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Posted (edited)
Eticamente, molto meno.

Eticamente è sicuramente meglio continuare a tartassare i soliti noti con gabelle e balzelli sempre più fantasiosi .... :blink:

Edited by Virgus
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Finanziariamente, il gioco varrebbe ovviamente la candela, sempre ipotizzando che poi questi evasori alla fine siano veramente costretti a cacciare il grano sottratto.

Non ho mica capito cosa intendi , sai .

Posted
Quindi via con questo "pragmatismo" che suona tanto come dire "Mi hanno inculato, ma li ho fregati perchè ci ho messo la vasella!"

2 anni di prodi,bersani visco e tps hanno talmente sfondato gli italiani che , oramai , l'utilizzo della vasella è assolutamente ininfluente ...

Posted
Eticamente è sicuramente meglio continuare a tartassare i soliti notei con gabelle e blzelli sempre più fantasiosi .

no, eticamente sarebbe meglio perseguire i rei e recuperare il maltolto.

ma...

Non ho mica capito cosa intendi , sai .

...Intendo dire che una volta scovati gli evasori, recuperare il maltolto prima della prossima compiacente amnistia potrebbe essere impossibile.

Posted
no, eticamente sarebbe meglio perseguire i rei e recuperare il maltolto.

ma...

...Intendo dire che una volta scovati gli evasori, recuperare il maltolto prima della prossima compiacente amnistia potrebbe essere impossibile.

E' uno scudo fiscale : non scovi evasori , non recuperi maltolto .

Paghi il 5% e regolarizzi quanto avevi all'estero che magari poi non è nemmeno frutto di evasione ma di una banalissima scarsa fiducia nel sistema bancario / fiscale italiano ( sei giovane e certamente non rimembri il prode Giuliano Amato , il miglior spot per le banche svizzere che io ricordi ... ) .

Posted
E' uno scudo fiscale : non scovi evasori , non recuperi maltolto .

Paghi il 5% e regolarizzi quanto avevi all'estero che magari poi non è nemmeno frutto di evasione ma di una banalissima scarsa fiducia nel sistema bancario / fiscale italiano ( sei giovane e certamente non rimembri il prode Giuliano Amato , il miglior spot per le banche svizzere che io ricordi ... ) .

ancora non mi sono spiegato, la mia era una risposta a questo tuo quesito: "Avete una minima idea di quanto costerebbe allo stato ed all'economia in genere recuperare una cifra simile tramite controlli fiscali ?"

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ancora non mi sono spiegato, la mia era una risposta a questo tuo quesito: "Avete una minima idea di quanto costerebbe allo stato ed all'economia in genere recuperare una cifra simile tramite controlli fiscali ?"

Allora è facile : no , il gioco NON varrebbe la candela per ciò che riguarda i capitali illecitamente esportati , ovviamente, per tutto il resto è un discorso diverso.

Posted

Assenti alla votazione:

Gli assenti. Tra gli assenti, l'Idv Aurelio Misiti, i Pd Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra (motivi di salute), Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Sergio D'Antoni (che fa sapere di essere ricoverato in ospedale), Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Marianna Madia, Margherita Mastromauro. Ed ancora: Lapo Pistelli con Linda Lanzillotta e Giovanna Melandri ("eravamo a Madrid per il Pd"), Massimo Pompili, Fabio Porta, Giacomo Portas. Nell'Udc gli assenti erano Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri.

:blink::blink:

Posted
Ragionamento pragmatico e piuttosto terra terra :

dimezzando le utopiche previsioni di Giulietto di otterrebbe comunque un risultato netto per lo stato italiano pari a 2.5 miliardi di euro.

Avete una minima idea di quanto costerebbe allo stato ed all'economia in genere recuperare una cifra simile tramite controlli fiscali ?

