Jump to content

Recommended Posts

  • Replies 9.4k
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

  • ROOSTERS99

    1909

  • Ponchiaz

    1042

  • Virgus

    1022

  • tatanka

    870

Top Posters In This Topic

Posted

Ma non so quanto poi sia la protezione civile ad essere elogiata e non il solo Bertolaso. Poi bisogna dire che la PC si basa anche su un certo numero di volontari della domenica. Non e' che si possa pretendere più di tanto.

Posted

Vi riporto una interessante lettera proveniente da VareseNews:

Varese

Quanto ha pagato Ligresti per gli oneri di urbanizzazione?

Gli alberghi dei mondiali e il dibattito sul post-Bertolaso

Egregio Direttore,

leggendo stamane il Corriere della Sera ed il fondo di Gian Antonio Stella sul Risorgimento, trovo

allarmante tanta mancanza di memoria anche per fatti ed eventi importanti della nostra Storia patria.

Tuttavia non mi son stupito piu’ di tanto. A Varese accade ancor oggi di non avere memoria per cio’ che è accaduto ieri.

Ho aspettato di leggere , tra le lettere, qualche riferimento a Bertolaso per i suoi puntuali interventi, soprattutto a Varese, per i Grandi Eventi, vedi tre giorni di Mondiali di Ciclismo a Varese, nel 2008.

Nulla.

Allora ricordiamo che Bertolaso, coi pieni poteri da Re Sole, è arrivato qui e ha dato Nulla Osta a Ligresti, noto costruttore edile milanese, per un Albergo di 170 stanze davanti all’Ippodromo di Varese. Si dice che metà sia ancora vuoto e non arredato.

La gente dice tante altre cose. A me piacerebbe sapere quanto ha pagato Ligresti per oneri di urbanizzazione, al Comune di Varese, e quanto deve ancora pagare.

A me e piacerebbe sapere perché metà albergo era ancora vuoto nel settembre 2008 se 170 stanze era urgentissimo averle per le orde di persone che avrebbero assistito ai campionati del Mondo.

A me piacerebbe sapere chi chiude il buco di circa 800.000 euro rimasto in capo dopo i Mondiali di Ciclismo all’ Organizzazione degli stessi.

A me piacerebbe sapere perché Bertolaso ha concesso, coi suoi pieni poteri non per la Protezione Civile, ma per i cosiddetti Grandi Eventi, la costruzione di un altro albergo in riva al lago, presso la Rotonda di Buguggiate.

A me piacerebbe sapere quanto il Comune di Varese ha incassato per oneri di Urbanizzazione per detto albergo al Lago, e quanti ne deve ancora incassare. Io non lo so, troppi non lo sanno. Ma viviamo lo stesso, non è vero?

E come cantava Jannacci “ … e sempre allegri dobbiamo stare perché il nostro piangere fa male al Re, fa male al ricco e al Cardinale…”

Su fieu, sti alegher! Se no me toca ciapa’ in man i ciapp e piang.

Saluti

---------

Caro Gervasini,

Giriamo la sua domanda sul costo degli oneri di urbanizzazione all'amministrazione comunale, ricordiamo solo che a suo tempo l'amministrazione li giudicò congrui. Se servissero o meno, quei due alberghi, si è già detto molto e una parte della città sosteneva che non erano utili ma l'amministrazione ha scelto diversamente, o meglio ha lasciato scegliere Bertolaso. Se vi sia un debito ancora da colmare, ce lo potrà dire l'ufficio competente. Quando al debito dei mondiali, grava nel bilancio di Varese 2008, società privata, estinta con la chiusura dell'ultimo esercizio, e ai soci toccherà pagare quel debito.

R.R.

Posted
Ma non so quanto poi sia la protezione civile ad essere elogiata e non il solo Bertolaso. Poi bisogna dire che la PC si basa anche su un certo numero di volontari della domenica. Non e' che si possa pretendere più di tanto.

Beh tra i volontari della domenica ci sono anche i VdF a dire il vero. Ma comunque non era agli uomini a terra che rivolgevo le mie critiche, quanto alla cosiddetta "efficientissima" organizzazione che sarebbe la protezione civile.

