tatanka Posted April 12, 2006 Posted April 12, 2006 Forse hai ragione tu, sono un manipolatore... però veder citare la buonanima, da nipote di partigiani, mi provoca sempre irritazione... non mi pare che, ora della fine della Storia, le parole di quell'uomo sugli italiani possano essere citate ad esempio d'alcunchè, se non del fatto che avrebbe potuto occuparsi d'altro... Ma partigiani comunisti o partigiani non comunisti?
Giulio Posted April 12, 2006 Posted April 12, 2006 Ma partigiani comunisti o partigiani non comunisti? Socialisti, Brigata Matteotti
corny Posted April 12, 2006 Posted April 12, 2006 esistono grandi pensatori e grandi condottieri (sono rari e preziosi) che guidano intere popolazioni i popoli non pensano, i popoli possono essere solo comandati... Quando leggo queste cose mi vengono i brividi dietro la schiena... Scusa Marko ma chi intendi per grandi condottieri e pensatori Hitler, Stalin, Mussolini, Tito..... tutti i dittatori come Saddam Hussein? Per forza, mica ballavano 20000 voti allora................. Comunque, nel 2001, la mergherita, dopo il controllo delle schede, ottenne un ritocco di 0,5 punti verso l' alto........ Più che altro civorrebbe più pudore nel dire di aver vinto............. Le schede da controllare sono solo quelle contestate cioè per la camera circa 45.000, vuoi che siano tutte della CDL? Non attacchiamoci sui vetri dai...
marko Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 ... Corny, io non ho fatto nomi né esempi... ho semplicemente esposto ciò che penso a proposito della tanto esaltata virtù popolare di autodecisione delle proprie sorti. ho "semplicemente" detto che non credo nella volontà popolare o a una coscienza così globale... ed è ampiamente dimostrato che La Storia l'hanno fatta Uomini (da hitler a gandhi...) che hanno guidato popoli. in alcuni casi, alcuni di questi leader hanno concesso al popolo l'illusione di far parte di un grande movimento spontaneo e "naturale", ma non è così. mai questo era il succo della mia risposta ad Alberto. mi spiace, forse non sono stato chiaro... poi, quello che penso io su Mussolini (e qui avrei mooolto da dire... ma mi/vi risparmio l'apologia di reato ), Saddam, Bush è un altro discorso... te capì!?
Ale Div. Posted April 13, 2006 Author Posted April 13, 2006 (edited) Spunti di riflessione... La Goldman Sachs non ha aspettato nemmeno che il governo si insediasse per far scattare l'attacco all'Italia. di Maurizio Blondet. «Vendere i titoli di Stato italiani, comprare quelli tedeschi»: la Goldman Sachs non ha nemmeno aspettato che il «suo» governo andasse al potere in Italia (Prodi, Draghi, Monti: tutti suoi dipendenti) per cominciare la manovra (Nota 1). Ed è la solita di manovra: abbassare il rating italiano per svalutare i nostri cespiti e patrimoni, e poi acquistarli per un boccone di pane. Come già fecero ai tempi del «Britannia», il panfilo della regina, su cui salì Mario Draghi ad incoraggiare la svendita (Nota 2). Gli altri organi della finanza globale stanno tenendo bordone. Moody’s,. Fitch e Standards & Poor tutte insieme giurano su prospettive negative per l’Italia. Risultato: già ora il BOT decennale deve avere un rendimento del 4,14, come i titoli del debito similari di Grecia e Malaysia, che stanno sotto di noi parecchio nel rating. Il rating misura il rischio d’insolvenza. Ovviamente, Goldman e compagni non credono affatto che l’Italia farà fallimento. Vogliono solo, spandendo allarme, lucrare un po’ di più (a spese nostre) sui BOT che lo Sstato italiota emetterà. E nel 2006 ne emetterà per 200 miliardi di euro, un quarto dell’intero debito europeo. Allora Goldman e compari ne compreranno a man bassa, come al solito: con un ritocco in aumento dello 0,30, su quei volumi, è un bel lucrare. Vogliono anche imporci le «riforme» ultra-liberiste: «l’Italia ha bisogno di fare riforme serie», ha sancito Brian Coulton di Fitch. Ossia: tagli dei salari e delle pensioni (il solo «snellimento della spesa pubblica» prevedibile), flessibilità, più tasse per colmare il debito che è fuori dai parametri di Maastricht. Per questo agitano il declassamento del debito, anzi di più: l’espulsione del nostro Paese dall’area euro (la Germania, che al contrario di noi ha tagliato i salari ed ha riacquistato «competitività», ci sta pensando seriamente), il «farete la fine dell'Argentina». Il loro calcolo è che Prodi farà di tutto per restare nell’euro (in fondo è la sua gloria, è stato lui a portarci dentro) e per mostrare che l’Italia paga i debiti. La Goldman confida che i suoi dipendenti al potere in Italia applicheranno le ricette di scuola: privatizzazioni, supertassazioni e tagli dei redditi. Ed è certa che, siccome Prodi e Monti sono «di sinistra», potranno farlo senza che la CGIL faccia sciopero, che la rivolta sociale scenda nelle piazze. Prodi farà l’impossibile. A spese nostre, ovviamente: ci farà sudare sangue, ci strizzerà i portafogli come limoni, ci metterà alla frusta. E' questo il calcolo della finanza saccheggiatrice globale: di poterci strizzare a piacere. La Goldman Sachs tira la