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A Travaglio non piace il golf, peccato

Sono emozionato. Ho un lettore in più e non lo sapevo. Anzi sono tremendamente emozionato perchè questo lettore è l’autorevole, dotto, attendibile, Marco Travaglio. Un uomo tutto d’un pezzo, un uomo sempre informatissimo. Un uomo dalla memoria di ferro come quando si ricorda di aver partecipato alle assemblee di redazione alla presenza di Montanelli, dimenticandosi che era un collaboratore (non un corrispondente) da Torino e lì rimaneva, a galleggiare tra pezzulli che, purtroppo, non sono entrati nella storia del giornalismo . A proposito del caso Boffo e di ciò che ho scritto sul Giornale, Travaglio mi definisce <uno che si si occupava della pagina del golf ai tempi di Montanelli (non sono mai stato il responsabile di quella pagina, ndr) e che è stato evidentemente promosso per l’occasione>. Lo fa con il suo solito distacco inglese, che puzza di disprezzo. Come se occuparsi di golf fosse paragonabile, tanto per fare un esempio, alle molestie sessuali. Lo fa dimenticandosi che, come collaboratore da Torino, proponeva pezzulli di trenta righe anche per la redazione Spettacoli di cui io, all’epoca di Montanelli, ero caporedattore. Lo fa dimenticandosi che io, entrato al Giornale nel 1977, cresciutoci e, avendo, tra l’altro, avuto come compagno di banco in Cronaca anche il suo amico e collega Peter Gomez, qualcosa di lui so e mi ricordo. Anche se mi fa una certa nausea sapere e ricordare visto ciò che lui, spacciandosi per depositario della verità sul Giornale e su Montanelli, si è messo a dire e a scrivere in giro in questi anni. Purtroppo l’ineffabile Travaglio, soffrendo talvolta di amnesia, non ricorda invece che io in questi anni mi sono occupato ben poco di green e putt, come vuol far credere ai suoi numerosi, immagino, lettori. Perchè ho avuto discretamente da fare . Prima da caporedattore (nomina che ho avuto a 38 anni, cioè sedici anni fa) e poi come inviato (non a tempo determinato) tredici anni fa, su disposizione dell’allora e attuale direttore, Vittorio Feltri. E, come inviato, ho raccontato fra l’altro storie di guerra e di terrorismo, in Kosovo come in Palestina, in Pakistan piuttosto che nel deserto del Qatar o in vari Paesi dell’Est Europa. Concludendo: ma chissenefrega di ciò che scrive e dice <l’autorevole> (sempre meno) Travaglio.

Gabriele Villa

;):cry:;):thumbsup:^_^

Edited by ROOSTERS99
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A Travaglio non piace il golf, peccato

Sono emozionato. Ho un lettore in più e non lo sapevo. Anzi sono tremendamente emozionato perchè questo lettore è l’autorevole, dotto, attendibile, Marco Travaglio. Un uomo tutto d’un pezzo, un uomo sempre informatissimo. Un uomo dalla memoria di ferro come quando si ricorda di aver partecipato alle assemblee di redazione alla presenza di Montanelli, dimenticandosi che era un collaboratore (non un corrispondente) da Torino e lì rimaneva, a galleggiare tra pezzulli che, purtroppo, non sono entrati nella storia del giornalismo . A proposito del caso Boffo e di ciò che ho scritto sul Giornale, Travaglio mi definisce <uno che si si occupava della pagina del golf ai tempi di Montanelli (non sono mai stato il responsabile di quella pagina, ndr) e che è stato evidentemente promosso per l’occasione>. Lo fa con il suo solito distacco inglese, che puzza di disprezzo. Come se occuparsi di golf fosse paragonabile, tanto per fare un esempio, alle molestie sessuali. Lo fa dimenticandosi che, come collaboratore da Torino, proponeva pezzulli di trenta righe anche per la redazione Spettacoli di cui io, all’epoca di Montanelli, ero caporedattore. Lo fa dimenticandosi che io, entrato al Giornale nel 1977, cresciutoci e, avendo, tra l’altro, avuto come compagno di banco in Cronaca anche il suo amico e collega Peter Gomez, qualcosa di lui so e mi ricordo. Anche se mi fa una certa nausea sapere e ricordare visto ciò che lui, spacciandosi per depositario della verità sul Giornale e su Montanelli, si è messo a dire e a scrivere in giro in questi anni. Purtroppo l’ineffabile Travaglio, soffrendo talvolta di amnesia, non ricorda invece che io in questi anni mi sono occupato ben poco di green e putt, come vuol far credere ai suoi numerosi, immagino, lettori. Perchè ho avuto discretamente da fare . Prima da caporedattore (nomina che ho avuto a 38 anni, cioè sedici anni fa) e poi come inviato (non a tempo determinato) tredici anni fa, su disposizione dell’allora e attuale direttore, Vittorio Feltri. E, come inviato, ho raccontato fra l’altro storie di guerra e di terrorismo, in Kosovo come in Palestina, in Pakistan piuttosto che nel deserto del Qatar o in vari Paesi dell’Est Europa. Concludendo: ma chissenefrega di ciò che scrive e dice <l’autorevole> (sempre meno) Travaglio.

