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Io invece oggi voglio citare un episodio marginale ma molto indicativo di come vanno le cose in Italia, un paese MALATO ma seriamente.

Chi hanno eletto alla commissione di vigilanza RAI? Sergio Zavoli. Oh, capiamoci, il più grande giornalista televisivo italiano, mica Cucuzza.

Però posso dire una cosa? Ottantasei anni, otto sei.

Possibile che in questo paese malato e gerontofilo i padri della patria non solo non possano, ma addirittura non vogliano lasciare il posto a qualcuno di più giovane?

Siamo governati e amministrati da persone che erano già in posizioni di prestigio a 40 anni ma che adesso si sono termosaldati alle poltrone e continuano ad eleggersi fra loro compagni di catetere.

Zavoli, tu sei bravo sei il più bravo. Però, cribbio, anche tu...potevi dire "No, a sto giro passo, se volete faccio da consigliere al nuovo presidente."

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"Malpensa? Preferisco Francoforte"

Al Senato lite tra Colaninno e Lega

Roberto Colaninno al Senato

ROMA - Dopo mesi di duelli verbali a distanza sul ruolo di Malpensa, il presidente della Nuova Alitalia Roberto Colaninno e la Lega se le sono finalmente dette in faccia. L'occasione è stata l'audizione del manager davanti alle Commissioni Lavori pubblici e Industria del Senato.

Rispondendo agli esponenti del Carroccio sul futuro dello scalo lombardo, Colaninno non ha nascosto le sue perplessità. "Guardi, io sono un affezionato di Francoforte e infatti per spostarmi faccio sempre Verona-Francoforte con la Air Dolomiti: da Malpensa non ho mai volato se non una volta sola per andare in Sudamerica, ma la scelta era partire da Malpensa o andare fino a Roma e partire da Fiumicino...", ha rimarcato il presidente di Alitalia scatenando le ire della Lega. "Lei pensa a Parigi", lo hanno incalzato accennando all'accordo di partnership con Air France. E ancora: "Sono provocazioni, fa dell'ironia".

Colaninno però non si è scomposto e ha rincarato la dose: "Questi sono i fatti - ha replicato -. In Lombardia, ma anche a Torino, o nel Nord Est, chi pensa a Malpensa? Io abito a Mantova e per arrivare a Malpensa ci metto 5 ore di macchina: 4 ore di viaggio e un'ora per trovare parcheggio. Passo per Verona, Brescia, Bergamo, Linate per poi arrivare a Malpensa. Perché mai a un cittadino come me che sta a Mantova viene riservato questo servizio rispetto a chi vive a pochi chilometri da Malpensa? In Lombardia, come a Torino o nel nordest, secondo voi pensano a Malpensa?".

"Noi - ha concluso il manager - ci confrontiamo con la Sea per arrivare alle definizione di soluzioni compatibili con i costi e con un servizio efficiente da dare agli utenti. Se alla fine, ci sarà una corrispondenza economica, va bene. Se non ci sarà questa compatibilità, non si farà e ce ne dispiace".

La nascita di Cai era stata annunciata dal presidente del Consiglio come una difesa dell'italianità dell'azienda aerea, ma dopo le ultime affermazioni di Colaninno il giudizio della Lega sembra ora essere diverso. "E' inconcepibile che il presidente

di una compagnia aerea, che vorrebbe essere di bandiera, affermi che l'aeroporto a cui si sente affezionato sia Francoforte e che a Malpensa non ci sia mai andato", ha commentato il vicepresidente dei deputati leghisti Marco Reguzzoni.

Duro per le parole pronunciate in Senato dal presidente di Alitalia anche il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. "Il dottor Colaninno, che si vanta di non aver mai volato da Malpensa vuole farci chiudere anche Linate e far partire tutti i milanesi da un aeroporto che non ha mai preso in considerazione. La misura è colma, al danno ora si aggiunge anche la beffa", ha tuonato l'amministratore del Pd.

Detto che qualcuno si era impegnato a dire che Malpensa sarebbe stata difesa, quello che Colaninno dice su Mantova - Malpensa è vero come è vero che il governatore del Veneto Galan espresse idee simili.

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Io invece oggi voglio citare un episodio marginale ma molto indicativo di come vanno le cose in Italia, un paese MALATO ma seriamente.

Chi hanno eletto alla commissione di vigilanza RAI? Sergio Zavoli. Oh, capiamoci, il più grande giornalista televisivo italiano, mica Cucuzza.

