Ponchiaz Posted October 5, 2009 Posted October 5, 2009 Non so per dirne una.... Secondo il «Los Angeles Times» avrebbe dovuto liquidare alla vittima 500 mila dollari Polanski, il giallo del risarcimento e dietro l’arresto l’ombra del baratto L’ipotesi: il regista sarebbe stato incluso nella trattativa Ubs sui conti segreti Usa Roman Polanski (Omega) WASHINGTON — Un baratto tra governi. Un accordo che ha portato all'arresto in Svizzera di Roman Polanski. Chiariamo subito: non vi sono prove dello scambio ma solo sospetti rilanciati anche dalla stampa elvetica. Tutto ruoterebbe attorno alla questione dei fondi segreti depositati da cittadini americani in Svizzera. Un dossier delicato che ha trovato un primo accordo questa estate. In base all'intesa l'Ubs ha consegnato al Fisco statunitense l’elenco di 4.400 cittadini Usa che avevano nascosto i loro capitali nella banca elvetica. Una lista parziale, perché il numero degli evasori è ben più alto: quasi 13 mila. Preoccupati che la magistratura di Miami — che ha in mano il caso — possa tornare all’attacco bussando alla porta di altre banche, gli svizzeri hanno cercato di manovrare offrendo il possibile. E tra le pedine — sostiene il teorema — c'era anche la testa di Polanski, inseguito dalla giustizia americana per lo stupro, nel 1977, dell’allora tredicenne Samantha Geimer. Chi crede a questa ricostruzione liquida con un sorriso la versione ufficiale sull’arresto. Ossia che l’annunciato arrivo del regista polacco a Zurigo abbia dato tutto il tempo necessario per preparare la trappola mentre in altre occasioni non si erano verificate le condizioni favorevoli. Spiegazione che non regge, sottolineano in molti. Se questa volta sono scattate le manette è perché c’era la volontà di farlo, forse sotto la pressione della vicenda Ubs. Uno sviluppo che è diventato persino oggetto di satira tv. «Diamo un premio cinematografico a Osama Bin Laden in Svizzera, così viene a ritirarlo e noi lo arrestiamo », è stata la battuta. Le voci sul presunto baratto sono state seguite dalle notizie su un risarcimento di Polanski alla vittima. Ieri il Los Angeles Times ha scritto che il regista si era impegnato, nel 1993, a versare 500 mila dollari a Samantha Geimer. Ma, dall’analisi dei documenti giudiziari, non è chiaro se abbia mantenuto la promessa. Nelle carte si parla di un accordo per un assegno consistente e una polizza sulla vita di altri 500 mila dollari. Tre anni dopo, però, la ragazza era ancora in causa per avere il denaro. Una battaglia legale che si sarebbe comunque chiusa nell’agosto del 1996 con un probabile accordo del quale però sono rimasti ignoti i particolari. Samantha, che oggi vive alle Hawaii e fa la bibliotecaria, non ha mai parlato di questo aspetto. Anzi, negli scorsi giorni ha ribadito che per lei il suo aguzzino ha già pagato abbastanza, posizione sostenuta anche da una lettera scritta al giudice. Un perdono generoso visto quello che ha patito. Durante l’interrogatorio ha descritto in dettaglio al magistrato la violenza. Con il regista che all’inizio l'ha costretta a restare nuda, poi l'ha fatta scendere in piscina e l'ha molestata una prima volta. Quindi sono entrati in casa — la villa di Jack Nicholson — e l'ha sodomizzata. Crudi particolari sbattuti in faccia a quanti sono insorti per l'arresto di Polanski. Uno schieramento trasversale che ha il regista Martin Scorsese, Vasco Rossi, Woody Allen, il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner e quello della Cultura Frédéric Mitterrand, più una falange di esponenti polacchi. Hanno parlato di «linciaggio», di «uomo gettato in pasto ai leoni», di giustizia «inquietante », di un provvedimento per una smesso insieme toria che loro considerano ormai sepolta. Uno slancio di solidarietà che sembra però raffreddarsi. Almeno nel mondo politico. Il portavoce del governo francese, Luc