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VareseFansBasketNews

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Fiducia alla governarne attuale, aumentando competenze e poteri di Massimo Ferraiuolo per i prossimi tre mesi; un CdA basato su un general manager forte e un manager extra-sportivo con un presidente di rappresentanza per la prossima stagione. Nessuna rivoluzione, confermando il mandato presidenziale di Stefano Coppa: l'unica novità che esce dall'assemblea del consorzio è quella del ruolo più importante affidato a Ferraiuolo (già d.s. a interim negli ultimi tre mesi del 2014/' 15) sopravanzando nelle gerarchie Bruno Arrigoni visto l'esaurimento delle sue mansioni di uomo-mercato con la chiusura dei tesseramenti e la necessità di una figura che abbia il polso dell' ambiente nel fungere da raccordo tra squadra, coach e società.[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Così la proprietà della Pallacanestro Varese gioca le sue carte per risolvere la crisi della squadra di Paolo Moretti e disegna il futuro della governance in scadenza il 30 giugno. L'assemblea dei 53 soci, svoltasi nella fattoria Gaggio di Bodio Lomnago, ha rinnovato fino al 2019 il mandato del Cd A di "Varese nel Cuore" guidato da Alberto Castelli. E allo stesso tempo discusso delle strategie di stretta attualità e di quelle per la stagione futura: il presente significa continuità senza svolte che avrebbero avuto un impatto traumatico su un ambiente già scosso dai risultati negativi delle ultime settimane. «Un cambiamento ai vertici sarebbe inutilmente traumatico, dunque sosteniamo gli attori attuali affidando a Stefano Coppa il compito di trovare le giuste soluzioni - spiega Alberto Castelli -. Allo stato attuale c'è fiducia nella gestione corrente. Cambiare in corsa avrebbe creato ulteriori tensioni, siamo convinti che l'attuale CdA abbia le ca- pacità e i mezzi per risolvere la situazione. Il ruolo di Ferraiuolo? Toccherà al presidente trovare gli equilibri interni, ma è una risorsa preziosa che rappresenta la continuità del club. Se sarà lui la persona in grado di ottimizzare le risorse ben venga, al di là della stima personale che nutro nei suoi confronti».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque, Coppa confermato alla presidenza col supporto di Ferraiuolo in veste di g.m. per chiudere la stagione. Ma per il futuro l'assemblea dei soci ha scelto pressoché all'unanimità il format del futuro CdA. «La proprietà ha scelto di costruire un consiglio a valle del quale ci sarà una divisione tra area sportiva e non sportiva - spiega Castelli -. L'idea è di cercare un g.m. esterno al CdA che assieme all' allenatore si occupi della costruzione e della gestione della prima squadra, staccando il settore giovanile che diventerà una struttura a parte: l'idea è quella di formare una catena di comando molto stretta. Si cercherà inoltre una persona che si occupi dell'aspetto manageriale, tra marketing, aspetti finanziari, ricerca risorse e rapporti istituzionali, valorizzando comunque al massimo le risorse interne, mentre il presidente sarà una figura rappresentativa».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Di certo, il primo nome del CdA del futuro è quello di Fabrizio Fiorini: il vicepresidente di "Varese nel Cuore" è ufficialmente entrato ieri a far parte della governance della Pallacanestro Varese, col ruolo di uomo di raccordo tra i due consigli. Per l'uomo forte dell'area tecnica che verrà il ballottaggio sembra ristretto a Claudio Coldebella e Cecco Vescovi, ma Castelli indica come priorità la scelta degli uomini della "stanza dei bottoni": «La logica vuole che prima vengano nominati i membri del CdA e che poi siano questi a scegliere le persone cui affidare le aree di riferimento. È la prima volta che noi proprietari ci troviamo a prendere questo tipo di decisioni e logicamente saremo partecipi nelle scelte strategiche, a partire dalla presenza di una figura di collegamento tra i due consigli».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size][/font][/color]

