alberto Posted September 26, 2009 Posted September 26, 2009 Hai dimenticato le faccine ironiche. solo se le hai dimenticate anche tu nel post da me quotato.
ROOSTERS99 Posted September 29, 2009 Posted September 29, 2009 lunedì 28 settembre 2009, Moda, inglesi all'attacco: "Milano sexy e velinara" Poi accusano Berlusconi di Andrea Indini Milano - Che gli inglesi vengano a insegnare alle grandi maison italiane la nobile arte del ben vestire ha dell'incredibile. Le paginate acide e minacciose del Financial Times e dell'Herald Tribune non solo trasudano di inchiostro invidioso, ma dimostrano come i colleghi d'oltre Manica siano distanti anni luce dalle passerelle milanesi e dalle innovative creazioni degli immortali maestri nostrani. Parlano di "Milano velinara" e accusano (c'era da aspettarselo) il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma il mondo della moda non ci sta e denuncia apertamente un "attacco politico" costruito unicamente sull'invidia. Le accuse al Belpaese Non hanno più argomenti. Ormai sono solo cartucce a salve. Non fanno più nemmeno rumore. E, intorno, lasciano solo un senso di inutile disprezzo e di attacco infantile. Il bersaglio è sempre e comunque il premier Berlusconi, le testate sono sempre le stesse. Come una cantilena colgono ogni pretesto pur di minare l'immagine del Belpaese e del governo. Così, al termine di una settimana della moda coronata dai successi sia in termine di pubblico sia di critica, alcune testate inglesi hanno criticato quei "vestiti gustosi, freschi e sexy" destinati a "riempire una delle infauste feste del presidente Berlusconi". Indice puntato contro i Grandi dell'haute couture: spietati contro Armani ("sgargianti vestiti con reggiseno in vista, calzoncini corti e un look da giovane donna rampante pronta per il trampolino"), Pucci (colpevole di aver abbandonato il "tracciato aristocratico") e Bottega Veneta che si sarebbe fatta fuorviare dalle trasparenze. Attacco politico frutto dell'invidia Ad accuse di tal fatta gli italiani sono ormai (quasi) vaccinati. Ma tutto ha un limite. Proprio Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della Moda Italiana, non ci sta a far ridicolizzare la Moda Donna: "E' un attacco incomprensibile frutto di invidia perché l’Italia, pur nella situazione generale di crisi, è ancora al primo posto della moda nel mondo e questo dà fastidio a piazze come New York e Londra, andate molto meno bene nonostante le previsioni". Chi ha, infatti, assistito alle sfilate milanesi non può che concordare: la moda italiana è la concorrente numero uno nel mondo della moda e quindi, in un’epoca di grande crisi, ci dobbiamo aspettare colpi bassi. "Aspettiamo quindi di tutto e di più, ma ricordiamoci - ha commentato anche Laura Biagiotti - che siamo sempre i più forti". Un grande successo Per parlare di Milano, d'altra parte, bisognerebbe viverla. Il circuito della settimana della moda è, infatti, molto di più dei beceri attacchi della stampa inglese. Non solo passerelle. Non solo alta moda. C'è la beneficenza (quella che Coca Cola ha fatto, insieme a nove maison, per l'Abruzzo). C'è la cultura (quella che Louis Vuitton ha fatto con la mostra Scritture silenziose). Quasi novanta televisioni straniere hanno veicolato al pubblico eleganza e creatività. "Un ottimo segnale sia per il settore sia per la città. Milano è la capitale mondiale della moda". Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è davvero soddisfatta: "La sfilata nella splendida cornice di piazza del Duomo davanti a circa 30mila persone è stata raccontata anche daHerald Tribune, Le Monde e Le Figaro". Milan prend le suite de Londres scrive Le Figaro celebrando le migliaia di persone agglutinés in piazza del Duomo. Il successo ai tempi della crisi Un ottimo successo, insomma. Celebrato - inizialmente - anche dall'Herald Tribune che domenica aveva incoronato Milano con l'epiteto glorioso di gorgeous. La dimostrazione fattiva è che per una settimana il capoluogo lombardo ha preso lo scettro di capitale della moda. Perché Milano è tutto questo: un'elegante signora, molto più forte e dignitosa degli estemporanei attacchi della stampa inglese. Un successo che ha un sapore davvero più dolce se ottenuto quando la congiuntura economica non è delle migliori, quando molti economisti urlano alla crisi, quando le sinistre vogliono seppellire il Belpaese nella bara del pessimismo. Ancora una volta Milano ha saputo dimostrare come fare a rialzare la testa. Fossi nei media inglesi mi occuperei piuttosto del cambio Euro-Sterlina (0,922 !!), ormai prossimo alla parità !!!! Poveri Inglesi.........
