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Dove c'è stata distruzione ci dovrà essere ricostruzione.

Chissa quanti nuovi piani cottura servono a Beirut.

Probabilmente moltissimi, ma non mi sembra che il battaglione S. Marco e i Lagunari siano fra le persone che il CIG autorizza ad installare...

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Probabilmente moltissimi, ma non mi sembra che il battaglione S. Marco e i Lagunari siano fra le persone che il CIG autorizza ad installare...

Dipende dalle regole di ingaggio.

E poi il CIG in Libano contauncacchio.

Piuttosto inizia a progettare un piano cottura facilmente smontabile in caso di evacuazione improvvisa (della città, non dell'intestino)

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Blondet sembra diventato l'ideologo del forum :( citato dagli uni e dagli altri.

Sicuramente missione pericolosa, sicuramente Prodi-D'Alema un po' troppo zelanti nel voler fare quelli che intervengono.

Sicuramente accostamento Intervento in Libano- II Guerra Mondiale paragone sbagliato e molto, molto smisurato.

Blondet è solo un punto di partenza, forte, da cui partire per riflettere.

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Blondet è solo un punto di partenza, forte, da cui partire per riflettere.

Mah...

L'anno scorso incuriosito e ingolosito da alcuni articoli postati qui andai a sentire Blondet a Madesimo. Fu una delusione... una continua caccia alle streghe anche fuori tema, un ripetere sempre le stesse cose.

Non voglio dire che quello che dice sia tutta fuffa, ma dal vivo mi ha tutt'altro che entusiasmato. Se vi capita andateci, poi fatemi sapere.

ciao

f.

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Mah...

L'anno scorso incuriosito e ingolosito da alcuni articoli postati qui andai a sentire Blondet a Madesimo. Fu una delusione... una continua caccia alle streghe anche fuori tema, un ripetere sempre le stesse cose.

Non voglio dire che quello che dice sia tutta fuffa, ma dal vivo mi ha tutt'altro che entusiasmato. Se vi capita andateci, poi fatemi sapere.

ciao

f.

Anche quando scrive batte un po' sempre gli stessi chiodi, però almeno scrive correttamente ed ha un pensiero certamente non "schierato" e "censurato" come tantissimi.

Ripeto, per me solo una voce in più da ascoltare per cercare analisi un po' diverse sul mondo moderno,

anche se il suo "antiisraelismo" mi disturba........

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Prodi come Mussolini: si ricordi di piazzale Loreto

Maurizio Blondet

26/08/2006

Mussolini aveva fretta di entrare in guerra, prima che finisse: «Mi basta qualche centinaio di morti da portare alle trattative di pace», disse.

E' finita come sappiamo: l'Italia distrutta, morti 250 mila e Mussolini a gambe in su.

Prodi e D'Alema stanno imboccando la stessa strada. Hanno fretta di portare i nostri soldatini in Libano. Non ci vanno i tedeschi, i francesi si sono defilati: ma noi prendiamo il comando della «missione», salta su Prodi e D’Alema. I primi della classe della politica mondiale.

Allora, Parigi ha ceduto: essenzialmente per non lasciare il comando a un’Italia le cui qualità militari sono storicamente spregiate: non per colpa dei suoi soldati, ma le armate italiane hanno spesso cominciato la guerra con un alleato per finirla con un altro, quando non si sono sgretolate sotto l’attacco (1).

I piedi di piombo dei francesi, infatti, si spiegano con la saggezza concreta dei suoi generali, esperti di guerre coloniali e delle loro insidie.

La Francia, in Europa, è il solo Paese con una forza armata decente: una «forza di proiezione rapida» di 30 mila uomini con aerei e mezzi pesanti che possono essere spediti in ogni parte del mondo in poche ore, sperimentata in combattimento, e che ha al suo interno la Legione Straniera, soldati di ferro e più «spendibili» del nostri ragazzi figli di mamma.

Noi, non abbiamo niente di paragonabile.

