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Ma quante caxxo di pagine hai impiegato per portarmi finalmente un parere serio e rispettabile??? :rolleyes:

Detto questo, nemmeno io condivido tutto, immagino (e forse spero :hyper: ) però con motivazioni diverse dalle tue...

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Ma quante caxxo di pagine hai impiegato per portarmi finalmente un parere serio e rispettabile??? :rolleyes:

Detto questo, nemmeno io condivido tutto, immagino (e forse spero :hyper: ) però con motivazioni diverse dalle tue...

Non sei mai contento !!!

Tanto hai perso le elezioni e le perderai ancora !!

:lol::lol:

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Novità incredibili:

il B. ha detto che diminuirà le tasse.

ha anche ordinato al PIL di salire del 3%. Se non lo fa è solo perchè è un comunista.

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Ritorno su un mio vecchio cavallo di battaglia.

La maggior parte dei soldi buttati via dai politici non è nello stipendio del politico in sè, ma dalle regalie che le varie controllate o municipalizzate fanno agli amici degli amici.

Qui siamo a Milano, caput padanie

Il presidente di Atm, Elio Catania, si vanta di prendere almeno una volta al giorno un mezzo pubblico. Chissà se fanno lo stesso i suoi dirigenti, il cui numero continua ad aumentare, così come aumenta il totale dei loro compensi. In tre anni la fascia alta di dirigenti di Atm — mentre l’azienda varava un pesante piano di incentivi per prepensionamenti — ha fatto spendere alle casse pubbliche ben oltre un milione in più di stipendi. Benefit a parte: tra case in centro e auto — Audi A3, Golf, Toyota — con cui entrare gratis in area Ecopass, parcheggiare gratis ovunque, andare gratis in autostrada. Con il pieno di carburante anche quello, va da sé, gratis.

Aumentano gli stipendi e aumentano i dirigenti, in Atm. Per Catania, che due anni fa si è fatto confezionare su misura una supernomina per gestire sia Atm sia le sue controllate, le polemiche sono granelli di polvere. Erano 26 i dirigenti di alta fascia nel 2007, quando l’ex manager di Ibm e Fs arrivò in Foro Buonaparte. Sono più di quaranta oggi, nonostante le ultime cinque uscite, tutti con stipendi tra i 150 e i 200mila euro lordi. Continuano ad arrivare da Ferrovie e Ibm, ma qualcuno trasloca anche da Telecom dove — guarda un po’ — il presidente siede nel cda. E quando non c’è un posto da dirigente, ce n’è sempre uno da consigliere. I curriculum? Non sempre impeccabili.

Fulvio Caradonna, nel cda di Atm Servizi, ex assessore ai Lavori pubblici di Como famoso per la vicenda del muro sul lungolago e diploma di odontotecnico, nel 2004 è stato condannato a due mesi (con la condizionale) per esercizio abusivo della professione dentistica. Nel 2006, era pre-Catania, gli stipendi dei dirigenti costavano all’azienda poco più di 3 milioni e 200mila euro, l’anno dopo — quando Catania si insedia — lievitano già a 3 milioni e 750mila euro. Una progressione vertiginosa che l’anno scorso ha abbondantemente sfondato il tetto dei 5 milioni. Consulenze esterne escluse: nel 2010, nonostante abbia un ufficio stampa, Atm si è anche servita di una nota società di comunicazione.

Nei corridoi di Foro Buonaparte si sussurra che dopo le elezioni Catania sia pronto a migrare altrove, pare al piano più alto della Sea. Sarebbe la quadratura del cerchio: dai treni, ai tram, agli aerei. Non dimenticherà amici e allievi neanche in un nuovo ufficio, Catania: del resto è quello che ha fatto finora. Il suo dirigente della comunicazione Marco Pavanello — ora anche ascoltato consigliere del sindaco Letizia Moratti — arriva da Fs, come l’ingegnere idraulico Andrea Kallidromitis (anche sua moglie è stata assunta da Catania) e come Giampaolo Codeluppi, che si occupa di strategie tariffarie nonostante il contratto gross cost con il Comune svuoti, di fatto, la sua funzione.

Da Ibm arrivano Ugo Guelfi, a capo del settore Strategia e sviluppo d’impresa, Vittorio Di Trapani (Relazioni istituzionali) e Claudio Pantaleo, il responsabile del costoso settore della security aziendale. A loro si aggiungono sei dirigenti di secondo livello (stipendio medio 80mila euro), tutti frutto di recenti infornate di assunzioni. Se si considera che anche l’autista e la segretaria di Catania hanno la qualifica di funzionari, il quadro è completo. O quasi. Perché poi l’organigramma dei dirigenti si interseca con la riserva delle poltrone dei consigli di amministrazione, terreno fertile per le nomine politiche. Carlo Monguzzi del Pd, orgoglioso figlio di tranviere, ragiona: «Catania ha importato in Atm i peggiori vizi della politica, con le cariche e gli stipendi distribuiti a pioggia anche a persone che non si capisce cosa abbiano a che fare con i trasporti».

