Jump to content

Recommended Posts

  • Replies 9.4k
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

  • ROOSTERS99

    1909

  • Ponchiaz

    1042

  • Virgus

    1022

  • tatanka

    870

Top Posters In This Topic

Posted (edited)

616 pagine 616 !!

:rolleyes:;)

E badoglietto chiama prima la stampa.

Edited by ROOSTERS99
Posted (edited)

Le armi a doppio taglio del Pd

LUCA RICOLFI

Da qualche giorno si torna a parlare di Walter Veltroni. C’è chi dice che la grande adunata di sabato scorso al Lingotto, con il tentativo di resuscitare lo spirito del «suo» Pd, sia il prologo di un’autocandidatura di Veltroni a guidare il centrosinistra, e forse un futuro governo in caso di vittoria elettorale. C’è chi dice che Veltroni stia per fare quello che Nenni fece nel 1976, allorché lanciò Craxi contro il segretario del Psi di allora, Francesco De Martino, spodestato nella «notte del Midas» (l’albergo nel quale i socialisti tenevano il loro Comitato centrale). Oggi la storia starebbe per ripetersi, con Veltroni che spodesta Bersani lanciando un giovane (Renzi, sindaco di Firenze) o un «non vecchio» (Zingaretti, presidente della Provincia di Roma).

C’è chi pensa che Veltroni sia semplicemente tornato a fare politica, riproponendo le sue idee di tre anni fa: riformismo radicale e vocazione maggioritaria. E c’è, infine, chi pensa che Veltroni sia l’unico leader riformista capace di far sognare il popolo di sinistra, sottraendolo all’attrazione fatale dell’altro sognatore, l’amatissimo ma assai poco riformista Nichi Vendola. Ho letto attentamente il lungo intervento di sabato al Lingotto e, confesso, mi sono ritrovato abbastanza nel commento di Pierluigi Bersani: «Nemmeno un Nobel riuscirebbe a trovare la differenza tra di noi». A dispetto di quanto affermano gli analisti più raffinati, che definiscono «introverso» il Pd di Bersani, e «estroverso» quello di Veltroni (così Roberto D’Alimonte sul «Sole 24 Ore»), a me i due Pd paiono molto simili. Il fatto stesso che, per cogliere le differenze, si debbano evocare categorie psicologiche, come l’estroversione e l’introversione, ma soprattutto il fatto che il destinatario della presunta critica (Bersani) si complimenti con chi la formula (Veltroni), ci rivela più di qualsiasi analisi politica: il Pd di Bersani e quello di Veltroni si somigliano come due gocce d’acqua, e si somigliano per la semplice ragione che sono entrambi vecchi. Due organismi vecchi e stanchi, appesantiti da un linguaggio che non se ne vuole andare, un linguaggio ormai logoro, fatto di formule generiche e messaggi in codice, così in codice che i due contendenti possono persino sembrare d’accordo su tutto. Lo sono davvero?

In un certo senso sì. Perché già solo il fatto di non darsi battaglia in campo aperto, dicendo in modo chiaro su che cosa non sono d’accordo, non fa che rafforzare nell’opinione pubblica l’impressione che il Pd non abbia nulla di veramente nuovo da dire.

