tricky Posted September 18, 2009 Posted September 18, 2009 E' per questo che ci vuole il Veneto , nonostante abbia dato i natali a mia suocera . Perché tu vuoi commerciare solo con i greci. Sei troppo all'antica. Io punto agli spagnoli e ai portoghesi
alberto Posted September 18, 2009 Posted September 18, 2009 Avete ragione , c'è necessità di tagliare : cominciamo a tagliare Lombardia Piemonte e Veneto dall 'italia . io tutto quello che c'è ad ovest della valsesia non lo voglio...
Franz#12 Posted September 19, 2009 Posted September 19, 2009 Grazie Papi http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/p...na-certosa.html
Il Briatore Delle Prealpi Posted September 20, 2009 Posted September 20, 2009 Grazie Papihttp://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/p...na-certosa.html Son cose brutte.......ma ho un'amica che organizza feste moooolto simili per ricconi in una città del nord. Bene, la coca viaggia più dell'acqua...te la regalano, la offrono...è il centro della festa. A milano se ce l'hai hai di conseguenza la "gnocca pronta" per la nottata...è un mondo di merda...che ci dobbiamo fare? Meglio non far parte dell'élite
Ponchiaz Posted September 20, 2009 Posted September 20, 2009 Estremamente deprimente, soprattutto la figura di questo che dovrebbe essere l'uomo più potente mai esistito in Italia per ricchezza e prestigio politico ed invece appare chiaramente come un patetico omarino incapace persino di decidere chi vada o non vada in casa sua e soprattutto a fare cosa. Eppure tocca chiedersi, come sempre: come mai adesso salta fuori tutto ciò, quando ovviamente andava in onda da decenni?
ROOSTERS99 Posted September 20, 2009 Posted September 20, 2009 (edited) Son cose brutte.......ma ho un'amica che organizza feste moooolto simili per ricconi in una città del nord. Bene, la coca viaggia più dell'acqua...te la regalano, la offrono...è il centro della festa. A milano se ce l'hai hai di conseguenza la "gnocca pronta" per la nottata...è un mondo di merda...che ci dobbiamo fare? Meglio non far parte dell'élite [/quote ] Insieme al vomito che mi da' quel mondo, mi piace pensare che sono solo una minoranza di merde che non avendo le vere gioie della vita si rifugiano nelle fogne della droga. Edited September 21, 2009 by ROOSTERS99
Ponchiaz Posted September 20, 2009 Posted September 20, 2009 Nel frattempo, cari colleghi impiegati, si apprende che.... Solo due su mille oltre i 200 mila euro Fra i «ricchi» d'Italia più dipendenti che liberi professionisti e imprenditori Il caso partite Iva: il 25% dichiara entrate inferiori ai diecimila euro (20 settembre 2009) (Imagoeconomica ) ROMA — Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva spiattellato quei numeri scioccanti durante un vertice di governo dedicato alle misure da prendere per dare una scossa alla boccheggiante economia italiana, come emblema di una situazione da capovolgere. In un Paese dove nel 2001 ben 230 mila persone avevano acquistato un costosissimo Suv o un'auto di lusso, soltanto 17 mila contribuenti avevano dichiarato redditi superiori a 300 mila euro. Chiara dimostrazione che qualcosa non quadrava, già da un bel pezzo. E ancora non quadra. Da quella denuncia (era il mese di maggio del 2004) sono trascorsi più di cinque anni e si sono alternati tre governi (di cui uno guidato dal centrosinistra). Ma poco o nulla è cambiato, almeno a giudicare dagli ultimi dati del Fisco relativi alle dichiarazioni Irpef presentate