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Ponch., quando ci vedremo di persona Ti spiegherò una cosetta, che umilmente penso Ti chiarificherà x lo meno il discorso relativo ai liberi-professionisti in Lombardia.

Non parlo di ciò che non conosco, ovvero delle realtà industriali.

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Boh, a me sembarno le stesse statistiche soltanto rese più interessanti dalla esplosione di alcuni livelli di dettaglio. Il sunto rimane comunque quello: in Italia c'e' un fottio di gente che non paga tutte le tasse che dovrebbe.

Quoto , cazzo quoto !

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Non in Lombardia Ponch..... a me un reddito medio intorno ai 20-25000 pare più che verosimile, come anche che ci sia un 2-3% di ricchi, cioè di gente che dichiara oltre i 100.000 annui.

Guarda, io ho ancora salvato sul PC il file delle dichiarazioni del 2005 di Varese e francamente ho qualche dubbio a credere a tutto quello che leggo.

Come sai anche a me piace credere nella biodiversita' lombarda, ma e' necessario tenere alta la guardia perche' di miliardari che mi passavano avanti con le tasse scolastiche al Poli me ne viene in mente una gerla senza sforzo.

Posted (edited)
Guarda, io ho ancora salvato sul PC il file delle dichiarazioni del 2005 di Varese e francamente ho qualche dubbio a credere a tutto quello che leggo.

Come sai anche a me piace credere nella biodiversita' lombarda, ma e' necessario tenere alta la guardia perche' di miliardari che mi passavano avanti con le tasse scolastiche al Poli me ne viene in mente una gerla senza sforzo.

Me li ricordo bene anche io; però mi vien da dire "altri tempi"....ahimè !!

E sto' sempre parlando di Millano e Lombardia in genere, sia chiaro.

Specifico, inoltre ,che non credo affatto ad una biodiversità lombarda ma a diversi, altri fattori che fanno il risultato: su tutti direi buona qualità dei servizi, e forte azione di controllo.

Edited by ROOSTERS99
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Me li ricordo bene anche io; però mi vien da dire "altri tempi"....ahimè !!

E sto' sempre parlando di Millano e Lombardia in genere, sia chiaro.

Specifico, inoltre ,che non credo affatto ad una biodiversità lombarda ma a diversi, altri fattori che fanno il risultato: su tutti direi buona qualità dei servizi, e forte azione di controllo.

Se ci paragoniamo al sud d'Italia convengo con te, ma se il nostro target sono la Germania o la Francia qualche dubbio su quanto scrivi mi viene....

Leggevo l'altra sera un'articolo in cui si parlava della deriva morale in Italia, in cui il giornalista spiegava che anche il banale significato delle parole a volte fa tutta la differenza di questo mondo. Quando la classe politica parlando delle tasse dice "Non aumenteremo le tasse" è ben diverso dell'affermare "Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani". La seconda espressione presuppone che il pagare le tasse equivale a subire un furto.

Tra condoni, scudi e furti e elogio ai furbi bell'esempio morale ne esce.....

Posted (edited)

lunedì 22 febbraio 2010, 12:23

Scuola, ricorso contro tetto stranieri: discrimina

Depositato il ricorso di due mamme contro il ministero dell’Istruzione e la Sovrintendenza scolastica lombarda: l’imposizione del tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle scule viola il principio di parità del trattamento tra italiani e stranieri

Milano - L’imposizione del tetto del 30 per cento per gli alunni stranieri nelle scuole viola il principio di parità del trattamento tra italiani e stranieri al diritto all’istruzione e, dunque, è discriminatorio. Lo sostengono in un ricorso depositato oggi contro il ministero dell’Istruzione e la Sovrintendenza scolastica regionale per la Lombardia le mamme di due bambine di 10 anni, una rumena e l’altra egiziana, insieme all’Associazione studi giuridici sull’immigrazione e ad Avvocati per niente oggi.

