tatanka Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Indeterminato. Iniziato anni fa con il contratto di formazione lavoro. Altra cosa di cui si dovrebbe parlare, apprendistato e formazione.
Ponchiaz Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 il dipendente può essere sgradito per una molteplicità di motivi... perché è un fancazzista, un incompetente, un assenteista ingiustificato, un violesnto, un ubriaco perenne... e chi più ne ha, più ne metta... e in questi casi è sacrosanto che il datore di lavoro, sussistendo una giusta causa, receda dal rapporto.Meno lo è quanto il dipendente risulta sgradito perché puzzolente, comunista, fascista, berlusconiano, finocchio, sindacalista o, più semplicemente, perché un rompicoglioni come ce ne sono a milioni. In grassetto le giuste cause secondo me. Il lavoro e' un diritto, ma bisogna meritarselo.
corny Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Tremonti non ha solo parlato di posto fisso, ma ha espresso un concetto che condivido (per la prima volta ). Tremonti dice che il mercato e la globalizzazione hanno prodotto storture e tocca alla politica trovare le soluzione per eliminare queste storture. E' un concetto che và oltre l'attuale crisi. Ci sono aziende che producono profitti ma licenziano. Esempio la Dalmine (Tenaris) che malgrado utili consistenti ha giustamente investito in questi anni in innovazione. Anziche 4 altiforni solo uno tecnologicamente avanzatissimo con produzione pressochè parificata ma con meno della metà del personale. Queste sono le storture che la legge di mercato non contempla. E' vero che per realizzare, gestire, manutenere certi impianti c'è bisogno di nuovo lavoro altamente qualificato, ma questo spostamento verso un lavoro sempre più tecnicamente sofisticato, inesorabilmente creerà delle vittime tra coloro che non riusciranno a riciclarsi. E in un'Italia dalla bassa scolarizzazione, specie in età tra i 40 e i 60 anni questo non è un problema di poco conto.
Ponchiaz Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Indeterminato. Iniziato in CFL, cambiato tre aziende e tre nazioni.
tricky Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Indeterminato.Iniziato in CFL, cambiato tre aziende e tre nazioni. Apolide
alberto Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 iniziato con cfl, poi passato a indeterminato, cambiato due aziende, attualmente in cgs a zero ore, andrò a firmare il licenziamento e passerò in mobilità entro fine novembre. per il futuro amerei andarmene lontanissimo da qui.
Dragonheart Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Io ho un contratto di lavoro con me stesso, a tempo determinato. Nel senso che, se la giustizia e il mercato vanno avanti di questo passo, a un determinato momento mi romperò i coglioni di fare l'avvocato.
ROOSTERS99 Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 (edited) Libero professionista dal 1993 al 2008...caduto sotto i colpi di Prodi-Visco-Bersani......... Attualmente, assunto a tempo indeterminato. Edited October 21, 2009 by ROOSTERS99
uzzo Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Io ho un contratto di lavoro con me stesso, a tempo determinato.Nel senso che, se la giustizia e il mercato vanno avanti di questo passo, a un determinato momento mi romperò i coglioni di fare l'avvocato. com'è che stai tracciando il mio profilo?
Dragonheart Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 com'è che stai tracciando il mio profilo? Forse perchè facciamo lo stesso mestiere, siamo della stessa generazione e, magari pensandola diversamente su tante altre cose, siamo entrambi privi di quel certo "pelo sullo stomaco"?
Maurizio Posted October 21, 2009 Posted October 21, 2009 Assunto a tempo indeterminato , iniziato con l'apprendistato , cambiato diverse aziende ma sempre a tempo indeterminato.
