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Ci vorrebbe una maggior consapevolezza del fatto che con questi rendimenti ora di gennaio l'Italia chiude per bancarotta, peraltro fraudolenta.

Alcuni analisti seri dicono che si sia gia' oltre il punto di non ritorno.

Per cui, finitela voi, e la finiscano a Roma, con i teatrini (io, tu, noi, loro) e si pensi a salvare le chiappe.

Se il voto sul d.l. Stabilita' verra' vissuto in prospettiva elettorale, le elezioni le indira' poi Bruxelles completando il commissariamento.

Da lombardo, spero che la lega capisca che l'ultimo interesse del nord e' andare al voto e consegnare un paese in crisi al partito della patrimoniale.

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Posted (edited)
Ci vorrebbe una maggior consapevolezza del fatto che con questi rendimenti ora di gennaio l'Italia chiude per bancarotta, peraltro fraudolenta.

Alcuni analisti seri dicono che si sia gia' oltre il punto di non ritorno.

Per cui, finitela voi, e la finiscano a Roma, con i teatrini (io, tu, noi, loro) e si pensi a salvare le chiappe.

Se il voto sul d.l. Stabilita' verra' vissuto in prospettiva elettorale, le elezioni le indira' poi Bruxelles completando il commissariamento.

Da lombardo, spero che la lega capisca che l'ultimo interesse del nord e' andare al voto e consegnare un paese in crisi al partito della patrimoniale.

Scusa Giulio..... la "scaletta" stabilita col Colle sarebbe :

- approvazione legge di stabilità (e questo si può fare per "tamponare" gli attacchi speculativi...)

- dimissione del Presidente del Consiglio

- consulatazioni e successiva decisione del Presidente della Repubblica

Quindi, quale sarebbe una ipotesi "migliore" delle urne a Gennaio ???

Forse che un governo con chissà quale "formula", magari ribaltonista, magari con l' IDV o il PD di Bersani, possa fungere

da "calmiere" allo schifo delle speculaizoni in atto ???

Su Bruxelles : per fortuna un minimo di sovranità nazionale ci è rimasta....

Aggiungerei che gli amici Franco-Tedeschi farebbero meglio a dedicarsi alla VORAGINE GRECA che le loro banche

hanno in pancia, e al Governi di unità nazionale che ad Atena stenta a formarsi e chissà mai cosa potrà fare...

IMHO !!!

Edited by ROOSTERS99
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Se non è ancora fallita la Grecia...che NON ha una economia non capisco come dovremmo essere falliti noi che un'economia e dei patrimoni ce li abbiamo.

Detto questo, possiamo farci delle bimani coi governi tecnici fino a che vogliamo ma...una volta approvata la legge di stabilità...cosa dovrebbero fare? Riforme istituzionali a supporto della crescita? Dei governi APOLITICI? Non so....

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Se non è ancora fallita la Grecia...che NON ha una economia non capisco come dovremmo essere falliti noi che un'economia e dei patrimoni ce li abbiamo.

Detto questo, possiamo farci delle bimani coi governi tecnici fino a che vogliamo ma...una volta approvata la legge di stabilità...cosa dovrebbero fare? Riforme istituzionali a supporto della crescita? Dei governi APOLITICI? Non so....

Io sono d'accordo sull'andare anche al voto. Ma una leggina elettorale proprio non vogliamo pensarla?

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C'è una sostanziale differenza tra il default e un Paese in crisi economica che aumenta le tasse e licenzia i dipendenti pubblici solo per pagare gli interessi sul debito?

Il maxiemendamento non si sa ancora cosa contenga (già qui dovremmo piangere).

Se sarà fatto bene, scontenterà molti se non tutti e Berlusconi faticherà a farlo approvare, vista la prospettiva urne a gennaio.

E se il Governo cade sulla fiducia al d.l., dal giorno dopo saremo commissariati definitivamente dall'UE.

Se sarà fatto male, non servirà a niente, i rendimenti continueranno a crescere e la speculazione ci mangerà dentro.

Elezioni a gennaio con qualche miliardo di euro in più di interessi sul debito da pagare e, il giorno dopo, patrimoniale e macelleria sociale sul ceto medio.

La transizione andava accompagnata: il solito ego smisurato l'ha spinto a suicidarsi portando con sè partito e Paese.

O qualcuno pensa che il PDL vincerà le prossime elezioni?

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Il ceto medio sarà comunque fottuto, questo è semplicemente un dato storico perchè fornisce la perfetta combinazione

a. E' facilmente tracciabile

b. Ha un po' di soldi da dare

c. Ha prospettive di rifarne e quindi tende ad incazzarsi meno per evitare conseguenze di lungo periodo.

