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In realtà la Lega in Lombardia, nella provincia di Varese e nella città di Varese era il secondo partito dopo il PdL.

Con la scissione potrebbe essere il primo ma senza superare il 30%. Questo stando alle ultime elezioni.

Ora si aprea una questione importante. Gli elettori italiani sono in realtà tifosi. E tifosi contro, non per.

Quindi Roo non vota B., vota contro Bersani-Visco etc etc.

Io ovviamente sto all'opposto di lui, ma voto contro pure io.

Questo rende quasi impossibile spostamenti di campo.

Epprò la Lega non è propriamente vista come uno dei due campi, spostamenti PdL -> Lega ma anche centrosx -> Lega si sono avuti e, probabilmente si avranno. Baterà per arrivare al 50%? Non penso proprio.

Attenzione però che anche il nuovo centro, quello fatto da vecchie volpi, che io personalmente schifo, ha questa caratteristica. Quella di far cambiare voto all'elettore senza che si senta in colpa per aver votato l'ex nemico.

L' elettore italiano sarà "tifoso" ma non pirla !!

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A margine:

A pompei ci sono cose che hanno resistito ad una eruzione, 2000 anni di intemperie, saccheggi a iosa ma che non sono riuscite a reggere un ministero Bondi.

Ma soprattutto:

in Venteo c'è stata una alluvione che fosse capitata al sud staremmo parlando di catastrofe epocale e che non viene cagata da nessuno.

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In realtà la Lega in Lombardia, nella provincia di Varese e nella città di Varese era il secondo partito dopo il PdL.

Con la scissione potrebbe essere il primo ma senza superare il 30%. Questo stando alle ultime elezioni.

Ora si aprea una questione importante. Gli elettori italiani sono in realtà tifosi. E tifosi contro, non per.

Quindi Roo non vota B., vota contro Bersani-Visco etc etc.

Io ovviamente sto all'opposto di lui, ma voto contro pure io.

Questo rende quasi impossibile spostamenti di campo.

Epprò la Lega non è propriamente vista come uno dei due campi, spostamenti PdL -> Lega ma anche centrosx -> Lega si sono avuti e, probabilmente si avranno. Baterà per arrivare al 50%? Non penso proprio.

Attenzione però che anche il nuovo centro, quello fatto da vecchie volpi, che io personalmente schifo, ha questa caratteristica. Quella di far cambiare voto all'elettore senza che si senta in colpa per aver votato l'ex nemico.

IMHO , son risultati legati all'alleanza col PDL.

Se si presenta sola , a livello locale ( regionali incluse ) , conferma i propri elettori e porta via un bel 5% al PDL e un bel 10% agli altri : quanti non l'han votata pur di votare contro il B ???

Ma questa è , purtroppo , solo fantapolitica .

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A margine:

Ma soprattutto:

in Venteo c'è stata una alluvione che fosse capitata al sud staremmo parlando di catastrofe epocale e che non viene cagata da nessuno.

QUOTO, QUOTO E RIQUOTO!!!

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Ma soprattutto:

in Venteo c'è stata una alluvione che fosse capitata al sud staremmo parlando di catastrofe epocale e che non viene cagata da nessuno.

Ma soprattutto veramente.

Posted (edited)
QUOTO, QUOTO E RIQUOTO!!!

martedì 02 novembre 2010

Quegli allarmi che cadono nel vuoto

di Franco Battaglia

Dopo aver scritto i miei primi articoli su queste pagine - articoli ove smontavo ad una ad una tutte le frottole che ci propinavano gli ambientalisti in generale e i Verdi in particolare - Giancarlo Perna, incuriosito da quegli articoli, che tutto erano fuorché politicamente corretti, volle intervistarmi. Mi chiese, tra le altre cose, di cosa avremmo dovuto preoccuparci, in ordine alla cura dell'ambiente, visto che sostenevo l'inesistenza degli inquinamenti che preoccupavano il resto del mondo ma non me, tipo quello elettromagnetico dalle antenne e dai tralicci, o quello genetico dall'agricoltura Ogm, o quello climatico da effetto serra per colpa delle emissioni di anidride carbonica, o quello radioattivo dalle centrali nucleari.