corny Posted October 22, 2009 Posted October 22, 2009 IL SUD TRAVOLTO DALLE INCHIESTE L'emergenza meridionale L’inchiesta che coinvolge l’ex ministro della giustizia Clemente Mastella, alcuni suoi familiari ed esponenti dell’Udeur è l’ultimo tassello che si aggiunge alle affollatissime cronache politico- giudiziarie campane. Ha scioccato tutti il caso di Castellammare di Stabia: il camorrista con tessera del Pd che ha ammazzato un consigliere comunale del suo stesso partito. Poi c’è stata la sconsolata intervista ( Corriere , 20 ottobre), di fatto una dichiarazione di impotenza, di Enrico Morando, commissario straordinario del Partito democratico in Campania. Mentre, a pochi giorni ormai dalle primarie del Pd, si discute se sospenderle o no in Campania, date le condizioni in cui versa il partito (come dimostrano i tesseramenti gonfiati dalle lotte di corrente). Una débâcle per il Pd in una regione nella quale la sinistra è dominante da decenni. Si aggiunga, per completare il quadro campano, che anche a destra, nelle fila dell’opposizione, non se la passano bene. Come mostra il conflitto, interno al Pdl, sulla candidatura alle regionali di Nicola Cosentino, a sua volta coinvolto in un’indagine per presunte relazioni con la camorra. Premesso che l’unico modo per salvaguardare un minimo di civiltà è tenersi abbarbicati alla presunzione di non colpevolezza per qualunque indagato, resta che i discorsi che si sentono fare sanno di vecchio. Si può continuare a guardare il dito anziché la luna e raccontarsi che il problema sono le «infiltrazioni » criminali nei partiti o il clientelismo dei politici. Ma significa prendersi in giro. I partiti, organizzati o no, pesanti o leggeri, sono strutture che si adattano all’ambiente. L’ambiente è il Paradiso? I partiti saranno composti da angeli. L’ambiente è l’inferno? Prevarranno i diavoli. L’ambiente chiede sostegno al mercato? E’ ciò che i partiti daranno. L’ambiente chiede spesa pubblica e clientelismo? I partiti soddisferanno la richiesta. Non è dai partiti ma dalla società che dovrebbe partire la bonifica. Il problema (che sta mettendo a rischio l’unità stessa del Paese) della Campania, come di vaste zone del Sud, è che non c’è più da decenni un progetto plausibile per lo sviluppo nel Mezzogiorno. Non ce l’ha la destra come non ce l’ha la sinistra. A meno che non si dica che il progetto per il Mezzogiorno sia il federalismo fiscale (si può immaginare l’effetto catartico del federalismo fiscale su Castellammare di Stabia). O la banca del Sud. O i piani per una «Lega Sud» (che sarebbe anche una buona idea ma solo se il suo slogan fosse «mettiamoci a fare denaro», ossia impegnamoci per lo sviluppo, anziché «dateci i denari»). Forse sarebbe il caso di convenire che in ampie zone del Sud (non in tutte, certo) mancano attualmente le condizioni minime che rendono praticabile la democrazia locale (comunale, provinciale, forse anche regionale) e che un commissariamento centrale si rende, per quelle zone, e per molti anni, indispensabile. In modo da coordinare interamente dal centro sia la guerra alle organizzazioni criminali sia l’imposizione (per lo più, contro le classi dirigenti locali) di progetti di sviluppo. Occorrerebbe un accordo di ferro fra maggioranza e opposizione. Siccome quell’accordo non si può fare, continueremo ad ascoltare impotenti le notizie che arrivano dalla Campania e da altre zone del Sud lamentando le solite infiltrazioni, la solita corruzione, il solito clientelismo. Angelo Panebianco 22 ottobre 2009 Condivisibile
corny Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Tremonti, telefonata con Berlusconi: chiarire o sono pronto a lasciare Il ministro dopo le critiche: no alla linea della spesa pubblica ROMA — È stato un colloquio tesissimo. Durante il quale Giulio Tremonti ha chiesto a Silvio Berlusconi una scelta di campo netta e definitiva. O la linea europea, quella del rigore e della ragionevolezza sui conti pubblici, o quella della spesa. Ben interpretata, secondo il ministro dell’Economia, dai concetti espressi da Gianfranco Fini ieri sul Corriere della Sera. È stato quasi superfluo aggiungere che lui, Giulio Tremonti, non rimarrebbe un minuto di più al suo posto nel governo se il premier dovesse scegliere la via facile della spesa pubblica. Doveva essere una telefonata distensiva, quella