Epperò vedi che l'ottima opposizione ha già detto che sul decreto di stabilità "farà la sua parte" che vuol dire "votiamo la qualsiasi purchè dopo se ne vada" e non ha mica detto "Beh vediamo il contenuto e nel caso queste sono le nostre proposte anche per il dopo".

Quindi lo scenario è tutto una merda, quelli che hanno invocato le dimissioni del B. non hanno la più pallida idea di cosa fare adesso. Visto che erano le dimissioni più prevedibili della storia avremmo già dovuto avere pronta la soluzione, ma noi siamo italiani.

E allora tra un Mario Monti che sale in carica per fare due o tre patrimoniali (tanto te le fa anche lui, anzi ti fa pure un prelievo sul CC tanto per cominciare) un condono e una sformaggiata di tagli ed un governo eletto francamente non è facile scegliere...soprattutto alla luce che comunque commissariati saremo.

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C'è una sostanziale differenza tra il default e un Paese in crisi economica che aumenta le tasse e licenzia i dipendenti pubblici solo per pagare gli interessi sul debito?

Il maxiemendamento non si sa ancora cosa contenga (già qui dovremmo piangere).

Se sarà fatto bene, scontenterà molti se non tutti e Berlusconi faticherà a farlo approvare, vista la prospettiva urne a gennaio.

E se il Governo cade sulla fiducia al d.l., dal giorno dopo saremo commissariati definitivamente dall'UE.

Se sarà fatto male, non servirà a niente, i rendimenti continueranno a crescere e la speculazione ci mangerà dentro.

Elezioni a gennaio con qualche miliardo di euro in più di interessi sul debito da pagare e, il giorno dopo, patrimoniale e macelleria sociale sul ceto medio.

La transizione andava accompagnata: il solito ego smisurato l'ha spinto a suicidarsi portando con sè partito e Paese.

O qualcuno pensa che il PDL vincerà le prossime elezioni?

Qui c'è da avere paura...

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A dire il vero Bersani ha detto "così com'è non lo votiamo".

E certo, perchè poi a chiedere il voto ci vanno tutti.

Quello che spaventa me è il vuoto, pieno solo della campagna elettorale, che ci attende da metà novembre.

Anche a d.l. approvato, se saà stato edulcorato per essere bipartisan.

Perchè chi ha in mano il debito pubblico, o chi lo deve comprare, non è mica scemo, legge i sondaggi e prevede il dopo.

Avrei preferito un Monti fino al 2013, per far sgonfiare la bolla e lavorare sul molto da fare.

Ma siamo italiani: il momento per le riforme è sempre dopo le prossime elezioni.

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Possiamo anche dire che la democrazia non si addice al nostro paese, che nell'incapacità di produrrre una classe politica decente ci appoggeremo agli esponenti della economia più apprezzati fuori dall'Italia e che useremo il parlamento come fabbrica di timbri sulle leggi dettate dagli economisti.

Possiamo, ma il default non è necessariamente la cosa peggiore che possa capitare ad un paese. Posto che il default italiano NON è in discussione fino a che le chiappone di Angela sono legate alle nostre.

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Un aumento di rendimento dello 0,5% in poche ore, con 340 miliardi di debito pubblico, quanto fa in interessi? (la Spagna è al 5,7%, noi al 7%)

Dove c..o è il maxiemendamento?

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BTP biennali tutta la vita.

Anche perchè adesso verrà riesumato TPS quindi i contanti ce li sogneremo.

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Due considerazioni :

- gli espertoni dicevano che mercato borsistico e spread andavano male perchè il Cav. resiteva.....

- ok, btp oltre il 7% : DIVIETO DI ACQUISTO AGLI STRANIERI , franco-tdeschi in particolare !!

No, sapete, a me il dubbio che i furbetti intendano scaricare sull' Italia i loro cazzi greci mi viene eccome.....

Domani io vado e compro.....

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Due considerazioni :

- gli espertoni dicevano che mercato borsistico e spread andavano male perchè il Cav. resiteva.....

- ok, btp oltre il 7% : DIVIETO DI ACQUISTO AGLI STRANIERI , franco-tdeschi in particolare !!

No, sapete, a me il dubbio che i furbetti intendano scaricare sull' Italia i loro cazzi greci mi viene eccome.....

Domani io vado e compro.....

Anche se volessi comprare con quali soldi lo faccio? :P

Ps Roo io non sono un'economista però questa storia di scaricare continuamente sugli altri i nostri disastri mi pare un po' limitato come discorso. Sicuro noi nessuna colpa? (oh, sia chiaro a me i tedeschi in particolare stanno sui maroni :P )

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- gli espertoni dicevano che mercato borsistico e spread andavano male perchè il Cav. resiteva.....

