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Ma andiamo tutti in piazza a far casino, a fare opposizione si fa di certo più fatica....

soprattutto se la maggioranza approva le leggi a botte di fiducia... :D

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LA fiducia, se ce l'hai....la usi.

Del resto sono veramente pochi quelli in parlamento in grado di contribuire.

Da una parte e dall'altra.

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Fiducia?

Per l'università i tagli li hanno infilati in un decreto legge, convertito il 6 agosto. Ecco perchè la contestazione è esplosa solo adesso...

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Fiducia?

Per l'università i tagli li hanno infilati in un decreto legge, convertito il 6 agosto. Ecco perchè la contestazione è esplosa solo adesso...

Davvero strumentale se non ridicola...... :rolleyes:

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Il petrolio scivola dopo i dati Usa sulle scorte: Brent a 65 dollari, Wti a 67 dollari

22 ottobre 2008

Il petrolio scivola dopo i dati Usa sulle scorte: Brent a 65 dollari, Wti a 67 dollari

Scivolano i prezzi del petrolio, dopo la diffusione dei dati sugli stock, che hanno mostrato un incremento superiore alle attese. Il Brent del Mare del Nord è sceso fino a quota 65,28 dollari al barile, il minimo dal 10 maggio 2007 e si è attestato a 65,82 dollari (-5,59%). Il greggio tipo Wti, invece, si è attestato a 67,84 dollari (-6%), dopo un minimo a 67,21 dollari.

In crescita gli stock di greggio Usa

Gli stock di greggio Usa sono aumentati nella settimana al 17 ottobre di 3,182 milioni di barili a 311,38 milioni (316,6 milioni l'anno scorso). Lo ha reso noto il dipartimento dell'Energia, precisando che le giacenze di benzina sono cresciute di 2,709 milioni di barili a 196,497 milioni (193,8 milioni) e quelle di distillati (che comprendono quelle di gasolio da riscaldamento) sono cresciute di 2,156 milioni a 124,304 milioni (134,5 milioni). Le raffinerie - chiarisce il dipartimento dell'Energia - hanno operato all'84,8% del potenziale (82,2% la precedente settimana e 87,1% un anno fa). Le stime degli esperti erano per rialzi di 2,6 milioni di barili per gli stock di greggio, di 2,8 milioni per quelli di benzina e di 100 mila per quelli dei distillati.

il-prezzo-del-petrolio.gif

Edited by ROOSTERS99
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Secondo stime attendibili, il petrolio nei prossimi due anni potrebbe scendere sotto i 30 dollari al barile......

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Secondo stime attendibili, il petrolio nei prossimi due anni potrebbe scendere sotto i 30 dollari al barile......

Quello che non scenderà sarà il prezzo di benzina e gasolio.... :rolleyes:

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Quello che non scenderà sarà il prezzo di benzina e gasolio.... :ike:

Non preoccuparti ci penserà Robin Ho...... Tremonti ..... :rolleyes::doh[1]:

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Non preoccuparti ci penserà Robin Ho...... Tremonti ..... :hyper::devil:

Scherziamoci su quanto vogliamo, ma a sinistra se la rodono ancora e di brutto per non averla inventata loro quella tassa, che di centro-destra non ha nulla.

Agnelli diceva che le riforme di Destra può farle solo la sinistra.

Ale Div. aggiunge che le riforme di sinistra può farle solo la Destra.

Vado a mettere l'orologio al polsino..

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Davvero strumentale se non ridicola...... :rolleyes:

Cioè?

L'anno accademico inizia ad ottobre, è un po' difficile che la mobilitazione cominci con le università chiuse...

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Fiducia?

Per l'università i tagli li hanno infilati in un decreto legge, convertito il 6 agosto. Ecco perchè la contestazione è esplosa solo adesso...

Cosa riguardano i tagli, visto che non mi sono ancora informato?

Ma soprattutto... io avrei orrore a scendere in piazza di fianco ai professori, sarà che a 34 anni non sono ancora riuscito a entrare nel mondo degli adulti, sarà che li vedo come fumo negli occhi, loro, i loro metodi e le rispettive baronie, ma proprio non ce la faccio, mi spiace.

