Jump to content

VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    La storiografia dei Varese-Cantù proponeva due scenari, diametralmente opposti, di sfide intercorse nell'ultimo decennio. Sia nella gestione Cadeo che in quella di Recalcati i padroni di casa apparivano sfavoriti alla vigilia. Nel primo caso si manifestò un terribile -35, nel secondo una prova tutto cuore (di Goss e Galanda su tutti) ribaltò il pronostico contro gli acerrimi nemici allora guidati da Trincheri.
    Ed ecco la truppa di Moretti scendere sulle assi di Masnago convinta e attenta (emblematico il dominio a rimbalzo: 51-31), capace di farsi trainare nei momenti più difficili dal carattere e dalla buona sorte. Di fronte il nulla a livello di immedesimazione, di attaccamento alla maglia, di orgoglio. Abass, con 19 punti e 6 rimbalzi, predica nel deserto di una squadra cambiata in corsa a suon di rubli, finendo in un turbinio di equivoci tecnici e di gerarchie.
     
    [i][b]Derby a metà. [/b][/i]Esauriti i convenevoli, con uno striscione di protesta contro il divieto di trasferta imposto ai tifosi brianzoli (sottoscriviamo, in parte, le perplessità sulla misura), l'Acqua Vitasnella sfrutta la maggiore esplosività - positivo l'impatto del giovane Tessitori - per issarsi sul 4-10. Un Kuksiks molto propositivo riporta in scia i prealpini in concomitanza dell'11-12, quindi la pulizia al tiro di Heslip punisce le disattenzioni difensive dei ragazzi di Moretti: 14-19. I polsi tremanti di Varese sporcano una delle poche statistiche confortanti dell'anno, quella dei tiri liberi, ma l'atteggiamento battagliero delle “seconde linee” produce la spinta per scrivere il 20-21 del primo intervallo.
     
    [i][b]Scarica di energia. [/b][/i]La discontinuità delle due squadre partorisce palloni persi e conclusioni affrettate, così i tentativi di accelerazione dell'OJM (sartoriale Kuksisks dall'angolo) trovano seguito solo dopo mille affanni grazie al primo sussulto di Wayns: 31-27 e pausa tecnica di Bazarevich. Dalla schiacciata pirotecnica sbagliata da Johnson, il Lino Oldrini trova l'entusiasmo delle grandi occasioni e spinge i padroni di casa sul 36-27. Il fallo tecnico comminato a Hodge instrada, ancor più, Cavaliero e compagni lungo la rotta dei gomiti alti e della cattiveria sotto i ferri, fino alla magnifica tripla di Faye dopo assist dietro la schiena di Kangur: 45-30. Cantù risponde con 4-0 di parziale ma all'intervallo, dicono voci di corridoio, il patron Gerasimenko innesca uno show furibondo. Realmente la pallacanestro italiana, per quanto scapestrata, necessita di simili personaggi?
     
    [i][b]I gregari guidano il plotone. [/b][/i]Capitan Cavaliero esce dal campo subendo una botta alla mano nell'intento di agguantare una sfera vagante, Varese sperpera alcune chance per incrementare il tesoretto (tabellone a lungo fermo sul 49-36) in quanto manca l'uomo capace di affossare l'avversario. La reazione dei cugini, giunta con colpevole ritardo, si manifesta con l'ascesa al ferro di Wojciechovski: lesto il richiamo di Moretti ai suoi sul 54-43. Tre canestri di Giancarlo Ferrero, dal Piemonte con ardore, accendono i riflettori su un protagonista a sorpresa nella partita più sentita della stagione. Ecco perché chiediamo, a continueremo a chiedere, più minuti sul parquet per gli italiani. Ben venga, in ogni caso, la fiondata di Varanauskas, ultimo sigillo biancorosso prima dell'inopinata palla persa capitalizzata, in contropiede, da Abass per il 64-52 al '30.
     