nel 2008. Sapete quanti italiani hanno dichiarato di aver guadagnato nel 2007 più di 200 mila euro? Appena 75.689. Ossia, lo 0,18 per cento dei 41 milioni e 66.588 contribuenti, poco meno di due su mille. Ed è ancora niente. Perché dei 75.689 super ricchi, ben 43.006, cioè il 56,8 per cento, sono lavoratori dipendenti. Insomma: dirigenti d'azienda, funzionari pubblici di rango più o meno elevato, magistrati. Poi ci sono 18.811 pensionati, che rappresentano un altro 24,8 per cento dei Paperoni italiani. Fatto che non può non apparire sorprendente, il numero dei pensionati d'oro è soltanto di poco inferiore a quello dei lavoratori autonomi che nel 2007 hanno dichiarato un reddito superiore a 200 mila euro: 20.061 in tutto. Cifra che scende considerevolmente per i percettori di reddito d'impresa: vale a dire i 2 milioni 43.003 titolari di ditte individuali, in larga misura commercianti e artigiani. In questa categoria i redditi che nel 2007 hanno superato la fatidica soglia dei 200 mila euro sono stati soltanto 6.253. Ancora, i contribuenti che hanno denunciato di guadagnare più di 100 mila euro non sono stati che 382.662, meno dell'uno per cento del totale. Di questi, 218.198 (cioè ben oltre la metà) erano lavoratori dipendenti. Va precisato che si tratta di dati ancora provvisori e che fra i numeri dei contribuenti veri e propri e quelli delle dichiarazioni ci possono essere alcune discrepanze, dovute al fatto che lavoratori dipendenti possono avere anche redditi da lavoro autonomo. Le somme quindi non tornano. Ma le proporzioni, salvo qualche aggiustamento, sono comunque giuste. Il Fisco ci informa poi che la dichiarazione media del reddito da lavoro autonomo (prevalentemente professionisti) è stata due anni fa pari a 37.124 euro contro i 19.334 euro del reddito da lavoro dipendente. E qui c'è una seconda sorpresa. Perché se è normale che un lavoratore dipendente dichiari più di un pensionato (13.447 euro), è difficile da comprendere come il reddito medio di una ditta individuale possa essere inferiore a quel livello. Esattamente, 18.987 euro. Ma del resto la fascia più numerosa di dichiarazioni nella categoria delle ditte individuali è quella di chi ha denunciato fra i 15 e i 20 mila euro: sono 358.484. Come non è facile spiegare un'altra particolarità tutta italiana. Stando sempre ai dati ancora provvisori del Fisco, un numero assolutamente rilevante delle 940 mila società di capitali italiane avrebbe chiuso il bilancio del 2007 in perdita. Addirittura il 45 per cento del totale verserebbe in questa situazione. Le imprese in rosso sono state ben 419.759 e hanno accumulato un buco di 53,5 miliardi: 127.490 euro in media. Le società in utile, invece, erano appena 520.459, con profitti per 151,1 miliardi. Se tutto questo avveniva nell'anno precedente alla crisi finanziaria più grave del dopoguerra, è veramente difficile immaginare lo scenario che si potrebbe presentare ad Attilio Befera, il capo dell'Agenzia delle Entrate, con le dichiarazioni del 2008. A meno che questa apparente assurdità non nasconda qualcosa. «Non è affatto un fenomeno nuovo», dice Antonio Di Majo, ordinario di Scienza delle Finanze all'Università di Roma Tre, che spiega: «Nel campo delle società di capitali ci sono evidenti possibilità di elusione. Per questo ritengo che il fenomeno abbia a che vedere con la limpidezza dei bilanci. Dimostrazione ne è il fatto che fino a qualche tempo fa il 40% circa del gettito Ires di questa