Se poi è una scusa per buttarsi nella mischia a mollare due ceffoni, beh.... fammi sapere quand'è la prossima manifestazione, credo che avrei solo l'imbarazzo nella scelta del bersaglio!! ;):lol: :lol:

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Cosa riguardano i tagli, visto che non mi sono ancora informato?

Ma soprattutto... io avrei orrore a scendere in piazza di fianco ai professori, sarà che a 34 anni non sono ancora riuscito a entrare nel mondo degli adulti, sarà che li vedo come fumo negli occhi, loro, i loro metodi e le rispettive baronie, ma proprio non ce la faccio, mi spiace.

Se poi è una scusa per buttarsi nella mischia a mollare due ceffoni, beh.... fammi sapere quand'è la prossima manifestazione, credo che avrei solo l'imbarazzo nella scelta del bersaglio!! ;):lol: :lol:

I tagli riguardano il FFOO, il fondo ordinario di finanziamento delle università (lo stesso fondo a cui si è attinto, per la cronaca, quando c'erano da accontentare le richieste degli autotrasportatori in sciopero), per cui riguardano tutta l'università nel suo complesso (dalle risorse per la contrattazione interna al metano per il riscaldamento). Allo stesso tempo, i criteri per ripartire le risorse tra i vari atenei restano gli stessi di sempre (basati sulla spesa "storica"), per cui i tagli colpiranno sia le

università gestite in maniera decente che quelle gestite da cani con i conti in rosso da anni. La conferenza dei rettori (che

ovviamente tirano acqua al proprio mulino, ma che di sicuro non sono estremisti di sinistra) è da luglio che ha lanciato l'allarme sul rischio di acrobazie per far quadrare i bilanci (nel 2009) e di rischio-chiusura (dal 2010). Ok, probabilmente non chiuderà niente, ma una mezza idea su chi la prenderà in quel posto io ce l'ho...

Le altre due misure sono il blocco del turn-over, per cui si potrà procedere ad una assunzione ogni tot pensionamenti (5 al momento, ma il numero varia negli anni) e la possibilità che gli atenei si trasformino in fondazioni per consentire l'ingresso di finanziatori privati. Sulla "privatizzazione" (che secondo molti, con i tagli, da facoltà si trasformerà in necessità) si dice un po' di tutto (ma qui direi che subentra anche l'ideologia): le prospettive più catastrofiche parlano di università di serie A (i politecnici, o comunque tutte quelle economicamente "appetibili") e università di serie B (le altre), di rette senza più limiti legali, di ingerenze nella didattica, di speculazioni immobiliari sui patrimoni dell'università e chi più ne ha più ne metta.

Non c'è nessuna riforma dell'università, a meno che non si voglia pensare che riducendo le risorse disponibili automaticamente diminuiscano gli sprechi. Se il secchio è bucato lo riparo (o lo cambio), non è che versandoci meno acqua risolvo qualcosa.

Tralasciando ogni considerazione di ordine generale sulle priorità (considerare sempre l'istruzione pubblica l'ultima ruota del carro mi sembra una gran cazzata), una delle cose che mi danno più fastidio sono le prese per il culo. Dal "ma perchè protestano? la riforma non tocca le università" (è vero, ma perchè l'università l'avete riformata mentre eravamo in vacanza) a tutte le balle sull'esigenza di non opporsi al rinnovamento (quale?) e sul ricambio generazionale dei docenti (con il blocco delle nuove assunzioni?).

Avrei preferito un discorso più schietto: c'è la crisi, ci servono i danè e abbiamo deciso di tirarli fuori da lì, tanti saluti.

Sulla protesta... io parlo per quello che vedo e che sento tutti i giorni.