corny Posted September 29, 2009 Posted September 29, 2009 ECONOMIA Nel settore manifatturiero gli effetti della recessione colpiscono soprattutto gli operai Le denunce dei lavoratori tra delocalizzazioni, ammortizzatori in ritardo e lotte Industria, le vite sospese dalla crisi "700 euro di salario e 600 di mutuo" di SALVATORE MANNIRONI "Sono dipendente di un'azienda artigianale che non riceve lo stipendio da tre mesi. Ho una famiglia, una bambina piccola e scadenze mensili di pagare, non ho la cassa integrazione, ma solo un eventuale licenziamento...". Il dramma dell'operaio di Pesaro che ha inviato la sua storia all'inchiesta di Repubblica.it sul lavoro in bilico è quello di moltissimi lavoratori del settore produttivo, giovani e meno giovani, espulsi o 'sospesi' dal mercato del lavoro nell'ultimo anno. Le segnalazioni dall'industria manifatturiera rivelano soprattutto la condizione di precarietà in cui versano decine di migliaia di famiglie. "Alla faccia dell'ottimismo dei nostri governanti, l'unica certezza è l'incertezza di tutto" scrive uno degli 80 operai della Ferrosud (Matera) "che non hanno ancora percepito le quattro mensilità scorse né la tredicesima". "A maggio il datore di lavoro ha chiesto cassa ordinaria a rotazione per tre mesi e ora ne ha richiesti altri tre - segnala un operaio metalmeccanico da Milano -. Il mio stipendio di luglio netto con due settimane di cig ammonta a 777,34 euro! Dato che ho un mutuo casa di 693 euro al mese, non so come fare se la situazione andrà avanti così". Altra voce dalla Erizuccheri di Napoli: "Tutti licenziati a dicembre 2008. Ho atteso circa 4 mesi prima di poter usufruire del regime di disoccupazione ordinaria che è ormai finita; da mesi cerco e chiedo in giro senza esito e finita la disoccupazione non ho altre fonti di sostentamento". "La crisi è lunga e la stiamo pagando solo noi operai - denuncia un lavoratore dell'indotto Fiat da Salerno - . Io con 700 euro al mese faccio una grande fatica a vivere, ho razionalizzato tutto a casa, mio figlio non può più andare a lezione di inglese: è un'ingiustizia sociale". Gli fa eco un tecnico specializzato da Vicenza: "Dopo vent'anni in azienda, nel dicembre 2008 sono stato costretto ad accettare la mobilità: senza lavoro, moglie in part-time per la crisi, una figlia di 5 anni e un mutuo di 18 anni a 500 euro al mese. Ho inviato centinaia di curriculum e mi hanno risposto: troppo vecchio, profilo troppo alto". "Da circa un anno siamo in amministrazione straordinaria - scrive un delegato Fiom della Tecnogas (gruppo Merloni) di Reggio Emilia - . Non molleremo anche se ogni giorno che passa aumenta la preoccupazione in quanto non si vedono segnali di cambiamento". "Sono in cigs dal 20 luglio per 12 mesi - racconta un'operaia da Torino - ; sono monoreddito con un figlio a carico, vivo in affitto e non ho prospettive di rientro a breve. Praticamente mi è stata tolta la possibilità di vivere". Molti lavoratori denunciano il ritardo con cui si ottengono i fondi degli ammortizzatori sociali. La Carlessi di Bergamo ha