tatanka Posted November 3, 2008 Posted November 3, 2008 "L'attimo fuggente" ha fatto danni incalcolabili. Ne l'attimo fuggente è il rapporto genitore - figlio quello in discussione. Il professor Kipling godeva di grandissimo rispetto da parte della setta dei poeti estinti.
tatanka Posted November 3, 2008 Posted November 3, 2008 (edited) Ciao Tatanka,quello che dici è vero, non posso darti torto. Il mio discorso riguardava il fatto che, siccome dovrei formare entrambi per lo stesso tipo di lavoro, a livello economico non mi conviene assumere un neo-laureato in quanto dovrei pagarlo di più... tutto qui. Resta poi il fatto che se invece avessi bisogno di un analista allora probabilmente sceglierei un ing. Ho un mio carissimo amico che si è appena laureato nella specialistica e devo ammettere che fa fatica anche a fare del semplice help desk PC a livello Windows utente. (ho detto che fa fatica non che non è capace ) Questo per dire che secondo me (parlo per sensazione non avendo frequentato l'università) il corso di laurea in ing. informatica forma le persone in modo sommario (anche per colpa di corsi tecnicamente obsoleti) o omettendo alcune argomenti che sono fondamentali. Lungi da me l'offendere la categoria degli ingegneri sia ben chiaro. Era solo un confronto di preparazione al mondo del lavoro per casi diversi. Se vuoi offendere la categoria degli ingegneri ti do una mano. Io sono dott. non ing. La scelta che fai ovviamente dipende da tante cose, la mansione che deve ricoprire, gli sviluppi futuri, la possibilità di dedicare tempo alla formazione. Non stavo quindi sindacando le tue affermazioni, stavo solo proponendoti un quarantenne "svelto nell'apprendimento" In Università si fanno (dovrebbero fare) anche esperienze lavorative. Un ingegnere con una tesi ben fatta e "lavorata" in una azienda su un argomento simile a quello per cui tu cerchi un collaboratore potrebbe addirittura essere uno che porta nuove idee e miglioramenti invece che uno da formare. In sostanza, dipende. Dipende anche da quanto è il budget. Anche per il quarantenne Edited November 3, 2008 by tatanka
Ponchiaz Posted November 3, 2008 Posted November 3, 2008 Bella la lettere del rettore del poli: in pratica dice "Parchè cazzo tagliate me che vado bene, tagliate quelli che non sono in grado di amministrarsi" e come ho già scritto questo vuol dire togliere quel "Ad minchiam" di fianco a tagli. Bravo Per quanto riguarda leasir, Decco ti ha già risposto. Aggiungo che se solo avessi preso un rimbalzo da quando hai la patente sapresti a cosa servono quelle due semisfere mollicce sull quali ti siedi. Il discorso Ing. non Ing. meriterebbe un thead apposta, ma quoto Decco: se l'Ing. per un certo lavoro non vale un perito non ha senso prenderlo, poche storie. E' una cosa che qui dibatto ogni giorno: "Sei Ingegnere? Bene, dimostramelo". I titoli non contano, conta quello che sai fare.
corny Posted November 3, 2008 Posted November 3, 2008 I titoli non contano, conta quello che sai fare. QCQ.
Ale Div. Posted November 4, 2008 Posted November 4, 2008 www.censurati.it Premessa: credo che Curzio Maltese abbia raccontato ciò che ha visto. Credo nella sua versione dei fatti. E proprio per questo, sarebbe opportuno che si apra un'inchiesta su chi erano gli attempati studenti anche più grandi di lui che "dicevano di essere del Blocco Studentesco", visto che il più vecchio là in mezzo ha 23 anni. Premesso questo, e dopo aver ascoltato tutto e tutti, stavolta parlo io sui fatti di piazza Navona. Io so. So perchè alcuni dei ragazzi del Blocco Studentesco li conosco di persona, e so come sono fatti. Se una persona di 130 Kg va da uno di loro dicendo "ti spacco la faccia se non sparisci", non solo non scappano, ma pur sapendo di essere in inferiorità fisica, si arrotolano le maniche e dicono "avanti!". Questi sono i ragazzi del blocco. Magari sanno di prenderle, ma non si tirano indietro. Ma qualunque video o foto che li scagioni, loro saranno sempre dalla parte perdente, in questa Italia, perchè si dichiarano i fascisti del terzo millennio, e in qualità di fascisti sono sporchi brutti e cattivi, e vanno puniti. Poco conta se manifestano senza simboli o mani tese o inni, anzi urlando "siamo tutti quanti studenti". Poco conta perchè loro sono e saranno sempre neo fascisti, quindi sporchi brutti e cattivi. Anche se hanno ragione, il solo fatto di essere fascisti, vuol dire che sono bastardi e vigliacchi. Anche se aspettano con coraggio (in trenta) un gruppo armato di almeno 300 persone che gli va incontro non certo per farsi una partitina a carte. Loro aspettano l'aggressione a volto scoperto, con sguardo fiero, in posizione militare. Tutti a difendere il proprio diritto di manifestare. Ma loro non sanno che in realtà non possono manifestare. Non posso sempre per lo stesso motivo: perchè sono sporchi, brutti e cattivi. Voglio raccontare un incrocio di video, oggi. Una cosa che forse è passato casualmente sotto banco. L'ingresso nella "scena del crimine" di un'ambulanza. Non un'ambulanza che doveva soccorrere qualcuno, perchè non c'era nessuna sirena, nessuna emergenza. Un'ambulanza che era lì, casualmente, per una passeggiata a Piazza Navona, evidentemente. Bene, questa ambulanza è presente in un video. Fa allontanare i ragazzi del Blocco spingendoli in un angolo, e subito dopo, qualche attimo dopo (ma la vita è fatta di attimi, sono preziosissimi, quindi), entrano nella piazza oltre 300 persone, armate che hanno il tempo di fare la sfilata per tutta la piazza senza che nessuno li fermi. Queste persone, erano arrivate partendo da tutt'altra zona di Roma, bastoni alla mano, hanno attraversato tutta la città senza che nessuno li fermasse, sono state bloccate poco prima della piazza dalle forze dell'ordine, e a un certo punto, un uomo della sicurezza autorizza l'ingresso. Fermi gli uni (300) davanti agli altri (30), sono stati così pochissimo tempo, venti metri la distanza che li separava. Gli agenti a guardare il tutto. Mancava solo la musica di Morricone, perchè il film era una storia vecchia, già vista. Dopo le prime bottiglie volate, i ragazzi del blocco erano ancora fermi. Un giornalista su rai news 24, dice che non è importante chi inizia, la cosa che conta è che non si deve usare violenza. Quindi il messaggio è: anche se hanno iniziato i ragazzi (non studenti) dei centri sociali, voi dovevate stare lì e prenderle, oppure