ROOSTERS99 Posted October 19, 2009 Posted October 19, 2009 piccola riflessione del lunedi mattina , il Kompagno Gianfri si è completamente bevuto il cervello ... Lo ha eiaculato quasi tutto.
Ponchiaz Posted October 19, 2009 Posted October 19, 2009 più che altro sarebbe bello che la religione fosse insegnata solo in chiesa/oratorio, mica a scuola. Ma sai, io posso anche essere d'accordo con te. Ma esistono le votazioni per questo e nessun partito politico lo ha messo nel programma. La ggente vogliono la religgione a squola. Quella de noantri pero'.
corny Posted October 19, 2009 Posted October 19, 2009 Tremonti: «Mobilità non è un valore, il posto fisso è la base per progetto di vita» «L'incertezza e la mutabilità lavorativa per alcuni sono un valore in sé, ma non per me» MILANO - Il posto fisso è la base sulla quale costruire un progetto di vita e la famiglia, in quanto la mobilità lavortiva non è un valore di per sé. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, chiudendo i lavori di un convegno organizzato dalla Bpm. «Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia», ha affermato Tremonti. POSTO FISSO - «La variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no. C'è stata una mutazione quantitativa e anche qualitativa del posto di lavoro, da quello fisso a quello mobile», ha aggiunto il ministro. «Per me l'obiettivo fondamentale è la stabilità del lavoro, che è base di stabilità sociale». COMPARTECIPAZIONE - «Questo Paese ha meno bisogno della cogestione e più bisogno della compartecipazione da parte dei lavoratori nelle imprese», ha proseguito Tremonti. «La cogestione, come nascita di figure imprenditoriali miste, mi sembra meno positiva, mentre credo sia più positiva l'informazione sulla gestione dell'impresa. Il meccanismo compartecipativo può anche avere forme diverse. Per esempio, un favore fiscale sulla detassazione degli straordinari». COMMENTI - Al convegno erano presenti anche i segretari confederali dei tre princiali sindacati italiani. «Sulla mobilità chiedete un commento all Confindustria», ha detto Guglielmo Epifani (Cgil). Luigi Angeletti (Uil): «Tremonti parla come se fosse un nostro iscritto. Non so se gli farà piacere, ma è così». 19 ottobre 2009 Dopo le ultime uscite di Fini e questa di Tremonti mi torna in mente la celebre battuta di Moretti: <D'Alema di qualcosa di sinistra...>>
davide Posted October 19, 2009 Posted October 19, 2009 più che altro sarebbe bello che la religione fosse insegnata solo in chiesa/oratorio, mica a scuola. Appunto. Ma sai, io posso anche essere d'accordo con te.Ma esistono le votazioni per questo e nessun partito politico lo ha messo nel programma. La ggente vogliono la religgione a squola. Quella de noantri pero'. Vero. Credo anche però che tale insegnamento sia regolato da norma concordataria, e che quindi non è tanto semplice da abrogare (Dragone se ho detto un caxxata redarguiscimi). Ad ogni modo, tolto forse i radicali che votiamo io ed altri 4-5 al massimo, nessuno si sognerà mai di osare tanto, nel paese del papa re.
Ponchiaz Posted October 19, 2009 Posted October 19, 2009 Tra le banche svizzere che piagnucolano per lo scudo fiscale e questa sul posto fisso il Trem sta andando sempre meglio. Il contratto a tempo determinato e' gia' demoniaco di per se', fatto all'italiana e' addirittura il male assoluto.
