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Io prorpio non riesco a considerare un diritto il disporre della vita altrui.

Spero ti renda conto di ciò che hai appena detto.

Secondo me, no.

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Posted (edited)
La totale assenza di fede è in effetti un ostacolo insormontabile per te nel capire chi invece riesce a goderne.

La tua fede è invece, per te, un ostacolo insormontabile nel comprendere e rispettare la libertà di coscienza altrui.

Edited by davide
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La totale assenza di fede è in effetti un ostacolo insormontabile per te nel capire chi invece riesce a goderne.
La tua fede è invece, per te, un ostacolo insormontabile nel comprendere e rispettare la libertà di coscienza altrui.

la fede non è un concetto indissolubilmente legato a quello di dio, meno che mai a quello dei cattolici.

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Milano, tabaccaio uccise ladro e ferì complice

un anno e 8 mesi per omicidio colposo

MILANO - Omicidio colposo al tabaccaio milanese che nel maggio del 2003 reagì alla rapina nel suo negozio in piazzale Baracca uccidendo il giovane malvivente - Alfredo Merlino di 20 anni - e ferì il complice - Andrea Solaro, oggi 24enne. Contro la richiesta delll'accusa che voleva una sentenza per omicidio volontario - 9 anni e mezzo - la Corte d'assise di Milano ha condannato Giovanni Petrali, 75 anni, ad un anno e 8 mesi: un anno per l'omicidio colposo con l'attenuante della provocazione e otto mesi per aver utilizzato l'arma regolarmente detenuta fuori dal negozio.

"Pensavo meglio", ha detto il tabaccaio, presente in aula alla lettura della sentenza. "Il rapinatore morto? Non c'è più. Cosa devo dire. Dispiace a tutti. Le cose sono andate così. Tornassi indietro le armi le lascerei lì dove sono. Visto l'andazzo, le armi meglio lasciarle perdere".

Tra i presenti anche Stefano Solaro, fratello di Andrea, il rapinatore ferito dal tabaccaio: "Avrei preferito che l'omicidio di Merlino fosse giudicato volontario. Mio fratello ora sta bene - ha detto - ha pagato tutto quanto doveva pagare alla giustizia: ora studia giurisprudenza".

Presidente della Corte d'Assise, Luigi Cerqua lo stesso magistrato che condannò per lesioni e omicidio colposo i gioiellieri Maiocchi accusati di aver ucciso nell'aprile 21004 un rapinatore montenegrino fuori dal loro negozio in via Ripamonti a Milano. "La colpa del tabaccaio - ha spiegato il giudice - è consistita in un errore di percezione della situazione in cui si trovava".

Davanti a Palazzo di Giustizia la solidarietà della Lega al tabaccaio. "Doveva essere condannato a anni zero e a euro zero", ha detto Matteo Salvini, capogruppo della Lega in consiglio comunale.

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Senza parole....

Troppo? Troppo poco?

A me sembra che, dando per scontato che l'omicidio ci fosse, la scelta del colposo sia stata molto premiante, per il tabaccaio.

Milano non è il Far West.

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Troppo? Troppo poco?

A me sembra che, dando per scontato che l'omicidio ci fosse, la scelta del colposo sia stata molto premiante, per il tabaccaio.

Milano non è il Far West.

Avevo letto male, pensavo che si fosse deciso per l'omicidio volontario. Così, la sentenza mi pare giusta.

Posted (edited)
Non credo che il buon Ponch si beva frottole quotidiane: ha una marea di difetti, quello sì (come il movimento in post basso :huh: ) ma diamogli atto della sua onestà intellettuale.

Bye,

Mau

Io questo genere di attacco personale non lo posso tollerare.

Non me ne sbatte un tubo della mia onestà intellettuale ovviamente, ma non si osi criticare il mio movimento in post basso.

Non per altro, ma altrimenti cosa si dovrebbe dire della mia partenza incrociata?

:g[1]:

Edited by Ponchiaz
Posted
Io questo genere di attacco personale non lo posso tollerare.

Non me ne sbatte un tubo della mia onestà intellettuale ovviamente, ma non si osi criticare il mio movimento in post basso.

Non per altro, ma altrimenti cosa si dovrebbe dire della mia partenza incrociata?

:g[1]:

quale movimento in post basso? :huh:

sul gioco fronte a. canestro, invece, nulla da dire

Posted (edited)
quale movimento in post basso? :g[1]:

sul gioco fronte a. canestro, invece, nulla da dire

Basta, è una gazzarra indegna volta ad incrinare l'autorità della mia figura.

