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VareseFansBasketNews

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Niente debutto a Sassari per Chris Wright. Il nuovo playmaker dell'Openjobmetis non ritirerà all'ambasciata di Washington il visto necessario per il tesseramento nei tempi previsti per il suo utilizzo sul campo del Banco Sardegna. Secondo la prassi, il giocatore statunitense ha presentato la richiesta ieri, dopo che il CONI ha rilasciato lunedì il numero della pratica necessario per avviare la richiesta. E siccome gli uffici sono aperti tre volte alla settimana a giorni alterni, soltanto domani pomeriggio nel fuso orario italiano Wright potrà ritirare il documento indispensabile secondo i regolamenti FIR Ma i termini per il tesseramento scadono alle 11 di domani, dunque per l'esordio del nuovo giocatore biancorosso bisognerà attendere lo "spareggio-salvezza" del 14 febbraio a Masnago contro Capo d'Orlando.[/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Misteri della burocrazia italiana che evidentemente richiede il suo tributo di complica- zioni inutili anche all'estero; nel frattempo gli ultimi dettagli per la transazione del contratto con Ramon Galloway sono stati definiti nella giornata di ieri, dunque è escluso che in attesa di Wright l'Openjobmetis possa ricorrere nuovamente alla guardia ex Tortona in occasione del match di domenica. E anche se Varese non potrà tesserare il nuovo americano, non ci saranno problemi regolamentari relativi all'obbligo dei 7 contratti stranieri depositati per chi utilizza lo schema 3+4+5, consentendo ai biancorossi di depositare domani la transazione con Galloway in vista del suo passaggio a Omegna. Anche se Mychal Thompson è ormai un ex varesino da oltre 40 giorni, la rescissione dell'accordo con l'ala bahamense non è mai stata depositata presso la Lega Basket, dunque formalmente Varese sarà in regola per quanto riguarda il numero dei contratti stranieri.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Daniele Cavaliero non ci sta a questo gioco al massacro. Il capitano biancorosso, ancora ai box in attesa di recuperare dall'infortunio alla spalla destra riportato contro Cantù (ipotesi realistica di rientro il 24 febbraio nella gara 2 degli ottavi di FIBA Cup), ha sfogato sulla propria pagina Facebook tutto il suo dissenso nei confronti di chi ha sparato a zero contro tutto e tutti (giocatori, allenatore, g.m. e presidente) dopo la sconfitta di Pesaro. «Dobbiamo salvarvi e levare il disturbo tutti? Forse lo faremo, forse siamo indegni di questa maglia, ma se per qualsiasi motivo qualcosa dovesse cambiare, non provate a salire sul carro del vincitore perché giuro che vi faccio scendere personalmente».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Uno sfogo a caldo che il giocatore biancorosso racconta così: «Qualcuno dice che prima ci vogliono i fatti e poi le parole, e strategicamente non era forse il momento migliore. Però proprio mentre stavo girando tra una stanza e l'altra dello specialista di Forlì dove sto facendo riabilitazione ho letto quelle cose che mi hanno dato fastidio, e mi sono sfogato di pancia. Le critiche sulla partita di Pesaro sono legittime, però c'è modo e modo: chi si scaglia in questo modo contro tutto e tutti non fa certo il bene della Pallacanestro Varese, e troveranno sempre in me un muro per difendere la mia squadra». Una presa di posizione che Cavaliero non lega al suo ruolo di capitano all'interno dello spogliatoio: «Ho scritto di getto quel che pensavo, senza neppure pensare al mio ruolo di capitano. Stando fuori ho la possibilità di vedere con altri occhi quel che succede intorno a noi: capisco la frustrazione quando le cose non vanno bene o commettiamo errori banali, però vedo troppa rabbia e troppo livore. Vedere un mio compagno uscire tra fischi e insulti, per quanto possa aver giocato male, è una cosa che dà fastidio. A Varese il basket si vive con una passione viscerale, ed è bellissimo anche per questo; però se l'obiettivo comune è quello di vincere partite e regalare emozioni alla gente, certi toni di certi attacchi fanno solo male a quello che viene considerato come un bene di tutti». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque l'intento di Cavaliero è stato quello di mettere un argine di fronte a toni considerati eccessivi: «Vero che certe volte non ci siamo meritati l'appoggio del pubblico e della stampa e che possiamo apparire un bersaglio troppo semplice da raggiungere. Ma quando si supera un certo limite ritengo giusto prendere posizione come ho fatto»[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'Openjobmetis chiude il percorso delle Last 32 in Austria, malo sguardo è giàrivolto verso Monaco di Baviera. La trasferta di oggi (ore 18, diretta streaming sul canale YouTube della FIBA) sarà comunque decisiva per il futuro cammino continentale di una Varese convocata per lunedì prossimo in Germania in occasione della presentazione ai club della nuova Champions League della FIBA. La società di piazza Monte Grappa è stata invitata assieme a Cantù, Sassari, Reggio Emilia e Trento al vernissage della competizione istituzionale ideata dall'organismo internazionale in contrapposizione con l'Eurolega "privata" dell'ULEB. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Arrivare sino in fondo dell'attuale... coppetta non significherebbe soltanto rimpinguare le casse del club con i sostanziosi bonus di risultato previsti per chi arriva alle Final Four. Ma anche guadagnarsi un biglietto di ingresso per la nuova competizione dall' appeal molto più elevato per livello tecnico e opportunità economiche rispetto all'attuale FIBA Cup. La nuova Champions League a 32 squadre (24 dai campionati nazionali e 8 da un torneo di qualificazione alla quale accederà con una wild card la vincente della FIBA Cup) sarebbe certamente un traguardo allettante al quale provaie ad accedere dalla corsia preferenziale europea, visto che certamente il risultato del campionato in corso non darà questa opportunità ai biancorossi. E nell'ottica della costante ricerca di risorse messa in atto dai vertici del consorzio (nell'imminenza dell'assemblea del 15 febbraio che detterà le linee guida della futura governante della Pallacanestro Varese) proporre una vetrina continentale adeguata al blasone della società di piazza Monte Grappa potrebbe dare stimoli nuovi al tentativo di aumentare il budget in maniera sostanziosa per alzare l'asticella degli obiettivi. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ma la trasferta sul campo del Gussing, già aritmeticamente eliminato, è un primo snodo fondamentale per provare a sognare l'Europa che conta. Vincere stasera in Austria consentirebbe a Varese di entrare dalla porta principale nel tabellone degli ottavi di finale; ma guardando all'eventuale secondo turno saia importante anche lo scarto finale, dato che il fattore campo dei quarti sarà assegnato alla squadra con il miglior record e la miglior differenza canestri in caso di incrocio tra due prime delle Last 32 (l'ipotetico incrocio sarebbe quello con il Villeurbanne, che parte da +51 prima della trasferta in Finlandia contro il +38 dell' OJM). « Dovremo lottare con tutti i nostri nervi e con tutte le nostre forze sia per mantenere il primo posto, sia per un eventuale barrage per i quarti di finale» afferma Paolo Moretti alla vigilia della partenza per l'Austria.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E in attesa dello sbarco a Varese di Chris Wright che è ancora alle prese con le pastoie della burocrazia (oggi appuntamento in ambasciata a Washington: se il visto non sarà pronto dovrà tornare venerdì, fuori tempo massimo per il tesseramento in vista del match di Sassari). Il nuovo play biancorosso sarà un'addizione fondamentale sia nella corsa salvezza del campionato che in quella playoff della FIBA Cup, ma Varese dovrà imboccare senza di lui il primo bivio per l'Europa di alto livello. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Stefano Coppa si divide tra la rabbia per una sconfitta che fa malissimo a classifica e morale e la necessità di guardare avanti evitando di macerarsi in cerca di colpevoli. Il giorno dopo il disastroso quarto periodo di Pesaro, il presidente dell'Openjobmetis fotografa così il suo stato d'animo: «L'amarezza è tantissima per un errore madornale che ci costerà caro. E' umano e naturale essere arrabbiati, ma dopo 24 ore bisogna guardare avanti, evitando processi e cacce alle streghe. Tutti noi siamo rammaricati per l'occasione persa, e io sono il più nervoso in assoluto per aver buttato via due punti vitali in quel modo. Però sbollito l'umore nero di domenica sera dobbiamo restare tutti uniti e continuare a lavorare».