ROOSTERS99 Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 Tra le banche svizzere che piagnucolano per lo scudo fiscale e questa sul posto fisso il Trem sta andando sempre meglio. Il contratto a tempo determinato e' gia' demoniaco di per se', fatto all'italiana e' addirittura il male assoluto. 19 ottobre 2009 - 12.08 Scudo fiscale: Pelli risponde a Tremonti Continua il botta e risposta tra Italia e Svizzera sullo scudo fiscale. Dopo l'assedio del ministro Tremonti, il deputato ticinese Fulvio Pelli puntualizza – in una lettera al Corriere della Sera – che la fuga di capitali continuerà anche quando lo scudo avrà esaurito i suoi effetti. «Esiste in Italia un profondo problema di pressione fiscale che non si risolve individuando nella Svizzera il capro espiatorio», scrive Fulvio Pelli. La fuga di capitali, secondo il consigliere nazionale ticinese, è provocata dallo stesso sistema fiscale italiano «che spinge da sempre le aziende italiane a evadere o a trasferirsi all'estero». «La mia impressione, prosegue Pelli, è che quando lo scudo avrà esaurito i suoi effetti, i soldi continueranno a scappare dall'Italia; se non lo faranno verso le banche elvetiche, saranno a disposizione quelle di qualche altro Paese meno ligio nel perseguire la criminalità». Da quando è scattato il terzo scudo fiscale, l'Italia ha dato il via a una campagna mediatica contro il segreto bancario, escludendo la Svizzera dai paesi cooperativi in ambito fiscale. «Quello che a noi svizzeri ha fatto impressione è l'aggressività che ha accompagnato l'introduzione delle nuove misure di amnistia: telecamere alle frontiere, autovelox fiscali, l'annuncio di agenti in incognito in Svizzera per effettuare controlli, e la disinformazione sulle regole che vigono nel nostro paese», continua il presidente del Partito liberale radicale svizzero. La strategia del ministro italiano Giulio Tremonti ha suscitato non poco malumore in Svizzera e si fa avanti l'ipotesi di misure di ritorsione verso l'Italia, a partire dalla non restituzione ai comuni delle tasse pagate dai frontalieri. «Non sappiamo se si passerà ai fatti», conclude Pelli, «ma di sicuro questa volta il malcontento del Ticino è stato ben percepito a Berna: un governo non può curare i rapporti con un Paese vicino nel modo in cui lo fa l'Italia in questa circostanza». swissinfo.ch _______________________________ Sentiti gli svizzerotti anche ieri sera al TG5 : sono incazzati di brutto perchè gli stanno sparendo da sotto il materasso un sacco di denari italici !! , alla faccia degli analisti ticinesi !!! Credo sia bene che nella Confederazione si mettano in mente che è tempo di andare a lavorare !
ROOSTERS99 Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 Ed ora un poco di lacrime e sangue...... Industria: ad agosto ordinativi e fatturato in forte calo 20 ottobre 2009 Ad agosto l'indice del fatturato dell'industria ha registrato, rispetto al precedente mese di luglio, un calo dell'1,4% mentre, rispetto allo stesso mese del 2008, ha perso il 21,2% (dato corretto per gli effetti di calendario). Lo comunica l'Istat. Segno meno anche per gli ordinativi che registrano una flessione del 27,5% su anno (dato grezzo) e dell'8,6% su mese. Il dato congiunturale rappresenta il calo più ampio da quando inizia la serie storica dell'Istat, quindi da gennaio 2000. Forte discesa del fatturato ad agosto anche nel settore degli autoveicoli, che ha registrato un calo del 7,3% tendenziale. In diminuzione anche gli ordinativi, che registrano una flessione su base annua del 19,5 per cento. Il calo degli ordini è il risultato di un -4,3% a livello nazionale e di un -39,6% a livello estero. Il risultato del fatturato totale è la sintesi tra una crescita a livello nazionale del 15,1% e di un calo degli ordini esteri del 22,8 per cento. 20 ottobre 2009 Fine anno di merda...ma veramente !!
ROOSTERS99 Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 Quanto è ganzo il posto fisso Tremonti: "Non penso che la mobilità sia di per sé un valore" "Certamente, se dovessi dire se è meglio il posto di lavoro fisso o il posto di lavoro mobile dico che è meglio il posto fisso". E' quanto ha affermato oggi il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nelle conclusioni che ha svolto al convegno organizzato dalla Bpm su 'Partecipazione nell'impresa e azionariato dei lavoratori'. A proposito dei cambiamenti quantitativi e qualitativi che hanno interessato il mondo del lavoro e della produzione in Occidente a causa della globalizzazione, Tremonti ha citato in particolare il progressivo spostamento dal posto fisso al posto mobile. "Io non credo che la mobilità sia di per sé un valore per una struttura come la nostra". Tremonti, che in diversi passaggi del suo discorso ha fatto riferimento all'enciclica 'Caritas in Veritate', ha sottolineato come sulla base del posto fisso sia possibile impostare vita, lavoro e famiglia, quindi la stabilità "come base per la stabilità sociale". Il ministro ha rilevato che altre società "hanno una cifra di mobilità intrinseca diversa" da quella dei Paesi della Vecchia Europa dove il lavoro fisso è ancora il modello principale ma ci sono aree crescenti "che non corrispondono al nostro portato fondamentale storico". Tremonti ha infine osservato come sulla base del posto di lavoro fisso sia stato possibile costruire un ordinamento del welfare che garantisce sanità, scuola e pensioni, mentre dove prevale il modello del posto mobile, come ad esempio negli Stati Uniti, così non è. "La crisi - ha concluso - ha dimostrato che è meglio avere l'Inps e la famiglia". Bravo Giulietto, forse in po' scontato ma sacrosanto !