La mia risposta fu: il dissesto idrogeologico, quello sì che è un problema serio. L'intervista è dell'ottobre del 2000, esattamente 10 anni fa. Col che non intendo lamentare il fatto di non essere stato ascoltato (e come potrei? ho difficoltà a farmi ascoltare anche da mia figlia), ma solo additare i veri responsabili di questo stato di cose. Gli ambientalisti, dico. Sono una vera disgrazia: se qualcuno vi gira intorno, ditegli di stare alla larga.

La cura dell'ambiente è una questione scientifica, che avrebbe bisogno di chimici, geologi, ingegneri, ma che è stata affidata a individui semianalfabeti, ideologicamente bacati, mossi dalla voglia di centrare un unico obbiettivo: affrontare problemi inesistenti, peraltro scegliendo la strada di ottenere il minimo dei risultati col massimo dei costi. L'effetto immediato di questa condotta è l'incancrenirsi di problemi che non sono stati mai non dico risolti, ma neanche affrontati, per la semplice ragione che le risorse - cioè le palanche delle nostre generosissime tasse - hanno foraggiato le più cervellotiche stravaganze. Con la complicità dei ministeri dell'ambiente di ogni governo (con una sola eccezione, forse: quando alla guida di quel ministero ci fu Altero Matteoli).

Mettere e mantenere in ragionevole sicurezza il nostro territorio costa, e sarebbe denaro ben speso. Ma non si può fare finché non si chiudono i rubinetti a tutti i progetti che vivono in nome della assurda pretesa, ad esempio, di voler governare il clima controllando le nostre emissioni di anidride carbonica. Che è come pretendere di difendere le case di montagna dalle nevicate proponendosi di non far nevicare anziché costruendole con tetti spioventi.

Ci hanno raccontato - anzi, ci stanno raccontando - la balla che dobbiamo installare parchi eolici e tetti fotovoltaici perché è così che si governa il clima, e allo scopo, sono stati impegnati fior di miliardi e altrettanti è previsto impegnare nei prossimi anni (20 miliardi solo nel fotovoltaico): sapete ora con chi dovete prendervela per i disastri causati da eventi climatici che sarebbero stati altrimenti governabili, se solo il denaro necessario non fosse stato stornato nelle tasche di costoro.

.......................

Vedasi anche ultima frase della mia "firma".

E speriamo che ci siano adeguati "aiuti" per il Veneto.......

Edited by ROOSTERS99
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Troppo lungo non ho letto tutto.

Io ho sempre sostenuto una tesi:

Gli anni 80 sono stati anni in cui sono circolati tanti, tantissimi soldi.

Invece che spenderli per il bene della nazione sono stati sperperati.

In un altro Paese europeo Milano avrebbe 8 linee metropolitane, grazie a Craxi ne ha solo 3.

Non serve riabilitarlo da morto, ci ha già marciato sopra abbastanza da vivo.

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Troppo lungo non ho letto tutto.

Io ho sempre sostenuto una tesi:

Gli anni 80 sono stati anni in cui sono circolati tanti, tantissimi soldi.

Invece che spenderli per il bene della nazione sono stati sperperati.

In un altro Paese europeo Milano avrebbe 8 linee metropolitane, grazie a Craxi ne ha solo 3.

Non serve riabilitarlo da morto, ci ha già marciato sopra abbastanza da vivo.

Cruda realtà. Milano è sotto una spanna rispetto a numerose città europee proprio perché negli anni Ottanta i soldi c'erano e sono stati sperperati.

Inutile vomitare ancora rabbia contro Craxi. Non importa se è stato un martire frainteso (e non lo penso) o un ladro che non è mai andato in galera. Semplicemente evitiamo di nominargli vie o piazze e chiudiamo qui il discorso. Ci sono numerose persone che meritano un riconoscimento del genere senza dividere il "popolo"

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vado un attimo OT.

avete visto il programma di ieri "Vieni via con me"? come vi è sembrato?

