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L’OPINIONE di GIANCARLO PIGIONATTI

Tutto sbagliato, tutto da rifare? Non proprio così ma poco ci manca per una Pallacanestro Varese che si dibatte come una mosca impigliata in una ragnatela. Come dire d'una realtà che non perdona fragilità e inadeguatezze costituzionali d'un collettivo poco attrezzato convenientemente dai suoi artefici, ovvero i decisori del mercato biancorosso, chiamati ora in correo dalle proprie infelici o sfortunate strategie come documenta la classifica che rischia di provocare attacchi di panico al tifoso più puro se già guarda alle prossime giornate (Milano a Masnago, Cremona e Brindisi in trasferta). V'è pur sempre l'alibi di un budget limitato nonché inferiore a quello di diverse avversarie salvo poi, a estremi mali (con estremi rimedi), gravare il bilancio per rinforzi o presunti tali per ottenere magari gli stessi risultati, se non peggiori in uno spogliatoio che ha perso serenità e armonia. È in estate che si costruiscono scudetti, playoff e salvezze: un progetto può anche diventare virtuoso grazie a un ritocco, ma non si può dire la stessa cosa se occorrono più aggiustamenti per cambiare faccia a una squadra. E, spesso, ci stupiamo come professionisti di mestiere, con tante lunghe, belle e intense storie vissute sui campi, risultino invece poco illuminati per competenza in cognizione di causa. Eppure a dirigenti e tecnici spetta, per ruolo, il senno del prima e non del poi che solo al tifoso non fa difetto nella sua smisurata passionalità.
Non siamo alla catastrofe seppur con il fiato corto (che talvolta ci sembra un rantolo) di fatiche vane, come lo sono certe glorie, che affliggono di paure una piazza grande come quella di Varese. Che, probabilmente, sarebbe già in rivolta con ben altro tecnico di mezzo (basti ripensare a Frates) non potendo eccepire sul conto di Pozzecco, idolo delle folle e pure esordiente, capibile e giustificabile, un po' meno - come si osservava - nell'aver messo mano alla creazione della squadra. Sicuramente va da sé che quella dell'allenatore sia stata la mossa più felice e opportuna della dirigenza biancorossa. Ora v'è da sperare che la delusione, se monterà, non s'infranga sui giocatori o eventualmente su qualcuno in particolare: crocifiggendo non si salva il salvabile.
Nel frattempo non si possono nascondere le preoccupazioni di fronte a una squadra che, in atterraggio, sparisce dai radar schiantandosi in tanti pezzi, come gli individualismi fini a se stessi, riandando con il pensiero alle giocate di Robinson e soci, improvvisamente senza capo né coda. A Roma s'è visto lo stesso film girato a Masnago contro Trento: un primo tempo che ti fa credere in una squadra audace e brillante, e una ripresa di clamorose amnesie e sconcertanti mancanze. Ed ecco il solito finale, da piangere. Se è vero che i valori reali d'un collettivo emergono alla distanza, evidentemente Varese (prime due giornate a parte) non li possiede per quei limiti già noti, il più cruciale dei quali riguarda un'autorità che comandi giochi e ritmi come d'altra parte la presenza consistente di un pivot. Alla fine torniamo agli stessi punti di mesi fa ma avanti bisogna guardare, con fiducia e affetto per Pozzecco e i suoi uomini che, ora più che mai, ne hanno bisogno.

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Cioè, il fatto che ad un certo punto mostriamo l'intensità di uno stracchino e bastano due ruzzate per toglierci dal campo dipende dal play e dal pivot. Ma che noia...

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Cioè, il fatto che ad un certo punto mostriamo l'intensità di uno stracchino e bastano due ruzzate per toglierci dal campo dipende dal play e dal pivot. Ma che noia...

Oh cazzo, quoto.

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Cioè, il fatto che ad un certo punto mostriamo l'intensità di uno stracchino e bastano due ruzzate per toglierci dal campo dipende dal play e dal pivot. Ma che noia...

Secondo me il cuore dell'articolo è un altro.

Poi, ci mancherebbe, ognuno ne trae le conclusioni che crede.

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Cioè, il fatto che ad un certo punto mostriamo l'intensità di uno stracchino e bastano due ruzzate per toglierci dal campo dipende dal play e dal pivot. Ma che noia...

Non è ora che cominci a scrivere con cadenza quindicinale ... tanto scrive sempre le stesse cose

Posted (edited)

Cioè, il fatto che ad un certo punto mostriamo l'intensità di uno stracchino e bastano due ruzzate per toglierci dal campo dipende dal play e dal pivot. Ma che noia...

Beh beh...non vorrai negare che qualche problemino sull' asse play-pivot c'è....

Edited by ROOSTERS99
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Secondo me il cuore dell'articolo è un altro.