annunciato la chiusura da luglio: "Cassa straordinaria per 30 dipendenti su 32 per 12 mesi - segnala uno dei diretti interessati - poi eventuale mobilità: a distanza di alcuni mesi non abbiamo ancora visto un euro". Stessa sorte per una dipendente del Gruppo Soglia, a Roma: "Donna, 52 anni, figlio minore disabile; da quando è iniziata la cassa integrazione non sono rientrata neanche un giorno a lavorare in turnazione. I primi soldi l'Inps me li ha dati dopo 16 mesi". Un altro lavoratore in attesa scrive da Ragusa: "Licenziato a febbraio, fine lavoro il 2 maggio. Oggi, 24 settembre, aspetto ancora l'indennità di mobilità da parte dell'Inps perché l'assessorato al Lavoro della Regione Sicilia, che deve trasmettere le pratiche, è 'oberato' da troppo lavoro". Accanto alle storie singole, ci sono quelle collettive. "La Lasme 2 (indotto Fiat) ha deciso di buttarci per strada - scrive un operaio dalla Basilicata - e lo ha fatto vigliaccamente mentre eravamo in ferie. Siamo ben 174 lavoratori... sostenete la nostra lotta". Il caso dell'Agc Automotive di Cuneo: "In tre mesi lascia a piedi 67 persone, 67 famiglie che da qui a fine anno non sapranno come mettere insieme il pranzo con la cena. Ma voi ci riuscite a tirare avanti con 700/800 euro al mese?". Il caso della Manuli Rubber Industries di Ascoli Piceno che ha chiesto la mobilità per 376 dipendenti perché intende spostare la produzione in Cina: "Il 5 ottobre ci sarà l'incontro decisivo al ministero". E poi le storie dalla Campania della Ixfin e della Finmek, dove in bilico con i posti di lavoro c'è il futuro di centinaia e centinaia di famiglie. Lo stato delle cose può essere riassunto in questa laconica segnalazione inviata da Varese: "Lavoro in un'agenzia interinale, non riusciamo a trovare lavoro a nessuno perché nessuno assume. Lasceranno a casa anche noi". (29 settembre 2009) Berlusconi: "Fronteggiamo la crisi ma adesso puntiamo allo sviluppo" ROMA - ''Ci sono le condizioni per riprendere il cammino dello sviluppo e per fronteggiare la coda della crisi''. Silvio Berlusconi, intervenendo in collegamento telefonico a Unomattina, prosegue sulla strada dell'ottimismo e, dopo aver più volte minimizzato le conseguenze della crisi, adesso si dice convinto di poterne controllare anche gli effetti finali. Per poi puntare alla ripresa. "La comunità internazionale deve intervenire per non rendere più possibile la speculazione sul petrolio, le materie prime e i generi di prima necessità", aggiunge il premier. Riaffermando la bontà delle misure prese dal governo e ricordando che con l'approvazione di una finanziaria triennale già dallo scorso anno sono state poste le premesse per affrontare le difficoltà degli ultimi 12 mesi mettendo in sicurezza i "conti pubblici"........... (29 settembre 2009) Esistono 2 Italie diverse.....
Leasir Posted September 29, 2009 Author Posted September 29, 2009 Esistono 2 Italie diverse..... quella reale e quella del colorato e zuccheroso mondo di Berlusconi e Roosters99, dove tutto fila liscio e la crisi è un'invenzione delle sinistre.