Lo dico educatamente:non me ne frega un cazzo :blink:

Io ho pagato le tasse. Chi le ha evase paghi i costi per stanarli. Questa è giustizia :blink:

Posted

3 ottobre 2009

Lettera ai moralisti/4

Cari moralisti che sfilate oggi, lo sapete che dopo vi sentirete peggio?

Tutti sanno che la stampa è l’unica cosa libera in Italia

Sarebbe confortante che Repubblica ritirasse le perfide domande e Berlusconi le semiquerele, mentre Feltri adotta dieci piccoli indiani e Travaglio si prende cura delle foche nane. Purtroppo non ci sono segnali di lieto fine. Il vecchio leone ferito si difende sferrando colpi bassi, alti e proibiti ai suoi assalitori che non mollano la presa; anche se tutto ormai pare perdere di senso, il cazzeggio rivelandosi più annichilente di una guerra civile. Oggi migliaia di persone scenderanno in piazza con il proposito di dare un senso a tutto quanto, ma non si avverte nessuna elaborazione in atto, nessun vero pensiero; che dire quando ci si riduce a evocare la virtù della Levi-Montalcini solo per dare addosso alla Canalis? Vorrei mulinare la durlindana, ma mi cadono le braccia.

Vaghe stelle sfilanti sotto il sole di Roma, tutti sappiamo che la stampa è l’unica cosa libera in questo paese dove persino i vespasiani sono lottizzati, di chi e di cosa realmente volete vendicarvi? Non è il caso d’interrogarsi in merito? No, troppo arrischiato intendere certe cose, e doloroso ammetterle. Altro che rifiuti differenziati, ci si accontenta di scaricare le nostre paturnie addosso a un… un che? Va da sé che ci si ritrova tutti imbrattati. Chiamiamo diavolo lo specchio delle nostre brame; carnefice chi non offre il collo alla nostra scure. Quando al vecchio leone passa la voglia di giocare, diventa una belva; ma anche i belli e buoni non scherzano. Il sedicente buono non si ferma davanti a nulla pur di realizzare il proprio altruismo, a confronto il crudele principe machiavellico è un principiante. Ricordiamoci però dei figli di Noè: quando Sem e Iafet videro il genitore ubriaco e nudo, pietosi lo ricoprirono e furono benedetti; allo scandalizzato Cam mal gliene incolse. Belli, buoni e depositari della verità… che mai sapete? D’essere il sale della terra? Sarà; intanto perfino nel gossip, arte in cui dovreste eccellere visto il costante allenamento, vi rivelate approssimativi e pasticcioni. Non che i vostri rivali siano santerellini, tutt’altro, ma il disincanto consente loro di trafficare più consapevolmente con il vero e con il falso. Travolti dall’ansia di fare il bene voi neppure riuscite a mettere insieme due più due. La gente si spaventa.

Al diavolo le ubbie, oggi sarà un grande giorno. Che invidia per chi ancora riesce a fare di queste cose. Nemmeno quando per un biennio fui extracomunista ho avuto il coraggio di sfilare in un corteo; mi veniva da ridere peggio dell’infame Franti. Da allora la nostalgia mi tormenta; ah se avessi un po’ più fede anch’io oggi potrei rifarmi, non mancar più, sentire tra i profumi e i venti un riaffluir di sogni, un urger folle di voci verso un esito… Potere… Potrei con la gioia del furetto sfilare con voi per togliere al Cavaliere qualche tivù; ma quando si è presentata l’occasione non avete avuto il coraggio di farlo e questo pensiero mi trattiene. A muso duro sfilerei per la D’Addario in diretta, per Santoro santo e per non so che altro, se non temessi di sentire ad ogni nostro, il passo dei morti di Kabul. Un due, un due…

Dopo un’euforica matinée vi tornerà, con un sapore amaro, qualcosa di quel che state facendo, e già agli ultimi fuochi dell’autodafé vi sentirete peggio. Non ci si libera così facilmente dalle proprie ossessioni. Chiedetelo a Chateaubriand, uno non da poco: anni e anni dopo la morte dell’odiato Empereur ancora ne sentiva il fiato sul collo; chissà chi vedeva in quel tipo col tricorno, chissà chi diavolo è per ciascuno l’infaticabile pirata con la bandana. Domandiamocelo, accidenti, se no questo oggi sarà un ben triste giorno, come ogni festa comandata da un pensiero che impensato marcisce.

