedeva accanto e chi incrociavo a fine partita, grazie a questo maledetto forum che sta diventando una malattia.Grazie a gente come Mangu che era pronto a venirmi a prendere a Bergamo per portarmi al palazzetto (è bastato Milano) e mi ha fatto da babysitter per un pomeriggio intero. Grazie a gente come Rooster che mi recupera il miniabbonamento, a La Jean con cui mangio un boccone a mezzogiorno di gara sette per abbassare la tensione, al Dragone che mi ha dato una mano professionale con una generosità fuori dal comune. E ancora grazie al Piva che mi ha coccolato in questi giorni, a Virgus e Tat che mi hanno schiacciato per tanti meravigliosi 40 minuti, a SIlver che c'è sempre e comunque, a Maurizio con cui mi sento costantemente per i nostro commenti. Grazie a Joe, a Quindici e Marisa, tre che per motivi diversi strameritavano questo tricolore. Grazie a Homer e a Buford che mi strappano sorrisi continui. Grazie a tutti quelli che in questo istanto scordo e di cui mi pentirò non aver citato con un episodo il quale sicuramente ci sarà stato. Senza mai dimenticare la bella persona che è Lucaweb, artefice di questo miracolo e l'Ispettore sempre nei miei pensieri.

Belle parole Ponchiaz. Belle perché trasudano sincerità e una sensibilità fuori dall'ordinario che spesso nascondi dietro la tua ironia e satira. Come gli sms che ci siamo inaspettatamente scambiati quando ero in ospedale e subito dopo Sakotasboro in gara sei. Dire grazie Zeus è il minimo sindacale. Non rende l'idea di quanto ti sia grato per questo tread.

Gara uno con Venezia. Dissi: "Se si va fino in fondo organizzate macchine e questa volta venite voi da me nella bergamasca per una girgliata". Secondo me siamo andati fino in fondo perché abbiamo creato amicizie che vanno oltre il tricolore. L'invito è validissimo

Vi voglio bene

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Ok, lo dico, mi rode il bueo del cueo di brutto..

Ma oggi mi sento più nello stato d'animo di Vacirca.

Da fastidio da morire che siamo stati eliminati da una squadra che neanche doveva iscriversi al campionato, che non doveva schierare hackett e brown per una squalifica (del cazzo, ma squalifica c'era!) e, chissà, magari un giorno roderà ancora di più, quando loro avranno finito di bulleggiare impuniti come ora.

Sono però più positivo di ieri, quando all'allungo decisivo mi sono dovuto chiudere in cucina qualche minuto perché mi era franato il mondo addosso.

Quest'anno abbiamo vissuto emozioni violentissime che, pur non essendo un "povero vecchio" come il Piva, mi hanno fatto tornare indietro con gli anni (un ringraziamento speciale anche agli ultras romani per la loro partecipazione alla stagione :D).

Tanto mi basta per essere sereno stasera.

Per i brutti pensieri, aspettiamo la settimana prossima quando sapremo chi, come e dove se ne andrà..

Per ora mi basta questo perché è vero che a Varese ormai di vince poco, ma bastano di queste stagioni per dare un senso alla nostra appartenenza!

Infine un pensiero british per la buona notte e per i miei fans :D

Siena Siena vaffanculo! Mi fate più schifo dei canturini..

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Credevo che le lacrime per questo scudetto svanito per un polpaccio fossero finite. Lo volevo perché è solo uno sport e la vita continua, mi sono detto per tutto il giorno. Poi leggo queste righe e mi ritrovo ancora con gli occhi carichi di lacrime e il groppo che fa su e giù per la gola.

Non sono a Masnago tutte le domeniche. Non posso per tempo, lontananza e soldi. Ma questi playoff sono una delle pagine di vita più belle che ho vissuto. Grazie alla squadra, grazie a chi mi sedeva accanto e chi incrociavo a fine partita, grazie a questo maledetto forum che sta diventando una malattia.Grazie a gente come Mangu che era pronto a venirmi a prendere a Bergamo per portarmi al palazzetto (è bastato Milano) e mi ha fatto da babysitter per un pomeriggio intero. Grazie a gente come Rooster che mi recupera il miniabbonamento, a La Jean con cui mangio un boccone a mezzogiorno di gara sette per abbassare la tensione, al Dragone che mi ha dato una mano professionale con una generosità fuori dal comune. E ancora grazie al Piva che mi ha coccolato in questi giorni, a Virgus e Tat che mi hanno schiacciato per tanti meravigliosi 40 minuti, a SIlver che c'è sempre e comunque, a Maurizio con cui mi sento costantemente per i nostro commenti. Grazie a Joe, a Quindici e Marisa, tre che per motivi diversi strameritavano questo tricolore. Grazie a Homer e a Buford che mi strappano sorrisi continui. Grazie a tutti quelli che in questo istanto scordo e di cui mi pentirò non aver citato con un episodo il quale sicuramente ci sarà stato. Senza mai dimenticare la bella persona che è Lucaweb, artefice di questo miracolo e l'Ispettore sempre nei miei pensieri.

Belle parole Ponchiaz. Belle perché trasudano sincerità e una sensibilità fuori dall'ordinario che spesso nascondi dietro la tua ironia e satira. Come gli sms che ci siamo inaspettatamente scambiati quando ero in ospedale e subito dopo Sakotasboro in gara sei. Dire grazie Zeus è il minimo sindacale. Non rende l'idea di quanto ti sia grato per questo tread.

Gara uno con Venezia. Dissi: "Se si va fino in fondo organizzate macchine e questa volta venite voi da me nella bergamasca per una girgliata". Secondo me siamo andati fino in fondo perché abbiamo creato amicizie che vanno oltre il tricolore. L'invito è validissimo

Vi voglio bene

Mi associo a quanto detto, anche se non conosco di persona nessuno di voi, ma posso dirvi che da quando mi sono iscritto

a questo forum è stato bellissimo seguire la nostra Varese !

Spero di incontrare qualcuno di voi a Masnago o - se qualcuno potrà - nella mia Umbria o non so dove, perchè in questo forum

è possibile stabilire amicizia, anche se a distanza come purtroppo nel mio caso. sotto il segno della nostra squadra !

Tu Paolo sei una di quelle persone che vorrei incontrare (anche se ricordo che non avevi accolto bene la mia prima poesia

che pubblicai nel forum l' anno scorso, proprio di questi tempi dopo gara 4 P.O. sempre contro la Monte Ladri !) e spero un

giorno di riuscirci.

Posso dirvi anche che frequentando questo forum la passione che provo per Varese è molto aumentata, grazie a voi

tutti, e x uno come me che segue da più di 30 anni questa squadra - ed è purtroppo abituato a farlo a distanza e in solitudine -

è una cosa mooooolto positiva :thumbsup: e che mi ha aiutato a trascorrere molte giornate lavorative in maniera positiva ! :D

Grazie anche a LucaWeb ed ai suoi collaboratori

FORZA VARESE !

Edited by RobertoPG
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