La richiesta al ministero Nel documento chiedono al giudice di imporre l’accettazione delle domande di iscrizione di tutti gli alunni stranieri con le medesime condizioni previste per gli italiani nonché di dichiarare il carattere discriminatorio del comportamento tenuto dal Miur e dalla sovrintendenza scolastica regionale nell’aver adottato il primo la circolare 2.10 che fissa il tetto e la seconda la circolare 18.1.10 Iscrizioni alle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado che fornisce le direttive applicative. I ricorrenti sollecitano una rapida fissazione di udienza perché il termine delle iscrizioni è fissato per il 27 febbraio per quanto riguarda le scuole dell’infanzia e le elementari e per il 26 marzo per quanto riguarda le medie.

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Eccoci qui.... :thumbsup: ...se c' era un provvedimento buono e giusto è proprio quello contro le classi "ghetto", ma no.. non va bene.....

Edited by ROOSTERS99
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venerdì 26 febbraio 2010, 07:00

Ecco la mia verità sull’avvocato inglese

di Silvio Berlusconi

L’avvocato Mills era uno dei tantissimi avvocati di cui all’estero si era servito occasionalmente il gruppo Fininvest.

Io non ricordo di averlo mai conosciuto. A processo avviato ho appreso dagli atti processuali che Mills era l’avvocato di un armatore italiano residente in un Paese africano, del quale gestiva anche il patrimonio e seguiva gli affari. Dai conti di tale armatore oltre a trattenersi il denaro corrispondente a parcelle emesse, si era trattenuto anche 600.000 dollari quale ulteriore compenso professionale. Tale somma non fu dichiarata per evitare di pagare le imposte al fisco inglese e di dover dividere questo denaro con i colleghi del suo studio, visto che aveva condotto tutte le relative operazioni all’estero e personalmente.

Con i soci ed il fisco inglese, Mills si inventò la storia che quei 600.000 dollari non erano frutto di una attività professionale, ma di una donazione. Gli venne in mente il nome di un dirigente Fininvest con il quale aveva avuto rapporti in passato, Carlo Bernasconi. E si inventò che quei soldi erano una donazione di Bernasconi. Perché proprio di Bernasconi? Perché Bernasconi nel frattempo era morto. E perché Bernasconi gli avrebbe dato quei soldi? Per riconoscenza, perché Mills, due anni prima della pretesa donazione, sarebbe stato attento, rendendo due testimonianze in Italia, a non penalizzare il gruppo Fininvest e Silvio Berlusconi.

La tesi è risibile. Mills era un testimone dell’accusa e in quelle occasioni le difese si opposero addirittura alla sua audizione. E se fosse stato un teste “amico” ovviamente non vi sarebbe stata opposizione alcuna. Invece era certamente un teste ostile tanto che le sue dichiarazioni furono utilizzate quale punto principale per motivare, in primo grado, una sentenza di condanna. Non solo. Era anche in corso fra la Fininvest e Mills un aspro contenzioso poiché questi si era trattenuto una ingente somma pari a ben 10 miliardi di lire di allora, che non voleva restituire e che poi effettivamente non restituì trattenendosela.

È evidente quindi che mai si sarebbe potuto riconoscere alcunché a chi con la sua testimonianza era stato causa di una sentenza di condanna e si era trattenuto una somma così elevata ed oggetto di richiesta di restituzione. L’avvocato Mills, avendo in corso una verifica fiscale e non volendo né pagare le tasse né dividere quei 600.000 dollari con i soci del suo studio, come aveva dovuto fare con i 10 miliardi che aveva ritenuto quale compenso professionale, tentò tramite il suo commercialista di costruire una storia verosimile per il fisco inglese. Ma gli andò male perché il fisco scoprì il trucco.

I pubblici ministeri italiani, avvertiti, gli piombarono addosso e in un drammatico interrogatorio durato dieci ore a Milano, Mills, ormai sfinito e temendo di venire arrestato, come ebbe a spiegare egli stesso, diede una versione di comodo per poter ritornare immediatamente in Inghilterra. Subito dopo si rese conto di essersi comportato in modo del tutto incongruo e che la sua tesi era insostenibile e decise finalmente di dire la verità.

