ROOSTERS99 Posted March 1, 2012 Author Posted March 1, 2012 (edited) Facci: Porgi l'altra spranga Basta con i distinguo "Ne ho abbastanza anche di specificare che non tutti sono violenti: chi viola la legge - in flagranza - deve andare in galera" Ne ho abbastanza di atteggiamenti «responsabili» che mirino a «isolare» la violenza dei No Tav. Isolati lo sono già, e ci marciano: come un branco di iene rispetto alla savana, la separatezza è il loro ecosistema, occorre solo ricordare che le iene vanno trattate da iene. Ne ho abbastanza anche di specificare che non tutti sono violenti, ne ho abbastanza ossia di fare distinzioni che loro non fanno per primi: chi viola la legge - in flagranza - deve andare in galera, ora e subito, se sono dieci ne arresti dieci, se sono mille ne arresti mille, se umili un poliziotto - in quel modo - ti va bene se non ti spacca il cranio, e confesso che l’avrei desiderato. Nel vedere quella scena non mi sovviene Pasolini, mi sovviene la voglia di prendere a calci nel culo quello sfigato - vero - che appartiene della stessa razza di bastardi che ieri ha picchiato e derubato una troupe del Corriere. E se avessi incontrato chi ha imbrattato l’ingresso di Libero e scritto «giornalisti assassini», aggiungo, forse non avrei mantenuto un atteggiamento «responsabile» teso a «isolare» eccetera: anche perché isolati, ormai, stiamo diventando noi tutti, noi normali. Lo dico: potrei violare la legge e adeguarmi - à la guerre comme à la guerre - e sarei irresponsabile, e sarebbe colpa mia, ma anche di chi in galera, quelli, non ce li ha messi prima. Lo dico da sincero democratico: basta con questi stronzi. di Filippo Facci 01/03/2012 Edited March 1, 2012 by ROOSTERS99
Ponchiaz Posted March 1, 2012 Posted March 1, 2012 Peraltro il genio "Pecorella" e' stato opportunamente sprangato.
ROOSTERS99 Posted March 5, 2012 Author Posted March 5, 2012 Peraltro il genio "Pecorella" e' stato opportunamente sprangato. ...e...accidenti se belava !!!
Ponchiaz Posted March 6, 2012 Posted March 6, 2012 Oh si è pure scusato...incredibile cosa possano fare un po' di legnate sulla schiena.
ROOSTERS99 Posted March 13, 2012 Author Posted March 13, 2012 (edited) Siria, Onu: «8mila vittime della repressione» Mezzaluna Rossa: «Già 230mila i profughi» Il bilancio di un anno di violenze. L'inviato in Turchia Kofi Annan: «Attendo risposte da Damasco» MILANO- Dodici membri dei servizi di sicurezza siriani sono stati uccisi in un'imboscata tesa dai ribelli vicino alla città di Dael, nella provincia meridionale di Daraa. Lo ha riportato l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh). «Dodici membri dei servizi di sicurezza che si dirigevano verso la città di Dael per effettuare una serie di arresti sono stati uccisi alle 10 del mattino quando il loro veicolo è finito in un'imboscata tesa da un gruppo di disertori armati», ha indicato l'organizzazione. VITTIME - È l'ultimo episodio di un calvario che miete morti sui due fronti. Ottomila persone uccise in un anno. Questo è il bilancio dell'Onu delle vittime della repressione in Siria. Fra le vittime ci sono molti donne e bambini. Lo ha dichiarato il presidente dell'Assemblea generale, Nassir Abdulaziz al-Nasser, secondo cui le «violazioni dei diritti umani sono diffuse e sistematiche» e in questo «la comunità internazionale ha una sua responsabilità». Per l'opposizione siriana, il numero delle vittime è invece superiore a 9.000. IN TURCHIA- Intanto Kofi Annan, inviato dalle Nazioni Unite e dalla Lega Araba per una trattativa, ha spiegato di «attendere una risposta da Damasco» sulle «proposte concrete» per mettere fine a quasi