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Chi mai avrà introdotto i corsi di laurea 3+2 :g[1]::g[1]:

Il cattivone Prodi :doh[1]::doh[1]:

:lol::nono[1]:

http://www.universitas-university.org/UUat...4ore_030415.pdf

Ammesso che 3+2 = sprechi sia da imputare a chi ha introdotto la cosa e non a chi l' ha gestita/organizzata, coso significa il tuo post, che poichè introdotta dalla stessa parte politica bisogna perseverare in una posizione sbagliata ?? :huh:

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Corretto: la riforma del 3+2 è la prima cosa che andrebbe TOTALMENTE cancellata. NOn ha portato alcun beneficio al paese, ma solo costi. Si abbiail coraggio di dire: si è fatta una stronzata e si metta mano ai VERI motivi per cui in Italia ci si laurea a 30 anni.

Test d'ingresso obbligatori per tutte le facoltà, agevolazione per gli studenti lavoratori ma anche obbligo assoluto di garantiere una certa cadenza di esami.

Borse di studio anche private per finanziare chi ne ha bisogno.

Posto per tutti non ce n'è, professori per tutti neanche, infrastrutture capaci men che meno.

Chi non è in grado deve lasciare il posto. Chi non ha iscritti deve chiudere, o pagarsi le spese da solo.

L'istituzione universitaria non può lasciare passare il concetto che una laurea è un diritto garantito, la selezione (che deve partire dal voto di maturità) porta moralizzazione di tutto il processo di apprendimento ed un colpo d'ariete a tutta la formazione della scuola a partire dalle medie.

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Concludiamo la vincenda con un ultimo video:

Ale Div. han chi han dato la colpa per gli ultini scontri tra universitari e polizia? Ai fascisti? :lol:

Antif ah ah ah

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Ammesso che 3+2 = sprechi sia da imputare a chi ha introdotto la cosa e non a chi l' ha gestita/organizzata, coso significa il tuo post, che poichè introdotta dalla stessa parte politica bisogna perseverare in una posizione sbagliata ?? :lol:

Non fare lo gnorri, leggendo il forum sembra che per qualcuno tutti i disastri italiani siano imputabili ai due anni dell'ultimo governo Prodi...

Voglio solo rimarcare che non è così, o meglio anche altri governi hanno contribuito e non poco a questo sfascio.

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Corretto: la riforma del 3+2 è la prima cosa che andrebbe TOTALMENTE cancellata. NOn ha portato alcun beneficio al paese, ma solo costi. Si abbiail coraggio di dire: si è fatta una stronzata e si metta mano ai VERI motivi per cui in Italia ci si laurea a 30 anni.

Test d'ingresso obbligatori per tutte le facoltà, agevolazione per gli studenti lavoratori ma anche obbligo assoluto di garantiere una certa cadenza di esami.

Borse di studio anche private per finanziare chi ne ha bisogno.

Posto per tutti non ce n'è, professori per tutti neanche, infrastrutture capaci men che meno.

Chi non è in grado deve lasciare il posto. Chi non ha iscritti deve chiudere, o pagarsi le spese da solo.

L'istituzione universitaria non può lasciare passare il concetto che una laurea è un diritto garantito, la selezione (che deve partire dal voto di maturità) porta moralizzazione di tutto il processo di apprendimento ed un colpo d'ariete a tutta la formazione della scuola a partire dalle medie.

Quoto,

anche perchè quando poi son tutti laureati il mondo del lavoro alza il livello e seleziona in base ai master. Che non sono più per tutti e si torna alla selezione economica.

Io dubito perfino che sia giusto l'obbligo scolastico per il biennio delle superiori.

Vuoi andare a fare l'apprendista giardiniere con la licenza media? Ma fallo, è una scelta rispettabilissima.

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Corretto: la riforma del 3+2 è la prima cosa che andrebbe TOTALMENTE cancellata. NOn ha portato alcun beneficio al paese, ma solo costi. Si abbiail coraggio di dire: si è fatta una stronzata e si metta mano ai VERI motivi per cui in Italia ci si laurea a 30 anni.

Test d'ingresso obbligatori per tutte le facoltà, agevolazione per gli studenti lavoratori ma anche obbligo assoluto di garantiere una certa cadenza di esami.

Borse di studio anche private per finanziare chi ne ha bisogno.

Posto per tutti non ce n'è, professori per tutti neanche, infrastrutture capaci men che meno.