Questo tuttavia non impedì alla procura milanese di utilizzare le sue prime dichiarazioni per montare con grande gaudio e grande risonanza mediatica un processo a mio carico. Ma né le mie società, né tanto meno io, avevamo ragioni per fare quel versamento a Mills che proprio con le sue dichiarazioni era stato il principale responsabile di una sentenza di condanna. Davvero una assoluta assurdità!

Nel 2006 promossi addirittura una conferenza stampa a Palazzo Chigi perché i nostri avvocati erano riusciti a reperire la documentazione che provava in modo indiscutibile il passaggio dei 600.000 dollari dall’armatore a Mills. Sono stati ricostruiti fino all’ultimo centesimo tutti i movimenti contabili dei conti correnti di Mills e del suo cliente documentando per tabulas provenienza e destinazione del denaro.

Ma c’è dell’altro. A questo punto il processo, da cui avrei dovuto essere già ampiamente assolto, sarebbe già caduto in prescrizione se nel febbraio 2008 la Procura di Milano non avesse sostenuto la stupefacente tesi che la presunta corruzione di Mills non si sarebbe verificata nel momento in cui avrebbe ricevuto i soldi, ma nel momento in cui cominciò a spenderli! Cioè due anni dopo, proprio in tempo per far scattare in avanti i termini della prescrizione.

Per finire l’ultimo paradosso: il fisco inglese, dopo indagini approfondite, ha deliberato di far pagare a Mills le imposte, ed anche delle forti penalità, su quei 600.000 dollari, proprio perché ha accertato che si trattava di un corrispettivo dovuto per una prestazione professionale e non di una donazione da parte di terzi che, come donazione, sarebbe stata esente da tassazione.

A questo punto e di fronte a questi argomenti inoppugnabili qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe chiuso il processo. Non così la dottoressa Gandus, presidente del collegio.

Uno: negò alla difesa tutti i testimoni a discarico ammettendo invece tutti quelli del pm.

Due: accelerò i tempi del processo (si era in piena campagna elettorale).

Tre: accettò inopinatamente i nuovi improponibili termini di prescrizione. Tutto ciò fece insospettire i nostri avvocati che alla fine vennero a sapere che la Gandus era ed è un’attivissima militante della sinistra estrema e che come tale ebbe a partecipare a tutte le manifestazioni di contrasto nei confronti del mio governo.

È curioso sostenere - come ha fatto la Corte d’Appello - che la Gandus, pur essendo un mio dichiarato e palese nemico politico, nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d’imparzialità impostole dalla Costituzione. Ma un giudice non deve essere soltanto imparziale. Deve anche apparire tale.

E questo è soltanto l’ultimo dei processi che mi sono stati cuciti addosso. In totale più di cento procedimenti, più di novecento magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2560 udienze in quattordici anni, più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti.

Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare.

___________________

Ma se solo la metà di ciò che dice è vero......... :o^_^;)

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ELEZIONI REGIONALi NEL LAZIO

Respinto il ricorso del Pdl

sulla presentazione delle liste

L'esclusione dovuta al ritardo nella presentazione della lista del Pdl. Polverini: ci appelliamo a Napolitano

ROMA - È stata respinta dal Tribunale di Roma l'istanza presentata dal Pdl per l'accoglimento della lista provinciale di Roma dei candidati alle elezioni regionali. Sarebbe stato il ritardo nella consegna della documentazione necessaria a causare, secondo quanto si apprende, la mancata ammissione del logo e l'esclusione della lista elettorale del Pdl. Il Pdl aveva quindi presentato ricorso all'ufficio centrale circoscrizionale del Tribunale di Roma che ha respinto stamane l'istanza. Al momento perciò sono escluse le liste elettorali provinciali del Pdl nel Lazio. Il Pdl presenterà ora ricorso d’appello all’Ufficio centrale regionale del Lazio per ottenere la riammissione.

