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VareseFansBasketNews

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Stefano Coppa plaude al rifiorire dell’Openjobmetis garantito dal tris di vittorie contro Torino, Gaziantep e Trento che ha permesso alla squadra biancorossa di allontanarsi dalla zona salvezza e continuare la corsa in FIBA Europe Cup. Ma plaude soprattutto alla capacità di società e staff tecnico di compattare l’ambiente dopo la sconfitta di Capo d’Orlando: «In una settimana sono arrivate tre vittorie importantissime che ci allontanano dalla zona pericolo e danno tanto morale ma non dobbiamo sentirci appagati».[/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']«I successi sono figli di un lavoro che viene da lontano - aggiunge - e sta cominciando a dare frutti: ho sempre creduto nella capacità dello staff tecnico di trovare il bandolo della matassa. Sono stati commessi errori cui abbiamo posto rimedio: adesso la squadra ha un’identità e un volto ben precisi. Malgrado critiche anche feroci siamo stati in grado di compattarci uscendo con le nostre forze da una situazione difficile. Con lo staff abbiamo lavorato duramente negli ultimi venti giorni per dare serenità all’ambiente e la squadra ha risposto mettendo insieme tre prestazioni notevoli».[/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Il presidente ricorre all’ironia per rispondere alla contestazione nei suoi confronti da parte degli Arditi: «Sarà un caso, ma da quando cantano “Coppa vattene” non abbiamo più perso tra le due gare contro il Gaziantep, la trasferta di Torino e il match di domenica: non fosse altro che per la scaramanzia, mi auguro che si prosegua il più a lungo possibile» «Scherzi a parte - prosegue - il campo sta iniziando a dare ragione a chi, come me, pensava che la squadra non fosse profondamente sbagliata, ma bisognosa di correttivi mirati. I tre innesti hanno dato un volto diverso: Kuksiks è prezioso per qualità difensive e tiro, Kangur è il collante e l’anima del gruppo, mentre Wright è un playmaker vero che ha dato ordine».[/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']La svolta decisiva è stata proprio legata all’arrivo del playmaker statunitense, che ha sistemato gli equilibri del gruppo: «La maggior qualità di Chris è quella di non essere egoista, e in questo modo rende tutti più sereni a iniziare da Davies, che sta iniziando a capire cosa abbiamo bisogno da lui. Sono spariti i personalismi per merito suo e dello staff tecnico, che ha insistito sul concetto di coralità facendo capire a tutti qual’era la strada giusta. Squadra iniziale non adatta all’allenatore? Era la prima volta che si lavorava inseme e c’è voluto tempo per conoscerci; non è un caso che i correttivi di mercato siano andati nella direzione desiderata dal coach. Forse su Wright i tempi sono stati troppo lunghi, soprattutto in un periodo nel quale gli infortuni, e in particolare l’assenza di Cavaliero, ci sono costati tanto. Ma sono convinto che nelle prossime due settimane, con due sole partite di domenica, ci siano ancora ampi margini di miglioramento».[/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']E con la salvezza virtualmente acquisita in campionato, l’obiettivo Final Four di FIBA Cup diventa prioritario: «Il passaggio del turno è un traguardo concreto, ed anche per questo abbiamo investito su Bezbradica, atleta ingaggiato per darci una mano in allenamento e allungare le rotazioni in Europa. Vogliamo provare a raggiungere le Final Four e valutare se ci saranno le condizioni economiche per organizzarle a Varese, provando a coronare nel modo migliore la nostra partecipazione a questa manifestazione».[/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Infine Coppa attende notizie dai vertici di “Varese nel Cuore” relativamente all’eventuale prosecuzione del mandato presidenziale in scadenza al 30 giugno, ma propone un futuro basato sulla continuità con Moretti in panchina e uno zoccolo duro formato dagli italiani.[/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']«Non so se sarò ancora io alla guida della società: la scelta spetta al consorzio, che conosce le mie condizioni per rimanere, senza con questo voler porre ultimatum. Però mai come quest’anno si potrebbe programmare in tempi rapidissimi, partendo da uno staff tecnico consolidato senza la necessità di un rodaggio lungo 5 mesi come nella stagione in corso e sui contratti pluriennali non a salire degli italiani. Sul resto, a iniziare da Wright, ragioneremo in tempi rapidi: una partita non fa primavera, però i prossimi due mesi ci daranno risposte per avere idee chiare già a maggio».[/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • pxg14
    [font=arial][size=4]Se è vero il vecchio adagio secondo cui servono tre indizi per fare una prova, la brillante vittoria di ieri contro Trento fotografa l'attuale valore di una Openjobmetis capace finalmente di esprimersi con continuità su elevati standard di rendimento. [/size][/font]
     