Ma c’è anche un altro elemento di somiglianza, e di vecchiaia: proprio gli argomenti di cui si discute con più passione, come le primarie o la moralità del premier, hanno un inconfondibile sapore di strumentalità e di muffa. Di primarie, nonostante le accuse ricorrenti di brogli e voti pilotati (come in questi giorni a Napoli), si parla essenzialmente per trovare il modo di bloccare Nichi Vendola, che rischia di vincerle sia contro Bersani sia contro Veltroni. Quanto alla moralità del premier, né Veltroni né Bersani si mostrano capaci di resistere alla madre di tutte le tentazioni per un uomo politico: usare i guai extra-politici dell’avversario per «infilzarlo» politicamente, come ha mestamente rilevato Pierluigi Battista sul «Corriere della Sera». Ancora una volta, l’elettorato progressista deve amaramente constatare che il maggior partito della sinistra non è in grado di battere politicamente Berlusconi, e perciò ci prova con le armi di sempre: magistratura e scandali. Senza avvedersi che, su questo, l’elettorato è molto più avanti, molto più laico e maturo, del ceto politico. Contrariamente a quanto pensano gli osservatori stranieri, l’elettorato italiano non è indifferente agli scandali, ma semplicemente evita di politicizzarli oltre un certo limite. L’ultimo sondaggio di Renato Mannheimer lo certifica nel modo più clamoroso: il prestigio del premier è in calo, il numero di elettori che vorrebbero Berlusconi sempre in sella è diminuito, ma il consenso al suo partito, il Pdl, è addirittura cresciuto. Mentre il consenso al Pd non solo non è aumentato, ma sembra in ulteriore flessione. Come se gli elettori, a differenza dei media, fossero molto restii a mescolare morale e politica.

Accecati dal disprezzo per Berlusconi, i dirigenti della sinistra non sembrano rendersi conto che la loro scelta di cavalcare gli scandali sessuali per disarcionare il capo del governo è un’arma a doppio taglio. Non solo perché indirettamente rivela che essi non hanno molti altri argomenti da spendere, ma perché proprio la politicizzazione delle vicende private del premier può portare voti al suo partito, come Bossi - con il suo innato fiuto politico - ebbe immediatamente ad avvertire. Capisco che chi non è abituato ad entrare nella testa degli altri stenti a farsene una ragione, ma bisognerà pur rendersi conto, prima o poi, che quando il dispiegamento di mezzi («l’ingente mole di strumenti di indagine», come l’ha definita il cardinal Bagnasco) supera una certa soglia, e l’uso politico della morale diventa troppo spregiudicato, nel pubblico scattano reazioni diverse da quelle ordinarie. Se la magistratura avesse operato con mezzi più sobri, e i suoi avversari non avessero preteso di incassare subito il dividendo politico dello scandalo, lasciando che il Cavaliere consumasse da sé la propria parabola, oggi probabilmente l’opposizione sarebbe più forte. Avendo invece deciso di cavalcare un’azione giudiziaria già di per sé fuori misura, l’opposizione ha scatenato anche la reazione opposta: quella di chi vede Berlusconi come vittima, o semplicemente pensa che i giudici abbiano esagerato, e che quel che è toccato a Berlusconi potrebbe capitare a chiunque. Un’osservazione che Gianni Agnelli ebbe occasione di fare ai tempi dello scandalo Lewinsky, quando così ebbe ad esprimersi sul malcapitato Bill Clinton: «Un Presidente venuto dal nulla, che si è fatto da solo e che finisce maciullato nei verbali. Come capiterebbe a chiunque, intendiamoci, se le sue cose intime finissero squadernate, sezionate e amplificate da inquisitori, giornali, televisioni e Internet».

E un segnale che qualcosa del genere stia succedendo nel pubblico, lo rivelano - di nuovo - proprio i dati dell’ultimo sondaggio di Mannheimer. Da cui risulta che, contrariamente a quanto si poteva supporre, l’elettorato di centrodestra non si sta rifugiando nei partiti alleati, esenti dagli scandali (Lega Nord e Futuro e libertà), ma semmai sta rientrando nel Pdl, quasi a serrare le file. Un altro capolavoro degli strateghi del Pd.

Da www.lastampa.it

-----------------------------------------

Qualche pensiero meno ordinario del solito.

Edited by Ponchiaz
Posted

Da Repubblica

UN emendamento nascosto nel decreto milleproroghe riapre di fatto il condono edilizio. Il testo, firmato da 17 senatori del centrodestra, dà la possibilità di presentare fino al 31 dicembre 2011 una domanda di sanatoria per gli abusi edilizi. Formalmente il provvedimento è limitato alle irregolarità commesse entro il 31 marzo 2003, l'anno dell'ultimo condono; ma non è difficile immaginare che ci sarà chi cercherà di presentare abusi recenti - o meglio ancora da realizzare nei prossimi mesi - come episodi precedenti al 2003.

