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Ciao Paolo,

forse mi sono spiegata male. Io non credo alla questione tagli, anche perchè il governo ha già detto più volte che non sarà gestita in questo modo la riforma. Il concetto di taglio è stato usato dall'opposizione per alimentare la rabbia popolare.

Ho citato però l'esempio di mia sorella - maestra elementare - la quale è fermamente convinta che l'anno prossima finirà nel calderone dei disoccupati.

Io continuo a dirle che non ha capito una mazza però nel mondo della scuola il messaggio che è passato è proprio questo...

Allora ok, siamo sulla stessa lunghezza d'onda :D:lol:

più che altro mi auguro bene che sia cosi, dopo che tanti della maggioranza l'hanno detto se no fanno veramente una figuraccia senza eguali (o forse ne han già fatte, meglio non rivangare :P )

io abito di fianco ad una scuola elementare (che ho anche frequentato) che ora è tappezzata di striscioni del tipo "poche o tante le maestre servono tutte quante" o cose del genere... bah, anche secondo me han capito poco nulla

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Allora ok, siamo sulla stessa lunghezza d'onda :D:lol:

più che altro mi auguro bene che sia cosi, dopo che tanti della maggioranza l'hanno detto se no fanno veramente una figuraccia senza eguali (o forse ne han già fatte, meglio non rivangare :P )

io abito di fianco ad una scuola elementare (che ho anche frequentato) che ora è tappezzata di striscioni del tipo "poche o tante le maestre servono tutte quante" o cose del genere... bah, anche secondo me han capito poco nulla

la cosa ridicola è stata che, quando sono stati introdotti i 3 maestri, la sinistra ha urlato allo scandalo perchè sosteneva che era meglio il maestro unico...se lo sono dimenticato tutti? :wacko:

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Allora ok, siamo sulla stessa lunghezza d'onda :D:lol:

più che altro mi auguro bene che sia cosi, dopo che tanti della maggioranza l'hanno detto se no fanno veramente una figuraccia senza eguali (o forse ne han già fatte, meglio non rivangare :P )

io abito di fianco ad una scuola elementare (che ho anche frequentato) che ora è tappezzata di striscioni del tipo "poche o tante le maestre servono tutte quante" o cose del genere... bah, anche secondo me han capito poco nulla

La mia impressione è che si faccia finta di non capire, purtroppo !! :wacko:

Posted (edited)
Tocca tornare sulla questione.

Per la verità ho cercato di fare quanto detto da Tat non aggredendo Miki, ma cercando di parlare. E quindi parlerò.

Anche le affermazioni di Briatore e Targa mi sembrano farcite di grossolane inesattezze.

Ci sono sontuose università pubbliche che preparano ottimi specialisti in tutta Italia e che sono ben gestite, ci sono pessime università private che donano titoli a chi titolo non avrebbe.

Prendiamo il Politecnico di Milano: continua ad essere un ateneo di primo livello, ha saputo effettuare scelte infastrutturali importanti come il trasferimento al campus Bovisa per offrire migliore qualità e soprattutto si rapporta in maniera eccellente con le aziende che invetiabilmente si troveranno ad assumere i suoi laureati o Masterizzati.

Ho fatto da relatore sia a laureandi che a ragazzi del master, ho rappresentato l'azienda ai cosidetti Career day (altra ottima idea) e sempre mi sono sentito fiero di chiamare mia l'istituzione universitaria. Pensare che al Poli vada lo stesso taglio di università che tengono corsi sull'accoppiamento dei muli francamente mi avvelena il sangue. Per questo attendo i criteri.

L'errore maggiore in Italia sta nel prendere le medie dei valori statistici senza guarda anche quanta differenza c'è tra i migliori ed i peggiori, perchè nell'aiutare i primi e nello sterminare i secondi passa la soluzione ai nostri problemi.

Sul fatto che ci debba essere una scuola pubblica forte ed aperta a tutti non ci deve essere neanche discussione. Sul fatto che comunque ce la si debba meritare, neanche.

Il Poli... grande "scuola" anche nei miei ricordi ormai piuttosto datati. Distinguerei comunque tra "Noi" e "loro"..... :D:lol:

Resta del tutto chiarissimo che la mannaia dovrà cadere senza pietà là dove necessario, proprio per dare maggiori garanzie per il futuro dove invece ci sono indiscusse eccellenze.

Edited by ROOSTERS99
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Per concludere ringrazio Sertar che dice che le università private sono ben più formative. Io, personalmente, vedo che chi è stato formato nella mia facoltà ha trovato fior di lavori ed è diventato ottimo professionista grazie agli insegnamenti ricevuti. Mi dicono che in certi atenei prestigiosi sorti - anche - al sud della nostra provincia non è sempre esattamente così. E magari quegli atenei pullulano proprio di quegli ultratrentenni con pochi esami di cui parlava l'esperto di università Briatore. Al quale non capisco che fastidio diano, tra l'altro. Considerando che magari sono studenti lavoratori, tanti dei quali erano in corso con me.

Passo e chiudo.

Franz12

Uscito anch'io da una univeristà statale...provocazione, la mia, rispetto chi ritiene che nulla debba esser cambiato anzi così facendo venga messo a rischio il proprio futuro da universitario e fin anche del bimbo che alleverà.