Gabriele Villa

;):cry:;):thumbsup:^_^

Roo, posso dire la mia?

Da giornalista provo molta tristezza nel vedere come i colleghi si accusino tra loro. Sono chiaramente mossi da motivi politici e hanno mandanti ben precisi. Non c'è nulla di vera cronaca in tutto questo, ma solo ed esclusivamente utilizzo della (in questo caso) carta stampata per motivi personali o di terzi. Ho colleghi rivali che fanno e scrivono nefandezze, ma il mio compito non è quello di raccontare ai lettori se io sono più bravo o "pulito" di loro. Non l'ho mai fatto e mai lo farò (eppure provocato più di una volta). Il mio compito è ben altro e in molti hanno scordato quale sia

Posted
Roo, posso dire la mia?

Da giornalista provo molta tristezza nel vedere come i colleghi si accusino tra loro. Sono chiaramente mossi da motivi politici e hanno mandanti ben precisi. Non c'è nulla di vera cronaca in tutto questo, ma solo ed esclusivamente utilizzo della (in questo caso) carta stampata per motivi personali o di terzi. Ho colleghi rivali che fanno e scrivono nefandezze, ma il mio compito non è quello di raccontare ai lettori se io sono più bravo o "pulito" di loro. Non l'ho mai fatto e mai lo farò (eppure provocato più di una volta). Il mio compito è ben altro e in molti hanno scordato quale sia

Che tra colleghi ci si accusi o ci si scontri o ci si attacchi ci stà eccome; giornalisti inclusi.

Più in generale, mi piace pochissimo quando si sbattono sui media questioni private, siano esse del presidente del consiglio, del netturbino, dell' ingegnere e del direttore di un giornale.

Tuttavia, chi semina vento raccoglie tempesta e, per potersi ergere a censori/moralizzatori, è necessario possederne tutti i requisiti....

Ho postato un articolo (pubblicato sotto la dicitura "la polemica" ) perchè mi è piaciuto molto come Villa ha "maltrattato" l' insostenibile Travaglio.