IO NON CI STO.

QUANDO TU ANDAVI ANCORA ALL'ASILO IO ERO GIA' MOVIOLONE!!

Comunque, leasir, non ti stupirà scoprire che ho cominciato a sviluppare qualche parvenza di movimento spalle a canestro al campetto. Abbi pietà...

Edited by Ponchiaz
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Basta, è una gazzarra indegna volta ad incrinare l'autorità della mia figura.

IO NON CI STO.

QUANDO TU ANDAVI ANCORA ALL'ASILO IO ERO GIA' MOVIOLONE!!

Purtroppo io c'ero e non posso fare altro che confermare....

Ciò ha modificato radicalmente in me il concetto di pallacanestro, e ne pago le conseguenze ancora oggi.

Bye,

Mau

Posted
La tua fede è invece, per te, un ostacolo insormontabile nel comprendere e rispettare la libertà di coscienza altrui.

-_-:nono[1]::D

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Non rompete i Maroni

Il ministro rifiuta l'accordo con gli Usa per una Guantanamo italiana

"Non voglio i detenuti di Guantanamo. Gli Stati Uniti sono grandi, possono spostarli altrove". E' una delle prese di posizione che Roberto Maroni anticipa nel numero di 'Panorama' in edicola da oggi. Nell'intervista, il ministro dell'Interno annuncia di voler rinforzare i controlli dei clandestini dalla Libia e di voler risolvere il problema di Lampedusa. E sui minorenni, accusati di gravi reati, compresi gli stupri, dice: "Preferisco la prevenzione. A titolo personale sono favorevole a colpire duramente chi commette certi reati anche se minorenne".

Maroni sta dimostrando fermezza nella lotta alla mafia.

Ora questa dichiarazione contro-corrente rispetto alle posizioni supine che di solito l'Italia ha nei confronti degli USA.

Lo faranno saltar per aria o, alla meglio, finirà su una spiaggia tunisina...

Remember Sigonella!!! -_-

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Bangalore - Siglato l'accordo con Tata per una joint venture in India che prevede l’assemblaggio finale dell’elicottero AW119 per i clienti di tutto il mondo

AgustaWestland produrrà l'AW119 in India

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AgustaWestland e Tata Sons hanno siglato un Memorandum of

Understanding per la creazione di una joint venture in India per l’assemblaggio finale "in loco" dell’elicottero AW119.

L’accordo è stato firmato oggi, 12 febbraio 2009, a Bangalore da Giuseppe Orsi, Amministratore Delegato di AgustaWestland, e Ratan Tata, Presidente di Tata Sons, in occasione del salone aeronautico “Aero India”.

La nuova joint venture si occuperà dell’assemblaggio finale, della customizzazione e delle consegne dell’AW119 ai clienti in tutto il mondo, mentre AgustaWestland continuerà a essere responsabile delle attività di marketing e vendita dell’elicottero a livello globale. Per soddisfare la domanda mondiale, il rateo produttivo del nuovo stabilimento si attesterà sulle 30 unità l’anno; la consegna del primo elicottero è prevista nel 2011.

Attraverso le attività della joint venture potrebbe essere soddisfatto il requisito relativo al programma Reconnaissance and Surveillance Helicopter (RSH) lanciato dalle Forze Armate indiane, nell’ambito del quale AgustaWestland ha già proposto l’AW119 prodotto in India. Inoltre, le due società inoltre stanno valutando ulteriori opportunità commerciali in India per gli elicotteri AgustaWestland unitamente alla relativa cooperazione industriale.

AgustaWestland vanta una presenza quarantennale in India con ordini e consegne per decine di elicotteri per impieghi sia militari che commerciali: elicotteri prodotti dalla società di Finmeccanica sono infatti impiegati dalla Marina militare indiana. Inoltre, il mercato degli elicotteri commerciali in India è in forte espansione e nell’ambito del mercato militare sono previsti programmi di acquisizione per circa 500 elicotteri nei prossimi anni.

-------------------------------

www.varesenews.it

-_-

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-_-

Dilungati un pochino.

Per me brutto segnale. Attività di punta, numeri bassi, non certo prodotti consumer. La delocalizzazione mi piace ancor meno che per gli elettrodomestici.

Certo che le righe in cui si parla di presenza in India, future forniture alla Marina Militare indiana etc etc mi fanno pensare anche ad accordi con il governo indiano di tipo "do ut des".

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Dilungati un pochino.