Tagliare l'inutile, il superfluo, dovrebbe esser un auspicio e non motivo di scontro...letto e riletto il 133, resta la netta sensazione che si vogliano difender privilegi facendosi scudo con i poveri studenti ignari.

Ribadisco, troverei di molto più interessante pretendere da questo governo la regolarità dei concorsi di assunzione del personale docente...il resto è fuffa.

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Torino: protesta lavoratori Dayco, bloccata A4

31 ott 10:45 Economia

CHIVASSO (Torino) - Bloccata da una manifestazione l'autostrada A4 Torino-Milano, nei pressi del casello di Chivasso, in entrambe le direzioni. A protestare sono i lavoratori della Dayco, multinazionale americana del settore automotive, che ieri ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Chivasso, dove lavorano 450 dipendenti. Ieri, alla notizia della chiusura, i lavoratori avevano bloccato le linee e avviato lo sciopero. (Agr)

Ma basta, basta !!! :D:lol:

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Uscito anch'io da una univeristà statale...provocazione, la mia, rispetto chi ritiene che nulla debba esser cambiato anzi così facendo venga messo a rischio il proprio futuro da universitario e fin anche del bimbo che alleverà.

Tagliare l'inutile, il superfluo, dovrebbe esser un auspicio e non motivo di scontro...letto e riletto il 133, resta la netta sensazione che si vogliano difender privilegi facendosi scudo con i poveri studenti ignari.

Ribadisco, troverei di molto più interessante pretendere da questo governo la regolarità dei concorsi di assunzione del personale docente...il resto è fuffa.

:D

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venerdì 31 ottobre 2008, 11:10

Piazza Navona, il governo alla Camera: "Scontri iniziati dai giovani di sinistra"

Roma - Piazza Navona, la versione del governo. "Gli scontri più duri dell’altro ieri sono stati avviati da un gruppo di circa 400-500 giovani dei collettivi universitari e della sinistra antagonista che è venuto a contatto con gli esponenti di Blocco Studentesco (giovani di destra)". Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Francesco Nitto Palma, nell’informativa urgente del governo alla Camera sugli scontri legati alle proteste contro la riforma Gelmini. Nitto Palma ha spiegato che in piazza quel giorno c’erano un centinaio di persone del Blocco Studentesco, con un camioncino. "È usuale - ha sottolineato - che durante le manifestazioni i mezzi con altoparlanti raggiungano piazza Navona".

La ricostruzione Prima dell’arrivo del gruppo dei 400-500, ha ricostruito il sottosegretario, c’erano stati momenti di tensione e contatti tra i manifestanti del Blocco Studentesco e quelli di sinistra, ma "l’interposizione del personale di polizia in abiti civili ha evitato possibili tafferugli. In questo frangente - ha sottolineato - il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo, ma slogan contrapposti". In seguito, molti studenti hanno cominciato ad abbandonare la piazza. "Quelli del Blocco Studentesco, raggruppati intorno al camioncino e invitati più volte ad allontanarsi dalla piazza dalle forze di polizia - ha proseguito Nitto Palma - avevano iniziato a spostarsi portandosi verso piazza delle Cinque Lune con l’intenzione di andare verso il ministero della Pubblica istruzione. Ma arrivati nella piazza il gruppo ha deciso di fermarsi".

L'arrivo dei collettivi Nel frattempo, ha riferito, "da Corso Vittorio sono giunti circa 400-500 persone appartenenti a collettivi universitari e alla sinistra antagonista che si sono uniti agli altri studenti. Alcuni indossavano caschi dq motociclista e, invece di attestarsi nella piazza a manifestare, si sono fatti largo tra i ragazzi e, arrivati all’altezza di piazza delle Cinque Lune si sono dapprima schierati urlando slogan contro i fascisti e poi hanno iniziato un fitto lancio di oggetti, sedie e tavolini prelevati dai bar della piazza". Alcuni esponenti del Blocco, ha continuato il sottosegretario, "ma in numero molto minore, si sono schierati e hanno preso bastoni dal camioncino, mentre i ragazzi dei collettivi sono avanzati venendo a contatto. Le forze dell’ordine hanno quindi separato i contendenti".

Nessun infiltrato Nitto Palma spiega che: "Ieri è stato diffuso in rete un filmato degli scontri che indica un giovane con in mano un bastone tra gli elementi di destra. Successivamente il giovane è ripreso a bordo di un mezzo della polizia, avanzandosi il sospetto che il soggetto fosse un infiltrato della polizia". In realtà, osserva, "è un giovane del Blocco, fermato e accompagnato in questura, dove è stato identificato e rilasciato. La sua posizione e tuttora al vaglio degli inquirenti".

La protesta al Quirinale Lezioni all’aperto vicino al Quirinale, stamattina, per gli studenti del liceo scientifico "Augusto Righi". Si sono presentati in un centinaio, di buon mattino, studenti e professori, con l’intenzione di far lezione proprio sulla piazza del Quirinale ed esprimere così la preoccupazione per il loro futuro, ma le forze dell’ ordine li hanno persuasi a spostarsi, per motivi di sicurezza, davanti alle scuderie del Quirinale. Qui seduti a terra, in circolo, a gambe incrociate, hanno ascoltato tre lezioni dai loro professori una di matematica, una di storia e una di geografia astronomica e intendono rimanere in piazza per tutto l’orario scolastico. Immediato l'intervento del Capo dello Stato che ha detto: "Riceverò una delegazione di studenti che mi esporrà più ampiamente le loro posizioni".