corda dell’allarmismo. Fino alla spasimo, tant’è sicura dei suoi addetti al governo d’Italia. E se, alla fine, la tirasse troppo? Perché può venire il momento in cui l’insieme di allarmismi, speculazioni al ribasso e una possibile messa in quarantena da parte dei franco-tedeschi possono accumularsi, spingendo l’Italia dove Prodi non vorrebbe: a farci fare «la fine dell’Argentina». Cioè a fare default. Certo, per i redditi fissi e i pensionati sarebbero mesi durissimi. Le banche che non lasciano prelevare dai conti correnti più di 200 euro a settimana. E che non rimborsano i BOT. Fallimenti di aziende, disoccupazione alle stelle (vi abbiamo già suggerito: tenete i soldi in casa e in cassette di sicurezza, liquidi, in franchi svizzeri se possibile). E la benzina alla pompa, carissima. E i telefonini e gli altri gadget elettronici, alle stelle. Ma intanto, guadagneremmo un vantaggio enorme: ripudieremmo il colossale debito pubblico, come l’Argentina. E liberi dal debito, resi più leggeri dal peso degli interessi, potremmo sperare nella nostra ripresa. Fateci caso: persino l’Argentina, dopo il default e i durissimi mesi, sta molto meglio. Di più: tutta l’America Latina, siano al governo le destre o le sinistre, sta rifiutando le politiche d’austerità imposte dal Fondo Monetario. Quelle politiche di tagli («riforme») che secondo il Fondo Monetario, gli Stati indebitati debbono fare «per il loro bene» - ma in realtà per garantire il pagamento dei ratei ai creditori globali. Da quando hanno smesso di prendere la medicina del Fondo Monetario, i Paesi sudamericani stanno guarendo. Ogni giorno diventano più robusti. Naturalmente, questa prospettiva non piace a Goldman Sachs. Un default sul debito dell’Italia, ed essa si trova con i nostri titoli, che ha comprato sperando di lucrare interessi più alti, tramutati in valigiate di carta straccia. Naturalmente, la finanza globale minaccia: fate default, e poi chi vi farà ancora dei prestiti? Lo hanno detto anche all’Argentina. Oggi, sono loro che le offrono prestiti. E poi e poi, nonostante quel che dice Goldman Sachs e i suoi compari del rating, l’Italia «non è» l’Argentina. Non solo perché ha una struttura industriale più robusta e complessa e un mercato interno più grosso. Non somiglia all’Argentina, in un particolare cruciale: che l’Italia può fare prestiti a se stessa. Oggi, gran parte del debito pubblico italiano è in euro e sui mercati internazionali. E’ stato Ciampi a volerci indebitare con l’estero, al solo scopo di legarci ai grandi creditori mondiali. Ma non è una necessità. Gli italiani hanno sempre sottoscritto i BOT, non hanno mai mandato deserte le aste. Hanno coperto il debito, senza bisogno di prestiti stranieri. Siamo ancora un popolo di risparmiatori, anche se affaticati dalle austerità, dalle tariffe dei monopolisti e dai rincari: possiamo ancora comprare i titoli del nostro debito, se danno buoni interessi, in una moneta nazionale, o in un euro debole. S'intende, il ripudio del debito sovrano non è una passeggiata. E’ una cura da cavalli, assai dolorosa, a cui il Paese, per ricavarne vantaggi, deve essere preparato. Con piani pubblici di dirigismo economico, cogliere un’occasione (che non durerà in eterno) per una vera riconversione del sistema Italia. Un punto, dovrebbe essere una riorganizzazione scientifica del turismo. Qui abbiamo perso colpi, dormendo sulle nostre presunte «bellezze naturali» (devastate da noi stessi) e sui «monumenti» (abbandonati alla burocrazia ottusa delle Belle Arti, fatta di archivisti e «conservatori»). Invece il turismo è un’impresa, che occupa molta manodopera e relativamente poco capitale; ma va gestita in modo innovativo, con spirito insieme di cultura e d’imprenditoria. (...) Un’inchiesta del TG3, «Report», ne ha mostrato recentemente alcune: giovani straordinari, con salari da precari e da borsisti, costretti a lavorare in scantinati scrostati con impianti invecchiati o guasti, sempre sul punto di dover smettere per «mancanza di finanziamenti» e di prendere il volo per le università estere che li reclamano, fanno cose egregie. Invenzioni sorprendenti. Scoperte strepitose, che potrebbero tradursi in brevetti assoluti. Identificare le nostre eccellenze non è difficile, visto che c’è riuscito un giornalista. Ciò che rende difficile la loro identificazione, che rende «invisibili» i nostri giovani migliori e più dedicati, sono i baroni: quelli che stanno ai piani nobili, e mandano i giovani negli scantinati e nelle autorimesse. Quello che occorre con urgenza, è smantellare le baronie. Quelle universitarie anzitutto - la vera palla al piede della scienza italiana. Quelle dei sedicenti «industriali» alla Montezemolo, che parla tanto di «investimenti nella ricerca» ma, quanto a lui, investe in una ditta di moda e vestiti di lusso. Ma anche quella dei grand commis pubblici. L’Italia non può pagare due miliardi l’anno a un solo dirigente statale (Gaetano Gifuni, insisto): a paga dimezzata, non lo si riduce alla fame, e resta qualche miliardo per la famosa «ricerca». E i sindacati? Estraggono dall’Italia