Chi non è in grado deve lasciare il posto. Chi non ha iscritti deve chiudere, o pagarsi le spese da solo.

L'istituzione universitaria non può lasciare passare il concetto che una laurea è un diritto garantito, la selezione (che deve partire dal voto di maturità) porta moralizzazione di tutto il processo di apprendimento ed un colpo d'ariete a tutta la formazione della scuola a partire dalle medie.

Ragionamento che non fa una grinza: tuttavia credo che non sarà facilmente digeribile dai fenomeni che durante le utilissime utime manifestazioni mostravano striscioni inneggianti al diritto di laurea per i figli degli operai.....

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Non fare lo gnorri, leggendo il forum sembra che per qualcuno tutti i disastri italiani siano imputabili ai due anni dell'ultimo governo Prodi...

Voglio solo rimarcare che non è così, o meglio anche altri governi hanno contribuito e non poco a questo sfascio.

Certissimo che i soli (meno male !!) 2 anii di Prodi abbiano fatto danni grossissimi, non mi sogno certo di imputare a quelli tutti i mali italici.... :lol:

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Ragionamento che non fa una grinza: tuttavia credo che non sarà facilmente digeribile dai fenomeni che durante le utilissime utime manifestazioni mostravano striscioni inneggianti al diritto di laurea per i figli degli operai.....

è da decenni che i figli degli operai si possono laureare...

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è da decenni che i figli degli operai si possono laureare...

Non lo stai spiegando a me, vero ??

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Non fare lo gnorri, leggendo il forum sembra che per qualcuno tutti i disastri italiani siano imputabili ai due anni dell'ultimo governo Prodi...

Voglio solo rimarcare che non è così, o meglio anche altri governi hanno contribuito e non poco a questo sfascio.

Voglio smentire con fermezza questa tua affermazione : come dimenticare le colpe del PRECEDENTE governo prodi ?

:lol:

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Voglio smentire con fermezza questa tua affermazione : come dimenticare le colpe del PRECEDENTE governo prodi ?

:doh[1]:

:lol::nono[1]::doh[1]:

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Voglio smentire con fermezza questa tua affermazione : come dimenticare le colpe del PRECEDENTE governo prodi ?

:g[1]:

Lavaggio del cervello :doh[1]::g[1]:

Irrecuperabili :lol::nono[1]::doh[1]:

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Ragionamento che non fa una grinza: tuttavia credo che non sarà facilmente digeribile dai fenomeni che durante le utilissime utime manifestazioni mostravano striscioni inneggianti al diritto di laurea per i figli degli operai.....

Così a naso tendo a credere che il sovraffollamento dipenda più dai figli di dirigenti e/o prefessionisti industrialotti che non da quelli degli operai, per ovvi motivi di financing.

Mettiamoci pure che nel caso dei figli degli operai la laurea può effettivamente risultare una opportunità di crescita sociale ed economica, mentre invece per i rampolli delle PMI rischia (si badi ho detto rischia) di essere un mero attestato da appendere vicino al 50 pollici plasma o lo strumento per preservare la casta di famiglia (avvocati, notai, farmacisti).

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Concludiamo la vincenda con un ultimo video:

Ale Div. han chi han dato la colpa per gli ultini scontri tra universitari e polizia? Ai fascisti? :lol:

Antif ah ah ah

:nono[1]::doh[1]:

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Così a naso tendo a credere che il sovraffollamento dipenda più dai figli di dirigenti e/o prefessionisti industrialotti che non da quelli degli operai, per ovvi motivi di financing.

Mettiamoci pure che nel caso dei figli degli operai la laurea può effettivamente risultare una opportunità di crescita sociale ed economica, mentre invece per i rampolli delle PMI rischia (si badi ho detto rischia) di essere un mero attestato da appendere vicino al 50 pollici plasma o lo strumento per preservare la casta di famiglia (avvocati, notai, farmacisti).

Non ci sono dubbi che sia così, e penso che entrambe le nostre esperienze al Poli siano costellate di esempi.

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Così a naso tendo a credere che il sovraffollamento dipenda più dai figli di dirigenti e/o prefessionisti industrialotti che non da quelli degli operai, per ovvi motivi di financing.

Mettiamoci pure che nel caso dei figli degli operai la laurea può effettivamente risultare una opportunità di crescita sociale ed economica, mentre invece per i rampolli delle PMI rischia (si badi ho detto rischia) di essere un mero attestato da appendere vicino al 50 pollici plasma o lo strumento per preservare la casta di famiglia (avvocati, notai, farmacisti).