    [font=arial][size=4]A furia di correzioni in corsa, dettate in parte per scelta e in parte per necessità (leggi l'ultima tegola Faye), Varese ha finalmente raggiunto la solidità dell'impianto di gioco sulla base di una coralità efficace e a un equilibrio tra i reparti. Merito del coach Paolo Moretti, bravo a stare sempre sul pezzo nonostante la necessità di adeguarsi ad un organico quasi mai uguale una partita dopo l'altra, e a dare la sua impronta alla squadra quando sono arrivati due giocatori di mentalità (prima Kristjan Kangur e poi Chris Wright) capaci di indirizzare il gruppo nella giusta direzione.[/size][/font]
     
    [font=arial][size=4]Merito ovviamente dei due innesti in corsa, capaci di dare sostanza ed equilibrio ad una squadra non più dipendente dagli sbalzi di umore dell'asse Wayns-Davies, messi nelle condizioni di finalizzare il lavoro di tessitura del gruppo. Ma merito anche alla proprietà di Varese nel Cuore, che ha tenuto botta nei due mesi di difficoltà legata agli infortuni e alle difficoltà sul mercato di riparazione, senza farsi prendere da tentazioni populistiche nel seguire londa del disfattismo incontrollato. E merito anche a Max Ferraiuolo, che nel nuovo ruolo da g.m. ha toccato le corde giuste dopo la sconfitta potenzialmente devastante contro Capo d'Orlando.[/size][/font]
     
    [font=arial][size=4]Un fronte comune prodotto dall'unità d'intenti di tutte le componenti dell'ambiente che ha messo le condizioni per conquistare tre vittorie fondamentali nella settimana che ha cambiato il corso della stagione. Con la salvezza ormai a un passo, c'è la possibilità di cavalcare fino in fondo i playoff europei: alla faccia di chi per mesi ha snobbato la coppetta - oltre a un gruzzolo già superiore a 100mila euro tra bonus di risultato e di sponsor - Varese può dare un senso compiuto agli ultimi due mesi di stagione puntando a un obiettivo concreto.[/size][/font]
     
    [font=arial][size=4]Proprio per questo la società ha aggiunto Nemanja Bezbradica, che arriverà stamattina in città. E nel frattempo si ragionerà sul futuro, partendo dalle certezze rappresentate da coach Moretti (inneggiatissimo dalla Curva Nord, con tanto di concione stile Pozzecco sull'utimo time out) e dallo zoccolo duro degli italiani. Dopo tante sofferenze e travagli, l'Openjobmetis ha trovato una chimica efficace e un'ossatura valida: gli ultimi due mesi serviranno per stabilire da chi ripartire per una Varese 2016-17 da ritoccare e non certo da rifondare.[/size][/font]

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](27 punti; 13/16 2p; 0/1 3p; 1/5 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Dinnanzi ad una delle coppie di lunghi più temibili del campionato e senza Faye a dare manforte con gli scudi alzati, pesca la prestazione della stagione: canestri a pioggia, rimbalzi ogni battito di ciglia (sedici in tutto), piedi rapidi e mani cattive in difesa. Mezzo punto in meno per i litigi con il ferro dalla lunetta.
     
    [b]MAALIK WAYNS [/b](15 punti; 2/6 2p; 3/5 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel primo tempo la Dolomiti corre e porta palla con diversi uomini, Maalik va in tilt ed esaurisce tre gettoni del flipper. Nella ripresa cresce al pari di tutta l'OJM. Il bottino grosso, però, arriva quasi tutto quando l'avversario è prossimo al O.K., un po' come quando ci si accontenta di una pizza fredda al calare della festa.
     
