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Caro Clemente Russo,

Clemente Russo è soprannominato "Tatanka".

Discutere su chi abbia ragione a questo punto è assolutamente inutile.

Edited by tatanka
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"Morti bianche, cifre gonfiate

falsi i numeri sulle vittime"

di PAOLO BERIZZI

Roberto Castelli

ROMA - Le statistiche sulle morti bianche? Sono fasulle. Manipolate per fare ottenere risarcimenti assicurativi anche alle famiglie di quei lavoratori che perdono la vita sulla strada mentre vanno o tornano dal lavoro. Così, dopo l'indagine pubblicata dal Censis che ha rielaborato i dati ufficiali (1.170 decessi nel 2007, a fronte dei 663 omicidi), il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Roberto Castelli. Che auspica: "È arrivato il momento di fare un'operazione verità". Sui dati, intende il senatore leghista.

Perché "soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa a fine giornata. Morti che evidentemente - sostiene - nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica".

Lo studio del Censis ("abbiamo usato dati iper ufficiali di Eurostat e Inail", precisa il direttore generale dell'istituto Giuseppe Roma) dice che le morti bianche in Italia sono quasi il doppio delle vittime degli omicidi, due volte quelle della Francia e il 30 per cento in più rispetto a Germania e Spagna. Ma Castelli non ci sta ("un po' di verità fa bene a tutti"): "È il momento di smetterla - dice - di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei".

Com'è facile supporre, le parole del senatore leghista hanno sollevato un polverone. Dai politici, dai sindacati, dall'Anmil (associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro), si è alzato un coro di indignazione. Un'uscita giudicata a dir poco "inopportuna". "Le dichiarazioni di Castelli sono pericolose e prive di fondamento, un vero attacco alle norme sulla sicurezza sul lavoro", dice, sottolineando la puntualità delle statistiche fornite dall'Inail, Cesare Damiano, parlamentare Pd, ex ministro del Lavoro. "Anziché cercare dichiarazioni a effetto il sottosegretario farebbe bene a preoccuparsi del fatto che il suo governo sta manomettendo le buone leggi che riguardano salute, sicurezza e lavoro nero". "È da irresponsabili sminuire la gravità del fenomeno", aggiunge il vice presidente della commissione lavoro del Senato, Tiziano Treu. Il giudizio più severo arriva da Achille Passoni, del Pd, che parla di "delirio agostano": "Castelli si vergogni di fronte all'Italia e chieda subito scusa a tutti coloro che hanno avuto un parente morto o ferito per cause di lavoro".

Il collega di partito Daniele Marantelli, deputato varesino, un mese fa era stato l'autore dello slogan "Zero morti per Expo 2015": un segnale lanciato al governo affinché, in vista dell'apertura dei cantieri per la manifestazione milanese, si vigili sulla sicurezza proponendosi come obiettivo l'azzeramento del bollettino degli infortuni mortali. Proprio in vista dell'Expo, Marantelli si augura che "Castelli e gli altri rappresentanti del governo oltre al business e agli appalti pensino anche al valore della vita umana". Quella di cui parla il presidente dell'Anmil, Pietro Mercandalli: "Davanti alle cifre, anziché strumentalizzarle, bisognerebbe riflettere. Ricordo a Castelli che nel 2007, nel settore manifatturiero di cui lui parla, abbiamo avuto 185 infortuni mortali (101 in Francia, 113 in Spagna e 127 in Germania)". Forti critiche arrivano anche da Paola Agnello Modica, della segreteria nazionale della Cgil: "È singolare che si voglia estrapolare i settori dell'agricoltura e dell'edilizia. Perché? Sono lavoratori di serie B? Forse perché in questi settori sono spesso impiegati gli immigrati? Il sottosegretario si occupi di più delle condizioni delle strade che i lavoratori sono costretti a percorrere e investa in trasporto pubblico anziché in polemiche".

