Ale Div. Posted January 27, 2009 Posted January 27, 2009 Quotissimo !!C'è una categoria che in Italia, nel nome di chissà quale diritto (informazione ????) fa veramente "schifo al cazzo", ma guai a dirlo !!! Basta ! Notato come gli ubriachi al volante non facciano più morti??? Ma tranquilli.... Quando si tornerà a parlare dello 0,2%, ci saranno nuove stragi. Restate su questi schermi!
Leasir Posted January 27, 2009 Author Posted January 27, 2009 Notato come gli ubriachi al volante non facciano più morti???Ma tranquilli.... Quando si tornerà a parlare dello 0,2%, ci saranno nuove stragi. Restate su questi schermi! beh, come ampiamente previsto, anche il problema delle morti bianche è stato brillantemente risolto...
ROOSTERS99 Posted January 27, 2009 Posted January 27, 2009 beh, come ampiamente previsto, anche il problema delle morti bianche è stato brillantemente risolto... Chissà quando torneran di moda i cagnacci che azzannano persone per strada...........
Ponchiaz Posted January 27, 2009 Posted January 27, 2009 La cosa su cui ho un dubbio è questa: è la stampa che influenza il governo o il governo che governa la stampa? Difficile dirlo.
ROOSTERS99 Posted January 27, 2009 Posted January 27, 2009 A mio parere stampa e i media in generale, se ne vanno alla cazzo di cane dove tira il vento, alla caccia sempre dello scoop, dell' esclusiva, del titolone che fà colpo, cercando di soddisfare l' infinito, tristissimo "voierismo" del popolo italico. Chicazz se ne frega delle eventuali conseguenze. Il tutto ben condito da una ridda di scempiaggini ortografiche, di sintassi e di forma in generale; 'na schifezza. La politica, da parte sua, cavalca per tornaconto personale, i somari del "giornalismo". Che vomito !!
Leasir Posted January 27, 2009 Author Posted January 27, 2009 Chissà quando torneran di moda i cagnacci che azzannano persone per strada........... se va avanti così, ci saranno gli ippopotami viola ad azzannare la gente..
Ponchiaz Posted January 28, 2009 Posted January 28, 2009 la polemica F1 a Roma? L'ira leghista Il Carroccio: «Questo è un furto ai danni di Monza». Dal sindaco Mariani a Salvini, parte la protesta MILANO — «È la volta buona che mi convenziono con Al Qaeda e gli faccio tirar giù l'Altare della patria». Il sindaco di Monza, Marco Mariani, è nitroglicerina. Detonante. La sola ipotesi di un Gran premio capitolino che possa in qualche modo entrare in concorrenza e sottrarre ossigeno a quello della città di Teodolinda gli fa ribollire il sangue. E così, l'annuncio del sindaco Alemanno — una ricognizione di fattibilità affidata al senatore Andrea Augello — nel capoluogo brianzolo suona come uno schiaffo: «Roma è dall'antichità che fa danni, è al mondo per romperci le palle. Almeno il Gran premio lo lascino stare...». Sembra aver finito lo sfogo, Mariani, anche perché si trova in una riunione che mal si presta ai tuoni e fulmini. E invece no. C'è tempo per il gran finale: «Che gli crolli in testa il Colosseo». Eppure, il sentire del sindaco monzese, nel Carroccio è tutto tranne che isolato. Il deputato (e segretario milanese) Matteo Salvini, è più misurato, ma soltanto di poco: «Roma si conferma la capitale del furto». Furto? «Hanno provato a fregare il cinema a Venezia, hanno fregato tre quarti della Rai a Milano e a Torino, sono gli unici ad avere gli impianti sportivi finanziati dal Coni». In compenso, aggiunge Salvini, «hanno i tifosi più incivili d'Italia». Insomma: «Quella di Alemanno è una barzelletta, al massimo gli si finanzierà una pista di biglie di fronte a Campidoglio ». Ma il giovane deputato minaccia rappresaglie: «Se invece che una barzelletta ci fosse qualcosa di serio, a Roma, sotto al Pincio, c'è una statua di Alberto da Giussano. Tanto per cominciare, ci portiamo via quella. Io e qualche altro collega, in furgoncino». Paolo Grimoldi, oltre che deputato, è segretario dei Giovani padani: «Mi pare del tutto evidente che, finché al governo ci saranno la Lega Nord e Umberto Bossi, da Monza non si sposta nulla, a cominciare dal Gran premio». E aggiunge: «Roma, città che sembra aver perso qualsiasi dignità, la deve smettere di pensare di avere il diritto divino di rubare al Nord. Il Gran premio non si tocca, Roma faccia correre le bighe». Marco Cremonesi 28 gennaio 2009 ------------------------------------- Il carroccio mi sembra sempre più la culla del pensiero politico più fine. Pontida come una nuova Atene direi. Mi sto turando il naso con un premilamiere.