  • simon89
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]Oggi il Consorzio Varese nel Cuore, la proprietà della Pallacanestro Varese, quell'insieme di imprenditori e appassionati che cinque anni fa hanno garantito la sopravvivenza di questa società, si riunirà per rinnovare le proprie cariche, per approvare il proprio bilancio e per inquadrare quello che sarà il futuro della sua controllata.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Non vorremmo essere nei loro panni: oggi, qui, ora, il futuro è difficile da immaginare, se non nero come le nuvole che aleggiano sopra il presente. Non esiste futuro se si retrocede. Non esistono considerazioni sul budget, sui giocatori, sui presidenti, sui dirigenti, su modalità di composizione dei consigli d'amministrazione. Non esiste più nulla. Oggi, qui, ora, il futuro si gioca sul campo e farebbero bene a stamparselo nella mente tutti: squadra, società, consorzio.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]La sconfitta nel terribile e crudele match salvezza contro Capo d'Orlando ha un peso enorme, con tutto quel carico di conferme negative che si porta dietro. Non esiste squadra più scarsa in serie A rispetto a Varese, non esiste formazione più povera di talento individuale. Per dire: guardi giocare la Betaland, una delle supposte avversarie di questa estenuante corsa per rimanere in serie A, e non hai alcun dubbio nel giudicare quale sia la squadra più attrezzata, più scafata, più abile. I siciliani ieri hanno dominato e solo l'orgoglio di Giancarlo Ferrero, il giocatore meno pagato di questa rosa con Varanauskas, quello che certi fenomeni in società volevano mandar via a dicembre, ha consentito il recupero e la vittoria sfiorata.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Questa è la squadra peggiore che abbia mai vestito il biancorosso: quella che nel 2008 retrocesse era più indolente, il che è grave, ma non più debole. Anzi. Oggi, nella riunione tra i consorziati, l'unico accenno al futuro deve essere in questo senso: chi ha costruito tale accozzaglia di mestieranti, chi ha scelto certi giocatori stranieri da mettersi le mani nei capelli, chi ha ritardato ogni operazione di mercato non deve essere più riproposto il prossimo anno, sempre che ci sia un prossimo anno. Ci deve essere un limite, in tutto.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]E mentre nella sala hospitality del Palawhirlpool c'è ancora chi ha il coraggio di ridere e scherzare dopo la partita, l'ultimo consiglio di giornata noi lo diamo a coach Paolo Moretti, che in sala stampa ha affermato di pensare solo alla coppa da oggi in poi: coach, mercoledì sera, contro il Gaziantep, metta in campo gli juniores. Qui c'è qualcosa di ben più importante che dovrebbe catalizzare i pensieri. Ha un solo nome, molto semplice: si chiama sopravvivenza.[/color][/size][/font]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]Scherzando col fuoco si finisce per scottarsi malamente. Varese paga sulla sua pelle le troppe leggerezze commesse sul campo nelle ultime due settimane, e sprofonda in piena zona retrocessione a 10 turni dal termine di un campionato sempre più complicato. Le istantantee decisive di un match da “sliding doors” per la stagione biancorossa sono gli errori finali di Chris Wright e il canestro partita di Ryan Boatright, i rinforzi scelti rispettivamente da Openjobmetis e Betaland per giocarsi il rush finale. Il giudizio sul play ex Pesaro non può che essere sospeso, sebbene nell’economia della partita la produzione perimetrale modesta dei due esterni americani di Varese rispetto allo show balistico dell’ex Connecticut (4/24 in due contro 12/18 in 27’) sia la principale chiave di lettura.[/color][/size][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]Ma come è possibile che l’ultimo arrivato, inattivo dal 17 novembre, sia chiamato a giocarsi i possessi decisivi della partita più delicata della stagione? E come è possibile arrivare alla partita più delicata della stagione con un playmaker fermo da 3 mesi e con soli 5 giorni di allenamento con la squadra? Domande da girare a chi si è arrovellato fin da metà settembre sul conto di Maalik Wayns [/color][color=rgb(0,0,0)]e della sua leadership nel ruolo nevralgico in cabina di regia. Che il rapporto tra Paolo Moretti e il giocatore di Philadelphia - e il suo amico d’infanzia Galloway - sia stato complicato sin dall’avvio è indiscutibile. Alla fine, tra l’interregno di Ukic - imprescindibile per un mese, poi indigesto a tutti - e il mese positivo tra metà dicembre e metà gennaio di Maalik, si è optato per sfiduciare un giocatore comunque troppo alterno e condizionante a dispetto delle imprese balistiche di Minsk e Caserta. Ma così va ricostruita a metà febbraio un’identità nuova nelle mani di un giocatore di quantità, proprio nel momento in cui la classifica fa davvero paura.[/color][/size][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]Le due vittorie regalate a Pesaro e Capo d’Orlando avrebbero permesso ai proprietari di ragionare in maniera più serena sulla forma da dare al futuro nell’assemblea di stasera, e all’ambiente di concentrarsi sugli ottavi di FIBA Cup contro il Gaziantep. A questo punto però la priorità assoluta è quella di prepararsi al meglio per la trasferta del 28 febbraio a Torino, confidando di recuperare Cavaliero e Campani (i cui problemi fisici sono stati parte integrante della crisi dell’ultimo mese) e di trovare la giusta alchimia tecnica tra Wright e Wayns. E l’assemblea del consorzio di stasera? Prima di parlare del futuro, a partire dal nome del presidente (intanto Carlo Recalcati - uno dei 4 candidati a un ruolo chiave - è stato esonerato ieri da Venezia), va messo in sicurezza il presente...[/color][/size][/font][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](14 punti; 4/9 2p; 0/2 3p; 6/9 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Esce aalla distanza dopo una partenza di match da tregenda. Nella ripresa picchetta la tenda nel pitturato avversario e calamita falli a iosa da parte degli avversari. Peccato per quei tiri liberi sbagliati, di solito il pezzo forte della casa, emblema del “vorrei ma non posso” di questa stagione.
     
