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VareseFansBasketNews

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Varese e Julyan Stone, questo matrimonio non si ha da fare. La guardia statunitense ha posticipato ulteriormente la sua decisione in merito alla proposta contrattuale recapitatagli dalla Openjobmetis, che aveva messo nero su bianco tutte le condizioni accettate verbalmente dal giocatore. Ma ieri mattina il giocatore del 1988 ha nuovamente preso tempo per riflettere se lasciare o meno il Gaziantep.[/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Che la ragione dell'impasse possa essere legata da ulteriori - ma per ora soltanto ipotetiche - sirene da parte di club italiani più ambiziosi di Varese (escluso un ritorno di fiamma da parte di Venezia, si mormora di sondaggi da parte di Sassari) oppure l'effetto del ritorno nelle rotazioni del nuovo coach Dedos in FIBA Cup, poco importa alla società di piazza Monte Grappa. Che a questo punto ha lasciato cadere la pista Stone, avendo bisogno di un innesto in tempi rapidi anche alla luce dell'emergenza perimetrale legata all'infortunio di Daniele Cavaliereo.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Scartato comunque un ritorno sulla pista Sundiata Gaines, definitivamente archiviata al pari di quella per Kenny Hasbrouck, che anche con l'eventuale arrivo di Ukic resterebbe egualmente a Cantù come "straniero di coppa". E non sembrano elevate neppure le quotazioni per un ritorno in biancorosso di Rok Stipcevic. Prima di tutto perché la sua partenza da Sassari è al momento attuale soltanto un "rumor" che non trova seguito sull'effettiva disponibilità del giocatore sul mercato (eventualmente in uscita se e quando il Banco Sardegna inserirà un altro playmaker). E in secondo luogo, l'eventuale coppia Stipcevic-Wayns non convince Paolo Moretti, soprattutto alla luce della taglia fisica limitata di entrambi nell'ottica degli accoppiamenti difensivi perimetrali.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque si torna a scandagliare il mercato, valutando a tutto campo i free agent per le ragioni più disparate (l'ex romano Darius Washington o Nolan Smith) o i giocatori in uscita dall'Europa (DJ. Newbill da Villeurbanne). Ma tra i nomi proposti, il più affascinante - sia pure con diverse riserve -sarebbe quello di Sebastian Telfair. Il 30enne playmaker americano, superstar dei playground di New York da liceale con tanto di libro e documentario sulla storia, passato direttamente in NBA a 18 anni senza però lasciare il segno tra i professionisti come il cugino Stephon Marbury (8 squadre in 11 stagioni con 7.3 punti di media in 564 partite; l'ultima tappa a 8.4 punti e 2.8 assist lo scorso anno a Oklahoma City), è un elemento di indiscutibile talento offensivo che potrebbe accendere l'attacco dell'Openjobmetis come Jerome Dyson ha fatto con Torino e Austin Daye ha fatto con Pesaro. Il "lato B" della pista Telfair riguarda la totale assenza di esperienza europea (fuori dalla NBA ha giocato in Cina nel 2013-14enel 2014-15), la lunga inattività di quasi 12 mesi dopo aver chiuso la sua esperienza con gli Xinjiang Flying Ti-gers, e la necessità di affidargli in mano più o meno ad occhi chiusi le chiavi della squadra. Potrebbe essere un colpaccio, se e solo se Telfair volesse costruirsi una carriera europea partendo da Varese come accadde lo scorso anno per Eric Maynor: due mesi fa ci aveva provato senza esito Torino, le verifiche in atto su costi e condizioni di forma diranno se l'ipotesi può prendere corpo.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Accordo a un passo tra Varese e Julyan Stone. Smussato l'ostacolo sul primo tentativo biancorosso di lunedì, la guardia ex Venezia avrebbe accettato la proposta economica della società di piazza Monte Grappa. Dalla trattativa si è dunque passati allo scambio dei contratti: il club biancorosso attende il documento controfirmato - questione di fuso orario con la costa Ovest degli Stati Uniti, possibile fumata bianca già nella notte italiana - per l'annuncio ufficiale del 27enne giocatore americano che esaurirà il lotto dei 16 tesseramenti disponibili per la stagione 2015-16.