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Ha detto che ha un patrimonio liquido di 300k e che l'anno scorso ha guadagnato 60.000 euro che al netto delle tasse fanno 52.000 .

In pratica sabato sera la pizza la paga Roo , altrimenti chiamiamo la GdF .

Daiiii...la facevo sul serio la domanda......

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Il tempo dedicato agli open-day alle superiori è stato buttato nel cesso.

Non so se i cambiamenti siano giusti o sbagliati, devo ancora capirlo; di sicuro i tempi sono sbagliatissimi.

Confermo,tempo buttato nel cesso. Siamo punto a capo.

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Eh... la Spagna e Zapatero sì che son messi bene........ :doh[1]::ike:

IL problema è che , in 'sto mondo, la cosa si ripercuote su tutti...... :(

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il caso - L’ex segretario racconta il soggiorno tra Washington e Miami nel 2000

Di Pietro, il viaggio negli Usa e il mistero di quell'assegno

Di Domenico: ci portò un falso ingegnere, poi candidato

ROMA — Di viaggi negli Stati Uniti Antonio Di Pietro ne avrà fatti tanti, ma di uno s’era dimenticato. Quello cominciato il 28 ottobre di dieci anni fa, l’anno del Giubileo. Quando partì per Washington con il suo più caro nemico, visto che si tratta dell’ostinato Mario Di Domenico, ex amico ed ex segretario dell’Idv, l’avvocato delle foto con Bruno Contrada, autore di un libro ancora in bozze, il tono del Saint Just lanciato contro il partito che con Di Pietro ha fondato e dal quale è stato espulso. È la ricostruzione di un viaggio oltreoceano a caccia di finanziamenti, circostanza che l’altra sera a Montecitorio proprio non ricordava Di Pietro: «In America con Di Domenico? Lo escluderei. Credo proprio di no...».

E invece che fa il legale abruzzese con la passione degli statuti medievali? Apre il suo cassetto senza fondo e tira fuori una foto in cui i due inseparabili nemici sorridono seduti su un divano del Ponte Vedra Beach Resort di Miami. E racconta: «Partimmo alla conquista dell’America, spinti dal signor Gino Bianchini, un falso ingegnere... ». Ecco un altro passaggio di quella caricatura di spy story che Di Pietro smonta con ironia, autodefinendosi «James Tonino Bond», ma bollando come un acrobatico grafologo il suo accusatore che ha perduto le 19 querele seguite a liti e veleni. La foto «americana » però c’è. Anzi, Di Domenico ne mostra diverse, tutte legate al viaggio che si comincia a preparare nei primi di ottobre, «quando la segreteria Idv a Busto Arsizio riceve una mail da parte di un tal ingegner Gino Bianchini, con un’intestazione intrigante, come se la comunicazione pervenisse dalle organizzazioni ecclesiastiche Vaticane: "Sanctuaryrome"».

Di Pietro chiama subito Di Domenico: «Prendi contatti». E viene fuori che l’«ingegnere» senza laurea, come poi scopriranno, garantisce «cospicui finanziamenti », stando anche ad un capitolo del libro: «Bianchini parlava di suoi potenti amici dell’ambiente politico e imprenditoriale sostenitori di Al Gore negli Stati Uniti d'America...». Tutti in volo il 28 ottobre. A bordo, oltre a presidente e segretario, ci sono Silvana Mura, oggi deputato, e Bianchini con due influenti personaggi al seguito, l’avvocato Sharon Talbot e l'imprenditore Randy Stelk, «tutti in vena di attenzioni verso il nostro Paese in vista di un totale rinnovamento politico...», come avrebbe detto lo stesso Bianchini, stando ai ricordi di Di Domenico, subito sorpreso dallo scambio proposto, «perché tutto era condizionato alla candidatura dell’"ingegnere" al Senato». Scalo a Londra, prima tappa Washington e poi «a scorrazzare lungo tutta la East Coast, fino a Miami in Florida, alla ricerca dei dollari», insiste di Domenico ricordando la prima vera lite con Di Pietro: «Ogni sera tavolate imbandite in nostro onore. Ma mentre io, da ligio segretario del partito, ripetevo il solito ritornello della povertà francescana, Di Pietro puntualmente si alzava e si allontanava con un pretesto qualsiasi non appena si parlava di quattrini. Una, due, tre volte, la cosa insospettiva. Mi lasciava solo ad affrontare scabrosi discorsi».