    [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](10 punti; 2/2 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Nemmeno malaccio come atteggiamento offensivo, mettendo in difficoltà la variegata truppa di lunghi in magli Betland, finisce nel dimenticatoio (punizione forse sin troppo dura) a causa di difese abbozzate e rimbalzi persi a un palmo di distanza. Ma siamo sicuri che fosse l'unico a dormire?
     
    [b]MAALIK WAYNS [/b](6 punti; 1/4 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Gioca per se stesso – peraltro davvero male – senza servire alcun assist per i compagni. Litiga con i ferri di Masnago, sembra un telepass in difesa, ha il volto dimesso già dopo il primo svantaggio. Appena esce dal campo, la squadra gira decisamente meglio. Disastroso.
     
    [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Basta vedere i quattro palloni platealmente gettati alle ortiche per avere un'idea del livello del folletto lituano. Ha giocato per una vita a basket tre contro tre, peccato che qui si faccia sul serio.
     
    [b]CHRIST WRIGHT [/b](9 punti; 1/9 2p; 1/3 3p; 4/6 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Volenteroso ma appesantito, inglorioso nelle percentuali ma attento a servire qualche pallone ai compagni, in difficoltà assieme ad un altro play e a suo agio in un quintetto classico. Una prestazione vissuta sull'onda dell'emotività, fino all'errore fatale. Ma Moretti ha forse ecceduto nel caricarlo di responsabilità?
     
    [b]LUCA CAMPANI[/b] (0 punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Visto il malcontento della Piazza, qualcuno spieghi [i]coram populo [/i]se si tratta di infortunio o meno. Nella mattanza subita rimbalzo, l'atipicità di Luchino avrebbe forse messo qualche pezza.
     
    [b]GIANCARLO FERRERO [/b](16 punti; 6/7 2p; 0/2 3p; 4/7 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Con dieci giocatori attenti e agguerriti come lui, l'OJM in classifica sarebbe in zona play-off. Giancarlo scuote i compagni, taglia verso il ferro avversario come se dovesse assaltare il fortino nemico, sfrutta tutti i [i]mismatch [/i]concessi dall'avversario. Si guadagna due [i]standing ovation[/i], grazie lo stesso per il cuore.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b](13 punti; 3/4 2p; 1/1 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]D'accordo, visti l'età e gli acciacchi, i ricordi di scudetti e palcoscenici stellati sono lontani. Eppure, fossimo stati in lui, dopo quel pietoso primo quarto collettivo ce ne saremmo andati offesi nell'anima. KK invece ci prova fino in fondo, con punti, rimbalzi, difesa, assist. Gli chiediamo un ultimo sforzo da qui a maggio: salvaci tu.
     
    [b]RIHARD KUKSIKS [/b](11 punti; 1/1 2p; 3/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]I nove punti siglati nell'ultimo periodo, quando l'Orlandina pareva avere la strada spianata, rappresentano un estratto di bravura e carattere. Ma per scrivere pagine importanti, siano esse per un titolo o una permanenza nella categoria, si richiede ben altra costanza.