Le nostre truppe migliori - la solita Folgore, i soliti lagunari e alpini parà - sono già sparse dall'Afghanistan all'Irak al Kossovo.

D'accordo, li mandiamo in Libano.

Con quali armi?

A fare «interposizione» fra due avversari enormemente più potenti, armati e decisi di noi che saremo in mezzo.

Hezbollah è il solo gruppo guerrigliero tanto forte e determinato da aver fatto un occhio nero a Israele; ben addestrato e armato con anticarro RPG e altri razzi, tanto che in 34 giorni di battaglia ha distrutto il 10 % dei carri armati che Israele gli ha mandato contro; 20 su 200 ed erano carri Merkava, i più tosti che esistano nel mondo.

Dall'altra parte, ci interponiamo ad Israele.

Ossia all'esercito fra i più potenti del mondo, strapieno di cingolati ultimo modello, di caccia, di bombe intelligenti da 3 quintali; ha 2-300 bombe atomiche (più della Cina) e tutti i missili necessari per lanciarle.

E inoltre, è anche quella una forza assai determinata e sperimentata, come abbiamo visto.

In più, gli uni e gli altri sono abituati a giocare sporco: se ne fregano delle regole ONU e delle norme internazionali umanitarie.

Gli Hezbollah fanno attentati, il Mossad è capacissimo di fare provocazioni e attentati tali, che pare li abbiano fatti gli Hezbollah.

Ora, mettiamo il caso che Israele violi il cessate il fuoco (non è un'ipotesi: l'ha già fatto).

Che fanno i nostri ragazzi interposti?

Fermano gli israeliani coi loro Merkava, i loro caccia F-16 che noi nemmeno ci sogniamo?

Ci mettiamo a sparare?

Loro rispondono.

Nemmeno questa è un'ipotesi, anche questo l'hanno già fatto: hanno bombardato la caserma dell'ONU ammazzando quattro caschi blu, nonostante i segnali disperati dei comandi ONU.

Un attacco deliberato, per togliere di mezzo i testimoni.

In un caso come quello, i nostri soldati come reagiscono?

Si arriva alla sparatoria?

Allora entriamo in guerra contro Israele.

Ci difende la NATO?

Manco a pensarci: a parte che la NATO è americana e quindi più vicina a Israele che a noi, l'armata israeliana è più potente di tutte le forze europee messe insieme.

Ha i mezzi missilistici ed aerei per bombardare Roma e Parigi, se gli salta la mosca al naso.

E che non ci metta molto a farlo davvero, lo dicono le rovine di Beirut.

Il nostro esercito non è nemmeno un centesimo di quello israeliano.

Oppure, la tregua è violata da Hezbollah.

I nostri soldati sparano contro Hezbollah?

Costoro rispondono coi loro RPG russi Vampir: se hanno traforato i Merkava con doppia corazza attiva e passiva, faranno un pizzo dei nostri patetici porta-truppe in alluminio, marca Fiat, che basta un kalashikov a trapassarli.

E anche quei tipi, non ci pensano un attimo a passare ai fatti, imbaldanziti come sono dalla «vittoria» su Israele e dalla fede sciita, che esalta il «martirio».

Farli scontenti è pericoloso.

Nell'agosto 1983, pare siano stati loro a mandare un camion-bomba nella caserma presso Beirut che ospitava i Marines americani: ne hanno ammzato 241; stesso giorno e stessa ora, un'altra bomba ha fatto strage di francesi della Legione, 56 in un colpo.

Anche se l’attentato fu rivendicato dalla Jihad Islamica, sigla alquanto dubbia (Mossad?), una cosa è certa: che secondo l’ex-spia Victor Ostovsky, il Mossad sapeva in anticipo, e non avvisò né i francesi, né gli «amici» americani.

Farà sicuramente la stessa cosa a noi italiani, non tanto amici (2).

Forse, con noi, verranno i turchi.

Bell'esercito, soldati duri.

La Turchia è nella NATO ed ha stretti rapporti militari con Israele.