Posted
A Travaglio non piace il golf, peccato

Sono emozionato. Ho un lettore in più e non lo sapevo. Anzi sono tremendamente emozionato perchè questo lettore è l’autorevole, dotto, attendibile, Marco Travaglio. Un uomo tutto d’un pezzo, un uomo sempre informatissimo. Un uomo dalla memoria di ferro come quando si ricorda di aver partecipato alle assemblee di redazione alla presenza di Montanelli, dimenticandosi che era un collaboratore (non un corrispondente) da Torino e lì rimaneva, a galleggiare tra pezzulli che, purtroppo, non sono entrati nella storia del giornalismo . A proposito del caso Boffo e di ciò che ho scritto sul Giornale, Travaglio mi definisce <uno che si si occupava della pagina del golf ai tempi di Montanelli (non sono mai stato il responsabile di quella pagina, ndr) e che è stato evidentemente promosso per l’occasione>. Lo fa con il suo solito distacco inglese, che puzza di disprezzo. Come se occuparsi di golf fosse paragonabile, tanto per fare un esempio, alle molestie sessuali. Lo fa dimenticandosi che, come collaboratore da Torino, proponeva pezzulli di trenta righe anche per la redazione Spettacoli di cui io, all’epoca di Montanelli, ero caporedattore. Lo fa dimenticandosi che io, entrato al Giornale nel 1977, cresciutoci e, avendo, tra l’altro, avuto come compagno di banco in Cronaca anche il suo amico e collega Peter Gomez, qualcosa di lui so e mi ricordo. Anche se mi fa una certa nausea sapere e ricordare visto ciò che lui, spacciandosi per depositario della verità sul Giornale e su Montanelli, si è messo a dire e a scrivere in giro in questi anni. Purtroppo l’ineffabile Travaglio, soffrendo talvolta di amnesia, non ricorda invece che io in questi anni mi sono occupato ben poco di green e putt, come vuol far credere ai suoi numerosi, immagino, lettori. Perchè ho avuto discretamente da fare . Prima da caporedattore (nomina che ho avuto a 38 anni, cioè sedici anni fa) e poi come inviato (non a tempo determinato) tredici anni fa, su disposizione dell’allora e attuale direttore, Vittorio Feltri. E, come inviato, ho raccontato fra l’altro storie di guerra e di terrorismo, in Kosovo come in Palestina, in Pakistan piuttosto che nel deserto del Qatar o in vari Paesi dell’Est Europa. Concludendo: ma chissenefrega di ciò che scrive e dice <l’autorevole> (sempre meno) Travaglio.

Gabriele Villa

:lol::lol::lol::clap[1]::clap[1]:

interessante pezzo giornalistico, è uscito su Novella 2000?

Posted
interessante pezzo giornalistico, è uscito su Novella 2000?

Semplicemente sul blog dell' autore........

Posted
Che tra colleghi ci si accusi o ci si scontri o ci si attacchi ci stà eccome; giornalisti inclusi.

Più in generale, mi piace pochissimo quando si sbattono sui media questioni private, siano esse del presidente del consiglio, del netturbino, dell' ingegnere e del direttore di un giornale.

Tuttavia, chi semina vento raccoglie tempesta e, per potersi ergere a censori/moralizzatori, è necessario possederne tutti i requisiti....

Ho postato un articolo (pubblicato sotto la dicitura "la polemica" ) perchè mi è piaciuto molto come Villa ha "maltrattato" l' insostenibile Travaglio.

Non ci sta che tra colleghi ci si attacchi. Perchè, se come dici tu nessuno può ergersi a moralizzatore o censore, è ancor più vero che nessun giornalista dovrebbe permettersi di infangare un collega per dimostrare che lui sa fare meglio quel mestiere. Se Boffo non avesse preso certe posizioni, Feltri mai e poi mai avrebbe iniziato a fargli le pulci. E qui sta la cosa che mi spiace. Se Feltri fosse convinto che il Boffo persona merita questi attacchi perché protagonista di vicende disdicevoli, doveva farlo a prescindere da quanto aveva scritto su Avvenire.

Così come non mi piace quando Travaglio sbeffeggia i Vespa di turno. Se li considera "zerbini" del premier è libero di pensarlo, ma non di dirlo. Lui continui a portare avanti le sue battaglie, ma senza "attaccare" i colleghi che non lo fanno. Saranno i lettori a stabilire chi fa del buon giornalismo e chi meno. Non tocca lui avvisarci.

Posted (edited)
Non ci sta che tra colleghi ci si attacchi. Perchè, se come dici tu nessuno può ergersi a moralizzatore o censore, è ancor più vero che nessun giornalista dovrebbe permettersi di infangare un collega per dimostrare che lui sa fare meglio quel mestiere. Se Boffo non avesse preso certe posizioni, Feltri mai e poi mai avrebbe iniziato a fargli le pulci. E qui sta la cosa che mi spiace. Se Feltri fosse convinto che il Boffo persona merita questi attacchi perché protagonista di vicende disdicevoli, doveva farlo a prescindere da quanto aveva scritto su Avvenire.

Così come non mi piace quando Travaglio sbeffeggia i Vespa di turno. Se li considera "zerbini" del premier è libero di pensarlo, ma non di dirlo. Lui continui a portare avanti le sue battaglie, ma senza "attaccare" i colleghi che non lo fanno. Saranno i lettori a stabilire chi fa del buon giornalismo e chi meno. Non tocca lui avvisarci.