Per me brutto segnale. Attività di punta, numeri bassi, non certo prodotti consumer. La delocalizzazione mi piace ancor meno che per gli elettrodomestici.

Certo che le righe in cui si parla di presenza in India, future forniture alla Marina Militare indiana etc etc mi fanno pensare sperare anche ad accordi con il governo indiano di tipo "do ut des".

Corretto.

-_-

Certo che, se ci pensi, il contenuto di manodopera nell'assemblaggio finale di un velivolo è mostruosa rispetto ad un prodotto di massa. Basta una calcolatrice solare per far due conti.

Cionondimeno, non si era ancora vista una delocalizzazione di una attività ad altissimo valore aggiunto ed anche ad alto tasso critico in termini di qualità e sicurezza del prodotto.

Non a caso, i francesi per Airbus hanno concesso moltissimo nel consorzio in termini di subforniture ma si sono sempre aggressivamente tenuti l'assemblaggio finale, il cosidetto "Marry up".

Per altro ricordo Aermacchi che in piena crisi post guerra fredda iniziò a ripredersi ed a virare sul civile proprio grazie al contratto con Dornier che prevedeva sia la fabbricazione che l'assemblaggio della fusoliera del 328.

Fatti non fummo a viver sol di elettrodomestici... :nono[1]:

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Ragionando sulla legge che verrà, una interessante provocazione:

13 febbraio 2009

Ma non osate mai bofonchiare che mi avete ucciso per amore

Cari amici, ecco una prova tecnica (e un po’ matta) di testamento biologico

Carissimi parenti amorosi, affini curiosi, eredi ansiosi, amici premurosi, medici pietosi, cronisti scrupolosi, rappresentanti del popolo, magistrati d’ogni ordine e grado, gerarchie cattoliche, istituzioni repubblicane, opinionisti comici & comici opinionisti, udite! Vi consegno il mio Testamento biologico, che dovrà essere integralmente rispettato.

Primo. Qualunque sia la mia condizione (coma irreversibile, stato vegetativo persistente, malattia incurabile, eccetera) non voglio subire dolori e/o patimenti d’alcun genere. Pretendo che la terapia palliativa raggiunga la perfezione. Esigo che chiunque (stato, regione, ospedale) trascuri di alleviare/eliminare le sofferenze degli ammalati sia processato per crimini contro l’umanità. Con questo semplice e sacrosanto provvedimento si cancellerebbero le ipocrisie dei superstiti, ansiosi e lieti di liberarsi del relitto umano: “Beato lui, ha smesso di soffrire”. No. Sarò pure un relitto, ma nessuno deve indurmi a preferire la morte al dolore. Perché il dolore deve e può essere eliminato dalla faccia della terra. E innanzitutto dal mio corpo: proximus incipit ab ego.

Secondo. Un ammalato terminale, un individuo ridotto a vegetare, rappresenta un costo notevole per la comunità e infligge parecchie angosce alla sua famiglia. Tralascerei la questione dei vegetali: gli stessi intellettuali che s’indignano quando s’abbatte un pino secolare, festeggiano come un loro successo l’estinzione eutanasica d’un essere umano. Per quel che mi riguarda, capisco perfettamente che una mia esagerata agonia infliggerebbe molte spese al popolo italiano e molti fastidi ai miei congiunti. Quindi ogni benpensante affermerà che la mia vita mutilatissima non ha senso e che non merita d’essere vissuta. Perché, la tua vita ha parecchio senso, cortese opinionista? E la tua merita d’essere vissuta, illustre yes man di Montecitorio? Certo, nel mio lettino risulterei drasticamente improduttivo e dunque da eliminare, come accadeva nel “Mondo nuovo” del profetico Aldous Huxley. Però ho pagato le tasse per tutta la vita, anche allo scopo d’esser mantenuto in vita. Giù la maschera: voi m’intimate di morire con dignità, perché pensate che la dignità consista nel togliere il disturbo. No, grazie. “Non siate un peso per la vostra famiglia”, esortava una funebre pubblicità negli anni Settanta. Contemporaneamente, una ragazza texana incapsulava il cadavere del padre dentro l’azoto liquido, nella speranza disperata che una qualche invenzione medica lo resuscitasse. Da una parte l’essere umano come opprimente fardello, dall’altra una folle utopia. Da quale parte abita l’amore?