circa 3 mila miliardi l’anno. Vogliamo dimezzare questo introito parassitario, inutile? Tra le baronie parassitarie metto anche la Chiesa. Mi risulta che il cardinal Camillo è allarmatissimo per la vittoria delle sinistre: teme che la Rosa nel Pugno tolga alla Chiesa l’8 per mille. No, non avverrà, perché La Margherita si è già candidata a fare il partito clericale. Ma sarebbe bene che avvenisse. L’8 per mille è radicalmente corruttore della Chiesa: l’alto clero (non i preti, poveracci, ma i vescovi della CEI) può fare a meno del popolo perché riceve i soldi da una tassa. Per questo la Chiesa va per conto suo, i suoi teologi s’inventano una nuova religione. L’8 per mille è diventata la sola cosa da difendere, la sola fede delle porpore, e l’alto clero una burocrazia inadempiente. Il 4 per mille basta: mille miliardi di vecchie lire l’anno, anziché duemila. E invece, un 4 per mille per la ricerca e la scienza: per quei giovani che stanno negli scantinati, studiano e fanno scoperte. Ma non succederà, sto solo sognando. Prodi non lo farà succedere. Forse, con lui finiremo come l’Argentina: ma dopo le sue cure, e senza i vantaggi del disastro. -------------------------------------------------------------------------------- Note 1) Capintesta dalla Goldman Sachs per l’Europa è Claudio Costamagna (ex Montedison), la cui moglie risulta una grande finanziatrice di Prodi. Facciamo qui i nomi di altri dipendenti di Goldman: forse non vi dicono niente ora, ma li vedrete magari in qualche posto di sottogoverno o «autority» del regime-Prodi. Sono: Diego De Giorgi, Massimo Tononi, Andrea Ponti, Chicco di Stasi, James del Favero. 2) Mario Draghi era allora alto funzionario al Tesoro, e non doveva essere sul Britannia - dove si discuteva come comprarsi a bocconi i gioielli delle partecipazioni statali - per evidente conflitto d’interesse. Per di più, tacque di questa sua partecipazione crocerina (in cui aveva incoraggiato la svendita) per due anni, quando fu costretto a dirlo perché interrogato da un’audizione parlamentare: scese, si scusò, subito dopo il suo discorso d’apertura. Per questo solo fatto, dovrebbe essere, se non in galera, ad Hammamet; invece è al vertice di Bankitalia. Il conflitto d’interesse esiste solo per uno. Edited April 13, 2006 by Ale Div.
Les Claypool Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Scusatemi, ora divento un pò cattivello. Per farvi capire meglio chi è questo fine intellettuale, Blondet, vi invito a leggervi questo pezzo a proposito di un simpatico e timorato di dio vecchiettino. Uno che pare abbia ordinato le stragi di Borsellino e Falcone, ma questi sono dettagli, limportante è la famiglia e la bibbia sul tavolo. Io non ho parole, voi che ne dite? Peccato, Provenzano Maurizio Blondet 13/04/2006 Il casolare in località «Montagna dei cavalli» dov'e' stato catturato Bernardo ProvenzanoPALERMO - «Bastardo», gli hanno gridato degli studenti, dei «giovani» (conformisti cioè), convinti dai media di celebrare un rito civico. Invece per l’Italia e la Sicilia, l’arresto di questo capo settantenne - certo omicida e mandante di omicidi - dovrebbe essere motivo per un amaro dolore. Il capo viveva in una masseria, in pochi metri quadri di disadorna povertà. Ricercato da tutti, e nel Paese in cui era nato. Un Vangelo, un rosario, il libro di un suo nemico, il comandante Ultimo. E una macchina da scrivere. Il semi-analfabeta con la seconda elementare passava le giornate scrivendo: ordini, su quei foglietti. Il Paese abbonda di altri «bastardi», che del potere godono la ricchezza che dà, ville ai Tropici, piscine, belle ragazze, lussi, coca a fiumi. Basta pensare ad Elkann. A Provenzano bisognerà riconoscere almeno l’indifferenza per i segni del lusso, per i piaceri del potere e dell’eccesso. Viveva in quella reclusione da asceta contadino, nel sobrio sacrificio di sé, per quel suo unico scopo: esercitare il potere. Anzi non il potere, ma qualcosa di più: il siciliano comando. Credo vero che nessuno dei suoi lo abbia tradito: un uomo di comando suscita rispetto e naturale devozione. Solidi affetti familiari lo circondano: la moglie gli mandava il cibo, i familiari facevano quadrato, un figlio, forse esemplare, lavora in Germania come insegnante. Tutto questo parla di un «carattere». La Sicilia - forse sola regione delle nostre - produce caratteri. Anni fa vidi un’intervista televisiva a Tano Badalamenti, nel carcere americano dove sconta l’ergastolo. Severo ed elegante nel camiciotto carcerario azzurro, rispondeva asciutto e con un filo di ironia, imperturbabile. Non reticente (aggettivo che forse meglio si converrà, per esempio, a Prodi) ma laconico: uomo di segreti che non tradiva. Uomo di comando e di silenzi. Un uomo così, si capiva a vista, mai sarebbe stato «infame», mai avrebbe tradito i suoi per sconti di pena. Chi comanda è responsabile dei suoi sottoposti. Si capiva bene la sua terribile possibilità: era uomo che poteva dare ordini da quel carcere, e farli eseguire. Era un uomo di parola. Un uomo, a dirla tutta, di cui ti potevi fidare. Conosceva questo