andarvene. Sapete perchè? Perchè siete sporchi, brutti e cattivi. Ora, tralasciamo i gossip dei vari giornali e le bufale di Beppe Grillo, che volevano attribuire a un ragazzo di venti anni il ruolo di infiltrato della polizia. Un ragazzo che da quattro anni milita dentro Casa Pound, l'isola dei pirati della destra, una bufala poi smentita da Repubblica. E tralasciamo anche dettagli come quello del ragazzo 35enne arrestato di Rifondazione, la cui difesa è che era lì perchè l'ha chiamato la polizia. Questi sono fatti di cui parleranno i giornali autorizzati. A noi interessava solo sapere come mai un'ambulanza dentro piazza Navona che non ci passa mai, neanche quando c'è un'emergenza, entra tranquilla per passeggiare durante una manifestazione. In una piazza dove fino a poco tempo prima si cantava e ballava sulle note di Rino Gaetano. Tralasciamo tutti gli altri dettagli come l'associazione forzata del Blocco Studentesco a Forza Nuova, due entità lontane anni luce tra loro, ma sempre sulla bocca dei giornalisti e dei politici che sanno la verità e mentono sapendo di mentire. Non importa, in fondo, perchè chiunque abbia voluto creare lo scontro, la colpa è di... indovinate? Proprio così, di quelli sporchi, brutti e cattivi. E quelli che beneficeranno dello scontro? Puntiamo il dito su di loro. E sicuramente non sono studenti. In una realtà come quella attuale, se sei onesto ma fascista, è peggio che essere ladro assassino ma democristiano dentro. Non c'è niente da fare, Cossiga è sempre Cossiga. la previsione/maledizione di Pasolini "Che vi vengano figli fascisti - questa la nuova maledizione - figli fascisti, che vi distruggano con le idee nate dalle vostre idee, l'odio nato dal vostro odio" Pier Paolo Pasolini A mano armata, le confessioni di un mazziere ... “Parliamoci chiaro: prima che arrivassimo noi c'erano già state tre aggressioni contro persone finite all'ospedale o comunque rimaste ferite. Ammesso e non concesso che ce l'avesse avuta prima, quella gente non aveva più alcuna legittimità a stare in piazza. Abbiamo chiesto che fossero allontanati, e niente. Gli abbiamo gridato di andarsene, e niente. A quel punto li abbiamo caricati e sbaragliati. Basta, finito. Inutile stare a nascondersi o girarci intorno”. Partito della Rifondazione comunista, sede della Direzione nazionale, terzo piano. Simone ha 32 anni e un linguaggio diretto. Accanto a lui ci sono Emiliano, 30 anni e quasi due metri d'altezza, e Yassir, 33 anni e una denuncia per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale: l'hanno fermato e liberato dopo una notte passata in gattabuia. Sono impiegati del settore organizzazione del partito , e mercoledi scorso erano in piazza Navona. Raccontano la loro versione dei fatti con una premessa, affidata a Emiliano: “Per noi l'antifascismo è un valore irrinunciabile. E' il fondamento della nostra Costituzione, ed essere antifascisti oggi significa difendere la democrazia, la pace e la libertà di espressione”. (Infatti aggredire in trecento adulti armati trenta studenti significa garantire la libertà d'espressione. Chi mai potrebbe negarlo?) Anche con l'uso della violenza? Risponde Simone: “A nessuno di noi piace andare in giro a caricare i fascisti, ma capitano situazioni particolari. Come l'altro giorno. Con la polizia che non ha fatto niente per impedire lo scontro fisico”. Lo interrompe Yassir: “Sono diciotto anni che partecipo alle manifestazioni, e ti assicuro che non avevo mai visto prima un fascista così da vicino. Perché sempre si sono messi in mezzo per evitare il contatto diretto, o ci chiudevano piazze o strade presidiate da loro. Stavolta invece è come se avessero detto "prego, accomodatevi". Io non penso a complotti, però qualche cattivo pensiero può venire. Anche perché questa storia è cominciata molto prima di mercoledì”. Il riferimento è ai giorni precedenti, lunedì e martedì, quando i fascisti del Blocco studentesco hanno conquistato la testa del corteo degli studenti medi o issato il loro striscione al sit-in davanti al Senato. “Sempre con quel camioncino bianco pieno di mazze nascoste — insiste Simone — senza che nessuno lo fermasse. Noi in quelle due occasioni abbiamo abbozzato, per evitare problemi, ma in piazza Navona, mercoledì, s'è passato il segno”. Racconta Yassir: “Io stavo andando al lavoro quando mi ha telefonato un ragazzo del liceo Tasso per avvisarmi che i fascisti stavano picchiando la gente. Temevo che esagerasse, ho chiamato altre persone, e tutti confermavano le aggressioni. Parlavano di sangue. Ho radunato altri compagni e siamo andati”. Insieme a quelli dell'università: “E mica sono il Settimo Cavalleggeri! — sorride Simone —. Era già previsto che venissero anche loro, hanno solo accelerato un po' il corteo”. Con il loro camioncino: “Certo — risponde Emiliano - quello c'è sempre, per gli altoparlanti e i megafoni. Mazze non ce n'erano, stai sicuro. (Ci sono quattro filmati da punti diversi, ce ne vuoe di faccia tosta a continuare a negare quello che tutti hanno visto...) Quando siamo arrivati abbiamo trovato la piazza terrorizzata dalle violenze precedenti e i fascisti schierati in formazione, coi bastoni pronti. A quel punto che fai?”. Già, che fai? Yassir: “Abbiamo formato un cordone e fino all'ultimo abbiamo tentato di tenerlo, ma la piazza dietro spingeva e quelli davanti aspettavano co' 'sti bastoni come fossero giocatori di baseball”. E voi coi caschi in testa: “Certo, per protezione. A mani nude, però. A un certo punto non abbiamo tenuto più e c'è stato lo scontro. Coi poliziotti a godersi lo spettacolo”. Sono volate le sedie dei bar. “Di vimini... Ne vola una, ti arriva addosso, la rilanci no? A me un fascista m'ha tirato una scopa — continua Yassir —, l'ho parata, ho visto arrivare i carabinieri dall'altra parte e ho avuto paura di restare in mezzo. Mi sono lanciato tra i tavolini dei bar. Mentre correvo mi sono sentito prendere alla gola e stringere, mi stavano soffocando. Poi mi hanno buttato a terra, e mentre temevo che arrivasse una coltellata ho sentito dire "soggetto immobilizzato". Erano poliziotti, per fortuna”. Quindi sono intervenuti. “Per disperderci — puntualizza Simone —, dopo che avevamo neutralizzato i fascisti e ridotto quel camioncino come doveva essere ridotto. Questi sono doppiamente pericolosi: militarmente, perché picchiano la gente, e politicamente perché rischiano di avere un effetto catalizzatore su giovani cosiddetti "neutri", soprattutto in certe scuole e periferie, dove ci sono logiche più da comitiva che da gruppo politico, un po' da stadio”. Emiliano: “Coi loro metodi: o ti adegui e fai quello che dicono loro oppure menano. A Roma da due anni le aggressioni si sono moltiplicate. Dicono di essere contro questo governo, ma non mi pare se poi spunta un sottosegretario che si appiattisce sulla loro versione. Comunque al corteo dello sciopero non si sono visti”. Ancora Simone: “Noi da quando siamo rimasti senza parlamentari abbiamo molte più difficoltà a gestire la piazza, mentre loro si sentono protetti. Mercoledì qualcuno di noi s'è dovuto prendere un permesso dal lavoro per venire a cacciare i fascisti, ma ti pare normale?”