Chatel, ha precisato che Parigi non interverrà nella vicenda e che «nessuno è al di sopra della legge». Il premier polacco Donald Tusk ha invitato i suoi ministri alla «cautela». Un ripensamento forse legato ad un’analisi più obiettiva dei fatti e alla reazione sdegnata dell’opinione pubblica. Mitterrand si era spinto a dire che «tutti i francesi» provavano la sua stessa emozione e rabbia per l’arresto. I sondaggi lo hanno smentito. Dalla Francia alla Polonia i cittadini vogliono che Polanski risponda davanti alla Legge. E non piangono se il regista è rinchiuso in una cella spartana dove riceve, come tutti gli altri detenuti, una «paga» di 3 euro al giorno. Una reclusione senza apparenti favoritismi in attesa che il tribunale decisa se concedere o meno la libertà provvisoria. Guido Olimpio 04 ottobre 2009(ultima modifica: 05 ottobre 2009) ------------- www.corriere.it
Leasir Posted October 5, 2009 Author Posted October 5, 2009 Più semplicemente, da quel che ho capito in Svizzera è da poco (30-11-08) entrata in vigore una legge che rende imprescrittibili i reati a sfondo pedofilo, categoria in cui rentra quello di Polanski. Sempre limitatamente a quel che ho capito, il mandato di cattura internazionale in precedenza non era applicabile in quanto per la legislazione svizzera quel reato era prescritto. Poi boh, c'è il caso che tutto sia davvero un intrigo internazionale e che Polanski rientri nelle "ragion di stato" USA-CH, ma l'ipotesi dell'imprescrittibilità mi sembra più solida.
Dragonheart Posted October 5, 2009 Posted October 5, 2009 La sentenza integrale cir-fininvest è disponibile sul sito di repubblica. Interessante, direi, dopo una veloce lettura. Certo, il luogo comune del "berlusconi non poteva non sapere" è davvero ritrito. Eppure, ancora una volta, era l'unico modo per collegare il silvio, e poi fininvest, alla corruzione del giudice metta. La condanna a pagare 750M di euro si basa, essenzialmente, su quella tesi. La quantificazione del danno, invece, la capisco e, per certi versi, mi pare condivisibile (in astratto). Meno il ragionamento che porta alla declaratoria di responsabilità di fininvest. Però leggetela, è anche uno spaccato interessantissimo dell'italia anni 80-inizio 90.
Virgus Posted October 5, 2009 Posted October 5, 2009 La sentenza integrale cir-fininvest è disponibile sul sito di repubblica.Interessante, direi, dopo una veloce lettura. Certo, il luogo comune del "berlusconi non poteva non sapere" è davvero ritrito. Eppure, ancora una volta, era l'unico modo per collegare il silvio, e poi fininvest, alla corruzione del giudice metta. La condanna a pagare 750M di euro si basa, essenzialmente, su quella tesi. La quantificazione del danno, invece, la capisco e, per certi versi, mi pare condivisibile (in astratto). Meno il ragionamento che porta alla declaratoria di responsabilità di fininvest. Però leggetela, è anche uno spaccato interessantissimo dell'italia anni 80-inizio 90. Son 152 pagine , ho altro da fare . Sai quando esce in versione Bignami ?
tricky Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 La sentenza integrale cir-fininvest è disponibile sul sito di repubblica.Interessante, direi, dopo una veloce lettura. Certo, il luogo comune del "berlusconi non poteva non sapere" è davvero ritrito. Eppure, ancora una volta, era l'unico modo per collegare il silvio, e poi fininvest, alla corruzione del giudice metta. La condanna a pagare 750M di euro si basa, essenzialmente, su quella tesi. La quantificazione del danno, invece, la capisco e, per certi versi, mi pare condivisibile (in astratto). Meno il ragionamento che porta alla declaratoria di responsabilità di fininvest. Però leggetela, è anche uno spaccato interessantissimo dell'italia anni 80-inizio 90. Letta stanotte in una trentina di minuti... Hai ragione. Un perfetto spaccato dell'Italia anni 80 inizi 90.