aspetto un uomo ingiustamente dimenticato, un carabiniere, di nome Lombardo. Anni fa, su ordine dei superiori, andò da Badalamenti in USA e gli propose un patto: farlo venire in Italia a testimoniare su Andreotti. Fu un patto tra siciliani, tra uomini di carattere. Don Tano accettò di venire, ma solo per parlare su Andreotti, non altro. Per scagionarlo, sbugiardando Buscetta, l’accusatore del politico, l’infame. Nel patto dovettero essere poste, dal «capo», delle condizioni: solo Lombardo avrebbe dovuto venire a prenderlo, ad una data certa. Solo di lui si fidava. Niente tranelli, altrimenti. Lombardo aveva già il biglietto aereo e un po’ di dollari per la trasferta americana nella tasca dei pantaloni, quando un magistrato (di cui non farò il nome) vietò quel viaggio. Il motivo era chiaro: la cosiddetta giustizia antimafia non voleva una testimonianza che avrebbe annichilito quella del «pentito Buscetta» e smantellato la faticosa fabbricazione contro Giulio. Lombardo scrisse una lettera ai suoi superiori, avvertendo che i soldi e il biglietto li avrebbero trovati sul suo corpo; poi entrò nella sua auto (utilitaria) e si sparò con la pistola d’ordinanza. Nella lettera, spiegava il gesto come una necessità per salvare la sua famiglia. Un siciliano potrà capire quel che il carabiniere Lombardo, l’eroe dello Stato disconoscente, non diceva. Ci sarà stato un patto. Per vincere le resistenze di don Tano, il carabiniere avrà garantito «sulla testa dei miei figli». Non sono parole a vanvera, quando si parla a quattr’occhi con Badalamenti, su una questione di grande peso. Sicuro dello Stato che lo mandava, l’eroe Lombardo offrì la testa dei suoi, come garanzia che avrebbe tenuto la parola. Sapendo che parlava ad un «capo», che quelle teste le avrebbe prese. Lombardo si uccise per questo. Si può solo immaginare come ore dopo, nel lontano carcere americano, Badalamenti abbia saputo la notizia. Si può immaginare il breve gesto della mano con cui avrà fermato i sicari a cinquemila chilometri di distanza: gesto immediatamente obbedito. Il sangue di Lombardo, bastava: lo scagionava ai suoi occhi. Uomo onorato, di parola. I superiori di Lombardo - colonnelli, generali - sono stati poi tutti inquisiti, e a malapena si sono salvati dalla galera. Che voglio dire? Solo questo. «Bastardi» ricchi, lussuosi e potenti ne abbiamo in abbondanza eccessiva; uomini di comando, pochissimi. Nessuno nella vita pubblica. Ora, l’Italia dovrebbe chiedersi: come mai non riusciamo ad attrarre allo Stato uomini di comando così? Uomini di parola e d’onore? Uomini di sacrificio e di fiducia? Uomini di silenzio? Come mai le cariche dello Stato, specie di più alte, sono affollate di pagliette e quaqquaraquà, che a don Tano e a Provenzano non sono umanamente degne di lucidare le scarpe? Che splendidi servitori dello Stato, che straordinari statisti sarebbero questi grandi caratteri siciliani. Invece sono contro. Non abbiamo saputo guadagnarli alla nostra causa comune. Ecco perché quei giovani avrebbero dovuto risparmiarsi il «bastardo» per altri. Avrebbero dovuto piangere su questa Italia: che peccato, la nazione ha perduto Provenzano. Maurizio Blondet
Ale Div. Posted April 13, 2006 Author Posted April 13, 2006 Scusatemi, ora divento un pò cattivello. Per farvi capire meglio chi è questo fine intellettuale, Blondet, vi invito a leggervi questo pezzo a proposito di un simpatico e timorato di dio vecchiettino. Uno che pare abbia ordinato le stragi di Borsellino e Falcone, ma questi sono dettagli, limportante è la famiglia e la bibbia sul tavolo. Io non ho parole, voi che ne dite? Cosa penso? Che sei proprio un comunista! Anzichè rispondermi argomentando, hai tirato fuori una fine provocazione intellettuale per screditare il tuo avversario.Tipico della dialettica marxista.... Su questo articolo ti rispondo così, però mi aspetto risposta da parte tua su quello prima.... Secondo me hai frainteso la provocazione.... che anch'io sono affascinato dalla capacità di nascondersi in una masseria di un paesello per 43 anni. Che se provi a chiedere nel mio paese dove abita la mia famiglia, al terzo tentativo te lo dicono, perchè ci conosciamo tutti. Che in clandestinità conservare il comando, anzi, il Potere è cosa da analizzare scientificamente e non moralmente. Provenzano pretendeva e otteneva l'1-2% di pizzo su quasi tutte le attività produttive siciliane. Come ha fatto a nascondersi per 40 anni? Coperture politiche? Certo. Ma perchè lo coprivano? E perchè questo Potere si è sfaldato negli ultimi anni? Questi sono gli interrogativi che suscita Blondet. Non mi sembra un'apologia della mafia. Per te sì? Perchè? Non farti traviare dal pregiudizio..... Sull'articolo precedente, ci sono cose che non condivido, ma mi chiedo perchè tutte queste agenzie di Rating mondiali debbano stabilire e indicare la politica economica degli Stati nazionali. Non è un mistero per nessuno (che si informa un pochettino) che Prodi e Draghi (Pres del Cons in pectore e Governatore di Banca Italia) abbiano lavorato regolarmente stipendiati per Goldman Sachs....
