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VareseFansBasketNews

  • simon89
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]In attesa di rinforzi “esterni”, Varese riaccoglie in gruppo Ramon Galloway. La guardia statunitense, sospeso dall’attività della prima squadra lo scorso 21 dicembre per aver mancato di rispetto a coach Moretti ed ai compagni dopo essere arrivato in ritardo all’allenamento di riattivazione successivo alla trasferta di Venezia, è stato reintegrato dopo un colloquio con il coach toscano e le successive scuse ufficiali nei confronti di staff e giocatori (che hanno accettato al pari del tecnico il suo ritorno temporaneo nei ranghi). «È stato lo stesso atleta a chiedere un colloquio a Moretti per scusarsi, e le necessità contingenti di questo periodo ci hanno indotto ad accettare la sua richiesta; ora è a disposizione del coach, che dovrà decidere se convocarlo» - conferma il team manager Massimo Ferraiuolo. Parole che chiariscono una situazione nella quale Galloway si può considerare alla stregua di un ospite, in attesa che la società di piazza Monte Grappa trovi sul mercato il suo sostituto.[/color][/size][/font]
     
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]L’atleta del 1991 è tornato ad allenarsi ieri al PalaWhirlpool alla luce dell’emergenza infortuni che oltre a Campani e Cavaliero ha coinvolto anche Rihards Kuksiks, alle prese con una fastidiosa - e dolorosa - vescica sotto il piede sinistro. Ieri l’ala lettone è rimasto a riposo, e solo oggi si capirà l’entità del problema: per questo il “penitente” Galloway (non alle prime scuse pubbliche della stagione…) torna utile alla causa per garantire una sorta di “numero legale” a disposizione di Moretti per le sedute quotidiane in palestra. E comunque lo terrà pronto per l’eventuale acquirente (Omegna?) quando matureranno i tempi della sua partenza da Varese. Ma un conto sono gli allenamenti, un altro le partite: se Kuksiks sarà disponibile mercoledì, la guardia americana resterà con ogni probabilità in tribuna, e in ogni caso la sua permanenza a Varese dipenderà dalle tempistiche di reperimento sul mercato del suo sostituto. L’unico profilo valutato era e resta quello di Julyan Stone: Varese è tornata “sul pezzo” formulando una nuova proposta al giocatore ex Reyer Venezia, considerato come l’unico elemento adatto alle necessità tecniche della squadra biancorossa per affiancare Maalik Wayns in regia e dare equilibrio in tutti i reparti. [/color][/size][/font]
     
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]A sostanziale parità di cifre rispetto all’attuale club turco, quel che Varese può mettere sul piatto è un ruolo di primo piano rispetto ai compiti da puro gregario che il giocatore statunitense riveste al Gaziantep (sabato zero punti in 18’ - 0/1 al tiro, 3 rimbalzi e 2 assist - nella sconfitta sul campo del Ted Ankara). Tre mesi e mezzo di vetrina per alzare le quotazioni di mercato in vista del 2016-17, magari di nuovo in Italia dove il giocatore si era comunque trovato bene lo scorso anno a Venezia. La società di piazza Monte Grappa avrà saputo toccare le corde giuste per stimolare il giocatore del 1988? Entro 48 ore al massimo la telenovela arriverà alla fine: o Stone accetterà una volta per tutte la proposta di Varese, anche se fuori tempo massimo per giocare domenica a Caserta, oppure la pista sarà definitivamente chiusa, e dunque si dovrà scandagliare nuovamente un mercato al momento avarissimo di alternative appetibili.[/color][/size][/font]
     
