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VareseFansBasketNews

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il PalaWhirlpool boccia Ramon Galloway. E Sebastian Telfair dice no a Varese. Da un lato l'ex Tortona è ormai una causa persa, dall'altro però il mercato continua a non offrire alternative: l'ex stella dei playground di New York ha preferito aspettare ancora un'eventuale chiamata NBA, rifiutando la proposta economica del club di piazza Monte Grappa, ritenuta troppo bassa da un giocatore che anche in Cina era abituato a viaggiare ad almeno 50mila dollari al mese. Ma ormai Galloway è una causa persa a livello ambientale prima ancora che tecnico: i 20 giorni di stop per la sospensione post Venezia lo limitano anche nella freschezza atletica, ossia il suo unico punto di forza, e se i tifosi lo hanno "bollato " anche quando - come accaduto ieri - prova comunque a mettersi al servizio dei compagni pur con tutti i suoi limiti, è evidente che la guardia statunitense non è più proponibile a Masnago.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il problema contingente dell'assenza di Cavaliero - out almeno fino al 14 febbraio - rende Galloway numericamente utile a livello tecnico, almeno fino a quando non si troverà un sostituto. Ma se per un mese si è potuto attendere che si liberasse il giocatore giusto, pur con tutte le difficoltà nel dover accoppiare un elemento ad hoc a fianco di un esterno particolare come Wayns e nel contesto di una squadra dai mille limiti tecnici e mentali come l'attuale Ópenjobmetis, ora il fattore ambientale impone alla società e allo staff tecnico una scelta chiara e netta.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Detta come va detta: Galloway è un peso che rischia di condizionare situazioni dentro e fuori dal campo, e la possibilità di girarlo ad Omegna a condizioni economiche vantaggiose va colta il prima possibile, al più tardi dopo la trasferta di domenica a Pesaro. Da qui a domenica si valuti che cosa offre il mercato dei free agent e si chiuda la trattativa con il miglior giocatore disponibile tra i play-guardia a costi sostenibili (ma per 3 mesi di stipendio il gruzzoletto che può offrire Varese non è poi così limitato). Poi però per il mercato 2016 si prendano le opportune contromisure, negli uomini e nelle strategie, per evitare lo snervante stillicidio di un mercato di riparazione nel quale le scelte sono sempre limitate a quel che c'è e non a quel che vorresti...[/font][/color][/size]

  • Nicolò Cavalli
    Priva di Wayns, escluso per un colpo alla testa in rifinitura, una Varese – che nel calcio definiremmo spuntata – trova un successo sporco e sofferto staccando il biglietto per gli ottavi di finale. La prestazione zoppicante, a tratti grottesca, viene salvata grazie al carattere che emerge in un finale punto a punto.
     
    [i][b]Inizio soft. [/b][/i]Moretti sceglie un quintetto di partenza fisicato (Kangur da “tre”) capace di pescare, a più riprese, un Davies arzillo sotto le plance: 9-6 a metà primo periodo. Varese allieta i pochi intimi del PalaWhirlpool con un po' di accademia – stoppata volante di Faye e pregevole circolazione di palla a smarcare KK – prima che qualche fischio di troppo della terna addormenti il ritmo e i neuroni dell'OJM (due omaggi clamorosi in un amen a favore dei campioni di Cipro) fino al 17-14 del decimo minuto.
     
    [i][b]Davies contro tutti. [/b][/i]Il gradito ritorno di Luca Campani coincide con la sciarada di punti di McFadden, poi è Brown a capitalizzare (23-26) i due erroracci di Varanauskas e di Golloway: il time-out di Moretti, con tanto di rimbrotti anglo-aretini, prova a placare gli animi. Eppure lo striscione indirizzato al #55 (“Galloway game over”) non può passare inosservato. L'approvvigionamento continuo di palloni a Davies, agevolato dall'assenza del veterano Brezec tra le fila dell'AEK, riporta i padroni di casi in avanti, dunque un guizzo sull'asse Kuksiks-Ferrero vale il 37-33 della pausa lunga.
     