Mah, io vedo solo gente che ha seminato vento e raccolto tempesta .... e devi spoiegarmi perchè non ci stà che ci si attacchi tra colleghi !!

Non mi piace per nulla, ma di questo si tratta.

Se ti "infangano" per davvero, sarai risarcito.

Non mi sembra il caso.

Edited by ROOSTERS99
Posted
Mah, io vedo solo gente che ha seminato vento e raccolto tempesta .... e devi spoiegarmi perchè non ci stà che ci si attacchi tra colleghi !!

Non mi piace per nulla, ma di questo si tratta.

Se ti "infangano" per davvero, sarai risarcito.

Non mi sembra il caso.

Se non sarà il caso si vedrà. Esiste cmq una regola tacita (in tutte le professioni) di non attaccarsi tra colleghi.

Mai sentito, ad esempio, un calciatore dire pubblicamente: "Quel gol io lo segnavo, chi l'ha sbagliato è un cane".

Oppure un medico asserire: "Se l'operavo io quello lì non moriva".

Si può anche pensare, ma non lo trovo deontologicamente diciamo... carino

Mia opinione, sia chiaro

Posted (edited)

A me continua a non piacere molto il giornalismo urlato.

Feltri, pur essendo sicuramente intelligente, preparato ed in gamba, l'ha spesso utilizzato.

E non gli perdonerò mai quello che fece a Montanelli nel periodo in cui defenestrarono l'Indro Nazionale dal Suo Giornale (battendo però in ritirata e palesando vergogna e timidezza quando Montanelli rispose personalmente telefonando ad una trasmissione di Santoro in cui Feltri ed altri cercarono di gettare fango affermando menzogne in diretta televisiva), e gli attacchi e l'asfissia tramite ostracismo da parte di Publitalia&affini che il Decano del giornalismo italiano subì quando fondò La Voce.

Da quel dì non riesco più ad apprezzare certe disanime politiche che purtroppo mostrano solo di voler ottemperare in modi più o meno velati ad interessi personali.

Edited by Silver Surfer
Posted
A me continua a non piacere molto il giornalismo urlato.

Feltri, pur essendo sicuramente intelligente, preparato ed in gamba, l'ha spesso utilizzato.

E non gli perdonerò mai quello che fece a Montanelli nel periodo in cui defenestrarono l'Indro Nazionale dal Suo Giornale (battendo però in ritirata e palesando vergogna e timidezza quando Montanelli rispose personalmente telefonando ad una trasmissione di Santoro in cui Feltri ed altri cercarono di gettare fango affermando menzogne in diretta televisiva), e gli attacchi e l'asfissia tramite ostragismo da parte di Publitalia&affini che il Decano del giornalismo italiano subì quando fondò La Voce.

Da quel dì non riesco più ad apprezzare certe disanime politiche che purtroppo mostrano solo di voler ottemperare in modi più o meno velati ad interessi personali.

Sono sostanzialmente in accordo con te.

Avrai notato che mi sono astenuto dal parlare delle "grida" di questi ultimi giorni.

Più in generale è noto il mio poco "amore" per i "colleghi di Indro" in generale.

Mi son fatto 4 sane risate per quanto ha scritto Villa nel suo blog e postato il suo scritto.

Per me, la discussione può pure finire qui.

Posted
Sono sostanzialmente in accordo con te.

Avrai notato che mi sono astenuto dal parlare delle "grida" di questi ultimi giorni.

Più in generale è noto il mio poco "amore" per i "colleghi di Indro" in generale.

Mi son fatto 4 sane risate per quanto ha scritto Villa nel suo blog e postato il suo scritto.

Per me, la discussione può pure finire qui.

E no, deve continuare, altrimenti noi cosa leggiamo, in mancanza di notizie relative al basket? :lol::clap[1]::clap[1]:

Posted
Sono sostanzialmente in accordo con te.

Avrai notato che mi sono astenuto dal parlare delle "grida" di questi ultimi giorni.

Più in generale è noto il mio poco "amore" per i "colleghi di Indro" in generale.

Mi son fatto 4 sane risate per quanto ha scritto Villa nel suo blog e postato il suo scritto.

Per me, la discussione può pure finire qui.