corny Posted January 28, 2009 Posted January 28, 2009 Le concessionarie italiane spiazzate dalla concorrenza estera. Enormi differenze di prezzo e rischio paralisi per la nostra rete di vendita Panda a 4900 euro, Punto a 6400 Tutti a comprare in Germania di VINCENZO BORGOMEO Un'immagine sulla rottamazione dal sito Fiat.de Solo 4990 euro per una Panda, 6450 per una Grande Punto e 9.990 per una Bravo: no, non sono usate, ma nuove di zecca e con tre anni di garanzia. Questi i prezzi di listino Fiat in Germania dove sono stati appena lanciati gli incentivi statali: non c'è bisogno di essere grandi analisti per scoprirlo, basta andare un secondo sul sito www.fiat.de per verificare come il mondo dell'auto, in Italia, sia davvero sull'orlo del baratro. BLOG, dite la vostra E già perché se verranno confermate le prime indiscrezioni sugli incentivi che l'Italia si appresta a varare (si parla di 1000 euro a macchina) durante la riunione di oggi pomeriggio al Governo, significa che ci sarà un fiume di auto comprate in Germania e poi rivendute in Italia. Oggi sul nostro mercato una Panda costa infatti nella migliore delle ipotesi (km0, promozione Fiat sommata a sconti della concessionaria), 8000 euro, una Grande Punto 10 mila e una Bravo 14 mila: differenze di prezzo da tre a cinquemila euro quindi con le stesse vetture vendute in Germania. D'altra parte oggi è fin troppo facile andare in Germania, comprare un'auto e poi tornare in Italia, soprattutto per un operatore del settore che non avrà certo difficoltà - con la crisi che c'è - a ottenere auto con sconto rottamazione per poi rivenderle in Italia. E il rischio che le concessionarie italiane si trovino spiazzate ai danni degli importatori diventa reale. Non è vero infatti che per usufruire degli incentivi tedeschi debba occorra essere residenti in Germania come hanno riportato alcuni giornali e siti web: il regolamento della Ue lo vieta. Basta che l'acquirente dimostri che l'auto sia rottamata effettivamente e che sia stata posseduta da più di un anno. Con queste premesse, insomma, diventa folle pensare che il nostro mercato dell'auto possa ripartire con un misero incentivo di 1000 euro. Come scrive infatti "Suddito" nel nostro blog: "Andate sul sito www.fiat.de cioè l'homepage del sito FIAT e guardate le offerte: fammi questi prezzi anche qui e vedi che la compro la macchina nuova". Difficile, davvero difficile dargli torto. E allo stesso modo è difficile capire perché all'interno dell'Europa si debba avere una tale differenza di prezzi per lo stesso prodotto. Insomma siamo tornati di colpo agli anni Ottanta, al periodo che fece nascere il fenomeno degli 'importatori' paralleli e che trasformò il mercato dell'auto in Italia in una specie di Giungla senza regole e senza tutele per il consumatore. Così oltre ad avere il problema della sovrapproduzione, dei conti in rosso, delle auto che non si vendono, ora le case automobilistiche in Italia dovranno fare i conti anche con i loro 'colleghi' degli altri mercati che inonderanno il nostro Paese di modelli a prezzi stracciati. E si troveranno di nuovo a gestire, come negli anni Ottanta, un enorme contenzioso per garanzie di auto a cui - per legge - sono obbligati a dare assistenza. Due precisazioni: 1) Andare in Germania e comprare un'auto per un privato è complicato (tuttavia fattibile), ma per un grande dealer è semplicissimo e questo comporterà - se in Italia non vendono adottati incentivi simili a quelli tedeschi - inevitabilmente un flusso di auto provenienti della Germania. 2) I tedeschi ovviamente cercano di fare in modo che le automobili nuove trovino un acquirente tedesco e nello stesso tempo cercano di togliere dalla circolazione della Germania quelle inquinanti. Per questo nel regolamento dei loro incentivi hanno inserito la clausola che l'auto deve essere immatricolata in Germania da almeno un anno. Ma questa postilla nel regolamento della loro rottamazione è illegittima perché va contro la normativa UE (è successo la stessa cosa con il noleggio). E basta un primo, semplice, ricorso, per far crollare la fragile impalcatura messa in piedi dal governo tedesco e far arrivare questa rottamazione in mezza Europa. (28 gennaio 2009)
Ponchiaz Posted January 28, 2009 Posted January 28, 2009 Il giorno che i dettaglianti rinunceranno a parte dei loro profitti credo che Belzebù in persona dovrà mettersi una tuta in Gore-tex