Alla fine della giornata, la replica di Castelli: "Su un tema serio come quello delle morti bianche non bisogna mistificare la realtà".

Non c'è nessuna forza politica che mi urti come la Lega.

Vedere che c'è tanta gente in gamba e di buon senso che deve mordere il freno dietro a dei rincoglioniti come Bossi, Calderoli, Borghezio e Castelli è veramente frustrante.

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Non c'è nessuna forza politica che mi urti come la Lega.

Vedere che c'è tanta gente in gamba e di buon senso che deve mordere il freno dietro a dei rincoglioniti come Bossi, Calderoli, Borghezio e Castelli è veramente frustrante.

A parte che Borghezio nella Lega conta meno di AleDiv in curva , mi spieghi cosa c'è che ti urta tanto nelle parole di Castelli ?

E , per una volta , argomenta , non rispondere a slogan come Treu e Passoni nell'articolo che hai riportato .

Posted (edited)
A parte che Borghezio nella Lega conta meno di AleDiv in curva , mi spieghi cosa c'è che ti urta tanto nelle parole di Castelli ?

E , per una volta , argomenta , non rispondere a slogan come Treu e Passoni nell'articolo che hai riportato .

L'intervista. Il superstite della Thyssen, Antonio Boccuzzi

"Nessun altro Paese ha statistiche dettagliate con le nostre"

"In Italia c'è una strage

e lui gioca con le cifre"

di LORENZA PLEUTERI

TORINO - Amarezza, rabbia tenuta a freno, il pensiero che corre dritto ai troppi morti sul lavoro e alle loro famiglie, l'ottica di chi cerca di operare in chiave costruttiva. L'onorevole del Pd Antonio Boccuzzi, l'operaio scampato alla strage della ThyssenKrupp di Torino, si deve far rileggere due volte le dichiarazioni del sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli e le esternazioni sulle "statistiche fasulle" diffuse dall'Inail. "Non credevo sarebbe sceso a tanto, dopo le recenti gaffe di altri esponenti del governo. È l'ennesima caduta di stile di un membro di questo esecutivo".

Come risponde?

"L'idea di legare un dramma così grande a tabelle e statistiche, da Castelli usate in modo pretestuoso e distorto, mi fa rabbrividire. Il problema non è questa o quella cifra. Il problema è che si parla di persone, che siano cento o mille, che muoiano in un altoforno o sulla strada che sono costrette a percorrere per andare a guadagnare il pane".

Secondo Castelli è un paradosso contare anche le vittime di incidenti stradali.

"Nessun altro Paese europee ha statistiche complete e dettagliate come le nostre. I dati sono esposti chiaramente dall'Inail. Non è possibile equivocare, a meno che non si voglia farlo. I morti in itinere, nel tragitto da casa al lavoro e viceversa, sono intorno al 20-25 per cento. Castelli credo che consideri, sbagliando, il numero complessivo dei lavoratori deceduti in incidenti stradali. Ma in questa voce c'è anche chi perde la vita in servizio perché fa il camionista o il fattorino, guida il bus, conduce un taxi. È lui, allora, in malafede. Un Paese con quattro morti di lavoro al giorno, come è il nostro, ha lacune gravissime. Anche un solo morto sarebbe troppo. Riflettiamo su questo e diamoci da fare. Polemizzare, come Castelli, non porta a niente. L'obbiettivo comune dovrebbe essere lo stesso: ridurre gli infortuni, azzerare i decessi".

Con quali strategie, con quali scelte?

"Va mantenuto e non smantellato, come tenta di fare il governo Berlusconi, il Testo unico sulla sicurezza. E bisogna dare impulso al contrasto al lavoro nero, invertendo la tendenza opposta in atto. Castelli dovrebbe anche dire, se vuole davvero essere preciso, che dalle statistiche ufficiali restano esclusi gli "invisibili", le persone sfruttate senza contratti e senza diritti".