Ponchiaz Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Ma sentite, cerchiamo di essere pratici. Quando Berlusconi rassicura sulla crisi manda un messaggio essenzialmente a due categorie: quella dei consumatori incerti tipo chi dovrebbe e potrebbe fare una spesa, un frigorifero, un televisore, un'auto, ma rimanda per motivi "di pancia" e quella degli imprenditori che sono incerti sul da farsi relativamente ad investimenti da fare. Da un punto di vista reale e tangibile, per chi e' in cassa o licenziato, le dichiarazioni di Berlusconi possono al massimo fare arrabbiare ma Berlusconi e' lo stesso che tramite il suo governo sopperisce con la cassa integrazione o con la mobilita' alla mancanza di stipendio. Strumenti che mi pare siano anzi soggetti a crescere secondo quanto chiesto dalla Marcegaglia (un'altra che vorrebbe cercare una ripartenza, scema anche lei?). Da un lato pratico il governo sta facendo quello che deve, potrebbe fare di piu' e meglio? Sempre e comunque, come tutti noi. Sempre da un lato pratico non credo che le dichiarazioni di B. si risolvano in cancellazione di sussidi o richiesta di aumento di tasse o di tassi: e' pura comunicazione volta ad accelerare una ripresa dei consumi e degli investimenti. Forse a voi piacerebbe che Berlusconi dicesse "La crisi e' drammatica, temiamo per il collasso di tutte le banche, non sappiamo se e quando finira', si salvi chi puo'" ma vi chiedo, in coscienza, che beneficio avremmo da questo. Tremonti tuona contro le banche un giorno si' ed uno anche, Brunetta si scaglia contro le elite finanziarie, Berlusconi parla apertamente di tassarne le rendite, mi pare che i fondamentali ci siano tutti. Ma il B. per voi non ne fa mai una giusta, pensare che il suo amico abbronzato ed il suo socio Bernanke hanno cominciato a dire le stesse cose, ma ovviamente loro (che si stanno smazzando un tasso di disoccupazione doppio del nostro) sono lungimiranti, nobili e visionari. Va beh d'altra parte l'unica strategia comunicativa della sinistra e' -1*(TuttoquellochediceBerlusconi) ...cosa pretendere.
tricky Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Ma sentite, cerchiamo di essere pratici.Quando Berlusconi rassicura sulla crisi manda un messaggio essenzialmente a due categorie: quella dei consumatori incerti tipo chi dovrebbe e potrebbe fare una spesa, un frigorifero, un televisore, un'auto, ma rimanda per motivi "di pancia" e quella degli imprenditori che sono incerti sul da farsi relativamente ad investimenti da fare. Da un punto di vista reale e tangibile, per chi e' in cassa o licenziato, le dichiarazioni di Berlusconi possono al massimo fare arrabbiare ma Berlusconi e' lo stesso che tramite il suo governo sopperisce con la cassa integrazione o con la mobilita' alla mancanza di stipendio. Strumenti che mi pare siano anzi soggetti a crescere secondo quanto chiesto dalla Marcegaglia (un'altra che vorrebbe cercare una ripartenza, scema anche lei?). Da un lato pratico il governo sta facendo quello che deve, potrebbe fare di piu' e meglio? Sempre e comunque, come tutti noi. Sempre da un lato pratico non credo che le dichiarazioni di B. si risolvano in cancellazione di sussidi o richiesta di aumento di tasse o di tassi: e' pura comunicazione volta ad accelerare una ripresa dei consumi e degli investimenti. Forse a voi piacerebbe che Berlusconi dicesse "La crisi e' drammatica, temiamo per il collasso di tutte le banche, non sappiamo se e quando finira', si salvi chi puo'" ma vi chiedo, in coscienza, che beneficio avremmo da questo. Tremonti tuona contro le banche un giorno si' ed uno anche, Brunetta si scaglia contro le elite finanziarie, Berlusconi parla apertamente di tassarne le rendite, mi pare che i fondamentali ci siano tutti. Ma il B. per voi non ne fa mai una giusta, pensare che il suo amico abbronzato ed il suo socio Bernanke hanno cominciato a dire le stesse cose, ma ovviamente loro (che si stanno smazzando un tasso di disoccupazione doppio del nostro) sono lungimiranti, nobili e visionari. Va beh d'altra parte l'unica strategia comunicativa della sinistra e' -1*(TuttoquellochediceBerlusconi) ...cosa pretendere. Senza entrare in polemica (non è il caso) quando però Berlusconi dice (circa un mese fa) "Non mi risulta che in Italia nessuno muoia di fame"... Ecco queste frasi può anche risparmiarsele. Almeno per rispetto di chi ha perso il lavoro e ha davvero paura e non sa come fare per assicurare da mangiare alla propria famiglia non oggi o domani, ma dopodomani sì. Senza considerare chi, in realtà, la fame la fa già oggi. Poi che ostenti un minimo di ottimismo ci sta eccome. E fa anche bene. Ma un minimo non vuol dire che oramai stiamo correndo verso il paradiso. Per come la vedo io, è tutto qui
ROOSTERS99 Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 quella reale e quella del colorato e zuccheroso mondo di Berlusconi e Roosters99, dove tutto fila liscio e la crisi è un'invenzione delle sinistre. Poichè forse ti è sfuggito, Roosters99 ha CHIUSO la sua attività col 31-12-2008.