un anno di violenze che lui stesso ha avanzato nei colloqui del fine settimana con il presidente Bashar al-Assad. Intanto l'opposizione siriana (il Consiglio nazionale siriano, Cns) ha promesso «piena cooperazione» politica. A IDLIB- Prosegue l'assalto delle forze del governo siriano contro civili nel centro e nel nord del Paese. Lo denuncia l'attivista Mohamed Abdullah, precisando che «carri armari stanno colpendo la capitale provinciale di Idlib con artiglieria pesante dalle prime ore del mattino». In particolare a Idlib, un assalto ha provocato la morte di 10 soldati regolari. LE MINE AI CONFINI - Truppe siriane hanno disposto mine lungo le strade usate dalle persone che fuggono dalle violenze verso la Turchia e il Libano. Lo ha fatto sapere Human rights watch (Hrw), in base alle testimonianze di profughi e di sminatori, precisando che le mine sono state piazzate nelle ultime settimane. Il regime di Assad sta minando le zone di confine lungo quei tragitti utilizzati dai profughi che cercano di fuggire dalle violenze in Siria. La posa delle mine è cominciata nel novembre scorso. Ma testimonianze e conferme arrivano solo oggi. TESTIMONIANZE - Un ex sminatore dell'Esercito siriano, passato all'opposizione, ha detto di aver bonificato a inizio marzo un'area nei pressi di Hasanieih togliendo almeno 300 ordigni. L'uomo ha anche raccontato - riporta la Bbc online - che un ragazzo 15enne ha perso una gamba mentre aiutava una famiglia ad attraversare il confine con il Libano. «Qualsiasi uso di mine antiuomo è ingiustificabile», ha denunciato Steve Goose, direttore della divisione armamenti di HRW: «Non vi è nessuna giustificazione per l'uso di questi strumenti bellici da parte di un paese, per qualsivoglia scopo». PROFUGHI - Sono 230mila i siriani fuggiti dalle loro case dall'inizio delle violenze nel Paese l'anno scorso. Lo ha fatto sapere Panos Moumtzis, il coordinatore per la Siria dell'Alto commissario dell'Onu per i rifugiati, precisando che 30mila persone sono già scappate in Turchia, Libano e Giordania. «Tutti i giorni - ha aggiunto - centinaia di persone attraversano il confine per recarsi in uno dei Paesi vicini». Parlando ai giornalisti a Ginevra Moumtzis ha spiegato che, secondo la Mezzaluna rossa, in Siria ci sono inoltre almeno 200mila sfollati interni. Circa 110mila rifugiati che vivono in Siria, soprattutto iracheni, stanno inoltre soffrendo a causa di condizioni di vita difficili, soprattutto l'aumento dei prezzi dei prodotti di base. I prezzi, ha riferito Moumtzis, «sono saliti alle stelle» a causa della svalutazione della lira siriana. LA VERSIONE UFFICIALE - Un funzionario siriano e alcuni testimoni avevano detto a novembre ad Associated Press che la Siria aveva piazzato mine lungo alcune parti del confine con il Libano per prevenire il contrabbando di armi. Migliaia di siriani sono scappati in Turchia e in Libano dall'inizio della rivolta contro il governo del presidente Bashar Assad. Redazione Online, corriere.it 13 marzo 2012 | 13:12 BASTAAAAAAAAA !! Edited March 13, 2012 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted April 5, 2012 Author Posted April 5, 2012 (edited) Fermo - L'uomo ha sparato per difendere il padre Rapinatrice uccisa durante il colpo La folla applaude l'orafo in barella Due donne nella banda, la vittima è una 36enne MONTE URANO (Fermo) - Prima il sangue e la morte. Poi gli applausi e le urla della gente in strada. Il sangue e la morte appartengono a Rosa Donzelli, 36 anni, napoletana, capelli lunghi, lineamenti marcati, entrata ieri mattina in un'oreficeria con due complici e freddata da 3 colpi al petto sparati dal