Ale Div. Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 Battisti: "L'Italia è un paese mafioso" di Redazion «Tutto questo è incredibile. È enorme, è esagerato. Non sono una persona così importante. Sono uno delle migliaia di italiani militanti degli anni ’70. Sono uno delle centinaia di militanti che hanno chiesto rifugio al mondo intero. Perché tutto questo per me?». Comincia così l’intervista rilasciata da Cesare Battisti al periodico brasiliano «Istoe». Teme che il Brasile torni indietro, a causa della forte reazione dell'Italia? «No. La decisione del ministro Tarso Genro è fondata. Ha analizzato tutti i documenti. Non è stata una lettura superficiale. La persecuzione è dimostrata nei documenti. Quello del ministro, che mi ha pure concesso lo status di rifugiato politico in Brasile, è stato un gesto di coraggio e di umanità. La decisione è molto importante non solo per me, Cesare Battisti, ma per l'umanità. Stiamo dando alla nazione italiana la possibilità di rileggere la propria storia con serenità, umanamente». Lei ha mai ucciso qualcuno? «Non ho mai ucciso. Non sono mai stato un militante armato in nessuna organizzazione, neanche nei Proletari armati per il comunismo a cui ho aderito per due anni, fra il 1976 e il 1978. Ho lasciato i Pac nel maggio 1978, dopo la morte di Aldo Moro. In quel periodo migliaia di militanti abbandonarono il movimento di lotta armata. È stato un momento di dibattito molto importante in Italia». Se tornasse indietro, rifarebbe ciò che ha fatto? «Non cambierei le mie idee, cambierei i mezzi per raggiungere i risultati. La lotta armata fu un errore, ora non credo si possa fare una rivoluzione con le armi. Io non ho mai sparato a nessuno, ma ho usato le armi in azione per finanziare le organizzazioni». In che rapporti è con Alberto Torregiani? «Quello che sta facendo è triste. Lui sa che non ho niente a che vedere con la morte di suo padre e il suo ferimento. Gli ho scritto molte lettere. Con rispetto e sincerità, una corrispondenza di amicizia. Ma Alberto Torregiani soffre la pressione del governo italiano perché lui, dopo tanti anni di battaglie, ha ottenuto una pensione come vittima del terrorismo. Dal 2004, ha una pensione come vittima degli anni di piombo in Italia. Stanno facendo pressioni perché gli possono togliere la pensione». Perché ha contattato Alberto Torregiani? «La situazione di Alberto mi ha sempre colpito. Era un adolescente ai tempi dell'attentato, ed è rimasto paralizzato». E Pietro Mutti? Come giustifica le sue accuse, dopo anni di silenzio? «Mutti ha ripetuto, parola per parola, in senso letterale, quello che gli ha detto di dire il procuratore Armando Spataro nel 1981. E, come altri “pentiti”, aveva parlato sotto tortura. Ora, non posso affermare che è stato resuscitato per una macchinazione del governo italiano. Ma una volta riapparso non poteva che riconfermare quanto gli avevano ordinato di dire. A quel tempo la tortura era un sistema quotidiano in Italia. L'Italia deve riconoscere questo. Ma non può. Poiché l'Italia è Europa. L'Italia non può ammettere che durante gli anni Settanta ha vissuto una guerra civile». Ma era una democrazia, non una dittatura. «Una democrazia con la mafia al potere. Abbiamo avuto un primo ministro per decenni in carica e poi condannato come mafioso. Sto parlando di Giulio Andreotti. E c'erano i fascisti, che non hanno mai abbandonato le posizioni di dominio. E che oggi, purtroppo, sono tornati». La settimana scorsa, una donna identificata come sua ex fidanzata, Maria Cecília Barbeta, ha detto ai media italiani che le aveva confessato l’omicidio di un agente penitenziario. «Maria Cecilia Barbeta, che non è mai stata una mia fidanzata, è un collaboratore di giustizia. Era quello che veniva definito un “collaboratore secondario”, doveva confermare alcuni dettagli per sostenere l'accusa». (...) Com’è nata la sua adesione all’ultrasinistra? «Sono figlio e nipote di comunisti. Essere comunista a quel tempo non era così facile. A scuola, quando ero bambino, ho avuto molti problemi per questo, la Chiesa cattolica non era molto tollerante con i comunisti». Perché ha aspettato 16 anni per dire che non ha ucciso nessuno? «Difendermi dalle accuse avrebbe provocato una breccia nella dottrina Mitterrand, che imponeva la stessa difesa per tutti. (...) Obbedivo a questa norma di comportamento. In nessuna delle fasi del processo ho rivendicato la mia innocenza. Ma ho redatto una documentazione sugli anni di piombo in Italia ed è questa la causa della vendetta dei politici italiani». Perché è fuggito in Brasile? «L’idea della mia fuga in Sud America è stata di un membro dei servizi segreti francesi. Nello studio dei miei avvocati francesi (l’agente dei servizi, ndr) mi disse che l’Italia stava facendo pressioni a causa delle denunce contenute nei miei libri. Mi parlò del Brasile, dove mi disse che si trovavano molti rifugiati italiani. Una settimana dopo mi mandò un’altra