tatanka Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 (edited) Tra le banche svizzere che piagnucolano per lo scudo fiscale e questa sul posto fisso il Trem sta andando sempre meglio. Il contratto a tempo determinato e' gia' demoniaco di per se', fatto all'italiana e' addirittura il male assoluto. Questo è pure capace, tra un po', di dire che bisogna garantire le pensioni di anzianità ..... Brunetta però non l'ha presa bene. Edited October 20, 2009 by tatanka
alberto Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 Ed ora un poco di lacrime e sangue...... Industria: ad agosto ordinativi e fatturato in forte calo ma qualcuno calcola che ad agosto ci sono le ferie istituzionali? l'unico dato sensato è il confronto con l'agosto precedente.
Ponchiaz Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 Brunetta deve pensare al suo, a quanto i servizi pubblici siano migliorati sino ad ora. A bastonare e' stato bravo, ma non ho mai visto sistemi basati sulla punizione produrre gruppi di lavoro altamente performanti.
corny Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 Assenteismo degli statali in controtendenza, ad Agosto +22%.....
Dragonheart Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 Assenteismo degli statali in controtendenza, ad Agosto +22%..... Scommetto che adesso verrà fuori che è colpa di Brunetta e non degli stakanov della nostra PA...
ROOSTERS99 Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 ma qualcuno calcola che ad agosto ci sono le ferie istituzionali?l'unico dato sensato è il confronto con l'agosto precedente. Meglio non sapere i dati di Sett/Ott..........
ROOSTERS99 Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 martedì 20 ottobre 2009, 14:12 Carburanti, nuova stangata: +3,3 euro al pieno Roma - Dopo un fine settimana di sostanziale stasi, oggi torna a salire il prezzo sulla rete carburanti. Quinto rialzo consecutivo di Agip (il quarto nel mese di ottobre) che porta il prezzo consigliato della benzina ben oltre quota 1,3 euro/litro e quello del gasolio oltre quota 1,15 euro/litro. Con un balzo di 2 centesimi netti, il market leader raggiunge 1,314 euro/litro sulla verde e 1,158 euro/litro sul gasolio. A rendere noti i dati la Staffetta Quotidiana che segnala altre tre compagnie oltre la soglia di 1,3 euro/litro sulla verde (Esso, Shell e Total). La denuncia del Codacons "Si tratta di prezzi isterici, che aumentano ad una velocità impressionante. Basti pensare che solo 20 giorni fa la benzina costava 1,248 euro al litro e il gasolio 1,095". A denunciarlo è il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando l’andamento dei prezzi dei carburanti. L’isterismo dei listini, che solo in parte è giustificabile con i rincari avvenuti nelle quotazioni internazionali del petrolio, allo stato attuale, rileva il presidente dell’associazione dei consumatori, "determina un maggior esborso pari a 3,3 euro per un pieno di benzina e 3,15 euro per un pieno di gasolio. Non ci resta che sperare in una futura cura che possa guarire la patologia di cui soffre il settore dei carburanti in Italia - conclude Rienzi - sempre più caratterizzato da prezzi che schizzano rapidamente al rialzo al primo accenno di aumento del petrolio". ________________ MA BASTA PORCA DI QUELLA..... ...COL DOLLARO A 1,50 !!! BASTAAAAAAAAAAAAAAAA !!!!
Silver Surfer Posted October 20, 2009 Posted October 20, 2009 Ma bio-diesel, ricavato dall'olio di palma, di soja, ecc. ecc., in Italia no...?