uzzo Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Letta stanotte in una trentina di minuti... Hai ragione. Un perfetto spaccato dell'Italia anni 80 inizi 90. ragazzi, siete eroici. Io ha provato a leggerla e mi sono arenato miseramente (anche se confesso una onanistica sega mentale sulla prescrizione e sul giudicato) ... per fortuna, in contemporanea, c'era il Toro a tenermi sveglio
ROOSTERS99 Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Lodo Mondadori e scudo giudiziario: si combatte la battaglia finale del Cav 06/10/2009 di Mario Sechi - È la madre di tutte le battaglie. La rivoluzione d’ottobre è in pieno svolgimento e tra poche ore vedremo se il cerchio intorno a Berlusconi si chiude o se per il Cav ci sarà ancora spazio. Silvio si gioca tutto. Il presidente del Consiglio è bersaglio di una manovra a tenaglia che non ha precedenti. Nemmeno negli anni ruggenti dell’assalto al Cavaliere si era mai vista una concentrazione di fuoco così alta. La posta in gioco è enorme perché non si tratta del destino di un governo, ma della volontà popolare. Far cadere Berlusconi e non tornare alle urne è il disegno di chi in questi mesi ha soffiato sulla crisi e alimentato le procure. Cosa sta succedendo? Chi spinge per la caduta di Silvio? Chi vuole evitare il voto? L’Italia rischia il caos istituzionale? Cosa sta succedendo? Dopo un’estate di gossip a colpi di Noemi e Patrizia, la campagna di logoramento ha subìto un’accelerazione con la discesa in campo dell’artiglieria pesante. Il Cav si trova sotto bombardamento sul fronte imprenditoriale e politico. Solo gli ingenui possono pensare che la tempistica sia casuale. La sentenza sul lodo Mondadori viene depositata di sabato, il 3 ottobre, casualmente lo stesso giorno della manifestazione sulla libertà di stampa e alla vigilia della decisione della Corte Costituzionale sull’altro lodo, quello che protegge le prime cinque cariche dello Stato, firmato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano. La decisione su Mondadori si abbatte sul futuro della sua azienda che si ritrova con 750 milioni di debiti in più da pagare e molte incertezze sul fronte della cassa. Quella sullo scudo per le alte cariche potrebbe non solo privarlo della protezione riconosciuta ad altri capi di Stato in Europa, ma scagliarlo nuovamente nel processo Mills e nel «buco nero» delle indagini per le stragi di mafia. Un presidente del Consiglio così esposto e vulnerabile difficilmente può resistere a un tale assalto alla diligenza. Per questo, nonostante le cautele e le smentite di routine, le elezioni anticipate sono una opzione sul tavolo del capo del governo. Il futuro del governo Chi spinge per la caduta di Silvio? L’opposizione, naturalmente. Ma siamo seri, né il Partito democratico né Antonio Di Pietro hanno la forza per mettere in fuorigioco il Cavaliere. La leva e le mani per compiere l’operazione non sono quelle di Franceschini, D’Alema, Casini o chissà chi altro nel Palazzo. E la sinistra da tempo non ha più alcun controllo della magistratura, suo grimaldello ai tempi di Tangentopoli. Le toghe oggi sono soggetto autonomo dall’ex Pci, incontrollabili perfino da parte del Csm ed emergono come primo attore decisivo della storia. La sorte economica dell’impero di Berlusconi con la decisione del 3 ottobre scorso è sub iudice. Non è il mercato a decidere se il Biscione deve stare in piedi e continuare la sua avventura, ma un giudice. E sempre le toghe, quelle della Corte Costituzionale, oggi faranno i loro ragionamenti sul futuro politico di Silvio e sulle sorti stesse del Paese e del blocco sociale che ha votato il centrodestra negli ultimi 15 anni. La legge è sovrana? Certamente, ma la sovranità è del popolo e ribaltare gli esiti del voto può essere davvero molto pericoloso. Soprattutto se si profila l’ombra di governi di transizione, governissimi, governi tecnici, l’armamentario tipico della politica romana. Chi non vuole votare Berlusconi è sempre stato considerato un outsider dall’establishment industriale e finanziario. E il Cav in questi anni l’ha solo in piccola parte demolito. Stretto tra l’incudine del lettismo (da Gianni Letta, maestro dell’armonia e del compromesso) e il martello del berlusconismo, Silvio s’è dimenticato di fare la rivoluzione più importante: il ricambio della classe dirigente nell’alta sfera delle istituzioni e nell’economia. Così i grand commis dello Stato sono di fatto sempre rimasti legati a logiche di potere estranee a movimenti come Forza Italia e Pdl (leggasi: hanno continuato a farsi gli affari propri e quelli degli amici), mentre nell’industria, nella finanza e nell’editoria la leadership decisionale è sempre rimasta in mano ai banchieri che facevano la fila per votare alle primarie, agli gnomi della finanza provenienti da Goldman Sachs, ai capitani senza capitali che hanno drenato denaro pubblico al punto da capitalizzare i profitti e socializzare le perdite. Questi soggetti vogliono regolare i conti con Berlusconi una volta per tutte, levarselo di torno