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Tocca tornare sulla questione.

Per la verità ho cercato di fare quanto detto da Tat non aggredendo Miki, ma cercando di parlare. E quindi parlerò.

Anche le affermazioni di Briatore e Targa mi sembrano farcite di grossolane inesattezze.

Ci sono sontuose università pubbliche che preparano ottimi specialisti in tutta Italia e che sono ben gestite, ci sono pessime università private che donano titoli a chi titolo non avrebbe.

Prendiamo il Politecnico di Milano: continua ad essere un ateneo di primo livello, ha saputo effettuare scelte infastrutturali importanti come il trasferimento al campus Bovisa per offrire migliore qualità e soprattutto si rapporta in maniera eccellente con le aziende che invetiabilmente si troveranno ad assumere i suoi laureati o Masterizzati.

Ho fatto da relatore sia a laureandi che a ragazzi del master, ho rappresentato l'azienda ai cosidetti Career day (altra ottima idea) e sempre mi sono sentito fiero di chiamare mia l'istituzione universitaria. Pensare che al Poli vada lo stesso taglio di università che tengono corsi sull'accoppiamento dei muli francamente mi avvelena il sangue. Per questo attendo i criteri.

L'errore maggiore in Italia sta nel prendere le medie dei valori statistici senza guarda anche quanta differenza c'è tra i migliori ed i peggiori, perchè nell'aiutare i primi e nello sterminare i secondi passa la soluzione ai nostri problemi.

Sul fatto che ci debba essere una scuola pubblica forte ed aperta a tutti non ci deve essere neanche discussione. Sul fatto che comunque ce la si debba meritare, neanche.

Due settimane fa è uscita una ricerca di eminenti studiosi di fama europea che hanno scoperto che sentire l'i-Pod ad alto volume può provocare una diminuzione del'udito.

Magnifiche sorti e progressive!.

Benedetta Scientia che ci illumina il cammino!!!

Ora ... non dico che ci debbano essere delle scelte dirigistiche troppo indirizzate, ma un'indicazione di massima su quali possano essere gli obiettivi di ricerca per il bene comune nazionale, non sarebbe poi così sbagliata... così come finanziare di più le Università strategicamente più importanti e meno quelle che "contano come Ale Div. in curva" ...

Di tutto questo, nel Decreto Gelmini, non c'è traccia.

Solo che questo Decreto Gelmini benedetto, non è una RIFORMA della scuola, ma un provvedimento amministrativo per contenere gli sprechi.

E' chiaro che a qualcuno siano girati i coglioni, perchè sarà costretto a tirar la cinghia (si fa per dire) e a eliminare qualche spesuccia inutile di troppo!

Detto questo, che le università debbano seguire una via di privatizzazione, è una cagata pazzesca che non approverò mai!

Che debbano preparare gli studenti a entrare nel mondo del lavoro collaborando con le aziende interessate come ha detto Ponchiaz, è una cosa così ovvia che solo un utile idiota non può capire...

Altrimenti avremo sempre pochi laureati e di quei pochi ne avremo tanti che faranno gli impiegati a "mille-euro-al-mese". Bello spreco!

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Esempio un pò qualunquista.

Volutamente qualunquistico , Corny , Non un po'.

E pure un po' ironico , come giustamente ha colto LL :D .

E volutamente qualunquistico perchè rispondeva a ...

Io protesto perchè a me sta riforma non va proprio giù, però confermo che chi oggi abbia occupato la ferrovia è quella non troppo piccola minoranza di persone che non sa neanche perchè protesta
Tra 4 anni l'università avrà 8 miliardi di euro in meno da usare, tra 4 anni, salvo bocciature o casini all'università ci saremo noi, noi delle superiori.

Siccome questo tagliare soldi all'istruzione non mi va minimamente giù, domani sarò a Milano a protestare

perchè la riforma riguarda anche l'università, e come già detto sopra tra poco ci arriverò anche io.

Non son oancora così rincitrullito da andare a protestare su decisioni che non mi riguardano (anche se questo non toglie che questa riforma ha cannato in tutto e dappertutto)

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Preso atto ieri come tutto stia avvenendo in maniera pretestuosa...

Tifato ieri, ed anche oggi, affinchè vento e pioggia spazzi via questi deficienti, destra o sinistra poco importa...

Mi argomenteresti quanto scritto sopra, erede felice io di una maestra unica - per quanto discutibile da un punto di vista estetico - e sempre fautore di una riforma universitaria, acciocchè scopersi in un università degli abruzzi un corso di laurea sull'accoppiamento dell'asino, e non ultimo l'aspetto ben più importante delle difficoltà per non dire incapacità dei laureati "statali" italiani rispetto ad omologhi di quasi tutti i paesi europei.

scusami sertar, vedo solo ora il tuo post.

Argomentazioni condivisibili le trovi in Grazie Alberto per cui non vorrei ripetere cose già dette.

Provo a sintetizzare, andando per punti e a costo di banalizzare un argomento complesso.