Poi il clou: «Una sera Bianchini mi allungò un assegno di 50 mila dollari, ma con scadenza "13 maggio 2001", il giorno delle Politiche, con la ragione causale "elections". In pratica, mi veniva detto dai suoi sostenitori che quello sarebbe stato solo l’anticipo della ben più cospicua somma di finanziamento. Si parlava addirittura di somme dieci volte maggiori... ». Sarebbe stata questa la molla della crisi interna al vertice Idv. Con Di Domenico che, senza rimpianti per la mancata elezione di Bianchini, quell'assegno non cambiò mai. E infatti lo sventola insieme con le foto «americane».

Felice Cavallaro

05 febbraio 2010

© RIPRODUZIONE RISERVATA

corriere.it Articolo Corriere

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Apperò !!!! :ike::doh[1]:

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Roo, il capital gain viene tassato o da chi ti gestisce i fondi, che funge da sostituto d'imposta, o va dichiarato. Tuttavia non rientra nell'imponibile irpef ed e' soggetto alla aliquota unica del 12.5. Si: in Italia i soldi prodotti dai soldi vengono tassati molto meno di quelli prodotti dal lavoro. Quando torno pero' un po' di pizza la prendi anche a me? Voglio dire 52000 euro...

Posted (edited)
Roo, il capital gain viene tassato o da chi ti gestisce i fondi, che funge da sostituto d'imposta, o va dichiarato. Tuttavia non rientra nell'imponibile irpef ed e' soggetto alla aliquota unica del 12.5. Si: in Italia i soldi prodotti dai soldi vengono tassati molto meno di quelli prodotti dal lavoro. Quando torno pero' un po' di pizza la prendi anche a me? Voglio dire 52000 euro...

Quindi stai dicendomi che se io non faccio un cazzo (tranne happy-hour o simili :( ), reddito da lavoro dipendente/autonomo, nessuno o giusto per formalità, però "incasso" le rendite finanziarie di un paio di milioncini (mal che vada, netti, una 100-150K euro) farò una dichirazione dei redditi sostanzialmente a zero, pur girando con l' X5 a benzina :doh[1]::ike: , 3 figli a carico, e villazza a Casbeno...

Sono un evasore ??

Edited by ROOSTERS99
Posted (edited)

Dai, a parte le stronzate..... ma se è vero ciò che stiamo dicendo, significa che tutti (e probabilmente sono in certo numero....) quelli che godono dei denari imbertati (col sudore, sia chiaro...) dai genitori, vivono con redditi di primissimo ordine, pagano solo il 12.5% di tasse e mandano a puttane tutte le statistiche fatte a livello nazionale con le denuncie dei redditi facendo incazzare Ponchiaz.

Edited by ROOSTERS99
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Dai, a parte le stronzate..... ma se è vero ciò che stiamo dicendo, significa che tutti (e probabilmente sono in certo numero....) quelli che godono dei denari imbertati (col sudore, sia chiaro...) dai genitori, vivono con redditi di primissimo ordine, pagano solo il 12.5% di tasse e mandano a puttane tutte le statistiche fatte a livello nazionale con le denuncie dei redditi facendo incazzare Ponchiaz.

welcome to the jungle...