e ricominciare il loro gioco di sempre. Non che abbiano mai smesso davvero, ma ve l’immaginate il sorriso dei banchieri alla notizia che Giulio Tremonti non è più il ministro dell’Economia? O quello dei sindacati al pensiero che Renato Brunetta è tornato a fare il professore? La grande impresa a caccia di aiuti e incentivi non vuole le elezioni, non è interessata al ritorno alla fonte di legittimazione di qualsiasi governo. Il tritacarne giudiziario va avanti? Nessuno in Confindustria s’è alzato per dire che la magistratura sta condizionando pesantemente la politica, ma la presidente Emma Marcegaglia ha subito messo le mani avanti dicendo che è contraria alle elezioni anticipate. La reazione della grande industria è comprensibile. In questi giorni si stanno giocando i destini del ghota imprenditoriale italiano e avere o meno Berlusconi a Palazzo Chigi fa una grande differenza. È una partita da rubricare alla voce patti parasociali e da leggere come alleanze di potere. Alcuni esempi per chiarire al lettore di Libero di cosa stiamo parlando. Entro il 28 ottobre i soci di riferimento di Telco, la holding che controlla il 24,5% del capitale di Telecom (Telefonica, Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo e Benetton), dovranno decidere se rinnovare il patto di sindacato in scadenza nell’aprile 2010. Il nodo Generali Il patto di Rcs, l’editore del Corriere della Sera, è un ottovolante. L’ultima riunione, pochi giorni fa, è durata due ore e mezza e i soci si sono scannati su regole e governance. Chi decide in via Solferino? Ancora non si sa, ma è chiara la posizione del Corriere della Sera nella vicenda Mondadori. Affidare il commento della sentenza al professor Giovanni Sartori è come dire a Dracula di bere acqua. Il patto non sa come governare l’azienda, ma il suo giornale sa benissimo dove andare a parare. Nel 2010 Generali riunisce l’assemblea e sceglie un nuovo presidente: sarà Cesare Geronzi o chi altro? E i destini della Fiat si divideranno sempre più da quelli della casa madre Exor che punta a diversificare nella finanza? La presenza o meno di Berlusconi a Palazzo Chigi influenza queste scelte. Incentivi e aiuti non si coniugano con l’acquisto di una banca. La caduta del Cav sarebbe anche un modo per mettere alla porta la Lega e il mondo delle piccole imprese, delle partite Iva, un fastidio per il ghota industriale. Errore capitale, perché a quel punto senza più il freno del governo, senza preoccupazioni istituzionali, il Carroccio riprenderebbe a correre verso lo sbocco naturale del caos: la secessione. Ecco, a differenza di quel che sognano i poteri irresponsabili, a noi di Libero sembra proprio che stavolta sia in gioco qualcosa di più grande del Cav. Lui se va male, corre alle Bermuda. Noi restiamo qui e stavolta ci giochiamo l’Italia.
alberto Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 (cut)la secessione. (cut) ...sssssssssìììììììììììììììììììì!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
corny Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Capisco tutto, però il pensare che un reato come la corruzione di un giudice per favorire i propri interessi, debba rimanere impunito mi sembra fuori da ogni logica .... Si potrà discuture sull'entità del risarcimento, ma non del fatto che questo risarcimento non ci debba essere. Ci sono più sentenze e più persone condannate in processi diversi per poter dire che esiste un complotto.
Dragonheart Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 (edited) Si potrà discuture sull'entità del risarcimento, ma non del fatto che questo risarcimento non ci debba essere. Senza voler fare il professorino , secondo me è esattamente il contrario. Paradossalmente, le modalità con cui è stata eseguita la quantificazione del risarcimento hanno una logica (direi matematico-giuridica) che secondo me manca alla motivazione. Motivazione ben "costruita" per arrivare ad una certa decisione che sembra presa a priori. Senza farne questioni di buona o malafede. Però risulta chiarissimo anche in sentenza che il B., in quella vicenda, non è mai intervenuto. O meglio, in atti manca la prova del suo intervento. Non c'è una sua firma, non c'è un testimone che si riferisca a lui. E' il solito discorso. Ma se un tuo collaboratore, neanche un dipendente, mentre tu stai a Milano, commette un reato in Svizzera, a te farebbe piacere sentirti dire che tu "non potevi comunque non sapere"? Poi ci sarebbe anche il problema della perdita di chance, che nella fattispecie è più una perdita di potere contrattuale, ma qui mi fermo, per ora. Edited October 6, 2009 by Dragonheart
corny Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Ma se un tuo collaboratore, neanche un dipendente, mentre tu stai a Milano, commette un reato in Svizzera, a te farebbe piacere sentirti dire che tu "non potevi comunque non sapere"? Il collaboratore ha corrotto un giudice ..... con i soldi di chi? ..... lui quanto ci ha guadaganato? ..... A me risulta molto difficile affermare che B. non ne sapesse niente.