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Prima la salvezza, poi il futuro. La Pallacanestro Varese prepara un'altra svolta per quanto riguarda i vertici societari? La contingenza prioritaria riguarda la permanenza in serie A da mettere al sicuro in tempi rapidi, ma dietro le quinte c'è chi ragiona già sulle strategie future della governance del club. L'oggetto del contendere è la poltrona presidenziale: il mandato biennale di Stefano Coppa scadrà il 30 giugno e i risultati sportivi negativi di questo periodo potrebbero indurre la proprietà del club a scegliere una figura diversa da insediare alla guida del club.[/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Per tirare le fila di un consiglio composto attualmente da professionisti e imprenditori senza specifiche competenze cestistiche può essere arrivato il momento di affidarsi ad un presidente stipendiato esterno all'ambiente varesino, sulla falsariga di quel che accadde nell'era Toni Cappellari dal 1993 al 1996? L'idea di investire su una figura capace di coniugare capacità tecniche e manageriali troverebbe ampio favore tra i soci di "Varese nel Cuore". L'obiettivo sarebbe quello di trovare un presidente a tempo pieno che sovraintenda a tutti gli ambiti della gestione societaria, lavorando sulla base del budget e delle strategie fissate da CdA e consorzio. Anche perché figure attualmente importanti nella stanza dei bottoni del club come Alberto Castelli (presidente di "Varese nel Cuore") o Monica Salvestrin (braccio destro di Coppa nel Cda della Pallacanestro) non sarebbero in grado di fungere da presidenti full time alla luce dei rispettivi impegni imprenditoriali. Però, nel basket moderno abbondano i direttori sportivi iperspecializzati nello scouting, ma scarseggiano i general manager capaci di agire anche al di fuori della mera area tecnica: qualora si opti per questa ipotesi, trovare il profilo giusto per un ruolo così importante e delicato non sarà affatto facile.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']D'altra parte, la criticità maggiore della gestione attuale è legata al campo e ai suoi risultati, figli di errori evidenti nelle scelte di mercato; ma gli scenari futuri paiono molto diversi rispetto alle estati 2013 e 2014. La zavorra della scommessa persa sull'era degli Indimenticabili, confidando di monetizzare l'eventuale trionfo finale per sostituire gli sponsor triennali arrivati nel 2010 e coprire il mancato apporto dopo l'uscita definitiva di scena della famiglia Castiglioni si riverbera ancor oggi (leggi parte dei 400mila euro di deficit 2014/' 15 coperto dal consorzio, legato ad una sponsorizzazione di due stagioni orsono per la quale solo nei mesi scorsi è stata quantificata l'inesigibilità del credito) sui conti della società. La cui area tecnica ha commesso numerosi errori, legati però ai vincoli di bilancio che hanno condizionato pesantemente la maggior parte delle decisioni strategiche del 2013/' 14 e del 2014/'15. Invece la scorsa estate, stante l'apporto quasi raddoppiato del consorzio e una valida attività di marketing per la raccolta risorse, il budget è lievemente aumentato dopo 5 anni di contrazione. Poi le scelte sbagliate sul mercato - in particolare quello straniero - sono sotto gli occhi di tutti, però gli investimenti pluriennali su Paolo Moretti e sul gruppo di italiani (Cavaliero, Campani, Ferrero e Molinaro) rappresentano il primo segnale di una possibile continuità dopo tre stagioni in cui da Masnago sono passati 45 giocatori e 5 allenatori. E il programma di rilancio del settore giovanile affidato a Massimo Ferraiuolo, con la nuova partnership con la Robur et Fides e la riapertura dela foresteria, è un seme che auspicabilmente può dare frutti importanti. La strategia di fondo - Coppa bis, professionista stipendiato o terza via con un a.d. plenipotenziario e un presidente di rappresentanza -andrà stabilita molto prima del 30 giugno: l'importante è correggere le criticità attuali senza azzerare quel che oggi in classifica non fa punti, ma che a medio-lungo termine può fruttare dividendi interessanti...