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Stone non è certo il "solutore solitario" che ci si poteva aspettare dopo la sconfitta di Reggio Emilia; ma il successo nel derby contro Cantù, che ha ribadito i riscontri positivi dell'identità operaia già decisiva contro Minsk e Cremona, ha indotto società e staff tecnico a sparare l'ultima cartuccia per un eccellente giocatore di squadra - sia pure con pochissimi punti nelle mani - come la guardia del 1988. La soluzione definitiva per trovare la quadratura del cerchio è sostanzialmente analoga a quella che Varese aveva intrapreso puntando su Derwin Kitchen al posto di Ramon Galloway dopo la sconfitta inaugurale contro Caserta: una "guardiona" con stazza (198 centimetri per 91 chili), intensità difensiva ed elevato coefficiente atletico che gioca principalmente per gli altri, lasciando libero Wayns di esprimersi al meglio nei panni della prima punta.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E il Gaziantep, potenziale avversario di Varese negli ottavi di finale di FIBA Cup (il girone dell'Openjobmetis incrocerà quello dei turchi nel primo turno playoff)? Il Royal Hali non sembra opporsi alla partenza di Stone: il nuovo allenatore Dedas (giunto 20 giorni fa dopo il passaggio di Yure Zdovc all'Aek Atene) non avrebbe grande considerazione della guardia del 1988, che ha perso minuti nelle rotazioni e in coppa è il settimo straniero (stasera comunque in tribuna nella trasferta di Francoforte). A questo punto, a meno di colpi di scena dell'ultima ora, la road map della trattativa prevede il ritiro del visto direttamente in Turchia e l'arrivo a Varese entro il fine settimana. Per la FIBA Cup serve un anticipo di 3 giorni lavorativi ai fini del tesseramento in tempo utile per il match di mercoledì prossimo contro Gussing, nessun dubbio invece sull'esordio in campionato il 17 gennaio a Caserta nel match inaugurale del girone di ritorno. Ora le porte girevoli si chiuderanno definitivamente, almeno a livello senior; stasera arriverà in prova a Masnago Stipe Jelic, 14enne esterno croato di 192 centimetri proveniente da Spalato. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']La [/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']vittoria nel derby contro Cantù sposta l'attenzione dell'Openjob-metis da Sundiata Gaines a Julyan Stone. È la 27enne guardia che nel 2014/'15 ha giocato nelle file dell'Umana Venezia la prima scelta della società di piazza Monte Grappa per completare il restyling del roster. La trattativa è in piena evoluzione: ieri il club biancorosso ha recapitato l'offerta ufficiale al giocatore, attualmente in Turchia con il Royal Hali Gaziantep (4.4 punti e 5.1 rimbalzi in 21.3 minuti medi). L'atleta gradirebbe tornare in Italia, ritenuta più sicura per la famiglia (sposato con una bimba di 16 mesi) rispetto all'attuale location vicino al confine con la Siria; però il primo abboccamento non avrebbe prodotto l'immediata fumata bianca auspicata da Varese, decisa comunque a fare un nuovo tentativo nella giornata odierna.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Stone sarebbe un elemento dalle caratteristiche antitetiche rispetto a Gaines, attualmente "congelato" per una serie di valutazioni non solo tecniche che hanno indotto la coppia Moretti-Arrigoni a spostare le loro attenzioni verso un elemento di equilibrio e sostanza come Stone. Di certo non si tratta di un attaccante di razza: tra NCAA, NBA ed Europa, il 27enne prodotto dell'università di Texas el Paso non è mai andato in doppia cifra media. Ma il mix di potenza fisica e atletismo dell' esterno statunitense (198 centimetri per 91 chili) gli permette di riempire tutte le altre caselle dello scout: di fatto Stone - qualora la trattativa dovesse andare in porto - dovrà produrre punti per i compagni, mettendo in ritmo i numerosi tiratori frontali del roster biancorosso, e dare equilibrio di fianco a Maalik Wayns, che resterà il terminale principe del roster di Paolo Moretti dopo essersi guadagnato i galloni sul campo con le buone prove contro Cremona e Cantù. Avere accanto un elemento di sostanza come Stone ridurrà la dipendenza dell' attacco biancorosso dalle lune del playmaker di Philadel-phia, che potrà concentrarsi maggiormente sull'aspetto realizzativo lasciando nelle mani dell'ex Umana i compiti di tessitura della manovra.