Che argomentazione vuoi, di grazia? cosa c'è da argomentare di fronte alle cazzate di un senatore che a fronte di una statistica che parla di più di 5 morti per ogni giorno lavorativo dice "eh!, ma uno su cinque non è morto in fabbrica ma andando a lavorare!!1!! dentone.gifdentone.gif E poi se non teniamo conto di cantieri e campi - dove si sà che la gente deve mettere in conto di potersi sfracellare a terra o di essere maciullata da una trebbiatrice - nel nostro settore manifatturiero possiamo vantare di avere 'solo' il 50% di morti in più rispetto alla Germania!!" .. peccato che i crucchi avranno almeno il doppio delle nostre aziende in quel settore...

Ma vai a cagare Castelli, invece di fare le pulci ai numeri dei lavoratori morti prova a pensare a come abbatterli.

Abbattere i numeri, non i lavoratori! (visto che stiamo parlando di Castelli, meglio specificare).

Edited by Leasir
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Quali sarebbero esattamente le cazzate dette da Castelli ?

te le ho scritte.

devo farti un disegno?

Posted
te le ho scritte.

devo farti un disegno?

Non serve disegnare , basterebbe argomentare e non sloganeggiare .

Comunque Castelli ha fatto una , magari evitabilissima su questo sono d'accordo , analisi di dati .

Dire che l'Italia è l'unico paese in Europa che non distingue le morti sul lavoro dalle morti sul tragitto che porta al lavoro è una verità , non una cazzata .

Dire che le morti bianche nell'industria manifatturiera rappresentano il 15% delle morti bianche è una seconda verità. Tra l'altro mi piacerebbe sapere i dati scorporando le imprese statali e parastatali ...

Dire che ci sono due settori fuori controllo , edilizia ed agricoltura , è una terza verità ed è sotto gli occhi di tutti .

Che poi anche una sola morte bianca sia già una di troppo siamo assolutamente d'accordo , ma la tua presa di posizione mi fa dubitare che tu abbia realmente letto le parole di Castelli .

Boccuzzi dice cose condivisibili , ma io ancora mi domando come mai i responsabili amministrativi della ThyssenKrupp siano stati reinviati a giudizio per omicidio VOLONTARIO mentre i rappresentanti sindacali no .

Posted (edited)

La sicurezza sul lavoro ha delle Leggi ottime e "guardiani" ciechi, sordi e muti.

Sfido chiunque, come ho fatto spesso io, a chiamare un ispettore del lavoro per fare controlli nei cantieri dove non c'è un cazzo di muratore in regola, soprattutto in estate! Vediamo quanti ne escono!

La sicurezza sul lavoro deve essere prima di tutto un sentimento comune ai lavoratori, poi alle aziende, infine ai politici. Cazzo, l'ho visto settimana scorsa un pirla che si è aggrappato nel vuoto per sistemare un attacco di una gru!! Sarà stato ad almeno 50/60 metri d'altezza... ma io dico... non dovresti essere tu, pirla di un lavoratore, il PRIMO a pretendere di lavorare in sicurezza? Solo che spesso per pigrizia, abitudine e ingoranza, non lo fanno!

Almeno il 75% delle morti sul lavoro potrebbero essere evitate tranquillamente se ci fosse un filinino di attenzione in più a ciò che si fa. E' lo stesso discorso delle cinture di sicurezza o del casco: mi fanno caldo, mi sciupa il ciuffo... e allora crepa, IMBECILLE! Basta che poi non rompi i coglioni...

Edited by Ale Div.
Posted
Comunque Castelli ha fatto una , magari evitabilissima su questo sono d'accordo , analisi di dati .

Dire che le morti bianche nell'industria manifatturiera rappresentano il 15% delle morti bianche è una seconda verità. Tra l'altro mi piacerebbe sapere i dati scorporando le imprese statali e parastatali ...

virgolettato di castelli:

"È il momento di smetterla - dice - di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei"

Nel 2007, nel settore manifatturiero abbiamo avuto 185 infortuni mortali (101 in Francia, 113 in Spagna e 127 in Germania).