[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Situazione di stallo per una Pallacanestro Varese che non trova il profilo "ad hoc" in un mercato poverissimo di giocatori disponibili. Troppo alto il tasso di rischio della scommessa Telfair per una squadra che ha bisogno di un giocatore ad impatto immediato, cosa che difficilmente sarebbe in grado di garantire un elemento inattivo da quasi 12 mesi come l'ex Oklahoma City (sul quale invece si sarebbe mossa Capo d'Orlando). [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ieri l'area tecnica biancorossa ha svolto un summit a 360 gradi, al termine del quale ha lasciato cadere l'affascinante ma rischiosa ipotesi legata all'ex stella dei playground di New York, preferendo attendere la disponibilità di un elemento più rodato e tecnicamente più adatto alle attuali necessità della squadra di Paolo Moretti. Da una parte l'infortunio di Cavaliero, con relativa esigenza di aggiungere un costruttore di gioco - non necessariamente un playmaker ma sicuramente un giocatore di pick&roll e non una guardia pura -per dare supporto a Maalik Wayns indurrebbe lo staff tecnico ad accelerare i tempi dell'innesto. Però piuttosto che rischiare di sparare a vuoto l'ultima cartuccia disponibile sul mercato, si è preferito giocare ancora in emergenza numerica le prossime due gare contro Gussing e Caserta, auspicando che la tattica "attendista" possa far emergere qualche profilo più allettante rispetto ai vari Antonio Graves e Sundiata Gaines, vagliati e poi scartati nelle scorse settimane. [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque si riprende a monitorare a 360 gradi tra Italia, Europa e Stati Uniti in cerca del profilo giusto: difficile però che dai tagli NBA che saranno effettuati entro domani possano emegere nomi appetibili, visto che i top players come Russ Smith o Bryce Cotton si ricicleranno in D-League in attesa di ulteriori chiamate dai professionisti. Improbabile dunque un colpaccio alla Maynor, anche alla luce della necessità di inserire un giocatore pronto mancando il tempo per "tirare a lucido" un elemento inattivo, bisognerà con ogni probabilità scandagliare a fondo la lista dei giocatori "malpagati" o liberabili fuori dai confini nazionali, che nel corso degli anni aveva portato a Varese rinforzi di valore come Rok Stipcevic (alquanto improbabile comunque un suo ritorno, se e quando sarà messo sul mercato) e Phil Goss.[/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Nel frattempo la società di piazza Monte Grappa rimane alla finestra in attesa delle evoluzioni delle "big" italiane: Milano e Venezia sarebbero attive sul mercato degli esterni, potrebbe muoversi anche Sassari sia pur con tempi meno immediati, e a cascata potrebbero generarsi situazioni interessanti anche per i biancorossi. Intanto però arrivano buone notizie dall'infermeria sul conto di Luca Campani: il lungo del 1990 dovrebbe saltare solo il match di Caserta e tornare a disposizione di coach Moretti il 24 gennaio contro Milano, con Lorenzo Molinaro che potrebbe uscire verso Ravenna dopo la trasferta di domenica prossima in Campania. Per Ramon Galloway si è invece mossa la Paffoni Omegna; sul giocatore del 1991 avrebbe preso informazioni anche Torino come possibile "tampone" a tempo visto il lungo periodo di stop che riguarderà Jerome Dyson.[/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Varese e Julyan Stone, questo matrimonio non si ha da fare. La guardia statunitense ha posticipato ulteriormente la sua decisione in merito alla proposta contrattuale recapitatagli dalla Openjobmetis, che aveva messo nero su bianco tutte le condizioni accettate verbalmente dal giocatore. Ma ieri mattina il giocatore del 1988 ha nuovamente preso tempo per riflettere se lasciare o meno il Gaziantep.[/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Che la ragione dell'impasse possa essere legata da ulteriori - ma per ora soltanto ipotetiche - sirene da parte di club italiani più ambiziosi di Varese (escluso un ritorno di fiamma da parte di Venezia, si mormora di sondaggi da parte di Sassari) oppure l'effetto del ritorno nelle rotazioni del nuovo coach Dedos in FIBA Cup, poco importa alla società di piazza Monte Grappa. Che a questo punto ha lasciato cadere la pista Stone, avendo bisogno di un innesto in tempi rapidi anche alla luce dell'emergenza perimetrale legata all'infortunio di Daniele Cavaliereo.