. Giovanni Bianconi Dopo le aggressioni romane, il fronte della reazione si agita anche a Firenze. TRE DENUNCE Esponenti del Cpa danneggiano bar "Questo circolo è un covo di destra" Circa trenta aderenti al centro sociale Cpa Firenze Sud hanno danneggiato il bar di un'associazione sportiva confinante. Il gruppo ha accusato i gestori del bar di ospitare giovani di destra. Il gestore: "il circolo è apolitico e qui si parla solo di sport" Firenze, 2 novembre 2008 - La notte scorsa circa trenta aderenti al centro sociale Cpa Firenze Sud hanno danneggiato il bar di un'associazione sportiva confinante. Il gruppo ha accusato i gestori del bar di ospitare giovani di destra. Sembra che l'episodio sia dovuto a un diverbio scaturito per ragioni politiche. Per i danneggiamenti tre persone sono finite nei guai: tre uomini di 21, 25 e 37 anni sono stati infatti denunciati dai carabinieri. In base a una ricostruzione dei fatti, gli aderenti al centro sociale hanno avuto un acceso scambio di opinioni fuori dal circolo con quattro presunti simpatizzanti di destra che sono stati inseguiti fin dentro il locale. Al gestore, che cercava di calmare gli inseguitori, gli appartenenti al Cpa avrebbero gridato: 'Questo circolo e' un covo di destra, via i fascisti di m...'. Una fioreria lanciata per colpire uno dei giovani in fuga ha distrutto un frigorifero del circolo; l'auto di uno degli inseguiti e' stata presa a bastonate. Fuggi-fuggi tra i presenti. Il gestore del circolo comunque dice: ''Siamo un'associazione apolitica aperta a tutti''. I tre uomini denunciati sono stati bloccati dai carabinieri nelle vicinanze. Due li hanno presi in una via poco distante, il terzo si e' rifugiato tra i cespugli del parco. Gli altri si sono dileguati mentre arrivavano polizia e carabinieri. La polizia, tra l'altro, ha schierato un contingente dell'8/o reparto mobile nella vicina piazza Ferrucci. Per tutta la notte i carabinieri hanno sentito alcuni testimoni mentre la Digos ha avviato accertamenti per definire l'eventuale contorno politico in cui potrebbe essere maturato l'episodio. I quattro presunti simpatizzanti di destra - una coppia di sposi e una di fidanzati, tutti sotto i 30 anni - sono stati incrociati dai membri del Cpa davanti al locale, dove è scoppiato il diverbio. Il presidente e gestore del circolo, A. L., racconta: ''Quando hanno fatto irruzione nel bar, alcuni del Cpa mi hanno minacciato accusandomi di nascondere i fascisti. Mi hanno anche detto 'te sei segnato, bruciamo te e il locale', alcuni avevano bottiglie e bastoni. Siccome li conosco, ho provato a calmarli''. Poi, precisa che ''tra i frequentatori del bar ci sono tutti perché il circolo è apolitico e qui si parla solo di sport. Ci sono anche gli stessi ragazzi del centro sociale, molti di loro vengono spesso qui, specie nelle ultime 5-6 settimane. E certamente è vero che tra i clienti ci sono anche giovani che si dicono di destra''. Il locale, con bar, sala tv e pizzeria, serve a mandare avanti l'attivita' dell'associazione 'Gruppo sportivo dilettanti Firenze Sud Albereta', a cui fanno riferimento 300 calciatori, dai 6 ai 40 anni. La società ha un direttore sportivo illustre, l'ex calciatore della Fiorentina del primo scudetto del '56, Beppe Virgili. Non aspettiamo un anno C'è un chiaro disegno di criminalità antifascista, se ne prenda atto senza paura. Oramai le aggressioni a danno di militanti, simpatizzanti o semplici amici di appartenenti a Casa Pound Italia si susseguono con cadenza giornaliera?. A dichiararlo è Gianluca Iannone, portavoce di Casa Pound Italia,in merito all'aggressione subita sabato sera, in un pizzeria di Firenze, da 5ragazzi, colpevoli, secondo gli assalitori, di aver condiviso la cena con Saverio Di Giulio, responsabile di Casa Pound Firenze. “Le modalità dell'aggressione sono le stesse di sempre: decine di persone, volti travisati, caschi in testa,bastoni, catene e coltelli alla mano. La stessa cosa è avvenuta tre giorni fa a Brescia e l'altro ieri a Pisa”?. Conclude Iannone “non vorrei stare, da qui ad un anno, a discutere con le Istituzioni su chi sia stato a dare l'avvio ad una nuova stagione di violenza; E' chiaro che ad oggi, privi di una rappresentanza parlamentare, esistiamo noi, portatori di messaggi ed azioni politiche che suscitano simpatie trasversali, ed antifascisti al soldo dei partiti vinti dall'ultimo verdetto elettorale, come i fatti di piazza Navona hanno dimostrato. Le dichiarazioni al corriere di Yassir dirigente di Rifondazione, che spiega come siano stati chiamati per venire a cacciare i fascisti parlano chiaro”?. Nessun dubbio, vogliono il morto Ora siamo alle liste di proscrizione in diretta tv che danno carta bianca all'assassinio. Vogliono il morto! Che a volerlo siano i “rivoluzionari” frustrati dalla perdita di ogni consenso e addestrati dai loro seminari politici all'eliminazione degli avversari è quasi normale. Non è normale, non è usuale, non è ammissibile, non accadeva neppure negli Anni Settanta, quello che alcuni fiancheggiatori, protettori e complici dei frustrati dei Centri Sociali e di Rifondazione stanno oggi facendo. Non è accettabile che escano articoli compiacenti con i facinorosi, gli aggressori, i mazzieri stipendiati dai partiti, che alcune testate nazionali (Corriere della sera, Repubblica) hanno pubblicato. Non è immaginabile che si lascino esporre all'università liste di proscrizione con nomi e foto degli obiettivi da colpire, com'è accaduto lunedì mattina. E questo all'indomani di una prima serie di aggressioni commesse in Italia condite dall'improvviso apparire di attentati vari su obiettivi