titolare del negozio, Francesco Cifola, 51 anni, mentre stava fuggendo con un borsone pieno di gioielli. Gli applausi sono quelli della gente di Monte Urano, quando ormai i banditi erano lontani, alla vista della barella sulla quale era steso l'orafo sparatore, ferito alla testa e con un braccio fratturato: grida e incoraggiamenti dalla folla radunata davanti al negozio, frasi irripetibili all'indirizzo dei rapinatori («Bestie da eliminare... », tra le meno forti), con i carabinieri quasi disorientati di fronte a quell'ondata di rabbia, figlia di una paura sottile. Ora è caccia ai malviventi in queste campagne marchigiane dove da tempo non si ricordavano rapine così violente. Francesco Cifola, scapolo e senza figli, si riprenderà presto dalle ferite, ma quei terribili 20 minuti segneranno per sempre la sua vita: «Mi ha detto - racconta il sindaco pd Francesco Giacinti - che ha sparato d'istinto, convinto che quei tre avrebbero ucciso lui e suo padre». Ora dovrà spiegare molte cose alla Procura e rischia un'incriminazione per eccesso di legittima difesa. La rapinatrice uccisa, che viveva da poco in un residence a Porto Sant'Elpidio, era disarmata. I suoi complici impugnavano pistole a salve, simili a scacciacani, mentre l'arma con la quale ha sparato Cifola (una pistola a tamburo) era regolarmente denunciata. Una banda di quattro. Due uomini e due donne. Italiani, dalle prime testimonianze, con un forte accento napoletano. Oltre a Rosa Donzelli, rimasta sull'asfalto, una seconda rapinatrice è stava vista al volante dell'auto fuggita con i due complici dopo la rapina. Il colpo è stato preparato nei dettagli. A Monte Urano, 8.500 anime nel Fermano, metà delle quali lavora nelle aziende calzaturiere, ci sono due gioiellerie, ma i banditi hanno scartato quella in piazza della Libertà, con scarse vie di fuga, preferendo l'oreficeria Cifola, in via dei Patrioti. Poco prima delle 10, due uomini e Rosa Donzelli sono entrati a volto scoperto, fingendosi clienti. Uno di loro ha estratto una pistola, ha colpito al capo Cifola, gli ha legato i polsi e gli ha intimato di rivelare il numero della cassaforte. Il negoziante è riuscito a premere il pulsante dell'allarme collegato con il cellulare del padre Duilio, 77 anni. Da quel momento, la rapina ha assunto un'altra dinamica. L'anziano, che era in casa, è corso davanti al negozio: «Dall'esterno - racconta - ho visto mio figlio sanguinante e uno dei banditi che, dall'interno, mi ha puntato la pistola addosso, dicendomi di entrare». Duilio si è allora aggrappato alla maniglia, cercando di impedire al malvivente di aprire la porta. «Gli ho schiacciato una mano, sentivo che gridava: "Vi ammazzo tutti e due"... ». La situazione è precipitata. La maniglia a cui era aggrappato Duilio ha ceduto all'improvviso e l'uomo è caduto in mezzo alla strada, attirando l'attenzione di alcuni clienti di un vicino bar. La banda si è allora data alla fuga ed è stato in quell'attimo che l'orafo Francesco, al quale i malviventi avevano liberato i polsi per farsi aprire la cassaforte, ha preso la pistola e ha sparato contro Rosa Donzelli, che stava fuggendo con il bottino. La donna è crollata a terra davanti alla vetrina, mentre i suoi complici fuggivano sull'auto guidata dalla seconda rapinatrice della banda. Poi sono arrivati i carabinieri. Poi la gente. E gli applausi davanti al cadavere di Rosa, la bionda della banda. Francesco Alberti 5 aprile 2012 | 9:09 Edited April 5, 2012 by ROOSTERS99
tatanka Posted April 5, 2012 Posted April 5, 2012 Mmmmm, borderline... Ma neanche tanto. Aveva preso una botta in testa ed era sanguinante e temeva per il padre.