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vado un attimo OT.

avete visto il programma di ieri "Vieni via con me"? come vi è sembrato?

Ben fatto, con un'ottima scelta degli argomenti, dei partecipanti e le giuste dosi di serietà, giornalismo, comicità e satira nell'arco della puntata.

Consiglio a tutti di vederselo, su youtube si trova tutto.

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10 novembre 2010

Occhiaie di riguardo

I veneti sott’acqua sono fuori moda come i cristiani in Iraq

Vorrei, come spesso mi accade, saltare sul carro di qualche perdente. In questo caso, molto diversi tra loro: i cristiani d’Iraq e i veneti sott’acqua. Dei primi, c’è da dire che spaventa la quiete con cui la loro fine viene accompagnata. Tutta l’energia delle missioni, tutta la solidarietà di tante parrocchie verso il cosiddetto Terzo mondo, tutto il gran daffare di Curie e Caritas per gli immigrati, tutto svanisce davanti al sacrificio annunciato non di una missione, ma dei resti della storia del cristianesimo là dove è nato.

Tutto l’ardore che nasce contro l’occupazione israeliana, responsabile di ogni male, evapora quando a calare la mannaia è il fondamentalismo terrorista. Come per una suprema eleganza: occupiamoci di tutto, ma non di noi stessi. E se non si occupano loro di se stessi, perché dovremmo emozionarci noi miscredenti, che già abbiamo le nostre perplessità quanto a prediche e razzole, e perché dovrebbero dire qualcosa gli islamici di casa nostra, e perché dovrebbero aprirsi il petto come santini lacerati i miei amici di Baghdad? Troppo facile invitarli a restare, hanno ragione a volersene andare via, in quelle condizioni.

E allora se giustamente il ministro degli Esteri Franco Frattini e il buon vecchio Marco Pannella andranno a Baghdad per evitare la condanna a morte di Tareq Aziz, diano un’occhiata anche ai quattro superstiti che non ambiscono al martirio. Ecco due biglietti che mi giungono da San Vittore Olona, da due sorelle irachene cristiane, che non sono tipe da salire su una gru, e nessuno le sta a sentire:

“Mi chiamo Maryam Yousif Bago, sono cittadina italiana, sono sposata da 27 anni con un cittadino italiano, Claudio Buratti, che aiuta me e mia sorella a redigere questa nostra richiesta. Con l’aiuto di mio marito, sto preparando la richiesta di ricongiungimento familiare per mio fratello Thamer Yousif Bago. Mio fratello è l’ultimo membro della famiglia rimasto a Baghdad; tutto il resto della famiglia è sparpagliato fra Italia, Stati Uniti e Canada; mio fratello ha grossi problemi di salute che è impossibile affrontare nelle condizioni in cui versa attualmente il nostro paese. Io e gli altri famigliari desideriamo farlo venire in Italia per poter essere curato, assistito da noi e rifarsi una nuova vita.

Quattro anni fa, con grande fatica e solo dopo molta insistenza da parte di mio marito con l’ufficio visti dell’Ambasciata d’Italia a Baghdad, eravamo riusciti a ottenere un visto turistico per lui che doveva accompagnare mia madre che, colpita da cancrena, aveva subito l’amputazione della gamba destra. Il visto era finalmente stato concesso, dopo più mesi dalla richiesta, dietro la minaccia che, in caso di mancato rientro a Baghdad, mio marito sarebbe stato denunciato per favoreggiamento di immigrazione clandestina. Ora, dopo il recente massacro di cristiani, è ancor più pressante la necessità di poter svolgere le pratiche necessarie a ottenere il ricongiungimento nel più breve tempo possibile, e questo è lo scopo della mia richiesta di aiuto”.