persona che mi consegnò un passaporto italiano con la mia foto e i miei dati. Così sono partito. Sono andato in auto dalla Francia alla Spagna e da lì in Portogallo. Una volta a Lisbona ho raggiunto in nave l’isola di Madeira e poi le Canarie. Quindi, in aereo, sono volato prima a Capo Verde e infine a Fortaleza, nel Nordest del Brasile». Come vive la crisi tra Italia e Brasile? «Con grande tensione. Ogni volta che ci penso non credo che stia succedendo a me. E poi una cosa mi sorprende: perché i media non si domandano il perché di questa reazione esagerata dell’Italia, di questo isterismo? Perché il presidente del Consiglio e i ministri italiani stanno reagendo in questo modo personale? Per me la pressione è enorme, mi sta lacerando. Al momento ricevo assistenza psichiatrica e sto prendendo un antidepressivo». Come finirà questa vicenda? «Credo che verrà confermato il mio status di rifugiato politico. Se verrò scarcerato vorrei andare a vivere a Rio de Janeiro, un paradiso, una meraviglia». Crede che Carla Bruni si sia battuta per lei? «È una bugia. Non penso che avesse ragioni per intervenire in mio favore». A questo punto, una vicenda di cui non è che me ne importasse più di tanto, spero che venga estradato e possa marcire nelle patrie galere... povera stellina esiliato sulle spiagge brasiliane che ora prende pure gli anti depressivi..... ma vaffanculo! Ma a sta gente di merda qualcuno glielo spiega che la loro guerra era solo loro? Che ammazzare a tradimento è da vili? Che nessuno glielo aveva mai chiesto di fare la Rivoluzione perchè la stra-grandissima maggioranza degli italiani era contro la lotta aramata? Che in fin dei conti sono stati solo dei burattini in mano al Potere? Che hanno fatto più danni che conquiste? Che la devono smettere di predicare dal pulpito degli assassini, dei vigliacchi, dei delinquenti, dei traditori, dei bugiardi perchè sono solo degli assassini, dei bugiardi, dei vigliacchi, dei delinquenti, dei traditori? Che delle loro lezioni non ce ne frega un cazzo? Che devono andare in galera perchè hanno ammazzato? Su una cosa ha ragione battisti: non conta un cazzo, è un signor nessuno, deve solo 4 ergastoli per omicidio perchè è un olindo qualsiasi. Nessuna guerra civile, nessuna persecuzione politica, solo Giustizia! Cesare Battisti (Sermoneta, 18 dicembre 1954) è un ex terrorista e scrittore italiano. È stato condannato in contumacia all'ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per aver commesso quattro omicidi in concorso durante gli anni di piombo. Nel corso della sua latitanza in Francia, dove benificiò a lungo insieme ad altri terroristi della dottrina Mitterrand, è diventato uno scrittore di romanzi noir. Attualmente risiede in Brasile, dove ha ottenuto lo status di rifugiato politico. Cesare Battisti è stato condannato come responsabile di quattro omicidi: - 6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria; omicidio di cui fu accusato dal "pentito" Pietro Mutti che poi si assunse la responsabilità diretta dell'azione, "declassando" il ruolo di Battisti alla sola "copertura". Santoro era accusato dai PAC di maltrattamenti ai danni di detenuti. - 16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala (VE), Lino Sabbadin, macellaio di Mestre; Battisti fece da "copertura armata" all'esecutore materiale Diego Giacomin. Sabbadin si era opposto con le armi al tentativo di rapina del suo esercizio commerciale. - 16 febbraio 1979 a Milano, Pierluigi Torregiani, gioielliere; Battisti fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore. Nel corso dell'assassinio di Pierluigi Torreggiani venne coinvolto anche suo figlio Alberto, che da quel giorno vive paralizzato su una sedia a rotelle per un colpo sparato dal padre durante il conflitto a fuoco con gli attentatori. Torregiani, il 22 gennaio precedente, aveva ucciso un rapinatore durante una tentata rapina in una pizzeria in cui si trovava con i gioielli che aveva mostrato ad una vendita televisiva. - 19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS; omicidio di cui fu riconosciuto come l'esecutore materiale. Campagna aveva partecipato ai primi arresti legati al caso Torregiani. Nel 1979 Battisti venne arrestato nell'ambito di un'operazione antiterrorismo di vaste proporzioni e detenuto nel carcere di Frosinone, a seguito di un'istruttoria che si basava, in parte[5], sulle dichiarazioni di alcuni pentiti. Il 4 ottobre 1981 Battisti riuscì ad evadere e a fuggire in Francia. http://blog.panorama.it/italia/2009/01/25/...-salotti-buoni/
Virgus Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 Ci sono cose in cui gli israeliani sono molto più bravi degli italiani .