  • Nicolò Cavalli
    Un primo tempo in cui Varese si fa prendere in testa 25 rimbalzi (contro 12) e non indovina un accoppiamento difensivo, un terzo quarto condotto con il terrore negli occhi e la nebbia nella mente, una reazione vivida sprecata nel momento topico di una serata di infiniti rimpianti (un dato su tutti, il 19/28 dalla lunetta). Questa la [i]summa[/i] – nel senso di riassunto, ma anche di [i]iniuria[/i] – di una gara mal preparata da Moretti e bucata tremendamente da alcuni interpreti (Wayns). Una partita che, senza scaramanzia alcuna, temiamo verrà raccontata tra qualche mese per descrivere la discesa verso gli inferi della Lega Due.
     
    [i][b]Chi ha scritto la sceneggiatura? [/b][/i]In un avvio di gara con modestissimo livello tecnico e agonistico, sono i veterani di Capo d'Orlando, Bowers e Jasaitis, a produrre il primo allungo (5-8). Moretti richiama in panchina l'esordiente Wright, artefice di qualche forzatura e in vistoso ritardo di condizione, trovando dagli altri attori in campo una recitazione da [i]b-movie [/i]resa ancor più grottesca, nei ranghi avversari, dalla schiacciata mancata da Oriakhi. Cinque punti di polpastrello di Kangur, uno che quanto meno ha calcato palcoscenici di vera pallacanestro, e sette di Boatright, campione NCAA 2014, ridanno dignità alla partita in concomitanza della prima pausa: 15 pari, ma il copione è da cestinare.
     
    [i][b]Monologo di Boatright. [/b][/i]La girandola di cambi biancorossa, utile soltanto a lasciare il solito numero 11 ospite libero di martellare da ogni posizione (deliziosa la tripla del 17-24), richiama la proprietà di matematica elementare per cui cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia: affanno, approssimazione, paura. Due conclusioni pesanti di Faye e il primo squillo di Wright – 26-28 a metà periodo – non fanno il paio con la dovuta attenzione difensiva e nel presidio dei tabelloni: perfino il baby Laquintana assume i galloni del leader trascinando la Betland alla doppia cifra di vantaggio. Una rubata, convertita in affondo al ferro, di Ferrero riscalda l'ugola dei fedelissimi di Masnago, eppure i ragazzi di Di Carlo procedono imperterriti (ventello di Boatright e dardo di Ilievski) prima dell'entrata di [i]Momo [/i]per il 38-43 della pausa lunga.
     
    [i][b]Un coro di balbettii. [/b][/i]La zona morettiana di inizio ripresa fa sudare l'Orlandina, comunque abile a scrollarsi di dosso le ragnatele con il ciuffo di Bowers, mentre sul fronte offensivo il piatto prealpino continua a piangere lacrime amare. Il metro arbitrale scontenta un po' tutti, mentre le polveri bagnate di Varese (nel periodo, 0/5 dall'arco e 6/11 dalla lunetta) regalano un largo sorriso alla diligente banda messinese: 45-52. Il migliore siparietto arriva dalla panchina biancoblu, dove un Di Carlo fin troppo nervoso viene calmato da Basile, ultimo panda della generazione d'oro del basket nostrano. Sbaglia e sbaglia ancora, la Betland crea alla fine il solco con Boatright e Bowers: raccapricciante che lo staff di casa si rifugi nel time-out quando la grandine ha già partorito il 49-60, gap replicato all'ultimo riposo (54-65).
     
    [i][b]Beffa meritata. [/b][/i]Due triple di Kuksiks, innescate dalla forza della disperazione più che da schemi ponderati, e tre canestri di pura rabbia di Ferrero rimettono sui binari dell'equilibrio (68-71) una gara deragliata, poche stazioni prima, in concomitanza del meno tredici del minuto '32. La furia cieca dell'OJM, in vantaggio dopo un'eternità sul 73-71 grazie a una magata di Kangur, viene placata dalla retina arsa dalla lunga da Jasaitis. Varese macina finalmente gioco e orgoglio, trovandosi coesa con il peggior Wayns della stagione messo a sedere, così da una stoppata di Davies nasce la spinta propulsiva per il 78-74. Capo d'Orlando non molla un millimetro (4/4 dalla linea della carità), il ferro rifiuta il canestro di Wright che avrebbe significato vittoria, Jasaitis timbra i liberi dell'81-80. Moretti, dopo il minuto di sospensione, consegna la palla al nuovo arrivato, il quale utilizza male tempi e spaziature. Ecco allora il furetto Boatright incunearsi nell'area avversaria, nascondere la palla, farla riapparire nel cesto ammutolendo i 3700 di Masnago. Punti numero 30 e 31 per il soldato Ryan, come a dire che gli acquisti azzeccati in corsa decideranno la permanenza nella massima serie. Torino ha aggiunto Dyson al [i]roster[/i], Pesaro Daye, Capo d'orlando Boatright, Varese ha tenuto Galloway in squadra fino a febbraio. A voi le considerazioni...
     