Due nomi che con la politica c’entrano molto sono Francesco Tofoni e Alberto Di Luca. Il primo, ex Infrastrutture Lombarde, uno dei probiviri del Pdl, uomo di Ignazio La Russa, ex ad di Atm Servizi: ora, a 65 anni è stato messo a capo del settore Servizi diversificati, con il cadeaux di un posto nel cda di Atm. Insomma Tofoni — che gira in Jaguar — è controllore e controllato assieme. Ex deputato di Forza Italia ed ex consigliere di Atm Servizi è invece Di Luca, che ora si occupa della Rete commerciale, settore per cui prima bastava un capoarea.

I posti rimasti vacanti nel cda di Atm Servizi, infine, non solo sono stati rioccupati, ma sono cresciuti da tre a cinque: con Catania, Giana (dirigente anche del settore Finanza, amministrazione e controllo) e Caradonna ci sono anche Luciano Valaguzza (ex cda Atm) e il potente Pavanello. Quest’ultimo spesso si vede in giro nelle occasioni ufficiali con il superconsulente per lo sviluppo dei media Roberto Poletti: il giornalista ha un contratto da 160mila euro, anche se nolti mugugnano per il fatto che più che l’immagine di Atm gli stia a cuore quella del sindaco Moratti. Torna alla carica Monguzzi: «Purtroppo il rapporto tra Atm e il Comune è di totale complicità, con i bilanci usati come cassa di compensazione e l’assoluta mancanza di un giudizio esterno, e quindi non di parte, su come viene gestita un’azienda che è nel cuore non solo mio, ma di tutti i milanesi».

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Non passa il federalismo fiscale.

A questo punto la mia curiosità è:

Si dimetterà prima Fini per la questione a cui tanto tiene Roo o si andrà prima alle urne come aveva detto Bossi in caso di bocciatura del federalismo?

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Non passa il federalismo fiscale.

A questo punto la mia curiosità è:

Si dimetterà prima Fini per la questione a cui tanto tiene Roo o si andrà prima alle urne come aveva detto Bossi in caso di bocciatura del federalismo?

Io avrei già votato a novembre...... gennaio, dai.....

Per la precisione, c'è stata una parità in commissione (grazie al solito zampino lercio di badoglietto !!), quindi nulla è compromesso.....

Vorrei però sottolineare quali forze titaniche ostacolino qualsiasi cambiamento in questo paese...... :rolleyes:

Edited by ROOSTERS99
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berlusconi-ruby-porco-480x370.jpg

U mai vist un purscel vegnì vecc, ma u vist un vecc vegnì purscel!!

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Ora il gioco è nelle mani di Napolitano .

E' il momento di scoprire le carte .

Prendo il popcorn.

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Ora il gioco è nelle mani di Napolitano .

E' il momento di scoprire le carte .

Prendo il popcorn.

Concordo , momento interessante.............

Ma rivedere la composizione delle commissioni dopo la fondazione del gruppo (partito ???) dei badogliani ???

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Ma rivedere la composizione delle commissioni dopo la fondazione del gruppo (partito ???) dei badogliani ???

Le commissioni vengono stabilite una volta vinte le elezioni. Se durante la legislatura le situazioni mutano per dissidi interni alla maggioranza (ma potrebbe anche nella minoranza, visto che i passaggi di casacca li abbiamo registrati anche in quel senso), è chiaro che qualche scossone possa arrivare. Ma se ogni volta che le commissioni vanno sotto, devono essere riviste, allora, A PRIORI, a che cosa servono? Per quale motivo le creiamo? Per creare un civile dibattito dove alla fine ho sempre ragione io che ho vinto le elezioni "ics" anni prima?

Tanto vale non farle neppure fin dall'inizio. Ha sempre ragione chi ha vinto le elezioni, punto e basta.

Che ne dici Roo?

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Le commissioni vengono stabilite una volta vinte le elezioni. Se durante la legislatura le situazioni mutano per dissidi interni alla maggioranza (ma potrebbe anche nella minoranza, visto che i passaggi di casacca li abbiamo registrati anche in quel senso), è chiaro che qualche scossone possa arrivare. Ma se ogni volta che le commissioni vanno sotto, devono essere riviste, allora, A PRIORI, a che cosa servono? Per quale motivo le creiamo? Per creare un civile dibattito dove alla fine ho sempre ragione io che ho vinto le elezioni "ics" anni prima?