"Un Pdl senza vergogna butta nel calderone del milleproroghe una norma indecente e irresponsabile: con poche righe si riaprono i termini dell'ultimo condono edilizio, dando il via al definitivo sacco del territorio italiano ed estendono la sanatoria ai beni ambientali e paesistici esclusi nel 2003", hanno commentato i senatori Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta. "Evidentemente i senatori del PdL non vogliono che la parabola del berlusconismo si concluda senza aver fatto l'ennesimo regalo ai furbi e alla criminalità che, specie al meridione, ha fatto scempio del paesaggio e dell'urbanistica del nostro paese".

Per misurare l'effetto di una riapertura dei termini del condono basta pensare che la sanatoria del 2003 ha prodotto, secondo i dati forniti da Legambiente, 40 mila nuove case illegali. Stesso copione nel 1994, l'epoca del condono Berlusconi-Radice: furono realizzati 83 mila edifici fuorilegge (contro i 58 mila del 1993 e i

59 mila del 1995).

Anche la recente crisi non sembra compromettere le fortune dell'economia illegale. Secondo le stime Cresme Consulting, mentre il settore legale delle costruzioni ha vissuto un sostanzioso calo delle abitazioni ultimate (dalle 316 mila del 2008 alle 280 mila del 2009), la parte illegale ha visto una diminuzione di sole mille abitazioni, passando dalle 28 mila abitazioni abusive del 2008 alle 27mila del 2009.

Posted
Le armi a doppio taglio del Pd

......

Da www.lastampa.it

-----------------------------------------

Qualche pensiero meno ordinario del solito.

Buon articolo, io su molte cose non concordo, ma obiettivo del giornalista non deve essere pensarla come Tatanka ma raccontare e commentare per creare spirito critico.

Sono d'accordo che il PD stia perdendo l'ennesima occasione ed ecceda nel cavalcare le questioni "puttanose", così come penso che forse gli elettori PdL dovrebbero essere, loro si, incazzati per queste cose.

Il PD non riesce a battere il B. sul piano della politica. Ma non penso che il B. sia lì perchè più bravo in quello che io chiamo politica.

Ripeto il mio solito, forse stucchevole, esempio.

Prodi va al governo con maggioranza risicatissima. Non risponde alle promesse fatte e il centrosx viene tritato alle elezioni successive (molto per questioni di soglie e di tecnicismi ndT)

Il B. ha passato al governo un paio di lustri negli ultimi 3. A mio avviso, ma anche di molti suoi eletori, non ha mai realizzato le sue promesse nonostante maggioranze pazzesche. Quando mette un ministro "di alto livello" spesso lo deve sostituire con un suo interim dopo pochi mesi. In campagna elettorale attacca l'avversario al grido di "comunisti mangiabambini" etc etc. E rivince le elezioni.

E' bravo politicamente?

Crearsi un consenso fatto di pagherie, arrivismo politico di stampo aziendale (i seminari dei giovani forzitalioti e quelli dei procuratori Publitalia o Mediolanum sono la stessa cosa) è la sua ricetta politica?

Andare in TV solo se il giornalista è lecchino, sicuro di trovarne, è quello che si deve chiedere al leader PD?

Il B. sarebbe dovuto andare da Vespa con costui che, riprendendo il contratto con gli italiani a suo tempo firmato in quello stesso studio, chiedeva "gli italiani possono citarla per danni?"

Riassumendo:

vorrei che il PD (e tutti i partiti) parlassero di programmi, proposte e future leggi, ma non penso che il B. vinca perchè parla di programmi, proposte e future leggi. Anzi.