    Immaginatevi il classico finale da film americano, con il protagonista impegnato nel disperato tentativo di saltare sul treno lanciato a tutta velocità. Varese prova ad allungarsi fino alla maniglia. Mancano pochi centimetri ma la presa non è sufficientemente salda. E rotola via, nelle lande impolverate della mestizia e dei timori. Due partite di Fiba Cup, inutile ingombro ma auspichiamo valvola di sfogo, prima di giocarsi la stagione all'ombra della Mole. Una sconfitta a Torino vorrebbe dire, questa vola per davvero, retrocessione.

  • simon89
    [size=4][font=arial]Tre formule diverse, ciascuna abbinata ad un nome forte da adattare alla soluzione stabilita per la forma della nuova governance della Pallacanestro Varese. Ultimi preparativi in vista dell'assemblea dei 53 soci di "Varese nel Cuore", che lunedì si ritroveranno per rinnovare le cariche alla guida del consorzio dei proprietari della società di piazza Monte Grappa. Ma se il prolungamento del mandato attualmente in carico ad Alberto Castelli ed al suo CdA di guidare il consorzio fino al 2019 pare una semplice formalità, l'appuntamento previsto all'indomani della sfida-salvezza con Capo d'Orlando dovrà indicare la direzione da intraprendere per i criteri di composizione e le competenze del nuovo CdA del club biancorosso, il cui mandato scadrà al 30 giugno. L'idea è che l'assemblea di lunedì non dovrà essere una sorta di referendum prò o contro l'attuale presidente Stefano Coppa, ma l'occasione di confronto per capire quale delle tre soluzioni tratteggiate da Castelli in settimane di consultazioni ad ampio raggio dentro e fuori la società, sia la più adatta per guidare in maniera più efficace un club nel quale i proprietari sono decisi ad avere un ruolo molto più centrale rispetto ai primi 4 anni.[/font][/size]
     
    [size=4][font=arial]La prima ipotesi sul piatto prevede un consiglio formato da figure già interne a società e consorzio, nel quale ciascuno rivestirà un ruolo legato alle proprie competenze imprenditoriali o professionali, affidando la presidenza a una figura puramente tecnico-sportiva (Carlo Recalcati?).[/font][/size]
     
    [size=4][font=arial]La seconda è per un consiglio "apicale", come quello attualmente guidato da Coppa, con un ampio mandato nelle mani del presidente e un manager esterno (il nome gettonato è quello di Andrea Conti) ad occuparsi della gestione sportiva.[/font][/size]
     
    [size=4][font=arial]Infine, e al momento sembrerebbe l'ipotesi che gode di maggior credito, un consiglio guidato da un presidente di rappresentanza e un mandato forte per un direttore generale esterno al CdA (in ballottaggio ci sarebbero Claudio Coldebella, attuale dg della Lega Nazionale Pallacanestro, e un ritorno di Cecco Vescovi) che si occuperebbe della gestione della società a 360 gradi.[/font][/size]
     
    [size=4][font=arial]Sembra comunque scontata in tutti i casi la valorizzazione delle competenze delle figure già all'interno della società, a partire da quella di Massimo Ferraiuolo. Ma al momento attuale i nomi dei possibili candidati per un ruolo nella stanza dei bottoni della società sono pure e semplici ipotesi, da esplorare in maniera concreta solo dopo che l'assemblea dei soci orienterà il suo voto verso una delle tre soluzioni al vaglio. Toccherà poi ad Alberto Castelli operare concretamente per riempire le caselle vuote e arrivare ad un assetto definitivo della nuova governance entro Pasqua. Ma più che una rivoluzione totale, c'è da attendersi un riposizionamento con l'aggiunta di una sola - per quanto importante - figura esterna agli assetti attuali. Confidando che la squadra di Moretti metta al sicuro la permanenza in serie A in tempi ragionevolmente rapidi, l'altro obiettivo del CdA di "Varese nel cuore" è quello di definire entro fine aprile il budget per la stagione 2016-17, garantendo l'operatività della nuova governance appena conclusa la stagione in corso.[/font][/size]
     