Specie il suo nuovo capo di Stato Maggiore, Yasar Bukuyanit, estremamente filo-israeliano.

Però in Turchia è accaduta, giorni fa, una cosa strana: qualcuno ha spedito su due milioni di telefonini turchi altrettanti SMS, che dicevano così: il generale Bukuyanit è un ebreo, messo a quel posto per portare i turchi alla guerra contro l'Iran.

Chi è stato non si sa.

Si sospetta una fazione filo-islamica annidata nell'esercito.

E' per questo che anche la Turchia, dopo il sì precipitoso all'interposizione in Libano, adesso tace e ci ripensa: i comandi non sono più sicuri che i soldati turchi, musulmani, spareranno contro Hezbollah se ne avranno l'ordine; o che non spareranno contro gli israeliani, anche senza ordini.

E noi ci troveremo a fianco, in Libano, questi «alleati».

Insomma, anche stavolta rischiamo di trovarvi trascinati un una guerra non nostra, senza averne valutato le conseguenze, e senza i mezzi.

Come ai tempi di Mussolini, con le scarpe di cartone e i carri armati detti «scatole di sardine».

Mussolini aveva fretta perché credeva che la guerra sarebbe finita subito, che i tedeschi avrebbero vinto troppo presto.

Dia retta Prodi: anche questa guerra non finirà tanto presto.

Non abbia fretta di fare il primo della classe.

Resista alla tentazione: può essere d'aiuto, magari, ricordare piazzale Loreto.

Maurizio Blondet

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Ed io mi domando:

ma la componente pacifico/comunista del governo italiano che tanto ha strepitato in altre occasioni, cosa fà ?

non c'è che dire, una gran bel cumulo di stronzate tutte insieme, dalle pretese conoscenze tecniche dei sistemi d'arma agli sproloqui sulle strategie.

la componenete pacifico/comunista del governo si comporta in modo speculare a quanto fatto dall'attuale opposizione, che adesso strepita per le regole d'ingaggio, argomento che poco interessava al momento di mandare le truppe in iraq.

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non c'è che dire, una gran bel cumulo di stronzate tutte insieme, dalle pretese conoscenze tecniche dei sistemi d'arma agli sproloqui sulle strategie.

la componenete pacifico/comunista del governo si comporta in modo speculare a quanto fatto dall'attuale opposizione, che adesso strepita per le regole d'ingaggio, argomento che poco interessava al momento di mandare le truppe in iraq.

Spero tanto che tu abbia ragione Davide....... per i nosti soldati soprattutto !

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Personalmente mi pare abbastanza evidente che la forza di interposizione avra' vita agevole solo se i litiganti avranno gia' di per se' rinunciato ad ostilita' degne di questo nome, la qualcosa mi sembra probabile ora, meno in futuro dopo che i pre-istorici si saranno adeguatamente riarmati a spese della Siria e di quegli altri Anti darwininani di Tehran.

In caso contrario sara' come essere nudi in una stanza buia in compagnia di Armani, Dolce e Gabbana impasticcati di Viagra.

Resta del tutto incomprensibile (a me, becero razzista e fascista ovviamente) l'entusiasmo del Sor Mortazza mentre del ponte della Garibaldi (buffamente simile a Bush quando annuncio' "La guerra e' finita") parla di missione di portata storica.

Il totale fallimento della politica mondiale nel medio oriente e di tutte le possibili mediazioni fatte si risolvono nell'invio di 5000 e passa soldati di tutte le nazionalita' cosa ci sia di storico...chi lo sa.

Pensare che stia a loro pacificare l'area sarebbe investire i militari di un compito che appartiene agli scienziati che se ne stanno nelle stanze dei bottoni (al riparo dai razzi ovviamente).

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Personalmente mi pare abbastanza evidente che la forza di interposizione avra' vita agevole solo se i litiganti avranno gia' di per se' rinunciato ad ostilita' degne di questo nome, la qualcosa mi sembra probabile ora, meno in futuro dopo che i pre-istorici si saranno adeguatamente riarmati a spese della Siria e di quegli altri Anti darwininani di Tehran.