Sarà un giorno ancora più triste per chi ripone qualche residua speranza in una sinistra meno arrogante; essa brucerà sul rogo, non altri. Attenzione: Noè è campato novecentocinquanta anni. Urge Dio; senza quella dolcissima intimità che, insperata, nella notte più rigida ci riscalda, non si va da nessuna parte. Impossibile uscire dall’inferno se si pensa d’essere soli con i nostri vizi e virtù; lassù Qualcuno ci ama, dobbiamo ricordarcelo. Una preghiera: Buon Dio, T’imploro di allontanarmi dal partito preso, dal tornaconto e dalla vanità; non permettere che scriva come un cane rabbioso ma rendimi degno della paternità che mi hai elargito. Dacci il nostro pane spirituale quotidiano e fa che oggi tutt’a un tratto si levi un canto di gioia e di pace, allora sì sarebbe una vera vittoria. Per propiziarla, Vladimir Jankélévitch suggerisce di partire dall’idea che l’altro sia sempre un po’ meglio di noi.

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Si è fatta la manifestazione, il più grande partito di sinistra in Italia, Repubblica, ha avuto penso il suo momento.

As usual, però, i non allineati se ne sono sentiti dire di ogni...quasi che sia criminale sostenere che in fondo la stampa in Italia è libera.

Io nella manifestazione non vedo niente di male. Se guardo però al sito della Repubblica di oggi vedo un grande gruppo editoriale che pur di fronte ad eventi nazionali, frane a Messina scudo fiscale etc., ed internazionali, terremoto a Sumatra, decide di dedicare la prima pagina a....sè.

Non credo sia un segnale di freschezza intellettuale o brillantezza pluralistica il parlarsi addosso in prima pagina: la stampa che cuce i fatti per formare opinioni di parte o la stampa che si ritiene al di sopra delle notizie vere e si mette in prima pagina non rispecchia la mia personale idea di informazione interessante.

Vale per Repubblica così come per il Giornale, che non leggo quasi più.

Se c'è una cosa a cui mi auspicherei i giornali italiani sappiano resistere è questa: la tentazione di trasformarsi neanche più in organi di partito, ma in partiti loro stessi. A quel punto sì che l'informazione libera sarà a rischio.

Posted

29 settembre 2009

Cercasi editore

La protesta contro la tv faziosa va fatta in nome della libertà di stampa

La libertà di stampa e di espressione non coincide con l’arroganza maniacale di un Conduttore Unico delle Coscienze che si sente padrone del mezzo televisivo, brutalizza il proprio direttore di rete, si incorona star per ordine del magistrato e dell’audience, proclama un’intenzione politico-ideologica faziosa, stabilisce un’alleanza gossippara con un gruppo editoriale militante, manipola grossolanamente le opinioni avverse. Per sistemare simili megalomanie e paranoie sottopolitiche basta un editore televisivo consapevole della propria responsabilità, che obietti in modo deciso e conclusivo a un certo format e decida di cambiarlo, che eserciti il potere derivante dal suo azionariato e, in termini di servizio pubblico, dai suoi doveri di imparzialità e correttezza scritti nel contratto di servizio con il governo e sotto vigilanza del Parlamento. In altre parole: è disdicevole, imbarazzante, risibile che in mancanza di un editore che sappia mettere a posto il banditismo dell’etere stabilendo regole di ordinario esercizio della libera professione giornalistica, si sia poi costretti a rivedere ogni volta il film della censura, del martirologio mediatico, della libertà conculcata.