categoria veniva dalle banche, che essendo soggette anche alla vigilanza della Banca d'Italia sono obbligate a tenere una contabilità trasparente». Di Majo aggiunge che «nel nostro Paese c'è una dinamica delle imprese elevatissima. Si chiudono e aprono società con una rapidità impressionante e questo rende difficile seguirne i percorsi. Ciò richiederebbe strutture ispettive particolarmente attrezzate, perché non c'è dubbio che in tutto il mondo il Fisco funziona bene se funzionano i controlli». Una situazione, quella delle società di capitali, che stride anche con quella delle società di persone, dove i bilanci in rosso sono decisamente più rari. Queste sono un milione 34.819 e rappresentano in prevalenza le piccole e le piccolissime imprese. Ebbene, nel 2007 circa 148 mila hanno chiuso il bilancio in perdita, una fetta inferiore al 15% del totale. Le società di persone hanno prodotto nell'anno in esame un reddito di 32,4 miliardi. Se a questa somma si aggiungono il reddito delle ditte individuali (39 miliardi circa) e gli utili delle società di capitali si ricava che il sistema delle imprese ha prodotto redditi «positivi» per 222,3 miliardi, una somma di poco superiore alla metà del 398 miliardi di redditi dichiarati dai lavoratori dipendenti. Quanti di questi soldi sono finiti effettivamente nelle casse dello Stato? Di Majo stima in 60,7 miliardi il gettito fiscale 2007 garantito dalle imprese. Ben 50,7 miliardi sarebbero relativi all'Ires delle società di capitali, mentre l'Irpef pagata dalle società di persone si sarebbe attestata intorno ai 6 miliardi, contro i 4 versati (sempre di Irpef) dalle ditte individuali. Le piccole e piccolissime imprese artigiane e commerciali, che rappresentano la stragrande maggioranza delle società di persone e delle ditte individuali avrebbero cioè pagato nel 2007 una decina di miliardi di euro di tasse. Ovvero il 7% dell'Irpef netta (142,5 miliardi) che sarebbe finita all'Erario. Numeri che secondo gli esperti offrono pochi margini per interventi fiscali a favore del sistema delle imprese che da più parti si continuano a evocare. Una tesi ribadita anche nel recente rapporto 2009 della Met (Monitoraggio economia e territorio) dove si segnala comunque una condizione di sofferenza delle imprese, che devono fare i conti con il progressivo ridimensionamento degli incentivi pubblici. Il rapporto afferma che nello scorso anno sono stati erogati poco più di quattro miliardi di euro di contributi, di cui però circa un terzo al solo settore aeronautico e aerospaziale, controllato dalla Finmeccanica. Considerando questo elemento, fra il 2002 e lo scorso anno il calo delle risorse pubbliche destinate alle imprese sarebbe stato del 63,6%. Nel solo 2008, anno della grande crisi, la flessione sarebbe stata del 23,2%. Ma questa è un'altra storia. Sergio Rizzo 20 settembre 2009
tatanka Posted September 21, 2009 Posted September 21, 2009 Estremamente deprimente, soprattutto la figura di questo che dovrebbe essere l'uomo più potente mai esistito in Italia per ricchezza e prestigio politico ed invece appare chiaramente come un patetico omarino incapace persino di decidere chi vada o non vada in casa sua e soprattutto a fare cosa.Eppure tocca chiedersi, come sempre: come mai adesso salta fuori tutto ciò, quando ovviamente andava in onda da decenni? Magari perchè comincia a perdere colpi ed ha promesso più posti da europarlamentari di quanti ne avesse. Chiamalo, se vuoi, overbooking.