    [i][b]Rettilineo d'arrivo con il fiatone. [/b][/i]Il canestro di Abass (64-55) abbatte la soglia psicologica della doppia cifra di vantaggio, intanto Davies improvvisa un concerto di stonature che valgono un giro in panchina. Due punti di un claudicante Campani trovano la risposta di Heslip su ribaltone viziato da una palla accompagnata mal digerita come la Pedemontana. Problemi tecnici al cronometro rendono infinite le agonie di un parziale in cui i nostri tirano solo e soltanto allo scadere della sirena dei 24: melina allo stato puro. JJ Johnson porta l'Acqua Vitasnella al meno quattro (68-64), però l'abbozzo di rimonta non viene copiato in bella. Wayns segna a ripetizione, la difesa torna ermetica, Hasbrouck sbaglia tutto (i quotidiani, oggi, parlavano di un avvicinamento con Varese...) e saltano i primi tappi di spumante.
     
    Kangur, rincarando la dose, segna sulla sirena il dardo della festa, perché il derby va giocato e vissuto fino all'ultimo possesso. Questa volta il [i]cata su[/i] rimbomba nelle televisioni, dritto nelle antenne della Brianza e del comasco. La missione salvezza appare ancora lunga, ma il Campanile può svettare sorridente tra la foschia di un inverno complicato.

