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Il 30 aprile 2012, Maryland annuncia di aver sospeso Stoglin per un anno. Il giornalista Patrick Stevens rivela che lunica violazione del codice di condotta di Maryland che prevede espressamente un anno di sospensione è il terzo esito positivo nei test anti-droga.

LO VOGLIO VENERDI' AL BECERORADUNO!!!!

io vendo birra, non canne!! :D
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io vendo birra, non canne!! :D

Se ci saranno Lui e Banks, tienimi da parte ben nascoste due Dunkel.....

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Siamo la squadra più popolare presso i tifosi nordafricani, pare.

oppure sono i tifosi del nordafrica che sono molto popolari presso la nostra squadra...

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Nel volley si sta virando verso una lega (non professionistica) a franchige:

http://www.gazzetta.it/Volley/02-04-2014/volley-a-1-si-rivoluziona-si-va-la-superlega-pallavolo-campionato-comunitari-nba-licenze-franchigie-80363419177.shtml

voi che ne sapete a secchiate di tutto....

1) la ritenete una cosa intelligente?

2) se si, e` applicabile anche al basket?

ma io lo dico da dieci anni che l'unica strada da percorrere è questa.. Tanto il risultato sportivo viene ribaltato ogni estate, tanto vale bloccarlo con determinate certezze:

- budget certificato e depositato.

- palazzetti a norma e con capienza minima.

- numero minimo di abbonati.

Chi c'è c'è, chi non può guarda, chi si adegua entra.

Con le nuove tecnologie e la diffusione di smart e tablet, poi, si stanno aprendo scenari di enorme potenziale, come dimostra il caso Finlandia e relativi angry birds (tipo che qui da noi in Italia c'è candy crush saga??!!). Se però gli obiettivi sono le quote azzurre e la vendita dei diritti tv, il declino continuerà..

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Nel volley si sta virando verso una lega (non professionistica) a franchige:

http://www.gazzetta.it/Volley/02-04-2014/volley-a-1-si-rivoluziona-si-va-la-superlega-pallavolo-campionato-comunitari-nba-licenze-franchigie-80363419177.shtml

voi che ne sapete a secchiate di tutto....

1) la ritenete una cosa intelligente?

2) se si, e` applicabile anche al basket?

1) Ti rispondo così: il basket rimpiange da 19 anni la decisione di aderire alle legge 91, e invidia il volley che non l'ha fatto a suo tempo...

2) Solo se si fosse in grado di staccarsi dalla Fip come avvenuto in Spagna con la creazione della Liga ACB che gestisce direttamente il massimo campionato professionistico. Però in Italia siamo schiavi del sistema CONI legato alla concessione dei visti per lavoro subordinato sport della Bossi-Fini: uscire dall'egida di una federazione sportiva comporta il mancato rilascio dei permessi per extracomunitari.

Posted (edited)

GS, per il punto 2: non esiste proprio NESSUNA possibilità di risoluzione?

Anche ci fosse una possibilità di risoluzione, sarebbe necessario uno stravolgimento della dirigenza in lega.. Perché passare da petrucci a minucci non sarebbe esattamente un passo avanti

Edited by pxg14
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GS, per il punto 2: non esiste proprio NESSUNA possibilità di risoluzione?

Nessuna al di fuori di un accordo con la federazione sportiva di competenza e al piano di sopra con il CONI.

Poi però entriamo nel merito: budget depositato entro quando? Un conto è aumentare la fidejussione, un conto è dire "il mio budget è 100, eccoli all'1 luglio". Perché nessuno sponsor dell'orbe terracqueo paga anticipato in unica tranche, ed anzi nel mondo reale del 2014 c'è da piangere sangue per farsi pagare le fatture nei modi e nei tempi prescritti...

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1) Ti rispondo così: il basket rimpiange da 19 anni la decisione di aderire alle legge 91, e invidia il volley che non l'ha fatto a suo tempo...