Long Leg Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 Ok, allora ogni volta che leggerò di intangibles (che fa molto Francis Ford Coppola.. ) te lo farò notare... Parli con uno che odia a morte l'inglish menàgment, soprattutto quando usa termini come customer education o quando parla di clienti a rischio ciaaarn (che sarebbe la versione romanesca di churn). Una volta, in una riunione con marchett-ing menagment, io e il mio capo di allora scoppiammo in una risata isterica alla Brian di Nazareth, quando il Gran Manager, dopo mezzo'ora di inglish menàgment disse: "E' importante sapere l'égging (che sarebbe ag-ing, anzianità) della knowledge per una custumer satisfaction always ready, se no il cliente a rischio ciaaarn ci fa ... GOODBYE..." (me la sono written....) CHI VIDEEEEEEEEEE???!!!!! [cit.] Ps: l'inglese ha una capacità di sintesi unica al mondo, i termini informatici sono spesso difficili da tradurre... ma questo uso maccheronico e provincialotto dell'inglese non lo reggo. Oltre tutto credo che spesso vada a nascondere una povertà di contenuti imbarazzante... è il management da power point.... sto male ...non era un chip ?? Comunque anche lo pseudo-italico-romano mi dà il vomito ! Ad esempio l' abusatissima espressione "aprire un tavolo su .... " mi fa davvero ribrezzo ma soprattutto, chi cazzo ha introdotto la parola INCIUCIO???? Nessuno può farsi sfuggire questa "occasione" per fare pulizia.I pessimi tempi odierni sono filgli del marciume all' ennesima potenza dell' ultimo lustro......... verissimo, questa è un'occasione troppo ghiotta per sfoltire il personale! Voi non avete idea di quanti cv stiamo ricevendo da 3 mesi a questa parte di gente che è stata lasciata a casa dalla sera alla mattina per ridimensionamento del personale! Un'ecatombe!!!!
Ale Div. Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 (edited) sto male ma soprattutto, chi cazzo ha introdotto la parola INCIUCIO???? verissimo, questa è un'occasione troppo ghiotta per sfoltire il personale! Voi non avete idea di quanti cv stiamo ricevendo da 3 mesi a questa parte di gente che è stata lasciata a casa dalla sera alla mattina per ridimensionamento del personale! Un'ecatombe!!!! Sei indietro, oggi si parla di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale.... Il mondo del lavoro negli ultimi 15 anni ha assunto una terminologia deprecabile, orrenda, bugiarda. Si parla di costo del lavoro da contenere, ovvero: riduzione/contenimento degli stipendi. Si parla di riorganizzazione aziendale, ristrutturazione: una volta erano aziende in liquidazione, fallimento, crisi. Si parla di esternalizzazioni, outsourcing: una volta erano licenziamenti. Si parla di esuberi: una volta erano disoccupati. C'è una bella differenza psicologica. Essere in esubero, esternalizzato, equivale ad essere inutile, scarto, rifiuto. Un di più di cui non si ha più bisogno. (Loro) mi hanno licenziato. (Io) sono un esubero. Parlare di aziende da ristrutturare, riorganizzare, sposta l'attenzione su una svolta disperata nei piani industriali/commerciali anzichè sull'incapacità di essere sul mercato o di gestire la finanza aziendale. Stiamo fallendo. Ci stiamo ri-organizzando. E' una terminologia diversamente bugiarda e vigliacca che ha contribuito allo sfascio dell'economia sregolata degli anni 90/00. Edited January 30, 2009 by Ale Div.
Ale Div. Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 La rapina dei banchieri americani di Marcello Foa Questo non è più capitalismo, ma la sua tragica parodia ed è arrivato il momento di dire basta. Sì, basta a una casta, quella dei banchieri di Wall Street, che, a conti fatti, è l’unica a non pagare il prezzo del crollo dell’economia mondiale che lei stessa ha provocato. Alzi la mano chi è passato indenne da questa crisi. Il valore delle azioni è dimezzato, i prezzi delle case continuano a calare, decine di migliaia di aziende rischiano di chiudere minacciando di lasciare a casa milioni di lavoratori. Siamo arrabbiati, delusi, preoccupati. Ma loro no. A parte Madoff e pochi altri, continuano a mostrarsi sorridenti, felici, fiduciosi. Il mondo crolla e a loro non importa nulla; perché anche nell’anno del grande crash si sono arricchiti, come ha scoperto un contabile dello Stato di New York, l’italomericano Thomas DiNapoli, scrutinando le loro dichiarazioni dei redditi. Nel 2008 i manager delle banche americane hanno incassato bonus per 18,4 miliardi di dollari. Ma, vien da obbiettare, il bonus non viene accordato quando il bilancio è in utile? Ovvio che sì. E siccome gli istituti hanno triplicato le perdite, costringendo il Congresso americano, lo scorso ottobre, a stanziare 700 miliardi per scongiurare la bancarotta del sistema finanziario, loro non dovrebbero prendere nemmeno un dollaro. Venuta meno la tensione morale dettata dal confronto con l’impero sovietico, l’America ha perso progressivamente quelle virtù etiche, quella capacità di controllare eccessi e sprechi, con pesi e