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Purtroppo un film già visto per una Varese nuovamente vittima dei suoi limiti quando la pressione difensiva oscura la luce di Wayns: «L'errore più grave è stato convincerci che la partita fosse già vinta: Wayns e Galloway hanno iniziato a giocare per conto proprio e gli altri sono usciti dalla gara. Certo Pesaro ha trovato il modo per limitare Maalik con una difesa aggressiva, e sono emersi alcuni vecchi limiti al di là delle assenze per infortuni e della stanchezza per la partita di mercoledì. Spero che finalmente la lezione di domenica sia servita una volta per tutte per capire che non possiamo prescindere dalla coralità». Il presidente biancorosso ribadisce la piena fiducia nel lavoro dello staff tecnico e mette il petto davanti alle critiche: «Moretti e l'area tecnica debbono proseguire a lavorare con la maggior serenità possibile: mi prendo io la colpa per non essere stato capace di trasmettere alcuni concetti. Di certo però respingo l'idea che società e squadra siano allo sbando: abbiamo perso una grande occasione per allontanarci dalla zona calda, ma ora serve stare uniti mentre creare tensioni sparando a zero non aiuta di certo. Nessuno di noi è contento per i risultati, ma nell'ultimo mese ci sono stati progressi tangibili che non vanno cancellati per quei 10 scellerati minuti finali di Pesaro».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ora si aspetta la svolta con l'arrivo di Chris Wright, ancora alle prese con le pratiche del visto e atteso probabilmente per giovedì in città: «Il finale di domenica avvalora la nostra scelta: forse dal punto di vista tecnico serviva una guardia, ma questa è una squadra che ha bisogno di un giocatore con personalità forte. L'auspicio è che l'aggiunta di Chris nasconda nel miglior modo possibile i nostri limiti caratteriali e l'ulteriore margine di crescita è legato ad affiancare a Wayns un giocatore che lo aiuti quando gli avversari lo pressano». Infine Coppa indica nei ripetuti infortuni del reparto esterni il motivo principale per cui Galloway - in discussione da settembre -saluterà la compagnia (oggi la transazione e il passaggio a Omegna nonostante le richieste da Recanati): «Le tempistiche degli infortuni che in particolare hanno colpito il nostro reparto guardie hanno condizionato pesantemente il lavoro in palestra ma soprattutto le scelte strategiche. Probabilmente la nostra analisi non è stata corretta e siamo stati un po' ciechi nell'aspettare fino ad ora, però a dettarci l'agenda sono stati sempre i fattori esterni».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size][/font][/color]
     

  • simon89
    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Capolinea, gente. Al di là di quello che succederà alla fine della stagione, con una salvezza che sarà difficile da conquistare, lo scempio andato in scena ieri a Pesaro mette una pietra sopra a un progetto che non è mai decollato, una squadra che non è mai stata squadra, una società che ha fallito. In dieci minuti di imperdonabile follia i giocatori scesi in campo indossando la maglia di Varese hanno messo a nudo l’inadeguatezza di quasi tutti i protagonisti di questa stagione sciagurata.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Da bocciare senza appello chi ha pensato e costruito questa squadra, chi ha valutato e scelto questi giocatori, chi ha messo in piedi questo gruppo senza capo né coda: Arrigoni e Coppa, architetti di questa Varese, devono delle scuse ai tifosi.[/size][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Il direttore sportivo da qualche tempo non parla, almeno con noi della Provincia: perché non ha nulla da dire, oppure perché non può dire quello che vorrebbe (quanti soldi aveva a disposizione per fare questa squadra, per esempio). Preso dopo aver incassato i “no” di Iozzelli e Alberani, non è mai riuscito a fare l’Arrigoni scivolando in una rassegnazione che sa di resa.[/size][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Il presidente dal canto suo si trova nell’impossibilità di mantenere quello che promise l’estate scorsa («Questa è la mia squadra, la difenderò se e quando ce ne sarà bisogno»). E dovrebbe quindi ammettere (a se stesso e agli altri) il fallimento totale e drammatico di un progetto per il quale si è speso in prima persona e che è naufragato senza appello.[/size][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Spiace parecchio dover registrare anche la paurosa sbandata di Moretti, fino a ieri sera unica nota positiva della stagione di Varese ma tra i principali responsabili del disastro pesarese (timeout tardivo nel quarto periodo, Galloway tenuto misteriosamente in campo a far disastri).[/size][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Cambieranno tante cose, in vista dell’anno prossimo: impossibile pensare che qualcuno dei protagonisti di questo fallimento (Moretti a parte, forse) possa ripresentarsi, chiedendo una seconda chance. Prima però bisogna salvarsi, perché retrocedere significherebbe morire. Trovate il modo di salvare questa squadra, non ci interessa come ma salvatela. E poi addio, togliete il disturbo.[/size][/font][/size][/font][/color]
     