    [b]DANIELE CAVALIERO [/b](9 punti; 0/0 2p; 3/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Il ritorno dall'infortunio è coinciso con la nuova quadratura della squadra. Da buon leader, entra silenziosamente nella partita con giocate utili e difesa. Nel quarto decisivo, caricato come una molla, attiva la mano dal perimetro il modo sartoriale: il 3/3 dalla lunga uccide le resistenze della banda di Buscaglia.
     
    [b]CHRIS WRIGHT [/b](5 punti; 1/7 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]I veri playmaker sono in grado di decidere anche le partite in cui litigano con il canestro. Le percentuali al tiro appaiono disastrate, eppure in tutte le azioni topiche c'è lo zampino dell'ultimo arrivato ad attivare le sinapsi dei compagni: dieci assist, nella Varese di quest'anno, valgono un punto esclamativo.
     
    [b]LUCA CAMPANI[/b] (4 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Partita ruvida, interpretata con l'intelligenza di chi sa di dover lavorare sporco per agevolare i compagni e per tenere a bada gli avversari più improbi. Per i gancetti e i tiri puliti, ci saranno ben altre occasioni. Oggi ha vinto lo spirito dei gregari.
     
    [b]GIANCARLO FERRERO [/b](7 punti; 2/3 2p; 1/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Quindici minuti di convincente abnegazione, abbelliti dal tanto cercato canestro dalla lunga (abituale in Fiba Cup, una chimera in campionato), a rinverdire la convinzione che per il piemontese ci sia spazio in serie A. In questa stagione e nella prossima.
     
    [b]RIHARD KUKSIKS [/b](11 punti; 1/3 2p; 3/8 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Anziché passeggiare lungo lo spazio che va dai 6,75 ai 7 metri di distanza dal ferro - non un centimetro in più, non uno di meno - gioca una partita di basket completa e ragionata. Nei momenti di rincorsa, si offre spesso volontario per trascinare la carretta.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b](18 punti; 5/5 2p; 2/2 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Seduto da solo in un angolo del bar, a leggere un quotidiano e ad addentare un panino alla bresaola, viene sfidato a bere birra. Infila una sequenza di bionde senza batter ciglio, si alza sulle sue gambe, aggiunge con lo sguardo cattivo: “tenete pure il resto”. Un ultimo dettaglio: gran parte dei punti arrivano quando la Dolomiti ha il comando del match. Non provocate l'estone.

  • Nicolò Cavalli
    [i]Hop, step, jump.[/i] Con un salto triplo impensabile fino a una settimana fa, quando nella città del Museo egizio Varese rischiava di rimanere imbalsamata all'ultimo gradino della graduatoria, l'atletica banda di Moretti si concede una vittoria nitida. I biancorossi tengono botta ad un primo tempo di marca trentina per poi librare nell'aria lungo una ripresa dai numeri irripetibili (56 punti, con 14/21 da due, 8/10 da tre, nove assist). La classifica finalmente sorride, con Torino staccata di sei lunghezze – virtualmente otto conteggiando lo scontro diretto favorevole – e si intravede la possibilità di centrare la permanenza nella massima serie già nella trasferta di Bologna. Viste però le ali di cera finite arse più volte in questa stagione, limitiamoci ad un convinto complimento sperando che l'etica del lavoro divenga una costante.
     
    [i][b]Ospiti autoritari. [/b][/i]La manovra organizzata della Dolomiti, impreziosita da alcune gemme del “barba” Julian Wright, consegna al tabellino il primo strappo della serata: 6-13 con tutto il quintetto di Buscaglia a referto con punti o assist. Varese incespica dalla lunetta e si trova presto a dover improvvisare schieramenti atipici (come con Kuksiks nello spot di ala grande) per ovviare al reparto interni ridotto dall'[i]affaire [/i]Faye. La spinta in pressione di Cavaliero e la presenza di Davies riducono lo strappo – 15-18 – ma sono ancora le spallate di Wright e Sanders a colorare di bianco e nero il primo periodo: 17-25.
     