“Mi chiamo Talia Yousif Baho, sono rifugiata in Italia dal 2000 assieme a due delle mie tre figlie, attualmente sto preparando la richiesta di cittadinanza. Ho tentato diverse volte di far ottenere il visto a mia figlia Atour T. Ishak attraverso le mie sorelle, cittadine italiane, Maryam e Majdolin, ma inutilmente: l’Ambasciata d’Italia a Baghdad ha sempre opposto un netto rifiuto. Mia figlia Atour con suo marito e i suoi due figli, è sotto minaccia ed è l’ultima della mia famiglia rimasta a Baghdad, il padre è caduto nel 1987, durante la guerra tra Iran e Iraq. La situazione oggi si è ulteriormente deteriorata e i pericoli sono aumentati; anch’io, come mia sorella Maryam, chiedo un aiuto affinché la pratica di ricongiungimento possa andare rapidamente a buon fine”.

Come i cristiani d’Iraq, sono fuori moda anche i veneti sott’acqua. Un po’ se la sono cercata: andavano bene quando erano la balia asciutta, il gondoliere canterino, l’alpino beone, ed emigravano in silenzio. Poi sono diventati il mitico nordest, sospetto come è sempre stato trattato da sospetto il sindaco di Treviso Gentilini, terra buona per qualche massacro in villa, e per i schei (sì, anche la sociologia locale ci ha messo del suo nel costruire una bella immagine). E adesso, che se piangono è solo per sbaglio, adesso si arrangino: gli sms della solidarietà arrivano che l’acqua si è fatta fango, e i soldi, che il Veneto ha generosamente e a malincuore versato nelle casse dello stato, quando non riusciva purtroppo a evadere, ritorneranno? Mi è arrivata una lettera:“… qui, in Veneto, migliaia di persone non stanno ad aspettare un miracolo che non ci sarà, ma tutti aiutano tutti, rinunciando alla loro domenica sportiva, alle passeggiate e alcuni anche al lavoro pur di far continuare la macchina della ricostruzione, una macchina che si è generata da sola, senza numeri verdi, sms o conti provvisori per la raccolta fondi, cosa consueta in altri posti d’Italia… ma questo non basta, ed è una grande ferita che si è creata nello spirito di un popolo che non piange in televisione, non va a ‘Pomeriggio 5’ e nemmeno a ‘La vita in diretta’, ma si rifà le maniche e produce realmente qualcosa, senza aspettare gli altri… questa domenica a Rettorgole in Vicenza ci sarà una cena per alcune delle famiglie sfollate, tutta offerta da volontari, cuochi e aziende ristorative, un grande gesto di solidarietà che però agli occhi del resto d’Italia non fa un baffo… trascurando volontariamente la nostra situazione, rendendola così agli occhi dei foresti un nonnulla che si risolve in un paio di giorni, interpellando invece la stessa disgrazia, però al sud, dove nelle interviste compare solo gente che piange e si dispera, mentre qui persone che le lacrime le trattengono.

Con questo non stiamo cercando notorietà, ma uguaglianza, parità nell’informazione senza distinzioni, dando voce a un popolo che non ha mai chiesto nulla se non strettamente necessario… Ecco alcuni dati, solo del vicentino: i numeri sono drammatici: 8.822 alluvionati, 4.191 famiglie, 1.925 edifici danneggiati, 224 negozi, 61 pubblici esercizi, 250 uffici, 139 tra industrie, magazzini, officine, 43 laboratori artigianali, 7 strutture sanitarie, 2 farmacie, 4 scuole, 10 servizi pubblici, 16 strutture sportive, 7 distributori, 10 edifici religiosi, 13 monumenti. Impressionante la quantità di rifiuti prodotta: rispetto alle 90 tonnellate raccolte abitualmente a Vicenza ogni giorno, martedì Aim Valore ambiente ne ha ritirate 150 tonnellate; 350 tonnellate quelle recuperate mercoledì; 500 tonnellate solo ieri”. Francesco Filippetto.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Toni Capuozzo

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è una grande ferita che si è creata nello spirito di un popolo che non piange in televisione, non va a ‘Pomeriggio 5’ e nemmeno a ‘La vita in diretta’, ma si rifà le maniche e produce realmente qualcosa, senza aspettare gli altri… questa domenica a Rettorgole in Vicenza ci sarà una cena per alcune delle famiglie sfollate, tutta offerta da volontari, cuochi e aziende ristorative, un grande gesto di solidarietà che però agli occhi del resto d’Italia non fa un baffo… trascurando volontariamente la nostra situazione, rendendola così agli occhi dei foresti un nonnulla che si risolve in un paio di giorni, interpellando invece la stessa disgrazia, però al sud, dove nelle interviste compare solo gente che piange e si dispera, mentre qui persone che le lacrime le trattengono.

e non sottolineo altro!

