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Qualcuno crede ancora alle favole

Così dicunt la ggente che le cose le sà ...

Ma son certamente favole .

Colaninno ?

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Così dicunt la ggente che le cose le sà ...

Ma son certamente favole .

Colaninno ?

Sarei curioso se nel segreto dell'urna ha messo davvero la croca sul pd....

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Sarei curioso se nel segreto dell'urna ha messo davvero la croca sul pd....

Matteo, già Presidente dei Giovani Industriali , era ministro ombra ...

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Così dicunt la ggente che le cose le sà ...

Ma son certamente favole .

Colaninno ?

Forse mi sono perso qualche giro, ma non si stava parlando di Agnelli?

Che c'azzecca Colaninno? cit.

Se intendi industriali ammanicati con la sinistra l'elenco è lungo .... De Benedetti ... Della Valle ... Colaninno senior e Junior ...

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Forse mi sono perso qualche giro, ma non si stava parlando di Agnelli?

Che c'azzecca Colaninno? cit.

Se intendi industriali ammanicati con la sinistra l'elenco è lungo .... De Benedetti ... Della Valle ... Colaninno senior e Junior ...

ma infatti , Ti ho dato ragggione ... cosa vuoi di più ? ;)-_-:P

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Se per sinistra intendi il vecchio PSI di Bettino probabilmente sì .....

Esatto.

Compreso un palazzo a Londra (a Knightbridge) assegnato x "simpatia" al Betty da parte di Jean (merce di scambio x favori...).

  • 3 weeks later...
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7 gennaio 2010

Quali sono i poteri amici, nemici e neutrali che trafficano dietro le quinte del dialogo tra il Cav. e il Pd

Silvio Berlusconi ieri lo ha ripetuto ancora, con slancio riformista: “Dobbiamo essere il partito dell’amore che combatte l’odio”. Allo stil novo del Cav. corrisponde una timida disponibilità del Pd, ancora da valutare. Ma da alcune settimane si è scavata una galleria che mette in contatto diretto i due campi avversi e fa sperare quei tifosi della pacificazione che, da ambo le parti, segnalano l’urgenza di trasformare i pour parler in qualcosa di concreto prima delle regionali di marzo: pena il ritorno alla pugna. Tra i leader filtrano messaggi e comunicazioni. Esiste un canale che, a sinistra, passando dalla mediazione di Nicola Latorre e Ugo Sposetti arriva sino a Paolo Bonaiuti e quindi al premier. Una costruzione carsica e dunque malcerta specie se, come pare, il clima di confronto rischia di far saltare consolidati equilibri esterni ma contigui alla politica. Per questo non è peregrino domandarsi chi, tra i cosiddetti poteri neutri, ha da perdere e chi, al contrario, ha da guadagnare intorno all’ipotetico successo duraturo d’una stagione di appeasement.

Per cominciare, il dialogo, specie perché orchestrato da Berlusconi e non, per esempio da Gianfranco Fini, finora ha spiazzato gli ambienti del terzismo corrierista e quelli torinesi della Stampa. Ovvero coloro i quali, di recente, avevano individuato nel presidente della Camera un buon investimento, una sorta di berlusconismo all’acqua di rose o di centrodestra dal volto umano. In tempi di guerra si possono dispensare i buoni consigli e si può giocare di conseguenza un ruolo strategico di primo piano; ma se l’uomo di Arcore assume all’improvviso un aspetto angelicato e l’arrabbiato Dario Franceschini cede il passo al pragmatismo dalemiano, allora lo schema finisce per saltare. Ed è proprio quello che è successo. Chiosa un eminente conoscitore del mondo milanese: “Non che Paolo Mieli sia contro il dialogo, per carità. Solo preferirebbe che fosse, diciamo così, ad usum del-Fini”.

Lo stesso, ma per ragioni diverse, vale per i salotti della gauche debenedettiana. Il berlusconiano partito dell’amore e le alterne corrispondenze di sensi da parte del Pd imbarazzano il gruppo l’Espresso, i salotti letterari, quelli cinematografici e certi ambienti Rai che a Roma, al calar della sera, si ritrovano nello chicchissimo attico e superattico di Sandra Verusio. Se c’è un “partito dello sfascio”, è lì che va cercato. Caratteristiche? Mentre il terzismo ha puntato sulla ouverture pacifista di Fini o in alternativa su una guerra di posizione a bassa intensità, l’intellighenzia gauchista ha scommesso tutto – finora perdendo – sulla magistratura e sulla guerra guerreggiata. Così è rimasta frustrata dal flop palermitano del pentito Spatuzza ed è entrata in terribile sofferenza sin dal primo albeggiare del dialogo. Massimo D’Alema non è Franceschini, di apparire o meno su Repubblica non gli cale poi molto, e sembra a tal punto insensibile agli abocchi di Ezio Mauro, di Carlo De Benedetti o alle reprimenda di Eugenio Scalfari da averne indebolito la guida morale (percepita) del centrosinistra. Ma chissà, tutto potrebbe anche capovolgersi repentinamente.