Dragonheart Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Il collaboratore ha corrotto un giudice ..... con i soldi di chi? ..... lui quanto ci ha guadaganato? ..... Con i soldi di un conto estero dal nome fantasioso. Quello del guadagno è un bel dilemma: in realtà fu CIR a scegliere di stipulare una transazione invece che insistere nel ricorso per Cassazione già pendente. Perchè, se la transazione era così svantaggiosa e la sentenza del giudice corrotto così errata? A me risulta molto difficile affermare che B. non ne sapesse niente. Certo, anche a me. Ma questa "difficoltà" giustifica la condanna a pagare 750M di euro?
tricky Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 E' il solito discorso.Ma se un tuo collaboratore, neanche un dipendente, mentre tu stai a Milano, commette un reato in Svizzera, a te farebbe piacere sentirti dire che tu "non potevi comunque non sapere"? Partendo dal presupposto che tu, con molta onestà intellettuale nel post successivo hai ammesso che fatichi a credere che B. non ne sapesse nulla, il collaboratore in questione non era uno qualsiasi, ma il suo avvocato nonché suo uomo di grandissima fiducia. Difficile immaginare che corrompesse senza erudire il suo capo. Poi è anche vero che il pare e il sembra... vanno dimostrati. E qui si potrebbe eccome discutere sul fatto che le prove appaiono fragiline (uso un eufemismo)
uzzo Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Però risulta chiarissimo anche in sentenza che il B., in quella vicenda, non è mai intervenuto.O meglio, in atti manca la prova del suo intervento.Non c'è una sua firma, non c'è un testimone che si riferisca a lui. E' il solito discorso. ... ho proseguito dove mi ero fermato dopo il mirabolante pareggio di Rolandino Bianchi. Condivido, da un punto di vista tecnico, la tua analisi, soprattutto la parte in grassetto. La Corte d'appello avrà modo di sbizzarrirsi. Resta il fatto che, tolto il tema squisitamente tecnico dell'assolvimentodell'onere della prova, da un punto di vista pratico S.B. non poteva non sapere. E non è accettabile che, a fronte anche di un mero sospetto di essere un corruttore, chi riveste una carica istituzionale così elevata possa ancora, serenamente, starsene al suo posto.
Dragonheart Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 (edited) E non è accettabile che, a fronte anche di un mero sospetto di essere un corruttore, chi riveste una carica istituzionale così elevata possa ancora, serenamente, starsene al suo posto. Credo che la vicenda politica, imprenditoriale e personale di Berlusconi sia molto più complessa rispetto alla semplicistica definizione di "sospetto corruttore". Oggi Berlusconi è, per certi versi, rimasto solo con... i propri voti. Che domani milioni di persone, nonostante tutto, gli confermerebbero. Da uomo di sinistra, credo che tu possa essere d'accordo con me sulla necessità di analizzare questo fenomeno con schemi un po' diversi da quelli dell'autocelebrativa presunzione di onestà unilaterale che contraddistingue il campo avverso a Berlusconi. Berlusconi è un italiano medio, o lo rappresenta molto bene (come del resto Prodi, che era in fondo un democristiano riciclato e trovava molti voti in quella tradizione). La sinistra no. Lo dicono le urne. Checchè stia scritto nelle sentenze. Edited October 6, 2009 by Dragonheart
tricky Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 La sinistra no.Lo dicono le urne. Checchè stia scritto nelle sentenze. Verità sacrosanta.... purtroppo
uzzo Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Credo che la vicenda politica, imprenditoriale e personale di Berlusconi sia molto più complessa rispetto alla semplicistica definizione di "sospetto corruttore".Oggi Berlusconi è, per certi versi, rimasto solo con... i propri voti. Che domani milioni di persone, nonostante tutto, gli confermerebbero. Da uomo di sinistra, credo che tu possa essere d'accordo con me sulla necessità di analizzare questo fenomeno con schemi un po' diversi da quelli dell'autocelebrativa presunzione di onestà unilaterale che contraddistingue il campo avverso a Berlusconi. Berlusconi è un italiano medio, o lo rappresenta molto bene (come del resto Prodi, che era in fondo un democristiano riciclato e trovava molti voti in quella tradizione). La sinistra no. Lo dicono le urne. Checchè stia scritto nelle sentenze. concordo su tutto. In un paese normale, però, l'italiano medio dovrebbe potere scegliere come proprio presidente del consiglio un altro italiano medio che non sia Silvio Berlusconi. Poi, per carità, mi rendo conto benissimo che, tolto SB, il vuoto pneumatico, soprattutto da sinistra (... e la cosa mi fa naturalmente incazzare come un puma), è più che un'ipotesi. Ma questo è un altro discorso.