    [i][b]A scartamento ridotto. [/b][/i]Una gara tranquilla sul piano agonistico viene destata dall'espulsione – per doppio fallo tecnico – dell'allenatore ospite Gavriel: a livello arbitrale, evidentemente, [i]tutta Europa è Paese[/i]. I ciprioti, inciampati sul meno otto, si issano sul 42-39 e non si muovono da lì per lunghissimi minuti. L'Openjobmetis non fa molto meglio (ancora una serata no nel tiro pesante, il dato finale sarà di 4/16) e trova nei soli viaggi in lunetta il timido abbrivio per toccare il 53-47, vantaggio dimezzato a fil di sirena dal fortunoso ciuffo di Panteli.
     
    [i][b]Finale thrilling. [/b][/i]Larnaca, con una serie di folate offensive, sforna il ribaltone condendolo con il 2+1 di Bowman e l'entrata di Petrovic (55-59). Moretti e i suoi ci capiscono poco, soprattutto nei cambi di uomo in difesa, e si aggrappano alla mani riscaldate di Varanauskas e Ferrero per smorzare la fuga targata AEK: 64-66. Il disastro tecnico assume connotati paradossali da entrambi i lati del capo: Faye litiga con il ferro dopo i rimbalzi in attacco, Davies passa la palla a un compagno immaginario fuori dal campo, i verdi veleggiano sul più tre. Titoli di coda? No, perché Ferrero segna in contropiede, Faye (pessimo a lunghi tratti) timbra da otto metri e il play lituano scrive un nuovo vantaggio. Sul 72-70 l'OJM opta per il fallo. L'impressione è che la scelta gradita sia il supplementare per blindare il primo posto del girone visti i problemi di falli degli ospiti. Ma Ovidijus, non sappiamo se eroe o sciagurato, stappa lo spumante della vittoria. Qualificazione raggiunta, ma per il primo posto ci sarà da sudare in Austria.
     
    Però, più ancora, ci sarà da sudare in palestra: il volto di Moretti, a fine gara, era tutto un programma. L'antenna di Varese deve risintonizzare le proprie onde. Il ripetitore cestistico del Sacro Monte, che siano prime serate di Coppa o di Campionato, non promette granché di buono per le prossime settimane...
     
     
    [i][b]Il migliore: Brandon Davies. [/b][/i]Primo tempo con statistiche da almanacco (18 punti + 6 rimbalzi) sfruttando la leggerezza dei lunghi a referto di Larnaca e il [i]jet leg[/i] che assopisce Leslie. Nel proseguo la difesa avversaria lo bracca con diversi agenti speciali: ne esce qualche pallone perso di troppo, tuttavia 27 punti e 11 rimbalzi sono oro che cola.
     
    [i][b]Il peggiore: Ramon Galloway. [/b][/i]Sin troppo facile scegliere il “barba”: per coerenza, ribadiamo, già da tempo meriterebbe essere ai margini del progetto tecnico. Ma anche Faye rischia di salire sul banco degli imputati. Gli alibi della stagione cominciata in anticipo e dell'aggiunta in corsa di Kangur non valgono più, restano sul groppone palloni persi, amnesie e un tap-in da patrie galere sbagliato complice un salto in contro-tempo. La siderale tripla sul finire toglie il retrogusto amaro.
     