Non solo nemici. L’irruento Vittorio Feltri, con l’artiglieria del Giornale, in realtà tifa per il dialogo (purché non lo guidi Fini, ma il Cav.) e anche nel mondo del grande capitale c’è chi scommette sull’incontro Berlusconi-Bersani. Chi li frequenta sostiene che Sergio Marchionne (Fiat-Chrysler) e Cesare Geronzi (Mediobanca) tifino per l’appeasement. Il dialogo rafforza il berlusconismo al quale entrambi non sono ostili, ma serve pure a far respirare la sinistra perché le permette di allontanarsi da Di Pietro e fare qualche cauto passetto nella direzione genericamente più rassicurante di Pier Ferdinando Casini.

In ambito Confindustriale, Luca Cordero di Montezemolo si trova invece in posizione neutrale. Non è per la guerra ma piuttosto – spiegano i ben informati – “è per il laissez-faire”. LCdM gioca una partita personale e di lungo periodo che lo impegna a mantenere buoni rapporti con Berlusconi, ma anche con Bersani, con Fini e con l’establishment anglo finanziario vicino a Mario Draghi. Il presidente della Fiat ha interesse ad accreditarsi come un salvifico punto di approdo per la politica ed è adattabile a qualsiasi scenario; tanto basta a spingerlo a non schierarsi né esporsi più del necessario. Almeno per adesso. Una posizione condivisa in parte anche da Emma Marcegaglia, governativa col naso turato e con nuance riformiste. Alla fine avranno ragione i Marchionne e i Geronzi, i terzisti, i repubblicones, o i temporeggiatori come LCdM? Chi ha avuto modo di parlare con Berlusconi negli ultimi giorni si è fatto questa idea: “Se non otterrà nulla di concreto entro febbraio, allora è certo che farà saltare tutto”.

© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

di Salvatore Merlo

________________________________________________________

E vediamo che succede.....

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Il dolore degli uomini

«Volevamo braccia, sono arrivati uomini», sospirò trent’anni fa lo scrittore svizzero Max Frisch spiegando perché troppi connazionali fossero così ostili agli immigrati italiani contro cui avevano scatenato tre referendum. Ostilità antica. Anche i nostri nonni furono portati in salvo come i neri di Rosarno. Le autorità furono costrette a organizzare dei treni speciali per sottrarli nel 1896 al pogrom razzista scatenato dai bravi cittadini di Zurigo. E altri gendarmi e altri treni avevano sottratto i nostri nonni, tre anni prima, ad Aigues Mortes, alla furia assassina dei francesi che accusavano i nostri, a stragrande maggioranza «padani», di rubare loro il lavoro.

L’abbiamo già vissuta questa storia, dall’altra parte. Basti ricordare, come fa Sandro Rinauro ne «Il cammino della speranza», che secondo il Ministero del Lavoro francese «alla fine del 1948 dei 15.000 italiani presenti nel dipartimento agricolo del Gers, ben il 95% era irregolare o clandestino». Come «irregolari» sono stati almeno quattro milioni di nostri emigrati. C’è chi dirà: erano altri tempi e andavano dove c’erano posto e lavoro per tutti! Falso. Perfino l’immenso Canada, spiega Eugenio Balzan sul «Corriere» nel 1901, era pieno di disoccupati e a migliaia i nostri «s’aggiravano in pieno inverno per Montréal stendendo le mani ai passanti». Tutto dimenticato, tutto rimosso. Basti leggere certi commenti, così ferocemente asettici, di questi giorni. «Chi non lavora, sciò!» Anche quelli che erano a Rosarno dopo aver perso per primi il lavoro nelle fabbriche del Nord consentendo un’elasticità altrimenti più complicata e cercano di sopravvivere in attesa della ripresa? Sciò! Anche quelli che fanno lavori che i nostri ragazzi si rifiutano di fare? Sciò! Anche quelli che lavorano in nero per un euro l’ora? Sciò!