Posted

Fisco: il 27% dei contribuenti dichiara imposta netta uguale a zero

Sia per effetto del basso reddito che per le deduzioni e detrazioni fiscali. Il 47,4% delle società è in perdita

Fisco, i dati del 2009. «Non dichiarati 30 miliardi» (18 dicembre 2009) La metà dei contribuenti non supera i 15 mila euro

Fisco: il 27% dei contribuenti dichiara imposta netta uguale a zero

Sia per effetto del basso reddito che per le deduzioni e detrazioni fiscali. Il 47,4% delle società è in perdita

(Ansa)

ROMA - Il 27% dei contribuenti italiani ha denunciato nella dichiarazione dei redditi 2008 un'imposta netta pari a zero. Lo rileva il dipartimento delle finanze del ministero dell'Economia. L'imposta netta risulta pari a zero sia per effetto del basso reddito del dichiarante che per le deduzioni e detrazioni fiscali. A queste cifre andrebbero aggiunti i 30 miliardi di euro di redditi non dichiarati nel 2009, secondo i dati forniti dalla Guardia di Finanza lo scorso 18 dicembre.

CONTRIBUENTI - Nel 2008 c'è stato un aumento del 2,2% delle persone fisiche che hanno effettuato la dichiarazione, arrivando al numero di 41.663.000. L'aumento del reddito complessivo del 2007 (anno fiscale al quale si riferiscono le dichiarazioni del 2008) è stato del 4,2%, pari a 772 miliardi di euro. L'imposta netta dichiarata è ammontata a 142,4 miliardi di euro. Quindi l'evasione (nel 2009) ammonterebbe a circa il 21%. Ma degli oltre 41 milioni di contribuenti, a pagare materialmente le tasse al fisco sono risultati solo circa 30,5 milioni di contribuenti, poiché il 27%, come si è detto, ha dichiarato imposta netta zero. L'incidenza media dell'imposta netta sul reddito complessivo resta invariata nel periodo d'imposta 2007 al 18,4%. L'importo medio pro capite è pari a 4.670 euro. Rispetto al 2006 il reddito complessivo medio (pari a 18.661 euro) è aumentato su base nazionale dell'1,9%, con un incremento minimo nelle isole e massimo nelle regioni del nord-est.

DISTRIBUZIONE - In relazione alla distribuzione del reddito dichiarato, la metà dei contribuenti non supera i 15 mila euro; più in generale, il 91% dei contribuenti dichiara redditi non superiori a 35 mila euro e poco meno dell'1% dei contribuenti dichiara redditi superiori a 100 mila euro annui. Il 52% dell'imposta è pagata dal 12% dei contribuenti con redditi oltre i 35 mila euro. L'analisi degli indici della progressività dell'imposta mostra un lieve aumento dell'effetto redistributivo dell'Irpef tra l'anno d'imposta 2006 e il 2007.

SOCIETÀ - Le società con imposta netta positiva ha raggiunto il 52,6% del totale (circa 526 mila), prosegue il dipartimento delle finanze del ministero dell'Economia. Il che significa che quasi una società su due risulta in perdita. Nel 2007 le dichiarazioni delle società di capitali hanno raggiunto il milione di unità, con un aumento di circa il 4,1% sul 2006. L'85% sono srl e due terzi di esse hanno una dimensione limitata, con componenti positivi Irap minori di 500 mila euro. Le società con reddito positivo sono localizzate soprattutto nel Nord. Lo 0,8% delle società dichiara il 58% dell'imposta e il 53% delle società minori (fino a 500 mila euro di componenti positivi Irap) dichiara solo il 5,3% dell'imposta.

IVA - I contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per il periodo d'imposta 2007 sono 5.700.033 con un decremento dell'1% rispetto al periodo d'imposta precedente. Il calo è principalmente dovuto alla mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti aderenti al nuovo «regime di franchigia» e della maggiore utilizzazione del «regime di esonero per agricoltori», per effetto di una attenuazione dei limiti di accesso. L'81% dei contribuenti Iva ha un volume d'affari fino a 185.920 euro, ma paga solo il 9% dell'Iva incassata dallo Stato.

Redazione online

16 febbraio 2010

----------------------------------------------

www.corriere.it

Altre statistiche dal valore assolutamente nullo, direi anticipando il commento di Virgus.

Comunque, fa piacere sapere di essere uno dei sostenitori delle aziende senza profitto e dei disadattati senza imponibile.