    [i][b]La lepre non fugge. [/b][/i]La furia agonistica di Poeta vanifica, a livello di gap, due valide iniziative di Ferrero, nel mentre un paio di fischi arbitrali contestati scaldano gli animi di una Masnago più popolata del consueto (3700 presenti, a produrre molti decibel). Il terzo fallo di Wayns toglie all'alchimista Moretti uno dei pochi ingredienti rimasti in laboratorio, allora ben venga lo show balistico del luogotenente Kangur nel cuore del quarto: 28-32. L'OJM sciorina diversi momenti di vivida intensità, eppure Pascolo e compagni reagiscono da squadra navigata dopo aver subito l'aggancio a quota 35. Varese si incarta nei pressi del ferro, ma con il 5-0 in coda (tripla di Kuksiks ed entrata tanto brutta quanto efficace di Wayns) incide il 40-41 della pausa lunga.
     
    [i][b]Gioco di avances. [/b][/i]La ripresa vede un'impennata nelle medie realizzative – anche in virtù dei ciuffi ad alta percentuale di Davies e Pascolo – nel solco dell'intraprendenza e dell'equilibrio, almeno fino al dardo velenoso di Forray dopo tre errori consecutivi prealpini (52-57 al '25). L'eccessiva foga prodotta da Varese nell'opera di rimonta lascia intravedere qualche punta di debolezza, maliziosamente sfruttata da Trento. Il pragmatismo di Ferrero e la faccia tosta di Brandon (16 rimbalzi e tre stoppate rappresentano un bottino da strabuzzare le pupille) valgono un parziale di 11-0, eppure l'occhiolino al terzo periodo di gioco viene suggellato dal solito Pascolo (nel saldo globale la bellezza di 24 punti + 12 rimbalzi): 63-64.
     
    [i][b]Dica trentatré: Varese scoppia di salute. [/b][/i]Cavaliero lancia la volata lunga (72-66) con due entusiasmanti fiammate dai 6 metri e 75, Trento sente nelle gambe i chilometri di una stagione di EuroCup stancante e vincente e si aggrappa all'ammiraglia con l'astuzia di Poeta. Varese pedala forte, con cambi regolari e intese inaspettate (che lusso il tandem Wright-Davies!), ma ogni tanto viene rallentata dai ventagli dell'ingenuità: 81-75 dopo una persa banale. Questa volta però le grida di Moretti tengono alta l'attenzione del plotone, sveglio e cattivo come in poche altre uscite stagionali. Sull'88-77 Sanders prova l'ultimo disperato tentativo di rimettere in scia, eppure la Dolomiti ha esaurito ogni spillo di Energia. L'ultimo giro è un tripudio di bandiere biancorosse: otto punti di Wayns, quota 100 sfiorata, spazio ai tre giovani della panchina.
     
    Tre vittorie consecutive dell'Openjobmetis inframezzate da una nevicata da vecchi tempi. Negli Stati Uniti la chiamano [i]march madness [/i](“follia di marzo”, con riferimento alle fasi conclusive della NCAA spesso condite da colpi di scena), l'auspicio è che anche la bistratta Varese di quest'anno trovi la lucida follia per mettere la parola fine ai lunghissimi mesi di patimenti. Svegliamoci tutti, è (quasi) primavera!

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]È Nemanja Bezbradica lo "straniero di coppa" scelto dall'Openjobmetis per i playoff di FIBA Europe Cup. La 22enne ala forte (206 centimetri per 97 chili) di nazionalità serba ma nativo della Croazia, dunque tesserabile senza l'impiego del visto, sarà il sostituto di Mouhammad Faye nei quarti di finale contro Anversa e nelle eventuali Final Four. La caccia frenetica di Varese si è conclusa ieri sera con l'offerta ufficiale al lungo in forza a Mostar (13,5 punti, 8,5 rimbalzi e 1,3 stoppate nella lega bosniaca).[/color][/font][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Il lungo del 1993, prodotto di un vivaio importante come quello del FMP Belgrado (un argento agli Europei Under 18 del 2011) e dal 2013 al 2015 in forza al Partizan con qualche apparizione in Eurolega, ha sfruttato la clausola liberatoria nel contratto aperto con il club bosniaco dove si era accasato a fine dicembre. «Un giocatore affamato e deciso a sfruttare al massimo la vetrina che potremo dargli - spiega il g.m. Max Ferraiuolo -. Ci darà una mano prima di tutto in allenamento, con l'obiettivo di alternarlo a Kangur nel ruolo di ala forte per 10-15 minuti di energia e sostanza».[/color][/font][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Tutte le altre piste percorse non avevano dato riscontri positivi, nonostante la disponibilità a versare un buyout: il Trikalla non libererà Ovie Soko prima dello scontro-salvezza di sabato prossimo, e senza esito sono stati anche i sondaggi con club italiani di A2 (Treviglio per Sorokas e Barcellona per Loubeau). La pregiudiziale decisiva è stata quella delle tempistiche strettissime per il tesseramento: Bezbradica dovrebbe arrivare a Varese già domani mattina, in tempo utile per depositare la documentazione entro la dead-line del 10 marzo disposta dalla FIBA.[/color][/font][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/font][/color]
     