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Varese è pronta a fare la sua puntata su Sebastian Telfair. La società di piazza Monte Grappa ha ufficialmente avviato la trattativa con il 30enne playmaker statunitense: si lavora per convincere sul piano tecnico ed economico l'ex stella dei playground di New York a sbarcare per la prima volta in Europa dopo 11 stagioni (e 8 squadre) NBA alle spalle e due avventure in Cina (19,4 punti e 4,2 assist di media negli Xinjang Flying Dragons nel 2014/'15).[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Sarà la volta buona dopo un mese di caccia ai quattro angoli del globo, scartando svariate soluzioni perché non perfettamente incastrabili nel puzzle di una squadra che avendo tante lacune deve inserire un pezzo ad hoc? Telfair è l'unica soluzione a pronto uso tra i giocatori disponibili sul mercato che possano fare al caso di Varese, che cerca un esterno capace di attaccare il ferro e giocare il pìck&roll per creare punti per sé e i compagni. L'ex prima scelta di Portland nel draft 2004, cugino dell'ex stella NBA Stephon Marbury, non è probabilmente la soluzione tecnica ideale da affiancare a Wayns. E l'incognita più grande è quella del suo stato di forma: Telfair non gioca da oltre 12 mesi, avendo chiuso il 23 gennaio 2015 la sua stagione in Cina, anche se si è tenuto in forma in attesa di chiamate europee (ci aveva provato Torino prima della firma di Jerome Dyson a novembre, e solo quando Milano ha messo le mani su Mantas Kalnietis ha lasciato cadere in extremis la pista dell'ex Oklahoma City). Chi ha preso informazioni su di lui negli Stati Uniti parla comunque di un giocatore pronto: rispetto alla scommessa Maynor della scorsa annata, a Telfair manca il ritmo partita ma non si tratta comunque di un giocatore da rimettere in campo dopo un infortunio grave. E comunque l'atleta del 1983 può garantire un intrigante talento offensivo (7,4 punti e 3,5 assist in 564 gare NBA): pur non avendo tenuto fede alle aspettative di quando era giovanissimo, potrebbe alzare decisamente il potenziale offensivo del terz'ultimo attacco della serie A. E soprattutto è libero da qualsiasi vincolo, al contrario dei giocatori sotto contratto con altri club europei (vedi Julyan Stone) o di quelli impegnati in Cina fino al 5 febbraio, la cui disponibilità è comunque tutta da verificare al cambio dei salari mediamente molto superiori rispetto all'Italia.[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E comunque neppure dalla CBA sarebbe emerso un profilo ad hoc: lo staff tecnico seguiva con attenzione Jamaal Franklin, 25enne "guardiona" che fu seconda scelta di Memphis nel 2013, attualmente settimo marcatore della lega a 33,8 punti allo Shanxi. Un esterno esplosivo ma senza capacità di costruzione di gioco, che comunque sarebbe stato disponibile a discutere l'eventuale approdo italiano solo la prossima settimana. Invece Telfair dovrebbe rispondere in tempi rapidi alla proposta di Varese, che dopo la partita di FIBA Cup contro Larnaca tirerà le somme stabilendo definitivamente la sua strategia di mercato. L'obiettivo sarebbe quello di portare Telfair a Varese per l'inizio della prossima settimana, lasciando libero Ramon Galloway di partire alla volta di Omegna.[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size][/font][/color]