Ai "migliori livelli europei". Già, rispetto alla Romania.

Ho finito, vostro onore.

Posted
La sicurezza sul lavoro ha delle Leggi ottime e "guardiani" ciechi, sordi e muti.

Sfido chiunque, come ho fatto spesso io, a chiamare un ispettore del lavoro per fare controlli nei cantieri dove non c'è un cazzo di muratore in regola, soprattutto in estate! Vediamo quanti ne escono!

La sicurezza sul lavoro deve essere prima di tutto un sentimento comune ai lavoratori, poi alle aziende, infine ai politici. Cazzo, l'ho visto settimana scorsa un pirla che si è aggrappato nel vuoto per sistemare un attacco di una gru!! Sarà stato ad almeno 50/60 metri d'altezza... ma io dico... non dovresti essere tu, pirla di un lavoratore, il PRIMO a pretendere di lavorare in sicurezza? Solo che spesso per pigrizia, abitudine e ingoranza, non lo fanno!

Almeno il 75% delle morti sul lavoro potrebbero essere evitate tranquillamente se ci fosse un filinino di attenzione in più a ciò che si fa. E' lo stesso discorso delle cinture di sicurezza o del casco: mi fanno caldo, mi sciupa il ciuffo... e allora crepa, IMBECILLE! Basta che poi non rompi i coglioni...

Combattere il fenomeno delle morti bianche non significa solo imporre ai datori di lavoro regole precise e di buon senso, ma anche cambiare la mentalità dei lavoratori, combattere il lavoro nero e fare controlli più incisivi e tempestivi.

E magari migliorare i trasporti pubblici, far scendere il costo degli immobili o dare impulso alle aziende in provincia in modo da togliere più pendolari possibile dalle strade.

Questa dovrebbero essere le assolute priorità di un governo sensato, non cercare di combattere il fenomeno a livello mediatico sminuendone i numeri o perdere mesi di tempo prezioso in leggiucchine atte a salvare il culo del premier.

Posted
Combattere il fenomeno delle morti bianche non significa solo imporre ai datori di lavoro regole precise e di buon senso, ma anche cambiare la mentalità dei lavoratori, combattere il lavoro nero e fare controlli più incisivi e tempestivi.

E magari migliorare i trasporti pubblici, far scendere il costo degli immobili o dare impulso alle aziende in provincia in modo da togliere più pendolari possibile dalle strade.

Questa dovrebbero essere le assolute priorità di un governo sensato, non cercare di combattere il fenomeno a livello mediatico sminuendone i numeri o perdere mesi di tempo prezioso in leggiucchine atte a salvare il culo del premier.

Eri partito bene , ti sei perso nel finale ...

Ieri un mio amico imprenditore ha beccato il magazziniere ( che tra l'altro è il responsabile per la sicurezza in azienda :sick: ) arrampicato su uno scaffale a tre metri di altezza . Motivazione : " non avevo voglia di andare a prendere la scala " . Fosse caduto e si fosse spezzato l'osso del collo avremmo avuto un nuovo imprenditore criminale ?

Posted
Fosse caduto e si fosse spezzato l'osso del collo avremmo avuto un nuovo imprenditore criminale ?

quotami il punto in cui ho scritto che gli imprenditori sono la causa di tutti i mali del mondo.

Posted
Non serve disegnare , basterebbe argomentare e non sloganeggiare .

Comunque Castelli ha fatto una , magari evitabilissima su questo sono d'accordo , analisi di dati .

Dire che l'Italia è l'unico paese in Europa che non distingue le morti sul lavoro dalle morti sul tragitto che porta al lavoro è una verità , non una cazzata .

Dire che le morti bianche nell'industria manifatturiera rappresentano il 15% delle morti bianche è una seconda verità. Tra l'altro mi piacerebbe sapere i dati scorporando le imprese statali e parastatali ...