Ponchiaz Posted September 23, 2009 Posted September 23, 2009 Non resta che uccidere il Caimano di Giampaolo Pansa L’unica conseguenza positiva del massacro di Kabul è stato il rinvio della grande adunata in difesa della libertà di stampa. Mi rendo conto di affiancare due fatti tragicamente diversi. Da una parte, la morte di sei nostri soldati che in Afghanistan rischiavano la vita anche per la nostra libertà. Dall’altra una manifestazione politica, fondata su presupposti sbagliati. Il vertice della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ha garantito che l’incontro di Roma si terrà fra quindici giorni. Ecco un lasso di tempo utile a riflettere su alcune questioni. ©LaPresse 17-9-2009 Polotoca: senza Lodo Premier a rischio dimissioni Nella foto Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi foto di repertorio La prima è una verità che non si può ignorare. La sinistra ha attaccato di continuo i giornali indipendenti. In un articolo pubblicato su Libero, ho provato come si sia condotto Massimo D’Alema a partire da Tangentopoli. La sua radicata avversione per la libertà di stampa è stata identica a quella che oggi mostra Silvio Berlusconi. D’Alema ha anticipato tutte le mosse del Cavaliere. A cominciare dalla richieste spropositate di danni. Presentate da Max all’Espresso e al Corriere della sera, così come adesso ha fatto il premier verso Repubblica e l’Unità. Contro D’Alema la sinistra ha protestato? Ha portato in piazza i militanti? No, mai. Perché contro il Caimano sì e contro Baffino d’Acciaio no? Ai posteri la non ardua sentenza. La seconda questione riguarda il vero regista della manifestazione. Il promotore ufficiale è il sindacato unico dei giornalisti. Ma anche i bambini sanno che tutto avverrà perché lo ha deciso Repubblica. Se il quotidiano diretto da Ezio Mauro fosse stato contrario all’iniziativa, la Fnsi e i superstiti partiti di centro-sinistra non si sarebbero mossi. Ecco un dato sicuro sul quale riflettere, ripensando al passato. Verso la fine degli anni Ottanta, Eugenio Scalfari, allora direttore di Repubblica, attuò una rivoluzione copernicana nel rapporto fra giornali e partiti. Lui riteneva di essere più forte di qualunque leader politico. Il sole era Repubblica, mentre i partiti erano soltanto pianeti senza importanza che le ruotavano intorno. Ricordo che Eugenio ci diceva: «Quando i leader politici di oggi non ci saranno più, il nostro giornale sarà ancora qui, sempre più influente». La rivoluzione copernicana di Scalfari riuscì soltanto a metà. Chi l’ha condotta a termine è stato il successore, Mauro. Molto diverso da Scalfari, ben più radicale di lui, in sella da diciotto anni, direttore di grande capacità professionale, Mauro ha fatto di Repubblica il più forte partito della sinistra italiana. Se il Partito democratico non morirà, il merito sarà soltanto suo. Anche in questo caso vale la prova contraria. Supponiamo che Repubblica si opponga al Pd, ai suoi leader, alla sua ossessionata battaglia contro Berlusconi. A sinistra troveremmo il deserto. Invece a sinistra domina Mauro con il giornale che dirige. È in largo Fochetti che si decide l’agenda politica della sinistra italiana. E adesso anche l’agenda della Fnsi. Senza il sostegno costante di Repubblica, il capo del sindacato, Franco Siddi, sarebbe un giornalista quasi sconosciuto, escluso dalla tivù e dalle interviste. In una democrazia parlamentare è normale questa condizione? Penso di no. Ma la responsabilità di questa anomalia non è di Mauro. È dei partiti, e non soltanto di quelli di sinistra. Peggio per loro, per i capoccia della casta politica. Hanno alle spalle il consenso di milioni di elettori, ma se ne stanno dimenticando. Il terzo fatto su quale riflettere è la strategia messa in atto dalle sinistre per combattere Berlusconi. Proprio perché sempre più deboli e sottomessi al super-comando di Repubblica, molti leader del centro-sinistra alzano di continuo il livello delle accuse al Cavaliere. Con il risultato di accentuare un delirio antifascista contro un avversario che, pur sbagliando molte mosse, non può essere ritenuto un nuovo Mussolini. È proprio questo l’errore tragico che stanno facendo. Franceschini dichiara che «Berlusconi ricorda da vicino il fascismo con i suoi attacchi alla libertà di stampa». Persino Bruno Tabacci, uno dei capi centristi, si è spinto a dire: «Contro Berlusconi ci vuole un Comitato di liberazione nazionale», senza rendersi conto di evocare un fantasma da guerra civile. Su Antonio Di Pietro non è necessario aggiungere più nulla. Due giorni fa ha sostenuto che il premier è il nuovo Saddam Hussein. E a questo punto non gli resta che uccidere il Caimano. O chiedere a Obama di inviare in Italia un robusto contingente militare. Con l’obiettivo di catturarlo e impiccarlo. Non occorre essere dei maghi per avvertire i rischi di un clima tanto arroventato. Nella storia esiste una catena inesorabile di eventi. Non basta più lo scontro parlamentare? Allora si va in piazza. E se anche la piazza non basta, non resta che prendere il fucile. Ma imbracciare le armi è sempre un pericolo mortale. Non si può volere il ritiro da Kabul, come pretende Di Pietro, e poi considerare l’Italia un altro Iraq o un nuovo Afghanistan. All’inizio degli anni Settanta, ho visto nascere in casa nostra il terrorismo di sinistra e di destra. Nessuno lo riteneva possibile. Sono stato uno dei pochi cronisti a scorgere per tempo quell’abisso. I giornali di sinistra mi attaccavano, scrivendo che ero un visionario. Poi tutto è accaduto in un attimo. Per uscirne, ci sono voluti quasi vent’anni e centinaia di assassinati. Vogliamo ricominciare? In nome di una libertà di stampa che non è affatto scomparsa, che c’è, che non è mai stata così forte come oggi? Pansa su Il Riformista. Bene, bravo, bis.