contrappesi, che molto spesso noi italiani abbiamo invidiato. E il potere si è trasferito anno dopo anno dai politici ai finanzieri. Ammettiamolo: sono stati bravissimi. Di più: geniali. Con la complicità di K Street, la via dei lobbisti, hanno indotto il Congresso ad approvare una legislazione che li metteva al riparo da conseguenze penali; nonostante il caso Enron e il crack di Worldcom. Nel frattempo hanno piazzato i loro uomini nel cuore del governo: il banchiere Rubin era il ministro del Tesoro di Clinton; l’ultimo di Bush, Paulson, è stato prelevato direttamente dai vertici di Goldman Sachs. Ed è iniziata la grande festa, rigorosamente bipartisan. Già, perché le leggi che hanno permesso la folle liberalizzazione dei derivati e la fine della separazione tra banca d’affari e banca commerciale, sono state approvate con il voto sia dei repubblicani sia dei democratici. Per quindici anni il mandarinato dei banchieri di Wall Street è riuscito a plasmare ampie porzioni dell’economia mondiale con un solo orizzonte: l’arricchimento speculativo. E un unico beneficario certo: loro stessi. Fino agli anni Novanta le grandi fortune venivano create nell’arco di decenni, spesso attraverso il lavoro di più generazioni. Gli industriali, i banchieri, quelli veri, rischiavano in prima persona. Se andava bene diventavano miliardari, se andava male finivano sul lastrico. E si vergognavano da morire. Negli ultimi tempi, invece, bastavano quattro-cinque anni al vertice di una banca d’affari o di una multinazionale per ottenere ricchezze esorbitanti, molto superiori a quelle dei grandi industriali di un tempo, senza mai rischiare nemmeno un centesimo in proprio, bensì sempre il capitale degli altri. Avidi e mai sazi. L’ultima rapina, da 18,4 miliardi, sublima il loro credo: arraffa, arraffa, arraffa. E solleva una questione ormai ineludibile: è giusto salvare le banche se la casta non viene smantellata? Piagnucolano, implorano aiuto, fanno valere il più odioso dei ricatti: «Liberateci dai debiti o saremo costretti a rovinarvi tutti». Aspettano che la bufera passi, per poi ricominciare. E invece bisognerebbe cacciarli, come da tempo chiede, inascoltato, Tremonti. «A casa o in galera», dice. Sarebbe meglio in prigione. Via tutti per lasciare spazio ai veri capitalisti, che non hanno mai smesso di credere in un valore intramontabile, quello della responsabilità personale. Mi fa piacere che c'è gente che finalmente ci è arrivata... quando le stesse cose venivano dette 10/15 anni fa da posizioni becere, però, sorridevate tutti e ci compativate perchè nostalgici di un'epoca che fu... meglio tardi che mai
Guinness Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 Ci sono cose in cui gli israeliani sono molto più bravi degli italiani . Concordo.. per gli incentivi per l'acquisto di una auto nuova è una vergogna cazzo, ma quanta gente ci mangia sul prezzo? E poi perchè la Regione Lombardia dà 2000 euro di contributo se rottamo SOLO UN DIESEL per comprare una macchina a GPL.. Non si capisce che devo cambiare macchina eh
Ponchiaz Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 Ho ascoltato le parole del procuratore Armando Spataro aradio24: serio, preciso, dettagliato. Battisti è un DELINQUENTE COMUNE, un rapinatore assassino non ha mai avuto alcuna finalità politica e non bisognerebbe dargliene neanche per un attimo. Per il resto concordo totalmente con Virgus. Ma non spenderei neanche il prezzo del biglietto suo. "Un infarto se lo è portato via" sarebbe preferibile.
ROOSTERS99 Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 (edited) Ci sono cose in cui gli israeliani sono molto più bravi degli italiani . Ho ascoltato le parole del procuratore Armando Spataro aradio24: serio, preciso, dettagliato. Battisti è un DELINQUENTE COMUNE, un rapinatore assassino non ha mai avuto alcuna finalità politica e non bisognerebbe dargliene neanche per un attimo.Per il resto concordo totalmente con Virgus. Ma non spenderei neanche il prezzo del biglietto suo. "Un infarto se lo è portato via" sarebbe preferibile. Ho avuto gli stessi pensieri non appena trapelata la notizia della negata estradizione; è solo quello che si meriterebbe quel viscido assassino...... Mi pare ch ela prossima settimana la giustiza brasiliana darà il suo verdetto; vediamo che succede. Certo che anche i francesi......... Edited January 30, 2009 by ROOSTERS99
Ale Div. Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 Ho avuto gli stessi pensieri non appena trapelata la notizia della negata estradizione; è solo quello che si meriterebbe quel viscido assassino...... Mi pare ch ela prossima settimana la giustiza brasiliana darà il suo verdetto; vediamo che succede. Certo che anche i francesi......... Certo che sti intellettuali di sinistra che credono di vivere ancora negli anni 70, hanno rotto il cazzo! E i brasiliani è meglio che si occupino di ripulire le strade dai loro delinquenti e non proteggere quel vigliacco assassini bugiardo!