Ponchiaz Posted April 5, 2012 Posted April 5, 2012 "La banda si è allora data alla fuga ed è stato in quell'attimo che l'orafo Francesco, al quale i malviventi avevano liberato i polsi per farsi aprire la cassaforte, ha preso la pistola e ha sparato contro Rosa Donzelli, che stava fuggendo con il bottino."
tatanka Posted April 5, 2012 Posted April 5, 2012 "La banda si è allora data alla fuga ed è stato in quell'attimo che l'orafo Francesco, al quale i malviventi avevano liberato i polsi per farsi aprire la cassaforte, ha preso la pistola e ha sparato contro Rosa Donzelli, che stava fuggendo con il bottino." Si ma lui era sotto shock.
Casty Posted April 10, 2012 Posted April 10, 2012 Basta ai rimborsi e donazioni ai partiti... Partiti, un fiume di denaro... Partiti, un fiume di denaro scorre senza controllo. E con il fisco a favore Soldi ai gruppi, sgravi e fondi ai giornali .Oltre ai rimborsi 220 milioni all'anno. Chi dona alla ricerca detrae 51 volte meno ROMA - Se non ora, quando? Quando si metterà fine a quel sistema indecente per cui un privato cittadino che finanzia un partito può beneficiare di uno sgravio fiscale 51 volte più favorevole rispetto a chi versa un contributo alla ricerca sulla leucemia infantile? Sono anni che la domanda «se non ora, quando?» risuona in Parlamento: senza risposta. Sono state presentate diverse proposte di legge per chiudere quello sconcio, senza che per nessuna di loro si sia aperto uno spiraglio. Ne ricordiamo in particolare una che ha più di quattro anni, firmata dall'attuale sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal capo dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro: mirava a mettere almeno sullo stesso piano le erogazioni liberali alla politica con quelle alle associazioni benefiche. Mai messa all'ordine del giorno, nonostante l'autorevolezza dei proponenti. Destino analogo a quello di un disegno di legge del dipietrista Antonio Borghesi, presentata a giugno del 2008. Così oggi chi dà 100 mila euro a un partito può continuare a risparmiarne 19 mila, visto che la detrazione del 19% è ammessa fino a un tetto di 103 mila euro, mentre chi dona la stessa cifra alla ricerca sulla distrofia muscolare ha uno sconto massimo di 392 euro: perché in questo caso il tetto della detrazione è di 2.065 euro. LA PROPOSTA - Ma se pensate di scorgere un rossore sulle guance dei politici che non hanno voluto cambiare finora questo stato di cose, vi sbagliate. Perché c'è perfino chi pensa che gli sgravi fiscali astronomici per i partiti siano insufficienti. Il deputato Daniele Galli e il suo collega Giancarlo Lehner, entrambi eletti con il Pdl e passati il primo al Fli e il secondo ai Responsabili hanno depositato il 13 febbraio una proposta di legge per ridurre, sì, i rimborsi elettorali, ma contemporaneamente innalzando dal 19 al 70 (settanta!) per cento la detrazione fiscale per i finanziamenti privati alla politica e portando il tetto per ottenere quel beneficio da 103 mila a 200 mila euro. Disegno di legge il cui esame è già iniziato insieme ad altri, con incredibile solerzia, alla commissione Affari costituzionali della Camera. Traduzione: mentre oggi chi versa 200 mila euro a un partito può risparmiare al massimo 19.570 euro, se passasse questa proposta potrebbe caricarne sulle spalle dei contribuenti 140 mila. MANI PULITE - Ecco il clima in cui sta iniziando, con imperdonabile ritardo, la discussione sulla trasparenza dei bilanci delle formazioni politiche e sui grassi contributi pubblici che queste ottengono. Sorvoliamo su un particolare: il referendum del 1993 con il quale 34 milioni 598.906 italiani bocciarono la legge sul finanziamento pubblico dei partiti. Quasi il triplo dei 12,7 milioni di cittadini che nel 1946 votarono per la