Dire che ci sono due settori fuori controllo , edilizia ed agricoltura , è una terza verità ed è sotto gli occhi di tutti .

Che poi anche una sola morte bianca sia già una di troppo siamo assolutamente d'accordo , ma la tua presa di posizione mi fa dubitare che tu abbia realmente letto le parole di Castelli .

Boccuzzi dice cose condivisibili , ma io ancora mi domando come mai i responsabili amministrativi della ThyssenKrupp siano stati reinviati a giudizio per omicidio VOLONTARIO mentre i rappresentanti sindacali no .

Castelli, come spessissimo fa, dice cose in parte giuste con una durezza che non può che provocare risposte indignate.

Nel momento in cui dici "scorporando edilizia ed agricoltura" dai proprio l'idea di quello che vuole far rientrare le statistiche.

Diciamo che Castelli ha notevoli problemi di comunicazione oppure che vuole provocare queste reazioni volontariamente.

Un discorso fatto come lo hai fatto tu sarebbe stato decisamente impostato meglio.

Primo: le morti bianche sono un problema.

Secondo: i dati delle diverse nazioni sono calcolati differentemente.

Terzo: per ottenere interventi mirati è necessario scorporare i dati, vi sono troppe morti in agricoltura ed edilizia, bisogna cominciare ad operare lì.

Quarto: si muore troppo sulle strade, intervenire lì agirebbe indirettamente sulle statistiche.

Se inizi un discorso prescindendo dal punto 1 parti con il piede sbagliato.

Sulla parte manifatturiera confronterei i morti in percentuale sugli occupati, non il numero totale.

Posted

Lucaweb , puoi rimettere la possibilità di fare una ricerca incrociata tra parola e nick ?

Posted
schiantarsi in moto su un tragitto casa-lavoro di 2 chilometri? no.

schiantarsi in autostrada su un tragitto casa-lavoro di 50 chilometri, perchè l'impresa edilizia o l'azienda di consulenze informatiche per la quale lavori ti manda a lavorare a Cesano Boscone? assolutamente sì.

Quindi la pensi come Castelli .

Posted
Castelli, come spessissimo fa, dice cose in parte giuste con una durezza che non può che provocare risposte indignate.

Vero.

Un discorso fatto come lo hai fatto tu sarebbe stato decisamente impostato meglio.

Alle prossime politiche vedrò di candidarmi . :sick:

Se inizi un discorso prescindendo dal punto 1 parti con il piede sbagliato.

Chiaro. Anzi , cristallino .- cit.

Sulla parte manifatturiera confronterei i morti in percentuale sugli occupati, non il numero totale.

:sick:

Come ho già detto io scorporerei anche le aziende pubbliche da quelle private ...

Posted
schiantarsi in moto su un tragitto casa-lavoro di 2 chilometri? no.

schiantarsi in autostrada su un tragitto casa-lavoro di 50 chilometri, perchè l'impresa edilizia o l'azienda di consulenze informatiche per la quale lavori ti manda a lavorare a Cesano Boscone? assolutamente sì.

Stai separando il viaggio casa - sede dal viaggio per trasferta in sede diversa?

Sulla sicurezza in azienda la penso come Castelli che, malamente, dice che se uno muore andando a lavorare la sicurezza all'interno della fabbrica o del cantiere o di quel che è non conta.

E' però necessario capire che viaggiare è spesso un lavoro. E allora le morti in strada hanno a che fare con i camionisti, i trasfertisti i pony express e chi più ne ha ne metta.

I tempi/ritmi con cui uno deve viaggiare hanno effetto sulla sicurezza in strada, quindi se tu devi andare a Cesano Boscone o a Cinisello Balsamo poco cambia.

Se però devi essere oggi a Parma, domani mattina a Padova e domani pomeriggio a Bologna etc etc con tempi contingentati siamo in un caso in cui il lavoro incide sulle statistiche della Polstrada e non viceversa.