Posted

Parlavo domenica scorsa con un alto dirigente di una importante banca italiana ( una di quella che stavano per saltare lo scorso anno ... ) , secondo lui a maggio l'Italia sarà a rischio default perchè secondo i suoi dati le aziende italiane che hanno chiuso il 2009 in perdita sono ben più del 50 % e questo andrà ad incidere in modo drammatico sul gettito fiscale impedendo , di fatto , la quadratura dei conti .

Posted
Fisco: il 27% dei contribuenti dichiara imposta netta uguale a zero

Sia per effetto del basso reddito che per le deduzioni e detrazioni fiscali. Il 47,4% delle società è in perdita

Fisco, i dati del 2009. «Non dichiarati 30 miliardi» (18 dicembre 2009) La metà dei contribuenti non supera i 15 mila euro

Fisco: il 27% dei contribuenti dichiara imposta netta uguale a zero

Sia per effetto del basso reddito che per le deduzioni e detrazioni fiscali. Il 47,4% delle società è in perdita

(Ansa)

ROMA - Il 27% dei contribuenti italiani ha denunciato nella dichiarazione dei redditi 2008 un'imposta netta pari a zero. Lo rileva il dipartimento delle finanze del ministero dell'Economia. L'imposta netta risulta pari a zero sia per effetto del basso reddito del dichiarante che per le deduzioni e detrazioni fiscali. A queste cifre andrebbero aggiunti i 30 miliardi di euro di redditi non dichiarati nel 2009, secondo i dati forniti dalla Guardia di Finanza lo scorso 18 dicembre.

CONTRIBUENTI - Nel 2008 c'è stato un aumento del 2,2% delle persone fisiche che hanno effettuato la dichiarazione, arrivando al numero di 41.663.000. L'aumento del reddito complessivo del 2007 (anno fiscale al quale si riferiscono le dichiarazioni del 2008) è stato del 4,2%, pari a 772 miliardi di euro. L'imposta netta dichiarata è ammontata a 142,4 miliardi di euro. Quindi l'evasione (nel 2009) ammonterebbe a circa il 21%. Ma degli oltre 41 milioni di contribuenti, a pagare materialmente le tasse al fisco sono risultati solo circa 30,5 milioni di contribuenti, poiché il 27%, come si è detto, ha dichiarato imposta netta zero. L'incidenza media dell'imposta netta sul reddito complessivo resta invariata nel periodo d'imposta 2007 al 18,4%. L'importo medio pro capite è pari a 4.670 euro. Rispetto al 2006 il reddito complessivo medio (pari a 18.661 euro) è aumentato su base nazionale dell'1,9%, con un incremento minimo nelle isole e massimo nelle regioni del nord-est.

DISTRIBUZIONE - In relazione alla distribuzione del reddito dichiarato, la metà dei contribuenti non supera i 15 mila euro; più in generale, il 91% dei contribuenti dichiara redditi non superiori a 35 mila euro e poco meno dell'1% dei contribuenti dichiara redditi superiori a 100 mila euro annui. Il 52% dell'imposta è pagata dal 12% dei contribuenti con redditi oltre i 35 mila euro. L'analisi degli indici della progressività dell'imposta mostra un lieve aumento dell'effetto redistributivo dell'Irpef tra l'anno d'imposta 2006 e il 2007.

SOCIETÀ - Le società con imposta netta positiva ha raggiunto il 52,6% del totale (circa 526 mila), prosegue il dipartimento delle finanze del ministero dell'Economia. Il che significa che quasi una società su due risulta in perdita. Nel 2007 le dichiarazioni delle società di capitali hanno raggiunto il milione di unità, con un aumento di circa il 4,1% sul 2006. L'85% sono srl e due terzi di esse hanno una dimensione limitata, con componenti positivi Irap minori di 500 mila euro. Le società con reddito positivo sono localizzate soprattutto nel Nord. Lo 0,8% delle società dichiara il 58% dell'imposta e il 53% delle società minori (fino a 500 mila euro di componenti positivi Irap) dichiara solo il 5,3% dell'imposta.

IVA - I contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per il periodo d'imposta 2007 sono 5.700.033 con un decremento dell'1% rispetto al periodo d'imposta precedente. Il calo è principalmente dovuto alla mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti aderenti al nuovo «regime di franchigia» e della maggiore utilizzazione del «regime di esonero per agricoltori», per effetto di una attenuazione dei limiti di accesso. L'81% dei contribuenti Iva ha un volume d'affari fino a 185.920 euro, ma paga solo il 9% dell'Iva incassata dallo Stato.