Maurizio Posted September 23, 2009 Posted September 23, 2009 Trovo sempre più conferme alla mia impressione che baffetto e il cavaliere si siano accordati da tempo , alla faccia della destra e della sinistra!!!!
ROOSTERS99 Posted September 23, 2009 Posted September 23, 2009 Io sono convinto che in questo paese abbiamo a che fare con una politica e una stampa/media davvero da vomito !! Montagne di rumente !! Andate a lavorare, cazzo !!
Maurizio Posted September 23, 2009 Posted September 23, 2009 Io sono convinto che in questo paese abbiamo a che fare con una politica e una stampa/media davvero da vomito !!Montagne di rumente !! Andate a lavorare, cazzo !! Traduco per i padani: Andè a lavurà, barbuni....
tricky Posted September 23, 2009 Posted September 23, 2009 Io sono convinto che in questo paese abbiamo a che fare con una politica e una stampa/media davvero da vomito !!Montagne di rumente !! Andate a lavorare, cazzo !! Ci sono già dalle sei e mezza Ps Ieri sono tornato a casa a mezzanotte meno un quarto E arrivavo direttamente dall'ufficio
ROOSTERS99 Posted September 23, 2009 Posted September 23, 2009 Ci sono già dalle sei e mezzaPs Ieri sono tornato a casa a mezzanotte meno un quarto E arrivavo direttamente dall'ufficio Perchè rispondi ?
Ponchiaz Posted September 23, 2009 Posted September 23, 2009 Secondo me se la stampa fosse piu' onesta e la smettesse di ritenersi veramente indipendente farebbe un favore a tutti.
ROOSTERS99 Posted September 23, 2009 Posted September 23, 2009 Io vorrei che il giornalista tornasse a fare la sua PROFESSIONE ( e ne conosco personalmente alcuni che lo fanno, sia chiaro....) invece di diventare ridicoli fantocci, servi di un qualche potere, per poter assurgere all' onore delle cronache e ridursi poi al livello di pop-stars di bassissima lega..... Ah, aggiungo un altro invito, pressante, alla categoria : tornate a scuola prima di andare a lavorare !!!