Posted (edited)
Stai separando il viaggio casa - sede dal viaggio per trasferta in sede diversa?

sì.

Se decido di andare a fare il "quadro" a 100km di distanza anzichè il lavapiatti nel baretto sotto casa, è solo ed esclusivamente una mia scelta.

Se invece la mia azienda mi manda a fare una consulenza a Comerio anzichè tenermi in sede a Gallarate, e io mi schianto in un incidente all'altezza del Palazzetto, entro di diritto nelle statistiche sugli incidenti sul lavoro.

Peraltro aumentando le opportunità di lavoro in provincia e migliorando le infrastrutture e i trasporti pubblici, anche tra i pendolari "per scelta" ci sarebbero meno vittime.

Edited by Leasir
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"Vietato rovistare dentro i cassonetti"

Sicurezza, l´annuncio di Alemanno tra le raffiche di ordinanze. Poi in serata ci ripensa

di Giovanna Vitale

Divieto di rovistare dentro i cassonetti dell´immondizia. Divieto di mendicare per strada e sul sagrato delle chiese, pena la confisca delle elemosine, con particolare attenzione verso minori e disabili (veri o falsi che siano) spesso ostaggi del racket.

Divieto di tormentare i passanti con la richiesta di acquistare mercanzia varia, rose comprese. Divieto di lavare i vetri ai semafori. Il decreto attuativo che affida più poteri ai sindaci in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana sarà pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, ma il Campidoglio ha già predisposto un pacchetto di ordinanze che dovrebbero entrare in vigore prima di Ferragosto.

In serata però, dopo una raffica di critiche da parte delle più importanti associazioni che si occupano di assistenza ai poveri, il sindaco corregge il tiro sul "divieto di frugare nei cassonetti": «Ci siamo fermati per fare ulteriori verifiche» ha detto in serata Alemanno, «avvieremo un confronto con le organizzazioni dei volontari per verificare che non ci siano conseguenze sociali negative. Però vogliamo trovare un meccanismo per garantire l´igiene pubblica».

Per tutte le altre ordinanze, sarà la polizia municipale il "braccio armato" del Comune: "armato" in tutti i sensi alla luce del Regolamento che presto doterà di pistola tutti gli appartenenti al Corpo. Grazie alle speciali prerogative riconosciute dal governo, «daremo ai nostri vigili una possibilità di intervento più incisiva», spiega infatti Alemanno. «Con i nuovi poteri, che utilizzeremo fino in fondo», aggiunge «avremo un´occasione in più per far capire che Roma non è un´area dove ognuno può fare ciò che vuole».

Determinato a usare quel pugno di ferro già sfoderato da alcuni suoi colleghi del Nord: «Abbiamo già emanato le ordinanze anti-bivacco e anti-borsoni, ora siamo a buon punto su altri due provvedimenti» dice: «Uno contro l´accattonaggio molesto, inclusi i lavavetri, e un altro contro il commercio abusivo».

Tuttavia, era stato proprio l´anti-rovistaggio a conquistare la medaglia dei provvedimenti creativi: una pratica, quella di infilarsi nei cassonetti alla ricerca di avanzi alimentari, oggetti e vestiti da riciclare o vendere, diffusa tra senzatetto e nomadi, e «spesso causa di degrado perché si riversa spazzatura sulla strada», aveva insistito il sindaco.

Subito però bacchettato dalla Comunità di Sant´Egidio: «Mi auguro che trovino comunque il modo di offrire da mangiare a chi non ne ha» è intervenuto il portavoce Mario Marazziti. Sulla stessa linea don Ciotti: «Capisco la preoccupazione per l´igiene, ma chi rovista nei cassonetti deve avere opportunità per vivere». Secondo il fondatore del Gruppo Abele «chi arriva a quel punto è disperato. Ho visto tanti insospettabili racimolare qualcosa negli scarti. C´è chi non ce la fa e non è solo il popolo della strada». E in poche ore Alemanno ha messo il freno.