Repubblica. Sorvoliamo, anche se non si dovrebbe. Quel voto referendario di vent'anni fa fu la prevedibile conseguenza di una situazione profondamente degenerata. Le inchieste di Mani Pulite avevano squarciato il velo su una corruzione diffusa che stava corrodendo il sistema politico. E la risposta del Paese non poteva che essere categorica: basta soldi ai partiti. LA TESI - A distanza di vent'anni, se dobbiamo prendere per buone non le risultanze delle inchieste dei magistrati ma le denunce della Corte dei Conti, da ultima quella del suo nuovo presidente Luigi Giampaolino secondo il quale oggi il cancro della corruzione è più esteso di allora, c'è il rischio che la situazione sia perfino peggiore. Al punto da far apparire grottesca la giustificazione inconfessabile con la quale i partiti hanno fatto saltare due anni fa, riducendolo a un misero 10%, il taglio del 50% dei rimborsi elettorali proposto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Circolava la tesi, in Parlamento, che una riduzione eccessiva dei fondi pubblici avrebbe rilanciato la corruzione: pensate! IL TETTO - Ma dopo aver sorvolato su quel referendum del 1993 non vorremmo assistere a qualche sgradevole sorpresa, e cioè che invece di ridurre un conto già salatissimo, si facesse semplicemente sparire la fattura. Magari spostandola dalla luce dei riflettori, oggi tutti concentrati a illuminare i «rimborsi elettorali», la definizione ipocrita che ha assunto dal 1993 continuando così a sopravvivere il famoso finanziamento pubblico, ad altre voci. Tipo detrazioni fiscali maggiorate, per intenderci. Perché i rivoli di denaro dei contribuenti che affluiscono nelle casse dei partiti sono molteplici. Uno di questi è rappresentato, appunto, dagli sgravi fiscali per i contribuiti privati. Quanti soldi sono, nessuno, tranne l'Agenzia delle Entrate, è in grado di dirlo. Con una leggina approvata all'inizio del 2006 è stato infatti portato da 2.500 euro alla rispettabile cifra di 50 mila euro il tetto al di sotto del quale una «erogazione liberale» a un politico o alla sua formazione può tranquillamente restare anonima. Di conseguenza anche la stima che si può fare sui versamenti denunciati ufficialmente alla Camera rischia di essere notevolmente inattendibile. Da questi risulta che nel 2010 privati cittadini e aziende hanno versato ai partiti circa 49 milioni di euro: il che significa un costo per il Fisco di almeno 9 milioni. Ma è inutile dire che potrebbe essere anche molto di più. LE ASSEMBLEE LEGISLATIVE - Fra quei contributi ci sono anche quelli dei parlamentari. Molti deputati e senatori girano ai partiti una parte dei loro emolumenti: su queste cifre hanno diritto anche loro al famoso sgravio del 19% fino al limite di 103 mila euro annui. Alcuni però attingono non dall'indennità, bensì dal fondo per il collaboratore parlamentare. Al partito vanno quindi soldi pubblici che sarebbero destinati a retribuire il cosiddetto portaborse, sui quali per giunta è possibile applicare una detrazione del 19% nonostante siano esentasse. Impossibile calcolare che cosa significhi questo per le casse di tutte le formazioni politiche. Molto più facile, invece, stimare l'impatto di altre voci. I contributi ai gruppi parlamentari di Camera e Senato non sono altro che un finanziamento pubblico supplementare ai partiti: circa 75 milioni l'anno. Idem vale per i contributi ai gruppi consiliari delle 20 Regioni italiane, il cui totale non è inferiore a quello del Parlamento. In tutto, dunque, alla politica vanno altri 150 milioni pubblici l'anno attraverso le assemblee legislative. GIORNALI DI PARTITO - Bisogna poi considerare i finanziamenti ai giornali di partito: una cinquantina di milioni l'anno. Se sommiamo tutte queste voci si può calcolare