  • simon89
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]Un passo indietro lungo e ben disteso in un derby giocato senza nerbo. Milano fa la faccia feroce a Masnago, e l’Openjobmetis si squaglia come neve al sole giocando una partita davvero povera di contenuti agonistici nonostante gli stimoli della sfida alla capolista. Troppo facile per l’EA7 toglierle le uniche certezze, proteggendo l’area con i muscoli dei lunghi e mettendo a nudo i limiti della coppia Wayns-Galloway contro un’avversaria molto più organizzata e fisicamente “quadrata” rispetto a Caserta e Minsk. E se l’Openjobmetis esce dallo spartito corale, tornano a piovere le “stecche” individuali che indispettiscono il pubblico: così bastano 20 minuti giocati senza concentrazione né intensità per bruciare il tesoretto di credibilità riconquistato faticosamente dalla squadra di Moretti grazie alle vittorie tutto sacrificio e coralità delle ultime settimane. A ulteriore riprova che i limiti dell’Openjobmetis sono tali e tanti che solo giocando “di squadra” si possono nascondere almeno in parte, e che appena si alza l’asticella dell’avversaria di turno, la mancanza di un giocatore capace di garantire pericolosità in penetrazione rende l’attacco troppo dipendente dalla variabile impazzita del tiro dall’arco.[/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]La prova negativa di Galloway, con tanto di scambio di vedute con Kangur su una delle tante forzature offensive e i fischi del PalaWhirlpool al suo ritorno in panchina, costringono la società a forzare i tempi di un mercato che nelle prossime due settimane - ossia fino a quando non si chiuderà la regular season della CBA cinese - proporrà difficilmente alternative allettanti all’oggetto del desiderio di Omegna. L’unica soluzione a pronto uso sarebbe la scommessa Sebastian Telfair, altro “campettaro” con tendenza a mettersi in proprio che però rispetto all’ex Tortona ha un tasso di talento nettamente superiore. Milano ci ha pensato a lungo prima di puntare su Kalnietis: il rischio sull’ex NBA è legato al digiuno assoluto di esperienze europee oltre ai 12 mesi di inattività. Però sembra francamente impossibile per chiunque fare peggio di un giocatore ormai bollato dal pubblico di Masnago, e che soprattutto esercita un’influenza fortemente negativa sull’amico di infanzia Wayns (ieri subito a fianco di Galloway nel dialogo concitato con Kangur). Di certo mercoledì sarà Varanauskas a giocare lo spareggio di FIBA Cup contro Larnaca (senza il totem Brezec, out per infortunio e sostituito dal “salterino” C.J. Leslie) con Galloway in tribuna come settimo straniero; dopodichè l’obiettivo della società è quello di avere in campo la nuova guardia nello spareggio-salvezza del 14 febbraio contro Capo d’Orlando.[/color][/size][/font]

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](18 punti; 7/15 2p; 0/1 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Il bottino, reso più prezioso dai dieci rimbalzi arpionati, deve essere contestualizzato in una giornata in cui Varese trova o poco nulla dal reparto guardie. Spesso i palloni che scottano finiscono sotto le plance, con il compito ingrato di sfuggire dai tentacoli dei totem milanese: Brandon se la cava più che dignitosamente.
     
    [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](7 punti; 3/5 2p; 0/3 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Un elemento da battaglia come lui dovrebbe azzannare il parquet con altra [i]verve[/i]. Vivacchia a lungo senza incidere, nel finale ha quanto meno il merito di tenere desta la truppa per evitare un'imbarcata secolare. Discontinuo.
     
    [b]MAALIK WAYNS [/b](10 punti; 1/5 2p; 2/7 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Reduce dalle prestazioni incredibili di Caserta e Minsk (per mischiare sacro e profano, [i]quanto grazia Sant'Antonio![/i]) inciampa di fronte alla zona ben articolata da coach Repesa. Il rimpianto è per due o tre contropiedi primari non conclusi che avrebbero potuto dare la scossa a una banda oggi smarrita.
     
    [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Prova di ordinaria gestione, con il fiore all'occhiello di 4 assist, e di sufficiente abnegazione difensiva. Peccato per le poche iniziative prese e per i tentativi rimasti sul ferro.
     
    [b]GIANCARLO FERRERO [/b](3 punti; 1/3 2p; 0/3 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Preciso come un cecchino nelle uscite di Fiba Cup, in campionato non riesce a levarsi dalle spalle la scimmia dello zero assoluto dalla lunga distanza (con oggi, siamo a 0/17). Ritorna nei ranghi di comprimario ma non può essere bannato per una giornata storta.
     
    [b]RIHARD KUKSIKS [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Il fantasma lettone, manifestatosi nel primo tempo con un tiro sbilenco entrato nella retina non sappiamo bene come, credeva di spaventare i sonni dei colossi milanesi grazie al [i]favor tenebris[/i]. Peccato che si giocasse alle 12,00 con una giornata di sole splendente: occhio ai dettagli.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b](12 punti; 2/2 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Leader a volte silenzioso e mente occulta della squadra, questa volta alza la voce verso i compagni che remano nella direzione sbagliata. Nella ripresa, iniziando finalmente a scaldare i polpastrelli, è l'unico a crederci fino in fondo: il pubblico amico ringrazia.
     