Io il rischia lo toglierei .....

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Io il rischia lo toglierei .....

Non mi piace generalizzare, basandomi solo su di un feeling.

La cosa più normale che può succedere nelle vita è che un figlio faccia il mestiere del padre, soprattutto se c'è una attività avviata da sostenere.

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Già, soprattutto quella che soffia incoscientemente sul fuoco...

Rai, blitz dei giovani di destra a Chi l'ha visto?

di Redazione

Roma - Militanti di Casa Pound lanciano uova marce sulla sede Rai di via Teulada. L’azione, durata pochi istanti, ha visto coinvolti circa una trentina di ragazzi che intorno alle 00.30 hanno scavalcato i tornelli facendo irruzione nel cortile interno alla sede della Rai. Seduto in guardiola, l’agente della vigilanza ha avuto appena il tempo di accorgersi dell’invasione. Dopo pochi minuti sul posto è accorsa la polizia con cinque volanti ma l’azione era ormai terminata ed i militanti di Casa Pound dileguati.

L'atto dimostrativo Un atto dimostrativo, fanno sapere i giovani coinvolti nell’azione, contro la puntata della trasmissione Chi l’ha visto? andata in onda su Rai 3 in prima serata e nel corso della quale, secondo quanto riferito, sarebbero stati mostrati i volti dei ragazzi del Blocco Studentesco coinvolti negli scontri di piazza Navona di qualche giorno fa chiedendo agli spettatori di identificarli.

Iannone: "Violata la privacy" "Hanno fatto vedere i volti dei nostri ragazzi in prima serata. Hanno chiesto agli spettatori di identificarli quando la polizia già possiede tutte le informazioni che gli servono. Qui è chiaro che si sta facendo un uso politico di una trasmissione, vogliono istigare le persone perché ci si faccia giustizia da soli", ha detto Gianluca Iannone, responsabile di Casa Pound, in merito all’azione dimostrativa. "Siamo pronti a ritornare - ha continuato Iannone - perché se gli attacchi vanno sul personale, violando anche la privacy, noi diventeremo sempre più cattivi".

La classe non è acqua: visto che qualcuno ha interpretato la provocazione come gesto intimidatorio, Casa Pound ha reagito con un mazzo di rose per la Sciarelli e un biglietto di spiegazioni del gesto:

Metti ventuno rose rosse e un biglietto:

"La donna? La parte migliore dell'umanità".

Citando Marinetti, queste Rose Rosse.

Una settimana di passioni, le nostre, e di menzogne, di tanti.

Una settimana da quella che abbiamo definito una "passeggiata futurista" tra i corridoi della Rai, al termine della trasmissione da Lei condotta.

Trasmissione che ci ha profondamente turbati e sul quale riteniamo inutile tornare, ritenendo forse sideralmente distanti le rispettive posizioni.

Rose Rosse comunque, per sottolineare come la nostra è stata e sarà sempre una critica sui contenuti, sulla metodologia, sul messaggio.

Rose Rosse perchè il nostro stile e la nostra etica non contemplano altro.

Molti hanno parlato, sparlato, discuso, frainteso, strumentalizzato. Tutto di più, ma non ci facciamo più caso.

Rose Rosse, chiedendo venia, nell'ipotesi che Lei abbia anche solo potuto pensare che il nostro pensiero e la nostra azione possano essere una minaccia per Lei, per la sua persona.

Rose Rosse appunto, per la Donna, prima che per la giornalista, la conduttrice, l'autrice.

"La donna? La parte migliore dell'umanità".

Gianluca Iannone

Peccato che "chi l'ha visto" abbia dato la solita interpretazione militante ... vabbè ....

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La classe non è acqua: visto che qualcuno ha interpretato la provocazione come gesto intimidatorio, Casa Pound ha reagito con un mazzo di rose per la Sciarelli e un biglietto di spiegazioni del gesto:

Metti ventuno rose rosse e un biglietto:

"La donna? La parte migliore dell'umanità".

Citando Marinetti, queste Rose Rosse.

Una settimana di passioni, le nostre, e di menzogne, di tanti.

Una settimana da quella che abbiamo definito una "passeggiata futurista" tra i corridoi della Rai, al termine della trasmissione da Lei condotta.