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Una scelta che premia l'indole operaia mostrata dall'OJM nelle ultime uscite casalinghe, puntando su un elemento votato al gioco di squadra per non stravolgere di nuovo equilibri e gerarchie faticosamente ristabilite dopo un girone d'andata all'insegna delle porte girevoli. Nella scorsa annata, a Venezia, Stone chiuse con 7,1 punti di media (col 39% da 2 e il 20% da 3) ma 7,6 rimbalzi - migliore in assoluto della squadra di Recalcati - più 4,2 assist, facendosi apprezzare da tutto l'ambiente orogranata per la disponibilità al lavoro sporco sui due lati del campo. Non confermato dalla Reyer (che ora lo rimpiange...) per puntare sull'ex varesino Mike Green, Stone si è rigiocato in estate la carta NBA (al suo attivo 47 partite e 61 punti in tre stagioni tra Denver e Toronto) partecipando al Camp di Oklahoma City, che l'ha tagliato a fine ottobre. Tornato subito in Europa, ha firmato con il Gaziantep, dove milita l'ex biancorosso Andy Rautins. Ora Varese prova a convincerlo a tornare in Italia pur con obiettivi diversi rispetto alle semifinali scudetto giocate a Venezia.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia [/font][/color][/size][/font][/color]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Festa grande per tutti, tranne uno: nel grande abbraccio collettivo che ha celebrato il successo liberatorio nel derby contro Cantù, la voce fuori dal coro del main sponsor biancorosso Rosario Rasizza ha segnato una stonatura significativa. Il "distinguo" dell'a.d. di Openjobmetis tra l'apprezzamento per la vittoria contro la Vitasnella e l'operato della società -poca chiarezza («confusione» il termine utilizzato) nelle scelte tecniche che si riflette anche sul parquet - non è una spigolatura di poco conto.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Un appunto forte nei confronti della gestione tecnica del club, vista la distanza dalle ambizioni playoff manifestate su queste colonne dallo stesso Rasizza a settembre? Di certo non si tratta del prologo di una exit strategy, se corrisponde al vero il fatto che l'euforia della vittoria nel derby abbia indotto lo stesso a.d. di OJM a ventilare propositi di rinnovo in tempi rapidi della sponsorizzazione. D'altra parte, l'attuale partner principale della società di piazza Monte Grappa è direttamente coinvolto nella gestione della società, visto che dal marzo dello scorso anno Marco Vittorelli - presidente di Openjobmetis e numero 2 dell'azienda - è uno dei cinque membri del CdA della Pallacanestro Varese, che ha avuto un ruolo determinante nel dettare le strategie di fondo (no a Sacchetti e sì a un manager, no a Iozzelli e sì ad Alberani) del mercato estivo. E all'interno del quale il vicepresidente Monica Salvestrin ha un rapporto privilegiato con Rasizza dopo aver creato le basi della partnership in corso nell'estate del 2014.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Nella mattinata di ieri l'a.d. dell'azienda gallaratese avrebbe corretto il tiro, indicando il bersaglio delle sue critiche sulle scelte tecniche nei troppi cambiamenti di organico che avrebbero creato incertezza nel gruppo, ma giudicando positivamente l'indole più italiana del gruppo riveduto e corretto. Resta però la sensazione di un "mal di pancia" legato ai risultati sportivi, ma soprattutto ad una modalità ritenuta poco aziendalistica nella gestione della società. Indubbiamente c'è grande differenza tra uno sponsor-tifoso come Renzo Cimberio (che pure non le mandava a dire a giocatori e allenatori) e un'azienda che chiede alla Pallacanestro Varese un adeguato ritorno di visibilità per il suo investimento. Openjobmetis ha richiesto - e parzialmente ottenuto - sforzi massicci da parte del club per andare incontro alle esigenze del suo main  sponsor in termini di marketing, promozione del brand e presenza sui social network oltre agli interventi sulla struttura di Masnago (eseguiti quelli dell'area hospitality, bloccati dall'impasse del Comune sul "cubotto" di piazza Monte Grappa che si voleva spostare fuori dal PalaWhirlpool per assicurare un punto vendita per il merchandising).