diversi. Uno scenario fosco che si ripete. Permettere tutto questo significa, esattamente come trentacinque anni fa, alimentare la spirale anziché interromperla. Non è perdonabile che, trentacinque anni dopo, per un calcolo politicante da quattro soldi, ci sia chi, come Di Pietro, ripercorre la strada di Giacomo Mancini ammiccando a quelli che “uccidere un fascista non è reato”. Mancini se ne pentì, ma era troppo tardi. Di Pietro magari se ne pentirà anche lui ma già adesso non ha scuse perché egli ha davanti agli occhi il precedente del sangue che scorse a fiumi a causa della copertura politica al nascente terrorismo che il dirigente socialista di allora, come l'idv di oggi, non aveva saputo - o voluto - vedere. Gravissimo; ma paradossalmente nella gravità siamo già andati oltre. Alla Rai nella serata di ieri è stato mandato in onda un filmato forse fornito proprio dal Blocco Studentesco e sono stati incredibilmente fissati dei fermo-immagine su studenti del Blocco Studentesco con la richiesta: “Sapete chi sono? Come si chiamano? Dove abitano?”. Poiché il Blocco che non ha niente da nascondere ha fornito molti filmati ai media, e poiché i volti e i nomi di ragazzi che fanno politica e chiedono regolari permessi sono noti alla polizia, quest'appello non può avere altro effetto se non quello di scaldare gli animi di chi già viene aizzato sul terreno incosciente dell'antifascismo militante dalla segreteria di un partito che non ha più alcun argomento politico e non avrà altra conseguenza se non quella di far capire a chi partecipa alla caccia all'uomo che gode di una copertura articolata e diffusa. Se non li si ferma subito non tarderanno ad assassinare! Certo, come primo atto sarà denunciato legalmente chi usa la televisione come uno strumento personale e mette a rischio l'incolumità degli studenti, ma non basta. Urge una presa di posizione ferma da parte dei giornalisti e sono indispensabili le interrogazioni parlamentari. Trentacinque anni fa si preferì lasciar divampare l'incendio ma stavolta, per fortuna, non ci sono solo piromani. Ma un pompiere che dorme diventa incendiario a sua volta. Non si sottovaluti il pericolo e non si frappongano indugi! Neutralizziamo i mandanti e facciamolo subito! Gabriele Adinolfi. (ex leader di Terza Posizione, uno che se ne intende di Anni Piombo...) NON SOFFIATE SUL FUOCO!
ROOSTERS99 Posted November 4, 2008 Author Posted November 4, 2008 Giusto Ale, ma ESTIRPIAMO LA GRAMEGNA !
ROOSTERS99 Posted November 4, 2008 Author Posted November 4, 2008 martedì 04 novembre 2008, Università, il governa punta ai tagli anti-baroni Roma - Andiamo avanti spediti, ma senza avere l’assillo di dover chiudere la partita in fretta. Silvio Berlusconi non vuole sentir parlare di «stop», ma neppure di «urgenza». E il suo ragionamento, condiviso da giorni con alcuni ministri, che ritornerà nel faccia a faccia odierno con Mariastella Gelmini, non cambia di una virgola. Il governo - ha ripetuto ai suoi interlocutori anche nel week-end appena trascorso, lontano dalla capitale - è pronto a un confronto serio, aperto. Ma la «sfida positiva» da portare avanti, con cui individuare «tagli selettivi per non colpire i ricercatori ma i baroni», va diretta innanzitutto ai destinatari della riforma universitaria. A studenti, docenti, rettori. A tutti coloro, insomma, che vogliono davvero cambiare «il loro mondo», senza preconcetti né strumentalizzazioni ad arte confezionate dalla sinistra. Il premier la pensa così. E sul versante economico, punto chiave di proteste, cortei e scontri, che vorrebbe non rivedere più, ribadisce un «punto fermo». Ovvero, i tagli in Finanziaria esistono, sono spalmati in tre anni, e nessuno s’immagina di poter modificare i saldi, vista anche la congiuntura negativa che attraversiamo. Ad ogni modo, però, bisogna ragionare su eventuali spostamenti da effettuare, d’intesa, se possibile, con chi vive ogni giorno all’interno degli atenei. E individuare - questo è uno dei compiti che affida al ministro di riferimento - gli interlocutori giusti, disposti a collaborare e a «fornire idee». Detto questo, sul dialogo con l’opposizione, richiesto apertamente dalla Lega per voce di Roberto Calderoli, non manca di manifestare alcuni distinguo. Perché se da una parte non può non tenere conto anche dei continui appelli del capo dello Stato, dall’altra, però, continua a mostrarsi scettico. «Dipende da loro, ma finora non hanno mai fatto una proposta concreta», puntualizza di continuo. Un concetto che alcuni esponenti dell’esecutivo fanno proprio per rispondere, in privato, a quella che considerano l’ennesima «pseudo-apertura» di Walter Veltroni. Che ieri, in una nota, rilanciava la possibilità di un confronto in Parlamento con la maggioranza, vincolato però alla sospensione degli «effetti perversi innescati dai tagli». Allo stato dei fatti, dunque, a parte l’apertura diretta di Calderoli, in linea con la convergenza politica che il Carroccio ricerca da mesi con Pd e non solo, sul fronte riforme - tema storicamente sensibile al partito di Umberto Bossi - non si intravedono spiragli degni di nota. In ogni caso, quanto prima va portato in Consiglio dei ministri uno schema di disegno di legge (e non quindi un decreto, anche perché, puntualizzano fonti di governo, nessuno ha mai definito quale tipo di provvedimento abbinare al «piano» di riforma). Di certo non avverrà questa settimana, ma più probabilmente la prossima. La motivazione, però, non si legherebbe a un passo indietro del governo, ma soprattutto all’agenda degli impegni internazionali di Berlusconi (giovedì a Mosca per il bilaterale con la Russia, venerdì a Bruxelles al Consiglio Ue straordinario sulla crisi economica). Se ne discuterà quindi al prossimo Cdm in cui sarà presente il Cavaliere. Insomma, assicurano fonti di Palazzo Chigi, «siamo determinati ad andare avanti». E non a caso oggi il premier avrà un faccia a faccia ad hoc con la Gelmini. Così, nella riunione convocata a palazzo Grazioli, si metteranno a punto le linee guida, si imposterà lo schema del disegno di legge, che prenderà forma, solo al termine del confronto con i rappresentanti dei vari protagonisti del mondo unversitario. Il ddl, tra l’altro, dovrebbe avere - secondo le intenzioni del presidente del Consiglio - una «corsia preferenziale» in Parlamento. Un punto su cui verranno coinvolti quanto prima deputati e senatori del Pdl.