corny Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Il vero uomo di sinistra è più incazzato con la sua classe dirigente che non con Silvio. B. viene dopo ...... molto dopo, purtroppo.
Virgus Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Il vero uomo di sx più che incazzato è disorientato e posso ben capirlo : oggi il suo unico riferimento è il Kompagno gianfranco ...
uzzo Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Il vero uomo di sx più che incazzato è disorientato e posso ben capirlo : oggi il suo unico riferimento è il Kompagno gianfranco ... disorientato si, ma non fino a questo punto: il compagno gianfranco: sinistra = la bernarda : AJ Milano
Dragonheart Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 (edited) In un paese normale, però, l'italiano medio dovrebbe potere scegliere come proprio presidente del consiglio un altro italiano medio che non sia Silvio Berlusconi. Lo dico scherzando, ma non troppo: sarà mica che l'italiano medio è un simpatico puttaniere barzellettiere che vorrebbe tanti soldi, la villa al mare ed un'erezione perenne, piuttosto che un pallido cinefilo kennediano con un piede nel PCI e l'altro nella DC? O, adesso e magari, un laureato in filosofia talmente pieno di sè da credersi un grande economista, peraltro manovrato dalla persona più antipatica d'Italia? Edited October 6, 2009 by Dragonheart
Virgus Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 disorientato si, ma non fino a questo punto:il compagno gianfranco: sinistra = la bernarda : AJ Milano Ed allora , se non va bene più nemmeno gianfri come guida politica , siete messi male .
davide Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Lo dico scherzando, ma non troppo: sarà mica che l'italiano medio è un simpatico puttaniere barzellettiere che vorrebbe tanti soldi, la villa al mare ed un'erezione perenne, piuttosto che un pallido cinefilo kennediano con un piede nel PCI e l'altro nella DC?... Non scherzarci: è esattamente così. Berlusconi è la perfetta espressione dell'Italia e degli italiani.
Silver Surfer Posted October 6, 2009 Posted October 6, 2009 Per buttarla sul ridere: http://www.ananova.com/news/story/sm_2633681.html ...estrapolando: ...according to a poll of 10,000 women travellers... ...Italian men were voted best lovers followed by males from France, Ireland, South Africa, Australia, Spain, Denmark, New Zealand, Brazil and Canada. Grazie, Silvio...
Ponchiaz Posted October 7, 2009 Posted October 7, 2009 Secondo me la sinistra in Italia si e' esageratemente preda delle intellighenzie e dei potentati economici per poter arrivare alla pancia ed al cuore delle persone. Segando la parte populista del proprio schieramento, Veltroni ha completamente salpato le ancore verso l'ignoto sperando che il suo sogno ammarigano potesse sostituire il sanguigno comunismo italiano che poco o niente aveva da spartire con quello sovietico. Persa qualsiasi identita' popolare e' stato facile finire preda dei salotti e perdere quel residuo di vincinanza alla base indispensabile a guidare le masse. L'attuale leadership del PD e' talmente distante da quelli che dovrebbero votarli che credo servira' almeno un lustro prima di avere qualcuno capace di entrare in una fabbrica e di parlare con cognizione di causa a chi ci lavora. Poi c'e' Di Pietro, che ora ha gettato la maschera lanciadosi in una (spero) suicida campagna di aggressione al capo dello stato. Vomito.
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