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Quindi stai dicendomi che se io non faccio un cazzo (tranne happy-hour o simili B) ), reddito da lavoro dipendente/autonomo, nessuno o giusto per formalità, però "incasso" le rendite finanziarie di un paio di milioncini (mal che vada, netti, una 100-150K euro) farò una dichirazione dei redditi sostanzialmente a zero, pur girando con l' X5 a benzina :doh[1]::ike: , 3 figli a carico, e villazza a Casbeno...

Sono un evasore ??

3??? :(:huh::huh:

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Pnch , tu vieni tassato secondo la normativa italiana , ammerigana o cinese ?

Oppure hai qualche accordo speciale :doh[1]: ?

Edited by Virgus
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Và che non sono io....... :doh[1]:

Allora parli di Tatanka !

Diavolo di un bisonte , oltre al reddito ha nascosto pure un figlio ...

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Pietro, se ho capito a chi ti riferisci, ti dico che nel 2005 sia lui che il padre avevano dichiarato 250.000 euro. Aspetterei a chiamarli evasori. Per Virgus, sono pagato e quindi pago le tasse solo in Italia.

Posted (edited)
Pietro, se ho capito a chi ti riferisci, ti dico che nel 2005 sia lui che il padre avevano dichiarato 250.000 euro. Aspetterei a chiamarli evasori. Per Virgus, sono pagato e quindi pago le tasse solo in Italia.

Sapevo che tu avresti capito l' allusione.....

Eccoci, dunque ....250.000 dichiarati.... quanti non presenti in dichiarazione e tassati 12.5 % ??

:doh[1]:

Edited by ROOSTERS99
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Pedemontana, la voce della protesta: "Ci hanno rotto i polmoni"

Lontano dal "chilometro zero" va in scena la contestazione: insieme destra econazionalista, Legambiente e gli espropriati di Lozza. "Mafia e 'ndrangheta li prendiamo a calci in c..." Di Simine: "I cantieri resteranno per decenni"

"For-mi-goni, ci hai rotto i polmoni". Lo slogan non è nuovo. Lo si urlava già dieci anni fa alle manifestazioni ambientaliste contro l'ampliamento di Malpensa. Troppo tardi per evitare uno scempio bipartisan allora, troppo allora per evitarne un altro oggi. Una protesta sempre numericamente limitatamente, controcorrente, contro l'ideologia unica dello sviluppo a tutti i costi, del "chi si ferma è perduto". Anche oggi, 6 febbraio 2010, mentre a un chilometro in linea d'aria le luci della ribalta si accendevano sulla prima pietra della fatidica Pedemontana, attesa da decenni, i "contrari" hanno manifestato in via per Fagnano, non lontano da MalpensaFiere. Una cinquantina di persone, ben determinate a farsi sentire nonostante la causa meritasse maggiore partecipazione (e qualche assenza andrà giustificata). Insieme uno schieramento a prima vista improbabile, ma che in realtà ha un suo perchè: dall'econazionalismo insubre al rosso-verde, dall'ecologismo con radici a destra e a quello col cuore a sinistra, da Excalibur a Legambiente, con la benedizione dell'Osvo, l'osservatorio per la salvaguardia della Valle Olona formato da un'aggregazione di gruppi locali. Ben separati, gli uni su un lato della strada gli altri dall'altro, ma solo pro forma, visto che strette di mano e pacche sulle spalle non mancavano. E convinti di tesi comuni: che la Pedemontana peggiorerà la situazione, con ulteriori attrattori di traffico, invece di migliorarla; che le merci vanno tolte dalle strade e messe su ferro (a Busto si fa e si farà, ma a beneficio esclusivamente altrui); che si deve sviluppare il trasporto pubblico; che la devastazione di un territorio fragile, sovrappopolato eppure ricco di bellezza vada fermata. Buon ultimo, che le grandi opere danno una sponda alla criminalità organizzata: «noi mafia e 'ndrangheta non le vogliamo, già dominano Milano, ma noi li prendiamo a calci nel c...»