ROOSTERS99 Posted November 4, 2008 Author Posted November 4, 2008 (edited) martedì 04 novembre 2008, 09:21 LA LEZIONE CHE VIENE DALLA SCUOLA di Mario Giordano Siamo convinti che il maestro unico sia un bene. E che sulla scuola siano state raccontate troppe balle in queste settimane, terrorizzando le mamme e strumentalizzando gli studenti, con l’unico obiettivo di difendere interessi di categoria. O, peggio, di partito. Abbiamo denunciato puntualmente le mistificazioni. Abbiamo svelato i trucchetti di chi per anni ha trasformato la scuola in un circo, e nelle ultime settimane addirittura in un Circo Massimo. Ma proprio per questo, oggi, ci sembra giusto dire con chiarezza che, anche per quanto riguarda il governo, qualcosa non ha funzionato. Ci sono stati degli errori. Errori di comunicazione, innanzitutto, perché evidentemente il ministero dell'Istruzione non ha saputo spiegare quello che stava facendo. Ma anche errori strategici, perché non è possibile farsi scatenare addosso un nuovo Sessantotto, con tutte le scuole, dagli asili alle università, in piazza, avendo varato niente più che una riforma del grembiulino... Nell’ultima settimana ho partecipato ad alcuni dibattiti tv. E ho assistito a situazioni paradossali, in cui i rappresentanti della maggioranza sembravano giustificarsi dicendo: «Non abbiamo fatto nulla». La lotta agli sprechi? Nel decreto Gelmini non c’è. La riorganizzazione dei corsi universitari? Nel decreto Gelmini non c’è. Le nuove superiori? Nel decreto Gelmini non se ne parla. Tutto vero, tutto giusto. Ma è possibile che la maggioranza più compatta e decisionista che il Paese ricordi debba difendersi dicendo: «Non abbiamo fatto nulla»? Sia chiaro: i tagli della Finanziaria sono necessari. E di sprechi da tagliare, come abbiamo visto in queste settimane, ce ne sono tanti nelle scuole e nelle università. Ma forse occorreva un progetto organico per spiegare come la nuova scuola, più meritocratica ed efficiente, può consentire servizi migliori a costi più bassi. Noi siamo sicuri che ciò sia possibile e che il governo sia in grado di farlo. Ma va raccontato agli italiani. Evitando di generare quei timori su cui poi hanno buon gioco i professionisti della strumentalizzazione. Strumentalizzazioni ce ne saranno sempre, è evidente. Ma proprio per questo bisogna evitare di creare le condizioni che le favoriscono. Procedere, dopo i tagli in Finanziaria, con quel decreto legge su maestri e grembiulini si è rivelata, a conti fatti, una scelta non tempestiva. Occorre tenerne conto. A questo governo gli italiani hanno affidato un compito fondamentale: quello di procedere con riforme importanti, dalla scuola alla giustizia, dal welfare alla pubblica amministrazione, eliminando privilegi, sprechi e inefficienze che si sono accumulati per decenni. È un’impresa ciclopica, che non ammette scivolate né svarioni. E che chiede la stessa determinazione mostrata finora nel risolvere le emergenze (rifiuti, Alitalia...) ma anche un’accortezza particolare, una capacità di spiegarsi al Paese e di coinvolgere la maggioranza degli italiani, che questo cambiamento lo aspettano davvero. Che la scuola, dunque, serva da lezione. Quotone per Giordano ! Edited November 4, 2008 by ROOSTERS99
Ale Div. Posted November 4, 2008 Posted November 4, 2008 Giusto Ale, ma ESTIRPIAMO LA GRAMEGNA ! Già, soprattutto quella che soffia incoscientemente sul fuoco... Rai, blitz dei giovani di destra a Chi l'ha visto? di Redazione Roma - Militanti di Casa Pound lanciano uova marce sulla sede Rai di via Teulada. L’azione, durata pochi istanti, ha visto coinvolti circa una trentina di ragazzi che intorno alle 00.30 hanno scavalcato i tornelli facendo irruzione nel cortile interno alla sede della Rai. Seduto in guardiola, l’agente della vigilanza ha avuto appena il tempo di accorgersi dell’invasione. Dopo pochi minuti sul posto è accorsa la polizia con cinque volanti ma l’azione era ormai terminata ed i militanti di Casa Pound dileguati. L'atto dimostrativo Un atto dimostrativo, fanno sapere i giovani coinvolti nell’azione, contro la puntata della trasmissione Chi l’ha visto? andata in onda su Rai 3 in prima serata e nel corso della quale, secondo quanto riferito, sarebbero stati mostrati i volti dei ragazzi del Blocco Studentesco coinvolti negli scontri di piazza Navona di qualche giorno fa chiedendo agli spettatori di identificarli. Iannone: "Violata la privacy" "Hanno fatto vedere i volti dei nostri ragazzi in prima serata. Hanno chiesto agli spettatori di identificarli quando la polizia già possiede tutte le informazioni che gli servono. Qui è chiaro che si sta facendo un uso politico di una trasmissione, vogliono istigare le persone perché ci si faccia giustizia da soli", ha detto Gianluca Iannone, responsabile di Casa Pound, in merito all’azione dimostrativa. "Siamo pronti a ritornare - ha continuato Iannone - perché se gli attacchi vanno sul personale, violando anche la privacy, noi diventeremo sempre più cattivi". Come negli anni 70, si redigono liste di proscrizione, colonne infami, libri neri. Ora, io mi chiedo: ma CHI L'HA VISTO? perchè ha trasmesso quel servizio? Non si occupa di persone scomparse? Non è un pervertito, incosciente, pericoloso invito al linciaggio? La Digos aveva bisogno di informazioni che può andare a raccattare direttamente a Casa pound (che ha un nome, cognome, indirizzo e sito internet pubblici)? VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA ! NON SOFFIATE SUL FUOCO! NON GIOCATE CON IL FUOCO!