In caso contrario sara' come essere nudi in una stanza buia in compagnia di Armani, Dolce e Gabbana impasticcati di Viagra.

Resta del tutto incomprensibile (a me, becero razzista e fascista ovviamente) l'entusiasmo del Sor Mortazza mentre del ponte della Garibaldi (buffamente simile a Bush quando annuncio' "La guerra e' finita") parla di missione di portata storica.

Il totale fallimento della politica mondiale nel medio oriente e di tutte le possibili mediazioni fatte si risolvono nell'invio di 5000 e passa soldati di tutte le nazionalita' cosa ci sia di storico...chi lo sa.

Pensare che stia a loro pacificare l'area sarebbe investire i militari di un compito che appartiene agli scienziati che se ne stanno nelle stanze dei bottoni (al riparo dai razzi ovviamente).

attenzione. una qualsiasi forza militare non ha e non deve avere il compito di trovare una soluzione politica: deve "solo" cercare di interporsi tra le 2 parti in conflitto per far reggere la tregua, mentre la diplomazia lavora.

poi c'è da fare questa considerazione: finchè c'è l'accordo delle 2 parti belligeranti, questa operazione è (a mio avviso) meno rischiosa dell'afghanistan e, ancor più, dell'iraq. ovvio che, nel momento in cui una delle 2 fazioni cambi idea e non gradisca + l'intervento dell'ONU, la questione vada subito riconsiderata.

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attenzione. una qualsiasi forza militare non ha e non deve avere il compito di trovare una soluzione politica: deve "solo" cercare di interporsi tra le 2 parti in conflitto per far reggere la tregua, mentre la diplomazia lavora.

poi c'è da fare questa considerazione: finchè c'è l'accordo delle 2 parti belligeranti, questa operazione è (a mio avviso) meno rischiosa dell'afghanistan e, ancor più, dell'iraq. ovvio che, nel momento in cui una delle 2 fazioni cambi idea e non gradisca + l'intervento dell'ONU, la questione vada subito riconsiderata.

Siamo perfettamente d'accordo, tuttavia il grande salume nell'enfatizzare il ruolo dei soldati ha forse involontariamente implicato il fatto che la pace nell'area dipenda da loro, quando e' ovvio che la stabilita' di ogni area di conflitto debba essere ricercata a livello politico.

Comunque, il bello di queste situazioni e' che ognuno viene a conoscere un po' i problemi dell'altro, tipo i comunisti al governo costretti a comprendere di forze di interposizione e regole di ingaggio e non solo di passeggiate per la pace e lenzuola colorate.

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Siamo perfettamente d'accordo, tuttavia il grande salume nell'enfatizzare il ruolo dei soldati ha forse involontariamente implicato il fatto che la pace nell'area dipenda da loro, quando e' ovvio che la stabilita' di ogni area di conflitto debba essere ricercata a livello politico.

Comunque, il bello di queste situazioni e' che ognuno viene a conoscere un po' i problemi dell'altro, tipo i comunisti al governo costretti a comprendere di forze di interposizione e regole di ingaggio e non solo di passeggiate per la pace e lenzuola colorate.

a livello pratico, ha anche ragione, nel senso che la forza di pace (termine che mi fa sempre un po' sorridere) ha il compito di intervenire anche con la forza per pacificare i contendenti. in questo caso si tratta di un uso limitato ed imparziale, perchè la forza d'intervento non deve mostrare alcuna "preferenza" per una delle 2 parti in causa. è assolutamente lapalissiano che le soluzioni ai conflitti sono sempre questioni politiche ancor prima che militari.

beh, che stare all'opposizione sia più facile che governare, non lo scopriamo certo io e te :(

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a livello pratico, ha anche ragione, nel senso che la forza di pace (termine che mi fa sempre un po' sorridere) ha il compito di intervenire anche con la forza per pacificare i contendenti. in questo caso si tratta di un uso limitato ed imparziale, perchè la forza d'intervento non deve mostrare alcuna "preferenza" per una delle 2 parti in causa. è assolutamente lapalissiano che le soluzioni ai conflitti sono sempre questioni politiche ancor prima che militari.

beh, che stare all'opposizione sia più facile che governare, non lo scopriamo certo io e te :(

Giusto quanto dici Davide; è perciò che mi chiedo dove cazzo sono i pacificocomunisti.........