che ai rimborsi elettorali, ancora oggi e fino alle prossime elezioni politiche formalmente pari a 200 milioni l'anno, debbano essere aggiunti altri fondi pubblici per 210-220 milioni. Anche per questa ragione concentrare la discussione sui soli rimborsi rischia di essere riduttivo. Certo su quel versante c'è molto da fare, anche volendo far finta che il referendum del 1993 non ci sia mai stato. Intanto non si può chiamare «rimborso» l'erogazione di una somma a forfait senza alcuna relazione, come non si stanca di ripetere la Corte dei Conti, con i denari effettivamente spesi per la campagna elettorale. Inoltre è quantomeno singolare che questo «rimborso» a forfait venga calcolato anche per il Senato, eletto con il voto di chi ha almeno 25 anni d'età, sulla base del numero decisamente più grande degli elettori della Camera, dove com'è noto si vota a partire dai diciott'anni. Infine è surreale che per entrare in Parlamento occorra superare (finora) una soglia di sbarramento del 4% mentre per accedere ai famosi rimborsi sia sufficiente arrivare all'1%. LA CORSA IMPAZZITA, LA DIGNITA' - Ma soprattutto è assurdo che tutto questo fiume di denaro scorra senza controlli e nella più assoluta opacità. Qui sta il punto, e qui bisogna prima di tutto intervenire, scrivendo regole chiare e semplici che impongano ai partiti di mettere nei bilanci tutte le loro entrate reali, nero su bianco, e documentando le spese fino all'ultimo euro. Stabilendo dure sanzioni per chi non le rispetta, come il divieto a candidarsi a cariche elettive. Solo partendo da qui si può pensare di arrestare la corsa impazzita dei finanziamenti ai partiti, restituendo alla politica la dignità che merita. Se non ora, quando? Sergio Rizzo
ROOSTERS99 Posted April 11, 2012 Author Posted April 11, 2012 10-4-2012 Spread ancora sopra 400 punti. 11-4-2012 Il ministero dell'Economia ha collocato oggi tutti gli 11 miliardi di euro di BoT messi sul piatto stamane sulle scadenze a tre e dodici mesi a fronte dei 8,25 miliardi in scadenza. I tassi sono tornati a salire: nel dettaglio, il Bot 12 mesi, scadenza 12 aprile 2013, è stato assegnato per 8 miliardi al prezzo di 97,231. Il rendimento è più che raddoppiato a 2,840% da 1,405% dell'asta di metà marzo, al massimo da dicembre. Stabile a 1,382 il rapporto bid-to-cover (rapporto di domanda e offerta, detto anche rapporto di copertura). Il BoT a tre mesi 16 luglio 2012 è stato assegnato per 3 miliardi a 99,685. Anche in questo caso il tasso è più che raddoppiato a 1,249% dal precedente 0,492%. Il rapporto di copertura è passato a 1,516 da 2,234 del mese scorso. ....... ma quanto dobbiamo subire ancora dalla più schifosa speculazione ?????
corny Posted April 11, 2012 Posted April 11, 2012 10-4-2012Spread ancora sopra 400 punti. 11-4-2012 Il ministero dell'Economia ha collocato oggi tutti gli 11 miliardi di euro di BoT messi sul piatto stamane sulle scadenze a tre e dodici mesi a fronte dei 8,25 miliardi in scadenza. I tassi sono tornati a salire: nel dettaglio, il Bot 12 mesi, scadenza 12 aprile 2013, è stato assegnato per 8 miliardi al prezzo di 97,231. Il rendimento è più che raddoppiato a 2,840% da 1,405% dell'asta di metà marzo, al massimo da dicembre. Stabile a 1,382 il rapporto bid-to-cover (rapporto di domanda e offerta, detto anche rapporto di copertura). Il BoT a tre mesi 16 luglio 2012 è stato assegnato per 3 miliardi a 99,685. Anche in questo caso il tasso è più che raddoppiato a 1,249% dal precedente 0,492%. Il rapporto di copertura è passato a 1,516 da 2,234 del mese scorso. ....... ma quanto dobbiamo subire ancora dalla più schifosa speculazione ????? E il bello è che dopo aver collocato i titoli in scadenza lo spread è sceso sotto quota 370 ..... se non è speculazione questa.