Ponchiaz Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Ma non litighiamo un po' sul tema del posto fisso? Io credo che Giulio volesse veramente dire "contratto a tempo indeterminato" piuttosto che "posto fisso". Alla fine quello che fa veramente la differenza e' la paura di essere lasciati a casa regolarmente, soprattutto in un paese che ha fatto un uso ampio ma non sempre virtuoso dei contratti a termine. Il vero Tabu, cioe' il babau con il quale questa nazione non vuole fare i conti e' il banale "Licenziamento per giusta causa". Siamo un paese che rifugge il concetto che un incapace, un fancazzista, uno che lo stipendio lo ruba possa essere lasciato a casa. E per paura forse di ricadere in questa categoria o per sfiducia nei datori di lavoro, tutti noi bovinamente lasciamo ampia parte del nostro stipendio al 'Fondo di mantenimento parassiti italiani". Parassiti che, si badi, sono gaussianamente parlando equamente distributi tra pubblico e privato. Con la differenza che magari nel privato ci si incazza un po' di piu', ma si puo' fare esattamente tanto quanto. Fino a quando non guarderemo negli occhi questo nostro mostro ancestrale e gli diremo "Sei un incapace, devi lasciare il posto a chi e' piu' capace di te, per il bene dell'azienda e quindi di noi altri lavoratori" sara' solo una inutile lotta di slogan, un vuoto scagliarsi addosso parole senza contenuto. Tendo a credere che le nostre piccole e medie imprese, che in realta' con il mondo cosi' connesso sono delle nano imprese veramente, abbiano bisogno un po' di educazione su questo tema per evitare anche li' storture. Ma...se mai si comincia, mai si finisce. E tuttavia questo che sembra un periodo in cui parlare di licenziamento per giusta causa sembra veramente utile come vendere gelati al polo potrebbe non essere un pessimo frangente. Il motivo essendo che si vede palesemente come molte delle nostre illusorie certezze legate al "posto fisso" siano solo un patetico farmaco placebo contro la realta', che e' li' da vedere per chi voglia farlo. Posto fisso o meno, se i soldi finiscono le aziende mandano a casa le persone. La tragedia e' che molte aziende si trovano a faticare ulteriormente proprio appesantite dal loro fardello di fancazzisti o incapaci, da quelle che potremmo chiamare "quote marroni", senza le quali magari avrebbero piu' chance di salvaguardare l'interesse dei loro clienti, unici arbitri del loro futuro. E' una sfida monstre, mi rendo conto, e mai come in questo caso "chi tocca i fili muore". Eppure, oltre a cercare un facile consenso sindacale sul "posto fisso", mi aspetterei da un governo vagamente liberista qualche azione in questo senso, concertata con la triade. Triade che al momento, e' praticamente in ginocchio by the way.
ROOSTERS99 Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Ma non litighiamo un po' sul tema del posto fisso?Io credo che Giulio volesse veramente dire "contratto a tempo indeterminato" piuttosto che "posto fisso". Alla fine quello che fa veramente la differenza e' la paura di essere lasciati a casa regolarmente, soprattutto in un paese che ha fatto un uso ampio ma non sempre virtuoso dei contratti a termine. Il vero Tabu, cioe' il babau con il quale questa nazione non vuole fare i conti e' il banale "Licenziamento per giusta causa". Siamo un paese che rifugge il concetto che un incapace, un fancazzista, uno che lo stipendio lo ruba possa essere lasciato a casa. E per paura forse di ricadere in questa categoria o per sfiducia nei datori di lavoro, tutti noi bovinamente lasciamo ampia parte del nostro stipendio al 'Fondo di mantenimento parassiti italiani". Parassiti che, si badi, sono gaussianamente parlando equamente distributi tra pubblico e privato. Con la differenza che magari nel privato ci si incazza un po' di piu', ma si puo' fare esattamente tanto quanto. Fino a quando non guarderemo negli occhi questo nostro mostro ancestrale e gli diremo "Sei un incapace, devi lasciare il posto a chi e' piu' capace di te, per il bene dell'azienda e quindi di noi altri lavoratori" sara' solo una inutile lotta di slogan, un vuoto scagliarsi addosso parole senza contenuto. Tendo a credere che le nostre piccole e medie imprese, che in realta' con il mondo cosi' connesso sono delle nano imprese veramente, abbiano bisogno un po' di educazione su questo tema per evitare anche li' storture. Ma...se mai si comincia, mai si finisce. E tuttavia questo che sembra un periodo in cui parlare di licenziamento per giusta causa sembra veramente utile come vendere gelati al polo potrebbe non essere un pessimo frangente. Il motivo essendo che si vede palesemente come molte