tricky Posted September 23, 2009 Posted September 23, 2009 Io vorrei che il giornalista tornasse a fare la sua PROFESSIONE ( e ne conosco personalmente alcuni che lo fanno, sia chiaro....) invece di diventare ridicoli fantocci, servi di un qualche potere, per poter assurgere all' onore delle cronache e ridursi poi al livello di pop-stars di bassissima lega.....Ah, aggiungo un altro invito, pressante, alla categoria : tornate a scuola prima di andare a lavorare !!! Conosco servi del potere e ridicoli fantocci in tutte le categorie di lavoratori. Criticare sempre e solo i giornalisti dopo un po' mi sembra uno sport nemmeno troppo divertente. La prostituzione intellettuale (per dirla alla Mourinho) riferita solo a noi mi sembra un luogo comune che, personalmente, mi ha stancato, visto che il "culo" me lo tiro tanto quanto altri sventolatori di patente di seri, onesti e perfetti professionisti del loro campo. Non amo difendere la mia categoria, mi reputo abbastanza una mosca bianca, però credo che questa continua generalizzazione inizia ad essere diffusa (e miope) Ma forse, Roo, la penso così perché sono parte in causa. Senza acredine nei tuoi confronti, sia chiaro
Ponchiaz Posted September 24, 2009 Posted September 24, 2009 Il Pas de Calais Ma guarda un po’, anche la Francia arresta i clandestini e chiama l’Ue L’altro ieri la polizia francese, in assetto di guerra, ha iniziato lo sgombero dei campi di immigrati clandestini del Pas de Calais, arrestando 278 immigrati, metà dei quali minorenni. L’operazione è proseguita ieri allo scopo, come ha detto il ministro socialista sarkozista dell’Immigrazione Eric Besson, non tanto “di arrestare gli immigrati, bensì di riuscire a interrompere il lavoro dei trafficanti che lì hanno il loro campo base”. I clandestini accampati, in maggioranza iracheni e afghani, attendevano che i loro sfruttatori li trasferissero in Gran Bretagna. Di fronte all’energica azione dell’Eliseo, naturalmente stigmatizzata dall’opposizione socialista, il vicepresidente della commissione europea Jacques Barrot, invece di stilare proteste petulanti, come aveva fatto con l’Italia, si è limitato a osservare che “il tempo per risposte nazionali è finito, questo tipo di fenomeni richiede una risposta europea”, che è poi esattamente quallo che chiede il governo italiano da anni. I clandestini arrestati in Francia saranno rimpatriati forzatamente o detenuti, se non otterranno asilo, il che è quello che prevedono le leggi italiane. L’accanimento nella critica all’Italia sul tema dell’immigrazione, con le accuse di xenofobia e di razzismo, appare, se si tiene conto dei comportamenti concreti degli altri paesi mediterranei, dalla Francia alla Spagna alla Grecia e a Malta, un partito preso. In realtà gli italiani, anche per le loro tradizioni cattoliche e per l’esperienza dell’emigrazione subita dalle generazioni precedenti in misura assai ampia, hanno uno spirito di accoglienza diffuso, che si verifica nell’integrazione degli immigrati che è particolarmente efficace proprio nelle province del nord. Questo non significa, ovviamente, che si possa accettare l’immigrazione clandestina, quasi sempre organizzata da bande criminali, che poi in quelle masse di diseredati trovano la manovalanza per la criminalità diffusa, come dimostra la percentuale di clandestini tra i carcerati. Barrot ha ragione a sostenere che si tratta di un problema europeo, a patto che ciò significhi che l’onere dell’asilo e quello della vigilanza delle coste e dei confini sia condiviso. Altrimenti, un’Europa che detta norme “umanitarie” e poi ne fa subire le conseguenze a chi si trova più esposto, senza assumersi alcuna responsabilità né economica né politica, come ha fatto finora, finirà con l’essere, giustamente, ignorata. ------------- www.ilfoglio.it Bobo tira diritto, per favore.