2) Solo se si fosse in grado di staccarsi dalla Fip come avvenuto in Spagna con la creazione della Liga ACB che gestisce direttamente il massimo campionato professionistico. Però in Italia siamo schiavi del sistema CONI legato alla concessione dei visti per lavoro subordinato sport della Bossi-Fini: uscire dall'egida di una federazione sportiva comporta il mancato rilascio dei permessi per extracomunitari.

basta uscire dalla federazione, uscire dal coni e chiedere i permessi di soggiorno come fanno tutte le aziende che lavorano con gli extracomunitari. Perché diciamocela tutta: da quando il totocalcio è stato soppiantato dalla snai, stare nel coni è solo una questione politica per le poltrone che contano. Come in qualsiasi trattativa, prima si spacca, poi si trova un accordo. L'alternativa è la morte di questo sport, tertium non datur.

Per il punto 2: chiaro che un progetto del genere non può partire a bomba con il 90% delle società alla canna del gas, ci vuole una programmazione capace di arrivare in certi tempi a determinati obiettivi. Poi mi rendo conto che viviamo in una nazione a cui 20 anni fa chiesero di ridurre il debito per stare in Europa e oggi, non avendolo fatto ma anzi, da la colpa ai tedeschi virtuosi o a chi ci presta i soldi allo 0,50% di interesse.. Per cui qualsiasi riforma non può che risultare una fantasia fantascientifica e fuori dal mondo reale..

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basta uscire dalla federazione, uscire dal coni e chiedere i permessi di soggiorno come fanno tutte le aziende che lavorano con gli extracomunitari.

Si parlava di abbandonare il professionismo, però.

In tal caso credo che i permessi di soggiorno sarebbero un problema difficilmente superabile,

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basta uscire dalla federazione, uscire dal coni e chiedere i permessi di soggiorno come fanno tutte le aziende che lavorano con gli extracomunitari. Perché diciamocela tutta: da quando il totocalcio è stato soppiantato dalla snai, stare nel coni è solo una questione politica per le poltrone che contano. Come in qualsiasi trattativa, prima si spacca, poi si trova un accordo. L'alternativa è la morte di questo sport, tertium non datur.

Per il punto 2: chiaro che un progetto del genere non può partire a bomba con il 90% delle società alla canna del gas, ci vuole una programmazione capace di arrivare in certi tempi a determinati obiettivi. Poi mi rendo conto che viviamo in una nazione a cui 20 anni fa chiesero di ridurre il debito per stare in Europa e oggi, non avendolo fatto ma anzi, da la colpa ai tedeschi virtuosi o a chi ci presta i soldi allo 0,50% di interesse.. Per cui qualsiasi riforma non può che risultare una fantasia fantascientifica e fuori dal mondo reale..

Eno, mica funziona così.

Dal vincolo della Bossi-Fini per i visti non si esce, e siccome la Bossi-Fini parla esplicitamente di "lavoro subordinato sport" da rilasciare attraverso il Coni, nel momento in cui tu ti stacchi dal Coni, visto che la tua ragione sociale dice "societa sportiva", in base a quale ragione chiedi un visto per un lavoratore extracomunitario professionista?

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Eno, mica funziona così.

Dal vincolo della Bossi-Fini per i visti non si esce, e siccome la Bossi-Fini parla esplicitamente di "lavoro subordinato sport" da rilasciare attraverso il Coni, nel momento in cui tu ti stacchi dal Coni, visto che la tua ragione sociale dice "societa sportiva", in base a quale ragione chiedi un visto per un lavoratore extracomunitario professionista?

Si ok ma " Modalità Bluto on " ci vieni venerdi sera dal Becero? " Modalità Bluto off"

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E la pallavolo come fa, con gli extracomunitari? Risposta: ha trovato un sistema diverso.

Come fanno tutti gli sport che non hanno aderito alla legge 91 (che sono poi tutti trannè calcio, basket e ciclismo), compreso il basket di DNA Gold e Silver e quello femminile.

Però si parla sempre di sport, e sempre dal Coni devi passare.