E’ in atto una sacrosanta protesta, orientata e canalizzata dai giornali della destra, che esprimono il sentimento di una buona metà di italiani, contro la tv che sequestra in un vortice di snobismo e di malainformazione la coscienza pubblica del paese. La simbolica disdetta del canone è da sempre il segnale della massima delegittimazione della tv pubblica, almento nei momenti di maggiore crisi del suo rapporto con la realtà italiana. In tutto questo non c’è scandalo, anzi. E’ un bene che sia diradata l’opacità conformista, spinta fino al grottesco dell’omologazione generale degli spettatori nella categoria di pubblico militante e plaudente dei talk show de sinistra, il solito “otto milioni di baionette” delle grandi adunate di regime. Ma l’iniziativa sociale e civile deve darsi come obiettivo non la soppressione di un programma, bensì la correzione di una linea editoriale dei capi della Rai che sa di resa all’arroganza faziosa, la promozione di un’informazione robusta e seria, aperta e pluralista, che corrisponda ai doveri del servizio pubblico. Oppure, e sarebbe ora, la privatizzazione o la gestione privatistica di quella assurda società per azioni posseduta dal governo e controllata dal Parlamento. Muoversi è cosa buona e giusta, ma in nome della libertà di stampa e del pluralisimo dell’informazione, non contro.

© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

Come quasi sempre mi trovo d' accordo con L' Elefante !

Basta Santoro, basta canone, basta servizio pubblico di sta' cippa !!

Posted (edited)
Si è fatta la manifestazione, il più grande partito di sinistra in Italia, Repubblica, ha avuto penso il suo momento.

As usual, però, i non allineati se ne sono sentiti dire di ogni...quasi che sia criminale sostenere che in fondo la stampa in Italia è libera.

Io nella manifestazione non vedo niente di male. Se guardo però al sito della Repubblica di oggi vedo un grande gruppo editoriale che pur di fronte ad eventi nazionali, frane a Messina scudo fiscale etc., ed internazionali, terremoto a Sumatra, decide di dedicare la prima pagina a....sè.

Non credo sia un segnale di freschezza intellettuale o brillantezza pluralistica il parlarsi addosso in prima pagina: la stampa che cuce i fatti per formare opinioni di parte o la stampa che si ritiene al di sopra delle notizie vere e si mette in prima pagina non rispecchia la mia personale idea di informazione interessante.

Vale per Repubblica così come per il Giornale, che non leggo quasi più.

Se c'è una cosa a cui mi auspicherei i giornali italiani sappiano resistere è questa: la tentazione di trasformarsi neanche più in organi di partito, ma in partiti loro stessi. A quel punto sì che l'informazione libera sarà a rischio.

E ti segnalo, caro Paolo, un contemporaneo "intervento" della "giustizia" milanese che condanna Fininvest a pagare 750M all' editore di Repubblica (quello stinco di santo di Debenedetti......) per la vicenda Mondadori. 1991 !!!!!

Avanti così......

Edited by ROOSTERS99
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E ti segnalo, caro Paolo, un contemporaneo "intervento" della "giustizia" milanese che condanna Fininvest a pagare 750M all' editore di Repubblica (quello stinco di santo di Debenedetti......) per la vicenda Mondadori. 1991 !!!!!

Avanti così......

Se ci mettiamo pure a contestare le sentenze sfavorevoli .....

Posted
Se ci mettiamo pure a contestare le sentenze sfavorevoli .....

Due cose sulla materia le so.

Quello da perdita di chance è un danno difficile da provare e da quantificare.

750M di euro, per una fattispecie come quella che c'interessa, sono una cifra astronomica.

Una simile conclusione presuppone una serie complessa di passaggi logici che i Giudici normalmente si rifiutano di fare.

E' sicuramente il record assoluto dei Tribunali della Repubblica per quel tipo di danno.