Terzo. Chi mi ama non deve ammazzarmi e, soprattutto, non deve pigolare che l’ha fatto per amore. Nessuno deve prendermi sul serio se una volta ho detto “Se mi lasci preferisco crepare”, oppure “Se fossi cieco mi butterei dalla finestra”. Qualche anno fa, a Cambridge, passava uno scarabocchio umano, Stephen Hawking (quello dei buchi neri), un genio accartocciato in carrozzella. Uno studente sospirò: “Meglio la morte che vivere come quello”. Ma sul serio, idiota? Si dicono tante sciocchezze, poi uno ci ripensa. Prenderle alla lettera è superficiale. E poi il mio coma sarebbe diverso da tutti gli altri. Se mantenessi l’udito, mi basterebbero i Beatles. Per il gusto, un cucchiaio di miele. Per la vista, un pettirosso e un gatto (non insieme, però!). Per l’olfatto, un gelsomino e/o una rosa cicciona. Per il tatto, un ventilatore. E se non sentissi proprio niente? Saranno fatti miei, mica vostri.

Quarto. Il guaio principale abita nel dolore/angoscia/rimorso della famiglia, per la quale l’agonizzante rappresenta un affanno intollerabile. Perché sembra obbligatorio accudirlo e soprattutto perché sarebbe imbarazzante andare allo stadio per vedere Lazio- Lecce, mentre il babbo/nonno è in quelle condizioni. Giusto? No. Il mio testamento è molto semplice. Risparmiatemi la vostra sollecitudine. Vi autorizzo a dimenticarmi. Cancellate ogni scrupolo, vivete come se fossi già morto. Affidatemi alle suore Misericordine e godetevi la partita, lo scopone, il Grande fratello, il panettone. E insisto: non osate mai bofonchiare che mi avete ucciso per amore. Se lo farete vi morderò i piedi nelle notti d’inverno, quando diventerò fantasma.

In fede,

di Giuliano Zincone

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Ed aggiungerei qualche altro spunto da una intervista a Jannacci di 7 giorni fà.....

intervista al cantante-medico

Caso Eluana, parla l'ateo Jannacci: allucinante fermare le cure

«La vita è importante anche quando è inerme e indifesa. Fosse mio figlio mi basterebbe un battito di ciglio»

MILANO - Ci vorrebbe una carezza del Nazareno» dice a un certo punto, e non è per niente una frase buttata lì, nella sua voce non c'è nemmeno un filo dell'ironia che da cinquant'anni rende inconfondibili le sue canzoni. Di fronte a Eluana e a chi è nelle sue condizioni — «persone vive solo in apparenza, ma vive » — Enzo Jannacci, «ateo laico molto imprudente», invoca il Cristo perché lui, come medico, si sente soltanto di alzare le braccia: «Non staccherei mai una spina e mai sospenderei l'alimentazione a un paziente: interrompere una vita è allucinante e bestiale».

È un discorso che vale anche nei confronti di chi ha trascorso diciassette anni in stato vegetativo?

«Sono tanti, lo so, ma valgono per noi, e non sappiamo nulla di come sono vissuti da una persona in coma vigile. Nessuno può entrare nel loro sonno misterioso e dirci cosa sia davvero, perciò non è giusto misurarlo con il tempo dei nostri orologi. Ecco perché vale sempre la pena di aspettare: quando e se sarà il momento, le cellule del paziente moriranno da sole. E poi non dobbiamo dimenticarci che la medicina è una cosa meravigliosa, in grado di fare progressi straordinari e inattesi».

Ma una volta che il cervello non reagisce più, l'attesa non rischia di essere inutile?

«Piano, piano... inutile? Cervello morto? Si usano queste espressioni troppo alla leggera. Se si trattasse di mio figlio basterebbe un solo battito delle ciglia a farmelo sentire vivo. Non sopporterei l'idea di non potergli più stare accanto».

Sono considerazioni di un genitore o di un medico?

«Io da medico ragiono esattamente così: la vita è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa. L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque. Decidere di interromperla in un ospedale non è come fare una tracheotomia...».

Cosa si sentirebbe di dire a Beppino Englaro?

«Bisogna stare molto vicini a questo padre».

Non pensa che ci possano essere delle situazioni in cui una persona abbia il diritto di anticipare la propria morte?

«Sì, quando il paziente soffre terribilmente e la medicina non riesce più ad alleviare il dolore. Ma anche in quel caso non vorrei mai essere io a dover "staccare una spina": sono un vigliacco e confido nel fatto che ci siano medici più coraggiosi di me».

Come affronterebbe un paziente infermo che non ritiene più dignitosa la sua esistenza?