delle nostre illusorie certezze legate al "posto fisso" siano solo un patetico farmaco placebo contro la realta', che e' li' da vedere per chi voglia farlo. Posto fisso o meno, se i soldi finiscono le aziende mandano a casa le persone. La tragedia e' che molte aziende si trovano a faticare ulteriormente proprio appesantite dal loro fardello di fancazzisti o incapaci, da quelle che potremmo chiamare "quote marroni", senza le quali magari avrebbero piu' chance di salvaguardare l'interesse dei loro clienti, unici arbitri del loro futuro. E' una sfida monstre, mi rendo conto, e mai come in questo caso "chi tocca i fili muore". Eppure, oltre a cercare un facile consenso sindacale sul "posto fisso", mi aspetterei da un governo vagamente liberista qualche azione in questo senso, concertata con la triade. Triade che al momento, e' praticamente in ginocchio by the way. Sono assolutamente d' accordo : aggiungo che nel mondo delle "micro imprese" (come le hai giustamente definite) del quale faccio parte da sempre, la capacità e la voglia di fare sono molto importanti e determinano una vera meritocrazia, anche a livello retributivo. Certo, in Italia assumere a tempo indeterminato è peggio che sposarsi.... da qui molta reticenza a compiere il passo.
ROOSTERS99 Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Ma bio-diesel, ricavato dall'olio di palma, di soja, ecc. ecc., in Italia no...? Ma qualsiasi altra (seria !!) strada alternativa a 'sti petrolieri di mççça, per Dio......
uzzo Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Sono assolutamente d' accordo : aggiungo che nel mondo delle "micro imprese" (come le hai giustamente definite) del quale faccio parte da sempre, la capacità e la voglia di fare sono molto importanti e determinano una vera meritocrazia, anche a livello retributivo.Certo, in Italia assumere a tempo indeterminato è peggio che sposarsi.... da qui molta reticenza a compiere il passo. nel mondo delle micro imprese assumere a tempo indeterminato è meno rischioso che assumere a termine. Con due mensilità e mezzo e un calcio nelle palle ci si può, purtroppo aggiungo io, liberare del dipendente sgradito, senza troppi fronzoli. Se, invece, la micro impresa buca un contratto a termine rischia, paradossalmente, di vedersi cascare addosso una valanga di merda difficilmente gestibile (leggasi, pagamento retributivo e contributivo di tutto il vuoto) ... e questa, sempre a parere mio, a volte è una conseguenza spropositata. E quella del Giulietto mi sembra una sparata populista (...e abile, una volta ancora, visto che sta già provocando preoccupanti scricchiolii nel già traballente PD)
Ponchiaz Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 (edited) nel mondo delle micro imprese assumere a tempo indeterminato è meno rischioso che assumere a termine.Con due mensilità e mezzo e un calcio nelle palle ci si può, purtroppo aggiungo io, liberare del dipendente sgradito, senza troppi fronzoli. Se, invece, la micro impresa buca un contratto a termine rischia, paradossalmente, di vedersi cascare addosso una valanga di merda difficilmente gestibile (leggasi, pagamento retributivo e contributivo di tutto il vuoto) ... e questa, sempre a parere mio, a volte è una conseguenza spropositata. E quella del Giulietto mi sembra una sparata populista (...e abile, una volta ancora, visto che sta già provocando preoccupanti scricchiolii nel già traballente PD) Uzzo, fai il bravo...se il dipendente e' sgradito...un motivo ci sara'. La giusta causa di cui sto parlando io e' riconducibile a comprovabili motivi di prestazione o comportamento. Per le cause giudicate discriminatorie, c'e' e ci sara' il tribunale. E come sempre, quando un esponente del governo dice qualcosa di naturalmente condivisibile a sinistra si sente dire "Populista" e poi subito dopo "Il governo deve collaborare con l'opposizione". Fate voi... Edited October 21, 2009 by Ponchiaz
uzzo Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Uzzo, fai il bravo...se il dipendente e' sgradito...un motivo ci sara'.La giusta causa di cui sto parlando io e' riconducibile a comprovabili motivi di prestazione o comportamento. Per le cause giudicate discriminatorie, c'e' e ci sara' il tribunale. E come sempre, quando un esponente del governo dice qualcosa di naturalmente condivisibile a sinistra si sente dire "Populista" e poi subito dopo "Il governo deve collaborare con l'opposizione". Fate voi... il dipendente può essere sgradito per una molteplicità di motivi... perché è un fancazzista, un incompetente, un assenteista ingiustificato, un violesnto, un ubriaco perenne... e chi più ne ha, più ne metta... e in