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Dopo i no di Daniel Kickert e Tukka Kotti, l'Openjobmetis in caccia dello "straniero di coppa" sposta le sue attenzioni su Ovie Soko. Nulla di fatto con l'ala forte australiana, che ha preferito attendere l'offerta di un club in grado di dargli visibilità in campionato - mentre Varese può tesserare un rinforzo solo per la FIBA Cup - per tornare in Europa dopo due stagioni al Melbourne United. Il veterano finlandese invece ha preferito rimanere in patria per assistere la moglie vista l'imminente paternità (data di scadenza il 6 aprile, proprio quella della gara-3 eventuale contro Anversa).[/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Il club di piazza Monte Grappa ha messo quindi gli occhi sul 25enne inglese che si sta mettendo in luce in Grecia con il Trikalla (settimo marcatore e terzo rimbalzista del campionato a 15,3 e 7,7 di media). Si tratta di un'ala di 201 centimetri per 102 chili dal notevole potenziale atletico che ha esordito da professionista lo scorso anno in A2 francese con il Bouzalac ( 12,9 punti e 5,4 rimbalzi) dopo 4 anni di college fra Alabama-Birmingham e Duquesne (18,4 punti e 8,0 rimbalzi nella sua stagione da senior). Un elemento più simile a Faye, rispetto al quale ha più forza fisica ma meno tiro perimetrale, che potrebbe fare maggiormente al caso di Varese rispetto a elementi più interni e stazzati come Kickert e Kotti. Soko sarebbe in grado di aggiungere alla squadra di Moretti quel quid atletico venuto a mancare con la perdita dell'ala senegalese, costituendo una valida alternativa a Kristjan Kangur nello spot di secondo lungo.[/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]L'operazione sarebbe interessante per l'oggi ma anche per il domani, verificando in ottica futura uno dei nomi emergenti dei campionati europei di livello inferiore all'Italia come l'attuale lega greca. Con l'atleta nativo di Londra ci sarebbe già un'intesa per i prossimi due mesi; ora c'è da trovare la quadra con il club per il quale è tesserato, ostacolo che qualche settimana fa aveva fatto saltare il suo passaggio in serie A2 a Ferrara. Varese è comunque disposta a versare un buyout ragionevole per liberare il giocatore, che gradirebbe la vetrina proposta dal club biancorosso e avrebbe già espresso il suo assenso a lasciare il Trikalla. Si attende la richiesta ufficiale dei greci (in questo week-end il campionato ellenico resterà fermo) per capire se c'è possibilità di trovare un accordo: la documentazione completa dovrà arrivare alla sede della FIBA entro mercoledì prossimo, dunque l'eventuale trattativa dovrà essere molto rapida. [/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]In caso di fumata nera, le alternative sarebbero di profilo decisamente inferiore, a meno di non scommettere sul recupero di Cedric Simmons, l'ex pivot di Brindisi col passaporto bulgaro infortunatosi proprio contro Varese a dicembre 2014: l'atleta del 1986 è fermo da 15 mesi e almeno tre tentativi diversi di riattivazione (l'ultimo un mese fa al Maccabi Tel Aviv) non sono andati a buon fine. Dell'Under 19 "da campionato" se ne parlerà invece da lunedì, con tempi tecnici meno stringenti visto comunque l'impatto relativo su minutaggi e gerarchie che avrà l'innesto di un giovane lungo con compiti principalmente di allenamento.[/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size][/font][/color]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Caccia aperta allo straniero di coppa per l'Openjobmetis: la società di piazza Monte Grappa sonda a tutto campo il mercato degli europei "Bosman A" (ossia i cittadini UE per i quali non serve il visto) per trovare entro lunedì il rinforzo da utilizzare per i playoff di FIBA Europe Cup. L'idea del club sarebbe quella di allungare le rotazioni con un veterano in coppa, e cercare un "baby" straniero per il campionato; ma visti i tempi strettissimi per l'ultimo tesseramento internazionale, la priorità è sul rinforzo da utilizzare contro Anversa per raggiungere le eventuali Final Four.