Non è la prima volta che ci sono manifestazioni, proteste etc ma questa volta è diverso. C'è molta più partecipazione. Non sono i soliti 4 gatti del collettivo pantera o dei centri sociali. Di sicuro ci sono anche loro (e figuriamoci se non c'erano... uno dei motivi per cui non sono andato e non andrò in piazza), ma stavolta si sono mossi anche tantissimi "insospettabili", diversi dai soliti fancazzisti politicizzati (per usare le parole dei "sostenitori" della "riforma"). Poi ovviamente dipende: agli stati generali l'aula magna strabordava di gente, al corteo che è scaturito spontaneamente dall'assemblea ce n'era un po' meno, quando si è cominciato a parlare di occupare i binari sono rimasti in 500.

Questo per dire che è una protesta variegata (collettivi, centri sociali, addirittura forza nuova, rappresentanze degli studenti, RSU dei lavoratori, cobas, ricercatori, dottorandi... azione universitaria mi sa che vorrebbe ma non può). Non c'è una direzione e non c'è una linea di condotta comune. Ogni due per tre salta fuori un'assemblea e molte iniziative vengono prese sul momento. Ovviamente questo spontaneismo ha i suoi pro e contro.

I professori... (vale sempre il discorso delle impressioni personali)

Mi sa che i professori che intendi tu, salvo rare eccezioni (Marinucci in assemblea ha preso la parola per dire che condivide le ragioni della protesta, ma non i metodi, se vanno oltre la legalità) se ne fregano allegramente di tutto ciò. A lezione (e le lezioni a Milano per ora si tengono regolarmente dappertutto, che io sappia) nessuno dei miei professori ha ancora aperto bocca sulla questione. Credo dipenda dal fatto che oramai loro hanno la loro cattedra garantita fino alla pensione e che dello stipendo non gliene importa niente (giurisprudenza... nessuno fa il professore e basta). Non che in linea di massima siano cattivi insegnanti, anzi, ma di sicuro non è l'insegnamento che li fa campare. Oppure sono semplicemente molto ligi al proprio dovere.

Quelli che si sono incazzati sono soprattutto gli "sfigati", i dottorandi, gli assistenti, i ricercatori o i professori precari. Gente che magari ha vinto dodici concorsi e ora col blocco delle assunzioni sono nella merda. Poi direi che è piuttosto incazzato anche il personale tecnico-amministrativo ma, in generale, non mi sembra che i docenti, quantomeno qui, siano molto in sintonia con la protesta.

Per quanto riguarda i ceffoni, per il momento nada, mi dispiace. Sì, c'è stato l'episodio di Cadorna (a cui è stata data anche troppa rilevanza) ma per il resto tutto si è svolto pacificamente. Per dire, ieri, davanti all'ingresso della statale si è sistemato un gazebo del pdl e alcuni militanti hanno anche fatto volantinaggio senza che nessuno venisse linciato... in periodi ben più tranquilli ho visto gente fare a cinghiate e gazebo ribaltati

Nel caso ti chiamo ^_^

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venerdì 24 ottobre 2008, 08:30

Il Pd va in piazza, ma si è scordato perché

di Federico Novella

Davvero fatichiamo a comprendere le perplessità di uno in gamba come Luca Cordero di Montezemolo, che l’altro giorno ha detto: «L’opposizione ha il diritto di scendere in piazza, ma mi sfugge la finalità». Come sarebbe gli sfugge? Di finalità, alla manifestazione del 25 ottobre, ne hanno una caterva. Roba che non sanno più dove metterle, le finalità. Roba che da domani gli conviene ribattezzare il partito «La Casa delle finalità». Altro che «salva l’Italia»: il titolo del sit in dovrebbe pirandellianamente chiamarsi «una, nessuna, centomila finalità». Ma tutte rigorosamente in contrasto l’una con l’altra.