    [size=4][font=arial]Giuseppe Sciascia[/font][/size]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Chris Wright mette subito a frutto le sue doti di leader nella prima uscita con indosso la maglia dell'Openjobmetis. Il galoppo a porte chiuse contro la Sam Massagno, ormai tradizionale sparring partner dei biancorossi, ha permesso al nuovo playmaker varesino di inserirsi nei giochi della squadra di Paolo Moretti in vista del delicatissimo match casalingo di domenica contro Capo d'Orlando.[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']È il "testimone oculare" Massimo Ferraiuolo a raccontare le prime sensazioni relative al debutto del regista ex Georgetown: «Wright ha mostrato le doti che tutti ci aspettavamo da lui; è un playmaker vero, ha leadership innata e soprattutto ha abitudine e attitudine ad attaccare rapidamente il ferro, creando spazi per i nostri numerosi tiratori frontali che beneficeranno delle sue qualità propulsive». Bene il nuovo regista biancorosso, insomma, parso in condizioni discrete -potenzialmente tra il 60 e il 70 per cento della forma - dopo i tre mesi di inattività, ma bene anche Maalik Wayns nel nuovo ruolo di guardia: il giocatore di Philadelphia ha ripreso gli allenamenti già ieri mattina e nel galoppo contro gli svizzeri ha mostrato un'interessante dimestichezza con il nuovo ruolo nel quale si sposterà con l'arrivo di Wright.[/font][/color][/size][/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica] [/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Minutaggio elevato anche per Luca Campani, che sembra completamente recuperato dopo i problemi al ginocchio della settimana scorsa, mentre a Kristjan Kangur è stato concesso un turno di riposo assoluto capitalizzato al meglio da Mouhammad Faye, certamente il più beneficiato dall'innesto di un regista capace di attivarlo sul perimetro con tanti canestri da fuori con i piedi per terra per l'ala forte senegalese. [/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size][/font][/color]

  • simon89
    [size=4][font=arial][color=rgb(78,79,89)]Premessa doverosa: non so dire se questa sarà [/color][b]l’ultima intervista con Stefano Coppa nelle vesti di Presidente della Pallacanestro Varese.[/b][color=rgb(78,79,89)] Non so dirlo perché, come noto, nei prossimi giorni il club di Piazza Montegrappa è atteso da importanti riunioni, dalle quali, probabile, molto probabile, scaturiranno decisioni altrettanto importanti. Preconizzare quello che ci riserverà il futuro è quindi difficile.[/color][/font][/size]
    [size=4][font=arial] 
    [b][color=#4e4f59]Prima domanda: bilancio a metà stagione, sottolineando negatività e punti di forza…[/color][/b]
    [b][color=#4e4f59][b]“[/b][/color][/b][color=#4e4f59]Inutile girarci intorno, parlando di campionato il bilancio è molto deludente e ampiamente sotto le aspettative. Le ragioni sono diverse. La prima è da ricondurre ad un inizio travagliato, marchiato a fuoco dagli infortuni che hanno stravolto l’idea di squadra che avevamo in mente. Di fatto, in quel periodo così delicato per la costruzione di una squadra, coach Moretti ha sempre avuto qualche bastone tra le ruote e qualità del suo lavoro, che avrebbe dovuto essere un “plus” per il gruppo, non è mai decollata. La seconda ragione è che, col senno di poi, posso, anzi, possiamo tranquillamente affermare che le valutazioni fatte a proposito di alcuni giocatori si sono rivelate scorrette. Per dirla chiara: con alcuni giocatori – Thompson, Shepherd e Galloway -, abbiamo chiaramente toppato e qualcosa nella loro gestione non ha funzionato. In Coppa, invece, siamo dove volevamo essere e i primi obiettivo sono stati centrati in modo più che soddisfacente. Tra i punti positivi metto certamente l’aver scelto l’allenatore giusto e averlo blindato con un contratto pluriennale a garanzia di un futuro che, comunque, voglio vedere in rosa. Il secondo punto positivo è l’aver raccolto un gruppo di giocatori italiani – tra questi, lo ricordo, anche Lorenzo Molinaro che tornerà miglioratissimo dalla sua esperienza in LegaDue – giornata dopo giornata stanno dimostrando di avere peso tecnico in campo e personalità in spogliatoio. Attraverso di loro vogliamo passi la costruzione di un’identità forte anche per l’avvenire”.[/color]