[/color][/font][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]La proposta va da un minimo di 2 a un massimo di 5 partite in 2 mesi, potendo comunque dare una mano anche in allenamento al gruppo di Moretti: vetrina relativa ma comunque non scartata a priori da Daniel Kickert, la 33enne ala forte di passaporto olandese che ha terminato 15 giorni fa la stagione in Australia, e parrebbe interessato a tornare in Europa (dove è stato dal 2006 al 2014 con tappa inaugurale a Livorno, un titolo ucraino a Kiev e tante tappe in Spagna). Se la proposta di Kickert sarà considerata economicamente plausibile, sarà l'ala forte del 1983 - graditissimo al coach - il rinforzo prescelto; l'alternativa è rappresentata da Tuukka Kotti, 35enne nazionale finlandese per anni in Italia (Castelletto Ticino, Rieti, Imola e Forlì) che attualmente gioca in patria con i Bisons Loimaa (9.2 punti e 5.6 rimbalzi di media), pur col problema della possibile concomitanza delle date di FIBA Cup con la nascita del figlio prevista per i primi di aprile.[/color][/font][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Per l'Under 19 straniero che servirebbe principalmente da "polizza assicurativa" per il campionato c'è più tempo, ma ancor meno disponibilità: l'idea sarebbe quella di investire qualora si trovasse un'occasione interessante anche in ottica futura, ma tra chi è già vincolato a un grande club e chi si è promesso a un college americano (non potendo filmare contratti professionistici, dato che la NCAA ha un regolamento rigidissimo che bandisce chi percepisce compensi) l'area di ricerca è molto ristretta. Inoltre, trattandosi di ragazzi così giovani, ci si scontra spesso con i problemi legati alla scuola, che hanno bloccato l'ipotesi del montenegrino Radonjic della Stella Azzurra Roma. Ed anche i contatti con Gianmarco Pozzecco - tra il suo Cedevita e il mercato dei giocatori croati - non hanno sortito esiti positivi.[/color][/font][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]In casa biancorossa però non si pensa solo alla contingenza immediata legata all'emergenza del caso Faye, ma si inizia a ragionare in ottica futura. E il primo giocatore sul quale si riflette è l'ultimo arrivato: in neppure un mese di permanenza a Varese Chris Wright ha conquistato tutti. Alla luce dei punti fermi individuabili sin d'ora in ottica futura, tra conferma dell'attuale guida tecnica e passaggio allo schema 5+5, ripartire da Wright - playmaker puro imprescindibile per il basket organizzato che predilige il tecnico di Arezzo - sarebbe una certezza importante. Se ne parlerà concretamente nelle prossime settimane, ma la strada non sembra impervia come capitò nella scorsa primavera con Maynor ed Eyenga, protagonisti della salvezza dell'era Caja passati all'incasso altrove (rispettivamente a Nizhny Novgorod e Sassari) dopo l'avventura a Varese. Nel frattempo coach Moretti e società hanno fatto un regalo al giocatore, che due giorni fa ha festeggiato la nascita della secondogenita Charlotte Maria: la settimana prossima infatti il playmaker statunitense potrà vedere dal vivo la sua bambina, grazie a due giorni di permesso dopo la partita di Trento per un "viaggio lampo" negli Stati Uniti in programma da lunedì a mercoledì.[/color][/font][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    Scossa nell'animo dall'ennesimo ribaltone di un'annata avvolta dai fumi (fin troppo facile il riferimento alla cannabis assunta nel momento sbagliato da Faye...) delle sfortune e dei disguidi, la banda di Moretti viene ripagata da un pizzico di buona sorte nel momento del bisogno. Varese, bella e agile per trenta minuti, con il pressing delle guardie a compensare il contingente delle plance ridotto al minimo sindacale, non si piega dinnanzi ad un parziale di 1 a 15 e strappa orgogliosamente il passaggio del turno nei play-off.
     