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Al netto che ci sono leggi, obblighi, regolamenti e poltrone, qui il problema è che il 90% delle società di basket NON pensano più al risultato sportivo da raggiungere, MA a dove trovare i soldi per iscriversi l'anno prossimo. E questa è GIÀ la morte del basket, perché se un dirigente è più impegnato a trovare sponsor e investitori che giocatori, non parliamo più di una sport che sta finendo, MA di uno sport finito. Da qui DEVE partire qualsiasi ragionamento. Regolamenti, leggi, obblighi.. Non funzionano, mi pare evidente anche ad un enfant. Se però continuiamo a dire che non si può perché è così, bom, chiudiamo i discorsi e aspettiamo le prossime scomparse, che prima o poi toccherà a tutti. Chi si sarebbe mai immaginato, nei primi anni 90, che la virus Bologna potesse fallire? O anche solamente 5 anni fa, che Siena potesse finire in liquidazione? Poi ci sono i regolamenti, le leggi, gli obblighi.........

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Dal 1995 ad oggi, anno in cui è entrato in vigore il regime professionistico della serie A, sono 24 le società transitate dalla massima serie e poi fallite o costrette a ripartire da uno, due o più piani inferiori. Senza contare quelle sparite in LegAdue, che fino allo scorso anno aveva regime professionistico. Che il sistema non funziona dunque non è da oggi: è da sempre. Perchè l'allarme suona oggi? Perchè per uno sport che copre non più di un delta tra 10 e 20 per cento dei budget tramite ricavi puri (botteghino-merchandising-diritti Tv), e per sostenere la restante parte dei costi ha bisogno di sponsor o proprietari mecenati, la crisi del sistema paese ha tolto l'acqua dalla vasca. Siccome il basket, come tutti gli sport, è genere voluttuario, il crollo dei budget - e di conseguenza del livello del campionato e dei giocatori che vi militano - negli ultimi 5/6 anni è legato sic et simpliciter al fatto che la ricerca degli sponsor è sempre più complessa. Il sistema non funziona? E' evidente. Come fare per cambiarlo? In un mondo perfetto: staccarsi dalla Fip ed organizzare una lega stile Acb con regole certe (vincolo di palazzo a 5000 posti; se non ce l'hai non giochi o non sali di categoria, e non esistono deroghe; fidejussione a 2,5 milioni di euro con documentazione comprovante il pagamento degli stipendi da esibire entro 3 settimane dalla scadenza, se non paghi la fidejussione viene escussa e il mercato bloccato; regolamentazione di visti ed eleggibilità non mediata con la federazone, in Spagna hanno soli due extra ma 6 europei liberi e 4 formati, tenendo conto che c'è ampissimo mercato di europei giovani che acquiscono la formazione sportiva), che sulla base di suddette regole certe e di un sistema solido sul piano economico possa andare sul mercato delle Tv e proporre un prodotto attrattivo, sia in termini di ricavi per la cessione dei diritti Tv che in termini di visibilità per le sponsorizzazioni sportive (vedi Coppa del Rey con share a 14% da 2.709 mila spettatori contro i 158mila per lo 0.5% italico). Dopodichè però la realtà ti dice: regole e leggi in Italia ti vietano di staccarti dal CONI, e soprattutto l'impiantistica sportiva, fiore all'occhiello della Spagna dove il palazzo più vecchio ha 25 anni, da noi è inchiavardata da una situazione di finanza pubblica del tutto incompatibile con programmi di strutture nuove e soprattutto in grado di produrre quei ricavi da impianto stile americano (merchandising e ristorazione) o stile tedesco che sarebbero ossigeno puro per le casse dei club.