In realtà, resiste.

Infatti il famigerato maxiemendamento è ancora per strada, perso nel traffico romano.

E Schifani vorrebbe calendarizzarne l'approvazione dal 15 novembre.

Prima di leggere cosa ci hanno scritto, immagino giocando di bilancino per non dar fastidio a nessuno in vista del voto, io i BTP non li comprerei neanche se scadessero a 48 ore.

Perchè se il maxiemendamento fa schifo, o è inapprovabile dalle opposizioni, oggi sarà stata una passeggiata, per i mercati, rispetto a domani.

Che poi noi si sia diventati anche un capro espiatorio, vero.

Però ce la siam cercata.

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In realtà, resiste.

Infatti il famigerato maxiemendamento è ancora per strada, perso nel traffico romano.

E Schifani vorrebbe calendarizzarne l'approvazione dal 15 novembre.

Prima di leggere cosa ci hanno scritto, immagino giocando di bilancino per non dar fastidio a nessuno in vista del voto, io i BTP non li comprerei neanche se scadessero a 48 ore.

Perchè se il maxiemendamento fa schifo, o è inapprovabile dalle opposizioni, oggi sarà stata una passeggiata, per i mercati, rispetto a domani.

Che poi noi si sia diventati anche un capro espiatorio, vero.

Però ce la siam cercata.

Ma guarda che non esiste nulla ma proprio nulla che , oggi , possa essere meglio del maxiemendamento; o pensi che ,dopo 2 settimane di consultazioni,

un governo "Bersani-Casini-Fini Dipietro-Vendola" potrebbe mai "rassicurare" i mercati ????

Napolitano ce ne scampi !!!

I BTP non li comprerai perchè NON RIUSCIRAI A TROVARNE, fidati ( e io neppure)......

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Ma guarda che non esiste nulla ma proprio nulla che , oggi , possa essere meglio del maxiemendamento; o pensi che ,dopo 2 settimane di consultazioni,

un governo "Bersani-Casini-Fini Dipietro-Vendola" potrebbe mai "rassicurare" i mercati ????

A quel tipo di Governo stai pensando solo tu: io m'illudo che anche il Pdl e la Lega capiscano la difficoltà, e le opportunità, del momento.

Poi, oh, non è che io abbia la verità in tasca.

Quel che è certo è che l'Italia non ha bisogno di un coacervo etorogeneo di norme, approvate in 3 giorni per far piacere a Bruxelles, e poi tre mesi di campagna elettorale, e poi un governo Bersani-DiPietro-Vendola.

Eppure questo è il menu che propone Berlusconi.

L'alternativa è che pensi di vincere le elezioni: ahahaha!.

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A quel tipo di Governo stai pensando solo tu: io m'illudo che anche il Pdl e la Lega capiscano la difficoltà, e le opportunità, del momento.

Poi, oh, non è che io abbia la verità in tasca.

Quel che è certo è che l'Italia non ha bisogno di un coacervo etorogeneo di norme, approvate in 3 giorni per far piacere a Bruxelles, e poi tre mesi di campagna elettorale, e poi un governo Bersani-DiPietro-Vendola.

Eppure questo è il menu che propone Berlusconi.

L'alternativa è che pensi di vincere le elezioni: ahahaha!.

Scusa Giulio, mi spieghi cosa significa il grassetto ??

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Scusa Giulio, mi spieghi cosa significa il grassetto ??

Significa che se la prospettiva di voto fosse al 2013, un Governo politico composto anche da tecnici, di grosse koalition come dicono i tedeschi (pdl, centristi, pd, lega) potrebbe approfittare dell'emergenza per cambiare l'Italia senza sentire addosso il timore del voto che si approssima.

Il consociativismo s'è mangiato l'Italia, potrebbe anche vedere di salvarla, adesso.

Invece pensano già tutti, o quasi tutti, a votare.

A cominciare dal B.

Il day after dei mercati è un incubo. Il peggiore da quando l’Italia è entrata nel mirino. Gli spread volano, la borsa crolla, e l’ansia è il sentimento dominante e unificante. La domanda del dopo la giriamo a banchieri, manager, traders, imprenditori, insomma a chi sul mercato ci vive: “Ma dopo l’annuncio di un prossimo addio da parte di Berlusconi non dovevamo stare più tranquilli? Non doveva alleggerirsi lo spread?”