- Gli espropriati: «indennizzi troppo bassi»

Da Lozza viene un nutrito gruppetto di persone "armate" di cartelli. Si sentono svenduti. Per fare spazio alla nuova tangenziale sud di Varese due palazzine gemelle e una villa dovranno essere abbattuti, a luglio quindici famiglie dovranno lasciare le loro case, risalenti a una generazione fa. «Gli indennizzi sono troppo bassi» fa una lozzese, «li calcolano detrendo un "coefficiente di vetustà" dal valore degli immobili e "dimenticandosi" di tenere conto delle migliorie che a spese nostre abbiamo fatto negli anni. Valutare 80 mq a 100.000 euro non ti dà le risorse per comprarti casa nel mercato d'oggi. Tra pochi mesi dovremo essere fuori, ma Pedemontana se la prende comoda: non abbiamo ancora in mano una carta che una».

- Voci dalla contestazione

Walter Girardi, della federazione dei Verdi, candidato alle ormai imminenti elezioni, commenta amaro. «L'ennesimo scempio» brontola «è il modus operandi all'italiana, si fa ciò che non serve e a costi tripli di quanto si farebbe in altri Paesi. L'autostrada non risolverà i problemi, si deve puntare sulla 'cura del ferro', guardate la ferrovia per Malpensa che a tutt'oggi funziona "a metà", offrendo solo un servizio molto limitato ai pendolari di Ferno e Lonate». E giusto per gentile concessione, con dieci anni di ritardo, dell'assessore regionale competente.

Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, guida la piccola ma vocale pattuglia del Cigno Verde, con soci e amici di Busto, di Cassano Magnago (un circolo che si è sempre distinto), di Tradate. «Il progetto della Pedemontana non è di buona qualità» denuncia. «Le centinaia di prescrizioni costringeranno a rifarlo in gran parte. Siamo alle solite, la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi, e i cantieri resteranno attivi per decenni. Ovviamente speriamo di no: e se la nostra protesta servirà a evitare questo scenario, tanto meglio». Mancano, aggiunge, piani di mobilità e di tutela del territorio per le zone aggredite dall'infrastruttura e dai suoi svincoli e bretelle. La Milano-Meda, su cui per quindici chilometri si innesterà l'autostrada, è già intasata oggi, e i soldi per il suo allargamento non ci sono ancora, aggiunge. Oltretutto per farli si andrebbe a toccare il bosco delle Querce vicino a Seveso, area delicatissima e ancora inquinata dall diossina del disastro industriale del 1976. «Chiediamo garanzie che intorno a Pedemontana non si costruiranno poli logistici e centri commerciali». Ma è come chiedere a due squadre di basket di fare 0-0. «Non deve accadere che ciò che in Svizzera va su ferro venga scaricato negli interporti lombardi per proseguire su Tir fino in Sicilia. Del resto la lobby dei trasportatori in parlamento si fa valere, e le ferrovie non consentono al trasporto merci di decollare». Vorrà dire che ci penserà Malpensa. Ovviamente servita da colonne di Tir via Pedemontana.

Checco Lattuada, consigliere comunale del PdL in odore di candidature regionali, non si tira indietro. «Magari fossimo di fronte a un'opera inutile: è dannosa!» esclama. «Non è solo questione ambientale, di rispetto a campi e boschi, ma di cultura, di identità di ogni territorio che viene meno, travolta dal magma della Città Infinita. Si disumanizza la terra». Che anche nel pensiero della destra radicale ha storicamente importanza.

Gianfredo Ruggiero, per Excalibur, denuncia in Pedemontana «l'ennesima dimostrazione che non vige una logica di utilità sociale ma solo l'interesse speculativo». Non si contesta, sostiene, l'infrastruttura in sè e per sè, ma tutto il modello di sviluppo cui sottende. «Dopo l'autostrada avremo centri comemrciali e capannoni in cui si stoccherà e venderà merce prodotta all'estero. Lavoro? Ci sarà, ma per stranieri disposti ad assoggettarsi a condizioni di sfruttamento»

6/02/2010

SdA redazione@varesenews.it

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:o:o:blink::blink:

Credo di non aver mai letto tante stupidaggini in una sola volta !!