Poi, ci mancherebbe, ognuno ne trae le conclusioni che crede.

Il cuore dell'articolo è quasi peggio della sostanza che ha commentato il Dragone.

E poi ci si lamenta che in Italia non si ha la pazienza di formare e accettare gli errori di chi ha poca (o nulla) esperienza.

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Probabile non abbia capito un tubo...

tante righe richiederebbero più tempo, però mi sembra un attacco al management più che a pozzecco e francamente non me la sento di dargli torto.

Ogni anno si commettono sempre gli stessi errori.

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lo scenario catastrofico dell'articolo mi pare "eccessivo" ma il rischio di aver preso dei granchi anche quest'estate è presente..............

Edited by DRIZZY
Posted (edited)

No perché io subito dopo leggo Vescovi e scopro che abbiamo preso due play, 68 anni in due, ma è Kangur il vero play occulto del campo per la sua capacità di muovere la palla ed aprire il campo.

Edited by sertar
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Deane nn è un play, può farlo ma è una guardia realizzatrice principalmente, questo nn toglie che quando ha lui la palla è meglio di quando la ha Bob

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Beh beh...non vorrai negare che qualche problemino sull' asse play-pivot c'è....

Sì, ma la menata non può essere sempre quella. Come se poi Robinson non fosse un play o Daniel un pivot. Allora si dica: servono un play e un pivot fortissimi. E grazie a Grazia e a Graziella. A costruire le squadre con la tastiera sono buoni tutti. Il resto é il solito esercizio retorico di ogni anno, chiunque alleni, chiunque faccia il GM. Lui ne sa di più, quell'altro ha capito tutto. Davvero strano che poi siano finiti tutti a fare i giornalisti, potevamo avere la bacheca strapiena. Ormai Giesse e Franz, poi il vuoto.

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No perché io subito dopo leggo Vescovi e scopro che abbiamo preso due play, 68 anni in due, ma è Kangur il vero play occulto del campo per la sua capacità di muovere la palla ed aprire il campo.

amen!

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Il cuore dell'articolo è quasi peggio della sostanza che ha commentato il Dragone.

E poi ci si lamenta che in Italia non si ha la pazienza di formare e accettare gli errori di chi ha poca (o nulla) esperienza.

Se gli errori servono per migliorare "ben vengano".

Io però di grossi miglioramenti non ne vedo.

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Sì, ma la menata non può essere sempre quella. Come se poi Robinson non fosse un play o Daniel un pivot. Allora si dica: servono un play e un pivot fortissimi. E grazie a Grazia e a Graziella. A costruire le squadre con la tastiera sono buoni tutti. Il resto é il solito esercizio retorico di ogni anno, chiunque alleni, chiunque faccia il GM. Lui ne sa di più, quell'altro ha capito tutto. Davvero strano che poi siano finiti tutti a fare i giornalisti, potevamo avere la bacheca strapiena. Ormai Giesse e Franz, poi il vuoto.

Che Daniel sia un centro , e più che accettabile , ok...sul tartarugone-play avanzo dei dubbi e delle perplessità...

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No perché io subito dopo leggo Vescovi e scopro che abbiamo preso due play, 68 anni in due, ma è Kangur il vero play occulto del campo per la sua capacità di muovere la palla ed aprire il campo.

ma infatti...

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Una volta su questo forum si scriveva di basket, adesso è tutta dietrologia.

Questa squadra switcha dalla modalità on fire alla modalità mozzarella non appena l'avversario alza l'intensità agonistica e mette lì due aggiustamenti tattici.

Se il coach fosse stato Frates, avremmo scritto che era male allenata.

Secondo me, mi sbaglierò, invece è poco allenata, soprattutto in attacco.

Perchè se Robinson va fuori giri quando gli cambiano il gameplan, anche a 32 anni deve essere il coach a proporgli delle alternative, mentre l'impressione è che questa squadra possa giocare un solo basket e non sia preparata ad adeguarlo al contesto.

Non è un caso se, dopo la sconfitta con Trento, il Poz si era risentito perchè, vado a memoria, "visto che in attacco possono fare quello che vogliono, in difesa devono dare il massimo per 40 minuti".

Eh no, caro Gianmarco, questi non sono il tuo prolungamento in campo, non sono il Poz che torna a giocare, e non sono nemmeno i tuoi fratelli minori.

Se Diawara viene raddoppiato, deve sapere cosa fare di diverso dall'andare a sbattere contro un muro; se il difensore di Rautins passa dietro il blocco e gli esce sempre davanti sul solito "ricciolo" o quel che è, dev'esserci un'alternativa per fargli ricevere palla dove è pericoloso; se il tuo play, pressato, non capisce più una mazza, devi pensare tu a come torgliegli la pressione.