Probabilmente il record mondiale.

Riflettiamoci un po'.

Posted
Se ci mettiamo pure a contestare le sentenze sfavorevoli .....

750 M di euro, cosa dovrebbero fare? Ringraziare e dargliene 800, dire "tenete il resto" ?

Cerchiamo di essere seri, il piu' grande partito di sinistra, Repubblica, ha mandato un messaggio come puo' ovvero tramite il suo braccio armato.

Ma noi preoccupiamoci della stampa libera, non della magistratura apolitica.

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Due cose sulla materia le so.

Quello da perdita di chance è un danno difficile da provare e da quantificare.

750M di euro, per una fattispecie come quella che c'interessa, sono una cifra astronomica.

Una simile conclusione presuppone una serie complessa di passaggi logici che i Giudici normalmente si rifiutano di fare.

E' sicuramente il record assoluto dei Tribunali della Repubblica per quel tipo di danno.

Probabilmente il record mondiale.

Riflettiamoci un po'.

Mi diventa difficile credere a priori nella malafede della giustizia. Come in ogni settore ci saranno persone corrette e persone... corrotte.

Mi chiedi una riflessione, sulla base della tua conoscenza sulla materia e mi viene da azzardare un'ipotesi. Per quanto sbagliato sia (e lo sottolineo dieci volte) non escluderei che i continui attacchi alla magistratura abbiano fatto venire voglia alla magistratura stessa di lavorare su quei complessi passaggi logici che dici tu. Insomma, sono sempre più i magistrati infastiditi da un certo atteggiamento da gogna. Ma ripeto, se fosse così, non lo trovo per nulla gradevole. Tuttavia credo che parlare sempre e solo di malafede non sia il massimo. per il signor B. Le sentenze contro sono sempre ignobili.

E intanto Fini rinuncia al "Lodo Alfano". Mi sembra l'ennesimo strappo del presidente della Camera verso una parte della sua coalizione con cui proprio non trova affinità. e qualche motivo (non quelli che adduce Feltri) ci saranno pure.

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Le sentenze sul lodo Mondadori sono più di una, ed è ormai assodato che i giudici sono stati corrotti....

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Le sentenze sul lodo Mondadori sono più di una, ed è ormai assodato che i giudici sono stati corrotti....

Attenzione, Corny, la sentenza del Tribunale di Milano corre parallela al filone corruzione, che c'entra in maniera del tutto relativa.

Per quel che si è compreso dalle notizie di stampa, i 750M di euro sono l'equivalente degli importi che, secondo il tribunale di Milano, CIR avrebbe potuto guadagnare se avesse acquistato Mondadori.

Ma come fa il Tribunale a sapere se il piano industriale di De Benedetti avrebbe avuto successo?

Magari non avrebbe azzeccato un autore e sarebbe andato in fallimento.

E magari anche no.

Ma dal fallimento a 750M di euro, c'è un range d'ipotesi pressochè infinito.

Tanto infinito da far sembrare quella cifra una punizione.

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Leggere Lolita a Cologno Monzese

La doppia lista con la doppia morale su Polanski e il Cav.

Sembra quasi la stessa lista di intellettuali e artisti e bella gente internazionale che ha allegramente firmato l’appello di Repubblica a favore della libertà di stampa, minacciata da Silvio Berlusconi perché non ha risposto alle domande di Giuseppe D’Avanzo sulle escort che si è portato a letto nella sua abitazione privata di Palazzo Grazioli. Ma è una lista diversa. I nomi sono più o meno gli stessi, rappresentano il medesimo demi-monde letterario, artistico e cinematografaro che fa tanto chic nei salotti buoni dell’intellighenzia di qua e di là dell’Atlantico. Ci sono Salman Rushdie e Woody Allen, Bernard Henri Levy e Martin Scorsese, Jonathan Demme e Pedro Almodovar, giganti, geni e maestri della nostra epoca solidali con il regista Roman Polanski arrestato in Svizzera, su richiesta delle autorità federali americane, quindi del governo Obama, per un stupro commesso 32 anni fa nei confronti di una bambina di tredici anni. Per la cronaca: nel 1977, Polanski ha fatto ubriacare la ragazzina, l’ha drogata, ha controllato se avesse il ciclo e poi l’ha sodomizzata due volte.