fatta ieri a tarda sera al ministro dell’Economia dal presidente del Consiglio, che dalla Russia tornerà solo questa mattina. Il tentativo di rassicurarlo dopo l’annuncio improvviso, affidato a Gianni Letta, di una «graduale riduzione dell’Irap fino alla sua soppressione». Che dire sia stato accolto con sorpresa dal titolare dell’Economia è forse un eufemismo. Dopo il ritorno in campo di Fini sulla politica economica e il documento dei dieci punti che chiede un cambio di passo, smentito da tutti ma segno evidente del clima che si respira nella maggioranza, la sortita sull’Irap è stata la classica goccia di troppo nel bicchiere. Va bene che la riduzione «graduale e progressiva» dell’Irap è prevista dal programma elettorale del Popolo della Libertà. Ed è pure vero che lo stesso Tremonti, non più di una settimana fa a Milano, parlava dell’Irap come di «una delle criticità del sistema». A differenza della Francia, che ha finito con il mettere tre nuove tasse, diceva il ministro dell’Economia, «se noi eliminiamo l’Irap la eliminiamo e basta». Il problema sta in quel «se», pronunciato dal titolare del Tesoro. Perché una discussione sui tempi, la quantità e le modalità tecniche dell’operazione non c’è mai stata all’interno del governo o della coalizione di maggioranza. E abbattere l’Irap non è un’operazione semplice. Ogni anno quella tassa, per quanto odiata, porta nelle casse dello Stato una quarantina di miliardi di euro. Perché il taglio sia sensibile, ed avvertibile dalle imprese che ieri si sono subito lanciate in grandi apprezzamenti al premier, servono risorse che oggi è impossibile trovare nel bilancio. A disposizione ci sarebbero pure il gettito dello scudo fiscale, che potrebbe anche arrivare a oltre 5 miliardi di euro, ed una parte dei fondi per i Tremonti Bond alle banche, che avanzano. Ma nonostante quel che dice qualche ministro, con le «una tantum» non è proprio possibile finanziare una riduzione strutturale delle tasse, come sarebbe in ogni caso il taglio dell’Irap. Si potrebbe fare in deficit, ma la tenuta del bilancio per Tremonti è la condizione indispensabile per il rilancio dell’economia, ma anche per continuare a collocare tutti i mesi gli enormi quantitativi di titoli di Stato che servono per finanziare il debito pubblico. Non a caso, ieri, le agenzie di rating hanno soppesato la proposta del premier con grande perplessità, parlando di «un cambio di rotta sorprendente ». «Finora l’Italia non ha preso misure discrezionali di taglio delle tasse — sottolineano gli analisti dell’agenzia di rating Fitch — tenendo un comportamento responsabile dato l’elevato debito pubblico ». Per il taglio dell’Irap servirebbero altrettanti tagli di spesa pubblica. Una scelta va fatta. Oggi Berlusconi e Tremonti, atteso in serata a Lecce per la due giorni a porte chiuse dell’Aspen, si parleranno. Gianni Letta, che ieri sera ha vestito di nuovo i panni del mediatore, dopo una giornata di forte tensione, fa intendere un certo ottimismo. Il colloquio avverrà subito prima del Consiglio dei ministri durante il quale, semmai il faccia a faccia tra il premier e il ministro avesse esito positivo, tutto dovrà esser messo ben in chiaro sul tavolo. Mario Sensini 23 ottobre 2009 Ma qualcuno crede ancora al B.? Le spara sempre più grosse. Cominciamo prima con una seria riforma sulla spesa pubblica a cominciare da costo della politica e del suo carrozzone di trombati che devono essere mantenuti, creando enti su enti, commissioni su commissioni, che con servono assolutamente a niente.
Virgus Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Lavoro a tempo determinato: finchè c'è lavoro ,lavoro , quando do non ci sarà più lavoro , vedremo . Il paradosso è che sono dipendente a tempo indeterminato di me stesso perchè , e questo risulterà strano a molti di voi , per lo stato italiano è meglio essere dipendenti di se stessi che piccoli imprenditori ...
corny Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Inizio duro, con contratto stagionale e poi contratto per prestazione occasioanale, cioè l'antesignano dell'attuale contratto a progetto, poi 2 anni di CFL per arrivare ad essere assunto a tempo indeterminato. Cambiato poi posto di lavoro sempre a tempo indeterminato per poi mettermi nella situazione di Virgus, cioè sono dipendente a tempo indeterminato di me stesso.