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Sarà con ogni probabilità Sundiata Gaines l'ultimo innesto stagionale dell'Openjobmetis. Sembra ormai esserci convergenza completa tra staff tecnico e dirigenza biancoros-sa per giocarsi la fiche conclusiva sul 29enne esterno statunitense: troppo rischioso attendere le mosse di Cantù, che ha rinviato a lunedì la chiusura dell'affare Roko Ukic, e comunque manterrà in organico uno dei tre americani in esubero col passaggio al 3+4+5 (in arrivo anche un centro europeo) per rispettare la regola dei 7 contratti stranieri depositati. Dopo un'estate dove le scelte esotiche su americani senza esperienza in A non hanno pagato, per Gaines - così come per Kangur - ha prevalso la linea dell'usato sicuro caldeggiata da Paolo Moretti. E le referenze positive arrivate da Avellino, almeno per quanto riguarda il periodo finale della stagione 2014-15 nella quale l'esterno americano ha giocato da guardia, avrebbero convinto definitivamente la società di piazza Monte Grappa a seguire l'indicazione del coach toscano.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']In ogni caso prima di chiudere definitivamente la trattativa si attenderà lunedì, proseguendo a monitorare il mercato per verificare eventuali disponibilità alternative; ma a meno di clamorosi colpi di scena, sarà Gaines a prendere il posto di Galloway. In favore dell'esterno del 1986, efficace giocatore di pick&roll ma tiratore alterno da perimetro (33,5% da 3 e 61,5% ai liberi nelle sue precedenti stagioni in Italia), gioca la capacità di attaccare il ferro grazie a un fisico compatto ( 186 centimetri per 95 chili). L'esterno ex Cantù e Avellino, elemento sicuramente più potente che esplosivo, avrà un ruolo da "solutore" offensivo, capace di produrre punti per sé e per gli altri a difesa schierata per aumentare il potenziale d'attacco attualmente modesto della squadra di Moretti (penultima in serie A con 72.0 punti di media; solo 68,0 - contando anche l'overtime contro Cremona - nelle 5 gare senza Ukic). A giostrare in regia resteranno Wayns e Varanauskas, mentre Gaines occuperà stabilmente il ruolo di guardia con il compito di terminare e non di iniziare i giochi. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque Varese utilizzerà il tesseramento numero 16 - l'ultimo consentito dal regolamento - per il play-guardia ex Cantù e Avellino, che dovrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana e debuttare in occasione del match del 13 gennaio contro i Gussing Knights che concluderà l'andata delle Last 32 della FIBA Cup. Per tutto il girone di ritorno, ossia dal 17 gennaio sul campo di Caserta al 30 aprile a Cantù, l'OJM non potrà effettuare ulteriori movimenti in entrata, giocandosi la salvezza con il roster attuale. L'unica eccezione riguarderà Lorenzo Molinaro: la 23enne ala forte resterà a Varese fino a fine mese, rientrando nelle rotazioni di coach Moretti in virtù dello stop preventivato per Luca Campani dopo il derby contro Cantù. Il punto finale sarà effettuato lunedì; il programma prevede comunque tre settimane di riposo, saltando le gare contro Caserta e Milano. Col rientro del lungo di Reggio Emilia, Molinaro sarà girato in prestito in A2 a Ravenna.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Un 2015 all'insegna delle porte girevoli tra giocatori, allenatori e dirigenti, che ha avuto come minimo comune denominatore le delusioni del campo a dispetto degli innumerevoli cambiamenti. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'anno solare ormai agli sgoccioli passerà comunque alla storia della Pallacanestro Varese: nella ricorrenza dei 70 anni dalla fondazione della società sportiva più titolata della città, è successo di tutto e di più tra addii clamorosi -su tutti quelli di Cecco Vescovi e Gianmarco Pozzecco - e ripetuti colpi di scena. Il genere del film riassuntivo del 2015 non può che essere il thriller con sfumature noir, a partire dall'escalation di tensione nei rapporti tra Cecco Vescovi e Gianmarco Pozzecco, sfociati nelle clamorose dimissioni del simbolo dell'era Varese nel Cuore a metà febbraio. Solo 5 giorni dopo l'addio irrevocabile di Cecco, ecco il passo indietro del Poz dopo l'amichevole di Casale Monferrato in cui si rese conto di non avere più il controllo della squadra; al capezzale biancorosso fu chiamato Attilio Caja, che con la cura del lavoro e del pragmatismo guarì il malato assicurando la salvezza senza patemi a Varese. Ma non riuscì a far breccia nel cuore della società, che si muoveva per programmare il futuro: a fine aprile il contatto con Meo Sacchetti quando il rapporto con Sassari (mai disposta però - anche nel secondo tentativo a giugno inoltrato - a versare una buonuscita per i 3 anni residui di contratto) sembrava già agli sgoccioli. Salvo poi, per cultura aziendale dei membri del CdA, scegliere un dirigente e non un allenatore come figura chiave cui affidare un ampio mandato. Iniziò così il ballottaggio Iozzelli o Alberani: il primo arrivò ai colloqui coi favori del pronostico, il secondo convinse maggiormente il CdA. Ma rimase impigliato nelle righe piccole del contratto con Roma: nel frattempo Paolo Moretti si era liberato da Pistoia, trovando subito feeling con Stefano Coppa, e fu il coach l'uomo forte con Bruno Arrigoni d.s. di garanzia. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Abortita subito la strategia del 5+5 caldeggiata da dirigenza e consorzio dopo il no di Vitali, si optò rapidamente per 3+4; le aspettative elevate per l'Openjobmetis "esotica" - con 7 stranieri all'esordio in serie A e 5 mai visti in Italia - si sono però scontrate con la realtà del campo, che ha evidenziato errori evidenti in sede di mercato. L'allarme rosso acceso dopo il disastroso debutto con Caserta ha portato al tampone di lusso Roko Ukic, ma l'aggiunta del croato (col quale Varese ha conquistato 8 punti su 10 totalizzati in campionato) ha funzionato solo nel breve periodo. Nel frattempo il "taglia e cuci" (fuori Thompson, Shepherd e Galloway; dentro Kuksiks, Kangur) non ha eliminato gli squilibri più evidenti di un roster povero di qualità in regia e di fisicità sotto i tabelloni. Riposte nel cassetto le ambizioni playoff, Varese guarda al 2016 con l'obiettivo di chiudere in fretta un discorso salvezza che si annuncia più difficile dell'anno appena concluso. Ma pur con qualche certezza in più rispetto al 2015, partendo da Moretti in panchina e da uno zoccolo duro di contratti italiani, si annuncia un altro anno all'insegna dei cambiamenti - e non solo per la scadenza al 30 giugno del mandato dell'attuale CdA della Pall. Varese - per invertire il trend negativo che arriverà a tre anni consecutivi senza Coppa Italia né playoff. L'importante è che le delusioni del campo non inducano a gettare via il bambino con l'acqua sporca, coinvolgendo anche i settori in crescita come il giovanile (specie con Max Ferraiuolo dietro la scrivania) e il marketing che ha permesso di tenere botta sul fronte sponsor nonostante i risultati negativi.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Continuano i sondaggi a tutto campo per l'Openjobmetis, in caccia dell'ultimo tassello americano per completare il restyling rispetto agli errori del mercato estivo. Nessuna evoluzione decisiva nelle varie opzioni valutate da Bruno Arrigoni e Paolo Moretti per la scelta del sostituto di Ramon Galloway; la gara di Reggio Emilia, nella quale il reparto play ha evidenziato grandi difficoltà contro avversari in grado di mettere grande pressione sulla palla, potrebbe spostare nuovamente l'attenzione di Varese verso un play-guardia in grado di affiancare Maalik Wayns. La preoccupazione è relativa alla forma ancora non ottimale del giocatore di Philadelphia: dopo l'intervento al menisco del ginocchio sinistro, l'atleta del 1991 non ha ancora ritrovato lo speed che gli permette di saltare l'uomo ed essere pericoloso nel traffico (solo 5 liberi tirati in tutto il mese di dicembre). [/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Eloquenti gli esiti delle ultime gare dopo l'addio di Ukic: quando l'OJM sfida difese non aggressive sul portatore di palla, come accaduto contro Pistoia, Minsk e Cremona, riesce a sviluppare un discreto volume di gioco. In caso contrario, come evidenziato dagli affanni di Wayns contro De Nicolao al PalaBigi, i limiti tecnici del gruppo si moltiplicano.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque non si affonda il colpo con Antonio Graves e si riflette su Sundiata Gaines, giocatore portato in Italia nel 2008/'09 da Arrigoni a Cantù e gradito da Moretti, che già lo caldeggiava in estate ed a fine settembre. Il 29enne esterno ha iniziato la stagione in D-League, ma dopo 4 partite ha lasciato Reno (20.0ppg e 4.0apg) per rimettersi sul mercato europeo. Nella scorsa annata non ha certo incantato ad Avellino (11.7 punti e 2.3 assist col 36% dal campo), beneficiando però dello spostamento da play a guardia dopo l'arrivo di Marques Green; e proprio da guardia con licenza di attaccare dal palleggio lo vorrebbe Varese. Il mercato dei playmaker propone un altro ex canturino lanciato da Arrigoni come Dashaun Wood (ma si tratta di un regista puro e non un "2-1" come Gaines); dai free agent ex NBA rimbalza il nome di Sebastian Telfair, superstar dei play ground di New York a 18 anni che non ha mai tenuto fede alle aspettative tra i pro (10 squadre in 9 anni, nelle ultime due stagioni sprazzi in Cina): potrebbe essere un crack clamoroso ma non ha esperienza in Europa, con costi e rischi elevati.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Intanto ieri la squadra è tornata in palestra: fermo fino a oggi Mouhammad Faye, alle prese con un problema alla caviglia sinistra che lo tormenta da qualche settimana, mentre sembra confermato lo stop di 15-20 giorni di Luca Campani dopo il derby di domenica contro Cantù per risolvere definitivamente l'infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro con cui convive da più di un mese. E visti i problemi fisici di due dei quattro lunghi della rotazione attuale, il prestito di Lorenzo Molinaro a Ravenna slitterà almeno a febbraio.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Varese vuole sparare a colpo sicuro l'ultima cartuccia disponibile sul mercato, ma al momento attuale non c'è ancora un bersaglio definitivo nel mirino dell'Openjobmetis. Giornata interlocutoria, ieri, in casa bianco-rossa per la scelta del tassello finale del mercato di riparazione: la sconfitta netta di Reggio Emilia non ha spostato completamente l'attenzione di Paolo Moretti dalla sua vecchia conoscenza Antonio Graves, anche alla luce di un'offerta decisamente povera nel ruolo di "combo-guard" nella quale la società di piazza Monte Grappa sta cercando il sostituto di Ramon Galloway. La 30enne guardia ex Pistoia darebbe fiducia al coach per le sue doti difensive e le capacità di garantire pericolosità in penetrazione per sé e per i compagni; ma basterebbero il mix di esperienza e qualità di un giocatore che lo scorso anno aveva prodotto 11.7 punti e 2.9 assist con gli Artland Dragons, ed è inattivo dallo scorso maggio, per aumentare in maniera sufficiente il potenziale offensivo attualmente modesto dell'Openjobmetis?