ROOSTERS99 Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Ma sentite, cerchiamo di essere pratici.Quando Berlusconi rassicura sulla crisi manda un messaggio essenzialmente a due categorie: quella dei consumatori incerti tipo chi dovrebbe e potrebbe fare una spesa, un frigorifero, un televisore, un'auto, ma rimanda per motivi "di pancia" e quella degli imprenditori che sono incerti sul da farsi relativamente ad investimenti da fare. Da un punto di vista reale e tangibile, per chi e' in cassa o licenziato, le dichiarazioni di Berlusconi possono al massimo fare arrabbiare ma Berlusconi e' lo stesso che tramite il suo governo sopperisce con la cassa integrazione o con la mobilita' alla mancanza di stipendio. Strumenti che mi pare siano anzi soggetti a crescere secondo quanto chiesto dalla Marcegaglia (un'altra che vorrebbe cercare una ripartenza, scema anche lei?). Da un lato pratico il governo sta facendo quello che deve, potrebbe fare di piu' e meglio? Sempre e comunque, come tutti noi. Sempre da un lato pratico non credo che le dichiarazioni di B. si risolvano in cancellazione di sussidi o richiesta di aumento di tasse o di tassi: e' pura comunicazione volta ad accelerare una ripresa dei consumi e degli investimenti. Forse a voi piacerebbe che Berlusconi dicesse "La crisi e' drammatica, temiamo per il collasso di tutte le banche, non sappiamo se e quando finira', si salvi chi puo'" ma vi chiedo, in coscienza, che beneficio avremmo da questo. Tremonti tuona contro le banche un giorno si' ed uno anche, Brunetta si scaglia contro le elite finanziarie, Berlusconi parla apertamente di tassarne le rendite, mi pare che i fondamentali ci siano tutti. Ma il B. per voi non ne fa mai una giusta, pensare che il suo amico abbronzato ed il suo socio Bernanke hanno cominciato a dire le stesse cose, ma ovviamente loro (che si stanno smazzando un tasso di disoccupazione doppio del nostro) sono lungimiranti, nobili e visionari. Va beh d'altra parte l'unica strategia comunicativa della sinistra e' -1*(TuttoquellochediceBerlusconi) ...cosa pretendere.
ROOSTERS99 Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Fazio, Serra e le marchette della sinistra 30/09/2009 | . di Giampaolo Pansa - Ma sì, proviamo a non pagare più il canone Rai. E vediamo se qualcuno dei big di viale Mazzini sarà costretto a cambiare mestiere. Sino a oggi, in casa mia abbiamo continuato a pagarlo. Perché sono un legalitario, purtroppo. Non parcheggio in sosta vietata. Pago le tasse sino all’ultimo euro. Esigo la ricevuta fiscale. Volete che non dia un obolo per sfamare l’Equino Insaziabile? Sono un vero fesso. Anche perché in Rai vedo troppe cose che non mi piacciono. E sulle quali non ho potere, pur essendo pure io un azionista. Occorre un esempio? No, non farò quello di “Annozero” by Michele Santoro. Farò il nome di Fabio Fazio e del suo programma “Che tempo che fa”. Di mister Fazio da Savona mi è rimasta in mente una serata speciale. Me ne ero occupato più due anni fa, ma senza turbare la marmorea indifferenza di nessun sinistro. Era la domenica 13 maggio 2007, sotto il regime di Romano Prodi. Sulla Rete Tre andava in onda il programma faziesco che promuove libri e autori. Anche quella sera il libro non mancava. E fin qui niente di strano. Lo strano emergeva nello scoprire che l’autore dell’opera era un big della Rai: Antonio Caprarica, allora direttore di tutti i giornali radio. La situazione era comica. Rete di sinistra. Conduttore di sinistra. Autore del libro pure lui di sinistra, diventato direttore Rai in quota Ds. Ho scritto comica, ma dovrei dire indecente. Un conflitto d’interessi sfacciato. Meglio ancora: una marchetta rossa. Fabbricata in casa, fra compagnucci che si strizzano l’occhio. Alla faccia della buona creanza. Le ragioni dell’esclusione Mister Fazio potrebbe ribattere: Pansa ce l’ha con me perché non l’ho mai invitato a