  • simon89
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]L'Openjobmetis ama farsi del male con le proprie mani, ma ha scelto la partita peggiore per travestirsi da Babbo Natale fuori stagione e regalare una vittoria che pareva già nelle sue mani alla diretta rivale Pesaro.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Ieri all'Adriatic Arena la squadra di Moretti ha mostrato nuovamente i due volti con cui convive ormai dall'addio di Roko Ukic: tanto brillante ed efficace quando gioca di squadra sui due lati del campo, quanto imbarazzante nella sua pochezza tecnica e caratteriale quando gli avversari fermano con le maniere forti l'unica luce dell'attacco Maalik Wayns. E ieri anche Moretti è stato criticatissimo per la gestione di Ramon Galloway, in campo 34' pur con le valigie sul pianerottolo: dal punto di vista squisitamente tecnico il coach toscano non poteva esimersi dal ripescare la guardia ex Tortona dopo l'infortunio di Cavaliero per via della carenza di costruttori di gioco in un roster già sbilanciato d'estate (3 guardie, 3 lunghi e una collezione di ali piccole davvero ridondante). Nel [/color][color=rgb(0,0,0)]caso specifico, lo stillicido legato alla presenza forzata di Ramon - che comunque ha giocato 5 partite prima della scelta del suo sostituto - è stato sicuramente fonte di disturbo per l'ambiente. Ma il problema poteva essere risolto molto prima, anziché a 12 partite dal termine di un campionato nel quale Varese - a furia di occasioni sprecate - dovrà sudarsi fino all'ultimo la salvezza. [/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Già da settembre c'erano forti dubbi sulla leadership tecnica e caratteriale di Wayns, e sulla sua compatibilità tecnica e ambientale con Galloway (che il peccato originale sia stato proprio il rapporto di amicizia pre-sbarco a Varese dei due nativi di Philadelphia?). Ma se solo a febbraio arriverà un playmaker d'ordine e di personalità come Chris Wright - che comunque era libero da fine dicembre, quando ancora si cercava una guardia-play e non un regista puro - da affiancare al talentuoso ma incostante Maalik, dimostra che la strada era sbagliata fin dal precampionato. E che pur con l'attenuante degli infortuni a rallentare i processi decisionali, il nodo gordiano di una regia affidabile andava sciolto molto prima, evitando incertezze e travagli che hanno solo rinviato una decisione ineludibile e contribuito a rendere delicata la situazione di classifica. Resta il problema di fondo di una squadra sbagliata nell'impalcatura e negli assortimenti, sia a livello tecnico che caratteriale. L'auspicio è che la persona Wright abbia lo stesso impatto che ha garantito l'aggiunta di Kristjan Kangur e che il suo mix di leadership e personalità forte possa dare a Varese quella stabilità mancante quando il clima agonistico si fa rovente.[/color][/font][/size]

  • pxg14
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Dopo il basket in carrozzina e i Legnano Knigths, Gianfranco Ponti è pronto a sostenere anche il “terzo polo” giovanile lanciato da Dodo Rusconi e Aldo Ossola. L’imprenditore varesino che nell’aprile 2015 si era proposto di rilevare il 50 per cento delle quote della Pallacanestro Varese spiega così il suo impegno: «Sarà un sostegno esterno a una realtà che propone una iniziativa simile a quella contenuta nel mio “Progetto Varese”. Così come mi interessava il basket in carrozzina, allo stesso modo condivido il progetto di un un’attività giovanile con una base forte che faccia giocare tutti: il click decisivo è il fatto che le iscrizioni siano gratuite e l’iniziativa non sia a scopo di lucro».[/color][/font][/size]
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]E dunque Ponti[b][i] [/i][/b]coltiva la sua passione per il basket collezionando appoggi esterni a realtà che considera meritevoli: «La mia è pura passione per il basket senza coinvolgimenti diretti: le idee collimano con le mie ma saranno altri ad occuparsene. Conoscevo bene[b] [/b]Fabio Tedeschi per i rapporti di lunghissimo corso delle rispettive famiglie e Fabio Colombo che era mio compagno di banco alle superiori. L’aspetto gestionale mi dà completa fiducia, sul piano tecnico quel che mi hanno illustrato Aldo Ossola e Dodo Rusconi, che conoscevo solo come grandi ex campioni, mi ha impressionato positivamente».[/color][/font][/size]