Renata Polverini (Omniroma)

APPELLO A NAPOLITANO - «Chiamo il Capo dello Stato con un appello a garantire» che gli elettori possano trovare la lista del Pdl sulle schede elettorali per le regionali nella Provincia di Roma ha detto la candidata del Pdl Renata Polverini in conferenza stampa. «Abbiamo sentito il presidente Berlusconi, è sconcertato per quanto accaduto», ha continuato la Polverini che ha aggiunto, «sono convinta che si tratti solo di un fatto burocratico. Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l'accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia. Il Pdl sta seguendo tutte le vie legali per garantire questo diritto di voto. Non parliamo di una lista respinta ma dell'impossibilità di presentarla. Restituiamo ai cittadini - conclude Polverini - i loro diritti».

NUOVO RICORSO - Luca Malcotti, vice coordinatore vicario del Pdl di Roma e Lazio aveva già comunicato che in caso di esclusione il Pdl avrebbe presentato un ulteriore ricorso in Corte d'Appello entro 48 ore , e infine rivolgersi al Tar. «Saranno i legali del Pdl a decidere se ricorrere ancora in Corte d'Appello o se rivolgersi direttamente al Tar». Il Pdl laziale parla di incidente. «Non è che noi non abbiamo presentato la lista ma c'è stato un piccolo incidente. Ieri non ero presente, ma nel 2008 ho presentato le liste del Pdl per il Comune e i municipi di Roma, e in quel caso ho visto, pur nel rispetto totale delle regole, una certa flessibilità, essendo la procedura molto complicata. In questo caso mi pare che ci si sia attaccati a un meccanismo di dettaglio».

ROTONDI ATTACCA- Ma la vicenda rischia di aprire uno scontro interno . La scoccata arriva dal ministro per l`Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi che denuncia la "incapacità" organizzativa del Pdl, alla luce del ritardo nella presentazione della lista nel Lazio . «L'onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana. I maestri del Pdl - attacca il ministro- hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia». A Rotondi replica Piso («Non è degno del suo ruolo») in conferenza stampa guadagnadosi una controreplica: « «Tal signor Piso, che doveva presentare la lista del PdL, si appella a Napolitano invece di spiegare perchè non l'ha presentata in orario. Mi dispiace di averlo offeso e di essere indegno di fare il ministro, ma siccome so presentare una lista, vorrà dire che al prossimo giro lui fa il ministro e io presento le liste». ma il centrodestra è compatto nel chiedere al Capo dello Stato di individuare «un percorso per garantire un voto vero nel Lazio».

Emma Bonino

BONINO - «Diciamoci le cose come stanno: questa lista non c'è, non c'è verbale», era stato in mattinata il commento della candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino riferendosi alla vicenda. «Dopo le leggi ad personam - ha proseguito - non vorrei che si arrivasse a un provvedimento ad listam, sarebbe un' innovazione degna di qualche altro regime. Forse anche Alemanno dovrebbe pentirsi della sua arroganza: davanti alle nostre richieste di legalità aveva detto che avevamo problemi di visibilità. Poi era intervenuto il ministro Maroni, dicendo che a 30 giorni dalle elezioni non si poteva cambiare niente e non dovevamo lamentarci. Non vorrei che avessero una memoria troppo corta». E il presidente della Provincia Zingaretti aggiunge: «Renata Polverini è candidata e con molte liste a suo sostegno. Quindi il confronto democratico è pienamente libero e rispettato.Trovo, invece, stupefacente che ci si appelli al presidente della Repubblica e ai magistrati non per difendere un diritto, ma per cercare di coprire un abusoi. Se un povero cristo compie degli atti in ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge ne paga tutte le conseguenze. Non si capisce perchè lo stesso non debba valere per chi, colpevolmente, presenta in ritardo una lista elettorale. Le regole devono valere per tutti: sia per il povero cristo che per il potente politico».

Redazione online www.corriere.it

28 febbraio 2010

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Ma caz....