Salvo il non voler dare ragione ai menapita, che già godono all'idea del "io l'avevo detto" e si crogiolano nel "tanto peggio tanto meglio": perchè l'allenatore bravo non è - soltanto - quello che gestisce i giocatori forti ma anche quello che tira fuori il meglio da giocatori mediocri (in senso etimologico: di medio livello).

E finchè non ti daranno dallenare Milano, caro il mio Poz, e prima o poi succederà (sigh!) la tua alternativa è solo la seconda.

Edited by Dragonheart
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Una volta su questo forum si scriveva di basket, adesso è tutta dietrologia.

Questa squadra switcha dalla modalità on fire alla modalità mozzarella non appena l'avversario alza l'intensità agonistica e mette lì due aggiustamenti tattici.

Se il coach fosse stato Frates, avremmo scritto che era male allenata.

Secondo me, mi sbaglierò, invece è poco allenata, soprattutto in attacco.

Perchè se Robinson va fuori giri quando gli cambiano il gameplan, anche a 32 anni deve essere il coach a proporgli delle alternative, mentre l'impressione è che questa squadra possa giocare un solo basket e non sia preparata ad adeguarlo al contesto.

Non è un caso se, dopo la sconfitta con Trento, il Poz si era risentito perchè, vado a memoria, "visto che in attacco possono fare quello che vogliono, in difesa devono dare il massimo per 40 minuti".

Eh no, caro Gianmarco, questi non sono il tuo prolungamento in campo, non sono il Poz che torna a giocare, e non sono nemmeno i tuoi fratelli minori.

Se Diawara viene raddoppiato, deve sapere cosa fare di diverso dall'andare a sbattere contro un muro; se il difensore di Rautins passa dietro il blocco e gli esce sempre davanti sul solito "ricciolo" o quel che è, dev'esserci un'alternativa per fargli ricevere palla dove è pericoloso; se il tuo play, pressato, non capisce più un mazza, devi pensare tu a come torglieli la pressione.

Salvo il non voler dare ragione ai menapita, che già godono all'idea del "io l'avevo detto" e si crogiolano nel "tanto peggio tanto meglio": perchè l'allenatore bravo non è - soltanto - quello che gestisce i giocatori forti ma anche quello che tira fuori il meglio da giocatori mediocri (in senso etimologico: di medio livello).

E finchè non ti daranno dallenare Milano, caro il mio Poz, e prima o poi succederà (sigh!) la tua alternativa è solo la seconda.

quoto, il fanno quello che vogliono può andare bene magari in lega2 dove americani di livello per la categoria ti fanno davvero la differenza, ma quando trovi difese schierate e organizzate che poi si abituano al tuo modo di giocare le alternative servono, quindi il si fa come si vuole NON VA BENE o meglio non deve essere la costante altrimenti testate contro il muro di continuo

Edited by DRIZZY
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Dimenticavo: se sei avanti in doppia cifra, Diawara riposa. Punto.

"Cavalcarlo" per dilatare un vantaggio che butterai nel cesso in due minuti non serve a niente.

Posted (edited)

Dimenticavo: se sei avanti in doppia cifra, Diawara riposa. Punto.

"Cavalcarlo" per dilatare un vantaggio che butterai nel cesso in due minuti non serve a niente.

guarda verrei ad abbracciarti, la gestione dei giocatori è a dir poco rivedibile dal 1 match a mio modo di vedere, siamo corti ma come anche altre squadre e bisogna saper gestire

Edited by DRIZZY
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guarda verrei ad abbracciarti, la gestione dei giocatori è a dir poco rivedibile dal 1 match a mio modo di vedere, siamo corti ma come anche altre squadre e bisogna saper gestire

A parte che, al massimo, ad abbracciarmi può venire tua sorella, se ne hai una ed è carina e maggiorenne; il problema non è la gestione del singolo giocatore, ma quell'idea tutta pozzecchiana che il giocatore caldo lo cavalchi fino alla morte (id est, anche quando non distingue più i compagni dagli avversari e prende triple da metà campo in contropiede).

Che era poi quello che lui si aspettava dagli allenatori, ed uno dei motivi per cui li sfanculava ad ogni cambio, anche se poi usciva e s'attaccava alla bombola dell'ossigeno per sopravvivere.

Edited by Dragonheart
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Una volta su questo forum si scriveva di basket, adesso è tutta dietrologia.

Questa squadra switcha dalla modalità on fire alla modalità mozzarella non appena l'avversario alza l'intensità agonistica e mette lì due aggiustamenti tattici.

Se il coach fosse stato Frates, avremmo scritto che era male allenata.

Secondo me, mi sbaglierò, invece è poco allenata, soprattutto in attacco.