questi casi è sacrosanto che il datore di lavoro, sussistendo una giusta causa, receda dal rapporto. Meno lo è quanto il dipendente risulta sgradito perché puzzolente, comunista, fascista, berlusconiano, finocchio, sindacalista o, più semplicemente, perché un rompicoglioni come ce ne sono a milioni. Ecco, in tutti questi casi (e sono molti, credimi) la microimpresa (un po' meno quelle sopra i quindici dipendenti) può tranquilamente recedere a costo zero (o quasi) ... certo, deve avere l'accortezza, almeno, di non motivare il recesso con le ragioni di cui sopra ... ma fatto questo, la giusta causa (inesistente) o il giustificato motivo (altrettanto inesistente) costano, se proprio gira storta, tra 2,5 e 6 mensilità. Tremonti, lo ripeto, è stato molto abile e, una volta ancora, ha dimostrato di fare bene il suo mestiere ... che poi io non creda a una parola di quello che dice (...oh cazzo, ragiono come la Marcegaglia ) questo è un altro discorso
tatanka Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Ma non litighiamo un po' sul tema del posto fisso?Io credo che Giulio volesse veramente dire "contratto a tempo indeterminato" piuttosto che "posto fisso". Alla fine quello che fa veramente la differenza e' la paura di essere lasciati a casa regolarmente, soprattutto in un paese che ha fatto un uso ampio ma non sempre virtuoso dei contratti a termine. Il vero Tabu, cioe' il babau con il quale questa nazione non vuole fare i conti e' il banale "Licenziamento per giusta causa". Siamo un paese che rifugge il concetto che un incapace, un fancazzista, uno che lo stipendio lo ruba possa essere lasciato a casa. E per paura forse di ricadere in questa categoria o per sfiducia nei datori di lavoro, tutti noi bovinamente lasciamo ampia parte del nostro stipendio al 'Fondo di mantenimento parassiti italiani". Parassiti che, si badi, sono gaussianamente parlando equamente distributi tra pubblico e privato. Con la differenza che magari nel privato ci si incazza un po' di piu', ma si puo' fare esattamente tanto quanto. Fino a quando non guarderemo negli occhi questo nostro mostro ancestrale e gli diremo "Sei un incapace, devi lasciare il posto a chi e' piu' capace di te, per il bene dell'azienda e quindi di noi altri lavoratori" sara' solo una inutile lotta di slogan, un vuoto scagliarsi addosso parole senza contenuto. Tendo a credere che le nostre piccole e medie imprese, che in realta' con il mondo cosi' connesso sono delle nano imprese veramente, abbiano bisogno un po' di educazione su questo tema per evitare anche li' storture. Ma...se mai si comincia, mai si finisce. E tuttavia questo che sembra un periodo in cui parlare di licenziamento per giusta causa sembra veramente utile come vendere gelati al polo potrebbe non essere un pessimo frangente. Il motivo essendo che si vede palesemente come molte delle nostre illusorie certezze legate al "posto fisso" siano solo un patetico farmaco placebo contro la realta', che e' li' da vedere per chi voglia farlo. Posto fisso o meno, se i soldi finiscono le aziende mandano a casa le persone. La tragedia e' che molte aziende si trovano a faticare ulteriormente proprio appesantite dal loro fardello di fancazzisti o incapaci, da quelle che potremmo chiamare "quote marroni", senza le quali magari avrebbero piu' chance di salvaguardare l'interesse dei loro clienti, unici arbitri del loro futuro. E' una sfida monstre, mi rendo conto, e mai come in questo caso "chi tocca i fili muore". Eppure, oltre a cercare un facile consenso sindacale sul "posto fisso", mi aspetterei da un governo vagamente liberista qualche azione in questo senso, concertata con la triade. Triade che al momento, e' praticamente in ginocchio by the way. Sono completamente d'accordo con te. Il "posto fisso" è uno slogan. Dobbiamo parlare di "tempo determinato" e "tempo indeterminato" e discutere, come giustamente dici tu, di "licenziamento per giusta causa". Il che aprirebbe l'annoso problema dei tempi biblici per i ricorsi. Riguardo il "tempo determinato", che ha ragione di continuare ad esistere, ritengo se ne sia fatto un uso spesso oltre il limite della legalità spacciando per "lavori a progetto" attività che di progetto non avevano alcunchè. Inoltre è abnorme il fatto che chi è assunto a tempo determinato, oltre all'insicurezza sulla prosecuzione del lavoro, si trovi ad avere un accesso agli ammortizzatori sociali nettamente più limitato di chi ha, teoricamente, un lavoro più sicuro. Ci siamo riempiti la bocca di concetti come flessibilità e mobilità, però poi, fuori dalla fabbrica (in banca per esempio), il flessibile ed il mobile sono visti come gli appestati.