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Se il PDL non fosse il maggior partito italiano ci sarebbe da ridere per un anno...

Così, leggendo anche le dichiarazioni del ministro Rotondi, non ci resta che piangere cit.

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...

Ma caz....

Leggendo i particolari se ne scoprono di ogni:

- La documentazione doveva essere portata da 2 tizi (uno di AN e uno di FI naturalmente) che dovevano portatre la documentazione necessaria.

- Il tizio che alla fine doveva presentare il tutto (quello per intenderci che era dentro con mezza documentazione, poi è uscito per prendere un panino lasciando la mezza documentazione dentro, poi è tornato con l'altra mezza ma a portone già chiuso) qualche anno fa si era barricato in casa con tutte le firme per la presentazione di una lista perchè, all'ultimo momento, non l'avevano messo nella lista stessa.

L'unico dato certo è che alla data e ora della scadenza la documentazione necessaria non c'era.

Ora possiamo dire ogni cosa su burocrazia e democrazia, però qui stiamo parlando di quello che dovrebbe essere il maggior partito del Lazio che non è in grado di compilare la lista dei candidati in tempo.

Non so se perchè avevano un virus ne PC con installato il software Cencelli per la compilazione della lista.

Non so se perchè avevano finito le gomme necessarie per cancellare tutti i candidati non più candidabili per questioni di processi in corso, finiti o di inizio certo.

Mi fa ridere appellarsi al Presidente della Repubblica (che non c'entra una fava) per difendere la possibilità di scelta dei cittadini.

Possibilità di scegliere gente che non si è candidata?

La verità è che questi governeranno il Lazio come presentano le liste. Rimandando ogni decisione fino all'ultimo, in attesa che qualcuno da sopra ponga fine alle liti interne dicendo: "si fa così" e correndo alla fine a cercare di chiudere la cosa in poco tempo e raffazzonandosi.

Aspetto solo (ma forse è già arrivata), la dichiarazione del B. che dica che è un complotto dei magistrati e dei cancellieri.

A cui il popolo della libertà (vigilata) crederà ciecamente.

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Aspetto solo (ma forse è già arrivata), la dichiarazione del B. che dica che è un complotto dei magistrati e dei cancellieri.

A cui il popolo della libertà (vigilata) crederà ciecamente.

Cancellieri talebani .....

Attendo anche una legge ad-partitum per riammettere la lista PDL giunta fuori tempo massimo.....

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Chi mette un povero mentecatto a svolgere un compito cosi delicato si merita questo come esito.

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Mamma quanti calci in culo........ :g[1]:
Chi mette un povero mentecatto a svolgere un compito cosi delicato si merita questo come esito.

Mah.

A me la storia del povero mentecatto non pare neanche tanto plausibile.

Questo alle 11.30 (scadenza 12.00) la documentazione completa ancora non l'aveva. Che ne abbia lasciata metà a casa non è stato detto da nessuno.

Secondo me hanno fatto e disfatto la lista fino a qualche minuto prima, probabilmente non avevano neanche i documenti e le firme di quelli infilati in lista all'ultimo istante.

Fare puttanate in questi contesti poi è abbastanza facile, dare tutta la olpa a lui è ipocrisia allo stato puro.

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Ovvio che dicevo...se con tutti i casini che stai combinando...metti un mentecatto alla gestione sei solo un cretino.

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Regionali/ Bagarre in Lombardia. Formigoni escluso dalle elezioni

Lunedí 01.03.2010 15:00

La lista 'Per la Lombardia' di Roberto Formigoni non e' stata ammessa alle elezioni regionali per invalidita' di 514 firme. Lo ha deciso la Corte di Appello di Milano, accogliendo il ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella. Oggi alle ore 15.45 all'ingresso del Tribunale di Milano Marco Cappato e Lorenzo Lipparini terranno una conferenza stampa sull?accoglimento da parte dell?Ufficio centrale Regionale presso la Corte d'Appello di Milano del ricorso della Lista Bonino-Pannella in Lombardia per l'esclusione della lista di Roberto Formigoni dalla elezioni regionali.