Tanto vale non farle neppure fin dall'inizio. Ha sempre ragione chi ha vinto le elezioni, punto e basta.

Che ne dici Roo?

Che hai ragione , le commissioni non srvono ad un caxxo . :rolleyes:

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Beh mica tanto, infatti l'Indurmento ha detto "NO".

E a tempo di record !

Vediamo ora che succede .

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Le commissioni vengono stabilite una volta vinte le elezioni. Se durante la legislatura le situazioni mutano per dissidi interni alla maggioranza (ma potrebbe anche nella minoranza, visto che i passaggi di casacca li abbiamo registrati anche in quel senso), è chiaro che qualche scossone possa arrivare. Ma se ogni volta che le commissioni vanno sotto, devono essere riviste, allora, A PRIORI, a che cosa servono? Per quale motivo le creiamo? Per creare un civile dibattito dove alla fine ho sempre ragione io che ho vinto le elezioni "ics" anni prima?

Tanto vale non farle neppure fin dall'inizio. Ha sempre ragione chi ha vinto le elezioni, punto e basta.

Che ne dici Roo?

Nel parere comune, e pare anche del plaudente ai carrarmati sovietici, il parere delle commissioni coincide con quello del Parlamento.

Ne consegue che le commissioni stesse dovrebbe avere anche composizioni adeguate/proporzionate (vedi i 2 voti di ieri).

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Nel parere comune, e pare anche del plaudente ai carrarmati sovietici, il parere delle commissioni coincide con quello del Parlamento.

Ne consegue che le commissioni stesse dovrebbe avere anche composizioni adeguate/proporzionate (vedi i 2 voti di ieri).

Ne consegue che le commissioni hanno una composizione adeguata e proporzionale all'inizio della legislatura. Poi gli scenari cambiano.

Per paradosso, che ne sai tu che gli elettori del Pdl per il 99% (mi tengo te come 1% :rolleyes:) non siano d'accordo con Fini?

Ti ripeto. Da come scrivi pare che vorresti una democrazia su misura ai tuoi pensieri dove non potrai mai (e sottolineo MAI) andare sotto nei voti. Se qualcuno cambia idea, tu cambi le regole in maniera che il suo pensiero e la sua mano non conta. Invece nelle democrazie succede che anche le maggioranze vanno sotto nei voti. È successo da sempre e, per fortuna, sempre succederà. Altrimenti si chiama dittatura.

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Nel parere comune, e pare anche del plaudente ai carrarmati sovietici, il parere delle commissioni coincide con quello del Parlamento.

Ne consegue che le commissioni stesse dovrebbe avere anche composizioni adeguate/proporzionate (vedi i 2 voti di ieri).

Più proporzionate di così ..... L'ultima fiducia al governo alla camera è stata espressa con 2 soli voti di maggioranza....

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Per paradosso, che ne sai tu che gli elettori del Pdl per il 99% (mi tengo te come 1% :D ) non siano d'accordo con Fini?

:rolleyes::toast[1]:-_-:flowers::hyper::lol::lol::lol::lol:

Io andrei oggi stesso alle elezioni .

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Ti ripeto. Da come scrivi pare che vorresti una democrazia su misura ai tuoi pensieri dove non potrai mai (e sottolineo MAI) andare sotto nei voti. Se qualcuno cambia idea, tu cambi le regole in maniera che il suo pensiero e la sua mano non conta. Invece nelle democrazie succede che anche le maggioranze vanno sotto nei voti. È successo da sempre e, per fortuna, sempre succederà. Altrimenti si chiama dittatura.

Epperò-cit.- le cose oggi in italia sono un filino diverse da come le hai descritte tu sopra .

Posted (edited)
Scusate ma
è meraviglioso! :D

:P:rolleyes::D bello.

Come la canzone di Elio, alcune battute di Crozza e della Litizzetto, la parodia su Tre uomini e una gamba.....

.....tutti chiari sintomi di un paese illiberale, dove non esiste libertà di stampa, dove non si può e non

si riesce a ridere\prendere per il culo il primo ministro (per altro, fornitore di materiale sterminato....).

Un paese dove non è concesso che alcuni "intellettuali" covochino una manifestazione dal titolo

"Dimettiti" dove ad aprire la manifestazione è Sandra Bonsanti, presidente di Libertà&Giustizia che precisa:

"Da bambina ebrea ho vissuto la solitudine e il terrore degli anni del regime, adesso non c’è il fascismo ma c’è un dittatore".

Poi annuncia: "E' arrivato Saviano". E la folla applaude .

W l' Italia !!

Edited by ROOSTERS99
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Segnaliamo alla manifestazione di Milano anche Peppino Englaro, no comment. Se e' vero che B. Non ha migliorato l'occupazione vedrete quanti disoccupati lascera' dimettendosi.

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