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A proposito del fil di Deaglio, ho sentito personalmente FASSINO, alla radio dire che a proposito delle ultime elezioni "è necessario fare chiarezza "

Cacchio, abbiamo votato 7 mesi fà, subito dopo il voto si è chiersto la riconta delle schede visto l'esiguo margine di differenza e i molti dubbi.........e c'è bisogno di un dvd (????) per riportare a galla l' argomento ????

RICONTARE I VOTI, GRAZIE !!

Ale, quoto in toto i tuoi commenti !!

Les..... :rolleyes::lol:

Roosters..... :nono[1]:

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Se Prodi si crede De Gaulle

di Arturo Diaconale

Non si può fare una politica estera francese se non si è francesi. Invece Romano Prodi, che è di Bologna ed è tragicamente presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, pretende in Medio Oriente di fare il francese senza essere né De Gaulle, né Chirac. Nei confronti del Libano e della Siria la Francia ha sempre preteso di mantenere quel ruolo di tutore europeo che fa parte del suo Dna sciovinista dai tempi delle crociate. Un tempo questo ruolo era giustificato dalla necessità di bilanciare nel teatro del Medio Oriente il peso del colonialismo inglese. Successivamente, ed in pratica dalla guerra dei sei giorni in poi, la spinta a mentere un ruolo del genere è venuta dalla volontà francese di utilizzare Libano, Siria ed Israele ( il vecchio territorio crociato d’Oltremare) come il metro per misurare la propria autonomia e la propria indipendenza dalla superpotenza mondiale americana. Molto ci sarebbe da dire in merito a questa bizzarra pretesa dei governi di Parigi (tutti, senza distinzione di colore da dopo l’era del Generale) di comportarsi come ai tempi di Pietro l’Eremita e di Bernardo da Serravalle. O come all’indomani della prima guerra mondiale quando Francia ed Inghilterra si spartirono l’influenza sul mondo arabo.

Ma la questione ci riguarda solo di sfuggita. Spetta ai francesi fare i conti con il proprio super-ego nazionale e con la convinzione gaullista di poter superare i traumi dell’Indocina e dell’Algeria portando avanti una politica estera fondata su una singolare strategia neocolonialista. Il tutto senza pensare che tra Luigi XIV, Napoleone e Chirac c’è la stessa differenza che passa tra Cesare e D’Alema. Ciò che invece ci riguarda direttamente, è che Prodi e lo stesso D’Alema scimmiottano De Gaulle non solo senza esserlo ma, soprattutto, avendo alle spalle un paese che non si è mai sognato, né ai tempi delle crociate, né ai tempi della Spada dell’Islam, di fare il tutore di qualcuno in Medio Oriente. I nostri interessi non sono mai stati politici in quell’area ma sempre e soltanto commerciali.

Le Repubbliche Marinare non costruivano castelli in Terrasanta per controllare il territorio ma gestivano i viaggi dei pellegrini ed i traffici commerciali tra Europa ed Oriente. E neppure quando il regime fascista si è inventato la storia dei “ mare nostrum” qualcuno si è inventato un quale ruolo neo o post-coloniale dell’Italia in quella regione. Di conseguenza, quando Romano Prodi dice a “Le Figaro” che , dopo l’assassinio di Pierre Gemayel , bisogna tenere aperto il dialogo con la Siria, imita il francese Chirac senza rendersi minimamente conto di essere un bolognese che dice sciocchezze in italiano. Si potrebbe anche comprendere se il Presidente del Consiglio ammettesse che l’unico interesse a tenere aperto il dialogo con il regime di Damasco è quello commerciale. Ma Prodi è gesuiticamente ipocrita. E non ammetterà mai che la mano tesa ad Assad è finalizzata a vendere armi, automobili Fiat o cucine Merloni ai siriani. Per cui fa il neo-colonialista filo-francese e buonista. Ed apre al regime che ha sulla coscienza una lunga scia di sangue degli anti-siriani libanesi solo per tenersi buona la sinistra radicale presente nel suo governo. C’è un solo modo per commentare il comportamento del Presidente del Consiglio: vergogna!