Ale Div. Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 (edited) Varese - Albanese di 47 anni stava ancora scontando la pena di un omicidio, con i benefici di legge. Arrestato dalla squadra mobile Spacciava coca mentre era in affido ai servizi sociali -------------------------------------------------------------------------------- Albanese omicida, in affido ai servizi sociali di Varese, spacciava cocaina e la nascondeva in casa a Cocquio Trevisago. Dietro un quadro, in un buco scavato nel muro, c’erano sei etti di cocaina purissima, la mannite per tagliarla, e poi 6mila euro in contanti, bilancino, colino, mattarello. La squadra mobile, lo ha fermato ieri mattina, mentre usciva di casa, in vicolo Vira. Lo spacciatore era stato visto da alcuni cittadini. Si piazzava spesso nei pressi di un centro commerciale, incontrava gente, destava sospetti. La mobile pensava di trovare qualche dose ma il bottino è stato invece cospicuo. Di più: dietro allo spacciatore c’è anche una storia di sangue. Ilirjan Baki, 47 anni, è stato condannato dalla corte d’assise di Milano a 16 anni e 8 mesi di carcere. Nel 1998, ammazzò con cinque colpi di pistola un parente, Arben Shushari, a Ponte Vecchio di Magenta, per rubargli 60 milioni di lire. Perse letteralmente la testa, quando Arben gli consegnò, una sera l’incasso di tre prostitute che l’uomo sfruttava sulle strade del milanese. Si tenne i soldi, e disse che glieli avevano rubati, ma quando il parente li reclamò, lo ammazzò a colpi di pistola. Ilirjan Baki, a quel tempo, faceva il meccanico e si faceva chiamare “Libero”. In carcere, però, ha rigato dritto. A maggio lo hanno scarcerato e affidati ai servizi sociali, primo gradito dei benefici di legge e chi tiene una condotta carceraria corretta, ed è tornato a vivere a Cocquio. Dove ha una moglie e una figlia, minorenne, estranee, oggi come allora, agli errori dell’uomo. Baki ora si trova in carcere, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dalla squarda mobile guidata da Sebastiano Bartolotta, e dal pm Tiziano Masini. Venerdi 30 Gennaio 2009 Roberto Rotondo redazione@varesenews.it Sta gente riga dritto solo quando è in galera... lasciamoceli !! Edited January 30, 2009 by Ale Div.
Ale Div. Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 Un seguace del Di Pietro vaneggia su Buttafuoco. Da notare il “contrordine compagni”, poiché “fascista” non spaventa più, ora tutti sono neonazi... “Italia dei Valori ritiene vergognosa la proposta di nomina del giornalista Pietrangelo Buttafuoco, noto per la sua propensione all’ideologia nazista, proposto dal governo come componente del consiglio di amministrazione dell’Istituto nazionale per il dramma antico, fondazione che ha lo scopo di valorizzare la cultura classica”. Lo dichiara Pierfelice Zazzera, capogruppo IdV in commissione cultura e istruzione alla Camera. “La proposta del governo arriva poi – aggiunge Zazzera - all’indomani del giorno della memoria Come componente della Commissione Cultura, ma prima di tutto come uomo ritengo che si tratti di una grave e inaccettabile offesa alla memoria del Paese. Italia dei Valori voterà contro questa proposta, auspicandone il ritiro altrimenti – conclude Zazzera -chiediamo ai componenti della Commissione di dare un segnale di coerenza e rispetto per i tanti morti del fascismo e del nazionalsocialismo, bocciando la nomina di Buttafuoco”. LA REPLICA Abbiamo contattato telefonicamente Pietrangelo Buttafuoco - cui diamo tutta la nostra solidarietà e indignazione - che ha così replicato all'infamante comunicato dipietrista: "Leggo che l'onorevole Zazzera mi dà del nazista. Dare del nazista a me dimostra solo una cosa: di essere lui un cretino. Ma nell'accontentarlo ad essere così cretino dovrà pure rassegnarsi: di non essere io un nazista. Risultato: resta un cretino in automatico, anche senza l'aiuto del sillogismo".
ROOSTERS99 Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 (edited) Un seguace del Di Pietro vaneggia su Buttafuoco. Da notare il “contrordine compagni”, poiché “fascista” non spaventa più, ora tutti sono neonazi... “Italia dei Valori ritiene vergognosa la proposta di nomina del giornalista Pietrangelo Buttafuoco, noto per la sua propensione all’ideologia nazista, proposto dal governo come componente del consiglio di amministrazione dell’Istituto nazionale per il dramma antico, fondazione che ha lo scopo di valorizzare la cultura classica”. Lo dichiara Pierfelice Zazzera, capogruppo IdV in commissione cultura e istruzione alla Camera. “La proposta del governo arriva poi – aggiunge Zazzera - all’indomani del giorno della memoria Come componente della Commissione Cultura, ma prima di tutto come uomo ritengo che si tratti di una grave e inaccettabile offesa alla memoria del Paese. Italia dei Valori voterà contro questa proposta, auspicandone il ritiro altrimenti – conclude Zazzera -chiediamo ai componenti della Commissione di dare un segnale di coerenza e rispetto per i tanti morti del fascismo e del nazionalsocialismo, bocciando la nomina di Buttafuoco”. LA REPLICA Abbiamo contattato telefonicamente Pietrangelo Buttafuoco - cui diamo tutta la nostra solidarietà e indignazione - che ha così replicato all'infamante comunicato dipietrista: "Leggo che l'onorevole Zazzera mi dà del nazista. Dare del nazista a me dimostra solo una cosa: di essere lui un cretino. Ma nell'accontentarlo ad essere così cretino dovrà pure rassegnarsi: di non essere io un nazista. Risultato: resta un cretino in automatico, anche senza l'aiuto del sillogismo". ... grande Buttafuoco, uomo troppo colto ed intelligente per i cavrones dell' Italiadeivaloribollati !! Edited January 30, 2009 by ROOSTERS99
Guinness Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 Si tenne i soldi, e disse che glieli avevano rubati, ma quando il parente li reclamò, lo ammazzò a colpi di pistola. Razzisti, è nella loro cultura (come la famosa faida che aveva salvato dall'espulsione un altro albanese a Varese, per poi finire non una ma due volte ancora nei casini)
Guinness Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 Razzisti, è nella loro cultura (come la famosa faida che aveva salvato dall'espulsione un altro albanese a Varese, per poi finire non una ma due volte ancora nei casini) A proposito, avete visto che l'ex imam di Varese è stato condannato a 5 anni per costituzione di banda armata con lo scopo di preparare e commettere atti di terrorismo? Meno male che era sicuro di dimostrare la sua innocenza..