Eppure la soluzione del problema è molto semplice: dipende come si svegliano. Oggi si sentono contro la giustizia, poi cambiano idea: il razzismo. Poi cambiano ancora: la scuola. Poi cambio in corsa: la Costituzione Italiana. Poi ancora giravolta: no, adesso manifestiamo contro il carovita, l’omofobia, i mutui, Beckham al Milan, le diete macrobiotiche, i peli superflui, dai, manifestiamo contro la piaga della caduta dei capelli, il racket delle tapparelle, l’estinzione del caprino svedese dello Jamtland. Tutto fa brodo per fare un po’ di casino: intanto scendiamo in piazza, poi si vedrà. Al massimo ci facciamo una pizzata a Trastevere e chi s’è visto s’è visto.

E pensare che, a volerla raccontare tutta, l’idea del corteo nacque da una petizione intitolata per intero «Salva l’Italia ma non il premier», e al Pd dicevano: «Il tema centrale» sono le nuove norme sulla giustizia. Poi però attacco di torcicollo, e dietrofront: il tema centrale è la riforma Gelmini. Poi retromarcia: il tema centrale è la crisi economica. Due settimane fa Veltroni diceva che «il tema centrale è il rigurgito razzista». Oggi Franceschini dice che il tema centrale è «l’eliminazione delle preferenze elettorali». C’è qualcun altro che vuol dire la sua sul tema centrale? Tipo, manifestiamo contro gli ausiliari del traffico? Manifestiamo, che so, contro il persistere dei calzini bianchi corti? Cos’è, una gara di creatività? Un concorso a premi? «Trova anche tu il tema centrale e parteciperai all’estrazione finale»?

Una cosa è certa, dicono loro: li facciamo neri, quelli al governo. Ma senza esagerare: diciamo che li facciamo neri con qualche striatura di grigio, ecco, con delicatezza, come dire, li facciamo beige. Gentiloni sostiene che «non vogliamo spallate», anche se Franceschini assicura che «abbiamo la testa sulle spalle», e se gli chiedi cosa diavolo stanno dicendo fanno spallucce. Divorziano da Di Pietro ma sul selciato romano con Di Pietro gireranno a braccetto. Enrico Morando ha tenuto a precisare che il corteo non è antigovernativo. Certo, come no: manifestiamo contro il governo senza essere antigovernativi, cioè, manifestiamo contro Berlusconi senza essere antiberlusconiani. Insomma siamo positivi ma mica distruttivi, in altre parole andiamo al confronto passando per lo scontro, e se ci capita troviamo un punto d’incontro. Chiaro no? Anche Fassino ha voluto dir la sua: «Manifestiamo per denunciare la situazione allarmante degli italiani all’estero». Gli italiani all’estero? Ma come sarebbe? Ma che dite sul serio? A sentir queste cose, all’estero vien voglia d’andarci seduta stante, col primo aereo in partenza. Veltroni attacca Berlusconi ironizzando: «La manifestazione del Pd adesso è diventata un problema». Esatto, è diventata un problema: ma per il Pd.

Dunque, giunti a questo punto, come può Nicola La Torre infervorarsi perché «bisogna prestare più attenzione ai contenuti»?. Uno presta attenzione, si concentra misticamente come Giucas Casella, si spreme come un’arancia girgentina: ma niente. Al dì la di tanta simpatica fantasia degli organizzatori, uno i contenuti non li vede. Se invece il concetto sotteso è «ma sì, tutto fa brodo, la piazza è aperta a tutti», be’, allora diciamolo: non è una sfilata di protesta, casomai una sfilata di carnevale. Arriva il pullman che protesta contro l’economia, poi quello contro la xenofobia, magari ci sarà il pullman contro la geografia, l’omeopatia e la metereologia. Poi ci sarà il pullman di quelli che protestano perché non danno più le repliche di Happy Days in tv, seguito a ruota da quelli che protestano contro le domeniche ecologiche e il Brunello annacquato. E allora, è inutile che il sottosegretario alla Cultura, Francesco Giro, si preoccupi che la manifestazione piddina possa danneggiare la preziosa struttura del Circo Massimo. Nessun pericolo, è il loro habitat naturale: al circo, Veltroni e i suoi, ci sono abituati.

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I tagli riguardano il FFOO,

Ti taglio per ragioni di spazio.

In un momento come questo, i tagli ci sono dappertutto.