tatanka Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Uzzo, fai il bravo...se il dipendente e' sgradito...un motivo ci sara'.La giusta causa di cui sto parlando io e' riconducibile a comprovabili motivi di prestazione o comportamento. Per le cause giudicate discriminatorie, c'e' e ci sara' il tribunale. E come sempre, quando un esponente del governo dice qualcosa di naturalmente condivisibile a sinistra si sente dire "Populista" e poi subito dopo "Il governo deve collaborare con l'opposizione". Fate voi... il dipendente può essere sgradito per una molteplicità di motivi... perché è un fancazzista, un incompetente, un assenteista ingiustificato, un violesnto, un ubriaco perenne... e chi più ne ha, più ne metta... e in questi casi è sacrosanto che il datore di lavoro, sussistendo una giusta causa, receda dal rapporto.Meno lo è quanto il dipendente risulta sgradito perché puzzolente, comunista, fascista, berlusconiano, finocchio, sindacalista o, più semplicemente, perché un rompicoglioni come ce ne sono a milioni. Ecco, in tutti questi casi (e sono molti, credimi) la microimpresa (un po' meno quelle sopra i quindici dipendenti) può tranquilamente recedere a costo zero (o quasi) ... certo, deve avere l'accortezza, almeno, di non motivare il recesso con le ragioni di cui sopra ... ma fatto questo, la giusta causa (inesistente) o il giustificato motivo (altrettanto inesistente) costano, se proprio gira storta, tra 2,5 e 6 mensilità. Tremonti, lo ripeto, è stato molto abile e, una volta ancora, ha dimostrato di fare bene il suo mestiere ... che poi io non creda a una parola di quello che dice (...oh cazzo, ragiono come la Marcegaglia ) questo è un altro discorso Bisogna avere il coraggio di mettere sul piatto le questioni e cercare una soluzione. E' innegabile che vi siano fancazzisti, a Malpensa addirittura ladri, e non si riesca a licenziarli. E' altrettanto innegabile che vi siano realtà (il commercialista è quella che mi viene in mente per prima) in cui il datore può, e spesso lo fa, fregare il dipendente con semplici artifici (chiudo e riapro con nome diverso). In entrambi i casi non si potrebbe ma si riesce a fare. Entrambi avete illustrato il problema. Adesso trovate la soluzione.
tricky Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Solo una curiosità... Chi di voi ha il posto di lavoro a tempo determinato? E chi ha il cosiddetto posto fisso? Tanto per fare, diciamo, una statistica... Io ho un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nel senso che lavoro su testate che ho fondato io con una società che, da un giorno all'altro potrebbe chiudere. E una collaborazione a tempo determinato che mi viene rinnovata, tacitamente, di anno in anno... Sotto a chi tocca Ps Dimenticavo: ho provato anche ad essere licenziato da un sito internet a contenuti giornalistici. FInito dl lavorare alle 18.30. Alle 18.31 ci informavano che l'indomani potevamo anche non presentarci visto che si chiudeva baracche e burattini. Dieci giorni a dormire in redazione e poi tutti a casa. Perso gli ultimi due stipendi, il tfr, il licenziamento per ingiustificato motivo... Perso anche le mutande... Era una società spagnola. Gracias...
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