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10 novembre 2010

Volevo venir via con loro, mi sono ritrovato straniero in casa mia

Recensire "Vieni via con me" e scoprire come evolve il luogo comune

Ero fra i sette milioni 623 mila andati “via con loro”, 25, 48 per cento di share, un picco di più di nove milioni a mezza sera, la trasmissione di Rai3 più vista degli ultimi dieci anni. Nel mio piccolo ho contribuito a un trionfo.

Appena abbassate le luci, mi sono chiesto senza trovare risposta a “cosa” sarei andato incontro, se a un oratorio civile, a un Lied per leader morente, alle prove generali di nuovo governo patriottico, al dispiegamento sicuro di sé della cultura che già respira l’era post berlusconiana. O più semplicemente al debutto di un telepredicatore, una cosa all’americana.

Due ore dopo, non ero ancora in grado di rispondere. Mi sembrava di avere una percezione indistinta, di vedere contorni che si sfrangiano e sfumano, come ogni volta che il luogo comune avanza e si diffonde senza scontrarsi nemmeno con un altro luogo comune ma di segno opposto.

All’inizio una signora elenca i lavori precari fatti per mantenersi agli studi, oggi è laureata ma ancora frustrata, fa qualcosa “allo stadio” non si è capito bene se custode o hostess: però laurearsi in “studi internazionali” non è proprio il massimo, anzi sa molto di sòla italica. E qualcuno avrebbe dovuto dirlo.

Suor Giuliana Galli, nella sua degna follia, spiega perché è giusto costruire la moschea della Misericordia a Torino: va bene porgere l’altra guancia magari anche ricordare che quelli a volte, ai cristiani, tagliano la testa.

Al via del monologo di Roberto Saviano sulla macchina del fango comincio a sentirmi chiaramente a disagio.

La sua ricostruzione di chi come e perché fece opera di delegittimazione nei confronti di Giovanni Falcone è monca.

Non fu solo una sinistra invidiosa dei suoi successi investigativi e che lo sospettò di intesa con il potere per aver accettato la direzione degli affari penali nel governo Andreotti.

I primi a colpirlo sotto la cintura non furono né l’anonima che infastidita dalle sirene della scorta scrisse una lettera di protesta a un giornale né il sentenzioso professor Alfredo Galasso.

Il primo fu l’allora sindaco di Palermo Leoluca Orlando che gli lanciò un’accusa più grave e infamante: avere prove contro Salvo Lima e tenerle chiuse in un cassetto.

L’inchiesta del Csm che ne seguì ferì Falcone e dette un colpo serio alla sua carriera.

Anche i Bignami hanno un’anima e bisogna rispettarla: voglio credere che Saviano abbia sbagliato in buona fede e non perché Leoluca Orlando è dipietrista, della coalizione degli onesti.

Nemmeno Benigni, clown di geniale follia, mi ha guarito dal disagio. Anzi. Più sentivo battute telefonate e meno ridevo, meno ridevo più ero in ansia per lui, perchè gli voglio bene.

Mi prende così, non ci posso fare nulla: è la mia personale sindrome da “Vacanze d’inverno”, film degli anni 50 in cui Alberto Sordi, il ragionier Moretti, vince alla lotteria un soggiorno a Cortina e corteggia la contessa Eleonora Rossi Drago. Commenti Web alla puntata: fantastici e commoventi, sono rimasta incollata al video come mai prima, finalmente la realtà, con emozione e rabbia, grazie a Roberto I per metterci la vita e a Roberto II sempre grande.

Sono straniero in patria. Ma questo lo sapevo già.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Lanfranco Pace

Io pure.....

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