Redazione online

16 febbraio 2010

----------------------------------------------

www.corriere.it

Altre statistiche dal valore assolutamente nullo, direi anticipando il commento di Virgus.

Comunque, fa piacere sapere di essere uno dei sostenitori delle aziende senza profitto e dei disadattati senza imponibile.

Ti stupirai ma su queste statistiche non ho nulla da dire , anzi.

A parte il paragrafo - SOCIETà - che non ho assolutamente capito . Mi spieghi cosa significa ?

Posted

Allora, secondo me significa che da anni una parte quasi maggioritaria e' ufficialmente in perdita. Come questo sia strutturalmente possibile non si sa, ma viene da pensare a detrazioni da record o a fondi neri o a entrambe le cose.

L'ultimo paragrafino dice in sostanza che una micro minoranza delle societa' italiane (localizzate perlopiu' nel nord) fornisce piu' della meta' del gettito di tutte le aziende italiane.

Chiamiamo(ci)li, i solito coglioni.

Posted
Chiamiamo(ci)li, i solito coglioni.

Grazie del complimento .

In questo periodo mi sento molto peggio di un coglione .

Posted
Parlavo domenica scorsa con un alto dirigente di una importante banca italiana ( una di quella che stavano per saltare lo scorso anno ... ) , secondo lui a maggio l'Italia sarà a rischio default perchè secondo i suoi dati le aziende italiane che hanno chiuso il 2009 in perdita sono ben più del 50 % e questo andrà ad incidere in modo drammatico sul gettito fiscale impedendo , di fatto , la quadratura dei conti .

Secondo 3monti tutto sotto controllo..... anzi .....

E infatti «all'appello» mancano in particolare circa 14 miliardi di tasse (Ires e Irap) provenienti dalle imprese. Un andamento confermato dai dati di Bankitalia. In ogni caso, assicura il ministro Giulio Tremonti, «le entrate tengono». Da Palazzo Koch arriva, intanto, un primo segnale positivo sul fronte del debito pubblico, che a novembre è diminuito lievemente, a quota 1.783,8 miliardi, dopo il record di 1.801,6 miliardi di ottobre. Un dato positivo, che però non deve far dimenticare che, rispetto a dicembre 2008, il debito pubblico italiano è aumentato di circa il 7,2%. Complessivamente, secondo il bollettino mensile del ministero, le entrate tributarie sono calate del 3,9%. «L'effetto del calo - spiegano i tecnici - è sostanzialmente imputabile all'andamento delle imposte dirette, Ires e Ire, ed è giustificato sia dalla rateizzazione delle imposte versate in autoliquidazione, sia dal deterioramento del ciclo economico e dalla conseguente riduzione della base imponibile e, quindi, del gettito». In una parola, alla crisi economica. In ogni caso, le imposte indirette presentano un leggero miglioramento rispetto al periodo gennaio-ottobre (-4,8%): la tenuta è determinata dal risultato positivo dell'Iva che, per il quinto mese consecutivo, registra un tasso di variazione cumulato in miglioramento rispetto al periodo precedente. «Ciò sembra indicare - si legge nel bollettino - che il picco della recessione economica è alle spalle e si avvertono segni della ripresa». Si conferma inoltre il buon andamento degli incassi relativi ad attività antievasione, che continuano a sostenere le entrate tributarie; nel periodo gennaio-novembre 2009 il gettito è cresciuto del 20,0% rispetto allo stesso periodo del 2008 . Per il ministro Tremonti dunque «le entrate tengono e nel 2008 sono un pò cresciute». Per quanto riguarda la lotta all'evasione, ha aggiunto poi Tremonti, «qualcosa si sta muovendo». Anche se, va detto, la crisi continua a pesare in particolare sulle imprese. E il «conto» arriva fino al fisco, che ne primi 11 mesi dell'anno ha visto calare di circa 14 miliardi il gettito pagato dalle imprese per l'Ires , l'imposta sui redditi delle società (-21,4% rispetto allo stesso periodo del 2008), e per l'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive (-10,9%). Qualche notizia positiva arriva dal bollettino di Bankitalia. Il calo del debito pubblico registrato a novembre, infatti, pari a circa 17,827 miliardi di euro in meno rispetto a ottobre in termini assoluti, riporta sotto la soglia dei 30.000 euro il debito pro-capite, che grava sulle spalle di ogni italiano, neonati inclusi.