Come lavoratori, abbiamo dovuto subire un aumento della tassazione.

Ritengo che l'unico settore delle Univeristà da non toccare sia quello relativo alla ricerca. Anche se c'è qualche precisazione da fare.

Facoltà che possono dare sviluppo e opere per il bene della Nazione (medicina/e, ingegneria in tutte le sue varianti, per esempio) devono prendere di più. Lettere, giurisprudenza, economia, scienze politiche, possono farne anche a meno e cercare finanziatori fra i privati. Dirottare le risorse a ciò che può portare vantaggio e ricchezza! Poi, che ci sia qualche grado di calore in meno nelle aule, è un sacrificio che si può pagare.

Nella mia breve e sfortunata carriera universitaria, ho visto molti sprechi e finanziamenti a pioggia per qualsiasi cagata. Qui si può e si deve tirare la cinghia! Se il secchio è bucato, ci metto una pezza..

I professori, non tutti, ma la maggior parte, oltre allo stipendio, portano a casa soldi con i libri che impongono agli studenti (quante cose si potrebbero dire qui..) e posti garantiti in consigli di amministrazione. Se tirassero un po' la cinghia anche loro, non sarebbe male. Soprattutto in relazione ai loro scagnozzi .. ops... aiutanti, che spesso fanno la fame..

Insomma, credo che qualche sforbiciata si possa fare, soprattutto quando il resto degli italiani l'ha già dovuto fare!

Per quanto riguarda i ceffoni, per il momento nada, mi dispiace. Sì, c'è stato l'episodio di Cadorna (a cui è stata data anche troppa rilevanza) ma per il resto tutto si è svolto pacificamente. Per dire, ieri, davanti all'ingresso della statale si è sistemato un gazebo del pdl e alcuni militanti hanno anche fatto volantinaggio senza che nessuno venisse linciato... in periodi ben più tranquilli ho visto gente fare a cinghiate e gazebo ribaltati

Nel caso ti chiamo :D

Ci tengo, confido in te! :lol:

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Insomma, credo che qualche sforbiciata si possa fare, soprattutto quando il resto degli italiani l'ha già dovuto fare!

Io quando penso alla vicenda Alitalia qualche dubbio mi viene........

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Io quando penso alla vicenda Alitalia qualche dubbio mi viene........

Ma Alitalia fa parte delle sforbiciate che gli italiani hano dovuto fare ...

Ho opinioni contrastanti al riguardo. Forse però il sacrificio avrà dei ritorni in futuro... non so ... spero non abbiano fatto una cazzata.

Ci certo ritengo la svendita ad Air France una sciagura scampata, poi staremo a vedere se il Pharmakon sarà veleno o cura...

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Ci certo ritengo la svendita ad Air France una sciagura scampata ...

Io ho dei dubbi.

Fra l'altro qualcuno mi sa dire in che situazione siamo adesso?

Mi risulta che il commissario Fantozzi abbia detto che c'è liquidità fino al primo dicembre. Roo, com'era la questione sull'ultimo giorno che scivola sempre un po' più in là?

Ricordiamoci che Air France avrebbe acquisito la compagnia interamente, debiti compresi.

Non sono certo fosse una buona soluzione, non sono neanche certo sarebbe stata una sciagura.

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Ricordiamoci che Air France avrebbe acquisito la compagnia interamente, debiti compresi.

Non sono certo fosse una buona soluzione, non sono neanche certo sarebbe stata una sciagura.

A un prezzo stracciato, in classico Proni -Style, e con la mal celata intenzione di spostare il traffico aereo un più su di malpensa.

Che per la brughiera non sarebbe stato male, per la Nazione non so.

Di certo, se guardo alle vecchie privatizzazioni della Vergine di Reggio Emilia, quelle dall'82 in poi, penso che sarebbe stata un'inculata per l'Italia...

A prescindere e con i paraocchi!

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A un prezzo stracciato, in classico Proni -Style

stracciato o meno, il prezzo era molto più alto di quello poi pagato dalla Colanninno's band.