«Cercherei di convincerlo che la dignità non dipende dal proprio stato di salute ma sta nel coraggio con cui si affronta il destino. E poi direi alla sua famiglia e ai suoi amici che chi percepisce solitudine intorno a sé si arrende prima. Parlo per esperienza: conosco decide di ragazzi meravigliosi che riescono a vivere, ad amare e a farsi amare anche se devono invecchiare su un letto o una carrozzina».

Quarant'anni fa la pensava allo stesso modo?

«Alla fine degli anni Sessanta andai a specializzarmi in cardiochirurgia negli Stati Uniti. In reparto mi rimproveravano: "Lei si innamora dei pazienti, li va a trovare troppo di frequente e si interessa di cose che non c'entrano con la terapia: i dottori sono tecnici, per tutto il resto ci sono gli psicologi e i preti". Decisero di mandarmi a lavorare in rianimazione, "così può attaccarsi a loro finché vuole"... ecco, stare dove la vita è ridotta a un filo sottile è traumatico ma può insegnare parecchie cose a un dottore. C'è anche dell'altro, però».

Che cosa?

«In questi ultimi anni la figura del Cristo è diventata per me fondamentale: è il pensiero della sua fine in croce a rendermi impossibile anche solo l'idea di aiutare qualcuno a morire. Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza».

Fabio Cutri

__________________________

Per Davide: sottolineo come i succitati, Zincone e Jannacci, non siano proprio esattamente dei "baciapile"...... :doh[1]:

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Ok .

Ma Englaro la pensava diversamente.

Giusto o sbagliato che fosse a me piace pensare che sia stato un ESTREMO gesto d'amore nei confronti di sua figlia .

Gesto che , tra l' altro , fossi stato io nei suoi panni ( di Beppino , non di Eluana ) non escludo avrei fatto anche io .

Posted

La penso come te, non escludo che al suo posto, dopo 16 anni di veglia ad un figlio/a nelle condizioni di Eluana, possa decidere allo stesso modo.

Certamente non sarebbe facile, ma certe situazioni vanno vissute per essere comprese.

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Ok .

Ma Englaro la pensava diversamente.

Giusto o sbagliato che fosse a me piace pensare che sia stato un ESTREMO gesto d'amore nei confronti di sua figlia .

Gesto che , tra l' altro , fossi stato io nei suoi panni ( di Beppino , non di Eluana ) non escludo avrei fatto anche io .

La penso come te, non escludo che al suo posto, dopo 16 anni di veglia ad un figlio/a nelle condizioni di Eluana, possa decidere allo stesso modo.

Certamente non sarebbe facile, ma certe situazioni vanno vissute per essere comprese.

Non ho mai pensato nulla di quel padre; mi sono proprio asrtenuto dal giudicarlo.

Per quanto mi riguarda, ho paura anche ad immaginarmela quella situzione, e quindi prorpio non so' cosa farei o in quale modo potrebbe manifestarsi l' "amore" in simili circostanze.

Posso solo dire che in generale scelgo la vita; molto in generale.

E che il parere/volontà del singolo vale soprattutto ( o forse soltanto..) per se stesso.

Ora si discute di una legge; è bene, molto bene, che tutte le posizioni e le eventualità siano prese in esame.

Posted
Ok .

Ma Englaro la pensava diversamente.

Giusto o sbagliato che fosse a me piace pensare che sia stato un ESTREMO gesto d'amore nei confronti di sua figlia .

Gesto che , tra l' altro , fossi stato io nei suoi panni ( di Beppino , non di Eluana ) non escludo avrei fatto anche io .

In più a me piace pensare che questa possibilità ci sia anche in futuro, dietro testamento biologico. Solo che al momento sembra che il parlamento sia orientato a considerare

l'alimentazione forzata come qualcosa di irrinunciabile.

E' giusto che chiunque voglia essere curato nella maniera migliore fino alla fine abbia il sacrosanto diritto di esserlo, ma è altrettanto giusto che chi non voglia essere tenuto in vita con tutti i ritrovati della scienza lo possa fare.

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In più a me piace pensare che questa possibilità ci sia anche in futuro, dietro testamento biologico. Solo che al momento sembra che il parlamento sia orientato a considerare

l'alimentazione forzata come qualcosa di irrinunciabile.

E' giusto che chiunque voglia essere curato nella maniera migliore fino alla fine abbia il sacrosanto diritto di esserlo, ma è altrettanto giusto che chi non voglia essere tenuto in vita con tutti i ritrovati della scienza lo possa fare.

Scordatelo, non in questo paese.

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