    [b][color=#4e4f59]Capitolo Galloway…[/color][/b]
    [b][color=#4e4f59][b]“[/b][/color][/b][color=#4e4f59]Una “querelle” che, è giusto ammetterlo, si è trascinata troppo a lungo. Questo perché i tempi dell’operazione di dismissione non hanno coinciso con le esigenze della squadra. Tuttavia, nel caso di Ramon ci siamo chiesti più e più volte se da parte nostra è stato fatto tutto il possibile per metterlo nelle migliori condizioni di lavorare ed essere utile alla squadra. Gli abbiamo perdonato una prima volta atteggiamenti davvero sconvenienti e dannosi per staff tecnico e compagni. Dopo le scuse lo abbiamo riaccolto nel gruppo come e più di un figliol prodigo ma, lo avete visto tutti, Galloway è ricaduto nei suoi comportamenti sbagliati. Questa volta anche contro il pubblico. A quel punto la sua posizione è stata davvero indifendibile”.[/color]
     
    [b][color=#4e4f59]Caso-Ukic?[/color][/b]
    [color=#4e4f59]“Altra spina nel fianco di questa stagione molto “sfigata”. Roko, è giusto riconoscerlo, appena arrivato ci ha dato una grande mano aiutandoci a superare un momento critico. Poi, però, col passare delle settimane ha assunto comportamenti di superiorità che lo hanno posto al di fuori del gruppo. Atteggiamenti francamente fastidiosi nei confronti di allenatori e compagni. In ogni caso, riconoscendone valore e importanza abbiamo cercato di accontentarlo in tutti i modi e mostrato l’intenzione di esaudire le sue richieste. Ukic, per tutta risposta, ha fatto un altro passo per allontanarsi da tutti noi ed il fatto che sia finito proprio a Cantù credo dica tutto”.[/color]

    [b][color=#4e4f59]Cambiamo pagina e parliamo di vita societaria, soprattutto futura.[/color][/b]
    [color=#4e4f59]“Il futuro della squadra, lo dicevo prima, è abbastanza delineato sotto il profilo tecnico e quindi a giugno 2016 non dovremo ripartire ancora da zero perché una base, solida e ben strutturata, c’è già. Una prospettiva approvata anche dal CdA che mi rende orgoglioso del lavoro fatto perché di questi tempi allungare lo sguardo oltre il quotidiano è già un merito. Per quanto riguarda me il discorso è ancora più semplice e chiaro: sono disponibile a rimanere solo se programmi e idee sono   ampiamente condivisi, altrimenti è bene che tutti lo sappiano: non ho il sedere attaccato al cadreghino, posso tranquillamente tornare al mio lavoro e dedicare tempo al basket seguendo solo Giacomo ed Edoardo, i miei figli. L’unica cosa che non vorrei, anzi, non voglio proprio è spaccare il Consorzio sul mio nome, sia perché la questione “Coppa sì; Coppa no”, sia perché il Consorzio, checché ne dicano i soloni che parlano per niente è ancora oggi l’unico punto fermo e di garanzia per la Pallacanestro Varese”.[/color]
     