La quale ha ottenuto Alitalia con 900 milioni, senza debiti e con in cassa liquidità per 300 milioni da restituire allo stato in comode rate cinquantennali.

AirMangiarane invece metteva sul piatto ben più di 2 miliardi di euro, tra prezzo di acquisto e accollo dei debiti.

Insomma, invece che una sberla in faccia, ci siamo presi un calcio nei maroni.

col doc martin's.

di punta.

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Fatemi dire due parole sulla orrenda (more solito) puntata di Anno zero di ieri sera.

Ospite Veltroni, Travaglio, il CONDANNATO Travaglio, ha fatto il suo solito pistolotto su sprechi, casta e smili.

Tra le tante cose (anche cndivisibili) è stato davvero interessante vedere come si sia abbondantemente scagliato contro "il medico personale del premier" Scapagnini per il "buco" di 140 milioni del comune du Catania (vergognoso !!!) e come velocemente abbia trattato l' argomento di quello, il "buco", di 6 miliardi (miliardi !) di euro del comune di Roma.

Certo, sarebbe stato un vero segno di scortesia per gli ospiti presenti !! ^_^

Mabafffan..... !!!! :P

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Ecco, queste sono le cose di cui la Gelmini dovrebbe occuparsi...

Padri e figli controllano le facoltà. Una Cupola di clan accademici si spartisce il sapere

Docenti parenti: 58 a Medicina, 21 a Giurisprudenza, 23 su 129 professori ad Agraria

Palermo, 100 famiglie in cattedra

La "parentopoli" dell'università

di ATTILIO BOLZONI e EMANUELE LAURIA

PALERMO - Una Cupola dotta si spartisce il sapere di Palermo. Sono cento le famiglie che hanno l'Università nelle loro mani, cento clan accademici fatti di figli che salgono in cattedra per diritto ereditario, fratelli e sorelle che succedono inevitabilmente ai loro padri e ai loro zii, nipoti e cugini immancabilmente primi al pubblico concorso. Regnano in ogni facoltà. Si riproducono nell'omertà. Docenti parenti. Cinquantotto a Medicina. Ventuno a Giurisprudenza. Ventitré su appena centoventinove professori ad Agraria, la roccaforte dei patti di sangue.

Se l'Ateneo di Bari è diventato famoso in Italia per la compravendita di esami e per i test superati in cambio di sesso, quello di Palermo ha un primato assoluto che spiega come i "soliti noti" spadroneggino in ogni disciplina. Ordinari, associati, ricercatori: tutti legati uno all'altro da un intreccio parentale. In totale sono almeno 230. Cento famiglie.

Un altro record solo apparentemente innocuo di questa Università è per esempio il luogo di nascita dei suoi docenti: il 54,7 per cento sono palermitani. Più della metà sono di qui e due su tre vengono dalla provincia. Soltanto Napoli eguaglia la capitale della Sicilia in questa performance. Ma il numero che svela fino in fondo la Palermo cattedratica è quell'altro sui legami familiari. Sono piccoli grandi eserciti dislocati dipartimento dopo dipartimento, materia per materia.

Somiglia tanto a un'occupazione militare, chi non fa parte di un clan resta quasi sempre fuori. E tutto nel rispetto della legge e delle procedure. La regola per conquistare un posto in università è solo una: non parlare. Qualcuno - è chiaro - si ritrova suo malgrado in questo elenco nonostante meriti e titoli. Per molti però quello che conta è solo il nome che portano.

Ci sono delle vere e proprie dinasty anche a Scienze, ad Architettura, a Economia. In ogni facoltà ci sono ceppi familiari dominanti, aule e laboratori di ricerca popolati solo da rampolli. Uno scandalo dopo l'altro soffocati nel silenzio.