La maestra unica è criticabile perché:

- comporta lo stravolgimento della scuola primaria italiana che, a detta dell'OCSE e di altri organismi indipendenti e non solo da Repubblica e Manifesto, è all'avanguardia in Europa e ha punte di eccellenza, in Emilia e Toscana, per esempio, che consentono al sistema scolastico Italia di essere riprodotto anche oltreoceano;

- è destinata a determinare un esubero di personale docente, già attualmente vessato da una precarietà imbarazzante e vergognosa per un paese che si dice civile, che le stime più ottimistiche attestano intorno alle 80.000 unità (ottantamila, cazzo, ottantamila);

- è il frutto di un decreto legge, convertito a colpi di fiducia senza che il Governo o la Ministra si siano mai degnati di ascoltare le richieste e le istanze avanzate da migliaia di docenti e genitori;

- riporta la scuola primaria a trent'anni fa' (e questo dato, già di per sè, dovrebbe impedire di usare la parola riforma) ... auguro, se ne avrò, ai miei figli, di non avere almeno un maestro fannullone tanto caro al Ministro Brunetta

il decreto Tremonti invece è una porcata semplicemente perché tagliare risorse alla ricerca significa non avere prospettive di crescita economica e culturale... è l'ammissione, in partenza, di una sconfitta ed è l'accettazione supèina dell'idea che siamo un paese di seconda serie.

Per il Dragone... non fingere, please, di credere veramente che liceali -come Miki di cui mi piace molto l'entusiamo giovanile magari un po' scomposto (cazzo, se non è entusiasta ed esuberante lui , chi può esserlo?... lasciamolo fare, lasciamolo esprimersi liberamente, purché nel rispetto dei propri interlocutori) - e universitari siano in piazza contro la riforma Gelmini ... certo che a loro importa una cippa di maestre uniche e grembiulini, ci mancherebbe altro ... evidentemente protestano perché le "riforme" (ovvero, i tagli ad minchiam) rischiano di stravolgere l'accesso all'università e/o comunque le loro prospettive formative prima e di lavoro poi.

E poi dai, smettiamola di pensare che chi manifesta, si indigna, protesta, estrena il proprio disagio lo fa' (quasi) soltanto perché è un fannullone ... almeno a me, che come te mi faccio il culo dalla mattina alla sera per sbarcare il lunario, non sembre proprio di esserlo :D

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E poi dai, smettiamola di pensare che chi manifesta, si indigna, protesta, estrena il proprio disagio lo fa' (quasi) soltanto perché è un fannullone ... almeno a me, che come te mi faccio il culo dalla mattina alla sera per sbarcare il lunario, non sembre proprio di esserlo :lol:

questa è una conclusione a cui sei arrivato tu! Si è solo detto che tra gli studenti (manco sono stati citati i lavoratori) la maggior parte (non tutti) di chi protesta non sa manco xchè si trova lì, ma lo fa un po' per bigiare, un po' perchè ci si sente un po' più "grandi".

Abbiamo avuto tutti 15 anni, in fondo... :D

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E poi dai, smettiamola di pensare che chi manifesta, si indigna, protesta, estrena il proprio disagio lo fa' (quasi) soltanto perché è un fannullone ... almeno a me, che come te mi faccio il culo dalla mattina alla sera per sbarcare il lunario, non sembre proprio di esserlo :D

niente contro le manifestazioni, in linea di principio.

sono solo un po' incuriosito dall'età media dei "leader" della protesta. purtroppo non ho dati sotto mano, ma ho sentito numeri piuttosto interessanti, tipo da minimo 5, ma, spesso, più anni fuori corso. quando pensano di iniziare a lavorare? a 40 anni? e chi li assume?

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Detto questo, che le università debbano seguire una via di privatizzazione, è una cagata pazzesca che non approverò mai!

Rispondo così anche a Tat.

Questo è il testo dell'articolo 16 del D.L. 133/2008, come convertito.

Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

C'è da avere così paura di una "facoltà di trasformazione" in questa Italia dove nessuno rischia nulla? Però questo è un passo epocale che può spingere le università scientifiche/tecniche sulla scia delle loro consorelle straniere, dove il finanziamento privato è visto come una manna. E così, i nostri studenti migliori non dovranno andare a fare ricerca all'estero. I meritevoli avranno borse di studio, perchè un'università così vorrà tenersi le risorse più appetibili. I professori raccomandati non avranno spazio, perchè faranno ricerca non redditizia. Lo Stato potrà risparmiare qui e finanziare meglio le facoltà con poco appeal commerciale. Questo accadrebbe, almeno, con la norma di cui sopra, in un Paese normale. Ma non è che possiamo passare l'Eternità a farci fighi della nostra originalità mediterranea...

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scusami sertar, vedo solo ora il tuo post.

Argomentazioni condivisibili le trovi in Grazie Alberto per cui non vorrei ripetere cose già dette.

Provo a sintetizzare, andando per punti e a costo di banalizzare un argomento complesso.