W la Pedemontana !!!!

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Ciancimino: «Forza Italia è il frutto della trattativa tra Stato e mafia»

:P:P:lol::lol: .... ma basta, basta !!! :lol:

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G8 in Sardegna, quattro arresti

Bertolaso rimette gli incarichi

Il capo della Protezione civile è indagato per corruzione. In manette un suo collaboratore «attuatore delle opere»

MILANO - È bufera sulla Protezione civile. Guido Bertolaso, raggiunto da un avviso di garanzia nell'ambito di un'inchiesta sui lavori del G8 alla Maddalena, ha rimesso tutti gli incarichi: «Per non intralciare l'operato degli organi inquirenti, ho immediatamente messo a disposizione del presidente del Consiglio tutti i miei incarichi». «Chiederò al pubblico ministero - ha scritto Bertolaso in una nota - che si sta occupando dell'indagine di procedere al più presto al mio interrogatorio così da poter fornire tutte le informazioni in mio possesso. Abbiamo assicurato al personale della Polizia Giudiziaria pieno supporto, consegnando tutti i documenti in nostro possesso e ribadisco ancora una volta la più totale fiducia nell'operato della magistratura». Poi conclude: «Mi sono sempre definito un servitore dello Stato - conclude Bertolaso - e, come sempre, rimango a disposizione del mio paese». La nota è stata diffusa poco prima che Bertolaso incontrasse Gianni Letta a Palazzo Chigi.

LA VICENDA - Tutto ha inizio con l'arresto mercoledì mattina, da parte dei carabinieri del Ros di Roma su ordine della magistratura di Firenze, di Angelo Balducci, 62 anni, ex collaboratore di Bertolaso e della protezione Civile. Balducci era incaricato dell'attuazione delle opere per il G8 alla Maddalena. In mattinata ci sono state venti perquisizioni, una anche nella sede del dipartimento della Protezione civile in via Ulpiano a Roma. Oltre a Balducci ci sono altre tre persone finite in manette e dieci sono indagate: arrestati anche Fabio De Santis, 47 anni, ingegnere, successore di Balducci come «soggetto attuatore» delle opere per il G8, Mauro Della Giovampaola, 44 anni e Diego Anemone, 39 anni, imprenditore romano, anche lui coinvolto nella realizzazione delle opere per il G8 e per i Mondiali di Nuoto a Roma dell'anno scorso. Tra i reati contestati agli arrestati e ad alcuni indagati a piede libero vi è l'abuso d'ufficio e quello più grave di corruzione. L'inchiesta, coordinata dal procuratore Giovanni Ferrara e dal sostituto Sergio Colaiocco, vuole fare luce su rapporti d'affari e legami più o meno diretti tra Balducci, suoi familiari e le società di costruzione che avrebbero dovuto trasformare l'ex base Nato in un villaggio a cinque stelle, in occasione del vertice, prima che venisse trasferito a L'Aquila.

L'INCHIESTA - Tutto sarebbe partito da un'intercettazione telefonica disposta nell'ambito di un'altra indagine della procura del capoluogo toscano, relativa alla trasformazione urbanistica dell'area di Castello a Firenze, che ha coinvolto tra gli altri Salvatore Ligresti e due ex assessori della vecchia giunta comunale. In quell'inchiesta il costruttore di origine siciliana, presidente onorario di Fondiaria Sai, è indagato insieme con il suo braccio destro Fausto Rapisarda, con gli ex assessori comunali Graziano Cioni (sicurezza sociale) e Gianni Biagi (urbanistica), con due architetti progettisti. Per tutti l´ipotesi di reato formulata è concorso in corruzione. Ed è proprio uno dei due architetti indagati per la vicenda di Castello, il fiorentino Marco Casamonti, l'anello di congiunzione con Angelo Balducci, ex vice del capo della Protezione civile e attuale presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici. Casamonti, titolare dello studio Archea, uno dei progettisti dell'hotel a cinque stelle che alla Maddalena avrebbe dovuto ospitare i capi di stato e di governo. È intercettando lui che spunta il nome di Balducci che viene così intercettato a sua volta. Casamonti questa mattina è stato perquisito: per lui l'accusa è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