:cheer:

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Se Prodi si crede De Gaulle

di Arturo Diaconale

Non si può fare una politica estera francese se non si è francesi. Invece Romano Prodi, che è di Bologna ed è tragicamente presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, pretende in Medio Oriente di fare il francese senza essere né De Gaulle, né Chirac. Nei confronti del Libano e della Siria la Francia ha sempre preteso di mantenere quel ruolo di tutore europeo che fa parte del suo Dna sciovinista dai tempi delle crociate. Un tempo questo ruolo era giustificato dalla necessità di bilanciare nel teatro del Medio Oriente il peso del colonialismo inglese. Successivamente, ed in pratica dalla guerra dei sei giorni in poi, la spinta a mentere un ruolo del genere è venuta dalla volontà francese di utilizzare Libano, Siria ed Israele ( il vecchio territorio crociato d’Oltremare) come il metro per misurare la propria autonomia e la propria indipendenza dalla superpotenza mondiale americana. Molto ci sarebbe da dire in merito a questa bizzarra pretesa dei governi di Parigi (tutti, senza distinzione di colore da dopo l’era del Generale) di comportarsi come ai tempi di Pietro l’Eremita e di Bernardo da Serravalle. O come all’indomani della prima guerra mondiale quando Francia ed Inghilterra si spartirono l’influenza sul mondo arabo.

Ma la questione ci riguarda solo di sfuggita. Spetta ai francesi fare i conti con il proprio super-ego nazionale e con la convinzione gaullista di poter superare i traumi dell’Indocina e dell’Algeria portando avanti una politica estera fondata su una singolare strategia neocolonialista. Il tutto senza pensare che tra Luigi XIV, Napoleone e Chirac c’è la stessa differenza che passa tra Cesare e D’Alema. Ciò che invece ci riguarda direttamente, è che Prodi e lo stesso D’Alema scimmiottano De Gaulle non solo senza esserlo ma, soprattutto, avendo alle spalle un paese che non si è mai sognato, né ai tempi delle crociate, né ai tempi della Spada dell’Islam, di fare il tutore di qualcuno in Medio Oriente. I nostri interessi non sono mai stati politici in quell’area ma sempre e soltanto commerciali.

Le Repubbliche Marinare non costruivano castelli in Terrasanta per controllare il territorio ma gestivano i viaggi dei pellegrini ed i traffici commerciali tra Europa ed Oriente. E neppure quando il regime fascista si è inventato la storia dei “ mare nostrum” qualcuno si è inventato un quale ruolo neo o post-coloniale dell’Italia in quella regione. Di conseguenza, quando Romano Prodi dice a “Le Figaro” che , dopo l’assassinio di Pierre Gemayel , bisogna tenere aperto il dialogo con la Siria, imita il francese Chirac senza rendersi minimamente conto di essere un bolognese che dice sciocchezze in italiano. Si potrebbe anche comprendere se il Presidente del Consiglio ammettesse che l’unico interesse a tenere aperto il dialogo con il regime di Damasco è quello commerciale. Ma Prodi è gesuiticamente ipocrita. E non ammetterà mai che la mano tesa ad Assad è finalizzata a vendere armi, automobili Fiat o cucine Merloni ai siriani. Per cui fa il neo-colonialista filo-francese e buonista. Ed apre al regime che ha sulla coscienza una lunga scia di sangue degli anti-siriani libanesi solo per tenersi buona la sinistra radicale presente nel suo governo. C’è un solo modo per commentare il comportamento del Presidente del Consiglio: vergogna!

:g[1]:

Bè, un commento equilibrato e imparziale. Ora ho capito quanto è cattivo Prodi.

E soprattutto quanto erano bravi i suoi predecessori, che in Iraq e Afghanistan hanno portato pace e benessere alla popolazione, rovesciando tiranni e esportando democrazia.

Grazie Diaconale (che neppure so chi sia...)

:cheer:

Posted (edited)

Bè, un commento equilibrato e imparziale. Ora ho capito quanto è cattivo Prodi.

E soprattutto quanto erano bravi i suoi predecessori, che in Iraq e Afghanistan hanno portato pace e benessere alla popolazione, rovesciando tiranni e esportando democrazia.

Grazie Diaconale (che neppure so chi sia...)

:cheer:

Direttore de "L'opinione" ed editorialista de "Il Giornale".

Opinioni contestabili come tutte, capisco non siano le tue letture preferite.

Il fatto che tu non lo conosca ci potrebbe stare se tu facessi il macellaio... :g[1]::g[1]:

Edited by Ponchiaz
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Direttore de "L'opinione" ed editorialista de "Il Giornale".