[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Insomma OJM investe forte sulla pallacanestro, ma anche alla luce dell'ingresso diretto nella stanza dei bottoni vuole dire la sua nella gestione di un club nel quale vorrebbe importare la sua cultura d'impresa a livello di filosofie gestionali. E siccome in azienda chi sbaglia rende conto - ed eventualmente paga - quel distinguo domenicale sembra neppure troppo velatamente riferito al presidente Stefano Coppa. Prime mosse in vista della scadenza al 30 giugno del mandato dell'attuale CdA che rimetterà in discussione le cariche a partire dalla poltrona del comando in piazza Monte Grappa? Di certo i risultati sportivi deludenti espongono la società a critiche anche condivisibili, sebbene per chiudere in fretta il discorso salvezza sia preferibile l'unità di intenti di tutte le componenti dell'ambiente.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Cuore, carattere e... attributi. La ricetta semplice ma genuina delle tre C permette a Varese di mettere la firma sul derby numero 136, mettendo sotto una Cantù "salterina" e talentuosa sul perimetro con una prestazione che permette di ritrovare il feeling smarrito con i suoi tifosi. Il bis della vittoria prenatalizia contro Cremona - anche in quel caso sancita dal predominio a rimbalzo dei biancorossi - ribadisce che, almeno nella sua versione casalinga, l'Openjobmetis delle tute blu riesce a sprigionare un volume di gioco che - per quantità e intensità - le consente dì sopperire al potenziale limitato degli esterni.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'infortunio di Cavaliero, unica nota negativa di una serata importante per molti motivi, acuisce gli affanni numerici e qualitativi nel reparto guardie di una Varese che - così come accaduto contro la Vanoli - ha rischiato di afflosciarsi sotto il peso dei suoi limiti quando non ha più trovato sbocchi efficaci prodotti dal sistema corale. E' l'attuale rovescio della medaglia dell'indole operaia della squadra, con Kangur spina dorsale e i vari Ferrero e Varanauskas - inizialmente decimo e dodicesimo uomo - a mettere in campo tutta la voglia di guadagnarsi minuti. Però è proprio questo ritrovato spirito di corpo che ha permesso a Varese di mettere in cassaforte 4 punti preziosi in chiave salvezza, sposando l'identità marcata che Paolo Moretti ha fortemente voluto per correggere gli squilibri più evidenti del mercato estivo. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Detto e fatto: dopo un 2015 avaro di acuti, il nuovo anno s'inizia nel migliore dei modi per l'OJM. Il successo contro la Vitasnella vale ben più dei due punti, comunque importanti per allontanarsi dalla zona pericolo, perché consentirà a società e staff tecnico di ponderare con maggior serenità sulle necessità contingenti per rinforzare il roster. Ora la pausa per l'All Star Game servirà a tirare le somme sull'ultima operazione di mercato consentita dal regolamento: il riscatto di Wayns e la prova corale di alto livello che hanno piegato Cantù potrebbero modificare le valutazioni su Sundiata Gaines, obiettivo prederby col quale comunque non c'è stata ancora l'intesa economica. Esclusa l'idea Hasbrouck, non tanto per la prova incolore di ieri, quanto per l'impasse tra Vitasnella e Roko Ukic: per buona pace dei tifosi biancorossi il play croato sarebbe dubbioso anche sulla proposta dei brianzoli, non considerando un upgrade sufficiente il passaggio da Varese a Cantù (fino a prova contraria oggi a braccetto in classifica). [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E se il nuovo check di mercato in programma oggi evidenziasse la disponibilità di una guardia "equilibratrice" in grado di dare supporto a Wayns senza togliergli di mano il ruolo di prima punta? Se ne parlerà nel summit che stabilirà una volta per tutte l'indirizzo da dare al mercato; mercoledì a Larnaca sarà emergenza assoluta senza Campani né Cavaliero (spazio a Molinaro e al giovane Manuel Rossi), il rinforzo arriverà entro il weekend e mercoledì prossimo farà le prove generali contro Gussing in vista del debutto in campionato nella prima di ritorno a Caserta. Sia come sia, l'identità dell'Openjobmetis riveduta e corretta è marcatamente operaia: da capire se il gruppo ricompattato dalla regia occulta di Kangur e dallo spirito di italiani ed europei potrà digerire un altro solista, oppure se è preferibile andare nella direzione del collettivo, guardando realisticamente ad una tranquilla salvezza da conquistare con qualche altro scalpo nobile in casa e qualche impresa negli scontri diretti esterni del ritorno.[/font][/color][/size]