[/font][/color][/size][/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica] [/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'alternativa Chris Wright, visto nella seconda metà del 2014-15 a Pesaro (16.1 punti e 3.4 assist), garantirebbe più freschezza e doti realizzative, mentre sull'aspetto caratteriale basta la sua particolarissima vicenda umana (il 26enne prodotto di Georgetown University continua a giocare da professionista nonostante la sclerosi multipla diagnosticatagli nel 2012) a garantire per lui. Ma il rischio è che non si combini perfettamente con Wayns su entrambi i lati del campo, e a questo punto si vuole cercare un pezzo del puzzle che si incastri bene con quelli rimasti a disposizione dopo i correttivi già effettuati. Per questo è esclusa la pista Tony Mitchell: l'ala piccola che fu MVP del 2014-15 a Trento è fuori portata economica e fuori molo, ma soprattutto per inserire un solista del mitra stile Delonte Holland (che anche lo scorso anno alla Dolomiti Energia rischiò in un paio di occasioni il divorzio) servirebbe un sistema granitico che l'attuale Varese è lungi dal poter offrire. Dunque a oggi Graves, per conoscenza diretta e mancanza di alternative, resta la pista più calda; d'altro canto l'identità operaia faticosamente "riadattata" da coach Moretti per nascondere gli squilibri più evidenti di un mercato estivo sbagliato necessita di persone rodate e giocatori disposti a stare in un sistema.[/font][/color][/size][/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica] [/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][size=1][size=4]E se la campagna estiva incentrata sul richiamo "esotico" delle novità mai viste in Italia aveva prevalso sulle idee più "conservative" - vedi i Bobby Jones e gli Ivanov - proposte dal tecnico aretino, la prova del campo ha evidenziato che i giocatori rodati al basket europeo - quale appunto Graves, che ha 8 stagioni alle spalle nel "Vecchio Continente" - sono più adatti ad un allenatore votato ad una identità corale da costruire in palestra e non a lasciare le briglie sul collo degli americani. Se però l'opzione Graves non convincerà del tutto, l'alternativa è quella di prendere tempo fino alla pausa per l'All Star Game: il 10 gennaio scade la "dead-line" per allungare fino al 30 giugno i contratti NBA non garantiti, e potrebbe liberarsi qualche profilo più allettante con la [/size][size=4]società biancorossa che auspica un "Maynor bis". Ma la classifica così corta permetterà a Varese di aspettare l'uomo dei sogni?[/size][/size][/font][/color][/font][/color]
    [size=4][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica] [/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Le risposte del PalaBigi inchiodano definitivamente l'Openjobmetis alla realtà contingente dei suoi limiti oggettivi. La Varese 2015/'16, nata con l'obiettivo di tornare a respirare l'aria dei playoff dopo due stagioni deludenti, dovrà guardarsi le spalle e lottare per la salvezza nei 4 mesi rimasti sul calendario della serie A.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Troppo modesto il volume di gioco che l'attuale roster è in grado di produrre per sperare in qualcosa di meglio della permanenza in serie A, da strappare comunque con le unghie e con i denti visto il rafforzamento delle rivali di bassa classifica (eccetto Capo d'Orlando, dove ora potrebbe arrivare in panchina Zare Markovski). Alla prova dei fatti, l'attuale gruppo biancorosso non ha una guida sicura in regia né un leader designato in attacco: abbondano al contrario i giocatori volonterosi ma poveri di personalità, e nel complesso male assortiti sotto l'aspetto tecnico e caratteriale. E se in casa, comunque, l'OJM è in grado di nascondere limiti evidenti in termini qualitativi con la "garra" e la determinazione che hanno piegato Cremona nel match prenatalizio, le trasferte sui campi delle big - Milano, Trento, Venezia e Reggio Emilia, che al ritorno saranno tutte ospiti a Masnago -denotano che ogni calo di concentrazione o intensità viene punito a caro prezzo. Almeno il match del PalaBigi ha ribadito che con tutti i suoi limiti la squadra di Moretti prova quanto meno a giocare insieme, riuscendo in tal modo a evitare un altro tracollo come quello in Laguna.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Adesso, però, servirà azzeccare l'ultimo correttivo per dare il giusto supporto tecnico e caratteriale a un gruppo che - eliminando gli squilibri più palesi - sta provando a sposare le necessità dello spirito operaio indispensabile per stare lontano dai guai. E soprattutto fare quadrato tra tutte le componenti -società, squadra e ambiente - per adeguarsi alle necessità contingenti, rimandando la caccia alle streghe a stagione conclusa: ci si salva o si affonda tutti insieme. E se è pur vero che ci sono stati errori e responsabilità più o meno evidenti in sede di costruzione del roster, è altrettanto vero che le analisi e le rese dei conti vanno fatte a bocce ferme, perché il fuoco amico può essere il peggior nemico per una squadra sbagliata e limitata, ma nella versione attuale non certo svogliata. Il derby di domenica contro Cantù sarà un altro spartiacque in vista della pausa per l'All Star Game che servirà per inserire l'ultimo rinforzo: ripetere la prova d'orgoglio anti-Cremona e provare a strappare ai cugini l'accesso alla Coppa Italia permetterebbe all'Openjobmetis di inizare nel modo migliore il 2016, cancellando il ricordo di un 2015 in cui i sogni hanno lasciato sempre posto ad amari risvegli...