Opinioni contestabili come tutte, capisco non siano le tue letture preferite.

Il fatto che tu non lo conosca ci potrebbe stare se tu facessi il macellaio... :ike::flowers:

Primo, bisogna vedere se lui conosce me... :hyper:

Secondo, fare un pezzo così sono buoni davvero tutti. E in questo post ne abbiamo letti di migliori, sullo stesso tema! :hmm:

a Napoli 2-2, in trincea ragazzi!

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Maledetti, a furia di tirargliela....siete malvagi eppure lui non vi odia...leggete qui da. sito del Corriere. :clap[1]:

Berlusconi: sto bene, malore per stanchezza «È stato un collasso per la fatica, il caldo, poi anche per gli antibiotici dopo la recente operazione al ginocchio»

Berlusconi (Infophoto)

MILANO - «Sto bene, ho solo avuto un malore dovuto alla stanchezza, al caldo e alle preoccupazioni di questi giorni». Silvio Berlusconi, prima di recarsi domenica pomeriggio all'ospedale S.Raffaele per un controllo, ha rassicurato sulle sue condizioni di salute dopo il malore che lo ha colpito sul palco a Montecatini durante il suo discorso ai Circoli della libertà di Forza Italia.

NOTTE IN OSPEDALE - Il Cavaliere, in abiti sportivi, è sceso dall'auto prima di salire sull'elicottero che l'avrebbe portato per in ospedale e ha scambiato alcune battute con i giornalisti: «È stato un collasso per la fatica, il caldo, poi anche per l'operazione al ginocchio che ho fatto recentemente. Tutte queste cose insieme, però niente di grave». «Sto bene, però vado al San Raffele per degli accertamenti e mi vogliono tenere lì per 24 ore. Questa notte la trascorrerò in ospedale. Mi hanno riscontrato qualche cosa all'elettrocardiogramma, come delle extrasistole, quindi mi vogliono tenere in osservazione per 24 ore», ha spiegato.

RINGRAZIAMENTI - Berlusconi è poi salito sull'elicottero che lo porterà in ospedale, ma prima, dopo aver incontrato i giornalisti, ha voluto ringraziare tutti davanti alle telecamere, «grazie a tutti, ma soprattutto a Tatanka ed a Les Claypool» ed è andato a piedi verso l'elicottero. Oltre ai giornalisti davanti alla villa di Macherio c'erano anche una decina di curiosi che alla vista di Berlusconi hanno gridato «Grande Silvio».

Scherzi a parte, ripigliati Silvio. :drool:

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Maledetti, a furia di tirargliela....siete malvagi eppure lui non vi odia...leggete qui da. sito del Corriere. :yes:

Berlusconi: sto bene, malore per stanchezza «È stato un collasso per la fatica, il caldo, poi anche per gli antibiotici dopo la recente operazione al ginocchio»

Berlusconi (Infophoto)

MILANO - «Sto bene, ho solo avuto un malore dovuto alla stanchezza, al caldo e alle preoccupazioni di questi giorni». Silvio Berlusconi, prima di recarsi domenica pomeriggio all'ospedale S.Raffaele per un controllo, ha rassicurato sulle sue condizioni di salute dopo il malore che lo ha colpito sul palco a Montecatini durante il suo discorso ai Circoli della libertà di Forza Italia.

NOTTE IN OSPEDALE - Il Cavaliere, in abiti sportivi, è sceso dall'auto prima di salire sull'elicottero che l'avrebbe portato per in ospedale e ha scambiato alcune battute con i giornalisti: «È stato un collasso per la fatica, il caldo, poi anche per l'operazione al ginocchio che ho fatto recentemente. Tutte queste cose insieme, però niente di grave». «Sto bene, però vado al San Raffele per degli accertamenti e mi vogliono tenere lì per 24 ore. Questa notte la trascorrerò in ospedale. Mi hanno riscontrato qualche cosa all'elettrocardiogramma, come delle extrasistole, quindi mi vogliono tenere in osservazione per 24 ore», ha spiegato.

RINGRAZIAMENTI - Berlusconi è poi salito sull'elicottero che lo porterà in ospedale, ma prima, dopo aver incontrato i giornalisti, ha voluto ringraziare tutti davanti alle telecamere, «grazie a tutti, ma soprattutto a Tatanka ed a Les Claypool» ed è andato a piedi verso l'elicottero. Oltre ai giornalisti davanti alla villa di Macherio c'erano anche una decina di curiosi che alla vista di Berlusconi hanno gridato «Grande Silvio».