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](8 punti; 3/9 2p; 0/1 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Nel temutissimo confronto contro la batteria di lunghi biancoblù la fortuna risiede tutta nella serata svogliata di Johnson, bello solo per le statistiche. Davies prende le scelte sbagliate nei momenti più pericolanti e obbliga spesso Moretti ad optare per il quintetto piccolo.
     
    [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](8 punti; 1/5 2p; 2/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il buongiorno mattutino, questa volta, è solo una fugace impressione. Iniziata la contesa mandando a bersaglio due tiri pesanti, ritorna nel momento psicologico apatico: qualche protesta, qualche giro di difesa saltato, qualche palla sbucciata.
     
    [b]MAALIK WAYNS [/b](19 punti; 3/8 2p; 3/8 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il Giano Bifronte della regia prealpina sciorina la consueta prestazione di picchi ed errori. Sbaglia nella prima parte il [i]timing [/i]nell'orchestrare i compagni, tanto da lasciare il posto al furetto Varanauskas. Nel finale respira aria da derby a pieni polmoni e scala con successo la vetta.
     
    [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]I numeri non bastano a descrivere una prova gagliarda e sfacciata, condita da un canestro in entrata somigliante a una sfida di basket tre contro tre (di cui il lituano è nell'élite mondiale). Perde un pallone sanguinoso ma dinnanzi all'Abass di stasera sarebbe stata dura per chiunque.
     
    [b]DANIELE CAVALIERO [/b](3 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 3/3 tl)[b] VOTO: 6.[/b] Abbandona la sfida ad inizio ripresa quando una palla vagante gli costa una botta alla mano e soprattutto una presunta lussazione alla spalla (voci da post gara). Nel primo tempo inciampa qualche volta per poi prendere una rincorsa assieme a tutti i compagni.
     
    [b]LUCA CAMPANI[/b] (5 punti; 1/3 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Si è trascinato stoicamente fino al termine del girone di andata nonostante un ginocchio dolente. Assesta diverse giocate di esperienza (i rimbalzi offensivi del quarto periodo ricordano pepite d'oro nella corsa al [i]far west[/i]) ma manca della spinta fisica.
     
    [b]GIANCARLO FERRERO [/b](10 punti; 3/4 2p; 0/2 3p; 4/5 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Se l'anno scorso la palma d'oro di sorpresa della “classicissima” finì nelle mani di Balanzoni, questa volta è l'ala piccola piemontese ad esaltare la platea con un terzo quarto da capogiro: canestri roboanti e falli subiti con malizia, difesa tenace, urla rivolte ai compagni.
     
    [b]RIHARD KUKSIKS [/b](12 punti; 2/4 2p; 2/10 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Comincia il derby con il sangue negli occhi, prendendo tiri ogniqualvolta la difesa canturina gli lascia mezzo centimetro. Nella seconda metà prova a recitare lo stesso canovaccio, ma la [i]verve[/i] scema.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b](9 punti; 3/5 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Sei rimbalzi, frutto di posizionamento, e quattro assist, figli di sapienza cestistica, dimostrano il suo pedigree da veterano. Mezzo palazzetto trascorre la partita esclamando “tira!” quando le praterie della difesa ospite lo consentirebbero. Si accontenta di ciuffi sporchi o docili, lasciando il punto esclamativo per la sirena. Buon 2016!