Fonte Sole24Ore.

Posted

Statistica.....ma essa tien conto di chi presenta dicharazioni (unico) con l' IRPEF a "zero" perche ha già ampiamente (addirittura a credito...)

pagato anticipi/ ritenute d' acconto ??

No perchè se non tiene conto di ciò, è carta straccia.....

Posted (edited)
Altre statistiche dal valore assolutamente nullo, direi anticipando il commento di Virgus.

Comunque, fa piacere sapere di essere uno dei sostenitori delle aziende senza profitto e dei disadattati senza imponibile.

Evvai ...altri 2.200 euro di insoluto che non prenderò più : YAHOOOOOOOOOOO !!!!!!!!!!!

Ponch , smetti di far la carità ad idraulici e gioiellieri nullatenenti e manda qualche pacco di Yuan anche a me ... :lol:

Il prossimo che mi da, anche solo velatamente, dell' evasore si becca un Vaffanculo AlbertovsSpiffStyle ! :lol:

Edited by Virgus
Posted (edited)
Evvai ...altri 2.200 euro di insoluto che non prenderò più : YAHOOOOOOOOOOO !!!!!!!!!!!

Ponch , smetti di far la carità ad idraulici e gioiellieri nullatenti e manda qualche pacco di Yuan anche a me ... :bye:

Il prossimo che mi da dell' evasore si becca un Vaffanculo AlbertovsSpiffStyle ! :lol:

Minchia (FRANCESISMO !!) , COME TI CAPISCO !!! :lol::angry:-_-

Edited by ROOSTERS99
Posted
Quando l'albergo dell'ippodromo diventerà un condominio di lusso ne riparleremo.

Questa cosa me l'aveva gia' detta un tizio molto vicino ai " progetti" di allora.

Mi parlava anche di una probabile " bonifica" delle vecchie scuderie li' vicine.... :lol:

Posted
Minchia (FRANCESISMO !!) , COME TI CAPISCO !!! :lol::lol::angry:

Vedete di smetterla di piangere, voi che con lo scudo fiscale avete rimpatriato TIR di denari.... :bye:

Posted
Vedete di smetterla di piangere, voi che con lo scudo fiscale avete rimpatriato TIR di denari.... :lol:

Personalmente, se mai ne avessi avuti (anche solo un furgone) col caz' che rientravano....

Posted

Dal Corriere

Varese, mazzetta di 50mila euro

Arrestati due funzionari del fisco

Un imprenditore aveva ricevuto la richiesta per evitare un controllo di due ispettori dell'Agenzia delle Entrate

L'operazione dei carabinieri

Varese, mazzetta di 50mila euro

Arrestati due funzionari del fisco

Un imprenditore aveva ricevuto la richiesta per evitare un controllo di due ispettori dell'Agenzia delle Entrate

MILANO - Due funzionari dell'Agenzia delle Entrate di Varese sono stati arrestati dai Carabinieri nell'ambito di una indagine coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Varese Agostino Abate. L'inchiesta era scaturita dalla denuncia presentata a fine gennaio di quest'anno da un imprenditore del varesotto titolare di una ditta di installazione di impianti elettrici, il quale aveva spiegato di aver ricevuto dal proprio commercialista di Varese la richiesta di 50.000 euro, destinata ad evitare un controllo da parte di non meglio identificati ispettori dell'Agenzia delle Entrate di Varese. Il timore della verifica da parte dell'imprenditore partiva da un accertamento valutario avvenuto nel 2007 presso il Valico di frontiera di Ponte Tresa, nel corso del quale l'imprenditore era stato trovato in possesso di documenti attestanti conti correnti e movimenti bancari nonchè la presenza di un'ingente somma di denaro presso una Banca Svizzera.