LA MADDALENA - Per ospitare nel 2009 alla Maddalena il G8 dei Grandi - poi spostato a L'Aquila a causa dell' incompatibilità tra lo sfarzo della costa Smeralda e il terremoto abruzzese - sono stati spesi in meno di un anno (dal luglio del 2008 al maggio scorso) fondi pubblici per 327 milioni di euro: la somma è stata in gran parte utilizzata per ristrutturare l'ex Arsenale militare abbandonato da decenni e ridotto a discarica di amianto e idrocarburi. Gli interventi realizzati sono stati più volte oggetto di polemiche, ma sono stati «difesi» di recente dal capo della protezione civile Guido Bertolaso. «Quei soldi non sono stati buttati - disse Bertolaso incontrando i giornalisti sull'isola - . «Le strutture nate per ospitare i Grandi saranno l'occasione per il rilancio turistico, economico e anche occupazionale - spiegò - non solo della Maddalena, ma dell'intera Gallura. Alla Maddalena è stata fatta innanzitutto a più grande bonifica di sempre, che ha permesso di trasformare un luogo che era "una fogna" in qualcosa che sarà occasione di vanto per l'isola». Dall'area dell'ex arsenale sono state raccolte 62mila tonnellate di rifiuti e il 21% di quanto è stato portato via era composto da amianto, idrocarburi e metalli. Ed è stato realizzato un porto in grado di ospitare 600 imbarcazioni.

..........

Redazione online corriere.it

10 febbraio 2010

______________________________________

:D:D

...bah !!

Edited by ROOSTERS99
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G8 in Sardegna, quattro arresti

Bertolaso rimette gli incarichi

Il capo della Protezione civile è indagato per corruzione. In manette un suo collaboratore «attuatore delle opere»

MILANO - È bufera sulla Protezione civile. Guido Bertolaso, raggiunto da un avviso di garanzia nell'ambito di un'inchiesta sui lavori del G8 alla Maddalena, ha rimesso tutti gli incarichi: «Per non intralciare l'operato degli organi inquirenti, ho immediatamente messo a disposizione del presidente del Consiglio tutti i miei incarichi». «Chiederò al pubblico ministero - ha scritto Bertolaso in una nota - che si sta occupando dell'indagine di procedere al più presto al mio interrogatorio così da poter fornire tutte le informazioni in mio possesso. Abbiamo assicurato al personale della Polizia Giudiziaria pieno supporto, consegnando tutti i documenti in nostro possesso e ribadisco ancora una volta la più totale fiducia nell'operato della magistratura». Poi conclude: «Mi sono sempre definito un servitore dello Stato - conclude Bertolaso - e, come sempre, rimango a disposizione del mio paese». La nota è stata diffusa poco prima che Bertolaso incontrasse Gianni Letta a Palazzo Chigi.