Massud Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Un presidente del consiglio che dice: "Ci sono brogli a non finire, il risultato delle elezioni deve cambiare" dovrebbe essere messo in galera.
sertar Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Aggiungo che proprio due giorni prima delle elezioni sul «Riformista» di D'Alema, Gian Carlo Padoan - l'economista di fiducia di D'Alema - scriveva un articolo in cui difendeva, se non Berlusconi, l'Italia dagli attacchi al governo del Cavaliere che in quei giorni avevano scatenato l'Economist e il Financial Times. Diceva in sostanza Padoan: gli stessi attacchi erano stati il preludio, nel 1994, al saccheggio dell'economia del nostro Paese da parte dei passeggeri del «Britannia» e di Goldman Sachs. Non basta: anche allora c'erano al potere in Italia le stesse figure istituzionali (Ciampi e Draghi), diceva Padoan. Ed oggi, a quei gruppi che deridono Berlusconi fanno gola banche ed ENI (3)… Questo solo per dire che le cose sono un po' più complicate di quel che sembrano. Perché è troppo semplice pensare che la PBS abbia fatto un servizio a Berlusconi. Forse si è fatta pagare dall'ingenuo impresario («amico dell'America» e accecato dal non aver capito che oggi l'alleato è il vero avversario) ma per fare un lavoro utile ai suoi referenti del Dipartimento di Stato, del partito Democratico e delle banche d'affari USA. O che non sia riuscita a far molto in ogni caso. Dopotutto, l'Italia non è la Serbia né l'Ucraina: alle elezioni siamo abituati, c'è troppo controllo sociale per poter manipolare «l'apparenza» sì da farla apparire sostanza. Ma resta in piedi l'ipotesi che il pareggio-spaccatura sia stato preordinato per agevolare il governo di larghe intese che darà quel che resta di buono in Italia ai poteri forti internazionali, tagliando fuori le «estreme» che nei due schieramenti sono ostili alla finanza globale. Ma allora, perché il sonoro «no» di Prodi (Goldman Sachs) alla grande coalizione? Forse la spiegazione è ovvia: Prodi non ha bisogno di fare un accordo di legislatura con il Polo. Basta che ne aspetti lo sfaldamento, che può ritenere inevitabile, ed accogliere i transfughi democristiani. Forse solo il futuro può chiarire dubbi e sospetti. Resta il dispiacere che l'area di D'Alema (che pare aver capito chi è il nemico principale) sia uscita indebolita dal voto. E restano quelle due torri di schede elettorali: così uguali, così simmetriche, così «anomale».
Les Claypool Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Cosa penso? Che sei proprio un comunista! Anzichè rispondermi argomentando, hai tirato fuori una fine provocazione intellettuale per screditare il tuo avversario.Tipico della dialettica marxista.... Su questo articolo ti rispondo così, però mi aspetto risposta da parte tua su quello prima.... Secondo me hai frainteso la provocazione.... che anch'io sono affascinato dalla capacità di nascondersi in una masseria di un paesello per 43 anni. Che se provi a chiedere nel mio paese dove abita la mia famiglia, al terzo tentativo te lo dicono, perchè ci conosciamo tutti. Che in clandestinità conservare il comando, anzi, il Potere è cosa da analizzare scientificamente e non moralmente. Provenzano pretendeva e otteneva l'1-2% di pizzo su quasi tutte le attività produttive siciliane. Come ha fatto a nascondersi per 40 anni? Coperture politiche? Certo. Ma perchè lo coprivano? E perchè questo Potere si è sfaldato negli ultimi anni? Questi sono gli interrogativi che suscita Blondet. Non mi sembra un'apologia della mafia. Per te sì? Perchè? Non farti traviare dal pregiudizio..... Sull'articolo precedente, ci sono cose che non condivido, ma mi chiedo perchè tutte queste agenzie di Rating mondiali debbano stabilire e indicare la politica economica degli Stati nazionali. Non è un mistero per nessuno (che si informa un pochettino) che Prodi e Draghi (Pres del Cons in pectore e Governatore di Banca Italia) abbiano lavorato regolarmente stipendiati per Goldman Sachs.... Io rimango su Provenzano. Nel pezzo Blondet non si sofferma su coperture politiche e connivenze ma si perde in un giudizio morale che mi fa venire i brividi e che lo porta a dire in sostanza che è meglio uno stragista con il senso della famiglia ed il vangelo sul comodino piuttosto che un debosciato che si rovina di coca. Questo, lo dico senza tanti giri di parole, mi fa schifo. Mi spiace deluderti invece ma sull'articolo che hai postato non ho molto da dire. Alcuni suoi spunti dietrologici possono essere affascinanti ed avere una certa logica, la storia della Goldman (con gite varie sui battelli) non mi convince, mi ha stufato e credo che ormai Blondet si sia perso anche dietro sè stesso, basta solo l'immagine delle due twin towers di schede elettorali come esempio per capire...