ROOSTERS99 Posted September 24, 2009 Posted September 24, 2009 Il Pas de Calais Ma guarda un po’, anche la Francia arresta i clandestini e chiama l’Ue L’altro ieri la polizia francese, in assetto di guerra, ha iniziato lo sgombero dei campi di immigrati clandestini del Pas de Calais, arrestando 278 immigrati, metà dei quali minorenni. L’operazione è proseguita ieri allo scopo, come ha detto il ministro socialista sarkozista dell’Immigrazione Eric Besson, non tanto “di arrestare gli immigrati, bensì di riuscire a interrompere il lavoro dei trafficanti che lì hanno il loro campo base”. I clandestini accampati, in maggioranza iracheni e afghani, attendevano che i loro sfruttatori li trasferissero in Gran Bretagna. Di fronte all’energica azione dell’Eliseo, naturalmente stigmatizzata dall’opposizione socialista, il vicepresidente della commissione europea Jacques Barrot, invece di stilare proteste petulanti, come aveva fatto con l’Italia, si è limitato a osservare che “il tempo per risposte nazionali è finito, questo tipo di fenomeni richiede una risposta europea”, che è poi esattamente quallo che chiede il governo italiano da anni. I clandestini arrestati in Francia saranno rimpatriati forzatamente o detenuti, se non otterranno asilo, il che è quello che prevedono le leggi italiane. L’accanimento nella critica all’Italia sul tema dell’immigrazione, con le accuse di xenofobia e di razzismo, appare, se si tiene conto dei comportamenti concreti degli altri paesi mediterranei, dalla Francia alla Spagna alla Grecia e a Malta, un partito preso. In realtà gli italiani, anche per le loro tradizioni cattoliche e per l’esperienza dell’emigrazione subita dalle generazioni precedenti in misura assai ampia, hanno uno spirito di accoglienza diffuso, che si verifica nell’integrazione degli immigrati che è particolarmente efficace proprio nelle province del nord. Questo non significa, ovviamente, che si possa accettare l’immigrazione clandestina, quasi sempre organizzata da bande criminali, che poi in quelle masse di diseredati trovano la manovalanza per la criminalità diffusa, come dimostra la percentuale di clandestini tra i carcerati. Barrot ha ragione a sostenere che si tratta di un problema europeo, a patto che ciò significhi che l’onere dell’asilo e quello della vigilanza delle coste e dei confini sia condiviso. Altrimenti, un’Europa che detta norme “umanitarie” e poi ne fa subire le conseguenze a chi si trova più esposto, senza assumersi alcuna responsabilità né economica né politica, come ha fatto finora, finirà con l’essere, giustamente, ignorata. ------------- www.ilfoglio.it Bobo tira diritto, per favore. Sentito stamattina alla radio il buon Maroni che parlava dei numeri di presenze di clandestini a Lampedusa : passati dai 2000 di Ottobre scorso, agli 0 (ZERO) di questa estate (Luglio- Agosto). Avanti cos'ì !!
Franz#12 Posted September 24, 2009 Posted September 24, 2009 Sentito stamattina alla radio il buon Maroni che parlava dei numeri di presenze di clandestini a Lampedusa : passati dai 2000 di Ottobre scorso, agli 0 (ZERO) di questa estate (Luglio- Agosto).Avanti cos'ì !! Affondamenti preventivi?
tatanka Posted September 24, 2009 Posted September 24, 2009 Ci sono già dalle sei e mezzaPs Ieri sono tornato a casa a mezzanotte meno un quarto E arrivavo direttamente dall'ufficio Metti una sveglia sul PC. Così quando ti addormenti mentre cazzeggi su internet ti sveglia in tempo per andare a casa ad orari accettabili.
ROOSTERS99 Posted September 24, 2009 Posted September 24, 2009 Affondamenti preventivi? Partenze sospese..... pare ....