La maestra unica è criticabile perché:

- comporta lo stravolgimento della scuola primaria italiana che, a detta dell'OCSE e di altri organismi indipendenti e non solo da Repubblica e Manifesto, è all'avanguardia in Europa e ha punte di eccellenza, in Emilia e Toscana, per esempio, che consentono al sistema scolastico Italia di essere riprodotto anche oltreoceano;

- è destinata a determinare un esubero di personale docente, già attualmente vessato da una precarietà imbarazzante e vergognosa per un paese che si dice civile, che le stime più ottimistiche attestano intorno alle 80.000 unità (ottantamila, cazzo, ottantamila);

- è il frutto di un decreto legge, convertito a colpi di fiducia senza che il Governo o la Ministra si siano mai degnati di ascoltare le richieste e le istanze avanzate da migliaia di docenti e genitori;

- riporta la scuola primaria a trent'anni fa' (e questo dato, già di per sè, dovrebbe impedire di usare la parola riforma) ... auguro, se ne avrò, ai miei figli, di non avere almeno un maestro fannullone tanto caro al Ministro Brunetta

il decreto Tremonti invece è una porcata semplicemente perché tagliare risorse alla ricerca significa non avere prospettive di crescita economica e culturale... è l'ammissione, in partenza, di una sconfitta ed è l'accettazione supèina dell'idea che siamo un paese di seconda serie.

Per il Dragone... non fingere, please, di credere veramente che liceali -come Miki di cui mi piace molto l'entusiamo giovanile magari un po' scomposto (cazzo, se non è entusiasta ed esuberante lui , chi può esserlo?... lasciamolo fare, lasciamolo esprimersi liberamente, purché nel rispetto dei propri interlocutori) - e universitari siano in piazza contro la riforma Gelmini ... certo che a loro importa una cippa di maestre uniche e grembiulini, ci mancherebbe altro ... evidentemente protestano perché le "riforme" (ovvero, i tagli ad minchiam) rischiano di stravolgere l'accesso all'università e/o comunque le loro prospettive formative prima e di lavoro poi.

E poi dai, smettiamola di pensare che chi manifesta, si indigna, protesta, estrena il proprio disagio lo fa' (quasi) soltanto perché è un fannullone ... almeno a me, che come te mi faccio il culo dalla mattina alla sera per sbarcare il lunario, non sembre proprio di esserlo :D

Io m' arendo........

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- comporta lo stravolgimento della scuola primaria italiana che, a detta dell'OCSE e di altri organismi indipendenti e non solo da Repubblica e Manifesto, è all'avanguardia in Europa e ha punte di eccellenza, in Emilia e Toscana, per esempio, che consentono al sistema scolastico Italia di essere riprodotto anche oltreoceano;

Il sistema scolastico di Emilia e Toscana funziona bene perchè Emilia e Toscana sono regioni ricche di loro e molto ben finanziate dallo Stato: e la buona amministrazione, con i soldi, la fai senza problemi.

Io in Toscana ci ho vissuto per tanti anni, ci torno spesso in vacanza, è per il 70-80% un Paradiso anche perchè ha una stazione dei Carabinieri in ogni paesino e, al di là delle chiacchiere, se sei straniero e provi ad uscire dalle regole, non la passi liscia.

Aggiungo, per chiarire come funziona: a Varese, al liceo, avevo un prof campano, uno siciliano, uno pugliese. A Firenze erano tutti... fiorentini!

La polizia municipale "rondava" i vu' cumprà in piazza della signoria già nel lontano '89.

Se tutta l'Italia fosse come Emilia e Toscana, non ci sarebbe bisogno della Gelmini nè di Tremonti.

Ma non è merito della legge... no, no, no.

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Ma mandate in vacca proprio ogni cosa... è piu' forte di voi??

forse sarà il brivido del rumore che si sente digitando...mah

stavate parlando di me? :lol::P:D

Posted (edited)

Giusto per restare in Toscana, ecco l' articolo di Panorma su Siena..... :P:wacko::o

Siena, l' università leureata in sprechi.

Venerdì 31 Ottobre 2008

Scorre tranquilla la vita alla Certosa di Pontignano, il centro congressi dell’Università di Siena.

Il prossimo convegno è previsto tra qualche giorno, quando un gruppo di luminari discetterà di miologia, lo studio dei muscoli. Intanto i 41 dipendenti dell’ateneo in servizio nell’ex monastero ingannano il tempo come possono: dalla cucina si sente un continuo vocio, un signore con cappello da chef fissa lo schermo del computer, un giardiniere toglie qualche foglia secca da una giara di cotto. All’entrata, in un angolo del chiostro, una signora in ciabatte ammette: “Quando non ci sono convegni qui in effetti c’è pochino da fare”. E quand’è il prossimo? “Non mi ricordo, esattamente. Chieda in segreteria”.

A farla breve: l’Università di Siena, che ha il più mastodontico deficit mai accumulato da un ateneo italiano, paga 41 persone per ospitare alcuni conferenzieri qualche volta al mese. Ci sono sei portinai, altrettanti giardinieri, 11 camerieri, sette tra cuochi e lavapiatti. Sono tanti? No, sono un’enormità: il maggiore albergo della città ha cinque persone che servono ai tavoli, sei che lavorano in cucina, un centinaio di ospiti al giorno e i conti in attivo. E la Certosa?

Da banchetti, pernottamenti e congressi ricava circa 400 mila euro l’anno. Ma ne spende almeno il triplo solo per pagare gli stipendi. Fra uscite, disavanzi, mutui e sperperi a Siena si sono persi.