[/font][/color][/size]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il tonfo di Reggio Emilia riapre le consultazioni per l'ultimo colpo rimasto in canna sul mercato dell'Openjobmetis. Sfumata definitivamente la pista Nick Johnson, che ha firmato in D-League preferendo coltivare il sogno NBA, Varese aveva spostato la sua attenzione su Antonio Graves, vecchia conoscenza di Paolo Moretti che con la 30enne guardia americana aveva firmato la promozione in serie A di Pistoia nel 2012/2013. Ma al di là di una richiesta economica piuttosto elevata per un giocatore inattivo da maggio (11.7 punti e 2.9 assist in Germania con gli Artland Dragons), la prova negativa di Maalik Wayns e il fatturato decisamente insufficiente prodotto dall'intero parco esterni - in termini di punti ma soprattutto di gioco - contro la difesa della Gris-sin Bon hanno cancellato l'idea di puntare su un giocatore eccessivamente di sistema come Graves, elemento in grado di dare difesa e personalità ma col punto interrogativo riguardo alla pericolosità offensiva.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il match del PalaBigi evidenzia la necessità di aggiungere un giocatore in grado di garantire pericolosità in penetrazione e di aprire il campo per la vasta gamma di tiratori frontali (Kuksiks e Cavaliero, ma anche Davies, Faye, Kangur e Campani) a disposizione di coach Moretti. Serve un play, una guardia-play o una guardia-ala? A questo punto non si andrà troppo per il sottile, cercando il miglior giocatore disponibile in grado di dare punti e personalità. Gli elementi di maggior qualità sono però bloccati in D-League, col buyout da 50mila dollari che li mette fuori mercato per Varese; tra i free agent già noti in Italia ci sono un play puro come Chris Wright (16.5 punti e 3.4 assist nella seconda metà del 2014/' 15 a Pesaro), tagliato dall'Hapoel Holon in Israele dopo un brutto avvio di stagione, e un "3-2-1" come Mardy Collins, due anni fa a Montegranaro e fino al mese scorso in Eurolega a Strasburgo. Manca però quella guardia ficcante in penetrazione e incisiva anche dal perimetro che Max Ferraiuolo ha tratteggiato nel profilo di un "giocatore alla Adrian Banks": la scelta è delicata e andrà ponderata bene, l'ultimo rinforzo arriverà durante la pausa per l'All Star Game e debutterà in campionato il 17 gennaio a Caserta. [/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size][/font][/color]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'Openjobmetis va in caccia di conferme sul campo della capolista Reggio Emilia per provare a chiudere in bellezza un 2015 avaro di soddisfazioni.[/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ultima partita dell'anno solare stasera al PalaBigi (palla a due alle 18.15; diretta su Telesettelaghi2) per la squadra di Paolo Moretti, che dopo la boccata d'ossigeno contro Cremona si mette nuovamente alla prova di fronte alla quotata Grissin Bon. Test impegnativo per una Varese che nel match conclusivo del trittico natalizio dovrà dire una volta per tutte se il suo volto riveduto e corretto dopo gli addii di Ukic, Shepherd, Thompson e Galloway è quello di domenica o di mercoledì. La sensazione di compattezza e unità di intenti trasmessa dalla squadra di Moretti senza più Galloway e con Kangur inserito nei meccanismi del gruppo andrà messa alla prova su uno dei campi più difficili della serie A come quello di Reggio Emilia.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E dal match di stasera società e staff tecnico attendono risposte definitive relativamente alle necessità tecniche dell'ultimo rinforzo perimetrale che completerà il restyling del roster. Se [/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']il match odierno esprimerà riscontri sulla falsariga delle prove contro Pistoia, Minsk e Reggio Emilia, allora si punterà su un collante perimetrale capace di fare punti ma anche di giocare in un sistema che con gerarchie chiare e definitive sta iniziando a funzionare: troppo azzardata la scommessa su un rookie per l'Europa come Nick Johnson, al vaglio in attesa di completare il giro di orizzonti c'è Antonio Graves, a fianco di Moretti nella Pistoia 2012-13 promossa in serie A e ora inattivo dopo due buone stagioni in Germania.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Se invece coralità e spirito di sacrificio non basteranno per reggere l'urto di Reggio Emilia, evidenziando nuovamente quei limiti di talento offensivo perimetrale costati il crollo a Venezia e un secondo tempo col fiatone a Cremona, allora è possibile che si cambi profilo. Evitando comunque di inserire un "goleador" puro e semplice nei meccanismi di una squadra che a dispetto di una cifra tecnica attualmente non elevata ha mostrato i primi segnali positivi sul piano della chimica del gruppo. Di certo per reggere l'urto della Grissin Bon in versione casalinga servirà un'Openjobmetis ai confini della perfezione: la squadra di Max Menetti ha vinto tutte e 6 le gare disputate al PalaBigi, e a differenza di Cremona - arrivata a Masnago un po' svuotata dalle 8 vittorie consecutive - gli emiliani avranno il dente avvelenato per cancellale il meno 24 di mercoledì a Sassari. Da temere soprattutto l'asse azzurro Della Valle-Aradori, che dovranno compensare l'assenza di Kaukenas, e il mix di esperienza e fisicità dei lunghi Veremeenko e Lavrinovic, oltre all'ex di turno Polonara.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']A Varese servirà una partita all'insegna di concentrazione e sacrificio, tenendo il ritmo basso per non esaltate il micidiale contropiede reggiano. Il pronostico sulla carta è segnato, ma se l'Openjobmetis saprà reggere l'urto dimostrando di saper imporre la sua identità operaia anche sul campo di una big sarà già un bel passo avanti rispetto a Venezia...[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](15 punti; 4/7 2p; 0/2 3p; 7/8 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Da buon giocatore di striscia (di solito varrebbe per le guardie...) vive di oblii e di attimi accecanti. Irritante in avvio di ripresa, si desta in dirittura d'arrivo con un canestro di esperienza. Si sublima infine durante i supplementari: punti a iosa, posizionamento da veterano, falli subiti
     