ROOSTERS99 Posted April 16, 2012 Author Posted April 16, 2012 (edited) per protestare contro la riforma del lavoro La Fiom blocca l'autostrada. Chiusa l'A14 Un migliaio di manifestanti entrati al casello di Ancona. Chiusi i tratti verso Pescara e verso Bologna MILANO - Dopo un sit in davanti al casello di Ancona nord, un migliaio di manifestanti della Fiom-Cgil sono entrati nell'autostrada A14 per protestare contro la riforma del mercato del lavoro e dell'art. 18. Nella zona sono presenti molti agenti delle forze di polizia in assetto antisommossa, ma sinora non ci sono stati incidenti. Il casello era già stato chiuso in uscita, così come gli accessi dalla SS 76. I tratti dell'autostrada A14 tra Senigallia e Ancona nord in direzione di Pescara e tra Ancona sud e Ancona nord in direzione di Bologna sono chiusi. Secondo il segretario regionale della Fiom Cgil Giuseppe Ciarrocchi, ci sono dipendenti dei cantieri navali e delle aziende metalmeccaniche della Vallesina. Uno striscione di una decina di metri con la scritta «Manifestamente insussistenti» apre il corteo, scortato dalle forze di polizia. INFORMAZIONI - Costanti aggiornamenti sulle condizioni di viabilitá e sui percorsi alternativi vengono diramati da Rtl 102.5 Fm, Isoradio 103.3 Fm, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in Area di Servizio. Per ulteriori informazioni la Societá consiglia di chiamare il call center Autostrade al numero 840042121. 16 aprile 2012 | 11:45 Edited April 16, 2012 by ROOSTERS99
homersimpson Posted May 6, 2012 Posted May 6, 2012 (edited) http://video.sky.it/news/cronaca/casta_ita...012/v120108.vid Il nostro trasparentissimo Prof Dionigi. Edited May 6, 2012 by homersimpson
Ponchiaz Posted May 6, 2012 Posted May 6, 2012 Secondo me si puo' dire tutto, tranne che non sia trasparentissimo.
homersimpson Posted May 26, 2012 Posted May 26, 2012 Scandalo Ior-Vaticano-San Raffaele ecc.... è la sezione giusta questa?
homersimpson Posted June 7, 2012 Posted June 7, 2012 Secondo me si puo' dire tutto, tranne che non sia trasparentissimo. Il nuovo primario di Chirurgia sarà figlio di Dionigi, un po' come successe, fra i tanti esempi, alla Sapienza di Roma per i figli/parenti del Dott. Frati (caso meraviglioso): mi domando come mai (in Italia) non si sia mai tentato di isolare un qualche cromosoma del DNA che dimostri che i figli dei medici italiani che ricoprono grandi cariche dirigenziali hanno una qualche forma di scienza infusa che li permette di primeggiare su tutti i loro colleghi.
Dragonheart Posted June 7, 2012 Posted June 7, 2012 L'altro giorno ho incrociato un neo-Notaio. E' talmente uguale al padre, anche perchè non più giovanissimo, che pensavo fosse lui, il padre, Notaio, ringiovanito.
tricky Posted June 7, 2012 Posted June 7, 2012 I notai si tramandano il lavoro di padre in figlio esattamente come i presti si tramandano di padre in figlio la castità
ROOSTERS99 Posted June 7, 2012 Author Posted June 7, 2012 I notai si tramandano il lavoro di padre in figlio esattamente come i presti si tramandano di padre in figlio la castità No.
Silver Surfer Posted June 7, 2012 Posted June 7, 2012 No. Ok, quando saremo a quattrocchi spiegherò anche a Te...
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