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Scartato comunque un ritorno sulla pista Sundiata Gaines, definitivamente archiviata al pari di quella per Kenny Hasbrouck, che anche con l'eventuale arrivo di Ukic resterebbe egualmente a Cantù come "straniero di coppa". E non sembrano elevate neppure le quotazioni per un ritorno in biancorosso di Rok Stipcevic. Prima di tutto perché la sua partenza da Sassari è al momento attuale soltanto un "rumor" che non trova seguito sull'effettiva disponibilità del giocatore sul mercato (eventualmente in uscita se e quando il Banco Sardegna inserirà un altro playmaker). E in secondo luogo, l'eventuale coppia Stipcevic-Wayns non convince Paolo Moretti, soprattutto alla luce della taglia fisica limitata di entrambi nell'ottica degli accoppiamenti difensivi perimetrali.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque si torna a scandagliare il mercato, valutando a tutto campo i free agent per le ragioni più disparate (l'ex romano Darius Washington o Nolan Smith) o i giocatori in uscita dall'Europa (DJ. Newbill da Villeurbanne). Ma tra i nomi proposti, il più affascinante - sia pure con diverse riserve -sarebbe quello di Sebastian Telfair. Il 30enne playmaker americano, superstar dei playground di New York da liceale con tanto di libro e documentario sulla storia, passato direttamente in NBA a 18 anni senza però lasciare il segno tra i professionisti come il cugino Stephon Marbury (8 squadre in 11 stagioni con 7.3 punti di media in 564 partite; l'ultima tappa a 8.4 punti e 2.8 assist lo scorso anno a Oklahoma City), è un elemento di indiscutibile talento offensivo che potrebbe accendere l'attacco dell'Openjobmetis come Jerome Dyson ha fatto con Torino e Austin Daye ha fatto con Pesaro. Il "lato B" della pista Telfair riguarda la totale assenza di esperienza europea (fuori dalla NBA ha giocato in Cina nel 2013-14enel 2014-15), la lunga inattività di quasi 12 mesi dopo aver chiuso la sua esperienza con gli Xinjiang Flying Ti-gers, e la necessità di affidargli in mano più o meno ad occhi chiusi le chiavi della squadra. Potrebbe essere un colpaccio, se e solo se Telfair volesse costruirsi una carriera europea partendo da Varese come accadde lo scorso anno per Eric Maynor: due mesi fa ci aveva provato senza esito Torino, le verifiche in atto su costi e condizioni di forma diranno se l'ipotesi può prendere corpo.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Accordo a un passo tra Varese e Julyan Stone. Smussato l'ostacolo sul primo tentativo biancorosso di lunedì, la guardia ex Venezia avrebbe accettato la proposta economica della società di piazza Monte Grappa. Dalla trattativa si è dunque passati allo scambio dei contratti: il club biancorosso attende il documento controfirmato - questione di fuso orario con la costa Ovest degli Stati Uniti, possibile fumata bianca già nella notte italiana - per l'annuncio ufficiale del 27enne giocatore americano che esaurirà il lotto dei 16 tesseramenti disponibili per la stagione 2015-16.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Stone non è certo il "solutore solitario" che ci si poteva aspettare dopo la sconfitta di Reggio Emilia; ma il successo nel derby contro Cantù, che ha ribadito i riscontri positivi dell'identità operaia già decisiva contro Minsk e Cremona, ha indotto società e staff tecnico a sparare l'ultima cartuccia per un eccellente giocatore di squadra - sia pure con pochissimi punti nelle mani - come la guardia del 1988. La soluzione definitiva per trovare la quadratura del cerchio è sostanzialmente analoga a quella che Varese aveva intrapreso puntando su Derwin Kitchen al posto di Ramon Galloway dopo la sconfitta inaugurale contro Caserta: una "guardiona" con stazza (198 centimetri per 91 chili), intensità difensiva ed elevato coefficiente atletico che gioca principalmente per gli altri, lasciando libero Wayns di esprimersi al meglio nei panni della prima punta.