    [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](5 punti; 1/1 2p; 0/2 3p; 3/6 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Mette in forno la solita doppia cifra di rimbalzi, ormai classica come le lasagne al giorno di Natale, però sembra patire la concorrenza di Kangur nello spot di ala grande. Dimesso nelle iniziative offensive, timbra il cartellino grazie all'esperienza.
     
    [b]MAALIK WAYNS [/b](17 punti; 5/12 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Prestazione di difficile lettura, compendiata dalle sette palle perse a fronte dei sei assist. Ma nello sport sono gli ultimi secondi a fare da discrimine tra la gloria e gli improperi: le conclusioni vincenti dell'overtime ricordano quei sette e mezzo [i]amblè[/i] che sparigliano il piatto.
     
    [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](6 punti; 0/2 2p; 0/0 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Utilizzato quasi solo nel primo tempo, quando l'OJM gira alla grande, si dimostra per gli avversari fastidioso come una mosca che ronza tutta la notte sul cuscino.
     
    [b]DANIELE CAVALIERO [/b](13 punti; 2/2 2p; 2/6 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Seleziona i canestri per le occasioni speciali, quando la marea degli avversari sembra indurre Varese al quinto stop consecutivo. In difesa è poco avveduto – cinque falli e altri contatti al limite – ma questa sera l'animo da capitano emerge prepotentemente.
     