LA RICHIESTA - L’imprenditore, per regolarizzare gli adempimenti fiscali, consegnava al commercialista la documentazione relativa all’accertamento subito e lo incaricava di seguire la vicenda presso l’Agenzia delle Entrate. Dopo alcuni mesi il commercialista invitava l’imprenditore a far rientrare i capitali depositati all’estero sfruttando lo "scudo fiscale" appena approvato dal Governo chiedendo all’assistito 10.000 euro, quali oneri necessari per definire la pratica presso l’Agenzia delle Entrate. Ma non si trattava altro che della prima tranche della "mazzetta" necessaria per i funzionari dell’Agenzia, per impedire l’esecuzione del controllo fiscale prima del rientro in Italia dei capitali dell’imprenditore. Questi consegnava i 10.000 euro al commercialista, convinto che ciò avrebbe concluso ogni eventuale problematica fiscale, ed i capitali rientravano in Italia alla fine dell’anno scorso. A fine gennaio 2010 veniva convocato presso lo studio del commercialista, il quale richiedeva ulteriori 50.000 euro per sanare definitivamente la pregressa situazione con l’Agenzia delle Entrate. L’imprenditore rifiutava di aderire alla richiesta e decideva di denunciare l’accaduto ai Carabinieri. L’attività d’indagine permetteva di verificare che il denaro richiesto all’imprenditore dal commercialista era effettivamente destinato a funzionari dell’Agenzia delle Entrate, i quali avevano "offerto" la disponibilità a bloccare tutti gli accertamenti di natura fiscale a carico dell’imprenditore, previa elargizione di una congrua somma in danaro.

Redazione online

18 febbraio 2010

Che mondo di merda .....

Posted

La corruzione ed il malaffare sono ovunque in questo paese.

La cosa è gravissima ma mi risulta davvero inostenibile che ci siano categorie o schieramenti che pretendono di rappresentare un primato di moralità sugli altri.

Ognuno strappi le erbace nel proprio orticello, agenzia delle entrate inclusa...... :mellow::huh:

Posted

Nella querelle Svizzera - Libia che sta coinvolgendo tanti le frasi di Frattini sono assurde.

Mi piacerebbe sentire le parole di Bossi su questo.

Posted

Preciso che i due della agenzia delle entrate arrestati sono rispettivamente di Napoli e Caserta.

Cosi', come informazione integrativa.

Posted
Preciso che i due della agenzia delle entrate arrestati sono rispettivamente di Napoli e Caserta.

Cosi', come informazione integrativa.

Doverosa precisazione.

Posted

Le città all'esame dei redditi

Dieci lombarde tra le prime

di Andrea Maria Candidi e Giovanni Parente

22 Febbraio 2010

Un collage di mille fotogrammi ad alta risoluzione. Anzi, ottomilacentouno, tanti quanti sono i campanili italiani. E non bisogna lasciarsi tradire dalla prima sensazione – come quella che attraversa chi guarda un'istantanea vista altre mille volte – alla lettura dei redditi Irpef 2008. Perché dietro al quadro di un paese che conferma di andare avanti a due velocità, da una parte il Nord, dall'altra il Sud (si veda la cartina a fianco con le diverse intensità di colori che "pesano" i capoluoghi), si nascondono anche sorprese. Di certo, nella hit parade dei redditi medi per città, prima di ritrovarsi al di sotto del Rubicone è necessario scendere di molte posizioni: Fiesole, nel fiorentino, arriva 51 posti dopo Medea, in provincia di Gorizia, che è prima assoluta con più di 54mila euro di media a contribuente. Mentre Roma, in testa tra le metropoli del Centro-Sud, costringe a spingersi fino al numero 108. Il divario con Milano – al 17° posto nella graduatoria generale, ma in testa nella classifica dei soli capoluoghi – è evidente: 24.500 euro contro 30mila.

Sono in Lombardia, peraltro, dieci città tra i primi venti capoluoghi, praticamente tutte, tranne Cremona e Sondrio. I numeri dei capoluoghi (si veda la tabella in alto a destra) confermano inoltre l'eccezionalità, di questi tempi, della profezia sugli ultimi che saranno i primi: le ultime province nate – ad esempio il Medio Campidano della Sardegna, o Barletta-Andria-Trani in Puglia – sono proprio nelle ultime posizioni. Il recordo del Sud e delle Isole spetta invece al capoluogo sardo: Cagliari si colloca al 28° posto in graduatoria con poco più di 22mila euro dichiarati di media, seguito da Caserta (33°) con 21.760 euro.