Ma guarda che io avevo ben capito il senso del tuo pezzo riportato. :clap[1]: E non ero in polemica con te. Facevo solo una riflessione di come i miei più illustri colleghi stanno, a mio avviso, dando una pessima immagine del giornalismo e della nostra professione

Posted
Non ci sta che tra colleghi ci si attacchi. Perchè, se come dici tu nessuno può ergersi a moralizzatore o censore, è ancor più vero che nessun giornalista dovrebbe permettersi di infangare un collega per dimostrare che lui sa fare meglio quel mestiere. Se Boffo non avesse preso certe posizioni, Feltri mai e poi mai avrebbe iniziato a fargli le pulci. E qui sta la cosa che mi spiace. Se Feltri fosse convinto che il Boffo persona merita questi attacchi perché protagonista di vicende disdicevoli, doveva farlo a prescindere da quanto aveva scritto su Avvenire.

Così come non mi piace quando Travaglio sbeffeggia i Vespa di turno. Se li considera "zerbini" del premier è libero di pensarlo, ma non di dirlo. Lui continui a portare avanti le sue battaglie, ma senza "attaccare" i colleghi che non lo fanno. Saranno i lettori a stabilire chi fa del buon giornalismo e chi meno. Non tocca lui avvisarci.

Questo non è giornalismo, sono beghe di cortile che, in fondo, ai lettori italioti risultano molto gradite.

Perchè all'italiota non interessano le notizie, ma le opinioni.

Deve sentirsi parte di una fazione.

Deve avere dei nemici.

L'ha capito anche Mourinho, che - giustamente - ha tenuto a precisare subito di non essere un pirla.

A differenza di chi crede davvero che Travaglio e Feltri difendano un ideale, e non, semplicemente, il loro conto in banca.

Posted
Semplicemente sul blog dell' autore........

ciò lo rivaluta dal rango di "spazzatura giornalistica" a quello di "tirata di trecce tra bambinette"

Posted
Questo non è giornalismo, sono beghe di cortile che, in fondo, ai lettori italioti risultano molto gradite.

Perchè all'italiota non interessano le notizie, ma le opinioni.

Deve sentirsi parte di una fazione.

Deve avere dei nemici.

L'ha capito anche Mourinho, che - giustamente - ha tenuto a precisare subito di non essere un pirla.

A differenza di chi crede davvero che Travaglio e Feltri difendano un ideale, e non, semplicemente, il loro conto in banca.

Completamente d'accordo.

Posted
Questo non è giornalismo, sono beghe di cortile che, in fondo, ai lettori italioti risultano molto gradite.

Perchè all'italiota non interessano le notizie, ma le opinioni.

Deve sentirsi parte di una fazione.

Deve avere dei nemici.

L'ha capito anche Mourinho, che - giustamente - ha tenuto a precisare subito di non essere un pirla.

A differenza di chi crede davvero che Travaglio e Feltri difendano un ideale, e non, semplicemente, il loro conto in banca.

Perfettamente d'accordo. Il che, credo converrai con me, da giornalista che la pagnotta se la suda eccome lascia molto l'amaro in bocca vedere i mieiillustri e ricchi colleghi tirarsi palate di fango invece che fare giornalismo vero

Posted
Perfettamente d'accordo. Il che, credo converrai con me, da giornalista che la pagnotta se la suda eccome lascia molto l'amaro in bocca vedere i mieiillustri e ricchi colleghi tirarsi palate di fango invece che fare giornalismo vero

Tutto molto giusto, se domani il Giornale facesse vendite zero, e così i libri di Gomez e Travaglio.

Invece, c'è da scommettere che qualche copia in più, con questo can can, quel furbacchione di Vittorio l'ha pure venduta.

Cambia poco, è chiaro, ben sapendo che se sparissero i fondi pubblici in Italia non uscirebbe più un quotidiano.

E lo stesso vale per il travagliato Travaglio, che con l'arma dell'invettiva (vecchia di qualche millennio) s'è costruito una fama ed una carriera credo del tutto insperate.

Abbiamo (mi verrebbe da dire hanno, però in questa terra dimenticata dal Dio della Ragione ci vivo anch'io) quel che meritiamo.

Credo che in ogni altra Nazione d'Europa, esclusa forse l'area del Mediterraneo, il modo di lavorare di Feltri e Travaglio li avrebbe relegati in qualche quotidiano provincialissimo o in una tv locale.