presentare uno dei suoi libracci revisionisti. In parte è vero, sono uno degli eterni esclusi dal suo show. All’inizio, la faccenda mi seccava. Poi mi sono messo il cuore in pace, poiché ho visto che la mia carta stampata si vendeva lo stesso, e molto. Tuttavia mi è rimasta una curiosità. Chi mi ha sempre escluso? Fazio o il suo autore più influente, Michele Serra? Tra un po’ di giorni l’Uomo di Savona ritornerà in onda. Il suo contratto è stato firmato, per il tenace interessamento del presidente della Rai, Paolo Garimberti. E Serra sarà di nuovo uno degli autori. Il più importante, essendo l’umorista ufficiale di “Repubblica” e dell’“Espresso”. Lui è più inamovibile di Fazio. Lo vedremo all’opera, sempre con un compenso generoso, anche nelle quattro puntate di Gianni Morandi sulla Rete Uno. Il cantante di Monghidoro si produrrà in un pistolotto per ogni serata, imitando Adriano Celentano. C’è da giurare che i pistolotti glieli scriverà Serra, come aveva già fatto per il Molleggiato. Possono sembrare piccole miserie da parrocchia televisiva. Ma non è così. In realtà sono la spia di un problema più generale: quello dei talk show politici della Rai. E della continua supremazia della sinistra su un centro-destra senza idee, pavido e inerte. Vediamo come stanno le cose. “Porta a porta” di Bruno Vespa è un’eccezione alla regola. Lo sanno tutti che non milita a sinistra. E per questo sta sui santissimi ai compagni. Anche se la sua trasmissione è la più bipartisan nel pianeta della tivù pubblica. L’imitazione di Vespa Giovanni Floris, con “Ballarò”, cerca di imitare Vespa. Ma non gli riesce. A emergere, ogni volta, è il suo imprinting di oppositore accanito. Chi lo accusa di essere troppo tenero nei confronti del cavalier Berlusconi è chiaro che non lo vede mai. Di “Annozero” sappiamo tutto. Ho sempre ammirato Michele Santoro e sono stato più volte suo ospite, persino quando lavorava per la Mediaset del Caimano. Oggi il suo show mi annoia, perché so già quel che racconterà, e passo subito ad altro. Però ammiro Michele più di prima, per l’esempio che offre: un uomo solo può imporsi a quel mostro impotente che è Mamma Rai. Un altro show rosso lo fa tutti i giorni Corradino Mineo su “Rai News 24”. La mattina presto, Mineo va in onda sulla Rete Tre. La sua lettura dei giornali e il colloquio con l’invitato di turno hanno il profumo della vecchia sinistra. Il Pci è morto. Ma gli orfani, ancorché invecchiati, tengono duro. E grazie alla Rai continuano la loro annosa militanza. Proprio Mineo ci offre la prova che in Rai esiste una catena di complice amicizia tra i programmi rossi. Ieri mattina, lunedì 28 settembre, Corradino già ribatteva, allarmato, alla proposta di non pagare il canone. E soprattutto difendeva con ardore la puntata di “Annozero”. Come se Santoro fosse il suo capo corrente. Il motto di Nenni A questo punto, il problema vero non è: canone sì, canone no. La questione è un’altra e riguarda il centro-destra. Ecco un’area politica accusata di aver schiavizzato la Rai e di imporre la volontà del Caimano. In realtà, non è cosi. Con il risultato che la mitica egemonia della cultura comunista, post-comunista o di sinistra continua a imperare. Dichiaro che la faccenda non mi riguarda. Grazie al cielo, esiste la carta stampata. A cominciare dai quotidiani. È vero che le tante sinistre ne sfornano ben nove ogni mattina. Tanto da indurre il sospetto che il vecchio motto di Pietro Nenni, a proposito dello scarto fra le piazze dei comizi e i risultati elettorali, andrebbe aggiornato così: “Edicole piene, urne vuote”. Ma è il complesso dei giornali a garantire il pluralismo e la libertà d’informazione. Vecchio bardi provincia Tuttavia la questione dovrebbe riguardare la cultura di centro-destra. Quest’area urla, strepita, accusa, ma lascia fare. Sta al governo, però si comporta come un’opposizione parolaia e impotente. È