Mai come stavolta è chiaro come l’abbinamento clandestino = spacciatore è spesso un’indecente forzatura. A parte il fatto che moltissimi a Rosarno avevano il permesso di soggiorno, c’è un solo spacciatore al mondo disposto a lavorare dall’alba alla notte per 18 euro, ad accatastarsi al gelo senza acqua e luce tra l’immondizia, a contendere gli avanzi ai topi? Dice il rapporto Onu 2009 che chi lascia l’Africa per tentare la sorte in Occidente vede in media «un incremento pari a 15 volte nel reddito » e «una diminuzione pari a 16 volte nella mortalità infantile» dei figli. Questo è il punto. Certo, non possiamo accogliere tutti. Ma proprio per questo, davanti al dolore di tanti uomini, ci vuole misura nell’usare le parole. Anche la parola «legalità». Tanto più che, ricordava ieri mattina «La Gazzetta del Sud», l’Inps scheda come «braccianti agricoli metà dei disoccupati della Piana». Un andazzo comune a tutto il Sud: 26 falsi braccianti agricoli smascherati nel 2008 in Veneto, 146 in Lombardia, 26 mila in Campania, 14 mila in Sicilia, 16 mila in Puglia, 10 mila in Calabria. Dove secondo i giudici antimafia buona parte delle false cooperative agricole che poi magari usano i neri in nero sono legate alla ’ndrangheta. Dio sa come il nostro Paese abbia bisogno di rispetto della legge: ma quali sono le priorità della tolleranza zero?

Gian Antonio Stella

11 gennaio 2010

C'è poco da aggiungere.....

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Temo che il pugno di ferro abbia peggiorato la situazione.

Quelli (m)andati via saranno sostituiti.

I sostituti saranno sfruttati ancor più dei precedenti, avendo capito che se ti ribelli sarai cornuto e mazziato.

Vediamo se si avrà la forza ed il coraggio di controllare chi e come lavora come bracciante.

Spero che Maroni mi smentisca, che Ignazio-nostro mandi l'esercito e che si faccia piazza pulita di tutti e di tutto.

Posted

Gian Antonio Stella , the King of the leccacul , scriverà ( avrà mai scritto ... ) mai qualcosa di non populista ?

Se i francesi o i canadesi li volessero , avremmo anche ai giorni nostri qualche milione di italiani da mandare loro ...

Becerate a parte , sto con Tatanka...

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Temo che il pugno di ferro abbia peggiorato la situazione.

Quelli (m)andati via saranno sostituiti.

I sostituti saranno sfruttati ancor più dei precedenti, avendo capito che se ti ribelli sarai cornuto e mazziato.

Vediamo se si avrà la forza ed il coraggio di controllare chi e come lavora come bracciante.

Spero che Maroni mi smentisca, che Ignazio-nostro mandi l'esercito e che si faccia piazza pulita di tutti e di tutto.

Gian Antonio Stella , the King of the leccacul , scriverà ( avrà mai scritto ... ) mai qualcosa di non populista ?

Se i francesi o i canadesi li volessero , avremmo anche ai giorni nostri qualche milione di italiani da mandare loro ...

Becerate a parte , sto con Tatanka...

:doh[1]:

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Minzolini attacca i magistrati di Mani Pulite e riabilita Craxi: «Uno statista»

Editoriale del direttore del Tg1: «E’ di quegli anni il vulnus che alterò i rapporti fra politica e magistratura»

MILANO - Fa discutere l'editoriale del Tg1 Augusto Minzolini che dal piccolo schermo riabilita l'ex premier Bettino Craxi. Scatenando l'ira del leader dell'Idv Antonio Di Pietro che si dice pronto a querelarlo. Lo scomparso ex leader socialista, secondo Minzolini è stato un «capro espiatorio» e uno «statista» che non ha bisogno di essere riabilitato. Il direttore del Tg1 ha sferrato un duro attacco alla storia dell’inchiesta su Tangentopoli, a dieci anni dalla morte dell'ex leader socialista.

GUERRA FREDDA - Richiamandosi alla vicenda della guerra fredda, il giornalista ha sottolineato che «una democrazia costosa, permise per cinquant’anni al nostro Paese di restare nel mondo libero: da un lato i partiti che governarono la prima Repubblica con i loro pregi e difetti, dall’altro il più grande partito comunista occidentale, con i suoi rapporti con l’Urss. Con la caduta del Muro di Berlino, per il solito paradosso italiano, i vincitori, quelli che erano sempre stati dalla parte giusta, invece di ricevere una medaglia furono messi alla sbarra. Basti pensare - ha proseguito Minzolini - che il reato portante di Tangentopoli, cioè il finanziamento illecito ai partiti, era stato oggetto di un’amnistia soltanto due anni prima: un colpo di spugna che preservò alcuni e dannò altri. La verità è che a un problema politico fu data una soluzione giudiziaria. E l’unico che ebbe il coraggio di porre in questi termini la questione, cioè Craxi, fui spedito alla ghigliottina. Per questo Craxi non volle mai vestire i panni dell’imputato». «E’ di quegli anni il vulnus che alterò i rapporti fra politica e magistratura. Un vulnus che per quasi un ventennio ha fatto cadere governi per inchieste che spesso non hanno portato da nessuna parte e che ha lanciato nell’agone politico i magistrati che ne erano stati protagonisti, che già per questo avrebbero dovuto dimostrare di non essere di parte».

