tatanka Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Esatto. La CCAR ammette ancora, in linea teorica, la pena di morte:CCC ovvero Catechismo della Chiesa Cattolica, il documento riassuntivo del magistero ordinario e dogmatico e della morale cattolica redatto dall'allora Card. Ratzinger e firmato da GPII Precisamente nell'articolo 2267: 2267 L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Ma non ditelo a Spiff, che se no gli prende un coccolone.... Evito di commentare gli sviluppi della vicenda Suvvia Davide, hai preso solo l'articolo 2267 e questo è peccato veniale, ma di esso ne hai scritto solo metà e questo meriterebbe che ti confessassi. L'articolo 2267 è all'interno delle indicazioni legate al quinto comandamento ed in particolare alla questione legittima difesa. Così sta scritto: La legittima difesa2263 La legittima difesa delle persone e delle società non costituisce un'eccezione alla proibizione di uccidere l'innocente, uccisione in cui consiste l'omicidio volontario. « Dalla difesa personale possono seguire due effetti, il primo dei quali è la conservazione della propria vita; mentre l'altro è l'uccisione dell'attentatore ». 174 « Nulla impedisce che vi siano due effetti di uno stesso atto, dei quali uno sia intenzionale e l'altro preterintenzionale ». 175 2264 L'amore verso se stessi resta un principio fondamentale della moralità. È quindi legittimo far rispettare il proprio diritto alla vita. Chi difende la propria vita non si rende colpevole di omicidio anche se è costretto a infliggere al suo aggressore un colpo mortale: « Se uno nel difendere la propria vita usa maggior violenza del necessario, il suo atto è illecito. Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa è lecita [...]. E non è necessario per la salvezza dell'anima che uno rinunzi alla legittima difesa per evitare l'uccisione di altri: poiché un uomo è tenuto di più a provvedere alla propria vita che alla vita altrui ». 176 2265 La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l'ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell'autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità. 2266 Corrisponde ad un'esigenza di tutela del bene comune lo sforzo dello Stato inteso a contenere il diffondersi di comportamenti lesivi dei diritti dell'uomo e delle regole fondamentali della convivenza civile. La legittima autorità pubblica ha il diritto ed il dovere di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto. La pena ha innanzi tutto lo scopo di riparare il disordine introdotto dalla colpa. Quando è volontariamente accettata dal colpevole, essa assume valore di espiazione. La pena poi, oltre che a difendere l'ordine pubblico e a tutelare la sicurezza delle persone, mira ad uno scopo medicinale: nella misura del possibile, essa deve contribuire alla correzione del colpevole. 2267 L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana. Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti »
tatanka Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 E ci aggiungo pure che non mi pare sia proprio uguale alla Sharia.
tatanka Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Vero.Statisticamente però, quando una legge si fonda su basi irrazionali come quelle religiose, viene fuori un orrore. E quale sarebbe il campione statistico?
tatanka Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Davide, dimenticavo: 2330 « Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio
davide Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Suvvia Davide,hai preso solo l'articolo 2267 e questo è peccato veniale, ma di esso ne hai scritto solo metà e questo meriterebbe che ti confessassi. L'articolo 2267 è all'interno delle indicazioni legate al quinto comandamento ed in particolare alla questione legittima difesa. Così sta scritto: Beh, proprio per questo ho scritto: La CCAR ammette ancora, in linea teorica, la pena di morte e ...la CCAR è teoricamente favorevole alla pena di morte La qual cosa, cmq, è in contrasto con "Non uccidere" (il comandamento non dice "non uccidere se non per legittima difesa". Dice "non uccidere". Punto). Poi concordo con te, quell'articolo, come minimo, non è chiaro. Perchè un conto è luccidere per legittima difesa, un conto è la pena di morte... e nel 2267 di legittima difesa non ne vedo traccia Il campione statistico a cui mi riferivo sono tutte le teocrazie del mondo, con le loro sharie, o, in misura molto minore, certe leggiucole presenti ancora in alcuni stati degli USA, per esempio, che anche se inapplicati, sono assurdi. Oppure anche il vecchio Stato Pontificio, che non brillava certo per modernità.