A Medicina le famiglie che comandano sono 24. Si ramificano dappertutto. Una è la famiglia Cannizzaro. Il padre Giuseppe è ordinario di Scienze farmacologiche, nel suo dipartimento c'è anche il figlio Emanuele (ricercatore), la cognata Luisa Dusonchet (associata) e la figlia Carla che insegna a Farmacia. Ordinario di Scienze stomatologiche è Domenico Caradonna, i figli Carola e Luigi fanno i ricercatori nello stesso dipartimento. Ordinario di Scienze biochimiche è Giovanni Tesoriere, la moglie Renza Vento è a Biologia, la figlia Zeila è entrata in Architettura dove c'è anche suo marito Renzo Lecardane. Zeila è stata nominata a soli 37 anni come associata "per chiamata diretta", il marito - che da un anno era impiegato al Comune di Palermo dopo un'esperienza all'estero - ha conquistato un posto grazie alle norme sul "rientro dei cervelli". Altri nomi eccellenti di Medicina con parenti al seguito: i Salerno (Biopatologia), i Canziani (Neuropsichiatria infantile), i Ferrara (Otorinolaringoiatria), i Piccoli (Neuroscienze cliniche). Dopo i parenti ci sono naturalmente schiere di compari. Li piazzano per grazia ricevuta. A un favore fatto ne corrisponde sempre un altro. E' una catena interminabile, un giro chiuso. Le carte sono sempre a posto, i concorsi a prova di codice penale, un altro discorso è la decenza.

Come a Economia, il reame dei Fazio. Il capostipite è Vincenzo, ordinario di Scienze economiche, aziendali e finanziarie. Nello stesso suo dipartimento ci sono altri due Fazio: i suoi figli, Gioacchino associato e Giorgio ricercatore. Insegnano la stessa materia di papà. Il preside di Economia si chiama Carlo Dominici, suo figlio Gandolfo è anche lui in facoltà per istruire gli studenti in Scienze economiche. Poi ci sono i due Bavetta, Sebastiano ordinario e Carlo associato, figli di Giuseppe che lì a Economia c'era fino a qualche tempo fa. Ora è in pensione. Un ultimo caso di padre e figli di quella facoltà: il docente di economia aziendale Carlo Sorci e sua figlia Elisabetta - ricercatrice - che insegna Diritto commerciale.

A Giurisprudenza i docenti sono 137 e i nuclei familiari che dettano legge 10. Alfredo Galasso è ordinario di Diritto privato, suo figlio Gianfranco insegna la stessa materia, nello stesso dipartimento c'è anche Giuseppina Palmeri che è la moglie del fratello di Gianfranco. Anche Savino Mazzamuto (Diritto privato, ora trasferito a Roma 3) ha lasciato un posto in eredità a suo figlio Pierluigi. La figlia di Aurelio Anselmo, Alice, ha trovato sistemazione all'Università di Trapani: ricercatrice di Diritto pubblico. Salvatore Raimondi, nome pesante, amministrativista di grido ingaggiato per i suoi "pareri" anche dalla Regione siciliana, ha nel suo dipartimento di Diritto pubblico il figlio Luigi. E Rosalba Alessi, ordinario di Diritto privato - e soprattutto potente commissario degli enti economici siciliani, una carica che vale come tre assessorati importanti - ha nello stesso suo dipartimento il nipote Enrico Camilleri.

Ad Architettura c'è una grande famiglia, quella dei Milone. Il preside Angelo è in compagnia del fratello Mario (che è anche vicesindaco di Palermo e - attenzione - assessore ai rapporti con l'Università) e due figli che sono ricercatori: Daniele e Manuela. A Lettere, i Carapezza sono 4. I fratelli Attilio e Marco, il primo che insegna Scienze delle Antichità e il secondo Filosofia e teoria dei linguaggi. Il loro cugino Paolo Emilio è ordinario di Musicologia, suo figlio Francesco è ricercatore nello stesso dipartimento di Attilio. Poi ci sono i Buttita. Nino, il vecchio, antropologo, è stato preside di Lettere. Il figlio Ignazio insegna all'Università di Sassari ma ha supplenze a Palermo. La moglie Elsa Guggino è ordinaria nella stessa facoltà.