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E il Gaziantep, potenziale avversario di Varese negli ottavi di finale di FIBA Cup (il girone dell'Openjobmetis incrocerà quello dei turchi nel primo turno playoff)? Il Royal Hali non sembra opporsi alla partenza di Stone: il nuovo allenatore Dedas (giunto 20 giorni fa dopo il passaggio di Yure Zdovc all'Aek Atene) non avrebbe grande considerazione della guardia del 1988, che ha perso minuti nelle rotazioni e in coppa è il settimo straniero (stasera comunque in tribuna nella trasferta di Francoforte). A questo punto, a meno di colpi di scena dell'ultima ora, la road map della trattativa prevede il ritiro del visto direttamente in Turchia e l'arrivo a Varese entro il fine settimana. Per la FIBA Cup serve un anticipo di 3 giorni lavorativi ai fini del tesseramento in tempo utile per il match di mercoledì prossimo contro Gussing, nessun dubbio invece sull'esordio in campionato il 17 gennaio a Caserta nel match inaugurale del girone di ritorno. Ora le porte girevoli si chiuderanno definitivamente, almeno a livello senior; stasera arriverà in prova a Masnago Stipe Jelic, 14enne esterno croato di 192 centimetri proveniente da Spalato. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']La [/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']vittoria nel derby contro Cantù sposta l'attenzione dell'Openjob-metis da Sundiata Gaines a Julyan Stone. È la 27enne guardia che nel 2014/'15 ha giocato nelle file dell'Umana Venezia la prima scelta della società di piazza Monte Grappa per completare il restyling del roster. La trattativa è in piena evoluzione: ieri il club biancorosso ha recapitato l'offerta ufficiale al giocatore, attualmente in Turchia con il Royal Hali Gaziantep (4.4 punti e 5.1 rimbalzi in 21.3 minuti medi). L'atleta gradirebbe tornare in Italia, ritenuta più sicura per la famiglia (sposato con una bimba di 16 mesi) rispetto all'attuale location vicino al confine con la Siria; però il primo abboccamento non avrebbe prodotto l'immediata fumata bianca auspicata da Varese, decisa comunque a fare un nuovo tentativo nella giornata odierna.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Stone sarebbe un elemento dalle caratteristiche antitetiche rispetto a Gaines, attualmente "congelato" per una serie di valutazioni non solo tecniche che hanno indotto la coppia Moretti-Arrigoni a spostare le loro attenzioni verso un elemento di equilibrio e sostanza come Stone. Di certo non si tratta di un attaccante di razza: tra NCAA, NBA ed Europa, il 27enne prodotto dell'università di Texas el Paso non è mai andato in doppia cifra media. Ma il mix di potenza fisica e atletismo dell' esterno statunitense (198 centimetri per 91 chili) gli permette di riempire tutte le altre caselle dello scout: di fatto Stone - qualora la trattativa dovesse andare in porto - dovrà produrre punti per i compagni, mettendo in ritmo i numerosi tiratori frontali del roster biancorosso, e dare equilibrio di fianco a Maalik Wayns, che resterà il terminale principe del roster di Paolo Moretti dopo essersi guadagnato i galloni sul campo con le buone prove contro Cremona e Cantù. Avere accanto un elemento di sostanza come Stone ridurrà la dipendenza dell' attacco biancorosso dalle lune del playmaker di Philadel-phia, che potrà concentrarsi maggiormente sull'aspetto realizzativo lasciando nelle mani dell'ex Umana i compiti di tessitura della manovra.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Una scelta che premia l'indole operaia mostrata dall'OJM nelle ultime uscite casalinghe, puntando su un elemento votato al gioco di squadra per non stravolgere di nuovo equilibri e gerarchie faticosamente ristabilite dopo un girone d'andata all'insegna delle porte girevoli. Nella scorsa annata, a Venezia, Stone chiuse con 7,1 punti di media (col 39% da 2 e il 20% da 3) ma 7,6 rimbalzi - migliore in assoluto della squadra di Recalcati - più 4,2 assist, facendosi apprezzare da tutto l'ambiente orogranata per la disponibilità al lavoro sporco sui due lati del campo. Non confermato dalla Reyer (che ora lo rimpiange...) per puntare sull'ex varesino Mike Green, Stone si è rigiocato in estate la carta NBA (al suo attivo 47 partite e 61 punti in tre stagioni tra Denver e Toronto) partecipando al Camp di Oklahoma City, che l'ha tagliato a fine ottobre. Tornato subito in Europa, ha firmato con il Gaziantep, dove milita l'ex biancorosso Andy Rautins. Ora Varese prova a convincerlo a tornare in Italia pur con obiettivi diversi rispetto alle semifinali scudetto giocate a Venezia.