Posted
Buon articolo, io su molte cose non concordo, ma obiettivo del giornalista non deve essere pensarla come Tatanka ma raccontare e commentare per creare spirito critico.

Sono d'accordo che il PD stia perdendo l'ennesima occasione ed ecceda nel cavalcare le questioni "puttanose", così come penso che forse gli elettori PdL dovrebbero essere, loro si, incazzati per queste cose.

Il PD non riesce a battere il B. sul piano della politica. Ma non penso che il B. sia lì perchè più bravo in quello che io chiamo politica.

Ripeto il mio solito, forse stucchevole, esempio.

Prodi va al governo con maggioranza risicatissima. Non risponde alle promesse fatte e il centrosx viene tritato alle elezioni successive (molto per questioni di soglie e di tecnicismi ndT)

Il B. ha passato al governo un paio di lustri negli ultimi 3. A mio avviso, ma anche di molti suoi eletori, non ha mai realizzato le sue promesse nonostante maggioranze pazzesche. Quando mette un ministro "di alto livello" spesso lo deve sostituire con un suo interim dopo pochi mesi. In campagna elettorale attacca l'avversario al grido di "comunisti mangiabambini" etc etc. E rivince le elezioni.

E' bravo politicamente?

Crearsi un consenso fatto di pagherie, arrivismo politico di stampo aziendale (i seminari dei giovani forzitalioti e quelli dei procuratori Publitalia o Mediolanum sono la stessa cosa) è la sua ricetta politica?

Andare in TV solo se il giornalista è lecchino, sicuro di trovarne, è quello che si deve chiedere al leader PD?

Il B. sarebbe dovuto andare da Vespa con costui che, riprendendo il contratto con gli italiani a suo tempo firmato in quello stesso studio, chiedeva "gli italiani possono citarla per danni?"

Riassumendo:

vorrei che il PD (e tutti i partiti) parlassero di programmi, proposte e future leggi, ma non penso che il B. vinca perchè parla di programmi, proposte e future leggi. Anzi.

Vero quasi tutto quello che hai scritto .

Perciò il problema dei dirigenti :o;):lol: del PD dovrebbe essere chiedersi il perchè non vincano mai contro costui .

Posted

provo a spostare la discussione su qualcosa di (forse) più alto livello.

Si fa tanto parlare di federalismo municipale ma sono poco acculturato, mea culpa, sul decreto che si va ad approvare (forse).

Sento molto parlare del passaggio agli enti locali di alcune tasse, con discrezionalità di applicazione delle aliquote per costoro.

Il decreto introduce anche nuovi e vincolanti limiti alla copertura di spesa da parte degli enti stessi?

Facendo un esempio, magari già in vigore, se la regione Umbria decidesse di triplicare il numero di consiglieri, assessori e decuplicare gli emolumenti degli stessi, è scritto da qualche parte che queste spese devono essere coperte solo ed esclusivamente da entrate regionali?

In fondo la mia ricetta sarebbe semplice, hai discrezionalità di spesa su tutto ciò che è finanziato con le tue entrate. Su ciò che è finanziato da altri devi stare nei limiti imposti da questi altri.

Qualcuno mi sa indicare un articolo che riassuma bene i contenuti di questo decreto in discussione, per capire quali entrate/competenze passano da Stato a enti locali.

Posted
Vero quasi tutto quello che hai scritto .

Perciò il problema dei dirigenti ;):lol::lol: del PD dovrebbe essere chiedersi il perchè non vincano mai contro costui .

Perchè hanno lasciato che il mostro diventasse troppo grande senza bloccarne la crescita quando dovevano/potevano (leggasi conflitto di interessi) ?

PS: Prodi ha vinto 2 volte contro Berlusconi.

In questo modo abbiamo l'Euro e conti pubblici quasi sani. Nonostante il B. :o

Posted

Questo è tratto da Libero.