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Giusto quanto dici Davide; è perciò che mi chiedo dove cazzo sono i pacificocomunisti.........

credo che siano rintanati nello stesso luogo dove stanno i pacificattolici... di solito vanno a braccetto, per 'ste cose ^_^:rolleyes:

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Nota a margine sul dualismo destra-sinistra: ma ci sono o ci fanno??!?!?

La sinistra fa le cose della destra (invio di soldati, aumento età pensionabile, Bertinotti che giustifica la legge sull'indulto!!!), la destra fa le cose della sinistra (protesta contro invio di soldati, protesta contro aumento età pensionabile).

Io sinceramente ne ho davvero abbastanza un po' di tutti questi "galantuomini".

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Nota a margine sul dualismo destra-sinistra: ma ci sono o ci fanno??!?!?

La sinistra fa le cose della destra (invio di soldati, aumento età pensionabile, Bertinotti che giustifica la legge sull'indulto!!!), la destra fa le cose della sinistra (protesta contro invio di soldati, protesta contro aumento età pensionabile).

Io sinceramente ne ho davvero abbastanza un po' di tutti questi "galantuomini".

Mmmmm, non è prorpio così Spiff........

  • 2 weeks later...
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Telecom, spunta un piano top secret

Arrivò a Tronchetti da un uomo di Prodi

Il riassetto di Telecom Italia con lo scorporo di Tim sta diventando una partita sempre più intricata. Oramai si parla di tensione e scontro tra Prodi e Tronchetti Provera. A scatenare la bagarre è stata una nota del premier in cui si raccontano le "verità su Telecom e sulle trattative". E si mettono sotto accusa i vertici della società di telefonia rei di aver depistato l’esecutivo, senza spiegare nel dettaglio i piani di riassetto del gruppo. Intanto, però, spunta anche un piano segreto sul riassetto consegnato dall'entourage di Prodi a Tronchetti.

Un piano "top secret" rivelato dal Corriere della Sera e dal "Sole24Ore" proprio mentre Palazzo Chigi insiste nel dire di essere stato all'oscuro di tutto.

Secondo quanto riportato dal quotidiano di Mieli, il piano segreto sarebbe arrivato sulla scrivania di Tronchetti il 6 settembre, prima dell'incontro con Rupert Murdoch. A farlo avere nelle mani dell'industriale sarebbe stato Angelo Rovati, il consigliere del premier. Un documento di 28 pagine, con grafici, numeri e proiezioni, preparato da una banca d'affari "anonima", che riporta un contenuto di non poco conto: scorporo della rete fissa da Telecom Italia e passaggio del suo controllo sotto l'ombrello dello Stato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Infine lo sbarco in Borsa. Come dire lo stesso modello usato per Terna (ex rete Enel). Dentro il documento ci sarebbero tutti i dati: tempi dell'operazione in quattro mosse, opzioni, vantaggi, svantaggi, plusvalenze per il gruppo di telecomunicazoni e costi. E sempre secondo quanto riportato dal Corriere, solo il premier ne sarebbe stato a conoscenza.

Tronchetti, dopo aver esaminato il progetto, non avrebbe risposto subito ma solo dopo l'incontro con Murdoch, precisando che Telecom avrebbe scelto la strada della separazione della rete in cambio dell’assenza di interferenze sulla eventuale cessione di Tim.

Conferma e benezione che il governo avrebbe dato l’8 settembre con una nota nella quale si esprimeva la volontà di non interferire sulle decisioni di una società privata.