Scherzi a parte, ripigliati Silvio. :yes:

:g[1]::ike:

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Direttore de "L'opinione" ed editorialista de "Il Giornale".

Opinioni contestabili come tutte, capisco non siano le tue letture preferite.

Il fatto che tu non lo conosca ci potrebbe stare se tu facessi il macellaio... :pirate::lol:

:g[1]::ike::yes::yes:

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28/11/2006

Ocse: "L'Italia tagli le spese"

Il rientro dei conti basato sulle tasse

In Italia l'aggiustamento dei conti pubblici nel 2007 "è legato interamente alle nuove tasse". Non c'è invece "nessun serio tentativo di tagliare la spesa". E' quanto si legge nell'Economic Outlook dell'Ocse.

Secondo l'organizzazione invece, il nostro Paese dovrebbe puntare a ridurre la spesa soprattutto nei settori "delle pensioni, pubblico impiego, enti locali e sanità". L'aumento delle tasse, invece, deprime la crescita dei consumi".

........................... :thumbdown[1]:

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28/11/2006

La Siae contro la Finanziaria

Un giorno senza cinema, musica e teatri

La Finanziaria non è nelle corde della Siae, la società italiana degli autori e degli editori. Un'interpretazione del decreto "tagliaspese" pretenderebbe infatti di prelevare 20 milioni dalle casse dell'ente. Una cifra che secondo il presidente Assumma, metterebbe in ginocchio la società, costringendola a chiudere i battenti. E così per protestare contro le misure adottate da Padoa-Schioppa la Siae annuncia un giorno di black out per cinema, lirica, teatri e musica.

Ancora non è stato decisa la data, ma sicuramente si tratterà di una giornata ricca di eventi, probabilmente nella prima decade di dicembre.

La siae per quel giorno intende ritirare i permessi di utilizzazione delle milioni di opere che oltre 80 mila autori e editori hanno affidato alla sua tutela praticamente fermando l'industria dell'entertainment per 24 ore.

"Una gran parte di autorevoli autori ed editori italiani - ha detto Assumma - mi hanno comunicato di voler lasciare la SIAE per affidare a società straniere la gestione dei loro diritti economici e quindi la cura dei loro risparmi". Tra gli autori figurano i nomi di: Mogol, Mario Lavezzi, Ennio Morricone, Gianni Bella, Gigi D'Alessio, Gino Paoli, Lucio Dalla, Luis Bacalov, Fabio Concato. Tra gli editori, Ricordi, Emi Music Publishing, Edizioni Curci e Case Associate, Warner, Sony Music, Universal, Sugar Music.

Al riguardo il Presidente Assumma ha dichiarato: "Comprendo umanamente la rabbia degli autori e degli editori italiani. I continui illeciti tentativi delle istituzioni pubbliche di appropriarsi delle casse della Siae sono seri pericoli per la sua stabilità economica, dalla quale gli autori e gli editori traggono il loro sostentamento, presente e futuro. La Siae è un esempio unico nel panorama della economia nazionale. Al contrario della quasi totalità degli Enti pubblici che, pur se alimentati con soldi dello Stato, versano in una cronica situazione di dissesto, la Siae, senza ricevere alcun apporto economico pubblico ma con i soli proventi privati dei suoi associati, ha un eccellente patrimonio ed un ottimo bilancio. L'attuale tentativo del Ministro Padoa Schioppa di voler mettere le mani su tale patrimonio, con prelievi di milioni di euro, è un ulteriore tiro al bersaglio a danno della Siae è un atto di prepotenza che non ha alcun fondamento giuridico, contro cui la Siae si sta opponendo con ogni mezzo. Spero che gli autori e gli editori ritornino sulle loro decisioni. Diversamente la Siae si avvierebbe verso un grave ed inevitabile smembramento, con la conseguenza che migliaia di dipendenti e di collaboratori correranno il rischio di trovarsi sulla strada".