Ponchiaz Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Secondo me l'articolo di Blondet mi sembra molto bello, chiaramente provocatorio ma costruito su una architettura interessante. Non avete anche voi trovato totalmente incomprensibile la figura di quest'uomo, in teoria uno tra i piú potenti d'Italia, che rinuncia in toto ad una vita degna di essere chiamata tale...per il solo amore del comando e del potere. In una nazione di persone con seri problemi a prendersi responsabilitá e totalmente focalizzate sul proprio benessere, un esempio di contro cultura che é un vero pugno in faccia. Credo che Blondet volesse dire questo e lo ha fatto bene. Trovo meno interessante quella previsione di Armageddon relativa al nostro prossimo futuro anche se la mia opinione é che il dilemma strategico riguardante l'Italia rimane. Essere un paese capace di creare e produrre beni materiali o essere un paese indirizzato al terziario come chiaramente ha scelto di essere la Gran Bretagna. Personalmente sono stato estremamente deluso da come il cdx ha pateticamente evitato il tema lasciando incancrenire il tessuto produttivo "pesante" ed ingrassando il popolo della partita IVA (ma non della ricevuta) in attesa degli eventi. Attendo di vedere come il csx svilupperá il tema avendo al suo interno anime totalmente in contrapposizione.
Les Claypool Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Secondo me l'articolo di Blondet mi sembra molto bello, chiaramente provocatorio ma costruito su una architettura interessante. Non avete anche voi trovato totalmente incomprensibile la figura di quest'uomo, in teoria uno tra i piú potenti d'Italia, che rinuncia in toto ad una vita degna di essere chiamata tale...per il solo amore del comando e del potere. In una nazione di persone con seri problemi a prendersi responsabilitá e totalmente focalizzate sul proprio benessere, un esempio di contro cultura che é un vero pugno in faccia. Credo che Blondet volesse dire questo e lo ha fatto bene. Trovo meno interessante quella previsione di Armageddon relativa al nostro prossimo futuro anche se la mia opinione é che il dilemma strategico riguardante l'Italia rimane. Essere un paese capace di creare e produrre beni materiali o essere un paese indirizzato al terziario come chiaramente ha scelto di essere la Gran Bretagna. Personalmente sono stato estremamente deluso da come il cdx ha pateticamente evitato il tema lasciando incancrenire il tessuto produttivo "pesante" ed ingrassando il popolo della partita IVA (ma non della ricevuta) in attesa degli eventi. Attendo di vedere come il csx svilupperá il tema avendo al suo interno anime totalmente in contrapposizione. Se è così allora viviamo proprio in mondi diversi. Ponchiaz, senza tanti giri di parole, se fosse dimostrato che l'esempio di controcultura che si è assunto le proprie responsabilità è davvero reposnabile (ovvio che se è solo un fantoccio il discorso cambia) delle stragi di Borsllino e Falcone il tuo giudizio non cambia? Non voglio andare oltre nell'intepretare il tuo pensiero ma credo che lo stesso giudizio, alle stesse condizioni, potrebbe valere per chiunque, ad esempio anche per chi ha ucciso il piccolo Tommy. Quella di Blondet per me non è fine provocazione, è solo schifoso moralismo da medio evo: tutto va bene a patto che non si commettano atti impuri o contro natura....
Ponchiaz Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Io rimango su Provenzano. Nel pezzo Blondet non si sofferma su coperture politiche e connivenze ma si perde in un giudizio morale che mi fa venire i brividi e che lo porta a dire in sostanza che è meglio uno stragista con il senso della famiglia ed il vangelo sul comodino piuttosto che un debosciato che si rovina di coca. Questo, lo dico senza tanti giri di parole, mi fa schifo. Secondo me invece é un tema MOLTO interessante: ovvero, com'é possibile che persone con questo rigore morale e questa capacitá di dedizione alla causa si indirizzino senza alcuna esitazione verso la costruzione di un impero del male e non verso una regolare attivitá politico-imprenditoriale alla luce del sole? Les, cerca di non lasciarti prendere dall'ira verso Blondet, guarda che é un tema sociologico meraviglioso ed aggiungo che forse una certa parte del nostro piccolo dramma di nazione ha risposta in questa domanda. Sempre IMHO, SIMPSON, CTLAF e CCSFATC.