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Per quanto riguarda la possibilità di un impegno diretto riaprire il dialogo con la Pallacanestro Varese, l’imprenditore varesino ribadisce le sue condizioni che non sono mutate rispetto all’aprile 2015: «Per quel che mi riguarda il discorso è chiuso, e potrebbe riaprirsi solo nelle modalità che erano state già prospettate lo scorso anno. Qualsiasi ipotesi che preveda una mia sostituzione all’attuale proprietà non avrebbe senso: da solo non sarei in grado di portare avanti la società, soltanto con una sinergia tra le mie risorse e quelle garantite dal consorzio si potrebbe aumentare il budget e dunque avere più possibilità di migliorare i risultati con un progetto articolato. Mi rendo conto che la spinta ad investire nel basket derivi solo dalla passione, comportando un deficit strutturale per qualsiasi imprenditore che lo fa come proprietario e non come sponsor. Se si ritiene che nel nome del comune amore per la Pallacanestro Varese ci sia la possibilità di unire le forze, io sono disponibile a ragionare su un progetto condiviso di affiancamento». [/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Ponti torna su alcuni risvolti del mancato accordo della scorsa primavera e dà il suo giudizio sulla stagione corrente: «Mi ero reso disponibile ad un incontro tramite un interlocutore istituzionale come il sindaco nel momento in cui mi avevano detto che c’erano dei problemi, ma subito i vertici del consorzio mi venne detto che non c’erano criticità a livello finanziario e dunque il mio aiuto non serviva. Poi mi proposero di entrare in società con una quota di partecipazione: chiesi di vedere i conti e non mi fu concesso, alla luce dei fatti ho fatto bene a non fidarmi. Un giudizio sulla stagione? Ho visto pochissime partite e mai dal vivo, e non ho sufficienti competenze di gestione sportiva per dire che altri avrebbero potuto fare meglio. Il budget è molto lontano da quelli di vertice, dunque è normale che non si vinca, e i risultati siano legati a filo doppio alla capacità di azzeccare i giocatori da un anno all’altro. Certo con qualche risorsa in più sarebbero aumentate le possibilità di fare meglio».[/color][/font][/size]

  • pxg14
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)](G.S.) - L’Openjobmetis ha scelto Chris Wright per sostituire Ramon Galloway. Il 26enne play-guardia statunitense, visto nella seconda metà della stagione 2014-15 a Pesaro, sarà l’ultimo acquisto della stagione in corso per la società di piazza Monte Grappa. L’ufficialità arriverà dopo la trasferta di domani nelle Marche, ma c’è già il nero su bianco tra le parti, così come c’è l’accordo per la partenza verso Omegna della guardia ex Tortona, che lunedì si aggregherà alla Paffoni. Dopo aver inseguito per un mese un esterno da accoppiare con Wayns, arriverà dunque un regista per stazza e propensione tecnica, sia pure con una complessione fisica importante (185 centimetri per 92 chili) per garantire tenuta difensiva a fianco del play di Philadelphia. L’atleta del 1989 aveva iniziato la stagione 2015-16 in Israele nelle file dell’Hapoel Holon, che lo aveva strappato ad Avellino con un rilancio in extremis; dopo sole 4 gare a 6.5 punti e 1.8 assist di Wright si era fermato per un problema ad un piede che ha comunque recuperato nelle ultime settimane, allenandosi con una squadra di D-League con la quale era pronto a firmare prima della proposta di Varese. [/color][/font][/size]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3][size=3][font=verdana]Rispetto al suo prossimo compagno di reparto, Wright ha maggiore propensione ad attaccare il ferro (5,1 liberi di media nella stagione passata) e doti balistiche molto meno spiccate (26% da 3). Nella sua carriera ha assaggiato le coppe europee (2013-14 a Villeurbanne, passando anche da avversario a Masnago) e l’aspro clima salvezza vista la missione compiuta lo scorso anno a Pesaro. Nelle file della Consultinvest, con un apporto quantitativamente solido (16,1 punti - quarto marcatore della serie A - più 3,9 rimbalzi e 3,4 assist di media), ha dimostrato di avere anche punti nelle mani dopo che nella precedente esperienza all’Asvel (7,0 punti e 3,8 assist) era principalmente votato a compiti di tessitura. Ma sulle doti di leadership e sulla serietà del giocatore laureato a Georgetown si può mettere la mano sul fuoco: nonostante la sclerosi multipla diagnosticatagli nel 2012 quando stava giocando in Turchia, Wright ha fortemente voluto proseguire la sua carriera professionistica (anche una tappa NBA per 3 partite nel 2013 a Dallas) proponendosi come modello di dedizione e forza di volontà. Intanto l’ex biancorosso Christian Eyenga pare destinato a spostarsi a Brindisi, lasciando Sassari che ha ingaggiato il play nigeriano Akognon (atteso al debutto la prossima settimana contro Varese) al posto di Marquez Haynes (destinato al Panathinaikos).[/font][/size][/size][/font][/color]