    [b]LUCA CAMPANI[/b] (11 punti; 4/7 2p; 0/1 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Con quei baffetti da bravo ragazzo non ci saremmo aspettati di vederlo calato nella parte dell'ex dal dente avvelenato. Trascina i compagni e la platea con un primo tempo epico, nel seguito stringe i denti (rischia l'operazione al ginocchio nella pausa di gennaio) e porta altri mattoncini per il successo.
     
    [b]GIANCARLO FERRERO [/b](2 punti; 0/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Sufficiente perché per scongiurare il baratro ci vuole gente disposta alla baraonda. Sufficiente perché tiene il parquet per oltre sedici minuti con autorità. Sufficiente perché esaspera a tal punto quel damerino di Vitali da indurlo a una gomitata. Giancarlo degnissimo compare per una prossima puntata al pub.
     
    [b]RIHARD KUKSIKS [/b](11 punti; 1/1 2p; 3/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Gioca i primi tre quarti con una pulizia invidiabile: guardi le statistiche parziali e ne rimani sbalordito. Nei momenti cruciali però il léttone sbaglia tutto, allora gli infliggi una tenera insufficienza in quanto – tra l'altro – a questi livelli non si possono far spirare due attacchi non avvedendosi dei 24 secondi.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b](7 punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel primo anno sotto il Sacro Monte lo definimmo [i]estone volante [/i]dopo una prova clamorosa contro lo Stonerook della Siena pigliatutto. A distanza di anni sono rimaste un'apertura alare ridotta, una schiena cigolante, la voglia di fare a spallate, lo sguardo di ghiaccio. Speriamo basti per la salvezza.

×
×
  • Create New...