I dati del ministero delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi 2008 forniscono la possibilità di guardare, all'interno delle singole realtà, la distribuzione dei contribuenti in base al reddito. Così, ad esempio, le città che hanno il numero più alto di residenti che dichiarano oltre 100mila euro – classe massima censita – sono esattamente quelle ai primi posti nella classifica dei capoluoghi (cioè quasi tutte quelle lombarde, nota di Roo). Le prime dieci hanno tutte un numero di ricchi superiore al 2% del totale dei propri contribuenti (a Milano, addirittura il 3,5 per cento). Un'altra simulazione permette di affermare come, in linea generale, tra il 2004 e il 2007, sia diminuito complessivamente il numero di cittadini che dichiara fino a 10mila euro, mentre è aumentata la percentuale di ricconi.

Ma, ci si chiede, è proprio questa la realtà? Come fa mezzo paese ad andare avanti con livelli di reddito così bassi? «Le differenze dipendono non solo dalla capacità di produrre redditi, ma anche dalla fedeltà fiscale» fa notare Luca Ricolfi dell'osservatorio Nord-Ovest e docente di Analisi dei dati all'università di Torino. L'articolazione del quadro va oltre la distinzione Nord-Sud perché si possono registrare variazioni significative in termini di mancata dichiarazione anche all'interno di una stessa area geografica. Anche in chiave federalismo fiscale, l'invito di Ricolfi è proprio di fare attenzione a quale sarà il metro di misura utilizzato perché molto potrebbe cambiare se si considera il gettito effettivo o quello potenziale.

«Ci sono indicazioni che sottolineano come l'evasione fiscale al Sud sia più alta per Iva e Irap, probabilmente qualche ricaduta potrebbe verificarsi anche per l'Irpef» è l'impressione di Massimo Baldini, professore di Scienza delle finanze all'università di Modena. Il divario che si legge dai numeri potrebbe non essere quello che si registra nel quotidiano. «La distanza nei redditi medi tra regioni settentrionali e meridionali – riflette ancora Baldini – è maggiore di quella che si registra nei consumi. Questo dipende dagli effetti redistributivi della spesa pubblica e dall'evasione fiscale».

Oltre i dati sui valori medi, ci sono realtà consolidatesi nel tempo. Prendiamo, ad esempio, proprio le città del Sud. «Il valore medio fotografa da un lato un divario di sviluppo – precisa Luca Bianchi dello Svimez – in cui esiste una fortissima polarizzazione dei redditi con diseguaglianze marcate». Allo stesso tempo, però, c'è anche un altro lato della medaglia da considerare: «La media è portata in basso da chi dichiara zero». In sostanza, l'evasione non è solo quantitativamente, ma anche qualitativamente diversa. «Nel Mezzogiorno esiste ancora una quota di evasori totali – aggiunge – perché ci sono situazioni di sommerso che in alcuni casi possono coinvolgere tutta la filiera produttiva». Attenzione, poi, a invocare il diverso impatto della dinamica dei prezzi nei centri meridionali. «A un costo della vita che può essere più basso al Sud – conclude Bianchi – fa da controaltare un livello dei servizi erogati inferiore rispetto alle altre aree. Questo significa che imprese e cittadini devono spendere per potervi accedere».

Articolo sul Sole

Redditi 2008 capoluoghi provincia

____________________________________________

Questa è una analisi statistica molto più seria e che , a mio parere, evidenzia come una regione come la Lombardia abbia un livello di evasione molto, molto basso.

Evidenzia anche quanto inutili ed inattendibili siano altre statistiche anche qui analizzate.

Posted

Boh, a me sembarno le stesse statistiche soltanto rese più interessanti dalla esplosione di alcuni livelli di dettaglio. Il sunto rimane comunque quello: in Italia c'e' un fottio di gente che non paga tutte le tasse che dovrebbe.

Posted
Boh, a me sembarno le stesse statistiche soltanto rese più interessanti dalla esplosione di alcuni livelli di dettaglio. Il sunto rimane comunque quello: in Italia c'e' un fottio di gente che non paga tutte le tasse che dovrebbe.

Non in Lombardia Ponch..... a me un reddito medio intorno ai 20-25000 pare più che verosimile, come anche che ci sia un 2-3% di ricchi, cioè di gente che dichiara oltre i 100.000 annui.

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...