Tra le firme della Lista Formigoni mancano timbri, luogi degli autenticatori, date, requisiti sostanziali senza i quali quelle firme non sono valide". Lo spiega Marco Cappato della lista Bonino-Pannella ai microfoni di CNRmedia. "La corte d'appello - continua Cappato - ha riconosciuto i nostri rilievi e, evidentemente, le firme irregolari sono cosi' tante da non rendere ammissibile la lista, ovvero le firme valide sono meno di 3.500. Ora faranno ricorso, hanno 24ore di tempo per farlo, ma ci sono altre irregolarita' che io credo metteranno fuori dalla competizione la lista di Formigoni e tutte quelle ad esso collegate" ha concluso Cappato.

LE IRREGOLARITA' - "Mancanza del timbro tondo sui moduli" per 136 firme, "mancanza data dell'autentica" per 121, "mancanza luogo dell'autentica" per 229, e "mancanza qualifica autenticante" per altre 28. Queste le anomalie riscontrate dalla Corte d'appello in 514 delle 3.935 firme presentate per la lista "Per la Lombardia" di Roberto Formigoni. È quanto si legge nel provvedimento con cui la lista è stata dichiarata non ammissibile dall'Ufficio centrale regionale.

I rappresentanti della lista "Per la Lombardia" di Roberto Formigoni dichiarata non ammissibile dall'Ufficio elettorale regionale si sono presentati in Tribunale per verificare le contestazioni che sono state mosse in merito alla presunta irregolarità di 514 firme. "Abbiamo verificato quali sono le irregolarità per capire come impostare il ricorso", ha spiegato il capogruppo del Pdl in regione e candidato nel listino, Paolo Valentini, che pochi minuti fa ha lasciato il Palazzo di giustizia. I rappresentanti della lista hanno 24 ore di tempo per presentare ricorso in

opposizione alla delibera presso lo stesso ufficio che l'ha emessa

"Io auspico di poter fare una battaglia voto per voto, non e' che mi rallegri se qualche competitore scompare per un fatto burocratico. Ma noi diciamo anche che la legge va rispettata. Se il Pdl vuol fare ricorso, lo faccia, ma il rispetto delle regole vale per tutti. E' valso per noi, perché non dovrebbe valere per Formigoni?". Così il candidato alla presidenza della Regione dell'Udc, Savino Pezzotta, ha commentato la notizia dell'accoglimento dell'istanza di non ammissione del listino di Formigoni. "Noi le firme le abbiamo presentate in modo corretto venerdì mattina, siamo stati tra i primi perché sappiamo quali sono gli adempimenti burocratici pesanti. Troppo comodo chiedere interventi per sanare dopo la situazione. Noi abbiamo rispettato la legge e tutti la devono rispettare. Il ministro Brunetta - ha aggiunto Pezzotta - che continua a parlare di semplificazione della burocrazia, dovrebbe riflettere su quanto e' successo in Lombardia e nel Lazio. La semplificazione, forse, bisognava farla prima, adesso pero' la legge va rispettata. E' chiaro-ha concluso il candidato Udc- che non ci puo' essere una soluzione politica, la soluzione deve essere legislativa e normativa".

"Aspettiamo di avere più notizie. Penso che si farà ricorso: per il momento si parla di anomalie sui timbri, credo si possa risalire alla questione". E' il primo commento del capodelegazione della Lega in giunta regionale, Davide Boni, all'accoglimento dell'istanza di non ammissione del listino di Roberto Formigoni alle regionali.