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia [/font][/color][/size][/font][/color]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Festa grande per tutti, tranne uno: nel grande abbraccio collettivo che ha celebrato il successo liberatorio nel derby contro Cantù, la voce fuori dal coro del main sponsor biancorosso Rosario Rasizza ha segnato una stonatura significativa. Il "distinguo" dell'a.d. di Openjobmetis tra l'apprezzamento per la vittoria contro la Vitasnella e l'operato della società -poca chiarezza («confusione» il termine utilizzato) nelle scelte tecniche che si riflette anche sul parquet - non è una spigolatura di poco conto.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Un appunto forte nei confronti della gestione tecnica del club, vista la distanza dalle ambizioni playoff manifestate su queste colonne dallo stesso Rasizza a settembre? Di certo non si tratta del prologo di una exit strategy, se corrisponde al vero il fatto che l'euforia della vittoria nel derby abbia indotto lo stesso a.d. di OJM a ventilare propositi di rinnovo in tempi rapidi della sponsorizzazione. D'altra parte, l'attuale partner principale della società di piazza Monte Grappa è direttamente coinvolto nella gestione della società, visto che dal marzo dello scorso anno Marco Vittorelli - presidente di Openjobmetis e numero 2 dell'azienda - è uno dei cinque membri del CdA della Pallacanestro Varese, che ha avuto un ruolo determinante nel dettare le strategie di fondo (no a Sacchetti e sì a un manager, no a Iozzelli e sì ad Alberani) del mercato estivo. E all'interno del quale il vicepresidente Monica Salvestrin ha un rapporto privilegiato con Rasizza dopo aver creato le basi della partnership in corso nell'estate del 2014.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Nella mattinata di ieri l'a.d. dell'azienda gallaratese avrebbe corretto il tiro, indicando il bersaglio delle sue critiche sulle scelte tecniche nei troppi cambiamenti di organico che avrebbero creato incertezza nel gruppo, ma giudicando positivamente l'indole più italiana del gruppo riveduto e corretto. Resta però la sensazione di un "mal di pancia" legato ai risultati sportivi, ma soprattutto ad una modalità ritenuta poco aziendalistica nella gestione della società. Indubbiamente c'è grande differenza tra uno sponsor-tifoso come Renzo Cimberio (che pure non le mandava a dire a giocatori e allenatori) e un'azienda che chiede alla Pallacanestro Varese un adeguato ritorno di visibilità per il suo investimento. Openjobmetis ha richiesto - e parzialmente ottenuto - sforzi massicci da parte del club per andare incontro alle esigenze del suo main  sponsor in termini di marketing, promozione del brand e presenza sui social network oltre agli interventi sulla struttura di Masnago (eseguiti quelli dell'area hospitality, bloccati dall'impasse del Comune sul "cubotto" di piazza Monte Grappa che si voleva spostare fuori dal PalaWhirlpool per assicurare un punto vendita per il merchandising).[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Insomma OJM investe forte sulla pallacanestro, ma anche alla luce dell'ingresso diretto nella stanza dei bottoni vuole dire la sua nella gestione di un club nel quale vorrebbe importare la sua cultura d'impresa a livello di filosofie gestionali. E siccome in azienda chi sbaglia rende conto - ed eventualmente paga - quel distinguo domenicale sembra neppure troppo velatamente riferito al presidente Stefano Coppa. Prime mosse in vista della scadenza al 30 giugno del mandato dell'attuale CdA che rimetterà in discussione le cariche a partire dalla poltrona del comando in piazza Monte Grappa? Di certo i risultati sportivi deludenti espongono la società a critiche anche condivisibili, sebbene per chiudere in fretta il discorso salvezza sia preferibile l'unità di intenti di tutte le componenti dell'ambiente.