Ponchiaz Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Io continuo a dire che i 10 comandamenti sono una gran figata. E lì c'è scritto "Non uccidere" che mi pare una cosa sensata.
davide Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Una società basata sui dieci comandamenti sarebbe altamente auspicabile.Non avrai altro Dio fuori di me. Non nominare il nome di Dio invano. Ricordati di santificare le feste. Onora il padre e la madre. Non uccidere. Non commettere atti impuri. Non rubare. Non dire falsa testimonianza. Non desiderare la donna d'altri. Non desiderare la roba d'altri. Mancherebbe "Non rompere i coglioni" ma poi sarebbe di difficile applicazione. Ah bene, quindi tu vorresti(prendo spunto dal tuo ultimo post, che non ho quotato): 1) una società dove DEVI adorare un unico dio (alla faccia della libertà e della tolleranza) 2) non pouoi nominare il suddetto dio, se non per pregarlo (vedi sopra) 3) eh, assolutamente fondamentale, santificare le feste 6) se uno ha voglia di farsi le pippe, saranno caxxi suoi no? (nel vero senso della parola). E quali sarebbero poi questi atti impuri? andiamo su... 9) e perchè no? saranno cavoli dell'individuo se desidera la donna DI qualcun altro (e già quella preposizione la dice lunga). Ah, il comandamento vale solo per gli uomini o anche per le donne? 10) c'è già il 7°, in proposito. Gli altri non loi ho considerati perchè sono delle semplici regole di convivenza in società. Vale la pena di ripetere che dio dice di non uccidere, e poi ordina delle vere e proprie pulizie etniche. Direi che da un essere infinitamente buono, amorevole, potente e sapiente, ci sarebbe stato da aspettarsi lecitamente qualcosa di più. Ma d'altronde, stiamo parlando di cappuccetto rosso e biancaneve...
Ponchiaz Posted February 28, 2009 Posted February 28, 2009 Non so cosa dire: lavorare sette giorni su sette, usando quei pochi minuti liberi per ammazzarmi di seghe pensando ad una donna che non potrò avere non mi sembra una prospettiva edficante. Ovviamente non mi rimarrebbe, per fortuna, che bestemmiare come un camallo. Oh, de gustibus...
davide Posted February 28, 2009 Posted February 28, 2009 Non so cosa dire: lavorare sette giorni su sette, usando quei pochi minuti liberi per ammazzarmi di seghe pensando ad una donna che non potrò avere non mi sembra una prospettiva edficante.Ovviamente non mi rimarrebbe, per fortuna, che bestemmiare come un camallo. Oh, de gustibus... Quindi ne deduco, che so, che passi il tempo a scaccolarti e a lasciare in giro i tuoi prodotti, perchè nei comandamenti non c'è scritto di non farlo....
uccellodirovo Posted February 28, 2009 Posted February 28, 2009 Ah bene, quindi tu vorresti(prendo spunto dal tuo ultimo post, che non ho quotato):1) una società dove DEVI adorare un unico dio (alla faccia della libertà e della tolleranza) 2) non pouoi nominare il suddetto dio, se non per pregarlo (vedi sopra) 3) eh, assolutamente fondamentale, santificare le feste 6) se uno ha voglia di farsi le pippe, saranno caxxi suoi no? (nel vero senso della parola). E quali sarebbero poi questi atti impuri? andiamo su... 9) e perchè no? saranno cavoli dell'individuo se desidera la donna DI qualcun altro (e già quella preposizione la dice lunga). Ah, il comandamento vale solo per gli uomini o anche per le donne? 10) c'è già il 7°, in proposito. Gli altri non loi ho considerati perchè sono delle semplici regole di convivenza in società. Vale la pena di ripetere che dio dice di non uccidere, e poi ordina delle vere e proprie pulizie etniche. Direi che da un essere infinitamente buono, amorevole, potente e sapiente, ci sarebbe stato da aspettarsi lecitamente qualcosa di più. Ma d'altronde, stiamo parlando di cappuccetto rosso e biancaneve... Ti posso solo dare ragione... Basterebbe rispettare delle civili regole di convivenza....con una pippa, un'amante, 2 gay, una bestemmia e quant'altro non è mai morto nessuno... i problemi sono le guerre, la fame nel mondo, la mancanza di lavoro per costruirsi un futuro...cose che il vaticano vede moooolto da lontano dalla sua alcova dorata... "Fate quello che dico ma non quello che faccio"
davide Posted February 28, 2009 Posted February 28, 2009 Ti posso solo dare ragione...Basterebbe rispettare delle civili regole di convivenza....con una pippa, un'amante, 2 gay, una bestemmia e quant'altro non è mai morto nessuno... i problemi sono le guerre, la fame nel mondo, la mancanza di lavoro per costruirsi un futuro...cose che il vaticano vede moooolto da lontano dalla sua alcova dorata... "Fate quello che dico ma non quello che faccio" "Gesù è morto per i suoi peccati, non per i miei" [cit.]