Da qualche tempo fra i commentatori di giornali e televisione, fra gli intellettuali e in parte anche nell’opinione pubblica va diffondendosi un pensiero facile e tipicamente italiano, di chi già tende le cosce e cerca uno stabile appoggio sulla staffa per prepararsi al cambio di cavallo in corsa. Nello specifico, più che di un cavallo si tratta di un Cavaliere. Si dice infatti che il berlusconismo è morto e va seppellito assieme al suo papi. Si dice che accanto al leader ormai in declino restano soltanto gli irriducibili e i servi, quelli che sono stati comprati e si arrampicano sugli specchi pur di conservare la propria, privilegiata, fonte di reddito. Ieri su Repubblica Gabriele Romagnoli si poneva la fatale domanda: «Come è possibile essere ancora berlusconiani», se non per «tornaconto personale»? Proviamo a rispondere. Si può essere berlusconiani perché non solo il berlusconismo non è morto, ma sopravviverà a Berlusconi, motivo per cui si potrà essere berlusconiani anche senza Silviuccio nostro a capo del governo.

Che il Cavaliere sia - nel bene e nel male - un personaggio irripetibile del quale la politica italiana non potrà trovare un clone o un sostituto all’altezza è palese. Ma non ci interessano, qui, le battute e le gaffe, gli errori e i passi falsi dell’uomo. Il fatto è che Berlusconi non avrà compiuto la rivoluzione liberale annunciata nel ’94, ma ne ha compiuta un’altra, antropologica, da cui non si torna indietro. Silvio ha creato l’uomo di centrodestra. Prima c’erano fascisti e postfascisti, democristiani di destra e di sinistra, liberali e radicali. Berlusconi è stato capace di coagulare i valori di questi tipi umani e politici, aggiungendo il contributo leghista. Se oggi a scuola si parla di foibe, lo si deve al berlusconismo che ha inoculato l’idea secondo cui il fascismo non è il male assoluto da demolire acriticamente. Idem per il comunismo che non è la panacea di ogni problema. Il berlusconismo ha affermato che lavorare ricavandone un profitto, e magari pure un cospicuo patrimonio, non è ingiusto. Ha mostrato che la televisione non è (soltanto) una cattiva maestra, che le tasse non sono (soltanto) buone e giuste, che l’immigrazione va controllata. Ha contribuito al superamento delle ideologie. Ha difeso la tradizione cattolica senza dimenticare il diritto degli individui a regolarsi come meglio credono con la propria libertà (sessuale o di coscienza). Berlusconi ha permesso a libertari, socialisti, rivoluzionari e conservatori di incontrarsi. E questi soggetti, una volta che si sono conosciuti e hanno apprezzato - con le differenze - i tratti comuni, non si lasceranno facilmente.

Tutto ciò è avvenuto, e avviene, perché Berlusconi ha rappresentato la sintesi di tendenze e convinzioni differenti ma non aliene. Valori e individui che esistevano prima di lui, certo, ma che grazie a lui hanno compreso di far parte di un universo preciso: il centrodestra. Che può contare su giornali, programmi televisivi, libri e riviste la cui esistenza un tempo sarebbe stata impensabile. Berlusconismo e centrodestra non sono separabili, lo dimostra l’esperienza di Fli, di una sedicente destra che per risultare insieme pura e innovativa assorbe i modi e i toni più stereotipati della sinistra.

Può darsi che la maggioranza crolli, che le persone inserite dal Cav nelle liste risultino sgradite agli elettori. Può darsi che a lui succeda un altro premier (Tremonti, Letta, Alfano o chi vi pare).

Chiunque arrivi però, dovrà fare i conti con l’uomo di centrodestra: più dell’uomo qualunque, più del conservatore e del liberale. Questo è un fatto, è una conquista che ha dato speranza e dignità a tanti (più o meno) moderati. Se per qualcuno Silvio è una macchia da eliminare al più presto dal sorriso dell’Italia, state certi che non basterà a cancellarla un’igienista dentale - pur di talento - come Nicole Minetti.