Ponchiaz Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Capisco che il B. possa sembrare demagogico, ma il suo lavoro NON E' risanare i conti (contrariamente a quello che credeva Prodi). Il suo lavoro e' cercare di dare al paese un futuro migliore. Io capisco Tremonti, ma capisco anche Berlusconi. Con un controllo ossessivo della spesa pubblica rischiamo come si suol dire di "morire sani".
tricky Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Capisco che il B. possa sembrare demagogico, ma il suo lavoro NON E' risanare i conti (contrariamente a quello che credeva Prodi).Il suo lavoro e' cercare di dare al paese un futuro migliore. Io capisco Tremonti, ma capisco anche Berlusconi. Con un controllo ossessivo della spesa pubblica rischiamo come si suol dire di "morire sani". Ricordati fratello che devi morire (cit.)
tatanka Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Capisco che il B. possa sembrare demagogico, ma il suo lavoro NON E' risanare i conti (contrariamente a quello che credeva Prodi).Il suo lavoro e' cercare di dare al paese un futuro migliore. Io capisco Tremonti, ma capisco anche Berlusconi. Con un controllo ossessivo della spesa pubblica rischiamo come si suol dire di "morire sani". Mah. Io penso che cercare di dare ai miei figli un futuro migliore passi dal lasciargli una situazione economica gestibile. Perchè comprargli di tutto e di più e lasciarli poi senza niente in tasca non è dare un futuro migliore, ma un presente sperperoso. Chiaro che un futuro migliore passa anche da spese attuali, che però si classificano come "investimenti" e devono essere sopportabili negli anni. Se il B. mi dice che spende in infrastrutture io lo plaudo. Se però le infrastrutture poi sono finte e/o inutili lo plaudo meno. Tornando alla metafora dei figli, è come se io dicessi a mio figlio, "Ti lascio un pochino di debiti, però ci compriamo la casa, lo snowboard per te e gli sci per me". E poi prendo gli sci nuovi per me, lo snowboard usato e non funzionante per lui e la casa....ehm, la casa niente perchè i soldi li abbiamo spesi in settimana bianca.
Virgus Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Se tuo figlio è snowborder non ha diritto ad un futuro .
Virgus Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 E comunque vanno bene ( quasi ) tutte le infrastrutture di questa terra , BUT il ponte sullo stretto .....
Ponchiaz Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Che noia dover spiegare tutto. In primo luogo governare una nazione non è uguale a gestire una famiglia, ma neanche un po'. In secondo luogo quello che intendevo dire è che il compito di Tremonti quello di rendere disponibili le risorse per le iniziative del governo, mentre il compito del B. è quello di promuovere le iniziative di cui si ritiene il paese abbia bisogno. Abdicare a questo equivale far gestire l'azienda dal ragioniere. Ripeto, si fallisce...ma coi conti tutti a posto.
tatanka Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Che noia dover spiegare tutto.In primo luogo governare una nazione non è uguale a gestire una famiglia, ma neanche un po'. In secondo luogo quello che intendevo dire è che il compito di Tremonti quello di rendere disponibili le risorse per le iniziative del governo, mentre il compito del B. è quello di promuovere le iniziative di cui si ritiene il paese abbia bisogno. Abdicare a questo equivale far gestire l'azienda dal ragioniere. Ripeto, si fallisce...ma coi conti tutti a posto. Rimah, ci ho capito un pochino di più ma dovrai annoiarti a rispiegare qualcosina. Qui pare che il CEO stia proponendo cose per cui il CFO se ne va dicendo "tu sei pazzo, non hai soldi per farlo e io non so da dove cacchio tirarli fuori". Ora il CEO è capo del CFO e quindi lo terrà buono o lo licenzierà, però non è che sia una cosa così normale. Ricordo anche che Tremonti già nel precedente quinquennio Berlusconiano diede le dimissioni a fronte di un assalto alla diligenza.
corny Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 Ricordo anche che Tremonti già nel precedente quinquennio Berlusconiano diede le dimissioni a fronte di un assalto alla diligenza. E Tremonti non è propriamente un tirchio.....
ROOSTERS99 Posted October 23, 2009 Posted October 23, 2009 (edited) E' tempo si ridurre la pressione fiscale sul mondo del lavoro. Tempissimo !! Benissimo ha fatto il Cav a dare il la alla questione ! Applausi ! E l' IRAP è certamente la più odiosa, ingiusta tassa che grava sul mondo del lavoro (grazie Visco !! ) Capisco Tremonti e la sua condotta per la spesa pubblica. Avrei una proprosta : se è vero che l' IRAP vale 38 G di Euro, si calcoli di quanto aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie e facciamola finita. Non è più accettabile, in alcun modo, in questa fine 2009, che il lavoro sia tassato ben oltre il 40 %, e il "girare" i soldi circa 1/4. Basta. Confido in positivi sviluppi..... Edited October 24, 2009 by ROOSTERS99
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