L’ammontare del rosso è ancora incerto, però gli ultimi calcoli parlano di quasi 250 milioni di euro: 98 vanno restituiti all’Inpdap, 20 all’Agenzia delle entrate, 90 alle banche, 40 non si sa bene a chi. Debiti accumulati in anni di gestione che definire poco oculata è eufemistico. Basta vedere Pontignano: sebbene il personale sia numeroso, nel 2005 veniva approvato un “protocollo per il trattamento accessorio” dei dipendenti. Visti i “rischi e disagi” cui potevano incorrere, erano stanziati 50 mila euro all’anno di incentivi da dividere tra i 41 eroici. Nello stesso accordo si parla di un “progetto triennale per l’incentivazione e il miglioramento dei servizi”. Una consulenza interna di 60 mila euro, grazie alla quale alcuni eletti hanno studiato la maniera più opportuna per evitare che i colleghi rigirino i pollici per giorni. A Siena sprechi ed elefantiasi hanno colpito ovunque. Il rettore, Silvano Focardi, ha ben otto segretarie personali. A confronto le tre su cui può contare il direttore amministrativo, Loriano Bigi, un laureato in filosofia teoretica a cui sono affidati i conti dell’ateneo, sembrano poca cosa. E i bibliotecari? Sono 135, sparsi nelle varie facoltà: se ne contano 24 a scienze politiche, 21 a lettere e filosofia e 20 a economia, solo per fare qualche esempio. Ed è prevista l’assunzione di altri 20 precari. Per non parlare della duplicazione di uffici simili. Per esempio quelli che si occupano di comunicazione: sette dipendenti all’online, quattro all’ufficio stampa, otto alle relazioni esterne, tutti con compiti che loro stessi faticano a distinguere. O quello per l’accoglienza dei disabili: serve a informare i portatori di handicap che ci sono dei volontari al loro servizio.

Attività nobile, ma che non rischia certo di usurare i cinque lavoratori preposti al compito. Conclusione: a Siena il numero degli amministrativi supera ormai quello dei professori, sono 1.350 contro i 1.060 docenti di ruolo. E continua ad aumentare: un bando appena pubblicato prevede la stabilizzazione di altri 40 precari. Questa situazione non ha impedito al precedente rettore, Piero Tosi, di assegnare una sfilza di consulenze interne, chiamate progetti. “Mansioni retribuite fino a 20 mila euro l’anno” dice Giovanni Grasso, professore di anatomia umana e curatore del Senso della misura, un sito che denuncia la malagestione della sua università. “Soldi elargiti per svolgere compiti banali, che rientrerebbero tra le normali attività. A maggior ragione in un ateneo in cui ci sono tanti uffici poco produttivi”. Tra il 2005 e il 2007 sono state assegnate 25 consulenze interne, di cui hanno beneficiato parecchi dipendenti. Scorrendo la lista se ne trovano di stravaganti: progetti per fare circolare meglio le informazioni, per la sicurezza nei cantieri archeologici, per coordinare i laboratori didattici di Follonica, per “armonizzare” i servizi bibliotecari. E mentre ci si scervellava a escogitare le soluzioni più efficaci, il deficit cresceva. “Qui lo sperpero è diventato filosofia” accusa Grasso, che già 2 anni fa scriveva sul suo blog della voragine contabile. “A Siena c’è stato un uso disinvolto delle istituzioni che ormai ci ha portato alla conclamata bancarotta.

E docenti, organi d’informazione e politica locale hanno sempre mostrato la più completa indifferenza. Intanto gli organici si sono gonfiati a dismisura e nessuno ha badato a spese”. Come per la nuova sede di scienze politiche e giurisprudenza. Una struttura imponente: arredi ricercati, legno a profusione, corridoi enormi e un bar grande come un campo da pallacanestro. All’ingresso del palazzone c’è una lapide in latino, di memoria papale, dedicata all’ex rettore: a “Petrus Tosi Saen univ. Rector”, capace di far edificare lo “splendidissimum ” nuovo edificio. Un gigantismo che stride ancora di più se rapportato al continuo calo degli studenti: negli ultimi 5 anni sono passati da 19.172 a 16.552. Periodo in cui però l’università non ha smesso di moltiplicare le sue sedi, aprendone tre: Follonica (22 mila abitanti), Colle Val d’Elsa (21 mila persone) e San Giovanni Valdarno (17 mila anime). Quanto si spende per i nuovi poli distaccati è un enigma impenetrabile. Gli unici dati riguardano la sede di Arezzo, la più vecchia e popolata. Costa 15 milioni di euro l’anno ma porta introiti modesti: 3,5 milioni arrivano dalle tasse studentesche e 800 mila euro da una società consortile di cui fa parte anche l’ateneo. La differenza è un passivo di 10,7 milioni. Che si fa allora, domandano i senesi, visto che buona parte dell’economia cittadina ruota attorno all’università? Il rettore Focardi, appena rieletto capitano della contrada Chiocciola, assicura che si sta predisponendo un piano di rientro adeguato: “Abbiamo un patrimonio immobiliare che vale 1,5 miliardi di euro. Lo utilizzeremo per ridurre il debito”. Non è però ancora chiaro se i palazzi saranno venduti o dati in leasing. Ma anche se queste operazioni andassero a buon fine, resterebbe il problema della gestione ordinaria: le uscite superano sistematicamente le entrate. I consulenti sono ancora al lavoro per individuare soluzioni e stabilire l’esatto deficit.