TARGATO VARESINO Posted March 1, 2009 Posted March 1, 2009 "Gesù è morto per i suoi peccati, non per i miei" [cit.] .....
davide Posted March 1, 2009 Posted March 1, 2009 ..... E' la stessa reazione che ho io al solo pensiero del significato del battesimo. Ma non mi aspetto che tu capisca
Guest daier Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 The Spring Festival is the most important festival for the Chinese people and is when all family members get together, just like Christmas in the West. All people living away from home go back, becoming the busiest time for transportation systems of about half a month from the Spring Festival. Airports, railway stations and long-distance bus stations are crowded with home returnees. ,wow gold, The Spring Festival falls on the 1st day of the 1st lunar month, often one month later than the Gregorian calendar. It originated in the Shang Dynasty (c. 1600 BC-c. 1100 BC) from the people's sacrifice to gods and ancestors at the end of an old year and the beginning of a new one. Strictly speaking, the Spring Festival starts every year in the early days of the 12th lunar month and will last till the mid 1st lunar month of the next year. Of them, the most important days are Spring Festival Eve and the first three days. The Chinese government now stipulates people have seven days off for the Chinese Lunar New Year. wow power leveling, Many customs accompany the Spring Festival. Some are still followed today, but others have weakened. On the 8th day of the 12th lunar month, many families make laba porridge, a delicious kind of porridge made with glutinous rice, millet, seeds of Job's tears, jujube berries, lotus seeds, beans, longan and gingko. The 23rd day of the 12th lunar month is called Preliminary Eve. At this time, people offer sacrifice to the kitchen god. Now however, most families make delicious food to enjoy themselves. wow gold, After the Preliminary Eve, people begin preparing for the coming New Year. This is called "Seeing the New Year in". Store owners are busy then as everybody goes out to purchase necessities for the New Year. Materials not only include edible oil, rice, flour, chicken, duck, fish and meat, but also fruit, candies and kinds of nuts. What's more, various decorations, new clothes and shoes for the children as well as gifts for the elderly, friends and relatives, are all on the list of purchasing. wow gold, Before the New Year comes, the people completely clean the indoors and outdoors of their homes as well as their clothes, bedclothes and all their utensils. archlord gold, Then people begin decorating their clean rooms featuring an atmosphere of rejoicing and festivity. All the door panels will be pasted with Spring Festival couplets, highlighting Chinese calligraphy with black characters on red paper. The content varies from house owners' wishes for a bright future to good luck for the New Year. Also, pictures of the god of doors and wealth will be posted on front doors to ward off evil spirits and welcome peace and abundance. wotlk gold, The Chinese character "fu" (meaning blessing or happiness) is a must. The character put on paper can be pasted normally or upside down, for in Chinese the "reversed fu" is homophonic with "fu comes", both being pronounced as "fudaole." What's more, two big red lanterns can be raised on both sides of the front door. Red paper-cuttings can be seen on window glass and brightly colored New Year paintings with auspicious meanings may be put on the wall. wow gold, Spring Festival
ROOSTERS99 Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 Io continuo a dire che i 10 comandamenti sono una gran figata.E lì c'è scritto "Non uccidere" che mi pare una cosa sensata. 10 chiare regole, rispetando le quali il mondo andrebbe a gonfie vele, poche balle !
ROOSTERS99 Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 Quindi ne deduco, che so, che passi il tempo a scaccolarti e a lasciare in giro i tuoi prodotti, perchè nei comandamenti non c'è scritto di non farlo.... Dai Davide, non confondere la buona educazione ed il buon gusto con il rispetto della legge....
tatanka Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 ...Basterebbe rispettare delle civili regole di convivenza....con una pippa, un'amante, 2 gay, una bestemmia e quant'altro non è mai morto nessuno... ... Veramente, per "un'amante" di morti ne è piena la storia.
ROOSTERS99 Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 Ti posso solo dare ragione...Basterebbe rispettare delle civili regole di convivenza....con una pippa, un'amante, 2 gay, una bestemmia e quant'altro non è mai morto nessuno... i problemi sono le guerre, la fame nel mondo, la mancanza di lavoro per costruirsi un futuro...cose che il vaticano vede moooolto da lontano dalla sua alcova dorata... "Fate quello che dico ma non quello che faccio" Confondere il Vaticano con la Chiesa è davvero pretestuoso ed inaccettabile; oppure è filgio di una scarsissima conoscenza.
corny Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 Confondere il Vaticano con la Chiesa è davvero pretestuoso ed inaccettabile; oppure è filgio di una scarsissima conoscenza. Mi tocca pure quotarti ......