Sul resto delle ordinanze, «speriamo, entro settembre, quando il generale Mori comincerà a lavorare come capo del Dipartimento sicurezza, di completarne il quadro», conclude Alemanno. Due le emergenze che il Campidoglio, forte dei nuovi poteri che gli consentono di bypassare il prefetto, vuole arginare: la prostituzione e i parcheggiatori abusivi. Contro le lucciole, verrà riproposta la linea dura adottata a Verona dal sindaco leghista Flavio Tosi con multe ai clienti fino a 500 euro.

(07 agosto 2008)

La Repubblica

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giovedì 07 agosto 2008, 12:16

Statali, calano le assenze per malattia: -37,1%

di Redazione

Roma - Nel mese di luglio le assenze per malattia dei dipendenti pubblici si sono ridotte del 37,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Lo si legge in una nota del ministero della Funzione pubblica. "Tenendo conto della variabilità, il calo delle assenze per malattia dell’intero universo dei dipendenti pubblici può dunque essere plausibilmente collocato in un range del 37-40% - spiega la nota - la variazione rappresenta quasi il doppio di quanto rilevato nel mese di giugno (-22,4%) e quattro volte la variazione di maggio (-10,9%)".

Bravo Brunettino!

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La sicurezza sul lavoro ha delle Leggi ottime e "guardiani" ciechi, sordi e muti.

Sfido chiunque, come ho fatto spesso io, a chiamare un ispettore del lavoro per fare controlli nei cantieri dove non c'è un cazzo di muratore in regola, soprattutto in estate! Vediamo quanti ne escono!

La sicurezza sul lavoro deve essere prima di tutto un sentimento comune ai lavoratori, poi alle aziende, infine ai politici. Cazzo, l'ho visto settimana scorsa un pirla che si è aggrappato nel vuoto per sistemare un attacco di una gru!! Sarà stato ad almeno 50/60 metri d'altezza... ma io dico... non dovresti essere tu, pirla di un lavoratore, il PRIMO a pretendere di lavorare in sicurezza? Solo che spesso per pigrizia, abitudine e ingoranza, non lo fanno!

Almeno il 75% delle morti sul lavoro potrebbero essere evitate tranquillamente se ci fosse un filinino di attenzione in più a ciò che si fa. E' lo stesso discorso delle cinture di sicurezza o del casco: mi fanno caldo, mi sciupa il ciuffo... e allora crepa, IMBECILLE! Basta che poi non rompi i coglioni...

direi che concordo. si vedono tante cose del genere.

in italia si ha purtroppo l'abitudine di dover politicizzare tutti i problemi aumentandoli. e soprattutto senza risolverli. se la gente non ha cultura, fa danni. se alla gente non insegni le cose non puoi pretendere che faccia sempre quelle giuste o sicure.

obbliga chiunque a seguire corsi sulla sicurezza del lavoro, mettigli in mano dei dati, fagli vedere anche foto di cosa succede se non si fanno le cose giuste (ricordo al liceo la lezione sulla sicurezza stradale con tanto di poliziotto che faceva vedere sprazzi di incidenti); a scuola togli un ora di matematica che frega poco a tutti (tanto chi la vuol fare per davvero bene arriva in università e si deve fare esami sui programmi degli ultimi due anni di superiori) e inseriscici un ora di sicurezza.

Sarà brutto da dire ma quel 75% a me pare una darwiniana selezione naturale finchè non si cerca di risolvere i problemi alla base.

Se poi chi comanda preferisce stare a parlare sui controlli i sindacati il papa giuliano ferrara mara carfagna il caro euro free tibet poco importa.

L'importante sarebbe l'autocoscienza. Uno da solo non fa molto ma se su una ditta di 10 operai 10 si rifiutano di lavorare finchè non ci sono le condizioni di sicurezza non credo sia facile liberarsene con giusta causa.

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