    [i][b]Guardie ispirate. [/b][/i]I punti a raffica del duo Wayns e Wright, monopolizzatori dell'attacco dopo la prova di Torino dedicata prettamente alla regia, valgono il 13 pari al '5. Varese prova ad alzare i toni in difesa, alternando uomo ad accenni di zona, e ne ricava tiri aperti in attacco: il parziale di 11-0 in coda di primo periodo (26-15) vede tra i protagonisti Davies e Kuksiks.
    Il Gaziantep spezza sette minuti abbondanti di abulia offensiva con il dardo di Calloway (29-18), Moretti invece deve fare i conti con la seconda penalità di Kangur e le risicate alternative nel pitturato. Wright ricama per sé e per i compagni – notevoli un paio di assist per Davies coincidenti con il +15 –, i turchi litigano con il ferro (4/14 dal perimetro a metà gara, 13/36 nel saldo globale) e così Varese, pur in crescente debito di ossigeno, mantiene la soglia psicologica della doppia cifra di vantaggio: 42-31 alla pausa lunga.
     
    [i][b]Rincorsa saracena. [/b][/i]Il 9-2 di inizio ripresa, condito da un pregevole gioco corale, obbliga i ragazzi del Royal Hali a subire una strillata sonora da parte di coach Dedas. La reazione arriva solerte con gli [i]yankee [/i]Calloway e Williams (davvero modesto l'apporto degli “indigeni”, ad eccezione di Ogut) bravi a firmare il 54-41, eppure una OJM in assetto guerrigliero non molla sospinta dal migliaio di tifosi presenti a Masnago. Assalto dopo assalto, le sbavature di Ferrero e la forma approssimativa del rientrante Cavaliero offrono il fianco all'ex Rautins (galvanizzato da un canestro in transizione), dunque al '30 il tabellone dice 60-54.
     
    [i][b]In equilibrio sul cornicione. [/b][/i]L'antisportivo comminato a un Davies leonino non partorisce il temuto aggancio. Gaziantep abusa infatti del tiro dalla lunga con fortune alterne, nel mentre Wayns brucia la difesa avversaria e con il plurimenzionato scudiero Brandon scava un nuovo [i]break[/i] (69-56). Stone, proprio l'ex Venezia protagonista di un flirt di mercato mai sfociato in amore, passa da zero a nove punti in un battito di ciglia, Varese spreca un paio di possessi ghiotti e Rautins calca la mano pesante: 70-71 con novanta secondi sul cronometro. Moretti parla con i ragazzi per scuoterli dal parziale di 1-15 e la risposta giunge esemplare. Wayns sigla in sottomano, la difesa si stringe e Cavaliero strappa il rimbalzo decisivo. In lunetta, il triestino timbra una volta su due, arpiona la palla vagante e bissa. Al Royal Hali rimane solo il tempo di subire un altro fallo e di scagliare sul ferro la preghiera, ultimo commiato dall'Europa.
     
    Ecco allora una Varese scapestrata regalarsi un primo tangibile traguardo stagionale. Ai quarti di finale i biancorossi incroceranno le lance contro Anversa. Ricordi fiamminghi di epopee di Coppa Campioni si mescoleranno alle sensazioni, strane e meno nobili, della Fiba Cup di quest'anno. Comunque vada, la birra sarà ottima: [i]blanche[/i], [i]blonde[/i], [i]rouge[/i]. Visti gli stravizi di certi atleti, ai fedelissimi un paio di boccali non saranno certo vietati...
     
     
    [i][b]Il migliore: Christopher Wright. [/b][/i]Senza dimenticare Wayns (20 punti) e Davies (19 p. con 12 rimbalzi), parimenti decisivi nella lotta arcigna, premiamo l'ultimo arrivato del clan. Otto assist e una difesa sempre attenta certificano, al pari dei 13 punti, la presenza di ingranaggi ogni giorno più oliati.
     
    [i][b]Il peggiore: Giancarlo Ferrero. [/b][/i]Non si tratta di una insufficienza grave o di una bocciatura, tuttavia rimangono negli occhi alcune scelte forzate, falli ingenui e palloni gestiti con troppa timidezza. Spesso emblema della classe operaia al potere, siamo sicuri che darà un valido contributo alla volata salvezza e nel doppio (o triplo) confronto con Anversa.