Ale Div. Posted November 4, 2008 Posted November 4, 2008 LA RIVOLTA NELLE UNIVERSITA' Denunciati gli studenti pro-riforma Tensione al Politecnico, durante l’apertura dell’anno accademico 2008/2009. Interrotto il discorso del rettore Milano, 4 novembre 2008 - "Voi baroni preoccupati, noi studenti disoccupati". La dimostrazione arriva, con tanto di striscione e volantini colorati, fin dentro l’Aula Magna del Politecnico. È il giorno dell’inaugurazione del 146° anno accademico e la sede è il polo sede distaccato dell’ateneo scientifico-tecnologico alla Bovisa, in via Durando. Ma la dimostrazione non arriva da sinistra e non va contro la riforma del ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini. L’inizio del discorso inaugurale del rettore Giulio Ballio viene interrotto da quattro studenti di Azione Universitaria, che manifestano così la loro protesta contro gli sprechi dell’università in generale e contro il potere dei 'baroni'. Assenti all’inaugurazione, come già preannunciato nei giorni scorsi, i rappresentanti di governo, il ministro Gelmini e il presidente del Senato Renato Schifani, sono stati alcuni studenti di destra a prendere la parola a favore della riforma. O meglio, contro le manifestazioni 'da sinistra' avvenute in questi giorni e non ancora finite. Comunque non si è trattato proprio di studenti comuni. Uno, Fabio Mastroberardino, fa parte del Senato Accademico, gli altri tre invece sono consiglieri di facoltà. "Abbiamo voluto far capire – rivendica Mastroberardino - che non tutti gli studenti sono contro la riforma. E soprattutto che gli sprechi nei nostri istitui esistono da più di vent’anni. Anzi proprio grazie alla Gelmini si è potuto aprire gli occhi sulla situazione delle spese in eccesso e sul malgoverno nell’università". I quattro studenti hanno interrotto il rettore Ballio, srotolando e mostrando lo striscione che accusa i 'baroni' di avere creato la situazione attuale e lanciando e distribuendo volantini colorati per chiedere di "combattere gli sprechi dell’università". Ma appena hanno cominciato a spiegare al pubblico i motivi della loro protesta, sono stati subito fermati dalla polizia e accompagnati fuori dall’aula. "Ci hanno tenuto un’ora – aggiunge Mastroberardino - solo per identificarci. E ci impedivano di parlare con i giornalisti. Ma in realtà la nostra non era altro che una “azione goliardica”. Non abbiamo fatto nulla di male". Azione Universitaria – Movimento per la libertà è un gruppo studentesco di destra che ha deciso di mobilitarsi per far vedere a tutti l’altra faccia della medaglia della situazione critica nelle università italiane. Il gruppo è presente nella rappresentanza studentesca a Milano con un componente nel Senato accademico del Politecnico e con uno alla Statale, oltre che con vari consiglieri di facoltà. A Milano sono 400. Quello che chiedono è una autocritica da parte dei docenti. "Gli sprechi non sono stati causati dalla Gelmini - assicura Mastroberardino -. Tutti dovrebbero fare mea culpa, a cominciare da rettori e docenti. Vent’anni di utilizzo dei fondi pubblici per ottenere solo precariato e disoccupazione sono molto più criticabili dei tagli necessari per frenare gli sperperi, ma nessuno ne parla. Invece le manifestazioni di questi giorni si schierano proprio a fianco dei 'baroni', fanno il loro gioco". Quello che ha stupito Azione universitaria è stata la posizione assunta dal rettore nella prolusione della inaugurazione. "Giovedì Ballio aveva mandato una mail ai 38mila studenti del Politecnico in cui criticava sì i tagli, ma senza assumere le posizioni di contestazione al Governo che ha assunto nel discorso odierno. Per questo abbiamo deciso di intervenire". di Luca Salvi
Ponchiaz Posted November 4, 2008 Posted November 4, 2008 Provo pena ed anche un po' di schifo per tutti i coinvolti nella rissa di piazza Navona. Sono degli uomini delle caverne, condannati a vivere in un tempo che non può essere il loro.
Mangusta Posted November 4, 2008 Posted November 4, 2008 Provo pena ed anche un po' di schifo per tutti i coinvolti nella rissa di piazza Navona.Sono degli uomini delle caverne, condannati a vivere in un tempo che non può essere il loro. Ieri...Milano...Politecnico alla Bovisa...C'era la Gelmini e "gli uomini delle caverne" fuori dal tempo...
Miki24 Posted November 5, 2008 Posted November 5, 2008 (edited) Oggi sentivo Napolitano al TG: sant uomo. Ha detto che chi scende in piazza non deve solo protestare, ma dare anche proposte per cambiare: basta NO, usiamo anche il SE è stato il tema del suo discorso. Peccato che il presidente della repubblica valga come la cacca di un cane all'angolo di una strada... Edited November 5, 2008 by Miki24
Ponchiaz Posted November 5, 2008 Posted November 5, 2008 La cose più paradossali di questo "Nuovo 68" a. I Baroni di fianco ai manifestanti che li contestavano fino a ieri b. Adulti di 40 anni che si professano "Laureandi" c. Migliaia di persone che sfilano contro un decreto che non hanno letto d. Il governo che per difendersi dice "Ma non abbiamo fatto una riforma, non abbiamo praticamente fatto niente" come se fosse un vanto.
Robespierre Posted November 5, 2008 Posted November 5, 2008 Peccato che il presidente della repubblica valga come la cacca di un cane all'angolo di una strada... Meno. Calpestarlo non porta neppure bene.
alberto Posted November 6, 2008 Posted November 6, 2008 Meno.Calpestarlo non porta neppure bene. ...nonostante la momentanea soddisfazione...
Robespierre Posted November 6, 2008 Posted November 6, 2008 ...nonostante la momentanea soddisfazione... Molto momentanea: il tempo che trascorrerebbe tra la "calpestata" e le mazzate della copiosa scorta.
ROOSTERS99 Posted November 6, 2008 Author Posted November 6, 2008 Basta pioggia, basta !! ...ah...grazie Tatanka !
Ale Div. Posted November 6, 2008 Posted November 6, 2008 (edited) Già, soprattutto quella che soffia incoscientemente sul fuoco...Rai, blitz dei giovani di destra a Chi l'ha visto? BLITZ ALLA RAI, FNSI: «ATTO SQUADRISTICO DI GRAVITÀ ECCEZIONALE». Il sindacato dei giornalisti italiani ha manifestato grave preoccupazione per l'irruzione nella sede di Via Teulada da parte di un gruppo di neofascisti che volevano protestare contro il programma "Chi l'ha visto?", dopo che erano state mandate in onda le immagini degli scontri tra gli studenti in Piazza Navona. (beh, sarebbe il caso di dirla tutta... essendo noto a tutti che Chi l'ha visto? non è un tiggì, bisognerebbe aggiungere che sono state sì mostrate le immagini degli scontri, nelle quali però si poneva l'attenzione su acluni personaggi opportunamente inquadrati... ovviamente tutti del Blocco Studentesco....) Solidarietà alla conduttrice Federica Sciarelli e alla redazione della trasmissione anche da parte dell'Ordine dei giornalisti. Il Partito Democratico ha protestato per l'accaduto, mentre dal Popolo della Libertà non è stata rilasciata nessuna dichiarazione. È stato rivendicato da Casa Pound, centro sociale di simpatie neofasciste, il blitz di lunedì notte nella sede Rai di Via Teulada, quando una trentina