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Cuore, carattere e... attributi. La ricetta semplice ma genuina delle tre C permette a Varese di mettere la firma sul derby numero 136, mettendo sotto una Cantù "salterina" e talentuosa sul perimetro con una prestazione che permette di ritrovare il feeling smarrito con i suoi tifosi. Il bis della vittoria prenatalizia contro Cremona - anche in quel caso sancita dal predominio a rimbalzo dei biancorossi - ribadisce che, almeno nella sua versione casalinga, l'Openjobmetis delle tute blu riesce a sprigionare un volume di gioco che - per quantità e intensità - le consente dì sopperire al potenziale limitato degli esterni.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'infortunio di Cavaliero, unica nota negativa di una serata importante per molti motivi, acuisce gli affanni numerici e qualitativi nel reparto guardie di una Varese che - così come accaduto contro la Vanoli - ha rischiato di afflosciarsi sotto il peso dei suoi limiti quando non ha più trovato sbocchi efficaci prodotti dal sistema corale. E' l'attuale rovescio della medaglia dell'indole operaia della squadra, con Kangur spina dorsale e i vari Ferrero e Varanauskas - inizialmente decimo e dodicesimo uomo - a mettere in campo tutta la voglia di guadagnarsi minuti. Però è proprio questo ritrovato spirito di corpo che ha permesso a Varese di mettere in cassaforte 4 punti preziosi in chiave salvezza, sposando l'identità marcata che Paolo Moretti ha fortemente voluto per correggere gli squilibri più evidenti del mercato estivo. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Detto e fatto: dopo un 2015 avaro di acuti, il nuovo anno s'inizia nel migliore dei modi per l'OJM. Il successo contro la Vitasnella vale ben più dei due punti, comunque importanti per allontanarsi dalla zona pericolo, perché consentirà a società e staff tecnico di ponderare con maggior serenità sulle necessità contingenti per rinforzare il roster. Ora la pausa per l'All Star Game servirà a tirare le somme sull'ultima operazione di mercato consentita dal regolamento: il riscatto di Wayns e la prova corale di alto livello che hanno piegato Cantù potrebbero modificare le valutazioni su Sundiata Gaines, obiettivo prederby col quale comunque non c'è stata ancora l'intesa economica. Esclusa l'idea Hasbrouck, non tanto per la prova incolore di ieri, quanto per l'impasse tra Vitasnella e Roko Ukic: per buona pace dei tifosi biancorossi il play croato sarebbe dubbioso anche sulla proposta dei brianzoli, non considerando un upgrade sufficiente il passaggio da Varese a Cantù (fino a prova contraria oggi a braccetto in classifica). [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E se il nuovo check di mercato in programma oggi evidenziasse la disponibilità di una guardia "equilibratrice" in grado di dare supporto a Wayns senza togliergli di mano il ruolo di prima punta? Se ne parlerà nel summit che stabilirà una volta per tutte l'indirizzo da dare al mercato; mercoledì a Larnaca sarà emergenza assoluta senza Campani né Cavaliero (spazio a Molinaro e al giovane Manuel Rossi), il rinforzo arriverà entro il weekend e mercoledì prossimo farà le prove generali contro Gussing in vista del debutto in campionato nella prima di ritorno a Caserta. Sia come sia, l'identità dell'Openjobmetis riveduta e corretta è marcatamente operaia: da capire se il gruppo ricompattato dalla regia occulta di Kangur e dallo spirito di italiani ed europei potrà digerire un altro solista, oppure se è preferibile andare nella direzione del collettivo, guardando realisticamente ad una tranquilla salvezza da conquistare con qualche altro scalpo nobile in casa e qualche impresa negli scontri diretti esterni del ritorno.[/font][/color][/size]

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](8 punti; 3/9 2p; 0/1 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Nel temutissimo confronto contro la batteria di lunghi biancoblù la fortuna risiede tutta nella serata svogliata di Johnson, bello solo per le statistiche. Davies prende le scelte sbagliate nei momenti più pericolanti e obbliga spesso Moretti ad optare per il quintetto piccolo.