Les Claypool Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Secondo me invece é un tema MOLTO interessante: ovvero, com'é possibile che persone con questo rigore morale e questa capacitá di dedizione alla causa si indirizzino senza alcuna esitazione verso la costruzione di un impero del male e non verso una regolare attivitá politico-imprenditoriale alla luce del sole? Les, cerca di non lasciarti prendere dall'ira verso Blondet, guarda che é un tema sociologico meraviglioso ed aggiungo che forse una certa parte del nostro piccolo dramma di nazione ha risposta in questa domanda. Sempre IMHO, SIMPSON, CTLAF e CCSFATC. Il tema è certamente affascinante ma a costo di passare per intollerante non riesco ad accettare che venga impostato in questo modo. Blondet non approccia l'argomento sociologicamente ma filtra invece l'arresto di un boss dell mafia (sino a prova contraria) con le sue note fobie verso invertiti e debosciati. Semplificando il messaggio che lascia passare è questo: meglio Provenzano di Lapo Elkann. E io, lo ripeto, non ci sto. Se invece mi proponi una riflessione, anche e soprattutto storica oltre che sociologica, su quale tipo di contesto può portare figure come quella di Provenzano a sacrificare la vita al Male allora è tutta un'altra storia.
corny Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Sull'articolo precedente, ci sono cose che non condivido, ma mi chiedo perchè tutte queste agenzie di Rating mondiali debbano stabilire e indicare la politica economica degli Stati nazionali. Non è un mistero per nessuno (che si informa un pochettino) che Prodi e Draghi (Pres del Cons in pectore e Governatore di Banca Italia) abbiano lavorato regolarmente stipendiati per Goldman Sachs.... Quindi il vero problema dell'Italia è Goldman Sachs e non il suo debito pubblico che dopo anni di lenta discesa è ricominciato a risalire? Interessante... ma secondo me è una cazzata. L'unica cosa condivisibile è il fatto che le politiche economiche dei vari stati non devono essere influenzate da nessuno. Ps: Draghi è stato messo lì dall'ormai ex governo o sbaglio?
Ponchiaz Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Il tema è certamente affascinante ma a costo di passare per intollerante non riesco ad accettare che venga impostato in questo modo. Blondet non approccia l'argomento sociologicamente ma filtra invece l'arresto di un boss dell mafia (sino a prova contraria) con le sue note fobie verso invertiti e debosciati. Semplificando il messaggio che lascia passare è questo: meglio Provenzano di Lapo Elkann. E io, lo ripeto, non ci sto. Se invece mi proponi una riflessione, anche e soprattutto storica oltre che sociologica, su quale tipo di contesto può portare figure come quella di Provenzano a sacrificare la vita al Male allora è tutta un'altra storia. Ma fregatene di Blondet e delle sue minchiate...prendi quello che di interessante ti puó proporre come spunto e butta il resto. E qui te lo dico: dovessi affidare la mia azienda o la mia nazione a qualcuno, meglio qualcuno con l'integritá ed il focus di UN Provenzano che molti dei nostri politici. Detto questo, va da sé che vorrei che QUESTO Provenzano venisse sciolto piano piano nell'acido, mi sembra ovvio.
Les Claypool Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Ma fregatene di Blondet e delle sue minchiate...prendi quello che di interessante ti puó proporre come spunto e butta il resto. E qui te lo dico: dovessi affidare la mia azienda o la mia nazione a qualcuno, meglio qualcuno con l'integritá ed il focus di UN Provenzano che molti dei nostri politici. Detto questo, va da sé che vorrei che QUESTO Provenzano venisse sciolto piano piano nell'acido, mi sembra ovvio. Va bene, piano piano ci stiamo arrivando, non siamo così lontani Per fare ancora un pò il precisino ti dico però che personalmente prima dell'integrità per me sono importanti onestà e rispetto per il prossimo. Un esempio stupido per farti capire come la penso: io la mia azienda la affiderei più volentieri ad una persona onesta, che magari nella vita privata ogni tanto sgarra, piuttosto che a qualcuno che raggiunge gli obiettivi e mi porta risultati concreti eliminando fisicamente i concorrenti. Che ne dici? Con tutte le autorizzazioni del caso ai sensi della privacy aggiungo un commento all'articolo di Blondet che ho ricevuto via mail da un collega che stimo molto (oggi qui si cazzeggia abbastanza ). "Ho letto l'articolo di Blondet. E` frutto da una parte di uno stereotipo radicato in certi ambienti che considera la mafia come un fenomeno romantico, dove si muovono gli uomini d'onore, dove conta la parola data e dove forse i mafiosi hanno anche un importante ruolo sociale di protezione delle fasce piu` deboli. E` una visione mitica, anzi mitizzata che forse corrispondeva alla realta` delle origini ovvero nella notte dei tempi: non certo adesso. Oggi la mafia e` una delle peggiori organizzazioni criminali mondiali, traffica armi, droga, esser umani (clandestini). Ammazza, massacra, scioglie bambini nell'acido: cosa questo abbia di romantico e sia associabile all'onore delle persone faccio molta fatica a comprenderlo. Se poi si vuole affermare che anche in quegli ambienti vigono regole e principi, Blondet scopre l'acqua calda: se non valessero principi e regole anche non scritte, l'organizzazione criminale non potrebbe funzionare e verrebbe sopraffatta dalle lotte interne e dai tradimenti reciproci. Anche i peggiori criminali mantengono la parola con i propri "soci" e con i sottoposti ma cio` non toglie che siano degli assassini senza pieta`. Mi fa ribrezzo, mi fa proprio schifo: poteva trovare altri modi per scrivere altre cose o anche per esprimere punti di vista diversi ma interessanti ma non questa oscenita` che ha scritto."