Posso dire che ci trovo tantissime puttanate?

Posted
Questo è tratto da Libero.

Posso dire che ci trovo tantissime puttanate?

Quali ?

PS. una è una puttanata più grande delle altre , vediamo se la trovi ...

Posted
Quali ?

PS. una è una puttanata più grande delle altre , vediamo se la trovi ...

Da qualche tempo fra i commentatori di giornali e televisione, fra gli intellettuali e in parte anche nell’opinione pubblica va diffondendosi un pensiero facile e tipicamente italiano, di chi già tende le cosce e cerca uno stabile appoggio sulla staffa per prepararsi al cambio di cavallo in corsa. Nello specifico, più che di un cavallo si tratta di un Cavaliere. Si dice infatti che il berlusconismo è morto e va seppellito assieme al suo papi. Si dice che accanto al leader ormai in declino restano soltanto gli irriducibili e i servi, quelli che sono stati comprati e si arrampicano sugli specchi pur di conservare la propria, privilegiata, fonte di reddito. Ieri su Repubblica Gabriele Romagnoli si poneva la fatale domanda: «Come è possibile essere ancora berlusconiani», se non per «tornaconto personale»? Proviamo a rispondere. Si può essere berlusconiani perché non solo il berlusconismo non è morto, ma sopravviverà a Berlusconi, motivo per cui si potrà essere berlusconiani anche senza Silviuccio nostro a capo del governo.

Che il Cavaliere sia - nel bene e nel male - un personaggio irripetibile del quale la politica italiana non potrà trovare un clone o un sostituto all’altezza è palese. Ma non ci interessano, qui, le battute e le gaffe, gli errori e i passi falsi dell’uomo. Il fatto è che Berlusconi non avrà compiuto la rivoluzione liberale annunciata nel ’94, ma ne ha compiuta un’altra, antropologica, da cui non si torna indietro. Silvio ha creato l’uomo di centrodestra. Prima c’erano fascisti e postfascisti, democristiani di destra e di sinistra, liberali e radicali. Berlusconi è stato capace di coagulare i valori di questi tipi umani e politici, coagulare valori o interessi? aggiungendo il contributo leghista. Se oggi a scuola si parla di foibe, lo si deve al berlusconismo che ha inoculato l’idea secondo cui il fascismo non è il male assoluto da demolire acriticamente riconoscendo il fatto che si parla di foibe, i toni sono solo da "loro erano ugulai o peggio", nessuna riabilitazione del fascismo. Idem per il comunismo che non è la panacea di ogni problema questo ovviamente lo sappiamo solo da dopo il B., cinquant'anni di DC son passati inosservati. Il berlusconismo ha affermato che lavorare ricavandone un profitto, e magari pure un cospicuo patrimonio, non è ingiusto. Prima Agnelli veniva processato, i liberali i repubblicani, tutti i liberi professionisti etc etc sostenevano la FIOM Ha mostrato che la televisione non è (soltanto) una cattiva maestrachiedi a Lerner e Floris, che le tasse non sono (soltanto) buone e giuste, qui mi limito a ridere che l’immigrazione va controllataL'ha dimostrato lui?. Ha contribuito al superamento delle ideologie. magari è questa la migliore? per me siHa difeso la tradizione cattolica senza dimenticare il diritto degli individui a regolarsi come meglio credono con la propria libertà (sessuale o di coscienza) Per Spiff la migliore forse è questa. Berlusconi ha permesso a libertari, socialisti, rivoluzionari, e conservatori di incontrarsi. E questi soggetti, una volta che si sono conosciuti e hanno apprezzato - con le differenze - i tratti comuni, non si lasceranno facilmente.azz, forse la migliore è questa

da qui in poi è filosofia, senza riferimenti precisi. quindi solo mezze-cazzate :o

Tutto ciò è avvenuto, e avviene, perché Berlusconi ha rappresentato la sintesi di tendenze e convinzioni differenti ma non aliene. Valori e individui che esistevano prima di lui, certo, ma che grazie a lui hanno compreso di far parte di un universo preciso: il centrodestra. Che può contare su giornali, programmi televisivi, libri e riviste la cui esistenza un tempo sarebbe stata impensabile. Berlusconismo e centrodestra non sono separabili, lo dimostra l’esperienza di Fli, di una sedicente destra che per risultare insieme pura e innovativa assorbe i modi e i toni più stereotipati della sinistra.