     
    [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](8 punti; 1/5 2p; 2/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il buongiorno mattutino, questa volta, è solo una fugace impressione. Iniziata la contesa mandando a bersaglio due tiri pesanti, ritorna nel momento psicologico apatico: qualche protesta, qualche giro di difesa saltato, qualche palla sbucciata.
     
    [b]MAALIK WAYNS [/b](19 punti; 3/8 2p; 3/8 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il Giano Bifronte della regia prealpina sciorina la consueta prestazione di picchi ed errori. Sbaglia nella prima parte il [i]timing [/i]nell'orchestrare i compagni, tanto da lasciare il posto al furetto Varanauskas. Nel finale respira aria da derby a pieni polmoni e scala con successo la vetta.
     
    [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]I numeri non bastano a descrivere una prova gagliarda e sfacciata, condita da un canestro in entrata somigliante a una sfida di basket tre contro tre (di cui il lituano è nell'élite mondiale). Perde un pallone sanguinoso ma dinnanzi all'Abass di stasera sarebbe stata dura per chiunque.
     
    [b]DANIELE CAVALIERO [/b](3 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 3/3 tl)[b] VOTO: 6.[/b] Abbandona la sfida ad inizio ripresa quando una palla vagante gli costa una botta alla mano e soprattutto una presunta lussazione alla spalla (voci da post gara). Nel primo tempo inciampa qualche volta per poi prendere una rincorsa assieme a tutti i compagni.
     
    [b]LUCA CAMPANI[/b] (5 punti; 1/3 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Si è trascinato stoicamente fino al termine del girone di andata nonostante un ginocchio dolente. Assesta diverse giocate di esperienza (i rimbalzi offensivi del quarto periodo ricordano pepite d'oro nella corsa al [i]far west[/i]) ma manca della spinta fisica.
     
    [b]GIANCARLO FERRERO [/b](10 punti; 3/4 2p; 0/2 3p; 4/5 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Se l'anno scorso la palma d'oro di sorpresa della “classicissima” finì nelle mani di Balanzoni, questa volta è l'ala piccola piemontese ad esaltare la platea con un terzo quarto da capogiro: canestri roboanti e falli subiti con malizia, difesa tenace, urla rivolte ai compagni.
     
    [b]RIHARD KUKSIKS [/b](12 punti; 2/4 2p; 2/10 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Comincia il derby con il sangue negli occhi, prendendo tiri ogniqualvolta la difesa canturina gli lascia mezzo centimetro. Nella seconda metà prova a recitare lo stesso canovaccio, ma la [i]verve[/i] scema.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b](9 punti; 3/5 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Sei rimbalzi, frutto di posizionamento, e quattro assist, figli di sapienza cestistica, dimostrano il suo pedigree da veterano. Mezzo palazzetto trascorre la partita esclamando “tira!” quando le praterie della difesa ospite lo consentirebbero. Si accontenta di ciuffi sporchi o docili, lasciando il punto esclamativo per la sirena. Buon 2016!

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