Ponchiaz Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Siamo d'accordo, penso tra le altre cose che persino la mafia come tutte le grandi aziende sia in difficoltá proprio per la mancanza di "managers" capaci di dare tutto per la causa e che siano in grado di anteporre il benessere della organizzazione a tutto.
Ale Div. Posted April 13, 2006 Author Posted April 13, 2006 Quindi il vero problema dell'Italia è Goldman Sachs e non il suo debito pubblico che dopo anni di lenta discesa è ricominciato a risalire? Interessante... ma secondo me è una cazzata. L'unica cosa condivisibile è il fatto che le politiche economiche dei vari stati non devono essere influenzate da nessuno. Ps: Draghi è stato messo lì dall'ormai ex governo o sbaglio? Goldmann Sachs Goldmann Sachs non è un problema per l'Italia, il problema per l'Italia è chi segue le indicazioni economiche del FMI e delle lobby delle agenzie di rating. Poi se non ci si vuole interrogare sopra e si preferisce liquidare l'argomento come "una cazzata" ognuno è libero di farlo... ma da 10 anni a questa parte si parla e si agisce continuamente sul contenimento della spesa pubblica, dei salari, dell'inflazione, si fanno privatizzazioni spesso selvagge a favore di chi spesso non ha neanche lontanamente i soldi per acquisire quelle aziende (vedi Autostrade>Benetton, Telecom>Debenedetti/Tronchetti), sui tassi di interesse, si gestiscono gli ospedali come aziende (ASL).... come indicato da queste agenzie di rating e dalle menti illuminate dell'economia mondiale. Perchè? Ti sei mai posto il problema? Ce la fai a ragionarci sopra? Più semplice liquidarlo come cazzate? Io non dico che tutto sia stato fatto su suggerimento di Goldman Sachs & Friends, ma segue i dettami di una politica liberale/liberista che da 15 anni influenza la politica economica italiana di cui GS è una diramazione importante e ascoltata. Berlusconi, Prodi, Ciampi, Amato inclusi. Il Debito Pubblico. Il debito pubblico è, si può dire a grandissime linee, composto di due macrofattori: gli immobili e le proprietà di stato, gli stipendi dei dipendenti pubblici ET la spesa relativa a sanità, pensioni, scuole, investimenti pubblici, stato sociale... Strano che un elettore di sinistra voglia contenere questa spesa per risultare bravo e giusto agli occhi dell'unione europea delle banche e delle lobby danneggiando le masse proletarie... Io preferisco che aumenti, se significa investire per l'Italia e gli italiani. E se qualche agenzia di rating minaccia il default perchè sono cose che vanno i loro interessi di parte se ne dispiace, cazzi loro. Una volta a sinistra si ragionava in modo diverso, comunque.... Draghi. Scelta che doveva essere condivisa da entrambi gli schieramenti, visto che si trattava del Governatore di Banca d'Italia, quindi super partes e buono per tutti. Mi sono inquietato di più quando Siniscalco diventò ministro dell'Economia su suggerimento di Fini......... Non è che se voto a Destra poi debba condividerne tutte le scelte, nessuno mi ha assunto come addetto stampa e rimango libero di avere opinioni critiche anche verso la mia parte se non rispetta i valori che dovrebbe rappresentare.
Long Leg Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Un presidente del consiglio che dice: "Ci sono brogli a non finire, il risultato delle elezioni deve cambiare" dovrebbe essere messo in galera. http://www.ricontiamo.com/
Massud Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 http://www.ricontiamo.com/ mai viste tante idiozie in così poche parole
Ale Div. Posted April 13, 2006 Author Posted April 13, 2006 Con tutte le autorizzazioni del caso ai sensi della privacy aggiungo un commento all'articolo di Blondet che ho ricevuto via mail da un collega che stimo molto (oggi qui si cazzeggia abbastanza ). Se Sparta cazzeggia Atene non si sbatte.......
Long Leg Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 mai viste tante idiozie in così poche parole sarà, ma io ho aderito
Les Claypool Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Se Sparta cazzeggia Atene non si sbatte....... Ale, sei bellissimo!!!
Franz#12 Posted April 13, 2006 Posted April 13, 2006 Mi sembra (non ho guardato quel sito), che il Berlusca sia al classico "poche idee ma confuse". Basta considerare quello che è successo nel mio paese dove c'erano 2 sezioni elettorali. Al seggio 1 erano stati iscritti ben 4 rappresentanti di lista di Forza Italia, al seggio 2 nessuno (e già qui sfioriamo il ridicolo). Di questi nessuno si è presentato (!), nonostante il capo avesse invitato i militanti a svolgere questo compito. E ora parla di brogli, errori, malafede: il che secondo me scredita non solo lo Stato (lui fino a prova contraria è il primo ministro) e il sistema elettorale, ma pure le migliaia di cittadini come me che hanno lavorato ai seggi. W l'Italia... f.
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