Però posso dire una cosa? Ottantasei anni, otto sei.

Possibile che in questo paese malato e gerontofilo i padri della patria non solo non possano, ma addirittura non vogliano lasciare il posto a qualcuno di più giovane?

Siamo governati e amministrati da persone che erano già in posizioni di prestigio a 40 anni ma che adesso si sono termosaldati alle poltrone e continuano ad eleggersi fra loro compagni di catetere.

Zavoli, tu sei bravo sei il più bravo. Però, cribbio, anche tu...potevi dire "No, a sto giro passo, se volete faccio da consigliere al nuovo presidente."

Si chiama Gerontocrazia.

Serve anche a dimostrare che si può allungare la vita lavorativa e quindi portare a 70 anni il limite per la pensione.

Per inciso,se a 65 anni mi proponessero di fare il Senatore la pensione potrebbe aspettare. E' l'andare in ufficio o in fabbrica che mi piacerebbe poco.

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Io invece oggi voglio citare un episodio marginale ma molto indicativo di come vanno le cose in Italia, un paese MALATO ma seriamente.

Chi hanno eletto alla commissione di vigilanza RAI? Sergio Zavoli. Oh, capiamoci, il più grande giornalista televisivo italiano, mica Cucuzza.

Però posso dire una cosa? Ottantasei anni, otto sei.

Possibile che in questo paese malato e gerontofilo i padri della patria non solo non possano, ma addirittura non vogliano lasciare il posto a qualcuno di più giovane?

Siamo governati e amministrati da persone che erano già in posizioni di prestigio a 40 anni ma che adesso si sono termosaldati alle poltrone e continuano ad eleggersi fra loro compagni di catetere.

Zavoli, tu sei bravo sei il più bravo. Però, cribbio, anche tu...potevi dire "No, a sto giro passo, se volete faccio da consigliere al nuovo presidente."

stesso mio pensiero nell'apprendere la notizia! :o

è entrato in RAI nel 1947!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Io invece oggi voglio citare un episodio marginale ma molto indicativo di come vanno le cose in Italia, un paese MALATO ma seriamente.

Chi hanno eletto alla commissione di vigilanza RAI? Sergio Zavoli. Oh, capiamoci, il più grande giornalista televisivo italiano, mica Cucuzza.

Però posso dire una cosa? Ottantasei anni, otto sei.

Possibile che in questo paese malato e gerontofilo i padri della patria non solo non possano, ma addirittura non vogliano lasciare il posto a qualcuno di più giovane?

Siamo governati e amministrati da persone che erano già in posizioni di prestigio a 40 anni ma che adesso si sono termosaldati alle poltrone e continuano ad eleggersi fra loro compagni di catetere.

Zavoli, tu sei bravo sei il più bravo. Però, cribbio, anche tu...potevi dire "No, a sto giro passo, se volete faccio da consigliere al nuovo presidente."

Mamma che tristezza ! Quoto Ponch ! :P:P

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“We Want More Foibe” ovvero “Vogliamo più Foibe”.

Si chiama così la pagina creata su Facebook e Indymedia per annunciare un presidio per Sabato 7 Febbraio in Piazza della Costituzione indetto con lo scopo di impedire la “Fiaccolata del Ricordo” organizzata da Alleanza Nazionale e Azione Giovani per celebrare appunto la “Giornata del Ricordo” dei martiri delle Foibe e dell’esodo dei 350.000 giuliano-dalmati e istriani, ricorrenza fissata per il 10 Febbraio da una legge dello Stato.