    [b]RAMON GALLOWAY [/b](8 punti; 4/5 2p; 0/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 4. [/b]Esclusa la fiammata pregevole del primo quarto, attira gli improperi di compagni (chiedere all'estone di cui sopra), della tifoseria, forse persino di qualche prelato. Otto palloni persi certificano un'ignoranza cestistica sconfinata, la difesa molle come il burro testimonia l'assenza di ogni volontà.

  • Nicolò Cavalli
    Certe domeniche nascono storte e proseguono lungo un percorso minato. È la storia di una Varese che – dopo un avvio di 2016 lusinghiero – concentra in quaranta minuti il peggio a livello tecnico, agonistico e comportamentale. Finendo presto, troppo presto, in una centrifuga di errori, proteste e volti arrendevoli.
    Ecco allora Milano, più energica e in forma di quanto lasciato trapelare sotto il velo della pretattica, spiccare il volo verso la vetta della classifica. Jenkins (31 punti con il 75% dal campo) e Simon cuociono a puntino il reparto guardie dirimpettaio, Macvan e Magro predono qualche colpo prima di mettere al guinzaglio i lunghi prealpini. Dall'altra parte la coperta risulta corta, e ad ogni tentativo di cucire ulteriore stoffa le dita escono insanguinate da aghi mal impugnati.
     
    [i][b]Percentuali da giorni della Merla. [/b][/i]Le rotazioni ridotte inducono Moretti e Repesa a predicare ritmo contenuto, con il risultato di tiri poco fluidi. La rubata con contropiede di Kangur accende la passione del Lino Oldrini, corroborata dai ciuffi dalla media di Galloway e Davies (10-4). L'EA 7 sperpera diversa possessi – sei in meno di dieci minuti – ma mostra i muscoli in difesa, in particolare con il fattore Macvan, assommando un parziale di 2-9 che manda ai titoli di coda un parziale vissuto sulla tavola da scacchi delle mosse tattiche piuttosto che sulle vibrazioni del parquet.
     
    [i][b]Moretti come Pozzecco. [/b][/i]Quando l'arciere Simon pesca dalla faretra un altro dardo pesante (12-18), per l'OJM matura il tempo del primo time-out. La difesa prealpina non risolve in difesa il rebus Jenkins, in doppia cifra in un batter di ciglia, così le [i]scarpette rosse [/i]fuggono sul 18-33 sfruttando l'asfissia di Varese: nessuna conclusione da tre a segno (0/10 a metà gara), accoppiamenti sbagliati, storie tese tra KK e Gallway (reo, come spesso accade, di produrre anarchia). Paolo Moretti spende la carta di un fallo tecnico per provare a scuotere i suoi, poi lamenta le continue ingerenze di Repesa e viene cacciato. Nessuna camicia strappata, ma alcune paroline rivolte al croato non mancano: la tribuna acclama il tecnico aretino e “rompe” il gemellaggio tra ultrà. Beghe di poco conto ai fini del tabellino, perché Cinciarini e Simon rincarano la dose, con un netto 22-40 al riposo.
     
    [i][b]Nessun accenno di rimonta. [/b][/i]Vanoncini ripropone lo stesso [i]starting five[/i], Wayns spezza la maledizione dall'arco ma in campo l'impressione è che i giocatori di casa siano più intenti a battibeccare che a eseguire il piano partita (emblematico il [i]missed match[/i] per il 2+1 di Macvan in concomitanza del 29-48). Il “ventello” di Jenkins risuona fragoroso nel silenzio di Masnago, il carattere di Kangur strappa gli applausi dei 4.300 presenti e vale il 36-55. Fuoco di paglia di un terzo quarto condotto da Milano con autorevolezza (+25 all'epilogo) senza necessità di strafare visti gli imminenti impegni di Coppa.
     