  • Nicolò Cavalli
    La storiografia dei Varese-Cantù proponeva due scenari, diametralmente opposti, di sfide intercorse nell'ultimo decennio. Sia nella gestione Cadeo che in quella di Recalcati i padroni di casa apparivano sfavoriti alla vigilia. Nel primo caso si manifestò un terribile -35, nel secondo una prova tutto cuore (di Goss e Galanda su tutti) ribaltò il pronostico contro gli acerrimi nemici allora guidati da Trincheri.
    Ed ecco la truppa di Moretti scendere sulle assi di Masnago convinta e attenta (emblematico il dominio a rimbalzo: 51-31), capace di farsi trainare nei momenti più difficili dal carattere e dalla buona sorte. Di fronte il nulla a livello di immedesimazione, di attaccamento alla maglia, di orgoglio. Abass, con 19 punti e 6 rimbalzi, predica nel deserto di una squadra cambiata in corsa a suon di rubli, finendo in un turbinio di equivoci tecnici e di gerarchie.
     
    [i][b]Derby a metà. [/b][/i]Esauriti i convenevoli, con uno striscione di protesta contro il divieto di trasferta imposto ai tifosi brianzoli (sottoscriviamo, in parte, le perplessità sulla misura), l'Acqua Vitasnella sfrutta la maggiore esplosività - positivo l'impatto del giovane Tessitori - per issarsi sul 4-10. Un Kuksiks molto propositivo riporta in scia i prealpini in concomitanza dell'11-12, quindi la pulizia al tiro di Heslip punisce le disattenzioni difensive dei ragazzi di Moretti: 14-19. I polsi tremanti di Varese sporcano una delle poche statistiche confortanti dell'anno, quella dei tiri liberi, ma l'atteggiamento battagliero delle “seconde linee” produce la spinta per scrivere il 20-21 del primo intervallo.
     
    [i][b]Scarica di energia. [/b][/i]La discontinuità delle due squadre partorisce palloni persi e conclusioni affrettate, così i tentativi di accelerazione dell'OJM (sartoriale Kuksisks dall'angolo) trovano seguito solo dopo mille affanni grazie al primo sussulto di Wayns: 31-27 e pausa tecnica di Bazarevich. Dalla schiacciata pirotecnica sbagliata da Johnson, il Lino Oldrini trova l'entusiasmo delle grandi occasioni e spinge i padroni di casa sul 36-27. Il fallo tecnico comminato a Hodge instrada, ancor più, Cavaliero e compagni lungo la rotta dei gomiti alti e della cattiveria sotto i ferri, fino alla magnifica tripla di Faye dopo assist dietro la schiena di Kangur: 45-30. Cantù risponde con 4-0 di parziale ma all'intervallo, dicono voci di corridoio, il patron Gerasimenko innesca uno show furibondo. Realmente la pallacanestro italiana, per quanto scapestrata, necessita di simili personaggi?
     
    [i][b]I gregari guidano il plotone. [/b][/i]Capitan Cavaliero esce dal campo subendo una botta alla mano nell'intento di agguantare una sfera vagante, Varese sperpera alcune chance per incrementare il tesoretto (tabellone a lungo fermo sul 49-36) in quanto manca l'uomo capace di affossare l'avversario. La reazione dei cugini, giunta con colpevole ritardo, si manifesta con l'ascesa al ferro di Wojciechovski: lesto il richiamo di Moretti ai suoi sul 54-43. Tre canestri di Giancarlo Ferrero, dal Piemonte con ardore, accendono i riflettori su un protagonista a sorpresa nella partita più sentita della stagione. Ecco perché chiediamo, a continueremo a chiedere, più minuti sul parquet per gli italiani. Ben venga, in ogni caso, la fiondata di Varanauskas, ultimo sigillo biancorosso prima dell'inopinata palla persa capitalizzata, in contropiede, da Abass per il 64-52 al '30.
     