Nelle pagine in questione, dove compaiono anche nome e cognome dell’ideatore ed un indirizzo e-mail che pare di una nota rete di studenti medi(http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/event.php?eid=46280489486&ref=shar) e sul sito Indymedia (http://toscana.indymedia.org/article/4613), si legge a chiare lettere che “la destra fiorentina, come ogni anno, scende (o almeno tenta di scendere) in piazza, per ricordare una FARSA, quella delle FOIBE” e pertanto si lancia un “FACCIAMO SENTIRE QUESTI 3 STRONZI INDESIDERATI NELLA NOSTRA CITTA, LORO SONO I VERI EXTRACOMUNITARI A FIRENZE” annunciando il “PRESIDIO SABATO 7 FEBBRAIO ORE 15 IN PIAZZA DELLA COSTITUZIONE”. “Riteniamo di una vigliaccheria unica le parole riportate in questa pagina di Facebook – commenta Francesco TORSELLI, presidente di Azione Giovani e promotore della manifestazione – e vogliamo sperare siano figlie soprattutto dell’ignoranza di questi ragazzini poiché se così non fosse significherebbe che l’ideologia avrebbe già offuscato talmente tanto i loro giovani cervelli da portarli ad offendere così, ignobilmente, la memoria di questi morti italiani”. “Quest’anno – prosegue TORSELLI – abbiamo volutamente organizzato la manifestazione escludendo dal corteo qualsiasi simbolo di partito e aprendo l’evento a tutta la cittadinanza proprio perché i morti nelle foibe non appartengono ad una fazione politica, ma a tutti gli italiani, ma ciò nonostante c’è ancora chi preferisce trincerarsi dietro offese, insulti e minacce trasformando un momento di raccoglimento e di tributo come quello della Giornata del Ricordo in uno squallido tentativo di propaganda ideologica. Ma la cosa che più ci dispiace – continua ancora TORSELLI – è sapere che per questi quattro figli di papà che giocano a fare la rivoluzione, le forze dell’ordine dovranno mobilitarsi in massa ed una zona nevralgica della città dovrà pagare per i disagi causati da questi provocatori”. “Da parte nostra – sottolinea ancora TORSELLI – la certezza che nessuno cadrà nelle loro infantili provocazioni, ma anche la richiesta che chi diffonde materiale offensivo per la memoria dei martiri italiani e per la storia del nostro paese, chi minaccia disordini e violenze, mostrando pure la faccia tosta di firmare con nome e cognome venga punito. Credo che se le associazioni che rappresentano i figli degli infoibati e degli esuli volessero intraprendere azioni legali verso chi offende gratuitamente i loro cari, nessuno avrebbe da obiettare”. “Due anni fa il Sindaco di Firenze scrisse una lettera ai consiglieri comunali del suo partito che avevano espresso la volontà di partecipare ad un presidio svoltosi poi sotto le insegne degli infoibatori titini e dell’ex-Unione Sovietica, facendo notare loro l’istituzionalità di questo giorno. Con le primarie del PD alle porte – conclude TORSELLI – gradiremmo molto sapere che posizione hanno i candidati della sinistra democratica alla carica di Sindaco in merito a questa situazione assolutamente anomala che vede da una parte sfilare uomini e donne con le bandiere tricolori e dall’altro esultare per la tragedia delle foibe… Anzi, chiederne di più, perché evidentemente per questi ragazzetti, 30.000 e passa italiani gettati vivi nelle cavità carsiche non sono sembrati sufficienti”.

RICORDIAMO A TUTTI L'APPUNTAMENTO:

SABATO ORE 16 A CASAGGì (VIA MARUFFI - FIRENZE)

A SEGUIRE CONCERTO IDENTITARIO...

:P:g[1]::P

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Raglio d'asino non sale in cielo.

Vero però che per colpa di queste nullità polizia e CC dovranno essere distolti da compiti più importanti.

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Io invece oggi voglio citare un episodio marginale ma molto indicativo di come vanno le cose in Italia, un paese MALATO ma seriamente.

Chi hanno eletto alla commissione di vigilanza RAI? Sergio Zavoli. Oh, capiamoci, il più grande giornalista televisivo italiano, mica Cucuzza.

Però posso dire una cosa? Ottantasei anni, otto sei.

Possibile che in questo paese malato e gerontofilo i padri della patria non solo non possano, ma addirittura non vogliano lasciare il posto a qualcuno di più giovane?

Siamo governati e amministrati da persone che erano già in posizioni di prestigio a 40 anni ma che adesso si sono termosaldati alle poltrone e continuano ad eleggersi fra loro compagni di catetere.

Zavoli, tu sei bravo sei il più bravo. Però, cribbio, anche tu...potevi dire "No, a sto giro passo, se volete faccio da consigliere al nuovo presidente."

QCQ ;)

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Non voglio ritornare sulla correttezza o meno dell'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana.

Faccio però notare che stiamo per fare in 3 giorni una legge che non si è riusciti a fare in 10 anni.

Una legge in cui la questione etico/morale dovrebbe soverchiare quella politica e quindi tutti i partiti dovrebbero dire il famoso "ognuno voti per coscienza".

Invece temo, ORRORE, che si vada alla fiducia.