    [i][b]Decisioni pondetate per un intento comune. [/b][/i]Sprofondate a trentasei punti di distanza (quasi a ricordare un altro derby terrificante, perso sempre a mezzogiorno però contro Cantù), le maglie biancorosse racimolano qualche canestro per lenire le ferite, ma non gli strascichi, di un mezzogiorno senza fuoco nell'animo. C'è lo spazio per un fallo tecnico a Cerella, bersaglio di insulti acri come ad ogni ritorno a Masnago, e per una flebile reazione di orgoglio (bravissimo il giovane De Vita, con una rubata e il centro del 64-86), con il sottofondo dei cori dei tifosi meneghini: [i]la capolista se ne va[/i], affaticata come dopo un pic-nic primaverile.
     
    Se da un lato la sconfitta, calcolatrice alla mano, potrebbe non essere inficiante (l'EA 7 con gli innesti di Kalneitis e Batiste rinforzerà l'asse play-pivot riprendendo i galloni di favorita per la lotta al titolo), dall'altro ci auguriamo sia decisiva per una conduzione di mercato più coerente. Moretti ha dimostrato di saper gestire le sfide contro avversarie di pari grado incentivando e iniettando coesione nella mente dei proprio atleti. Elementi come Galloway sono controproducenti e mal compensano le assenza di Campani e capitan Cavaliero. Meglio uno in meno e gli altri più convinti, direbbe qualche vecchio saggio.
    Una domenica pomeriggio per meditare, prima di rituffarsi con la testa ai prossimi impegni. Larnaca, in casa, e Pesaro, in trasferta, saranno due viatici decisivi per provare a chiudere la pratiche girone di Fiba Cup e salvezza. Troppo brutta per esser vera, l'Openjobmetis di oggi: a tutto il clan l'onere di confermare la nostra impressione.

  • simon89
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3]
    [font=arial][size=4]Varese prova a fare strada in Europa e sogna di portare le Final Four di FIBA Cup al PalaWhirlpool. L’organizzazione delle finali della competizione nella quale l’Openjobmetis avrà il match ball casalingo mercoledì prossimo per l’accesso al terzo turno sarà assegnata in primavera dall’organismo di Monaco di Baviera che per ora ha inserito come unico criterio logistico la capienza minima da 3000 posti della sede della finalissima in programma dal 29 aprile all’1 maggio. Dal restyling del 2011 a oggi, il club di piazza Monte Grappa ha investito oltre 1 milione di euro nell’impianto di Masnago che avrebbe tutte le carte in regola per ospitare un evento internazionale di questa portata.[/size][/font][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3]
     [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3]
    [font=arial][size=4]La società biancorossa sta valutando con grande attenzione la possibilità di candidarsi per ospitare le Final Four di FIBA Cup: toccherà ovviamente alla squadra di Moretti centrare l’obiettivo sul campo per consentire al club biancorosso di farsi legittimamente avanti. D’altra parte, se Varese batterà Larnaca con 5 o più punti di scarto nel prossimo impegno di FIBA Cup, saranno aritmetici sia l’accesso al terzo turno (con un secondo bonus da 15mila euro) che il primo posto nel girone che varrà il fattore campo nell’ottavo di finale al meglio di tre partite. E i quarti? Il fattore campo nel secondo turno sarà assegnato in base ai punti e al quoziente canestri delle Last 32, dunque anche in caso di qualificazione aritmetica agli ottavi, servirà vincere - e possibilmente con ampio margine - l’ultima partita sul campo del Gussing. La vincente dell’eventuale ottavo Varese-Gaziantep (o Francoforte, se i turchi ribalteranno il meno 5 dell’andata mercoledì in Germania) sfiderà la vincente del match tra la prima del girone O (attualmente Villeurbanne, che nel prossimo turno affronterà in casa l’altra capolista Maccabi Rishon) e la seconda del girone P (spareggio nel prossimo turno tra Anversa e Ventspils). Lo spauracchio sono i francesi dell’Asvel, già incontrati due anni fa in Eurocup, attuale terza forza della Pro A con il veterano David Andersen sotto le plance e l’ex milanese Meecham in regia.[/size][/font][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3]
     [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3]
    [font=arial][size=4]L’eventuale quarto di finale con l’ausilio del fattore campo passa da altre due vittorie col piede affondato sull’acceleratore, ma per misurarsi contro realtà dello spessore di Villeurbanne, Ostenda, Francoforte e la stessa Cantù dell’era Gerasimenko, non si può prescindere dall’aggiunta di un giocatore di qualità superiore a quella di Ramon Galloway. L’uscita già ufficiale di Molinaro e quella dell’ex Tortona - che per ragioni tecniche sarà contestuale all’eventuale nuovo acquisto - permetterebbero di reinvestire un “gruzzoletto” da 15mila dollari al mese (sarebbe il secondo stipendio del roster attuale. Il mercato continua però a non proporre soluzioni ad hoc, ma la conclusione delle stagioni regolari di Cina e Australia - coincidente con il termine per i tesseramenti negli ottavi di finale di FIBA Cup - aggiungerà profili interessanti tra i giocatori non coinvolti nei playoff. Ma nell’equazione si potrebbe anche ragionare sugli eventuali “bonus” per la coppa: investire su un giocatore di profilo elevato aiuterebbe a raggiungere obiettivi più elevati, con la possibilità che l’esborso per l’ultimo tesseramento possa essere in parte o per intero ripagato dai risultati del campo (25mila euro per l’accesso ai quarti di finale; 250mila, 100mila, 70mila e 50mila per le partecipanti alle Final Four).[/size][/font][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3]
     [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'][size=3]
    [font=arial][size=4]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/size][/font][/color]