L'elenco dei padri e dei figli continua a Ingegneria, 18 famiglie e 38 parenti. Filippo Sorbello e il figlio Rosario, Michele Inzerillo e la figlia Laura, Stefano Riva Sanseverino (cognato di Luca Orlando) e la figlia Eleonora. A Scienze Matematiche Fisiche e Naturali si contendono il numero dei parenti i Gianguzza e i Vetro. Mario Gianguzza, ordinario di Biopatologia a Medicina, a Scienze ha come colleghi i fratelli Antonio (Chimica inorganica) e Fabrizio (Biologia cellulare) e la figlia Paola (Ecologia). Uno dei loro nipoti, Salvatore Costa, è anche lui in Biologia cellulare. L'altra famiglia, i Vetro, è tutta appassionata di matematica. Pasquale Vetro, matematico. La moglie Cristina Di Bari, matematica. Il loro figlio Calogero, matematico.

La facoltà più piena di mogli e mariti e figli è però quella di Agraria. Su 129 docenti 23 sono parenti. Un quinto. Divisi in 11 nuclei familiari. Il preside Salvatore Tudisca ha lì dentro come associata sua moglie Anna Maria Di Trapani. L'ordinario Antonino Bacarella ha la figlia Simona e il nipote Luca Altamore. L'ordinario Giuseppe Chironi ha la figlia Stefania, l'ordinario in pensione Giuseppe Asciuto ha suo figlio Antonio, l'ordinario in pensione Carmelo Schifani ha il figlio Giorgio, l'ordinario Salvatore Ragusa ha il figlio Ernesto, l'ordinario Luigi Di Marco ha la moglie Antonietta Germanà, l'ordinario Vito Ferro ha la moglie Costanza Di Stefano, l'ordinario Antonio Motisi ha la moglie Maria Gabriella Barbagallo, l'ordinario Riccardo Sarno ha il figlio Mauro, l'ordinario Claudio Leto ha la moglie Teresa Tuttolomondo. Cento famiglie. Di queste ce ne sono sessanta con "residenza" fissa in uno stesso dipartimento. E' praticamente casa loro.

(24 ottobre 2008)

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Fatemi dire due parole sulla orrenda (more solito) puntata di Anno zero di ieri sera.

Ospite Veltroni, Travaglio, il CONDANNATO Travaglio, ha fatto il suo solito pistolotto su sprechi, casta e smili.

Tra le tante cose (anche cndivisibili) è stato davvero interessante vedere come si sia abbondantemente scagliato contro "il medico personale del premier" Scapagnini per il "buco" di 140 milioni del comune du Catania (vergognoso !!!) e come velocemente abbia trattato l' argomento di quello, il "buco", di 6 miliardi (miliardi !) di euro del comune di Roma.

Certo, sarebbe stato un vero segno di scortesia per gli ospiti presenti !! :doh[1]:

Mabafffan..... !!!! :thumbdown[1]:

Abbiamo un CONDANNATO come presidente del consiglio, decine d'altri in parlamento, e ti scandalizzi perchè ne invitano uno ad una trasmissione televisiva? :huh::huh:

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Abbiamo un CONDANNATO come presidente del consiglio, decine d'altri in parlamento, e ti scandalizzi perchè ne invitano uno ad una trasmissione televisiva? :rolleyes:;)

Nessuno scandalo, semplice dato di fatto.

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a propsito di questo, ieri pomeriggio per le strade di milano ho visto una scena a dir poco imbarazzante e vergognosa, una scolaresca delle elementari in uscita didattica cantava a squarcia gola cori contro la Gelmini...ora indovinate un po chi erano i "lancia cori"? di contro mi chiedo io ma sti ragazotti cosa ne capiranno mai di riforme, contro riforme e via di seguito?

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Abbiamo un CONDANNATO come presidente del consiglio, decine d'altri in parlamento, e ti scandalizzi perchè ne invitano uno ad una trasmissione televisiva? :P:D

Scusa davide..condannato per cosa?

A me, pur stando antipatico il berlusca risulta indagato....che è diverso

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