Trovo assurde le ultime dichiarazioni di Schifani: prima dice "chiedo al padre di aspettare il Parlamento", come promettendo una soluzione veloce e che andrà nella direzione da lui voluta. Tralasciando il fatto che se ricominciassero a idratare Eluana il Parlamento ci metterebbe 10 anni a fare questa legge, mi sembra evidente che la legge che, forse, potrebbe passare è quella del testamento biologico con volontà manifesta (e l'interruzione dell'idratazione sarebbe comunque da cabire se prevista).

Ora, il buon Schifani ha pure dichiarato: "Nel caso di Eluana la volontà è solo presunta".

Dico, lo stai prendendo per il culo questo Englaro?

Gli stai chidedendo di aspettare una legge che lo costringerà a ripartire da zero con avvocati e giudici?

Sul B. neanche mi pronuncio.

Posted

Sì, Tat. Hai ragione.

Su questa questione, che avevo ostinatamente cercato di evitare perchè in assenza di opinioni se non quelle relative a quello che vorrei fosse di me medesimo tocca dire due cose.

La mia prima impressione è che il B. debba aver ricevuto il risultato di un sondaggio cannato o una chiamata dal centro di Roma o entrambe le cose.

Di certo, la fretta mi sembra oltraggiosa e patetica.

Nel caso specifico, i medici giurano quanto segue tra l'altro

"Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:

(...)

di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;

"ma anche"

(...)

di astenermi dall'"accanimento" diagnostico e terapeutico."

Ora secondo me la cosa funziona così: Eluana non può essere accoppata per sete in assenza di un chiaro testamento biologico. Forse un domani saremo capaci di creare un tale documento e di normare queste situazioni compatibilmente con l'aspirazione dei medici a non diventare dei dispensatori di morte, con relative obiezioni e business che si genererebbero.

Per ora non ci può essere una soluzione istituzionale al problema del signor Englaro. Ci sarebbero state svariate opzioni più discrete, che by the way immagino siano la norma ogni giorno in migliaia di ospedali, ma il suo ostinato voler rendere pubblica questa vicenda oramai lo ha tagliato fuori da questa possibilità.

Questo SECONDO ME.

Poi ovviamente vi sono n mila pronunciamenti di enti preposti che in un paese normale dovrebbero normare non certo tutti i casi, per cui serve una legge, ma la questione Englaro.

Essendo noi in un paese del tutto A-normale ovviamente, questi pronunciamenti possono essere impugnati da chiunque, sia essa la pro loco di Montegrino Valtravaglia o il presidente del consiglio.

Posted (edited)

Dico la mia su un argomento molto, molto diffcile....

Non mi piace , ma proprio per nulla l' idea della morte per inedia, anche se di una persona in stato "vegetativo" da 17 anni.

E' un oltraggio alla vita, un insulto all' essere umano, IMHO.

Massimo rispetto per un padre disperato, distrutto, ma la volontà di Eluana non è esplicitata in modo alcuno.

In questo caso no esiste "terapia" e quindi è impossibile parlare di accanimento.

La politica:

come sempre fà schifo, tuttavia qualsiasi "operazione" volta ad impedire lo scempio che sta avvenendo a Udine trova la mia

approvazione. Personalmente avrei convocato il parlamento sabato e domenica.

Mi auguro che ogni forza politica lasci libertà assoluta di coscienza, ma se è vero che i radicali arriveranno con 1000 emendamenti per rallentare la legge ( e "permettere" così che Eluana muoia.... :D:lol: ), ben venga il voto di fiducia.

Male, malissimo Napolitano che prima "scrive " al governo e poi non firma il decreto.

Che orribile tragedia....... :lol::lol:

Edited by ROOSTERS99
Posted (edited)
Massimo rispetto per un padre disperato, distrutto, ma la volontà di Eluana non è esplicitata in modo alcuno.

La "volontà" di Eluana non esiste più.

Edited by Leasir
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Dico la mia su un argomento molto, molto diffcile....

Non mi piace , ma proprio per nulla l' idea della morte per inedia, anche se di una persona in stato "vegetativo" da 17 anni.

E' un oltraggio alla vita, un insulto all' essere umano, IMHO.

Massimo rispetto per un padre disperato, distrutto, ma la volontà di Eluana non è esplicitata in modo alcuno.

In questo caso no esiste "terapia" e quindi è impossibile parlare di accanimento.