    [i][b]Rettilineo d'arrivo con il fiatone. [/b][/i]Il canestro di Abass (64-55) abbatte la soglia psicologica della doppia cifra di vantaggio, intanto Davies improvvisa un concerto di stonature che valgono un giro in panchina. Due punti di un claudicante Campani trovano la risposta di Heslip su ribaltone viziato da una palla accompagnata mal digerita come la Pedemontana. Problemi tecnici al cronometro rendono infinite le agonie di un parziale in cui i nostri tirano solo e soltanto allo scadere della sirena dei 24: melina allo stato puro. JJ Johnson porta l'Acqua Vitasnella al meno quattro (68-64), però l'abbozzo di rimonta non viene copiato in bella. Wayns segna a ripetizione, la difesa torna ermetica, Hasbrouck sbaglia tutto (i quotidiani, oggi, parlavano di un avvicinamento con Varese...) e saltano i primi tappi di spumante.
     
    Kangur, rincarando la dose, segna sulla sirena il dardo della festa, perché il derby va giocato e vissuto fino all'ultimo possesso. Questa volta il [i]cata su[/i] rimbomba nelle televisioni, dritto nelle antenne della Brianza e del comasco. La missione salvezza appare ancora lunga, ma il Campanile può svettare sorridente tra la foschia di un inverno complicato.