mai possibile che non sia capace di creare un suo programma Rai dedicato al dibattito politico? Che ci stanno a fare i tanti intellettuali e/o esperti che ronzano attorno al Cavaliere? Forse si fanno le pippe, si sarebbe risposto nel mio vecchio bar di provincia. Ma farsi le pippe, per poi piangere sul predominio di Santoro, di Fazio e compagni, non serve a niente. O forse serve soltanto a coltivare la pia illusione che spetti alle tivù di proprietà del Caimano tenere in equilibrio il mercato dell’informazione televisiva. Sì, cari amici azzurri, bianchi, grigi ed ex neri: pippatevi pure. In attesa che tutti cantino “Marchetta rossa la trionferà”.
ROOSTERS99 Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Vogliamo anche ricordare che ieri 300 famiglie sono estrate ad occupare nuovi aloggi (nuovi, arredati, antisimici, più che decorosi...), costruiti per loro da questa nostra Italia del governo del B., in meno di 6 mesi dall' evento sisimico ? Se il programma della ricostruzione rispetterà la tabella fin qui rispettata, bisognerà togliersi il cappello !!
Maurizio Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Poichè forse ti è sfuggito, Roosters99 ha CHIUSO la sua attività col 31-12-2008. Sei andato in pensione?.....scherzi a parte, se non sono indiscreto, colpito dalla crisi o altro?
tatanka Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Sei andato in pensione?.....scherzi a parte, se non sono indiscreto, colpito dalla crisi o altro? Il B. gli ha detto di essere ottimista. Ma lui non si fida mica.
tatanka Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Ovviamente il B. non può essere pessimista. Però secondo me il messaggio che manda non è tanto ai potenziali consumatori o agli industriali. E' agli elettori. "Siamo stati bravissimi, i migliori. Continuate a votarci". Io non so se siamo in ripresa o meno. MI aspetterei però qualche parola precisa spesa per il problema occupazione. Perchè mi sembra il problema numero 1 al momento. Comunque è vero, quello che dice il B. non va mai bene. Se dice cazzate perchè sono cazzate, se dice cose corrette perchè non ci crede più nessuno.
ROOSTERS99 Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 (edited) Sei andato in pensione?.....scherzi a parte, se non sono indiscreto, colpito dalla crisi o altro? Il B. gli ha detto di essere ottimista.Ma lui non si fida mica. Per dirla tutta, il colpo mortale (.... dopo 15 anni di attività !!) è giunto dal GOVERNO PRODI (e grazie, Tatanka !!!!) , e dalle politiche di Visco/Bersani/PadoaSchioppa ......... la MORTE della libera impresa e libera professione. Aggiungiamoci i disastri dell' estate 2008 ed eccomi trasformato nello "sfigatissimo" dipendente (che ha le chiappe assai parate !!). Edited September 30, 2009 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 (edited) Ovviamente il B. non può essere pessimista.Però secondo me il messaggio che manda non è tanto ai potenziali consumatori o agli industriali. E' agli elettori. "Siamo stati bravissimi, i migliori. Continuate a votarci". Io non so se siamo in ripresa o meno. MI aspetterei però qualche parola precisa spesa per il problema occupazione. Perchè mi sembra il problema numero 1 al momento. Comunque è vero, quello che dice il B. non va mai bene. Se dice cazzate perchè sono cazzate, se dice cose corrette perchè non ci crede più nessuno. Hai grossi problemi di comprensione/interpretazione del testo. O forse ti fa comodo farlo credere. Edited September 30, 2009 by ROOSTERS99
alberto Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 è un po' che non scrivo in questo 3d inopinatamente dedicatomi. lo faccio solo per comunicarvi che sono proiettato verso la mobilità. entusiasmo!!
tatanka Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Hai grossi problemi di comprensione/interpretazione del testo.O forse ti fa comodo farlo credere. Quale testo?