La politica:

come sempre fà schifo, tuttavia qualsiasi "operazione" volta ad impedire lo scempio che sta avvenendo a Udine trova la mia

approvazione. Personalmente avrei convocato il parlamento sabato e domenica.

Mi auguro che ogni forza politica lasci libertà assoluta di coscienza, ma se è vero che i radicali arriveranno con 1000 emendamenti per rallentare la legge ( e "permettere" così che Eluana muoia.... :D:D ), ben venga il voto di fiducia.

Male, malissimo Napolitano che prima "scrive " al governo e poi non firma il decreto.

Che orribile tragedia....... -_--_-

Accetto il discorso sull'impossibilità di far morire per sete Eluana. La posizione "E' viva, non la stiamo curando ma solo alimentando, se smettiamo muore di sete e non della sua patologia" si può condividere o meno ma ha una sua logica.

Non accetto il discorso sulla volontà. Dopo 17 anni di coma vegetativo, dopo anni di tribunali che stabiliscono che il padre sta riportando la sua volontà mi sembra assurdo mettere in dubbio questa volontà. Cosa si deve fare, dire al padre "Mi dispiace, sua figlia doveva firmare un atto del 92 per allinearsi ad una legge del 2009"?

In questo teatrino preferisco le posizioni chiare: "E' viva, non la si può uccidere" , "Quella non è vita, quindi non è omicidio", "Ognuno deve poter morire se lo desidera" etc.

Parlare di burocrazia e di sofismi invece mi fa incazzare.

Nota a margine: il Presidente della Repubblica ha fatto il suo. E' normale e già accaduto svariate volte che dia indicazioni preventive per non arrivare alla non firma senza preavvisi, cosa che è, in genere, ancor più spiacevole.

In questo ha anche fatto un favore al governo, avrebbe potuto starsene zitto, ricevere il decreto (di venerdì), prendersi il massimo del tempo concesso dalla legge e poi rispedirlo al mittente non firmato. Così il governo il disgno di legge l'avrebbe dovuto scrivere ancor più tardi.

Sicuramente Napolitano non ha fatto ostruzionismo.

Fare una legge su questo argomento in 3 giorni è comunque un errore.

Posted
.....

. Ci sarebbero state svariate opzioni più discrete, che by the way immagino siano la norma ogni giorno in migliaia di ospedali,

...

io spero che quello che dici sia sbagliato

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Restando solo sul tema politico della vicenda Englaro, sono disgustata dal comportamento di B.

Pur ritenendomi credente e pur avendo votato questo governo, mi ritrovo schifata nel vedere che lo stato LAICO che da sempre mi è stato propinato nell'inutile ora di educazione civica a scuola, altro non è che uno Stato nelle mani della Chiesa.

B. ha innegabilmente ricevuto telefonate assai convincenti dal centro di Roma, così come altri esponenti del Governo.

Evidentemente i sondaggi hanno avvalorato il peso delle telefonate e i nostri politici, noti paraculi bipartisan (se ci fosse stata la sx al governo, avrebbe fatto la stessa cosa, visto "il tipo" ma soprattutto la provenienza di certe pressioni), seguono la direzione che permettereà loro di essere rieletti quando sarà il momento.

In tutta questa storia, a quanti interessa veramente di Eluana?

Posted (edited)
Accetto il discorso sull'impossibilità di far morire per sete Eluana. La posizione "E' viva, non la stiamo curando ma solo alimentando, se smettiamo muore di sete e non della sua patologia" si può condividere o meno ma ha una sua logica.

Non accetto il discorso sulla volontà. Dopo 17 anni di coma vegetativo, dopo anni di tribunali che stabiliscono che il padre sta riportando la sua volontà mi sembra assurdo mettere in dubbio questa volontà. Cosa si deve fare, dire al padre "Mi dispiace, sua figlia doveva firmare un atto del 92 per allinearsi ad una legge del 2009"?

I tribunali non mi pare abbiano sentenziato che il padre è il sicuro depositario e portatore della volontà della figlia...

In questo teatrino preferisco le posizioni chiare: "E' viva, non la si può uccidere" , "Quella non è vita, quindi non è omicidio", "Ognuno deve poter morire se lo desidera" etc.

Parlare di burocrazia e di sofismi invece mi fa incazzare.

Se la burocrazie ed i sofismi le salvano la vita, siano i benvenuti.