Le reazioni sono molteplici, ma tutte in fondo riassumibili in due gruppi. La prima, è del genere “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”: fino a quando lui non sarà davvero out, insomma, non sarà possibile un diverso trattamento del nostro paese e l’inizio del recupero della sua nostra credibilità internazionale.

La seconda interpretazione parte da presupposti analoghi: ma aggiunge la convinzione che un’Italia poco credibile sia in fondo una buona occasione, per qualcuno lontano da qui. “È chiaro che andando avanti così i nostri asset varranno poco, ogni giorno di meno: e quando arriveranno i salvatori dall’estero a comprarci per due euro dovremo pure dire grazie. Lo dico senza ironia: saremo tutti contenti perché non avremo alternative se non quelle di svenderci” ragiona un banchiere esperto mentre i grafici degli spread e della borsa obbligano tutti a scuotere il capo.

Ai mercati che parlano una lingua politicamente elementare, insomma, questo Berlusconi che annuncia che se ne va, ma intanto resta, sembra solo un altro bluff: a qualcuno fa tanta paura, a qualcuno mette invece appetito.

Già. Ma nel breve periodo corre l’obbligo di prendere le misure chieste dall’Europa. Quelle chieste prima nella famosa “lettera”, quelle chieste dopo con il richiamo arrivato tra capo e collo proprio ieri in giornata, quelle che dovrebbero finire nel “Maxi-emendamento” alla “legge di stabilità”: ormai la stessa ragione di esistere del Berlusconi di governo. Noi a Linkiesta abbiamo avuto modo di visionare una copia (ipotetica) del maxi-emendamento: 60 pagine in giuridichese stretto, tutto commi e sottocommi, che non si capisce bene chi e come potrebbero soddisfare. Soprattutto, una volta approvato davvero cambierà tutto, davvero la Bce e i mercati saranno tranquilli?

Ovviamente no, spiegano i nostri interlocutori. Perché il punto non è una pillola indorata per accontentare qualche bizantinismo europeo: “il punto è dare l’idea che il paese prenda sul serio i propri bisogni strutturali, una spesa pubblica e un debito pubblico che crescono mentre il paese stesso non cresce di un decimale”. E qui, il segnale forse più forte di quale scenario potrebbe starci di fronte l’ha mandato stamane proprio Silvio Berlusconi, in una dettagliata intervista rilasciata al direttore de La Stampa di Torino. Un’intervista che rivela una persistente comprensione dei meccanismi di potere politico e del consenso, da parte del Cavaliere, che si è sempre trovato meglio quando c’era da capire dove va il vento che non quando tocca – ed è il compito di chi governa – arginarlo e provare a canalizzarlo.

Perché non c’è dubbio che in certe condizioni Alfano sia un buon candidato; e non c’è dubbio che pensare a una vittoria scontata di una coalizione che vada da Casini a Vendola passando per Di Pietro è, per i suoi oppositori, quantomeno un azzardo, che sarebbe facile mettere in dubbio in forza di un passato non lontano. Ma nell’intervista - ed è la cosa che segna la giornata di oggi – c’è anche la radice della preoccupazione dei mercati: il passo indietro di Berlusconi è davvero timido, tutto ancora da confermare. Perché Berlusconi vuole decidere il “subito dopo”: niente governo tecnico, niente riforme condivise, solo un’immediata, durissima campagna elettorale, in cui lui “darà una mano” perché “gli è sempre riuscito bene”.

“E immaginate voi come sono tranquilli, i mercati” dice un banchiere d’affari italiano molto attivo in Francia e Inghilterra “se pensano a tre mesi di inattività amministrativa e politica assoluta, accompagnati da una campagna elettorale in cui lui dà una mano – cioè usa il cannone al fianco di Alfano – e di fronte c’è una grande coalizione dalle idee confuse e dalle premesse e promesse semplicimente incomprensibili”.

E così, tanti anni dopo, l’Italia si ritrova da dov’era cominciato tutto, di fronte a se stessa. Col bisogno di un commissario benedetto da fuori, perché noi da soli non siamo capaci. Con l’ombra del fallimento che si allunga di minuto in minuto, di record in record, sugli spread.

E con un vecchio leader, al tramonto, che potrà anche andarsene: ma non ha nessuno intenzione di farlo ammettendo le proprie sconfitte. “E pensare” conclude la conversazione il primo banchiere “che abbiamo fondamentali solidissimi. Non lo dico io, lo dice il fondo monetario internazionale: la nostra situazione fiscale è la migliore del mondo, da qui al 2030”. Già, arrivarci vivi, al 2030: in giornate come questa è difficile pensare anche solo a domani.

Jacopo tondelli www.linkiesta.it

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