  • simon89
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]L’Openjobmetis cerca gloria in Europa ma deve fare i conti con il caso Faye. La tegola pesante è arrivata nel primo pomeriggio di ieri con la notizia della positività dell’ala senegalese, sospeso cautelativamente dal CONI per le tracce di cannabis riscontrate dopo il controllo antidoping del 14 febbraio effettuato al termine del match contro Capo d’Orlando. Lo stop riporta Varese nelle condizioni di emergenza numerica proprio nella serata in cui a Masnago (palla a due alle ore 20.30) deve giocarsi il passaggio ai quarti della FIBA Cup nella “bella” contro i turchi del Gaziantep.[/color]
    [color=rgb(0,0,0)] [/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Appena risolto il problema esterni con l’aggiunta di Wright e il rientro di Cavaliero, ora la falla si apre nel reparto lunghi, che perde un giocatore da 9,3 punti e 7,9 rimbalzi di media in campionato senza la possibilità di trovare un sostituto di pari valore visto che i 16 tesseramenti disponibili sono stati già esauriti un mese fa. Ora partirà una corsa contro il tempo per provare a scovare un prospetto europeo del 1997 in grado di dare una mano per qualche minuto ad un reparto che dovrà sopperire alla defezione - definitiva a tutti gli effetti - dell’unico elemento dinamico a disposizione di coach Moretti.[/color]
    [color=rgb(0,0,0)] [/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Ma anche se Varese riuscisse a scovare una “stampella” futuribile ma già utile da affiancare ad un Kangur costretto agli straordinari (visto che due lunghi frontali come Davies e Campani sono proponibili in coppia solo contro determinati avversari), è impensabile che chiunque arrivi riesca a surrogare la perdita di uno degli elementi più in forma del [i]roster[/i]. Il quale, però, ha commesso una leggerezza imperdonabile, al di là delle scuse di circostanza mormorate ieri pomeriggio al PalaWhirlpool. Una mancanza di fronte alla quale la società non potrà far altro che chiudere il rapporto contrattuale in anticipo.[/color]
    [color=rgb(0,0,0)] [/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Nel frattempo, stasera si gioca una partita importante per molti motivi: in ballo c’è un bel gruzzoletto in termini economici (25mila euro di [i]bonus[/i] di risultato e altri introiti dagli sponsor, più uno o due incassi per gli eventuali quarti di finale) e, soprattutto, la possibilità di proseguire il cammino europeo con il vantaggio del fattore campo contro Anversa, che ha eliminato a sorpresa il quotato Villeurbanne.[/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Dal punto di vista numerico, l’assenza di Faye sarà compensata dal ritorno a referto di Varanauskas e, nella sovrabbondanza di esterni, non è da escludere lo spostamento del “jolly di coppa” Ferrero nel ruolo di secondo lungo, specie contro un’avversaria molto perimetrale come il Gaziantep.[/color]
    [color=rgb(0,0,0)] [/color]
    [color=rgb(0,0,0)]L’auspicio della società è che il gruppo sappia reagire nel modo giusto alla tegola e ripeta la prova corale di Torino contro un’avversaria temibile sull’asse esterno Calloway-Rautins ma parsa comunque battibile se affrontata sul piano del ritmo e dell’aggressività come accaduto due settimane fa a Masnago. E proprio al PalaWhirlpool la squadra di Moretti chiede la spinta giusta per superare l’ennesimo ostacolo di una stagione comunque sfortunatissima, al di là degli errori di mercato: il credito riscosso dai biancorossi con il [i]raid[/i] del PalaRuffini andrà monetizzato in termini di presenze in tribuna nella decisiva “bella” di stasera.[/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Se la squadra saprà mettere in campo il giusto piglio combattivo per sopperire alla perdita di Faye e riuscirà a stimolare il pubblico con un atteggiamento aggressivo, allora il fattore campo potrà pesare in maniera decisiva pure in Europa. E spingere l’Openjobmetis tra le prime otto di una coppa che comincia a fare gola. E non solo per ragioni economiche.[/color]
    [color=rgb(0,0,0)] [/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font]

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