Nota a margine: il Presidente della Repubblica ha fatto il suo. E' normale e già accaduto svariate volte che dia indicazioni preventive per non arrivare alla non firma senza preavvisi, cosa che è, in genere, ancor più spiacevole.

In questo ha anche fatto un favore al governo, avrebbe potuto starsene zitto, ricevere il decreto (di venerdì), prendersi il massimo del tempo concesso dalla legge e poi rispedirlo al mittente non firmato. Così il governo il disgno di legge l'avrebbe dovuto scrivere ancor più tardi.

Sicuramente Napolitano non ha fatto ostruzionismo.

Ma quando mai è accaduto "svariate volte " un ingerenza del Presidente della Repubblica sul governo ???

Mi pare, inoltre, che il motivo per cui nan ha firmato ricada nella "non urgenza" del provvedimento ; faccia poi lui.....

Fare una legge su questo argomento in 3 giorni è comunque un errore.

No, se la contropartita è fermare lo scempio....

Edited by ROOSTERS99
Posted (edited)
Restando solo sul tema politico della vicenda Englaro, sono disgustata dal comportamento di B.

Pur ritenendomi credente e pur avendo votato questo governo, mi ritrovo schifata nel vedere che lo stato LAICO che da sempre mi è stato propinato nell'inutile ora di educazione civica a scuola, altro non è che uno Stato nelle mani della Chiesa.

B. ha innegabilmente ricevuto telefonate assai convincenti dal centro di Roma, così come altri esponenti del Governo.

Evidentemente i sondaggi hanno avvalorato il peso delle telefonate e i nostri politici, noti paraculi bipartisan (se ci fosse stata la sx al governo, avrebbe fatto la stessa cosa, visto "il tipo" ma soprattutto la provenienza di certe pressioni), seguono la direzione che permettereà loro di essere rieletti quando sarà il momento.

In tutta questa storia, a quanti interessa veramente di Eluana?

A me interessa, di lei in quanto persona ed in quanto simbolo di una battaglia di principio decisiva.

A tale fine, se è vero che sono arrivate telefonate al Presidente del Consiglio "dal centro di Roma", sono state le benvenute.

Sono da sempre un forte sostenitore della laicità dell Stato, ma in questo caso sono in gioco principi molto, ma molto più alti, IMHO.

Edited by ROOSTERS99
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Per Tatanka, quanto alla vicenda giudiziaria: dal 1999 al 2006 ben 7 sentenze sono contrarie, poi....

..............................

Il 16 ottobre 2007: tutto cambia. Arriva il 16 ottobre del 2007. Data importante. A Roma accade qualcosa di nuovo e sorprendente: ribaltando la sentenza del 2005, la Sezione prima civile della Suprema corte, presieduta da Maria Gabriella Luccioli, annulla il decreto della Corte d’Appello del 2006 e rinvia tutto a un nuovo processo, sostenendo che il giudice può, su istanza del tutore, autorizzare la sospensione in presenza di due circostanze. Primo, la condizione di stato vegetativo del paziente apprezzata clinicamente come irreversibile e l’accertamento, sulla base di elementi tratti dal vissuto del paziente, che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento.

Secondo i resoconti giornalistici, nulla lascia presagire l’esito finale. Anzi. Il sostituto procuratore generale nella sua requisitoria Caliendo, chiedendo il rigetto del ricorso di Englaro, ha esposto le argomentazioni accolte per sette anni dai tribunali: «Il trattamento al quale è sottoposta Eluana è difficile da qualificare come sanitario, in quanto si tratta soltanto della somministrazione del nutrimento. Il nostro ordinamento tutela più di ogni altra cosa, il valore supremo rappresentato dal bene della vita, ancor più del valore della dignità umana: la decisione se vivere e morire e come vivere e morire deve essere lasciata alle persone direttamente interessate e non ad altri».

Ma la presidente Maria Gabriella Luccioli, prima donna ad arrivare alla Suprema Corte e a ricoprire quella carica tra gli ermellini, vuole innovare. Come scrive il Corriere della Sera dell’11 luglio 2008, nella sua carriera ha già riscritto il diritto di famiglia a colpi di sentenze, probabilmente ora tocca al fine vita. E quel giorno di autunno ribalta tutto, sostenendo di attenersi al dettato costituzionale che tutela il diritto del paziente di non curarsi, in questo caso prevalente su quello alla vita. Il magistrato però dichiara, sempre al quotidiano milanese, quali sono gli obiettivi politici: «In effetti non esiste in Italia una legge sul testamento biologico, ma spetta ai parlamentari decidere cosa fare. Noi magistrati abbiamo fatto il nostro, non potevamo fare altrimenti. Adesso il legislatore faccia il suo. Se vuole».