Io, nel mio piccolo, compro solo il Corriere della Sera e non più di 3-4 volte all'anno.

Per il resto "pesco" on line e mi faccio un'opinione raccordando le varie fonti.

Ammesso ma non concesso che avere un'opinione serva a qualcosa, in un Paese in cui prevale sempre il conformismo.

Posted (edited)
interessante pezzo giornalistico, è uscito su Novella 2000?

Non capisco cosa intendi dire : un collega l'ha insultato e Villa si è difeso , snocciolando il proprio curriculum . Ha detto qualcosa di falso ? Ha scritto che Travaglio si tromba una 17enne e si fa chiamare papi ? Non mi pare !

Edited by Virgus
Posted
Abbiamo (mi verrebbe da dire hanno, però in questa terra dimenticata dal Dio della Ragione ci vivo anch'io) quel che meritiamo.

Credo che in ogni altra Nazione d'Europa, esclusa forse l'area del Mediterraneo, il modo di lavorare di Feltri e Travaglio li avrebbe relegati in qualche quotidiano provincialissimo o in una tv locale.

QCQ

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ciò lo rivaluta dal rango di "spazzatura giornalistica" a quello di "tirata di trecce tra bambinette"

ti ritrovo in forma come ai bei tempi ..... :clap[1]:

Posted
Ma guarda che io avevo ben capito il senso del tuo pezzo riportato. :clap[1]: E non ero in polemica con te. Facevo solo una riflessione di come i miei più illustri colleghi stanno, a mio avviso, dando una pessima immagine del giornalismo e della nostra professione

Ti segnalo che la cosa deve avere una cinquantina di anni...... :clap[1]:

Posted
Da quel dì non riesco più ad apprezzare certe disanime politiche che purtroppo mostrano solo di voler ottemperare in modi più o meno velati ad interessi personali.

QCQ...

Posted
Questo non è giornalismo, sono beghe di cortile che, in fondo, ai lettori italioti risultano molto gradite.

Perchè all'italiota non interessano le notizie, ma le opinioni.

Deve sentirsi parte di una fazione.

Deve avere dei nemici.

L'ha capito anche Mourinho, che - giustamente - ha tenuto a precisare subito di non essere un pirla.

A differenza di chi crede davvero che Travaglio e Feltri difendano un ideale, e non, semplicemente, il loro conto in banca.

Tutto molto giusto, se domani il Giornale facesse vendite zero, e così i libri di Gomez e Travaglio.

Invece, c'è da scommettere che qualche copia in più, con questo can can, quel furbacchione di Vittorio l'ha pure venduta.

Cambia poco, è chiaro, ben sapendo che se sparissero i fondi pubblici in Italia non uscirebbe più un quotidiano.

E lo stesso vale per il travagliato Travaglio, che con l'arma dell'invettiva (vecchia di qualche millennio) s'è costruito una fama ed una carriera credo del tutto insperate.

Abbiamo (mi verrebbe da dire hanno, però in questa terra dimenticata dal Dio della Ragione ci vivo anch'io) quel che meritiamo.

Credo che in ogni altra Nazione d'Europa, esclusa forse l'area del Mediterraneo, il modo di lavorare di Feltri e Travaglio li avrebbe relegati in qualche quotidiano provincialissimo o in una tv locale.

Io, nel mio piccolo, compro solo il Corriere della Sera e non più di 3-4 volte all'anno.

Per il resto "pesco" on line e mi faccio un'opinione raccordando le varie fonti.

Ammesso ma non concesso che avere un'opinione serva a qualcosa, in un Paese in cui prevale sempre il conformismo.

Due post che quoto interamente, doppiamente nelle frasi evidenziate.

Posted

Quotone per Dragon, la questione Feltri Boffo e' un po' diversa ma in effetti il giornalismo di opinione, che gia' se vogliamo e' un ossimoro in se', sta deragliando delirando verso il white-black mailing.

Ogni passo allontandosi dalla notizia e' un passo verso lo squallore.

Posted
Ogni passo allontandosi dalla notizia e' un passo verso lo squallore.

Concordo al 100%.

Settimana prossima tornerò sull'argomento, anche perché in questi giorni ho modo di capire di più del pianeta-giornalismo. Vi saprò dire.

Saluti

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