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ma guarda un po'..........

da Tgcom:

Ocse: "L'Italia tagli le spese"

Il rientro dei conti basato sulle tasse

In Italia l'aggiustamento dei conti pubblici nel 2007 "è legato interamente alle nuove tasse". Non c'è invece "nessun serio tentativo di tagliare la spesa". E' quanto si legge nell'Economic Outlook dell'Ocse. Secondo l'organizzazione invece, il nostro Paese dovrebbe puntare a ridurre la spesa soprattutto nei settori "delle pensioni, pubblico impiego, enti locali e sanità". Anche perchè l'aumento delle tasse "deprime la crescita dei consumi".

Non solo, nonostante la maxi-manovra (oramai si viaggia sopra i 35,4 miliardi di euro), il deficit/Pil del nostro Paese non scenderà sotto il 3%, ossia nei parametri fissati dal Patto di Stabilità, neppure nei prossimi anni. Numeri alla mano, il rapporto deficit/Pil si attesterà al 4,8% nell'anno in corso, per poi scendere nel 2007 al 3,2% ed al 3,3% nel 2008.

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ma guarda un po'..........

da Tgcom:

Ocse: "L'Italia tagli le spese"

Il rientro dei conti basato sulle tasse

In Italia l'aggiustamento dei conti pubblici nel 2007 "è legato interamente alle nuove tasse". Non c'è invece "nessun serio tentativo di tagliare la spesa". E' quanto si legge nell'Economic Outlook dell'Ocse. Secondo l'organizzazione invece, il nostro Paese dovrebbe puntare a ridurre la spesa soprattutto nei settori "delle pensioni, pubblico impiego, enti locali e sanità". Anche perchè l'aumento delle tasse "deprime la crescita dei consumi".

Non solo, nonostante la maxi-manovra (oramai si viaggia sopra i 35,4 miliardi di euro), il deficit/Pil del nostro Paese non scenderà sotto il 3%, ossia nei parametri fissati dal Patto di Stabilità, neppure nei prossimi anni. Numeri alla mano, il rapporto deficit/Pil si attesterà al 4,8% nell'anno in corso, per poi scendere nel 2007 al 3,2% ed al 3,3% nel 2008.

Tu pagherai le tasse in Switzerland quindi non rompere più.

Poi ci farai dettagliato resoconto di aliquote, pensioni obbligatorie, secondi e terzi pilastri, copertura sanitaria etc. etc.

Magari anche sul diverso trattamento tra frontalieri e svizzeri.

Certamente starai meglio di adesso e questo e quel che conta, ma mi interesserebbe sapere cosa è oro e cosa semplicemente luccica.

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Tu pagherai le tasse in Switzerland quindi non rompere più.

Poi ci farai dettagliato resoconto di aliquote, pensioni obbligatorie, secondi e terzi pilastri, copertura sanitaria etc. etc.

Magari anche sul diverso trattamento tra frontalieri e svizzeri.

Certamente starai meglio di adesso e questo e quel che conta, ma mi interesserebbe sapere cosa è oro e cosa semplicemente luccica.

onestamente, mi sono informata su pilastri e menate varie ma giuro che non ci ho capito una mazza!!!! :hyper:

sul discorso stipendi, gli italiani prendono meno degli Svizzeri, questo è assodato.

Io non ho ottenuto esattamente la cifra desiderata, ma rispetto all'Italia è un bel saltino, mentre rispetto ai consueti stipendi Svizzeri è basso.

Ma siccome ci tenevo tanto a cambiare lavoro, mi sono "accontentata" :thumbdown[1]:

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La dittatura del popolo è roba di un altro secolo, come gli espropri proletari.

Aggiornati.

La Siae può solo tacere.

Per informazioni c'è un'intera puntata di Report di un annetto fa che spiega bene come funziona il carrozzone. Dove c'è gente che dirige, favorendo la propria casa discografica (sconosciuta ai più), altri che chiedono il permesso di suonare al mattino in chiesa e prendono sacchi di soldi perché dicono alla Siae (che dirigono) che si tratta di concerti culturali. Che, in caso di un borderò sbagliato, mettono tutto quel contributo nel "calderone" con cui si foraggiano i soliti noti e tante amenità simili....

Ecco, si lamentano loro. Fai tu.

Ciao

f.

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La dittatura del popolo è roba di un altro secolo, come gli espropri proletari.

Aggiornati.

Sai che non ho capito se scherzi (come spero....per te) oppure no?

E comunque secondo me sei OT.... :thumbdown[1]:

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onestamente, mi sono informata su pilastri e menate varie ma giuro che non ci ho capito una mazza!!!! :hyper:

sul discorso stipendi, gli italiani prendono meno degli Svizzeri, questo è assodato.