A ruota la "sentenza" della Corte d'Appello di Milano. Le linee di indirizzo del procedimento ora sono cambiate. La sentenza del 9 luglio 2008 si inserisce nel nuovo solco. Primo, si accolgono solo le perizie mediche di Defanti che accertano l’irreversibilità di Eluana, senza ulteriori accertamenti. Soprattutto, viene autorizzata dalla corte presieduta da Giuseppe Patrone la sospensione dell’alimentazione, attenendosi alla raccomandazione della Cassazione di tenere conto, nella determinazione delle volontà di Eluana, «della sua personalità del suo stile di vita, delle sue inclinazioni, dei suoi valori di riferimento e delle sue convinzioni etiche, religiose, culturali e filosofiche». Quelle prove orali giudicate in precedenza generiche e insufficienti, divengono ora attendibili e indicative della volontà della paziente. Questa è la novità. Di conseguenza, davanti al prevalere della volontà, passa in secondo piamo il fatto che l’alimentazione non sia un atto terapeutico.

Il modo di determinare la volontà di morire con testimonianze lontane nel tempo è un’anomalia, commentano diversi giuristi, dato che nella nostra giurisprudenza la forma scritta è l’unica garanzia per una più certa formulazione della volontà.

La stessa Suprema Corte, ad esempio, nell’ambito del diritto di non curarsi di pazienti testimoni di Geova, ha riaffermato l’obbligo del medico di salvare la vita, anche contro la volontà del soggetto e le sue credenze religiose. In queste decisioni si legge che qualora il paziente si trovi in stato di incoscienza, la manifestazione del «non consenso» a un determinato trattamento sanitario, ancorché salvifico, dovrà ritenersi vincolante per i medici soltanto se contenuta in «una dichiarazione articolata, puntuale ed espressa, dalla quale inequivocabilmente emerga detta volontà».

Torniamo a Eluana .Siamo alle fasi finali della maratona giudiziaria. In agosto la Procura Generale ricorre in Cassazione contro il verdetto . Il 3 settembre la Regione Lombardia, rispondendo a una lettera di diffida dei legali della famiglia Englaro, afferma che il personale sanitario lombardo non può interrompere i trattamenti vitali per la paziente.

La Cassazione «si lava le mani». Il 13 novembre la Cassazione respinge il ricorso del procuratore milanese autorizzando definitivamente i medici a sospendere l’alimentazione. Il 26 gennaio 2009 il Tar lombardo si pronuncia contro la giunta regionale: non si può vietare alle strutture della regione di sospendere l’alimentazione, come previsto dalla Cassazione. È interessante notare che uno dei magistrati del Tar, Dario Simeoli, estensore della decisione in un articolo sulla rivista "Giustizia civile" del 2008 ha già affrontato il caso Englaro elogiando la sentenza della Cassazione perché prefigurava l’eutanasia passiva. Le norme impongono l’astensione dal giudizio in questi casi. Perché allora ha scritto la delibera? Resta uno dei quesiti da chiarire nella lunga e strana vicenda di Eluana nelle nostre aule giudiziarie.

Paolo Lambruschi

:D

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Tornado a crisi e protezionismo..... la Svizzera ha deciso :

8 febbraio 2009 - 18.10

In tempo di crisi prevale l'apertura verso l'Europa

Libera circolazione con l'UE: i sì sfiorano il 60% I cittadini svizzeri hanno ribadito con chiarezza il loro sì alla libera circolazione delle persone con l'Unione europea. Di fronte alla crisi economica, la maggioranza ha preferito evitare esperimenti.

Un sì forte e chiaro, più netto del previsto e predominante nella maggior parte dei cantoni. Atteso con trepidazione, definito da più parti un momento storico per le relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea, il voto dell'8 febbraio ha fornito una risposta senza ambiguità.

Una solida maggioranza degli svizzeri continua a essere favorevole alla libera circolazione delle persone con l'Unione europea. Il voto di domenica conferma i risultati delle precedenti votazioni sull'argomento, nel 2000 e nel 2005.

Anzi, con il 59,6% di sì gli svizzeri hanno dato un sostegno più netto alla libera circolazione delle persone che nel settembre del 2005, quando si trattava di approvare l'estensione dell'accordo a dieci nuovi paesi dell'UE. Allora il sì aveva raggiunto quota 56%.