Può darsi che la maggioranza crolli, che le persone inserite dal Cav nelle liste risultino sgradite agli elettori. Può darsi che a lui succeda un altro premier (Tremonti, Letta, Alfano o chi vi pare).

Chiunque arrivi però, dovrà fare i conti con l’uomo di centrodestra: più dell’uomo qualunque, più del conservatore e del liberale. Questo è un fatto, è una conquista che ha dato speranza e dignità a tanti (più o meno) moderati. Se per qualcuno Silvio è una macchia da eliminare al più presto dal sorriso dell’Italia, state certi che non basterà a cancellarla un’igienista dentale - pur di talento - come Nicole Minetti.

Posted (edited)
Ha contribuito al superamento delle ideologie. magari è questa la migliore? per me si

Ora è ufficiale : tu , Trinchieri ed io siamo dei cloni .

:o

Edited by Virgus
Posted

Quoto Tat

E riuscire a sostenere che

"Ha difeso la tradizione cattolica senza dimenticare il diritto degli individui a regolarsi come meglio credono con la propria libertà (sessuale o di coscienza"

non è forse la più grande puttanata, ma quella che mi ha fatto più ridere. Tradotto da un piccolo scribacchino come il sottoscritto equivale a "Ha dimostrato che siamo tutti gay con il culo degli altri".

Posted
Perchè hanno lasciato che il mostro diventasse troppo grande senza bloccarne la crescita quando dovevano/potevano (leggasi conflitto di interessi) ?

PS: Prodi ha vinto 2 volte contro Berlusconi.

In questo modo abbiamo l'Euro e conti pubblici quasi sani. Nonostante il B. :o

;):lol::lol::lol: Questa è la puttanata che le batte tutte !!!

Posted (edited)

ROMA - «Il primo ministro di Santa Lucia mi ha certificato l'autenticità del documento» che attesta Giancarlo Tulliani come proprietario dell'immobile di Montecarlo su cui la scorsa estate si è giocata una dura battaglia politica che ha avuto al centro Gianfranco Fini, compagno di Elisabetta Tulliani.

Lo ha confermato nell'aula del Senato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che rispondendo all'interrogazione di un senatore del Pdl, Luigi Compagna, ha certificato che il beneficiario dell'immobile appartenuto ad Alleanza Nazionale che l'aveva ricevuto in eredità da una militante è proprio il «cognato» del presidente della Camera.

«SOLO UN CHIARIMENTO» - Frattini ha precisato che la Farnesina ha voluto accertare i fatti per fugare i dubbi di coinvolgimenti di apparati dello Stato in possibili azioni di depistaggio. Il documento di cui il capo del governo dell'isola caraibica ha confermato la veridicità era infatti già stato diramato dal ministro della giustizia di Santa Lucia ed era stato utilizzato dai detrattori di Fini come prova di un interessa privato del capo di Montecitorio nella trattativa. Sul fronte opposto erano però stati avanzati dubbi sulla veridicità del documento. Il ministro ha precisato in ogni caso che quello chiesto al governo di Santa Lucia non è stata una rogatoria bensì «un chiarimento puro e semplice». E la risposta, secondo quanto affermato da Frattini, è arrivata «alcune settimane fa». Fini aveva sempre smentito di essere stato a conoscenza dei retroscena di quella vendita, decisa dal partito per fare cassa e per evitare di avere accollati i costi di manutenzione dell'immobile. Ma in molti avevano ritenuto improbabile il fatto che il capo del partito non sapesse che l'immobile sarebbe poi arrivato, seppure tramite giri di società off shore, ad una persona a lui vicina per motivi famigliari. Erano poi stati sollevati forti dubbi sulla congruità del prezzo, considerato da molti inferiore ai livelli di mercato. Di lì i sospetti di un trattamento di favore per Tulliani.