Si può certamente obiettare che arrestare un signore di settanta e rotti anni per un reato commesso oltre trent’anni fa sia un’ingiustizia nell’ingiustizia, così come è legittimo sottolineare che quell’altro signore di settanta e rotti anni con i suoi comportamenti poco presidenziali abbia messo in imbarazzo le istituzioni che è stato chiamato a rappresentare. Ma la cosa che non si dovrebbe fare è esercitare la solita doppia morale per cui se uno dei nostri stupra a Hollywood una ragazzina è stato soltanto un “errore di gioventù” (anche se aveva 43 anni) oppure se un genio della tv liberal come Dave Letterman si porta a letto più d’una sua collaboratrice sono solo allegre “scappatelle”, mentre se un estraneo al nostro mondo va stupidamente al compleanno di una diciottenne di Casoria allora è in pericolo la democrazia.

Inseguire il mito letterario di Lolita può essere sublime o abominevole, ma non un alto modello culturale per l’intellighenzia engagé e mercificazione della donna per un dirigente di Cologno Monzese. A parte qualche eccezione (Eugene Robinson del Washington Post e la femminista di The Nation Katha Pollit), il mondo liberal e l’elitario circolo di miliardari di Hollywood sono scesi in campo a difesa di Polanski con argomenti imbarazzanti. L’attrice Whoopy Goldberg ha detto che non si è trattato di uno “stupro-stupro, ma di qualcos’altro, di uno stupro e basta”. Qualcuno ha detto che la ragazzina se l’è cercata e che la colpa semmai è della madre che l’ha offerta al regista per avere una parte in un film. E poi c’è chi si chiede come mai la “middle America” odi così tanto le élite intellettuali e gli italiani piuttosto che assecondare le pallide imitazioni nostrane preferiscano votare uno come Berlusconi.

© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

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Si, certo: Polanski paghi e paghi pesantemente.

Posted
Si, certo: Polanski paghi e paghi pesantemente.

e totale solidarietà agli svizzerotti che non hanno fatto altro che eseguire un ordine di cattura internazionale (rimediando peraltro a mancate esecuzioni dello stesso in occasioni precedenti).

Posted

Ma che articolo è???? Ma come si fa ad accostare le due cose, per favore.

Io sono d'accordissimo: Polanski paghi, eccheccazzo. E i fenomeni che firmano a suo favore mi fanno incazzare un bel po'.

Mica contesto al Berlusca quello che è contestato a Polanski...

E il riferimento a Lettermann??? Non mi pare che sia un capo di Governo che la gente elegge, con precisi mandati anche in tema di morale, né che metta a repentaglio la sicurezza nazionale, ovvero quello che io contesto a Berlusconi.

Mah...

ci rivediamo tra un paio di giorni... bye bye

franz

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Beh Franz, guarda che le stessissime anime belle che si scandalizzano per quattro battone portate a casa da un anziano affetto da priapismo poi invocano l'amnistia per uno stupratore sodomizzatore di minorenni.

Io un nesso ce lo vedo.

La morale non si adatta alle situazioni, se vuoi parliamo di quel gran mignottaro di J.F.K. che però Uolter idolatra.

Quanto alla Svizzera io voglio sperare che la cosa sia disinteressata e con non abbia nessi con la vicenda del segreto bancario.

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Quanto alla Svizzera io voglio sperare che la cosa sia disinteressata e con non abbia nessi con la vicenda del segreto bancario.

in che modo potrebbe esserlo?

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