Perchè se Robinson va fuori giri quando gli cambiano il gameplan, anche a 32 anni deve essere il coach a proporgli delle alternative, mentre l'impressione è che questa squadra possa giocare un solo basket e non sia preparata ad adeguarlo al contesto.

Non è un caso se, dopo la sconfitta con Trento, il Poz si era risentito perchè, vado a memoria, "visto che in attacco possono fare quello che vogliono, in difesa devono dare il massimo per 40 minuti".

Eh no, caro Gianmarco, questi non sono il tuo prolungamento in campo, non sono il Poz che torna a giocare, e non sono nemmeno i tuoi fratelli minori.

Se Diawara viene raddoppiato, deve sapere cosa fare di diverso dall'andare a sbattere contro un muro; se il difensore di Rautins passa dietro il blocco e gli esce sempre davanti sul solito "ricciolo" o quel che è, dev'esserci un'alternativa per fargli ricevere palla dove è pericoloso; se il tuo play, pressato, non capisce più una mazza, devi pensare tu a come torgliegli la pressione.

Salvo il non voler dare ragione ai menapita, che già godono all'idea del "io l'avevo detto" e si crogiolano nel "tanto peggio tanto meglio": perchè l'allenatore bravo non è - soltanto - quello che gestisce i giocatori forti ma anche quello che tira fuori il meglio da giocatori mediocri (in senso etimologico: di medio livello).

E finchè non ti daranno dallenare Milano, caro il mio Poz, e prima o poi succederà (sigh!) la tua alternativa è solo la seconda.

Se avessimo dei ragazzini di poco più che vent'anni ti darei ragione al 300%

Ma qui siamo una squadra di "vecchietti" e se non hai capito come evitare la pressione, aggirare un blocco, o scaricare in penetrazione a 30 anni suonati...è molto facile che tu non lo capirai mai...

Per questo io sostengo la tesi del Pigio (questa volta). Il tuo scout, il tuo GM, insomma chi fa il mercato queste cose LE DEVE VEDERE SUBITO.

Almeno, così la vedo io.

Posted (edited)

A parte che, al massimo, ad abbracciarmi può venire tua sorella, se ne hai una ed è carina e maggiorenne; il problema non è la gestione del singolo giocatore, ma quell'idea tutta pozzecchiana che il giocatore caldo lo cavalchi fino alla morte (id est, anche quando non distingue più i compagni dagli avversari e prende triple da metà campo in contropiede).

Che era poi quello che lui si aspettava dagli allenatori, ed uno dei motivi per cui li sfanculava ad ogni cambio, anche se poi usciva e s'attaccava alla bombola dell'ossigeno per sopravvivere.

l'esempio più eclatante Rautins che stava giocando alla grande ma..... 4 falli sul groppone

Edited by DRIZZY
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Se avessimo dei ragazzini di poco più che vent'anni ti darei ragione al 300%

Ma qui siamo una squadra di "vecchietti" e se non hai capito come evitare la pressione, aggirare un blocco, o scaricare in penetrazione a 30 anni suonati...è molto facile che tu non lo capirai mai...

Per questo io sostengo la tesi del Pigio (questa volta). Il tuo scout, il tuo GM, insomma chi fa il mercato queste cose LE DEVE VEDERE SUBITO.

Almeno, così la vedo io.

Il problema è a monte: il GM è quello che ha costruito unla squadra che va avanti di 15 punti e poi getta via il vantaggio?

No, probabilmente ha costruito la squadra che va avanti di 15, sapendo che aveva dei difetti ma immaginando che si potessero mascherare.

Però, sul tratto che va dal + 15 al - 8, non è che puoi guardare il GM e dirgli "è colpa tua" (e io l'avevo detto).

Perchè sul +15 sta all'allenatore, ed ai giocatori, fare il resto.

Però, se l'allenatore è un totem, e un amico, forse vien più facile volgere lo sguardo altrove, e dare 5 a Diawara, o 4 al cecco.

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A parte che, al massimo, ad abbracciarmi può venire tua sorella, se ne hai una ed è carina e maggiorenne; il problema non è la gestione del singolo giocatore, ma quell'idea tutta pozzecchiana che il giocatore caldo lo cavalchi fino alla morte (id est, anche quando non distingue più i compagni dagli avversari e prende triple da metà campo in contropiede).

Che era poi quello che lui si aspettava dagli allenatori, ed uno dei motivi per cui li sfanculava ad ogni cambio, anche se poi usciva e s'attaccava alla bombola dell'ossigeno per sopravvivere.

Fattostà che lui, il Poz, giocava 38 minuti, non si sfanculava col coach e che l' ultimo scudetto Varese lo ha vinto con lo schema di attacco "fatte quel cazzo che volete, tanto sapete tutti cosa fare".

Così, come dato statistico.

Drizzy, citare poi il 4° di Rautins come "mala" gestione del Poz....beh, dai....

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