...........

corriere.it

________________________________________

Presidente Finiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !!

Spedita la lettera ???

Edited by ROOSTERS99
Posted
Ora è ufficiale : tu , Trinchieri ed io siamo dei cloni .

:o

mi hai messo in difficoltà, anche

libertari, socialisti, rivoluzionari, e conservatori ....... una volta che si sono conosciuti e hanno apprezzato - con le differenze - i tratti comuni, non si lasceranno facilmente

è di altissimo livello. Ho vacillato.

Posted
mi hai messo in difficoltà, anche

libertari, socialisti, rivoluzionari, e conservatori ....... una volta che si sono conosciuti e hanno apprezzato - con le differenze - i tratti comuni, non si lasceranno facilmente

è di altissimo livello. Ho vacillato.

Sè....barcollo ma non mollo, direbbe qualcunA .... :angry::lol::lol:

Posted

La butto lì, tratta dalla Stampa... Metto solo le ultime righe per non annoiare, va....

Mentre Marysthelle Polanco dovrebbe prima o poi spiegare perché nelle intercettazioni dell’8 agosto si dice «contenta» dell’arresto per droga di un amico in Spagna e perché nelle intercettazioni del 26 settembre dà appuntamento a un pusher davanti a Cascina Gobba «per due di 15», mentre il 18 dicembre gli chiede «portami qualcosa di buono». Anche perché Marysthelle, risulta dalle intercettazioni, ottiene direttamente dalla presidenza del Consiglio il numero diretto del prefetto di Milano Lombardi per ottenere passaporto e cittadinanza italiana. Il prefetto si mostra molto disponibile, e il 18 gennaio la fa entrare in auto perfino nel cortile della Prefettura, le dice anche «mi saluti pure il presidente». Proprio quello che succede a tutti gli extracomunitari che hanno amici tra gli spacciatori

Posted (edited)
La butto lì, tratta dalla Stampa... Metto solo le ultime righe per non annoiare, va....

Mentre Marysthelle Polanco dovrebbe prima o poi spiegare perché nelle intercettazioni dell’8 agosto si dice «contenta» dell’arresto per droga di un amico in Spagna e perché nelle intercettazioni del 26 settembre dà appuntamento a un pusher davanti a Cascina Gobba «per due di 15», mentre il 18 dicembre gli chiede «portami qualcosa di buono». Anche perché Marysthelle, risulta dalle intercettazioni, ottiene direttamente dalla presidenza del Consiglio il numero diretto del prefetto di Milano Lombardi per ottenere passaporto e cittadinanza italiana. Il prefetto si mostra molto disponibile, e il 18 gennaio la fa entrare in auto perfino nel cortile della Prefettura, le dice anche «mi saluti pure il presidente». Proprio quello che succede a tutti gli extracomunitari che hanno amici tra gli spacciatori

Ho la sensazione che se intercettassero me, te, Tatanka e Silver, a tappeto , per 9 mesi/un anno, tutte le conversazioni telefoniche, si leverebbero infiniti dubbi che i "ben pensanti" potrebbero far notare............

BASTA INTERCETTARE IL MONDO CAZZO (coi soldi degli a ltri !!) !!!!!

Inoltre, trovo davvero INDEGNO D UN PAESE CIVILE, che le miriadi di intercettazioni, di chiunque esse siano, finiscano al volo on line, in tv, ovunque.

Ma dove cazzo stiamo andando ???

Edited by ROOSTERS99

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...