Ponchiaz Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 Le diocesi mobilitate in tutta Italia Le parrocchie anticrisi: prestiti a tasso zero e accordi con le banche A Pavia, Vigevano e Tortona vengono concessi duemila euro ai fedeli, senza interessi e con rate personalizzate Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, serve a tavola i poveri durante il pranzo natalizio ROMA — Fondi di solidarietà, sottoscrizioni pubbliche, prestiti senza interesse, accordi con le banche, progetti di microcredito sul modello dell'economista e Nobel Muhammad Yunus. Le classiche mense dei poveri restano fondamentali ma non bastano più da un pezzo. Ci sono altre difficoltà, strati sociali e famiglie che non avrebbero mai immaginato di aver bisogno. E le diocesi italiane moltiplicano un impegno peraltro abituale, mobilitano parrocchie fedeli, lavorano di carità e creatività, raccolgono milioni per sostenere chi si trova in difficoltà. Si farebbe prima ad elencare quelli che non stanno facendo nulla, anche perché non ce ne sono. Certo siamo in Quaresima, per i fedeli tempo di «preghiera, digiuno e obolo». Ma non si tratta solo di questo. A fine mese, tra il 23 e il 26 marzo, il comitato permanente della Cei si riunirà per definire i dettagli di quel «fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà» voluto dal cardinale Angelo Bagnasco, una «colletta» che «verrà fatta in tutte le diocesi» e «si aggiunge a ciò che c'è già». Si è parlato di «decine di milioni di euro». Ma l'essenziale, qui, sta nel ruolo di coordinamento dei vertici della Chiesa italiana: alla Cei spiegano che «non si vogliono interventi a pioggia», d'emergenza, la «Chiesa di popolo» conosce la sua gente, è realista e vuole organizzarsi a fronteggiare la crisi «per un lungo periodo». Fermo restando che, se «la Chiesa non si tira indietro», lo Stato «deve fare per intero la sua parte», ha spiegato il presidente della Cei invitando le forze politiche a un «vera coesione» davanti alla crisi. Intanto molte diocesi si sono mosse. Già prima di Natale il cardinale Bagnasco aveva prospettato il suo piano e la prima risposta è arrivata dalla diocesi più grande, Milano, con il cardinale Dionigi Tettamanzi che la notte della vigilia annunciò la nascita di un fondo per le famiglie da un milione di euro raccolto tra fondi dell'8 per mille, risparmi della diocesi e risorse personali: in queste settimane il fondo è già salito a quasi tre milioni (2.935.335, per la precisione), uno dalla Fondazione Cariplo e il resto grazie alla sottoscrizione della gente (www.chiesadimilano.it). Lo stesso ha fatto a Bologna il cardinale Carlo Caffarra con il suo «Fondo emergenza famiglie 2009» gestito dalla Caritas. Da Torino a Genova, da Venezia a Napoli le grandi diocesi stanno in prima fila. Ma sono quelle piccole a dare l'idea di quanto siano capillari le iniziative di diocesi e Caritas diocesane, d'intesa con amministrazioni e banche locali. I vescovi di Pavia, Vigevano e Tortona hanno definito un piano di prestiti da duemila euro, senza interessi e con rate personalizzate. Un po' come il «credito solidale» di Trento, con uno stanziamento iniziale di 40 mila euro. Quello dei microcrediti è in effetti lo strumento più diffuso. A cominciare dai luoghi dove la crisi non è una novità: a Prato, con un fondo di garanzia di 130 mila euro, il microcredito è attivo dal 2005, con prestiti fino a cinquemila euro. Qui nel 2005 è nato il primo fondo anticrisi per le famiglie, in due anni la Caritas ha stanziato 250 mila euro. E c'è anche un «Emporio Caritas» dove i bisognosi fanno la spesa senza soldi: aperto a giugno 2008, ha distribuito merce per 180 mila euro. Un progetto di «microcredito etico-sociale» è appena stato lanciato dalla diocesi di Chieti e Vasto, guidata dall'arcivescovo-teologo Bruno Forte: la chiesa si farà garante per l'accesso al credito in banca di chi non ha i requisiti. Un'iniziativa simile, tra le tante, si trova anche nella diocesi di Cesena. Un'altra a Potenza e in tutta la Basilicata. Un fondo per microcrediti aperto anche alle piccole imprese sta nascendo nella diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. E poi ci sono i fondi veri e propri per le famiglie. A Lucca (120 mila euro stanziati) il fondo si aggiunge a un progetto di microcredito. A Mazara del Vallo è permanente: esiste da otto anni per tutti i 13 Comuni della diocesi. A Lodi — dove è vescovo Giuseppe Merisi, presidente della Caritas italiana — la diocesi inizia con 50 mila euro. A Bergamo e Vicenza con 300 mila. A Siena si parte da 150 mila. Altri se ne annunciano da Frosinone a Molfetta, da Novara a Trani, dove ci sarà una «colletta di solidarietà» come a Cremona o Reggio Calabria. E poi Piacenza, Modena, San Minato... Qualsiasi elenco è inevitabilmente provvisorio e carente. Anche perché per molte parrocchie, evangelicamente, l'importante è che l'iniziativa sia conosciuta in zona: «Quando fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra...». www.corriere.it -------------------------------- Si segnalano in tutta Italia le iniziative della UAAR, come la gara di bestemmie gay ed il sempre apprezzato torneo di sega a memoria.
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