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Dal 1995 ad oggi, anno in cui è entrato in vigore il regime professionistico della serie A, sono 24 le società transitate dalla massima serie e poi fallite o costrette a ripartire da uno, due o più piani inferiori. Senza contare quelle sparite in LegAdue, che fino allo scorso anno aveva regime professionistico. Che il sistema non funziona dunque non è da oggi: è da sempre. Perchè l'allarme suona oggi? Perchè per uno sport che copre non più di un delta tra 10 e 20 per cento dei budget tramite ricavi puri (botteghino-merchandising-diritti Tv), e per sostenere la restante parte dei costi ha bisogno di sponsor o proprietari mecenati, la crisi del sistema paese ha tolto l'acqua dalla vasca. Siccome il basket, come tutti gli sport, è genere voluttuario, il crollo dei budget - e di conseguenza del livello del campionato e dei giocatori che vi militano - negli ultimi 5/6 anni è legato sic et simpliciter al fatto che la ricerca degli sponsor è sempre più complessa. Il sistema non funziona? E' evidente. Come fare per cambiarlo? In un mondo perfetto: staccarsi dalla Fip ed organizzare una lega stile Acb con regole certe (vincolo di palazzo a 5000 posti; se non ce l'hai non giochi o non sali di categoria, e non esistono deroghe; fidejussione a 2,5 milioni di euro con documentazione comprovante il pagamento degli stipendi da esibire entro 3 settimane dalla scadenza, se non paghi la fidejussione viene escussa e il mercato bloccato; regolamentazione di visti ed eleggibilità non mediata con la federazone, in Spagna hanno soli due extra ma 6 europei liberi e 4 formati, tenendo conto che c'è ampissimo mercato di europei giovani che acquiscono la formazione sportiva), che sulla base di suddette regole certe e di un sistema solido sul piano economico possa andare sul mercato delle Tv e proporre un prodotto attrattivo, sia in termini di ricavi per la cessione dei diritti Tv che in termini di visibilità per le sponsorizzazioni sportive (vedi Coppa del Rey con share a 14% da 2.709 mila spettatori contro i 158mila per lo 0.5% italico). Dopodichè però la realtà ti dice: regole e leggi in Italia ti vietano di staccarti dal CONI, e soprattutto l'impiantistica sportiva, fiore all'occhiello della Spagna dove il palazzo più vecchio ha 25 anni, da noi è inchiavardata da una situazione di finanza pubblica del tutto incompatibile con programmi di strutture nuove e soprattutto in grado di produrre quei ricavi da impianto stile americano (merchandising e ristorazione) o stile tedesco che sarebbero ossigeno puro per le casse dei club.

manfatti adesso il campanello non suona più l'allarme ma rintocchi funebri.. L'allarme doveva scattare 13 anni fa quando la virtus fallì, ultima, allora, di una già lunga serie di fallimenti illustri.. C'è ancora il tempo per salvare il salvabile?! Forse, perché nel momento in cui c'è una legge demenziale che penalizza le sponsorizzazioni e le aziende devono pagare tra il 56 e il 68% di tasse, soldi da buttare via in uno sport che non ha (più) visibilità oltre alle solite idiozie burocratiche italiane, i margini di manovra sono pochi se non nulli. Ma è proprio nei momenti più bui che si deve investire per uscire dalle difficoltà, mentre qui i problemi sono le quote azzurre e i miseri diritti tivù. Uscire dal coni?! Uscire dal professionismo?! Non avere più la possibilità di tesserare extracomunitari?! A parte che il mondo è pieno di bulgari e macedoni nati a East LA e Chicago, sarebbe la soluzione che farebbe piacere anche a Petrucci: squadre piene di italiani, magari diretta emanazione dei vivai. Provocazione?! Certo, ci mancherebbe, ma se ci fosse un governo del basket, e non un covo di vipere, interesse dei proprietari sarebbe quello di venire a capo di una situazione che oggi è paragonabile al braccio della morte. Solo questione di tempo e tutti verranno giustiziati..
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L'unica cosa su cui non sono d'accordo con Ale è il tema "italiani". Forse perchè ho vissuto il basket anni '80 e '90, ma a me questa specie di "NBDL" dei poveri, zeppa di americani di bassa lega e "nanipuffibulgari" (ma anche improbabili congolesi bianchi e altre amenità del genere....) non mi fa impazzire. Io inizierei ad obbligare tutte le squadre al "5+5" visto che per giocare 40 minuti 10 giocatori bastano ed avanzano, con la prospettiva di passare al 6 (ita) + 4 entro 3/5 anni e magari anche al 7+3. All'inizio, forse, i prezzi dei pochi italiani di livello saliranno ma in prospettiva le squadre più deboli economicamente inizieranno a far giocare i propri giovani, affiancandoli a 3-4 stranieri in grado di fare la differenza e questo dovrebbe creare un circolo virtuoso. Se poi tutto questo lo affianchiamo al sistema delle franchigie e al blocco delle retrocessioni (come auspica Ale) in qualche anno,potremmo veramente tornare ad avere un divertente campionato ITALIANO.....

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