Leasir Posted January 30, 2009 Author Posted January 30, 2009 IMMIGRATI MALEDETTI!! TORNATEVENE A CASA VOSTRA!! le tute blu: «Ci rubano il lavoro»Inghilterra, lavoratori in piazza contro gli operai italiani Protesta contro un'azienda che ha inviato nel Lincolnshire tecnici specializzati provenienti dal nostro Paese DAL NOSTRO INVIATO LONDRA - Migliaia di operai britannici sono scesi in sciopero per protestare contro altri lavoratori: italiani. È successo che una azienda italiana, la Irem, ha vinto regolarmente una gara d'appalto per costruire un nuovo impianto ad alta tecnologia in una raffineria della Total nel Lincolnshire, Nord dell'Inghilterra. Una commessa da 200 milioni di sterline. Ma nel cantiere la Irem ha portato un nucleo di tecnici specializzati venuti dall'Italia e da altri Paesi europei. Mercoledì le maestranze della Total hanno cominciato a protestare, sono scese in sciopero sostenendo che gli italiani "rubano i nostri posti"; hanno organizzato picchetti e issato cartelli con la scritta "British jobs for British workers": questa frase, Lavori britannici ai lavoratori britannici, era stata lanciata l'anno scorso dal primo ministro laburista Gordon Brown. Guarda il video delle proteste LA PROTESTA - Sono arrivati i cronisti dei giornali locali, di qualche tabloid londinese pronto a montare sulla storia degli «stranieri ladri di lavoro». Si sono mossi anche i sindacati, per sostenere che la Total avrebbe dovuto dare la preferenza alle aziende e alla manodopera del posto, già colpita dalla crisi. La compagnia francese ha risposto che la società italiana si è portata i suoi tecnici perché aveva bisogno di gente esperta e che nessun locale è stato licenziato, quindi non c'è stato proprio nessun furto di posti. Comunque lo sciopero va avanti ormai da tre giorni e si sta allargando ad altre regioni della Gran Bretagna: da North Killingholme, villaggio nel Nord dell'Inghilterra citato sulle carte geografiche solo perché' lì c'è la grande raffineria della Total teatro dello scontro, la protesta si è diffusa al Galles e anche alla Scozia. Da caso locale, è diventata la prima notizia dei tg della Bbc. Il ministro dell'Ambiente Hilary Benn è intervenuto per dire che gli inglesi «hanno il diritto di ricevere una risposta» dal governo. SCANDALIZZATI - «Noi chiediamo solo che Gordon Brown mantenga la sua promessa: British jobs for British workers», gridano le tute blu inglesi, gallesi e scozzesi che sono unite da scioperi di solidarietà in una mezza dozzina almeno di impianti. Nessuna solidarietà per i circa trecento italiani venuti con la Irem e che sono alloggiati su una nave. I fotoreporter li hanno scrutati con i loro teleobiettivi per catturare immagini degli "usurpatori": qualcuno di loro ha reagito mostrando il dito medio o con il gesto dell'ombrello. I tabloid hanno finto di scandalizzarsi di fronte alla maleducazione. MODELLO WIMBLEDON - Però, nessuno a Londra sembra ricordare quello che gli studiosi chiamavano il "Modello Wimbledon": gli inglesi mettevano a disposizione il campo e poi imprese straniere e grandi gruppi internazionali erano invitati a giocare per rendere sempre più grande l'economia di Londra. Come con il torneo di tennis, vinto da tempo immemorabile da giocatori stranieri. Tutti felici, fino a questa crisi che riaccende anche la xenofobia. Guido Santevecchi 30 gennaio 2009
Guinness Posted January 30, 2009 Posted January 30, 2009 La compagnia francese ha risposto che la società italiana si è portata i suoi tecnici perché aveva bisogno di gente esperta e che nessun locale è stato licenziato. Anche qui assumono extracomunitari venuti col gommone perchè sono più esperti degli italiani..
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