Perché adesso il cambio di rotta? Si chiede a questo punto il Sole 24 Ore che, a testimonianza del piano segreto pubblica anche una foto di un biglietto da visita della "Segreteria particolare del Presidente del Consiglio dei Ministri" con su scritto un messaggio a penna: "Grazie per la disponibilità e a presto", firmato Angelo Rovati. Forse scrive il quotidiano, “perché nel documento inviato da Rovani non si parlava anche dello scorporo di Tim? Forse a irritare Palazzo Chigi è stato l’intento di Telecom di ipotizzare la vendita di Tim? E ancora, ci si domanda, qual è la misteriosa banca d’affari che ha confezionato lo studio? Si tratta forse della stessa Goldman Sachs di Costamagna, consulente di Murdoch e del governo?”.

Una ricostruzione, quella fatta dalle due testate, che rimette in discussione la posizione del premier che insiste appunto nel dire che di tutta la vicenda era all'oscuro.

Ma nella lunga nota emessa da Palazzo Chigi per spiegare i contenuti dei due colloqui tra Tronchetti e Prodi, fa notare "Milano Finanza", il premier ha commesso più di qualche "gaffe", rivelando particolari inediti, sensibili per il mercato.

Come l'intenzione, ufficialmente smentita da Telecom, di cedere la controllata brasiliana, per un valore tra i 7 e 9 miliardi di euro.

Oppure la volontà di Murdoch di entrare nell'operazione conferendo la società Sky italia incambio di azioni Telecom, quindi entrando nel capitale del gruppo.

Ma non solo. Nella nota del Presidente del Consiglio, si ipotizza anche la partecipazione all'operazione di due colossi del calibro di Time Warner e General Electric.

PRODI: NIENTE DA AGGIUNGERE

Il piano segreto del governo pubblicato da Corriere e Sole24Ore hanno fatto scoppiare un vero caso, con commenti e dichiarazione arrivate da ogni parte politica.

Ma Prodi, dalla Cina, interpellato ha risposo: "Non è successo niente di nuovo. Ho fatto ieri le mie dichiarazioni puntuali, precise e rigorose. Non c'è da aggiungere né da togliere una sillaba".

Tgcom

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Sul caso Telecom indaga Consob

Prodi ancora nella bufera

E' sempre più bufera sul caso Telecom. Si accendono i toni dello scontro tra governo e il gruppo guidato da Tronchetti Provera. Le polemiche, partite dal piano di riassetto Telecom, si sono spostate poi su piano "top secret" che i membri dello staff del premier avrebbero inviato a Tronchetti, con uno studio accurato circa la separazione dell'intera rete Telecom. E ora sull’intera vicenda vuole indagare anche la Consob.

La commissione di vigilanza sulla Borsa, infatti, vorrebbe esaminare la vicenda in tutti i suoi aspetti: dall’esame della questione del controllo societario, all’andamento del titolo, all’operatività del gruppo.

Questo anche alla luce dei forti movimenti che le azioni della galassia Telecom stanno registrando sul mercato di Piazza Affari.

Oltre alla Consob anche l'Authority per le Comunicazioni vuole vederci chiaro. Il presidente Calabrò, nell'attesa di conoscere i dettagli dell’operazione, ha chiesto un’audizione formale con i vertici del gruppo Telecom. La separazione societaria della rete di accesso potrebbe infatti portare ad un alleggerimento della regolamentazione ex-ante.

Intanto, mentre in Italia le polemiche dilagano e la vicenda assume toni sempre più politici che finanziari, il caso oltrepassa i confini nazionali per finire sulle prime pagine dei principali quotidiani internazionali, Finacial Times in primis.

"Il pubblico alterco tra Prodi e Tronchetti danneggia gravemente entrambi e per questo devono urgentemente disinnescare la situazione attuale piuttosto che consentire un ulteriore inasprimento delle relazioni", scrive l'autorevole testata economia, secondo cui Telecom Italia "può essere stata privatizzata tempo fa ma resta un asset chiave per la nazione".