di giovani hanno protestato per il filmato trasmesso da "Chi l'ha visto?" sugli scontri tra studenti di destra e di sinistra avvenuti in Piazza Navona. «RaiTre ha fatto vedere i volti dei nostri ragazzi in prima serata», ha detto Gianluca Iannone, leader di Casa Pound. «Hanno chiesto ai telespettatori di identificarli, ma la polizia già possiede tutte le informazioni che gli servono. Qui è chiaro che si sta facendo un uso politico della trasmissione». Netta la replica di Federica Sciarelli, conduttrice di "Chi l'ha visto?": «Noi non abbiamo mai coinvolto il pubblico. Mi sono solo limitata a dire: "Guardate queste immagini": tutto qua». È indignato anche il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, che ha detto: «Non ci sono quasi parole per commentare quello che è accaduto ieri notte. E l’idea che si possa definire una pacifica passeggiata l’irruzione avvenuta ieri nella sede Rai di via Teulada a Roma dà anzi proprio la misura della gravità dell’intimidazione subita e proseguita stamattina con alcune telefonate di minacce. Chi parla di uso strumentale e criminale del servizio pubblico, o di liste di proscrizione fatte da una trasmissione del servizio pubblico, dice il falso per cercare di giustificare comportamenti quelli sì violenti ed inaccettabili. “Chi l’ha visto” ha semplicemente svolto, come altre trasmissioni della Rai e non solo, della televisione pubblica e privata, un lavoro di documentazione. Un lavoro cronistico». (ok, ma che cazzo c'entra con CHI L'HA VISTO?) La Fnsi, il sindacato dei giornalisti italiani, ha manifestato grave preoccupazione per l'accaduto: «È la prima volta che gli uffici e gli studi della Rai vengono assaliti con proditoria violenza - si legge in una nota sindacale - questo non è assolutamente accettabile ed è un segnale molto preoccupante per il nostro Paese Solidarietà piena e convinta, dunque, alla collega Federica Sciarelli e alla redazione tutta di "Chi l’ha visto?", trasmissione che, nel rispetto del diritto-dovere di informare, ha squarciato molto spesso importanti veli della nostra storia recente. Per questo motivo chiediamo, con forza, al ministro dell’Interno Roberto Maroni ed alla Magistratura che facciano piana luce sul gravissimo episodio perseguendo i responsabili di questo atto di stampo chiaramente squadristico». Il segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, ha commentato: «"Chi l’ha visto?" fa del buon giornalismo d’inchiesta. Gli episodi che è possibile citare con protagonista la trasmissione di Federica Sciarelli e il suo staff sono innumerevoli. Il fatto che qualcuno risponda con la violenza dell’irruzione in uno studio televisivo o, ancor peggio, con le minacce ai giornalisti e ai loro affetti è il segnale dell’esistenza di sacche di inciviltà alle quali, ne siamo certi, Federica Sciarelli e il suo staff risponderanno con il rigore del lavoro. Occorre che le autorità competenti individuino in maniera rapida i responsabili di queste autentiche vergogne i quali hanno avuto una sorprendente libertà d’azione». «Il commando, dopo aver fatto l'altra notte irruzione nei locali della trasmissione superando la vigilanza, ha continuato stamane minacciando telefonicamente i redattori i quali avevano la sola 'colpa' di aver fatto il loro lavoro con serietà e professionalità», aggiunge il presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio Bruno Tucci, che esprime ai colleghi la sua «piena solidarietà» e si augura che «l'autorità giudiziaria, in collaborazione con le forze dell'ordine, possano fare piena luce sull'accaduto, identificando i teppisti inchiodandoli alle loro precise responsabilità». La vicenda ha inasprito le polemiche sulla riforma della scuola che in questi giorni ha infiammato la scena politica, anche se alle molte proteste da parte dell'opposizione non ha risposto nessuna dichiarazione di solidarietà dal Pdl. Roberto Cuillo, esponente del Pd, ha detto: «L'irruzione squadristica nella redazione di "Chi l'ha visto?" è fascismo allo stato puro». Marco Minniti, ministro dell'Interno del governo ombra del Pd gli fa eco: «L'attacco dei neofascisti è stato gravissimo ed inaccettabile». Per il senatore del Partito Democratico Fabrizio Morri, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza « è necessario rivolgere un invito pressante al ministro dell'Interno Roberto Maroni, affinché intervenga: non vi può essere impunità per chi commette reati così gravi», mentre L'Italia dei Valori (che proprio ieri ha convocato una manifestazione con gli studenti in Piazza Navona) ha denunciato la deriva “fascista” in cui sta cadendo il paese. Redazione @email 05-11-2008 Ma vediamola questa irruzione proditoria, squadristica, violenta ecc ecc ... Edited November 6, 2008 by Ale Div.
Ale Div. Posted November 6, 2008 Posted November 6, 2008 Servizio Rai http://www.youtube.com/watch?v=dziP1Es_bzM...feature=related
ROOSTERS99 Posted November 10, 2008 Author Posted November 10, 2008 L'università moltiplica i professori: dal 2000 il 32% di ordinari in più di Gianni Trovati 10 Novembre 2008 A Foggia, nata nel 1990 per gemmazione da Bari (e sede autonoma dal '99), nel 2000 c'erano 27 professori ordinari, oggi sono in 97. E mentre il vertice dell'accademia quadruplicava (o aumentava del 361,9%, per essere precisi), i ricercatori raddoppiavano e gli associati aumentavano del 67,2%, gli studenti, cioè la base su cui poggia tutta l'impalcatura delle cattedre, crescevano a ritmi assai più blandi, mettendo a segno in otto anni un +17,6 per cento. A Foggia, tanto, i conti lo permettono, visto che la quota di finanziamento statale assorbita dagli stipendi viaggia intorno al 74%, quindi lontana dalla soglia massima del 90%. Certo, in un anno è cresciuta di nove punti, ma al futuro qualcuno provvederà. La vicenda, più "antica", della Parthenope di Napoli è ancora più chiara: ordinari a pioggia (+250%), associati in raddoppio abbondante (+127%), conti in crescita (+8% nel solo 2007) e studenti in calo (-2%). Dinamiche simili tornano su e giù per l'Italia, da Cassino a Napoli fino a Sassari, e toccano anche gli atenei più blasonati come l'Alma Mater di Bologna. Numeri come questi raccontano bene la storia del gigantismo universitario, che si è sviluppato nella selva di corsi di laurea nata dal «3+2» (sono 5.073, dopo il record di 5.412 dell'anno scorso, e radunano oltre 180mila insegnamenti) e ha portato l'Accademia italiana sull'orlo dell'abisso finanziario. Perché nell'università del «3+2» è cresciuto tutto: gli ordinari sono aumentati del 32,2% (e il peso dei loro stipendi del 63,7%), due anni fa hanno superato il numero di associati e, senza interventi tempestivi, avrebbero presto raggiunto i ricercatori. Trasformando l'università statale in una struttura rovesciata dai costi impazziti mentre gli studenti (quelli in corso, su cui vanno parametrate le strutture degli atenei) avanzavano con passo assai più tranquillo (dal 2000 a oggi sono aumentati del 10,6%) prima di fermare definitivamente la loro espansione come si vede dai numeri della scuola. E da questi numeri è nata anche