Martedì 28 sera Angelo Dringoli, che a Siena insegna economia e gestione delle imprese, stufo di aspettare si è dimesso dal consiglio d’amministrazione. In una lettera al rettore scrive: “L’assenza di un bilancio consuntivo di competenza per i primi 10 mesi non permette una gestione corretta e consapevole, ed espone il cda al rischio di gravi errori e irregolarità gestionali. Fino a oggi nessun piano organico di interventi è stato presentato, nonostante le ripetute richieste”. I conti restano quindi un mistero. L’unica cosa certa è che da qualche parte bisognerà pure cominciare a sfoltire. E qui le voci si contano “ad abundantiam”.

A partire dagli affitti di alcuni immobili del centro. Per dirne una: l’università paga 176 mila euro l’anno per il primo piano di Palazzo Chigi Zondadari, un bell’edificio con vista su piazza del Campo, che permette a 50 invitati dell’ateneo di ammirare il Palio da favorevolissima posizione. Altri 30 mila euro costa l’appartamento in cui trova ospitalità un centro di studi antropologici. Solo 15 mila invece ne bastano per un alloggio in cui vive e prospera il centro culturale Siena-Toronto. Storia a parte è quella dei magazzini presi in affitto a Monteroni d’Arbia, a 17 chilometri da Siena. Nel 2004, in preda al consueto titanismo, l’università aveva deciso di aprire un locale all’interno del rettorato. Un baretto in cui si consumano in fretta panini e si scambiano gli appunti? L’idea era più

ambiziosa: un posto in cui le menti dell’ateneo si sarebbero ritrovate a sorseggiare bevande come da Starbucks, con musica e arredamento adatti. Anche il nome scelto sembrava adeguato: “Il caffè dell’artista”. Per un progetto del genere serviva spazio. E lo spazio fu fatto: un archivio venne trasferito da alcune stanze del rettorato ai magazzini di Monteroni, che andarono via all’amichevole prezzo di 35 mila euro. Ma Il caffè dell’artista finì nel dimenticatoio con la caduta di Tosi, sospeso a febbraio 2006 dopo un’ordinanza del gip di Siena, Francesco Bagnai, che gli contestava falso ideologico e abuso d’ufficio in un’inchiesta su presunti favoritismi.

Le stanze liberate durante il suo mandato ora sono vuote. E quell’archivio resta nella campagna senese: all’occorrenza, quando serve un faldone, bisogna mandare una macchina.

Le idee innovative del resto qui non sono mai mancate. Il modello è sempre stato quello dei campus americani. È nata perfino una linea di abbigliamento e oggettistica. Nel negozio al piano terra del rettorato si vendono magliette, zaini, agendine, cappelli alla pescatora, teiere e tazze per il latte.

Tutto abbellito dal centenario marchio dell’ateneo. Attività della quale non sono mai stati comunicati ricavi e perdite. Quanto costa invece avere la prima radio universitaria d’Italia si sa: tra il noleggio delle apparecchiature e quello delle frequenze, vengono sborsati 90 mila euro l’anno, ora scesi a 60 mila. Direte: è pur sempre uno strumento didattico, dispendioso ma valido. Non è proprio così: la radio non è usata nemmeno dagli allievi di giornalismo per fare pratica. Serve a metter musica e a dare informazioni agli studenti. Cose utili, magari, forse non a un ateneo in bancarotta. Siena però non si è fatta mai mancare niente. Nemmeno un’etichetta musicale, la Emu. Sul sito si legge: “Segue tutte le fasi della realizzazione discografica, dalle edizioni alla produzione del cd, fino alla messa in commercio”. Punta di diamante dell’Emu sono i Dedalo. Il loro primo singolo è uscito nel 2003. Si intitola Indefinibile: proprio come il buco dell’università che ha prodotto il brano.

http://blog.panorama.it/italia/2008/10/31/...ata-in-sprechi/

Forza Tremonti e forza Gelmini !!! :D:lol:

Edited by ROOSTERS99
Posted (edited)
Il sistema scolastico di Emilia e Toscana funziona bene perchè Emilia e Toscana sono regioni ricche di loro e molto ben finanziate dallo Stato: e la buona amministrazione, con i soldi, la fai senza problemi.

Io in Toscana ci ho vissuto per tanti anni, ci torno spesso in vacanza, è per il 70-80% un Paradiso anche perchè ha una stazione dei Carabinieri in ogni paesino e, al di là delle chiacchiere, se sei straniero e provi ad uscire dalle regole, non la passi liscia.

Aggiungo, per chiarire come funziona: a Varese, al liceo, avevo un prof campano, uno siciliano, uno pugliese. A Firenze erano tutti... fiorentini!

La polizia municipale "rondava" i vu' cumprà in piazza della signoria già nel lontano '89.

Se tutta l'Italia fosse come Emilia e Toscana, non ci sarebbe bisogno della Gelmini nè di Tremonti.

Ma non è merito della legge... no, no, no.

lo sapevo che non dovevo indicare, nemmeno a titolo esemplificativo, Toscana ed Emilia ... intendevo dire che il sistema scolastico primario italiano è preso a modello, per com'è, da Tre Palle a Lampedusa, non che le scuole elementari più belle del mondo si trovano nelle regioni rosse.

Non capisco quali conseguenze deleterie abbia determinato il fatto che tu avessi prof provenienti da tutti i sud d'Italia ... a me pare che abbiano fatto appieno il loro dovere se è vero, come è vero, che pochi in questo for(o)um scrivono e argomentano in modo chiaro, elegante e piacevole come tu sai fare (non sono ironico, ovviamente, lo penso veramente)

p.s.: magari tutta Italia, a partire da Varese, fosse come l'Emilia e la Toscana

Edited by uzzo
Posted (edited)
Rispondo così anche a Tat.