    [b][color=#4e4f59]La “carta”, quella del calendario, chiama tutti a raccolta per il match contro Capo d’Orlando.[/color][/b]
    [b][color=#4e4f59][b]“[/b][/color][/b][color=#4e4f59]Gara delicatissima, da vincere a tutti i costi per cercare di tenerci alle spalle fantasmi, paure e angosce. Noi siamo “Varese nel cuore”, il motto preferito e cantato dai miei figli, e ‘sta gara la possiamo vincere solo spremendo tutto quello che il nostro cuore di tifosi, giocatori e dirigenti  può offrire. Fino all’ultima goccia di sangue”.[/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial]Massimo Turconi[/font][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Sei stagioni di Pallacanestro Varese in cifre per capire le ragioni dei fasti del primo triennio dell'era "Varese nel Cuore" e delle difficoltà in classifica dal 2013 a oggi. I dati, ricavati principalmente dai bilanci certificati fino alla stagione 2013/'14 (quello del 2014/'15 dovrebbe essere ratificato dall'assemblea del consorzio di lunedì), fotografano nitidamente l'evoluzione delle risorse a disposizione dal 2010 a oggi. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Evidente la differenza tra il primo ciclo triennale conclusosi con la stagione degli "Indimenticabili" e le ultime tre annate vissute stabilmente nella metà bassa della classifica: il contributo della famiglia Castiglioni all'interno di "Varese nel Cuore" (prima 800, poi 500 e infine 300mila euro dal 2010/'11 al 2012/' 13) e il peso rilevante degli sponsor di maglia - il contributo di Cimberio era quasi doppio rispetto a quello di Openjobmetis, in più c'erano gli accordi triennali con Superenalotto e Air One. consentivano alla società di disporre di un monte-stipendi molto più elevato.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']I problemi sono nati quando, alla scadenza degli accordi con gli sponsor del primo triennio e senza più l'apporto della famiglia Castiglioni, si è cercato di mantenere l'ossatura degli "Indimenticabili" sobbarcandosi però contratti non più sostenibili (300mila dollari per Ere o 150mila euro per Sakota). II 2013/'14 iniziato con un monte-stipendi sostanzialmente analogo a quello degli "Indimenticabili" è diventato presto insostenibile per le casse del club. E la ricerca spasmodica di risorse fresche attraverso nuovi partner e consorziati (c'era anche chi pensava di cedere la società a Nicola Laurenza in modalità polisportiva con il calcio...) non ha avuto esito positivo, se - come sembra - a maggio di due anni fa la società vantava crediti sospesi per fatture emesse e non saldate per oltre 700mila euro, con alcune scelte (vedi l'addio a Polonara e ai 180mila euro del terzo anno del suo contratto) obbligate dall'interregno tra l'addio forzoso di Renzo Cimberio come main sponsor e l'arrivo - ad agosto inoltrato e con metà squadra già allestita - di Openjobmetis. A ciò si aggiunga un sostanzioso dimagrimento di "Varese nel Cuore", passato nell'estate 2014 da 78 a 44 soci dopo il cambio di alcune regole di partecipazione, con un apporto economico inferiore del 40 per cento rispetto all'annata degli "Indimenticabili". [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E si arriva alla passata stagione, quella del "buco" da 400mila euro coperto dai proprietari attraverso un extrabudget approvato lo scorso novembre e versato interamente ai primi di gennaio. Parte di quel deficit è figlio di errori di mercato (in particolare il biennale da 370mila dollari totali firmato a settembre 2014 con Willie Deane); ma la fetta più cospicua (a partire da uno sponsor di maglia del 2013/' 14) pesa alla voce "crediti inesigibili" di stagioni passate. Nonostante tutto nel 2015/'16, grazie agli sforzi della nuova gestione del consorzio che tra maggiore apporto e copertura delle perdite contribuirà per circa 1,1 milioni (quasi il doppio della scorsa annata), il budget totale è aumentato per la prima volta in sei anni dell'era "Varese nel Cuore", anche se il monte-stipendi (gravato dai 150mila euro dei costi delle transazioni estive) è leggermente inferiore a quello del 2014/' 15. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Purtroppo il peso delle risorse spese (male) con una copertura solo parziale di due anni fa ha gravato sulle scelte strategiche e sull'entità delle risorse spese (comunque male) lo scorso anno; nell'ultima estate la proprietà consortile e l'area marketing hanno lavorato meglio nell'ambito della raccolta risorse, anche se i risultati del campo certificano che si è speso male per il terzo anno di fila nonostante la rivoluzione dell'area tecnica. In ottica futura basterà ottimizzare le competenze delle risorse interne con una sola aggiunta importante (che sia Andrea Conti, Claudio Coldebella, Carlo Recalcati o altre possibili ipotesi in un ruolo dirigenziale strategico) per migliorare nettamente il rapporto costi-rendimento sul campo oppure la proprietà dovrà trovare nuove strade - a partire dall'apertura a soci extraconsorzio -per cercare di aumentare in maniera consistente i ricavi? [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

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