la scommessa del Governo, che si è tradotta nel piano in due tempi licenziato giovedì scorso dal consiglio dei ministri. Con il decreto si affrontano i nodi immediati (i ricercatori in attesa) e si alza una barriera contro i conti più in disordine (lo stop assoluto al reclutamento negli atenei che dedicano più del 90% del Fondo di finanziamento ordinario agli stipendi), ma contemporaneamente si mettono in pista misure di più ampio respiro (le Linee guida) finalizzate a dare alle università gli strumenti per ridurre i costi strutturalmente. Sull'esito della scommessa ogni ipotesi è un azzardo, ma al centro dell'agenda del Parlamento ora ci sono i problemi più scottanti del mondo universitario. Le linee guida, che dovranno ispirare i disegni di legge in cui si incarnerà la riforma, puntano infatti l'accento su proliferazione dei corsi, carriere dei docenti e valutazione dei risultati. Anche sul primo punto, a parlare sono le cifre: rispetto all'ultimo anno con il vecchio ordinamento, l'offerta universitaria ha raddoppiato il numero di insegnamenti portandoli alla quota abnorme di 180mila, molto spesso peraltro coperti con retribuzioni aggiuntive riconosciute al personale già di ruolo. Un fenomeno pagato dagli studenti, con la moneta della moltiplicazione di esami prima di arrivare alla laurea. Il gigantismo nasce lì, alla base della piramide insegnamenti-corsi di laurea-facoltà che ha moltiplicato le cattedre e soffocato i bilanci, soprattutto con le promozioni. E la prova del nove arriva proprio dalle università più in difficoltà: all'Orientale di Napoli sono aumentati gli ordinari e diminuiti i ricercatori, e lo stesso è accaduto a Firenze, Trieste, mentre a Cassino la moltiplicazione degli ordinari avveniva mentre la platea di studenti si assottigliava. L'altro freno, essenziale, deve venire dalla trasparenza nella valutazione che, come chiesto anche dai «requisiti necessari» varati lo scorso anno, deve aprirsi anche alla voce degli studenti. Perché i rettori e gli organi accademici sono nominati da docenti e personale tecnico, e in un panorama opaco questo meccanismo può aver spinto ad assecondare qualche appetito di troppo. Su cui il ministero è ora chiamato a vigilare davvero. gianni.trovati@ilsole24ore.com
corny Posted November 10, 2008 Posted November 10, 2008 L'università moltiplica i professori: dal 2000 il 32% di ordinari in piùdi Gianni Trovati 10 Novembre 2008 A Foggia, nata nel 1990 per gemmazione da Bari (e sede autonoma dal '99), nel 2000 c'erano 27 professori ordinari, oggi sono in 97. E mentre il vertice dell'accademia quadruplicava (o aumentava del 361,9%, per essere precisi), i ricercatori raddoppiavano e gli associati aumentavano del 67,2%, gli studenti, cioè la base su cui poggia tutta l'impalcatura delle cattedre, crescevano a ritmi assai più blandi, mettendo a segno in otto anni un +17,6 per cento. A Foggia, tanto, i conti lo permettono, visto che la quota di finanziamento statale assorbita dagli stipendi viaggia intorno al 74%, quindi lontana dalla soglia massima del 90%. Certo, in un anno è cresciuta di nove punti, ma al futuro qualcuno provvederà. La vicenda, più "antica", della Parthenope di Napoli è ancora più chiara: ordinari a pioggia (+250%), associati in raddoppio abbondante (+127%), conti in crescita (+8% nel solo 2007) e studenti in calo (-2%). Dinamiche simili tornano su e giù per l'Italia, da Cassino a Napoli fino a Sassari, e toccano anche gli atenei più blasonati come l'Alma Mater di Bologna. Numeri come questi raccontano bene la storia del gigantismo universitario, che si è sviluppato nella selva di corsi di laurea nata dal «3+2» (sono 5.073, dopo il record di 5.412 dell'anno scorso, e radunano oltre 180mila insegnamenti) e ha portato l'Accademia italiana sull'orlo dell'abisso finanziario. Perché nell'università del «3+2» è cresciuto tutto: gli ordinari sono aumentati del 32,2% (e il peso dei loro stipendi del 63,7%), due anni fa hanno superato il numero di associati e, senza interventi tempestivi, avrebbero presto raggiunto i ricercatori. Trasformando l'università statale in una struttura rovesciata dai costi impazziti mentre gli studenti (quelli in corso, su cui vanno parametrate le strutture degli atenei) avanzavano con passo assai più tranquillo (dal 2000 a oggi sono aumentati del 10,6%) prima di fermare definitivamente la loro espansione come si vede dai numeri della scuola. E da questi numeri è nata anche la scommessa del Governo, che si è tradotta nel piano in due tempi licenziato giovedì scorso dal consiglio dei ministri. Con il decreto si affrontano i nodi immediati (i ricercatori in attesa) e si alza una barriera contro i conti più in disordine (lo stop assoluto al reclutamento negli atenei che dedicano più del 90% del Fondo di finanziamento ordinario agli stipendi), ma contemporaneamente si mettono in pista misure di più ampio respiro (le Linee guida) finalizzate a dare alle università gli strumenti per ridurre i costi strutturalmente. Sull'esito della scommessa ogni ipotesi è un azzardo, ma al centro dell'agenda del Parlamento ora ci sono i problemi più scottanti del mondo universitario. Le linee guida, che dovranno ispirare i disegni di legge in cui si incarnerà la riforma, puntano infatti l'accento su proliferazione dei corsi, carriere dei docenti e valutazione dei risultati. Anche sul primo punto, a parlare sono le cifre: rispetto all'ultimo anno con il vecchio ordinamento, l'offerta universitaria ha raddoppiato il numero di insegnamenti portandoli alla quota abnorme di 180mila, molto spesso peraltro coperti con retribuzioni aggiuntive riconosciute al personale già di ruolo. Un fenomeno pagato dagli studenti, con la moneta della moltiplicazione di esami prima di arrivare alla laurea. Il gigantismo nasce lì, alla base della piramide insegnamenti-corsi di laurea-facoltà che ha moltiplicato le cattedre e soffocato i bilanci, soprattutto con le promozioni. E la prova del nove arriva proprio dalle università più in difficoltà: all'Orientale di Napoli sono aumentati gli ordinari e diminuiti i ricercatori, e lo stesso è accaduto a Firenze, Trieste, mentre a Cassino la moltiplicazione degli ordinari avveniva mentre la platea di studenti si assottigliava. L'altro freno, essenziale, deve venire dalla trasparenza nella valutazione che, come chiesto anche dai «requisiti necessari» varati lo scorso anno, deve aprirsi anche alla voce degli studenti. Perché i rettori e gli organi accademici sono nominati da docenti e personale tecnico, e in un panorama opaco questo meccanismo può aver spinto ad assecondare qualche appetito di troppo. Su cui il ministero è ora chiamato a vigilare davvero. gianni.trovati@ilsole24ore.com Chi mai avrà introdotto i corsi di laurea 3+2 Il cattivone Prodi http://www.universitas-university.org/UUat...4ore_030415.pdf
Recommended Posts
Create an account or sign in to comment
You need to be a member in order to leave a comment
Create an account
Sign up for a new account in our community. It's easy!
Register a new accountSign in
Already have an account? Sign in here.
Sign In Now