Questo è il testo dell'articolo 16 del D.L. 133/2008, come convertito.

(ecc ecc)

C'è da avere così paura di una "facoltà di trasformazione" in questa Italia dove nessuno rischia nulla? Però questo è un passo epocale che può spingere le università scientifiche/tecniche sulla scia delle loro consorelle straniere, dove il finanziamento privato è visto come una manna. E così, i nostri studenti migliori non dovranno andare a fare ricerca all'estero. I meritevoli avranno borse di studio, perchè un'università così vorrà tenersi le risorse più appetibili. I professori raccomandati non avranno spazio, perchè faranno ricerca non redditizia. Lo Stato potrà risparmiare qui e finanziare meglio le facoltà con poco appeal commerciale. Questo accadrebbe, almeno, con la norma di cui sopra, in un Paese normale. Ma non è che possiamo passare l'Eternità a farci fighi della nostra originalità mediterranea...

Sinceramente non capisco dove, nel testo, ci possa essere un miglioramento delle nostre università.

Per quale motivo il sistema anglo-sassone debba essere migliore del misto-mediterraneo.

Non mi pare che, per dirne una, Giurisporudenza in Statale non sia una facoltà modello, almeno in quanto a qualità dei professori e scrematura.

Io, sarò vetero e fuori moda, ma ritengo che un sistema misto pubblico e privato, sia garanzia di accesso e, potenzialmente, di qualità.

Ritengo che ci debbano essere dei parametri di amministrazione, per evitare sprechi ed elargizioni ad minchiam.

Non mi pare che le privatizzazioni di FS, Telecom o le fondazioni bancarie, in altri ambiti, abbiano portato miglioramenti delle situazioni ante-fatto. Di privato, c'è stata solo la qualità dei servizi.

Edited by Ale Div.
Posted
p.s.: magari tutta Italia, a partire da Varese, fosse come l'Emilia e la Toscana

Esiste una sottile differenza : certe sistemi e certe decisioni se prese a Varese vengono considerate razziste e non efficienti .

Posted
Esiste una sottile differenza : certe sistemi e certe decisioni se prese a Varese vengono considerate razziste e non efficienti .

indirettamente mi stai dicendo che adori il modello "rosso" ... bene bene... comincio a fare proseliti :lol::D

Posted (edited)
Non capisco quali conseguenze deleterie abbia determinato il fatto che tu avessi prof provenienti da tutti i sud d'Italia ... a me pare che abbiano fatto appieno il loro dovere se è vero, come è vero, che pochi in questo for(o)um scrivono e argomentano in modo chiaro, elegante e piacevole come tu sai fare (non sono ironico, ovviamente, lo penso veramente)

Non ci siamo capiti: era per dire che i toscani sono molto protezionisti, quasi autarchici.

Si sono costruiti un sistema similfederale, certo da regione (quasi)autonoma.

E ne traggono grandi benefici.

Per questo mi fa sempre un po' sorridere l'idea delle regioni rosse.

In realtà sono molto verdi, verde padania, in certe cose.

E un po' ipocriti i loro cittadini, quando vanno in piazza contro la Gelmini.

Edited by Dragonheart
Posted
Il sistema scolastico di Emilia e Toscana funziona bene perchè Emilia e Toscana sono regioni ricche di loro e molto ben finanziate dallo Stato: e la buona amministrazione, con i soldi, la fai senza problemi.

Io in Toscana ci ho vissuto per tanti anni, ci torno spesso in vacanza, è per il 70-80% un Paradiso anche perchè ha una stazione dei Carabinieri in ogni paesino e, al di là delle chiacchiere, se sei straniero e provi ad uscire dalle regole, non la passi liscia.

Aggiungo, per chiarire come funziona: a Varese, al liceo, avevo un prof campano, uno siciliano, uno pugliese. A Firenze erano tutti... fiorentini!

La polizia municipale "rondava" i vu' cumprà in piazza della signoria già nel lontano '89.

Se tutta l'Italia fosse come Emilia e Toscana, non ci sarebbe bisogno della Gelmini nè di Tremonti.

Ma non è merito della legge... no, no, no.

:D

Non capisco quali conseguenze deleterie abbia determinato il fatto che tu avessi prof provenienti da tutti i sud d'Italia ...

non voglio fare di tutta un'erba un fascio, ma SECONDO LA MIA PERSONALE ESPERIENZA, i professori meridionali che ho avuto modo di incontrare erano delle bestie ad insegnare e faticavano ad esprimersi in italiano, per non parlare delle assenze calcolate (ovviamente la malattia viene affrontata nel paesello d'origine dove c'è l'aria buona).

Lo sapevi che esiste una legge non scritta nelle scuole , secondo la quale appena entri di ruolo arrivano le colleghe meridionali e ti chiedono quando ti metterai in malattia x almeno 15 gg così una supplente dal sud potrà venire a sostiuirti per raggranellare punti in graduatoria???

Capitato a mia madre, mia sorella e mia cugina in 3 contesti diversi...

1 sarà un caso, 2 una concidenza ma 3.......

Come vedi, mi sono limitata a riportare fatti effettivamente accaduti.

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