Lo stesso Prodi - sottolinea il quotidiano economico - è in una posizione delicata come capo di una coalizione di governo "indisciplinata e cacofonica che comprende da socialdemocratici moderati a intransigenti ex-comunisti". Ciò che è "imperdonabile" - prosegue il giornale della City - è la "straordinaria decisione" di diffondere un comunicato ufficiale del Governo che dava conto dettagliato dell'incontro tra il presidente del Consiglio e Tronchetti prima dell'annuncio del piano di ristrutturazione di Telecom Italia: nessun primo ministro dovrebbe rivelare il contenuto di conversazioni private - scrive il giornale britannico - soprattutto se contiene informazioni su movimenti di mercato che riguardano alcune delle principali società di media quotate (News Corp, Time Warner e General Electric) come anche il piano di Tronchetti di cedere le attività brasiliane per ottenere 7-9 miliardi di euro.

Un comportamento simile invia un segnale allarmante a chiunque voglia fare attivita' imprenditoriale in Italia e voglia vedere il primo ministro per tratteggiare l'accordo.

I casi sono:

-è un bugiardo

-lo trattano come un burattino incapace di intendere e volere e quindi lo tengono all'oscuro.

In ogni caso ennesima pessima figura.

Quand'era Pres dell'IRI non sapeva che nelle stanze dei suoi uffici circolavano mazzette. Quand'era Pres del Consiglio, non sapeva dell'esistenza del Dossier Mitrokhin. Ora non sa del riassetto di un'azienda di 70.000 lavoratori.

Forse deve fare meno consigli dei ministri e più sedute spiritiche, così sarebbe più informato su quello che gli succede attorno.

Attendo i pareri di chi lo considerava come il salvatore della Patria, colui il quale con serietà, moderazione, rigorosità (perchè Lui è sempre trismegisto..), avrebbe restuarato l'Italia dai danni procurati dal berlusconismo....

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Io voglio le dimissioni di Prodi subito e nuove elezioni per farmi quattro risate in compagnia

Le dimissioni di Prodi saranno sempre e comunque una ottima notizia per tutti quanti !

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Ultimamente lo scopo della politica e' quello di mantenere la gente una mortadella sopra il limite di sopravvivenza, garanzia sufficiente per non arrivare alla rivolta popolare.

Non e' piu' un problema destra-sinistra.

E questo gli Italiani non l'hanno ancora capito.

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Ultimamente lo scopo della politica e' quello di mantenere la gente una mortadella sopra il limite di sopravvivenza, garanzia sufficiente per non arrivare alla rivolta popolare.

Non e' piu' un problema destra-sinistra.

E questo gli Italiani non l'hanno ancora capito.

Quoto

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Ultimamente lo scopo della politica e' quello di mantenere la gente una mortadella sopra il limite di sopravvivenza, garanzia sufficiente per non arrivare alla rivolta popolare.

Non e' piu' un problema destra-sinistra.

E questo gli Italiani non l'hanno ancora capito.

Non basta comunque averne una che governa a garantire nulla...........

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Io voglio le dimissioni di Prodi subito e nuove elezioni per farmi quattro risate in compagnia

Finalmente un po' di sana autocritica.

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Ultimamente lo scopo della politica e' quello di mantenere la gente una mortadella sopra il limite di sopravvivenza, garanzia sufficiente per non arrivare alla rivolta popolare.

Non e' piu' un problema destra-sinistra.

E questo gli Italiani non l'hanno ancora capito.

Secondo me invece in tanti iniziano a capirlo. Il problema è: cosa fai? O non voti, o fai una rivolta popolare, oppure dai la tua "preferenza" a qualcuno.

Penso che con il voto sull'indulto abbiano chiaramente dimostrato come destra e sinistra siano in realtà solo una finzione che nasconde (o cerca di nascondere) il liquame (ovvero il loro sistema di potere).

Io sono semplicemente disgustato.

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