Maurizio Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 è un po' che non scrivo in questo 3d inopinatamente dedicatomi. lo faccio solo per comunicarvi che sono proiettato verso la mobilità. entusiasmo!! Ti stai comprando la macchina? Complimenti.....
Maurizio Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Per dirla tutta, il colpo mortale (.... dopo 15 anni di attività !!) è giunto dal GOVERNO PRODI (e grazie, Tatanka !!!!) , e dalle politiche di Visco/Bersani/PadoaSchioppa ......... la MORTE della libera impresa e libera professione.Aggiungiamoci i disastri dell' estate 2008 ed eccomi trasformato nello "sfigatissimo" dipendente (che ha le chiappe assai parate !!). Stica....ma sempre per farmi gli affari tuoi , eri sempre nel campo "stampi"?
corny Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 è un po' che non scrivo in questo 3d inopinatamente dedicatomi. lo faccio solo per comunicarvi che sono proiettato verso la mobilità. entusiasmo!! Consolati, pensa che ci sono persone che non possono neppure accedere agli ammortizzatori sociali. C'è una fascia di lavoratori di circa 3 milioni che dall'oggi al domani potrebbero essere senza lavoro e non avere diritto a niente. Al B. non contesto il troppo ottimismo ma il fatto di continuare a dire che nessun lavoratore verrà lasciato al suo destino, quando sà benissimo che non è vero. E questo probabilmente perchè il numero di questi lavoratori non è elettoralmente rilevante.......
Maurizio Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Il brutto deve ancora venire . dici? nel nostro piccolo, molto piccolo,qualche segnale di ripresa lo stiamo avvertendo. Sperem....
Dragonheart Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Per dirla tutta, il colpo mortale (.... dopo 15 anni di attività !!) è giunto dal GOVERNO PRODI (e grazie, Tatanka !!!!) , e dalle politiche di Visco/Bersani/PadoaSchioppa ......... la MORTE della libera impresa e libera professione. Tu pensa che questa testa disabitata di comunista venduto ai poteri forti rischia di diventare segretario del secondo partito italiano per numero di voti. Grazie probabilmente all'appoggio dei notai - l'unica libera professione rimasta intoccata nell'estate 2006 - delle assicurazioni e delle banche (largamente beneficiate dal decreto bersani e dall'indennizzo diretto). Nel frattempo, a Milano si parla di un 38% di avvocati a rischio del posto di lavoro, per la chiusura, o comunque la riduzione d'organico, dei grandi studi in stile anglosassone. E' noto, del resto, che i giovani avvocati hanno ottimi ammortizzatori sociali a cui ricorrere.
Ponchiaz Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Se ci sono molti lavoratori lasciati al loro destino e' anche perche' in Italia ci sono svariati fenomeni convinti di essere tutti dei novelli Harry Ford che si autodefiniscono imprenditori perche' hanno un tornio in cantina. Spero che la crisi ci porti ad avere una imprenditoria di tipo diverso.
tatanka Posted September 30, 2009 Posted September 30, 2009 Tu pensa che questa testa disabitata di comunista venduto ai poteri forti rischia di diventare segretario del secondo partito italiano per numero di voti.Grazie probabilmente all'appoggio dei notai - l'unica libera professione rimasta intoccata nell'estate 2006 - delle assicurazioni e delle banche (largamente beneficiate dal decreto bersani e dall'indennizzo diretto). Nel frattempo, a Milano si parla di un 38% di avvocati a rischio del posto di lavoro, per la chiusura, o comunque la riduzione d'organico, dei grandi studi in stile anglosassone. E' noto, del resto, che i giovani avvocati hanno ottimi ammortizzatori sociali a cui ricorrere. Va bene tutto, però mi sa che a Milano ci sono più avvocati che in tutto il mondo anglosassone messo insieme.
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