ROOSTERS99 Posted September 25, 2009 Posted September 25, 2009 La contessina Borromeo piange i clandestini dallo yacht 25/09/2009 |- Non bisogna oscurare gli immigrati. La contessina Beatrice Borromeo, ex pasionaria di Santoro e oggi giornalista d’assalto nella repubblica travagliesca del “Fatto”, fa bene ad indignarsi a cinque colonne con vibrante articolo pubblicato sotto la maxi dicitura «inchiesta scomoda». Scomodissima, perbacco. E infatti finalmente abbiamo capito che cosa ci faceva quest’estate con il principe Pierre Casiraghi scomodamente a bordo del Pacha III, il 36 metri della famiglia reale di Monaco, uno dei più lussuosi yacht del mondo: scrutava l’orizzonte per avvistare i barconi dei clandestini. Ostriche, champagne e cannocchiale: non voleva lasciarsene scappare nemmeno una di quelle maledette carrette del mare. E per evitare che fossero oscurate cercava di illuminarle con il riflesso del suo collier. Brillanti e migranti, con gli occhi bagnati di lacrime e le labbra bagnate dal don Perignon. I paparazzi, sciocchini, si sono affannati a seguirla da Montecarlo alle Isole Eolie, dal mar di Sicilia a Ponza, pensando di riuscire a immortalare la favola dell’estate, la contessa e il principe, un apostrofo di smeraldi fra le parole “t’amo”. Invece lei, no: lei era lì, sul Pacha III, solo per solidarietà con gli immigrati. E stava scomoda, scomodissima, come la sua inchiesta: sembrava felice mentre si faceva palpeggiare dal principe Pierre, sembrava rilassata mentre prendeva il sole in colorati bikini, ma in realtà stava male, perché si preoccupava dei clandestini. Era lì per loro. Non smetteva di pensarci un attimo, fra una tartina e una scomodissima flute. Per questo ieri ci ha dato dentro con l’indignazione. Ne aveva ben diritto, con tutto quello che ha sofferto quest’estate sul Pacha. Come si permette il governo Berlusconi di applicare la severa politica dei respingimenti degli irregolari? Perché non fa come il Principato dell’amato Pierre dove gli irregolari sono notoriamente accolti tutti a braccia aperte? E come si permette Mediaset di rinviare un servizio delle Iene che indagava su dieci immigrati dispersi? Insomma come si fa, come recita il titolo, ad «oscurare i migranti morti»? Per fortuna a vigilare c’è lei, la contessina democratica, figlia di Carlo Ferdinando Borromeo, discendente di San Carlo Borromeo, nipotina della contessa Marzotto, sorella di Lavinia, sposata con John Elkann e fidanzata con il principe Pierre Casiraghi; lei, passata da Chanel all’impegno sociale, dai diritti d’immagine ai diritti umani, dall’Elite Model Look ai problemi dei clandestini, finalmente in grado di capire che le carrette del mare non sono una sottomarca di Blumarine. Per fortuna c’è lei, appunto con sua protesta che si leva forte dal “Fatto” e fa vibrare l’aria, quasi come quando sullo yacht salta il tappo del Krug. Del resto, è evidente, la ragazza si deve impegnare assai. Deve dimostrare che trova così facilmente lavoro, dalla Rai al “Fatto”, per le sue capacità, mica per il casato. Si capisce. Se corre voce che il figlio di Bossi (“la trota”) prende un contrattino di consulenza al Parlamento europeo, tutti s’indignano; se il figlio di Mastella collabora col padre si aprono le lagne sul solito familismo amorale. Ma se la contessa Borromeo scavalca fior di precari, viene assunta prima come volto Tv e poi come redattrice in un quotidiano, è solo perché è molto brava. Ha fatto sicuramente tanta gavetta. E, soprattutto ha molto a cuore i clandestini: dicono che quando ne parli si scaldi e diventi focosa. Quasi focosa come nelle celebri foto con il fidanzato reale al Montecarlo Beach Club. «Ribelle, atea, di sinistra», la definiscono le biografie ufficiali. Qualche tempo fa al “Corriere della Sera” confidò di voler sposare un metalmeccanico. Purtroppo le è andata male: ha incontrato un principe. Per consolarsi scrive libri con Travaglio e riesce persino a passare come martire per un’intervista dalla Bignardi. Non è meraviglioso? Rocco, Barocco e Tarocco, la sua carriera di giornalista è assicurata. Se non sarà mai una redattrice modello, può sempre dire di essere una modella redattrice. Con lei come protettrice nessun immigrato avrà più nulla da temere: un tozzo di pane e un bicchiere di Veuve Clicquot non si negano a nessuno. Clandestini sì, ma trattati scomodamente da Pacha. Mario Giordano
Franz#12 Posted September 25, 2009 Posted September 25, 2009 magari... Hai dimenticato le faccine ironiche.
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