  • simon89
    [size=4][font=arial]L'Openjobmetis ci ha preso gusto. Due vittorie esterne di fila dopo aver vinto due partite su 11 nei primi 4 mesi di stagione corroborano le sensazioni positive espresse nel match inaugurale del 2016 contro Cantù. Infortuni a parte, nell'ultimo mese il mercato ha finito di far vorticare a ritmi da tornado le porte girevoli del roster: e lavorando sugli stessi effettivi con gerarchie ben definite, Paolo Moretti ha saputo dare un volto compiuto al "patchwork" più volte riveduto e corretto della prima fase della stagione.[/font][/size]
     
    [size=4][font=arial]Ed anche l'attuale identità operaia può produrre bottini elevati, se la circolazione di palla sa esaltare le qualità balistiche di un roster povero di creativi, ma ricco di mani morbide sul perimetro. E se c'è un solista che va troppo fuori dal coro, sta seduto in panchina: è capitato ieri a Maalik Wayns, rimasto a sedere per ampi tratti della ripresa dopo essere andato fuori dallo spartito. Ma alla luce delle scelte ancora una volta decisive nel rush finale, il messaggio è stato recepito dal play di Philadelphia, di nuovo sui livelli offensivi da prima punta che Varese gli chiedeva fin dalla scorsa estate.[/font][/size]
    [size=4][font=arial]E poi c'è l'effetto Kangur, che nel giro di un mese ha prodotto quel miglioramento generale del sistema di gioco auspicato da Paolo Moretti quando l'ala estone era tornata in biancorosso, non senza critiche e mugugni.[/font][/size]
     
    [size=4][font=arial]Due punti di riferimento importanti per guidare l'Openjobmetis verso gli obiettivi minimi di salvezza in campionato e ottavi di finale di FIBA Cup; le vittorie di Caserta e Minsk dimostrano che l'attuale versione della squadra di Moretti, riveduta e corretta nell'organico e nel "mansionario" rispetto alle premesse estive, è in grado di timbrare il cartellino su entrambi i fronti. Ma per provare ad alzare l'asticella serve chiaramente quell'addizione sul perimetro - al di là dei recuperi di Cavaliero e Campani - che il mercato continua a non proporre. Logico che i risultati positivi ottenuti in emergenza inducano ulteriormente alla prudenza società e staff nell'individuare con grande accuratezza l'elemento con cui sostituire Ramon Galloway. [/font][/size]
     