Trasmissione che ci ha profondamente turbati e sul quale riteniamo inutile tornare, ritenendo forse sideralmente distanti le rispettive posizioni.

Rose Rosse comunque, per sottolineare come la nostra è stata e sarà sempre una critica sui contenuti, sulla metodologia, sul messaggio.

Rose Rosse perchè il nostro stile e la nostra etica non contemplano altro.

Molti hanno parlato, sparlato, discuso, frainteso, strumentalizzato. Tutto di più, ma non ci facciamo più caso.

Rose Rosse, chiedendo venia, nell'ipotesi che Lei abbia anche solo potuto pensare che il nostro pensiero e la nostra azione possano essere una minaccia per Lei, per la sua persona.

Rose Rosse appunto, per la Donna, prima che per la giornalista, la conduttrice, l'autrice.

"La donna? La parte migliore dell'umanità".

Gianluca Iannone

Peccato che "chi l'ha visto" abbia dato la solita interpretazione militante ... vabbè ....

Abbiamo sentito tutti in televisione le pesanti minacce telefoniche ricevute dalla conduttrice da un sedicente appartenente alla segreteria di Forza Nuova o mi sbaglio?

Posted (edited)
Abbiamo sentito tutti in televisione le pesanti minacce telefoniche ricevute dalla conduttrice da un sedicente appartenente alla segreteria di Forza Nuova o mi sbaglio?

????????????????????????????????????????????????????????????????????

Il sedicente appartenente a Forza Nuova poteva essere anche il mio futuro nipote o il futuro figlio/a di Theus / Long Leg o qualche segretario di redazione della Rai o la sciarelli con la patata in bocca e l'accento svedese. Se dobbiamo condannare qualcuno per una telefonata anonima, siamo ai livelli di Vyšinskij.

Casa Pound gravita(va) nell'area Fiamma Tricolore (di cui Iannone era membro della Segreteria Nazionale) e non ha mai avuto un gran rapporto con Forza Nuova..

Le gelosie tra i partiti-atomo della Destra sono molto forti.

Edited by Ale Div.
Posted

Cari professori, bene il merito ma serve autocritica sull'etica

di Piero Ignazi

13 novembre 2008

Dopo settimane di bellicosi propositi e di stizzite dichiarazioni il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini è scesa a più miti consigli ed ha presentato un decreto legge sull'università assai diverso dal preannunciato decreto taglia-tutto. Rimangono vari problemi irrisolti o mal congegnati, come la falla che consente di continuare a facilitare le carriere interne più che la creazione di nuovi posti (si veda Il Sole 24 Ore dell'11 novembre), ma va salutato con soddisfazione il cambio di tono modulato ora sul dialogo e l'ascolto delle parti coinvolte nel mondo del l'istruzione e della ricerca. Soprattutto benvenuta è l'inversione di tendenza rispetto al decreto Tremonti con il rifinanziamento di alcuni aspetti fin qui negletti quali l'edilizia residenziale per gli studenti e le borse di studio. La "riduzione del danno" della finanziaria si accompagna poi ad una distinzione tra università parsimoniose e università spendaccione per i reclutamenti penalizzando queste ultime, e tra università di punta e università meno attive sul piano didattico e della ricerca nell'attribuzione di una (benché piccola) quota di fondi.

Buoni segnali, quindi, dal ministero. Ora spetta al corpo docente dare prova di "intelligenza", vale a dire di aver capito che spetta anche a loro - a noi, perché chi scrive è professore universitario - cambiare atteggiamenti e comportamenti. E, prima ancora, toglierci dalla testa alcune illusioni pericolose.

Quando si parla dell'università tutti noi docenti ci trasformiamo in commissari tecnici della nazionale che sapevano benissimo quale formazione e quale tattica avrebbe fatto vincere a mani basse la nostra squadra. E il più delle volte invochiamo il modello americano, corrispettivo del mitico Brasile calcistico. Bene, per questa strada non si arriva a nulla perché l'università americana non è trasportabile laddove mancano le condizioni di contesto in cui essa vive: rispetto reverenziale per la cultura (umanistica e scientifica) e per chi vi opera da parte di tutti i settori della società; disponibilità al sostegno anche finanziario da parte del sistema delle imprese e della società civile; deontologia professionale rigidissima e sorvegliatissima; valorizzazione morale ed economica del merito e dell'impegno e, al contrario, discredito per l'incapacità o l'indolenza. Tutto ciò non è esportabile sic et simpliciter in quanto l'università americana riflette quella società e quel sistema di valori. Che in Italia sono molto diversi e non riformabili a colpi di decreto. In particolare la società italiana è lontana psicologicamente ed affettivamente dall'università tant'è che i finanziamenti che essa riceve dall'esterno sono quasi irrilevanti. Inoltre, il nostro è tuttora un paese di familismo amorale e i casi di nepotismo e favoritismo nell'accademia riflettono, in piccolo, un costume nazionale ben più diffuso. Da noi, servono le conoscenze, non la conoscenza, per far carriera. In fondo dove sono gli esempi virtuosi nella società italiana a cui potrebbe far riferimento l'università per riformarsi?