DI PIETRO - Immediata la replica di Antonio Di Pietro per il quale «Per quanto riguarda Craxi la storia lo giudicherà, se è statista o non statista - dice il leader dell’Idv a Otto e mezzo su La7 - ma io da magistrato ho indagato e Craxi è stato più volte condannato non perché non era uno statista ma perché aveva tre conti correnti all’estero». Per Di Pietro l'ex leader socialista scomparso dieci anni fa «era un corrotto condannato con sentenza penale passata in giudicato». Quanto a Minzolini, che «prende uno stipendio dal servizio pubblico», a giudizio di Di Pietro «non può permettersi di raccontare bugie e di diffamare coloro che hanno fatto il loro dovere». «Io privatamente querelerò Minzolini, non può accusare di intenzioni politiche chi ha fatto il proprio dovere», dice Di Pietro alludendo alle frasi del giornalista sui magistrati «lanciati nell’agone politico» dalle loro inchieste.

STEFANIA CRAXI - A favore dell'editoriale di Minzolini scende invece in campo la figlia dell'ex premier scomparso, Stefania Craxi (Pdl), attuale sottosegretario agli Esteri: «Rivolgo un grazie al direttore Augusto Minzolini per il suo editoriale in ricordo di Bettino Craxi, uno statista che ha dato la vita per il bene del Paese. Le sue idee innovative sono ormai patrimonio di tutti gli italiani».

:lol::lol:

Non sapevo di essere sempre stato dalla parte sbagliata ..... grazie Minzolini per avermi aperto gli occhi.

Portando all'eccesso la citata filosofia di Macchiavelli con il suo fine giustifica i mezzi qualcuno potrebbe riabilitare Tartaglia.....

Ci vuole una bella faccia tosta però dire che gli organi di informazione sono schierati contro Berlusoni.

Posted (edited)

Maggico Minzo !!! :lol::lol:

Quoto tutto il suo editoriale !

:lol:

(Corny....il Machiavelli che citi, ha un c sola.... me pare..... )

Edited by ROOSTERS99
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Maggico Minzo !!! :lol::lol:

Quoto tutto il suo editoriale !

:lol:

(Corny....il Machiavelli che citi, ha un c sola.... me pare..... )

Premesso che stavo contando i minuti prima di vedere la risposta del mitico Rooster :lol: vorrei dire che è un falso storico Machiavelli che dice "Il fine giustifica i mezzi". Mai detto o scritto. Questa cosa la sento da anni, ma ricordo il caro insegnamento della mia prof di italiano del Liceo che lo ripeteva all'infinito: "Machiavelli non l'ha mai detto... Sono stati statisti e presidenti venuti dopo di lui che per giustificare le loro azioni hanno deciso di tirarlo in ballo".

Si accettano, in merito, opinioni e contributi :lol:

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Premesso che stavo contando i minuti prima di vedere la risposta del mitico Rooster :lol: vorrei dire che è un falso storico Machiavelli che dice "Il fine giustifica i mezzi". Mai detto o scritto. Questa cosa la sento da anni, ma ricordo il caro insegnamento della mia prof di italiano del Liceo che lo ripeteva all'infinito: "Machiavelli non l'ha mai detto... Sono stati statisti e presidenti venuti dopo di lui che per giustificare le loro azioni hanno deciso di tirarlo in ballo".

Si accettano, in merito, opinioni e contributi :lol:

In effetti il pensiero di Machiavelli si può riassumere così: Il fine giustifica i mezzi, il rozzo se ne sbatte i coglioni.

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(Corny....il Machiavelli che citi, ha un c sola.... me pare..... )

Perchè per me è stato una macchietta..... :lol:

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Corny, se stavi dalla parte dei comunisti russi più che Minzolini devi ringraziare gli americani, che ti hanno evitato di avverare il tuo sogno...

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Corny, se stavi dalla parte dei comunisti russi più che Minzolini devi ringraziare gli americani, che ti hanno evitato di avverare il tuo sogno...

Mai avuto sogni comunisti ne tantomeno russi.....

Però non stà di certo al Minchiolini di turno stabilire quale sia la parte giusta e quella sbagliata...... ma in primo luogo se tutti coloro che pensano di stare dalla parte giusta possono tranquillamente delinquere, perchè di questo si tratta, Minzolini li sta invitando a delinquere.....

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Mai avuto sogni comunisti ne tantomeno russi.....

Però non stà di certo al Minchiolini di turno stabilire quale sia la parte giusta e quella sbagliata...... ma in primo luogo se tutti coloro che pensano di stare dalla parte giusta possono tranquillamente delinquere, perchè di questo si tratta, Minzolini li sta invitando a delinquere.....

Esagerato !!

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