Conferma della via bilaterale

Il voto può essere letto anche come conferma della via bilaterale nei rapporti con l'Unione europea. Sul risultato scaturito dalle urne hanno senza dubbio influito le possibili conseguenze di un no sull'intero impianto degli accordi bilaterali I.

L'argomento dei promotori del referendum contro l'estensione della libera circolazione a Bulgaria e Romania, secondo cui un no all'accordo non avrebbe necessariamente fatto scattare la cosiddetta clausola ghigliottina, non sembra aver convinto.

In effetti, appariva difficile pensare che un no al rinnovo e all'estensione dell'accordo potesse rimanere senza conseguenze per i rapporti tra Berna e Bruxelles. Anche nella migliore delle ipotesi, nuovi negoziati con l'Unione europea si sarebbero svolti in un clima molto difficile.

D'altro canto, in tutte le votazioni sulle relazioni tra Svizzera e Unione europea, i cittadini elvetici si sono espressi a favore di un avvicinamento graduale e prudente a Bruxelles, mentre hanno respinto le proposte di una collaborazione più stretta (in particolare con lo storico no del 1992 all'adesione allo Spazio economico europeo).

Ragionevoli in un momento di crisi

Nel corso della campagna per il voto, i promotori del referendum hanno cercato in particolare di far leva sui timori della popolazione di fronte alla crisi economica e all'aumento della disoccupazione. Ancora pochi giorni prima del voto, la destra nazional-conservatrice ha lanciato una campagna d'inserzioni nella stampa basata sugli ultimi dati sulla disoccupazione in Svizzera.

I timori legati alla situazione economica non sono però bastati per spingere la maggioranza della popolazione ad adottare un atteggiamento di chiusura verso l'Europa. Anzi, si può ritenere che proprio i segnali di recessione abbiano indotto gli svizzeri a evitare esperimenti dagli esiti incerti e a compiere una scelta ragionevole.

Evidentemente, i rischi di un forte aumento dell'immigrazione dalla Romania e dalla Bulgaria sono stati considerati dai cittadini elvetici meno gravi di quelli di una possibile crisi nei rapporti con il partner commerciale di gran lunga più importante della Svizzera. L'accordo sulla libera circolazione delle persone è stato vissuto finora più che altro come fattore positivo per l'economia svizzera.

La destra nazional-conservatrice perde di nuovo

Il voto di domenica segna anche una nuova sconfitta della destra antieuropeista e dell'Unione democratica di centro (UDC) sul tema dei rapporti tra Svizzera e Unione europea. Del resto, l'UDC è scesa in campo a favore del no solo dopo molte esitazioni, incalzata dai partiti alla sua destra e dalle sue organizzazioni giovanili e contro il parere della sua ala economica.

L'esperienza ha insegnato al partito che vincere una votazione contro il governo, la maggioranza del parlamento, le principali organizzazioni economiche e i sindacati è un'impresa disperata. Il fatto che all'UDC il colpo sia già riuscito una volta - nel 1992, in occasione del voto sull'adesione allo Spazio economica europeo - ha del resto contribuito in maniera determinante alla sua fama di temibile macchina elettorale.

Il 40,4% ottenuto domenica è un risultato abbastanza modesto, per i parametri della destra nazional-conservatrice. Rappresenta tuttavia una percentuale ben più ampia della forza elettorale dei partiti coinvolti nella campagna per il no.

Insieme al dato del Ticino, che mostra il profondo malessere di quel cantone nei confronti dell'Unione europea, questa percentuale rimane pur sempre un monito contro troppo facili entusiasmi.

Un regalo svizzero all'Europa

Ciò non toglie che il voto dell'8 febbraio assuma un ruolo simbolico che va anche al di là della sua importanza politica contingente. Domenica gli svizzeri hanno partecipato alla cinquantesima consultazione popolare svoltasi in un paese europeo su un tema riguardante l'Unione europea.

Il fatto che nel pieno di una delle peggiori crisi economiche degli ultimi ottant'anni dalle urne di un paese ritenuto, a torto o a ragione, fra i più euroscettici d'Europa sia scaturito un risultato favorevole all'ampliamento dei rapporti con l'Unione europea, rappresenta senza dubbio un segnale degno di nota.

swissinfo, Andrea Tognina

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