"Abbiamo visto i moduli e abbiamo contato 900 firme da invalidare, Formigoni aveva un margine di 150 firme circa. Il tribunale ce ne ha riconosciute una parte, ma sufficiente a portare al di sotto della soglia minima prevista dalla legge il listino di Formigoni ": e' quanto ha dichiaratoMarco Cappato, esponente dei radicali. "Allo stato attuale - ha aggiunto Cappato - il listino deve cadere e devono cadere tutte le liste di coalizione perche' a quel punto non hanno piu' il candidato presidente e il listino a cui essere collegati. Abbiamo presentato il ricorso stamattina alle otto con anche la richiesta del sequestro dei moduli alla procura di Milano sulla base di un accertamento minuzioso che abbiamo fatto modulo per modulo. Un complotto? Forse - ragiona Cappato - qualcuno avrebbe dovuto riflettere prima quando noi con la non violenza abbiamo cercato di spiegare le condizioni di assoluta illegalita' e antidemocraticita' con cui il paese era chiamato alla truffa delle regionali, beh, io sono convinto che se le verifiche che abbiamo fatto in due militanti in due ore fossero state fatte in modo sistematico a livello nazionale, la lista Bonino-Pannella non sarebbe stata l'unica lista a non potersi presentare alle elezioni e la situazione sarebbe ovviamente diversa"

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Giancarlo Giorgetti (Lega) Affaritaliani.it: “Una sentenza del Consiglio di Stato farà ammettere Formigoni”

Lunedí 01.03.2010 16:04

Ore 15 e 34: al quotidiano online Affaritaliani.it arriva un sms di Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda: "Tranquilli la Lega ha trovato un pertugio!". Il tema è quello della clamorosa esclusione della lista Formigoni alle Regionali in Lombardia.

Passano pochi minuti e, da Berna, lo stesso Giorgetti annuncia ad Affaritaliani.it: "Il potentissimo ufficio elettorale della Lega Lombarda ha trovato una sentenza del Consiglio di Stato che dovrebbe rimediare in modo sufficiente e definitivo alle censure della Corte d'Appello. In Via Bellerio sono tutti fiduciosi e assolutamente tranquilli. Gli uomini di Formigoni faranno ricorso domani, ma avendo trovato questa sentenza noi siamo del tutto fiduciosi. Come sempre la potentissima e piccola Lega risolve i problemi". Il segretario della Lega Lombarda e uomo fedelissimo di Umberto Bossi annuncia quindi al quotidiano online Affaritaliani.it che il Carroccio ha trovato la soluzione per evitare l'esclusione della lista Formigoni dalle Regionali del 28-29 marzo in Lombardia.

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spero giorgetti abbia ragione: tenere formigoni per le palle per cinque anni potrebbe essere divertente... :o

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Sono una congrega di coglioni .

A questo giro han perso un voto .

Due (ma la mia era una scelta maturata ai tempi del processo breve).

E poi, quando mi ricapita più di potermi votare come Presidente della Regione Lombardia?

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Due (ma la mia era una scelta maturata ai tempi del processo breve).

E poi, quando mi ricapita più di potermi votare come Presidente della Regione Lombardia?

Avevo pensato anche io di votarti...... :o
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Avevo pensato anche io di votarti......

:lol::lol::lol:

Non ci sono più i Berlusconiani di una volta :o:huh::lol:

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Se fate così mi commuovete...

Mi tocca votare Formigoni per equilibrare le cose e non dare troppo potere al mio ex sindaco? (Penati primo cittadino della mia (ex) città Sesto San Giovanni per 10 anni...)

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Se fate così mi commuovete...

Mi tocca votare Formigoni per equilibrare le cose e non dare troppo potere al mio ex sindaco? (Penati primo cittadino della mia (ex) città Sesto San Giovanni per 10 anni...)

Solo per questo meriterebbe la galera , altro che la presidenza della regione !

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Se fate così mi commuovete...

Mi tocca votare Formigoni per equilibrare le cose e non dare troppo potere al mio ex sindaco? (Penati primo cittadino della mia (ex) città Sesto San Giovanni per 10 anni...)

Va che io non faccio mica Penati, di cognome... :D

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spero giorgetti abbia ragione: tenere formigoni per le palle per cinque anni potrebbe essere divertente... :D

Non l'ho capita.

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