Invece di sognare lo zio d'America che viene a salvarci una volta di più, i docenti dovrebbero incominciare a far piazza pulita di comportamenti endogamici e di padrinato. Anche il passaggio al sorteggio per la composizione delle commissioni per i concorsi non cambierà di molto la qualità della selezione, come ricordava recentemente Guido Martinotti, se non cambierà contestualmente l'"ethos" degli accademici. Certo, con il sorteggio almeno non si riceveranno più dai grandi burattinai della disciplina le telefonate e i bigliettini con la lista di chi votare per ogni concorso (e c'è chi vuol tornare al voto di preferenza...); però le pressioni sui sorteggiati non diminuiranno certo di intensità. Del resto, se uno si candidava ad una commissione dicendo che non avrebbe guardato in faccia a nessuno veniva subito tagliato fuori. E chi voleva proporre un concorso senza indicazione del vincitore era considerato uno stravagante acchiappanuvole. Allora, più di ogni altro aspetto, è l'ethos professionale dei docenti universitari che rende impraticabile un sistema di reclutamento (abbastanza) imparziale come quello americano. L'università riflette il contesto all'interno del quale si trova, ivi compresi i suoi difetti. Ma una classe intellettuale che abbia l'orgoglio di essere tale deve superare questo condizionamento "culturale" e imporre pratiche virtuose di selezione per merito e non per nascita o fedeltà. Dopo il gesto propositivo del ministro spetta ai professori rispondere: perché non pensare ad una dichiarazione solenne in cui ci impegniamo a valutare soltanto sul merito?

:rolleyes:

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"Il Parlamento non esiste più e Silvio è un dittatore"

La bella lezione di Sabina agli universitari calabri

11/11/2008 |

Ossignore. Siamo in una dittatura sudamericana e meno male che Sabina Guzzanti non è stata ancora esiliata, se no chi ci avvisava? La comica Sabina ha voluto rivelare il nostro vero stato agli studenti dell'Università della Calabria: «Il presidente del Consiglio è di per sè anticostituzionale sotto tutti i profili», ha detto. E poi: «Nella politica di Berlusconi c'è un disegno autoritario, che disprezza le istituzioni». Il Parlamento non c'è più: «Non so se ve ne siete accorti», dice per sicurezza. «Una gran fetta del Parlamento è costituita da parlamentari solo di nome e non per la loro storia». Poi insiste con la Mara: «Certo, uno può mettere la Carfagna alle pari opportunità, se metti il mago Zurlì all'economia. È veramente un colpo di Stato. Quando Berlusconi dice ho vinto le elezioni, in realtà non significa nulla perché le elezioni sono solo una parte irrisoria della democrazia». Accidenti, irrisoria, questa è nuova. «Studiate, leggete - ha concluso - e approfondite periodi come il Sessantotto. Solo così potrete riconquistare la libertà mentale. Dovete reimparare a fare politica senza disperarvi ma lottando con tutte le vostre forze. Se Obama è diventato presidente è perché il popolo da quando è stato eletto Bush, anzi una buona fetta di cittadini, ha sofferto e ha lottato». Sabina era a lezione davanti agli studenti calabri, che non si capisce perché debbano reimparare a fare politica e soffrire e lottare, in facoltà, anziché studiare ingegneria, economia, fisica e farmacia. Dettagli: a tutti loro, comunque, Sabina ha aperto gli occhi. E poi dici che l'Università non funziona: guarda un po' che popò di prof che ti fornisce la Calabria...

Albina Perri

Ma Basta con la Guzzanti, basta......

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La Guzzanti è nuda.

Imbarazzante la sua incapacità di gestire sè stessa "politica".

Inverecondo lo sfregio fatto alla "sè stessa" comica.

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