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Sarà con ogni probabilità Sundiata Gaines l'ultimo innesto stagionale dell'Openjobmetis. Sembra ormai esserci convergenza completa tra staff tecnico e dirigenza biancoros-sa per giocarsi la fiche conclusiva sul 29enne esterno statunitense: troppo rischioso attendere le mosse di Cantù, che ha rinviato a lunedì la chiusura dell'affare Roko Ukic, e comunque manterrà in organico uno dei tre americani in esubero col passaggio al 3+4+5 (in arrivo anche un centro europeo) per rispettare la regola dei 7 contratti stranieri depositati. Dopo un'estate dove le scelte esotiche su americani senza esperienza in A non hanno pagato, per Gaines - così come per Kangur - ha prevalso la linea dell'usato sicuro caldeggiata da Paolo Moretti. E le referenze positive arrivate da Avellino, almeno per quanto riguarda il periodo finale della stagione 2014-15 nella quale l'esterno americano ha giocato da guardia, avrebbero convinto definitivamente la società di piazza Monte Grappa a seguire l'indicazione del coach toscano.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']In ogni caso prima di chiudere definitivamente la trattativa si attenderà lunedì, proseguendo a monitorare il mercato per verificare eventuali disponibilità alternative; ma a meno di clamorosi colpi di scena, sarà Gaines a prendere il posto di Galloway. In favore dell'esterno del 1986, efficace giocatore di pick&roll ma tiratore alterno da perimetro (33,5% da 3 e 61,5% ai liberi nelle sue precedenti stagioni in Italia), gioca la capacità di attaccare il ferro grazie a un fisico compatto ( 186 centimetri per 95 chili). L'esterno ex Cantù e Avellino, elemento sicuramente più potente che esplosivo, avrà un ruolo da "solutore" offensivo, capace di produrre punti per sé e per gli altri a difesa schierata per aumentare il potenziale d'attacco attualmente modesto della squadra di Moretti (penultima in serie A con 72.0 punti di media; solo 68,0 - contando anche l'overtime contro Cremona - nelle 5 gare senza Ukic). A giostrare in regia resteranno Wayns e Varanauskas, mentre Gaines occuperà stabilmente il ruolo di guardia con il compito di terminare e non di iniziare i giochi. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque Varese utilizzerà il tesseramento numero 16 - l'ultimo consentito dal regolamento - per il play-guardia ex Cantù e Avellino, che dovrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana e debuttare in occasione del match del 13 gennaio contro i Gussing Knights che concluderà l'andata delle Last 32 della FIBA Cup. Per tutto il girone di ritorno, ossia dal 17 gennaio sul campo di Caserta al 30 aprile a Cantù, l'OJM non potrà effettuare ulteriori movimenti in entrata, giocandosi la salvezza con il roster attuale. L'unica eccezione riguarderà Lorenzo Molinaro: la 23enne ala forte resterà a Varese fino a fine mese, rientrando nelle rotazioni di coach Moretti in virtù dello stop preventivato per Luca Campani dopo il derby contro Cantù. Il punto finale sarà effettuato lunedì; il programma prevede comunque tre settimane di riposo, saltando le gare contro Caserta e Milano. Col rientro del lungo di Reggio Emilia, Molinaro sarà girato in prestito in A2 a Ravenna.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Un 2015 all'insegna delle porte girevoli tra giocatori, allenatori e dirigenti, che ha avuto come minimo comune denominatore le delusioni del campo a dispetto degli innumerevoli cambiamenti. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'anno solare ormai agli sgoccioli passerà comunque alla storia della Pallacanestro Varese: nella ricorrenza dei 70 anni dalla fondazione della società sportiva più titolata della città, è successo di tutto e di più tra addii clamorosi -su tutti quelli di Cecco Vescovi e Gianmarco Pozzecco - e ripetuti colpi di scena. Il genere del film riassuntivo del 2015 non può che essere il thriller con sfumature noir, a partire dall'escalation di tensione nei rapporti tra Cecco Vescovi e Gianmarco Pozzecco, sfociati nelle clamorose dimissioni del simbolo dell'era Varese nel Cuore a metà febbraio. Solo 5 giorni dopo l'addio irrevocabile di Cecco, ecco il passo indietro del Poz dopo l'amichevole di Casale Monferrato in cui si rese conto di non avere più il controllo della squadra; al capezzale biancorosso fu chiamato Attilio Caja, che con la cura del lavoro e del pragmatismo guarì il malato assicurando la salvezza senza patemi a Varese. Ma non riuscì a far breccia nel cuore della società, che si muoveva per programmare il futuro: a fine aprile il contatto con Meo Sacchetti quando il rapporto con Sassari (mai disposta però - anche nel secondo tentativo a giugno inoltrato - a versare una buonuscita per i 3 anni residui di contratto) sembrava già agli sgoccioli. Salvo poi, per cultura aziendale dei membri del CdA, scegliere un dirigente e non un allenatore come figura chiave cui affidare un ampio mandato. Iniziò così il ballottaggio Iozzelli o Alberani: il primo arrivò ai colloqui coi favori del pronostico, il secondo convinse maggiormente il CdA. Ma rimase impigliato nelle righe piccole del contratto con Roma: nel frattempo Paolo Moretti si era liberato da Pistoia, trovando subito feeling con Stefano Coppa, e fu il coach l'uomo forte con Bruno Arrigoni d.s. di garanzia. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Abortita subito la strategia del 5+5 caldeggiata da dirigenza e consorzio dopo il no di Vitali, si optò rapidamente per 3+4; le aspettative elevate per l'Openjobmetis "esotica" - con 7 stranieri all'esordio in serie A e 5 mai visti in Italia - si sono però scontrate con la realtà del campo, che ha evidenziato errori evidenti in sede di mercato. L'allarme rosso acceso dopo il disastroso debutto con Caserta ha portato al tampone di lusso Roko Ukic, ma l'aggiunta del croato (col quale Varese ha conquistato 8 punti su 10 totalizzati in campionato) ha funzionato solo nel breve periodo. Nel frattempo il "taglia e cuci" (fuori Thompson, Shepherd e Galloway; dentro Kuksiks, Kangur) non ha eliminato gli squilibri più evidenti di un roster povero di qualità in regia e di fisicità sotto i tabelloni. Riposte nel cassetto le ambizioni playoff, Varese guarda al 2016 con l'obiettivo di chiudere in fretta un discorso salvezza che si annuncia più difficile dell'anno appena concluso. Ma pur con qualche certezza in più rispetto al 2015, partendo da Moretti in panchina e da uno zoccolo duro di contratti italiani, si annuncia un altro anno all'insegna dei cambiamenti - e non solo per la scadenza al 30 giugno del mandato dell'attuale CdA della Pall. Varese - per invertire il trend negativo che arriverà a tre anni consecutivi senza Coppa Italia né playoff. L'importante è che le delusioni del campo non inducano a gettare via il bambino con l'acqua sporca, coinvolgendo anche i settori in crescita come il giovanile (specie con Max Ferraiuolo dietro la scrivania) e il marketing che ha permesso di tenere botta sul fronte sponsor nonostante i risultati negativi.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

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