Io non ho ottenuto esattamente la cifra desiderata, ma rispetto all'Italia è un bel saltino, mentre rispetto ai consueti stipendi Svizzeri è basso.

Ma siccome ci tenevo tanto a cambiare lavoro, mi sono "accontentata" :thumbdown[1]:

Io l'ho scritto che sicuramente starai meglio e non è una battuta, è una convinzione e comunque un augurio.

Il fatto che potrai vivere una esperienza da frontaliera di consentirà di avere una idea di come le cose vanno da altre parti e quindi di avere un raffronto su quelle cose di cui ti ho detto (aliquote, pensioni, sanità) tanto bistrattate in Italia ma anche di cose più semplici. Per esempio: orario di lavoro? straordinari?

Chiaramente ci metterai del tempo per farti un'idea precisa e ne riparleremo.

E non è una velata minaccia o una funesta previsione, è solo una vera richiesta di informazioni, io dalla Svizzera ho avuto informazioni contrastanti.

Al lavoro ci andrai in macchina sicuramente, se potessi essere pendolare avresti un argomento (i treni) in cui il paragone neanche si pone. Forse perchè Lugano comunque è una cittadina in confronto a Milano.

Il discorso parcheggio già si fa più complesso.

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Io l'ho scritto che sicuramente starai meglio e non è una battuta, è una convinzione e comunque un augurio.

Il fatto che potrai vivere una esperienza da frontaliera di consentirà di avere una idea di come le cose vanno da altre parti e quindi di avere un raffronto su quelle cose di cui ti ho detto (aliquote, pensioni, sanità) tanto bistrattate in Italia ma anche di cose più semplici. Per esempio: orario di lavoro? straordinari?

Chiaramente ci metterai del tempo per farti un'idea precisa e ne riparleremo.

E non è una velata minaccia o una funesta previsione, è solo una vera richiesta di informazioni, io dalla Svizzera ho avuto informazioni contrastanti.

Al lavoro ci andrai in macchina sicuramente, se potessi essere pendolare avresti un argomento (i treni) in cui il paragone neanche si pone. Forse perchè Lugano comunque è una cittadina in confronto a Milano.

Il discorso parcheggio già si fa più complesso.

...cosa ne sai tu ??

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Io l'ho scritto che sicuramente starai meglio e non è una battuta, è una convinzione e comunque un augurio.

Il fatto che potrai vivere una esperienza da frontaliera di consentirà di avere una idea di come le cose vanno da altre parti e quindi di avere un raffronto su quelle cose di cui ti ho detto (aliquote, pensioni, sanità) tanto bistrattate in Italia ma anche di cose più semplici. Per esempio: orario di lavoro? straordinari?

Chiaramente ci metterai del tempo per farti un'idea precisa e ne riparleremo.

E non è una velata minaccia o una funesta previsione, è solo una vera richiesta di informazioni, io dalla Svizzera ho avuto informazioni contrastanti.

Al lavoro ci andrai in macchina sicuramente, se potessi essere pendolare avresti un argomento (i treni) in cui il paragone neanche si pone. Forse perchè Lugano comunque è una cittadina in confronto a Milano.

Il discorso parcheggio già si fa più complesso.

dopo aver preso decine di volte la A8, rimanendo ingorgata già a Gallarate alle 7 della mattina, qualunque altra cosa mi sembrerà una bazzeccola!!! :D

x quanto riguarda il parcheggio, la ditta ha un parcheggio interno, mi hanno detto "ci organizziamo"...sperem!!!! :no:

Posted

dopo aver preso decine di volte la A8, rimanendo ingorgata già a Gallarate alle 7 della mattina, qualunque altra cosa mi sembrerà una bazzeccola!!! :D

x quanto riguarda il parcheggio, la ditta ha un parcheggio interno, mi hanno detto "ci organizziamo"...sperem!!!! :no:

Ecco, appunto..........

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La Siae puó chiudere anche subito.

Long Leg parcheggerá dove troverá. Non ho mai sentito parlare del parcheggio come di una motivazione primaria per cambiare o mantenere un lavoro.

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28/11/2006

La Siae contro la Finanziaria

Un giorno senza cinema, musica e teatri

Odio la Siae!

La finanziaria deprime i consumi, la SIAE deprime la creatività.

Creative Commons tutta la vita...................

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