    [size=4][font=arial]Più che per un discorso play off al momento poco credibile, l'obiettivo vero per l'Openjobmetis può essere quello di arrivare fino in fondo in FIBA Cup. La tanto vituperata "coppetta" può diventare un evento di richiamo, a partire dallo spareggio di mercoledì prossimo per il primo posto con Larnaca: l'accesso alle Final Four garantirebbe un gruzzolo importante (da 50mila per la quarta a 250mila per la prima), con un innesto di qualità superare due turni play off e magari provare a portare l'evento al PalaWhirlpool (c'è il bando per l'organizzazione... ) sarebbe un bel modo di vivere una seconda parte della stagione che con le 4 vittorie dei primi 20 giorni di gennaio ha comunque già preso tutt'altro colore rispetto al plumbeo 2015...[/font][/size]

  • simon89
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]È sfumata definitivamente la pista Julyan Stone per Varese. Ieri sera è arrivato il no definitivo del Gaziantep alla richiesta del giocatore di lasciare la città al confine con la Siria per tornare in Italia: neppure la sosta del campionato turco ha cambiato le carte in tavola di una trattativa nella quale erano troppe le variabili da far coincidere per arrivare alla sospirata fumata bianca. Eppure che dal Royal Hali ci fosse il rischio-esodo lo conferma il fatto che nei giorni scorsi anche l'ex varesino Andy Rautins era stato offerto in Italia: ci aveva fatto un pensierino Capo d'Orlando, ma ieri anche l'Upea ha dovuto cambiare obiettivo.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Dunque si riparte daccapo su un mercato che continua a non offrire soluzioni convincenti: riproposto Kenny Hasbrouck in uscita da Cantù, che potrebbe garantire maggior affidabilità rispetto a Galloway, però la sensazione è che per l'ultimo tesseramento si vorrebbe un giocatore in grado di assicurare un salto di qualità, e non un innesto che sposterebbe relativamente in termini tecnici. Certo però a indurre in tentazione Varese è anche 1'occasione offerta dal mercato di piazzare Ramon Galloway ad Omegna, che ieri era in pressing sulla guardia ex Tortona col desiderio di inserirlo già sabato nel derby contro la sua ex squadra. Ma una partenza senza sostituto è esclusa a priori, dunque Galloway (impossibilitato a viaggiare in Bielorussia perché i tempi di concessione per il visto ad un americano - diversi da quelli per un europeo - non erano compatibili con quelli dei suo reintegro nei ranghi di domenica scorsa) resterà a Varese ad allenarsi per aumentare la condizione in vista del derby di domenica contro Milano.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]E nel frattempo l'Openjobmetis continua a scandagliare il mercato: fra poco più di due settimane saranno liberi gli eliminati dai playoff cinesi, ma nella stragrande maggioranza dei casi il salario medio che circola nella CB A è fuori portata per i biancorossi. E allora si potrebbe verificare la fattibilità dell'ipotesi Curtis Jerrells: il 28enne play-guardia campione d'Italia nel 2013-14 con Milano (8,5 punti e 1,8 assist in 22,9 minuti) è inattivo dall'infortunio al tendine d'Achille del giugno 2015 con Kazan, che ne detiene ancora i diritti contrattuali fino al 30 giugno. L'Unics lo ha riattivato in allenamento da tre settimane, ma non lo considera parte dei suoi programmi tecnici per la stagione corrente: c'è margine per una transazione dell'attuale contratto da 800mila dollari che renda appetibile per le casse di Varese un giocatore interessato a dimostrare di aver recuperato la forma migliore in un club in grado di proporgli visibilità internazionale come l'Openjobmetis? Al momento è poco più di una suggestione, in assenza di alternative plausibili giusto provare a verificare la fattibilità dell' operazione. Intanto Lorenzo Molinaro giocherà domani a Minsk l'ultima partita in biancorosso e da giovedì si aggregherà all'OraSi Ravenna di serie A2 anche se Luca Campani sarà probabilmente ancora inutilizzabile domenica contro Milano.[/color]
     
    Giuseppe Sciascia[/font]

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