  • simon89
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3][size=4]L’avventura di Ramon Galloway a Varese è agli sgoccioli ma in attesa del nome del suo sostituto cambia intanto l’identikit sul quale si sta muovendo la società di piazza Monte Grappa. Quella di domenica a Pesaro sarà l’ultima partita in maglia biancorossa della guardia statunitense: evidente la rottura ormai insanabile tra l’ambiente biancorosso e il giocatore del 1991, al di là dell’eloquente messaggio “Galloway Game Over” esposto dalla Curva Nord nel match contro Larnaca. Nel caso specifico la guardia statunitense non aveva fatto nulla di particolare per meritare le ire dei tifosi, provando a interpretare con diligenza il compito del playmaker in assenza di Wayns e difendendo con energia contro lo “spauracchio” McFadden. Ma l’accumulo dei precedenti errori ha reso ormai impresentabile Galloway agli occhi del pubblico di Masnago, e lo stesso giocatore - percependo il clima di negatività nei suoi confronti - era in palese difficoltà.[/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3] [/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3][size=4]Dunque dalla prossima settimana Galloway cercherà riscatto ad Omegna, tornando in quella serie A2 nella quale Varese lo aveva “pescato” in estate dopo le positive esibizioni nella Summer League di Las Vegas. Al di là del rendimento negativo sul campo (9,2 punti ma col 42% da 2, il 28% da 3 e 3,3 palle perse, il peggiore della serie A nel rapporto tra “turnovers” e minuti giocati), gli “spigoli” caratteriali sfociati nella sospensione post-Venezia e la stretta “interconnessione” con l’amico di infanzia Maalik Wayns hanno pesato nel difficile cammino della squadra di Moretti. Ma anche per questo Galloway era in discussione già da settembre, e col senno di poi viene da chiedersi cosa sarebbe successo se Varese avesse optato per il taglio del giocatore del 1991 dopo il Trofeo Lombardia. E la seconda “sliding door” è quella dell’infortunio della prima giornata: dove sarebbe ora l’Openjobmetis se anziché inseguire il sogno Ukic, avesse utilizzato il croato come “stampella” fino al 23 dicembre, e inserito un elemento di sostanza come Derwin Kitchen (sfuttando l’interregno dell’attuale play di Cantù per tirare a lucido lo statunitense) a fianco di Wayns? Ora si procederà in tempi rapidi, con l’obiettivo di inserire l’ultimo tesseramento a disposizione per la stagione 2015-16 in occasione del match di domenica prossima a Sassari. Ma la necessità di trovare in fretta il sostituto di Galloway, contestualmente alla sua partenza alla volta di Omegna, modifica parzialmente la tipologia tecnica dell’esterno da inserire nel roster biancorosso.[/size][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3][size=4]L’assenza di Wayns contro Larnaca, e la contestuale necessità di inserire un altro costruttore di gioco visto che in FIBA Cup possono andare a referto solo 6 stranieri con l’eroe di mercoledì Ovidijus Varanauskas destinato alla tribuna a ranghi completi, ha spostato l’attenzione della società verso un play-guardia. Dunque, scompare la pregiudiziale della compatibilità con Wayns, almeno dal punto di vista offensivo, pur rimanendo la necessità di un giocatore dalla taglia fisica non troppo limitata per i problemi di accoppiamenti difensivi. Scelta obbligata per aprirsi a situazioni nuove, vista la totale latitanza del profilo cercato per un mese da affiancare al play di Philadelphia; ma anche volontà precisa di non dipendere troppo dalle lune del giocatore del 1991, troppo spesso cartina di tornasole del rendimento della squadra (19,5 punti col 41% da 3 nelle vittorie ma 9,8 punti con 32% dall’arco nelle sconfitte).[/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3] [/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3][size=4]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

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