LA VICENDA - Tutto ha inizio con l'arresto mercoledì mattina, da parte dei carabinieri del Ros di Roma su ordine della magistratura di Firenze, di Angelo Balducci, 62 anni, ex collaboratore di Bertolaso e della protezione Civile. Balducci era incaricato dell'attuazione delle opere per il G8 alla Maddalena. In mattinata ci sono state venti perquisizioni, una anche nella sede del dipartimento della Protezione civile in via Ulpiano a Roma. Oltre a Balducci ci sono altre tre persone finite in manette e dieci sono indagate: arrestati anche Fabio De Santis, 47 anni, ingegnere, successore di Balducci come «soggetto attuatore» delle opere per il G8, Mauro Della Giovampaola, 44 anni e Diego Anemone, 39 anni, imprenditore romano, anche lui coinvolto nella realizzazione delle opere per il G8 e per i Mondiali di Nuoto a Roma dell'anno scorso. Tra i reati contestati agli arrestati e ad alcuni indagati a piede libero vi è l'abuso d'ufficio e quello più grave di corruzione. L'inchiesta, coordinata dal procuratore Giovanni Ferrara e dal sostituto Sergio Colaiocco, vuole fare luce su rapporti d'affari e legami più o meno diretti tra Balducci, suoi familiari e le società di costruzione che avrebbero dovuto trasformare l'ex base Nato in un villaggio a cinque stelle, in occasione del vertice, prima che venisse trasferito a L'Aquila.

L'INCHIESTA - Tutto sarebbe partito da un'intercettazione telefonica disposta nell'ambito di un'altra indagine della procura del capoluogo toscano, relativa alla trasformazione urbanistica dell'area di Castello a Firenze, che ha coinvolto tra gli altri Salvatore Ligresti e due ex assessori della vecchia giunta comunale. In quell'inchiesta il costruttore di origine siciliana, presidente onorario di Fondiaria Sai, è indagato insieme con il suo braccio destro Fausto Rapisarda, con gli ex assessori comunali Graziano Cioni (sicurezza sociale) e Gianni Biagi (urbanistica), con due architetti progettisti. Per tutti l´ipotesi di reato formulata è concorso in corruzione. Ed è proprio uno dei due architetti indagati per la vicenda di Castello, il fiorentino Marco Casamonti, l'anello di congiunzione con Angelo Balducci, ex vice del capo della Protezione civile e attuale presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici. Casamonti, titolare dello studio Archea, uno dei progettisti dell'hotel a cinque stelle che alla Maddalena avrebbe dovuto ospitare i capi di stato e di governo. È intercettando lui che spunta il nome di Balducci che viene così intercettato a sua volta. Casamonti questa mattina è stato perquisito: per lui l'accusa è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

LA MADDALENA - Per ospitare nel 2009 alla Maddalena il G8 dei Grandi - poi spostato a L'Aquila a causa dell' incompatibilità tra lo sfarzo della costa Smeralda e il terremoto abruzzese - sono stati spesi in meno di un anno (dal luglio del 2008 al maggio scorso) fondi pubblici per 327 milioni di euro: la somma è stata in gran parte utilizzata per ristrutturare l'ex Arsenale militare abbandonato da decenni e ridotto a discarica di amianto e idrocarburi. Gli interventi realizzati sono stati più volte oggetto di polemiche, ma sono stati «difesi» di recente dal capo della protezione civile Guido Bertolaso. «Quei soldi non sono stati buttati - disse Bertolaso incontrando i giornalisti sull'isola - . «Le strutture nate per ospitare i Grandi saranno l'occasione per il rilancio turistico, economico e anche occupazionale - spiegò - non solo della Maddalena, ma dell'intera Gallura. Alla Maddalena è stata fatta innanzitutto a più grande bonifica di sempre, che ha permesso di trasformare un luogo che era "una fogna" in qualcosa che sarà occasione di vanto per l'isola». Dall'area dell'ex arsenale sono state raccolte 62mila tonnellate di rifiuti e il 21% di quanto è stato portato via era composto da amianto, idrocarburi e metalli. Ed è stato realizzato un porto in grado di ospitare 600 imbarcazioni.

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Redazione online corriere.it

10 febbraio 2010

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:D:D

...bah !!

Senza entrare nella notizia, visto che non ho sufficienti elementi per essermi fatto un'idea (non dico di avere certezze, quelle le lascio agli altri), ho comunque apprezzato il fatto delle dimissioni. In Italia sono cosa rara

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